La riabilitazione logopedica nelle disfonie nodulari in età evolutiva. Il video, preparato dalla dottoressa Rosita Baratto, consulente logopedica all’Ospedale San Carlo di Nancy con cui collaboro da tanti anni, illustra in modo chiaro e didattico i concetti della Terapia Logopedica dei noduli vocali in età pediatrica.
Vengono presentate le cause della formazione di noduli nel bambino – malmenage e surmenage vocale – e lo scopo della terapia logopedica, volta a ripristinare l’equilibrio tra le funzioni fonatoria, articolatoria, respiratoria e posturale.
L’iter riabilitativo prevede la collaborazione con lo specialista otorinolaringoiatra che formula la diagnosi, per poter progettare una terapia personalizzata.
Fondamentale è il rapporto e coinvolgimento dei genitori cui segue una valutazione pneumo-fono-articolatoria diretta sul bambino.
Successivamente si attua il trattamento logopedico indiretto, ovvero fornendo al genitore una serie di indicazioni sullo stile di vita corretto che il bambino può utilizzare.
La terapia diretta sul bambino comporta la esecuzione di esercizi pneumofonoarticolatori in maniera ludica e graduale.
La terapia termina quando il bambino comprende di avere una nuova voce e di saperla utilizzare nel quotidiano in maniera efficiente ed abituale.
La visita otorinolaringoiatrica finale certifica il successo della terapia con la scomparsa dei noduli.
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Accuratezza diagnostica dell’HPV circulating tumor DNA nelle masse laterali cistiche del collo. Le neoformazioni cistiche laterali del collo negli adulti rappresentano comunemente metastasi linfonodali da carcinoma squamoso orofaringeo HPV associato (OPSCC) oppure lesioni benigne.
Poiché le lesioni cistiche sono relativamente acellulate, l’agoaspirato (FNAB) è spesso non diagnostico.
Uno studio del Vanderbilt University Medical Center, Nashville, Tennessee, USA, ha valutato l’efficacia in questi casi della misurazione del DNA HPV tumorale circolante. I pazienti inclusi nello studio sono stati 32.
HPV ct-DNA è risultato positivo in 20/32 (62.5%) dei casi, tutti associati a OPSCC HPV correlato.
In 4 pazienti risultati HPV ct-DNA negativi è stato successivamente diagnosticato OPSCC HPV correlato (sensitivity: 83%, specificity: 100%, PPV: 100%, NPV: 67%).
La conclusione degli autori è che HPV ct-DNA dimostra una alta specificità e può completare il work up diagnostico standard delle masse latero cervicali cistiche degli adulti con FNAB non diagnostica.
BIBLIOGRAFIA Michael R Papazian, Melanie D Hicks, Kyle Mannion, Meghan Turner, Michael C TopfDiagnostic Accuracy of HPV Circulating Tumor DNA Following Non-Diagnostic FNA of a Cystic Lateral Neck Mass.Head & Neck 2026, 48,2, https//doi.org/10.1002/hed.70060.
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Efficacia dei farmaci biologici nella sinusite allergica recalcitrante. Uno studio di review della letteratura della Catholic University of Korea, Seoul, Korea, ha indagato l’efficacia dei farmaci biologici nella Sinusite fungina recalcitrante (AFRS).
I pazienti selezionati da 6 studi erano 60. Tutti i farmaci biologici testati (dupilumab, mepolizumab, and omalizumab) mostravano un significativo miglioramento dello SNOT-22 score, dello score endoscopico, della conta degli eosinofili del sangue e del livello totale di IgE.
Questi reperti fanno ipotizzare un ruolo dei farmaci biologici nei pazienti con sinusite fungina recalcitrante ai trattamenti convenzionali
BIBLIOGRAFIA Yeon Hee Im , Gulnaz Stybayeva, Se Hwan Hwang.Short-Term Efficacy of Biologics in Recalcitrant Allergic Fungal Rhinosinusitis: A Systematic Review and Meta-analysis.Otolaryngol Head Neck Surg. 2025 Oct;173(4):840-847. doi: 10.1002/ohn.1339.
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Il collasso dell’epiglottide nell’OSA. Dan Chen e Coll hanno pubblicato questo lavoro su World Journal of Otorhinolaryngology-Head and Neck Surgery sul collasso dell’epiglottide e sulle sue possibilità e opzioni terapeutiche. Vi presento una sintesi del lavoro tradotta in italiano.
Introduzione
L’apnea notturna ostruttiva (OSA) è una condizione patologica complessa caratterizzata da ricorrenti episodi di collasso delle vie aeree durante il sonno che comportano momenti di ipossiemia notturna intermittente ed interruzione del sonno.
La chirurgia delle vie aeree è una delle chiavi del trattamento delle Apnee quando le terapie conservative sono inefficaci o scarsamente tollerate.
L’accurata identificazione del sito ostruttivo è essenziale per personalizzare l’intervento chirurgico.
È evidente che l’impatto del collasso dell’epiglottide nell’OSA è più frequente di quanto si pensi.
La Drug-induced sleep endoscopy (DISE) è una procedura diagnostica adatta alla valutazione dinamica delle vie aeree superiori inducendo un sonno simile a quello naturale che consenta di fornire una accurata rappresentazione delle vie aeree superiori diversa da quella della visita con paziente sveglio.
La DISE può evidenziare un collasso dell’epiglottide non visibile nelle sezioni di visita da svegli. Tale condizione è certamente sottostimata con la visita ambulatoriale da svegli ed il suo riconoscimento è particolarmente importante per la pianificazione ed il successo della terapia chirurgica.
Prevalenza
Il collasso dell’Epiglottide ha una incidenza estremamente variabile nell’OSA (11.5% – 73.5%) a seconda dei criteri diagnostici utilizzati. La classificazione VOTE suddivide il collasso in antero posteriore e laterale. Esistono altri sistemi classificativi: The Francia–Lugo classification ricavata dall’esame di oltre 600 soggetti sintetizza il collasso in (1) collasso primario (76%), che include collasso antero posteriore con una epiglottide rigida (trapdoor)
(Figura 1 World Journal of Otorhinolaryngology-Head and Neck Surgery 2025 )
e collasso antero posteriore con una epiglottide fluttuante (floppy)
(Figure 2 World Journal of Otorhinolaryngology-Head and Neck Surgery 2025)
e collasso latero-laterale con una epiglottide ad omega (book)
(Figure 3World Journal of Otorhinolaryngology-Head and Neck Surgery 2025 )
e (2) collasso dell’epiglottide secondario (24%), risultante dalla compressione delle strutture adiacenti.
La classificazione DISE, di più facile applicazione distingue un prolassamento antero-posteriore, un depiazzamento posteriore ed una flessione laterale
La patogenesi del collasso dell’epiglottide rimane sconosciuta.
I fattori che contribuiscono a questa condizione possono includere (1) collasso secondario del tetto linguale; (2) incompleto sviluppo dell’epiglottide: questa condizione può portare ad un collasso laterale. Inoltre un indebolimento acquisito della laringe, spesso risultante da chirurgia del collo posteriore o radioterapia, può indebolire l’epiglottide e ostacolare la sua capacità di mantenere aperte le vie aeree aumentando il rischio di collasso; (3) l’effetto botola (trapdoor phenomenon), un collasso completo isolato antero -posteriore dell’epiglottide; (4) modificazioni correlate all’età come l’epiglottide flaccida caratterizzata da depiazzamento posteriore isolato dell’epiglottide durante la inspirazione, spesso riferito ad un prolasso della epiglottide.
Il russamento associato al collasso dell’epiglottide è tipicamente su basse frequenze.
DISE-Based Artificial Intelligence
L’ applicazione della Intelligenza Artificiale alle immagini endoscopiche computerizzate può in prospettiva permettere un preciso calcolo della ostruzione al sito epiglottide e fornire un dettagliato valore della severità del collasso dell’epiglottide.
Metodi non invasivi possono predire un collasso dell’epiglottide analizzando il pattern di flusso aereo durante il sonno correlato alle strutture faringee.
Un severo negative effort dependence (NED) e un flusso aereo inspiratorio interrotto sono considerati un marker di collasso dell’epiglottide.
Anche la Ecografia laringea in inspirazione nell’infanzia può identificare un prolasso posteriore dell’epiglottide.
In alternativa la TAC sopraglottica inspiratoria dinamica in un piano sagittale può evidenziare una epiglottide di lunghezza superiore a 16.6 mm fortemente predittiva di collasso.
Trattamento
Trattamenti Conservativi
CPAP Dimostra una efficacia subottimale nell’OSA con collasso dell’epiglottide. La pressione della CPAP può spingere l’epiglottide indietro nell’aditus laringeo restringendo le vie aeree superiori e potenzialmente esacerbando l’OSA e contribuendo alla intolleranza alla CPAP. La CPAP nasale può generare una sensazione di soffocamento con collasso dell’epiglottide.
Terapia Posturale Il collasso dell’epiglottide è virtualmente abolito dalla posizione laterale con un incremento della ventilazione del 45% rispetto alla posizione supina anche se gli effetti posizionali sulla rilevazione dei parametri di apnea (AHI) risultano estremamente variabili.
Oral Device L’ostruzione dell’epiglottide diminuisce utilizzando i Mandibular advancement devices (MADs) per un periodo di almeno un paio di anni, portando ad un significativo miglioramento dei parametri dell’apnea (ODI e AHI ) come documentato da diversi studi.
Trattamenti Chirurgici
Epiglottis Stiffening Operation (ESO) Utilizzando l’aspiratore-coagulatore di Kleinsasser in esposizione microlaringoscopica, si procede alla ablazione della mucosa tra le pliche glotto epiglottiche, specificatamente nell’area rettangolare sita fra il terzo superiore ed i 2/3 inferiori dell’epiglottide, per ottenere una significativa retrazione cicatriziale che irrigidisce ed anteriorizza la cartilagine epiglottica. È fondamentale assicurarsi che l’elettrocauterio in profondità raggiunga la cartilagine della faccia linguale dell’epiglottide, per promuovere l’irrigidimento e la retrazione cicatriziale durante i processi di guarigione. L’indicazione per ESO è il collasso primario dell’epiglottide.
Partial Epiglottidectomy È effettuata con laser o ellettrocauterio monopolare per asportare una porzione dell’epiglottide. La forma della porzione asportata avviene secondo forme e modalità diverse:
V-Shaped Partial Epiglottidectomy Viene asportata la porzione centrale superiore dell’epiglottide preservandone la base per un triangolo equilatero rovesciato (V shape) del diametro di circa 1 cm di lato. Viene preferenzialmente utilizzato KTP laser, ma anche l’elettrocauterio monopolare. L’indicazione è l’epiglottide flaccida.
U-Shaped Partial Epiglottidectomy In questo caso l’asportazione è a forma di U, preferenzialmente con Laser CO2. Sono trattate epiglottidi flaccide, lasse, lunghe. La U-shaped partial epiglottidectomy preserva più tessuto epiglottico ma richiede un periodo di guarigione più lungo rispetto alla tecnica V-shaped che minimizza il rischio di aspirazione. Gli studi documentano miglioramento dei sintomi nell’85% dei casi senza complicanze o stenosi delle vie aeree.
Wedge Partial Epiglottidectomy Viene eseguita con Laser e comporta l’asportazione di un cuneo della cartilagine epiglottica superiore. Non sono descritti disturbi della deglutizione.
Epiglottopexy
Endoscopic Epiglottopexy Comporta, con strumenti endoscopici per via transorale, la fissazione dell’epiglottide con l’ago di Lichtenberger alla base della lingua da posteriore ad anteriore con 2 suture di fissazione trasversali e una verticale ad angolo stretto.
Glossoepiglottopexy È una epiglottopessi transorale laser assistita. Comporta una vaporizzazione selettiva della mucosa ed una fissazione dell’epiglottide alle strutture laringee glottiche (commissura anteriore o regione glottica anteriore).
Robotic Epiglottopexy L’epiglottopessi viene eseguita con tecnica robotica che migliora la visualizzazione e precisione intraoperatoria.
Upper Airway Stimulation (UAS) La neuromodulazione ottenuta è ancora da dimostrare abbia un vantaggio sul collasso dell’epiglottide e richiede ulteriori validazioni.
Importanza della pH-impedenzometria nella determinazione del Reflusso Faringolaringeo nei pazienti con granuloma laringeo da contatto. L‘utilizzo del monitoraggio pH impedenzometrico ipofaringo-esofageo intraluminale multicanale delle 24‐h (HEMII‐pH) per determinare la prevalenza e le caratteristiche del Reflusso Faringolaringeo in pazienti con granuloma laringeo da contatto, è stato evidenziato in uno studio retrospettivo coreano su 41 pazienti.
25 di essi (61.0%) erano risultati reflusso positivi e 16 (39.0%) reflusso negativi, con assenza completa di eventi di reflusso ipofaringeo.
Dal punto di vista quantitativo veniva riscontrato un reflusso debolmente acido nel 46.2% degli episodi; debolmente alcalino nel 44.3%.
Gli eventi francamente acidi erano pochi (9.5%).
La maggior parte degli episodi avvenivano durante la postura eretta (94.8%), con solo il 5.2% durante la postura sdraiata.
Tra le lesioni granulomatose unilaterali, la stragrande maggioranza degli eventi reflusso positivi coinvolgeva il lato sinistro (76.2%), mentre nei casi reflusso negativi non vi era una significativa prevalenza di lato.
Dal punto di vista sintomatologico, lo score del Reflux Symptom Index (RSI) risultava avere una scarsa corrispondenza con lo stato del reflusso ipofaringeo determinato dalla pH-impedenzometria (sensitività 50.0%, specificità 46.7%, PPV 60.0%, NPV 36.8%).
La conclusione degli autori dello studio è che il valore della diagnosi di reflusso faringolaringeo basata sui sintomi o sulla empirica acido-soppressione nei pazienti con granuloma è decisamente limitato.
Una determinazione pretrattamento della pH impedenzometria delle 24 ore è in grado di fornire un approccio iniziale “base evident” superiore rispetto alla sola terapia empirica e supporta interventi comportamentali personalizzati.
Tumori tiroidei differenziati T3b: la sopravvivenza è uguale dopo lobectomia o tiroidectomia totale. Uno studio cinese su 6,920 pazienti affetti da Carcinoma tiroideo differenziato (DTC) T3b (tumore>4 cm che invade i muscoli anteriori del collo), dimostra che l’estensione della demolizione chirurgica ha un minimo impatto sulla sopravvivenza.
A 10 anni la sopravvivenza globale è risultata 89.9% dopo Lobectomia contro 89.6% dopo tiroidectomia totale.
Per gli autori, nei T3b DTC la Lobectomia, pertanto, può essere considerata una opzione appropriata per pazienti selezionati, previlegiando una scelta chirurgica personalizzata, rispetto a quella universale della tiroidectomia totale.
BIBLIOGRAFIA Chen Li , Xiangyi Xiao, Hongqin Jiang, Baizhao Li, Yuxuan Zhu , Xinying Li, Hui Ouyang Comparable survival after lobectomy and total thyroidectomy for T3b differentiated thyroid carcinoma: A population-based study. Oral Oncol.2026 Feb 16:175:107891. doi: 10.1016/j.oraloncology.2026.107891
Personalmente in questi casi, secondo le linee guida della ATA e NCCN preferisco fare sempre la Tiroidectomia Totale, dato che il tumore ha superato la capsula, allargata ai muscoli cervicali interessati e possibile radioiodioterapia successiva. Il trattamento del collo dipende dal coinvolgimento o meno di N.
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Quiz Case n. 7: Neoformazione Intraparotidea. Il caso riguarda una donna giovane che si presenta alla nostra attenzione per una neoformazione intraparotidea di 2×2 cm presente da 8 anni, lievemente aumentata negli ultimi mesi.
La paziente non riportava altre manifestazioni patologiche concomitanti.
Clinicamente la lesione si presentava di consistenza aumentata mobile sui piani profondi e superficiali indolente. Non vi era alcun deficit della funzionalità del nervo faciale.
Alla ecografia, che la paziente aveva già eseguito, la neoformazione si presentava ben definita, nodulare ipoecoica, moderatamente disomogenea con scarsa vascolarizzazione interna.
Il primo quesito ècosa fareste tra FNAB- Core biopsy- CT/MRI? Seguendo le nostre procedure standard abbiamo fatto un agoaspirato su guida ecografica che ha evidenziato materiale acellulare, composto da materiale amorfo e rari cluster di cellule fusate, senza atipia: non diagnostico.
La scelta successiva fra le ipotesi di a) ripetere FNAB b) Core biopsy c) RMI d) Chirurgia è stata quella di eseguire una RM che ha mostrato una lesione ben definita isointensa in T1, iperintensa in T2 con moderata presa di contrasto dopo somministrazione di gadolinio.
Venivano evidenziati altri due noduli apicali in regione parotidea compatibili con linfonodi.
Non potendo avere una diagnosi preoperatoria meglio definita, con dati comunque suggestivi per una lesione di natura benigna, si è proceduto all’intervento di Parotidectomia superficiale sovraneurale con conservazione del nervo facciale ed esame intraoperatorio estemporaneo al congelatore.
Nelle manovre chirurgiche di liberazione del nervo facciale si repertava un ramo periferico della branca inferiore del nervo indissociabile dalla massa e si era costretti a sacrificarlo. Al risveglio dalla proceduta chirurgica la paziente non presentava deficit di motilità del faciale.
Il risultato dell’esame estemporaneo non risultava nuovamente diagnostico, non permettendo di escludere l’adenoma pleomorfo, confermando l’assenza di atipie, ma rimandando la diagnosi all’esame definitivo.
Il patologo unitamente all’esame tradizionale con colorazione E&E riteneva indispensabile un pannello di esami immuniistochimici con S100- CK-Actina-Desmina- Melan A. Non era disponibile e quindi non veniva eseguito CD34.
La diagnosi istopatologica finale individuava una patologia rara intraparotidea, confermando la difficoltà diagnostica preoperatoria.
Nel video vengono individuati i critical points del caso e la procedura eseguita, efficace e non dannosa per il paziente, è ritenuta corretta anche se parzialmente discutibile se fosse stato possibile avere una diagnosi preoperatoria certa.
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Iniezione pterigopalatina di anestetico e vasocostrittore nella FESS migliora il campo operatorio. Il sanguinamento intraoperatorio può essere un problema nella chirurgia endoscopica rinosinusale, tecnica chirurgica mininvasiva largamente utilizzata nel trattamento della patologia rinosinusale.
Uno studio di metanalisi della Konyang University Hospital, Daejeon, Republic of Korea, ha indagato l’utilità di iniezioni pterigopalatali di lidocaina ed adrenalina durante la chirurgia endoscopica rinosinusale, soprattutto il miglioramento delle condizioni del campo chirurgico e la riduzione della pressione arteriosa.
I pazienti selezionati dai lavori con i requisiti richiesti erano 322 (età media 30-48 anni).
Sia le condizioni del campo operatorio che i valori della PA intraoperatoria media risultavano migliori nei casi con iniezioni pterigopalatine rispetto alla popolazione di controllo (iniezioni di soluzione fisiologica).
La riduzione del sanguinamento (-9.47 mL di media) e la riduzione dei tempi chirurgici (-4.28 minuti di media) risultavano in complesso poco significative.
Non sono stati riscontrati negli studi presi in considerazione effetti avversi locali o generali della iniezione di anestetico e vasocostrittore.
Viene suggerita prudenza ed attenzione nei pazienti anziani tenendo conto delle condizioni individuali dei singoli pazienti.
BIBLIOGRAFIA Sung Ryul Shim, Jieun Shin Cheol Mog Hwang,Yong Kyun Kim, Jong Bum Park, Jong-Yeupkim.Reduction of Bleeding From Pterygopalatal Injection A Systematic Review and Meta-Analysis. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2025; 151(4):389-395. 10.1001/jamaoto.2024.5047.
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L’infiltrazione cutanea fattore predittivo di rapida recidiva nel carcinoma squamoso testa collo. Una indagine retrospettiva di 10 anni su 246 pazienti sottoposti a chirurgia e successiva terapia adiuvante per Carcinoma squamoso cervico facciale (HNSCC) ha evidenziato come l’infiltrazione cutanea sia un fattore indipendente unico di predittività di rapida (recidiva OR = 3.492, p = 0.039).
Altri fattori negativi sono lo stato linfonodale, il numero di pacchetti di sigarette fumati in 1 anno, e le dimensioni del tumore.
Nuovo strumento per valutare la ostruzione nasale: Nasal Obstruction Disability Index (NOSI). L’ostruzione nasale è un problema molto comune della popolazione generale.
Diversi sono i fattori etiologici corresponsabili: condizioni infiammatorie, strutture anatomiche, patologie come deviazione settale, poliposi nasale, ipertrofia adenoidea, rinosinusite cronica o allergia
Sono stati adottati nel tempo diverse scale di valutazione per misurare la severità della malattia nasale I suoi effetti sulla qualità di vita e per valutare l’efficacia del trattamente intrapreso come Nasal Obstruction Symptom Evaluation Scale (NOSE), Sinonasal Outcome Test (SNOT 22), and Rhinoconjunctivitis Quality of Life Questionnaire (RQLQ].
L’ostruzione nasale comporta spesso problemi emozionali e sociali oltreche’ funzionali che possono danneggiare la qualità di vita.
Non esiste finora una scala di valutazione che determina la severità della ostruzione nasale sia da una prospettiva funzionale che psicosociale, indipendente dalle cause etiologiche.
Ecem Savim Aki e coll. hanno pubblicato su Eur Arch Otolaryngol un protocollo di valutazione volto a quantificare solamente la soggettiva severità della ostruzione nasale da una prospettiva funzionale e psicosociale, indipendentemente dalle cause che l’hanno provocata.
Il questionario è stato somministrato a 203 pazienti adulti, vergini da precedenti trattamenti chirurgici, afferenti alla struttura ospedaliera, lamentando ostruzione nasale e seguiti per almeno 3 mesi. I quesiti sono 27 suddivisi in quattro campi subdimensionali Functional Problems, Sleep Problems, Social Problems, e Emotional Problems.
Le analisi statistiche hanno confermato la consistenza interna, la validità e l’eccellente riproducibilità della scala per valutare l’effettivo valore e severità del sintomo soggettivo di ostruzione nasale nella qualità di vita del soggetto. È uno strumento altrettanto valido per giudicare i risultati delle procedure chirurgiche