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Svuotamento latero cervicale sopraomoiodeo

Svuotamento Latero Cervicale Sopraomoioideo. Il video è una sintesi completa dei tempi chirurgici dello svuotamento latero cervicale sopraomoiodeo, presentati separatamente in altri video.

Lo svuotamento sopraomoioideo è uno svuotamento selettivo dei livelli I-IIA-IIB e III, utilizzato soprattutto nei tumori del cavo orale ed orofaringe in stadio N0 o con linfonodi sospetti al I livello solamente.

Pur non essendovi un protocollo rigido sulla sequenza dei tempi chirurgici da seguire, preferenzialmente parto dalla liberazione del muscolo sterno cleido mastoideo, dal reperimento del nervo accessorio spinale e dallo svuotamento del recesso sovraspinale (IIB) e del II livello A.

Repertato e seguito il muscolo omoioideo dal basso verso l’alto fino all’osso ioide, eseguo lo svuotamento del I livello comprensivo in questo caso della ghiandola sottomandibolare, non prima di aver trovato e preservato il ramo marginalis mandibulae del faciale.

La legatura del peduncolo artero venoso facciale, ribattendo verso l’alto i vasi legati aiuta a salvaguardare e proteggere il nervo.

Si completa poi, da mediale a laterale, lo svuotamento del III livello incidendo la fascia della arteria carotide, clivando attentamente la fascia della vena giugulare e, dislocati e protetti i vasi ed il nervo vago medialmente con apposito retrattore “salva vasi” a valva, le fasce contenenti i linfonodi del piano vascolare vengono portate lateralmente e ricongiunte con i tessuti dei livelli I e II. 

Lo specimen dello svuotamento in monoblocco viene liberato in profondità sul piano dei muscoli scaleni in alto, della fascia profonda preservando le radici spinali cervicali ed il nervo frenico   nella parte centrale ed inferiore.

Prima di suddividere i livelli da inviare all’istologo è importante orientare lo svuotamento sul campo operatorio.

Va ricontrollata l’integrità di nervo spinale, marginalis, ipoglosso, linguale, frenico e nervo vago e dei vasi giugulari e carotide comune, interna ed esterna, tutti conservati integri.

L’emostasi deve essere attenta, con normalizzazione della pressione arteriosa prima di procedere alla chiusura.

Il posizionamento del drenaggio precede la sutura per piani e la sutura della cute.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo Iii : Livelli I E Ii A

Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Svuotamento latero cervicale radicale modificato per Carcinoma della Tonsilla

Bisogna fare lo svuotamento dopo Linfonodo Sentinella positivo nel melanoma del testa collo?

Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

Estratto di Ginkgo Biloba migliora il tinnitus associato alla ipoacusia improvvisa

L’estratto di Ginkgo Biloba funziona nel diminuire il tinnitus insorto nei pazienti con sordità neurosensoriale improvvisa, indipendentemente dal dosaggio utilizzato (120 mg/day vs. 240 mg/day per 1 mese).

Lo afferma uno studio cinese su 195 pazienti seguiti fino a 18 mesi dal termine del trattamento.

Nell’analisi multivariata sono emersi, tra i fattori sfavorevoli al miglioramento del tinnitus, severo stato ansioso, sintomi da reflusso faringolaringeo e disordini vestibolari.

 BIBLIOGRAFIA
Nishan ChenXin Ma , Yan HuoMingming Wang , Jijun Song , Hongyan LiuZigang JiangYanping Yu , Xia GaoBing Qiao , Xiao Xia , Xiangli ZengShixun ZhongHongjian LiuDingjun ZhaMei WuHui WangXiulan MaGanggang ChenLisheng Yu  . Tinnitus outcomes after ginkgo biloba extract in sudden sensorineural hearing loss: a dose-comparative and prognostic study. Acta Otolaryngol 2026 Mar 14:1-10. doi: 10.1080/00016489.2026.2629608.

chirurgia endoscopica rinosinusale prof

Nel tinnitus il Ginko Biloba viene proposto per l’effetto antiaggregante (antagonismo del platelet-activating factor (PAF) tramite ginkgolidi), con miglioramento del microcircolo cocleare/cerebrale. Ha anche una azione antiossidante (flavonoidi) e neuroprotettiva/mitocondriale ed avrebbe anche una azione di modulazione centrale con riduzione di distress più che riduzione del suono. Va assunto con estrema cautela nei pazienti con rischio emorragico od in terapia antitrombotica e va sospeso prima di procedure chirurgiche. Nelle metanalisi di letteratura il GB non ha dimostrato un beneficio clinicamente rilevante nel tinnitus, quando è il disturbo principale (grado di certezza basso).

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche gli articoli ai seguenti link:

Le statine aumentano il rischio di ipoacusia e tinnitus

Ossigenoterapia iperbarica precoce migliora il recupero uditivo nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa neurosensoriale: il ritardo diagnostico terapeutico dipende a chiti rivolgi

Trauma acustico acuto: cortisone e ossigenoterapia iperbarica precoce migliorano il recupero uditivo

Sordità neurosensoriali fluttuanti dell’adulto

La carenza di vitamina B12 favorisce la sordità

Ginkgo Biloba diterpene lactone migliora il recupero uditivo

Nella ipoacusia improvvisa la vertigine è indice di danno cocleare severo

Correlazione fra rischio cardiovascolare e ipoacusia improvvisa

Protocollo ottimizzato di ossigenoterapia iperbarica nel trattamento della Ipoacusia Improvvisa

Terapia iperbarica aiuta chirurgia per distacco totale- subtotale dell’orecchio esterno

Cortisone intratimpanico o terapia iperbarica nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Conflitto neurovascolare e sordità improvvisa

Non c’è correlazione fra ipoacusia improvvisa e vaccinazione anti Covid-19

Ipoacusia Neurosensoriale Improvvisa e Neurinoma Acustico

Rischio cardiovascolare aumentato nei pazienti con sordità improvvisa

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Sordità improvvisa: fattori dell’infiammazione elevati predittivi di rischio

Sordità improvvisa e rapporto neutrofili/linfociti elevato

Ormoni dello Stress e Sordita’ Improvvisa

Sordità improvvisa pediatrica

Bifosfonati efficaci nel ridurre l’acufene nell’otosclerosi

Acufene pulsante: rara evenienza di arteria stapediale persistente

Yoga e meditazione aiutano a ridurre i fastidi dell’acufene

Acufene cronico: gli effetti del lockdown

La Musicoterapia migliora l’acufene

Agopuntura nel trattamento degli acufeni

Acufeni: fattori di rischio non audiologici

Acufeni e Trattamento Farmacologico

Acufene cronico: gli effetti del lockdown

Acufeni migliorano con trattamento farmacologico Fibromialgia

Acufene: fastidio ridotto con apparecchio

Acufene acuto: efficaci iniezioni intratimpaniche di AM-101

Acufene grave: fattori genetici responsabili

Acufene: fastidio ridotto con apparecchio

Acufene acuto: efficaci iniezioni intratimpaniche di AM-101

Lidocaina Transdermica per migliorare gli Acufeni

Tinnito: terapia cognitivo-comportamentale online

L’Emicrania aumenta il rischio di acufeni

Cura degli acufeni: nuove terapie naturali

Il Bruxismo e gli Acufeni

Acufene e uso di Marijuana

Tinnito: terapia cognitivo-comportamentale online

Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

Rinoplastica: minori complicanze settiche se effettuata  dagli otorini  

La rinoplastica è una procedura cosmetica del naso che viene effettuata sia dagli otorinolaringoiatri che dai chirurghi plastici.

Uno studio della Rutgers New Jersey Medical School, Newark, New Jersey, USA, ha indagato le complicanze chirurgiche e postoperatorie insorte mettendo a confronto le due specialità. L’indagine ha riguardato in totale 2127 pazienti, 1253 (58.9%) operati da ORL e 874 (41.1%) da un chirurgo plastico.

I tempi operatori erano più lunghi nel gruppo ORL (59.9% vs 44.4%, P < .001), ma l’incidenza di complicanze settiche postoperatorie significativamente inferiore (0.1% vs 0.8%, P = .008).  

 BIBLIOGRAFIA
Sree Chinta, Keshav D Kumar, Dhiraj Sibala, Afash Haleem, Akshay K Warrier, Joseph A Celidonio, Jean Anderson Eloy. Effect of Surgical Specialty on Postoperative Complications of Rhinoplasty Otolaryngology – Head and Neck Surgery 2025 Oct;173(4):875-881. doi: 10.1002/ohn.1338.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche il seguente link:

Iniezioni sottocutanee di Desametasone non riducono edema ed ecchimosi nella rinoplastica

Il fumo influenza negativamente la sopravvivenza dei tumori cutanei non melanoma

Il fumo influenza negativamente la sopravvivenza dei tumori cutanei non melanoma. Il tumore cutaneo non melanoma (NMSC) è il tumore più frequente nella popolazione di pelle chiara e rappresenta un crescente problema di sanità pubblica per il suo impatto in termini di morbidità e costi di trattamento.

Una sistematica review italiana e metanalisi della letteratura dal 2015 al 2022, ha indagato gli effetti del fumo sulla sopravvivenza dei pazienti affetti da NMSC.

È risultato che essere un fumatore al momento della diagnosi si associava ad un peggioramento della sopravvivenza (HR 2.42). Lo stesso risultato si otteneva valutando l’esposizione al fumo in termini di numero di pacchetti di sigarette fumati/anno o numero di sigarette fumate al giorno (HR 2.44)

Le conclusioni dello studio indicano pertanto che il fumo di sigaretta è un fattore prognostico negativo in questi pazienti, nonostante la prognosi generalmente buona di questi tumori NMSC.

È ragionevole considerare che questo effetto sfavorevole possa essere largamente attribuibile al fatto di sviluppare altre condizioni a rischio di vita nelle quali il fumo gioca un ruolo causale.

Gli autori sottolineano l’importanza dell’integrare il counseling di smettere di fumare nella gestione di routine di questi pazienti.

BIBLIOGRAFIA
Chiara Andreon , Aurora Gaeta, Maddalena Carretti, Alice Graziani,Giulio Tosti, Chiara Doccioli, Maristella Saponara, Giuseppe Gorini, Mariano Suppa, Elisa Di Maggio, Sara Gandini e Saverio Caini. Cigarette Smoking and Survival of Patients with Non-Melanoma Skin Cancer: A Systematic Literature Review and Meta-AnalysisCancers 2025, 17(22), 3670; https://doi.org/10.3390/cancers17223670

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Le E-cig inducono il fumo tradizionale negli adolescenti 

Osteomi dei seni paranasali: il fumo fattore di rischio per la crescita

Esposizione al fumo di tabacco ed e-cig aumenta il rischio di tonsillectomia

Consumo di fumo e alcool inversamente proporzionali al rischio di Tumore della Tiroide nella popolazione coreana

Le sigarette compromettono le cure odontoiatriche

Sigarette e lockdown: nuove abitudini

Sigarette elettroniche: liquidi e globuli bianchi

Le Sigarette Elettroniche portano gli adolescenti verso fumo

Smettere di fumare: farmaci + counseling 

La pandemia fa aumentare il numero di fumatori in Italia

Fumo passivo e patologie tumorali e infiammatorie ORL

Fumo passivo e Otiti Sierose dell’infanzia

Uso di tabacco e adolescenti

Il fumo di sigaretta danneggia l’orecchio

App sullo Smartphone per smettere di fumare

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Dopo il cancro troppi continuano a fumare

Il fumo peggiora l’udito

E-cig: in USA cresce il numero dei giovani “svapatori”

Non Fumare dopo Intervento di Settoplastica!

Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

Il fumo uccide ma è anche la principale causa di morte evitabile

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Carcinoma di Merkel della Cute

Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

Ipertrofia compensatoria della tonsilla linguale nei pazienti OSA precedentemente tonsillectomizzati

Ipertrofia compensatoria della tonsilla linguale nei pazienti OSA precedentemente tonsillectomizzati. La storia di una precedente tonsillectomia è significativamente associata al riscontro di una voluminosa ipertrofia della tonsilla linguale (LTH) nei pazienti adulti affetti da OSA, indipendentemente dall’obesità o dalla morfologia craniofacciale.

Lo afferma uno studio spagnolo su 117 pazienti affetti da OSA, di cui il 26.5% aveva avuto una precedente tonsillectomia.
Il 57% di questi aveva LTH incrementato da grado III a IV.

Questo reperto suggerisce un meccanismo compensatorio o immunologico e supporta l’opportunità di una valutazione personalizzata fra i fenotipi OSA (non obesi con pregressa tonsillectomia).

BIBLIOGRAFIA
Juan Riestra-Ayora, Cristina Vaduva, Cristina López Riolobos, Carlos Fernández-Navarro, María Garrote Garrote, Carolina Sánchez-Rodríguez, Araceli Abad Fernández, Eduardo Martin-Sanz.Lingual Tonsil Hypertrophy in OSA: The Role of Prior Tonsillectomy and Associated Clinical Risk Factors.Annals of Otology, Rhinology, and Laryngology  2026 Feb;135(2):

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Ipertrofia della tonsilla linguale: riduzione con laser CO2

Il linfonodo linguale: valore prognostico

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Resezioni transorali della base della lingua

La Mucosectomia della base linguale

Bioexeresi Laser Co2 di Lesione della Lingua

Mucoepidermoid Carcinoma of the base of the Tongue. Median transmandibular-translingual approach and reconstruction by a radial forearm free flap

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Il trattamento dei Tumori Linguali di piccole dimensioni

Ascesso peritonsillare: tonsillectomia immediata o drenaggio chirurgico in anestesia locale?

L’acido tranexamico nebulizzato riduce il ricorso alla chirurgia nell’emorragia post tonsillectomia

L’acido tranexamico endovena riduce il rischio di ritornare in sala operatoria dopo emorragia post tonsillectomia

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma 

Sanguinamento dopo la Tonsillectomia

Gestione dell’emorragia Post Tonsillectomia nei Bambini

Acido Tranexamico e sanguinamento intraoperatorio

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Le complicanze della tonsillectomia linguale

Esposizione al fumo di tabacco ed e-cig aumenta il rischio di tonsillectomia

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma 

Tonsillectomia diagnostica in caso di ingrossamento tonsillare monolaterale: è giustificato?

La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA

Germania: piu’ Tonsillotomie, meno Tonsillectomie

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Il tessuto tonsillare ricresce dopo tonsillectomia parziale?

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

Coblation Tonsillectomy: nuova tecnica diminuisce rischio emorragia

Indicazioni alla Tonsillectomia

Coblator: uso nella Tonsillectomia pediatrica

Indicazioni alla Tonsillectomia in età pediatrica

Tonsillectomie dell’adulto: riscontro di tumori maligni occulti

Hpv: Papilloma Virus nel tessuto tonsillare

Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

Tonsillectomia in età pediatrica: la stimolazione sonora intraoperatoria

Tonsillectomia: protocollo di comportamento post intervento

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (II)

La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Tonsillectomia con radiofrequenza al plasma (Coblator)

Post tonsillectomia nei bambini: Ibuprofene vs Acetaminofene

Tonsillectomia in Scozia: studio osservazionale

Tonsillectomia con Bisturi al Plasma (P.K.)

Indicazioni alla Tonsillectomia nell’adulto

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

La chirurgia nasale è centrale ma non primaria nel trattamento dell’OSA

Il collasso dell’epiglottide nell’OSA

Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA

La CPAP diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari nell’ OSA 

Prevalenza delle vertigini nei pazienti con OSA

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe

Risultati clinici a distanza della Expansion Sphinteric Pharyngoplasty ­nel trattamento dell’OSAS

OSAS aumenta rischio di malattie renali

Oral Appliance nell’OSAS: fattori predittori di risposta non soddisfacente

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

Respirazione orale nell’OSAS: chiudere la bocca è sempre utile?

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Patologie orecchio estate Intervista Radio Roma Capitale

Patologie orecchio estate Prof M.G.Vigili otorinolaringoiatra Roma – Qui Vi riproponiamo un’intervista a Radio Roma Capitale del 31 luglio 2022 in cui il Professore ci parla delle patologie dell’orecchio nella stagione estiva.

Il microbiota orale come sentinella del tumore del pancreas

Il microbiota orale come sentinella del tumore del pancreas. La bocca si rivela una finestra su uno dei tumori più letali, difficili da diagnosticare e trattare: il tumore del pancreas. Uno studio  statunitense pubblicato su JAMA Oncology afferma che specifici batteri e funghi della bocca potrebbero prevedere, anche con anni di anticipo, il rischio di sviluppare il cancro al pancreas. 

 I ricercatori americani hanno analizzato campioni di saliva raccolti da oltre 122.000 partecipanti, analizzati con tecniche di sequenziamento shotgun metagenomico per i batteri e sequenziamento ITS (internal transcribed spacer) per i funghi. Nel follow up medio di oltre 9 anni, 445 persone hanno sviluppato cancro al pancreas. 

Sono stati valutati sia patogeni parodontali noti, sia più di 20 generi diversi di batteri e funghi orali, cercando di escludere possibili fattori confondenti, come l’indice di massa corporea, il diabete, il fumo e il consumo di alcol. Inoltre, è stato costruito uno Score di Rischio Microbico (microbial risk scores, MRS) per integrare il peso predittivo di 27 specie orali chiave.

Tre batteri noti per il loro ruolo nella parodontite – Porphyromonas gingivalis, Eubacterium nodatum e Parvimonas micra – sono risultati fortemente collegati a un maggior rischio di tumore al pancreas. Inoltre, tredici diversi batteri, appartenenti a vari phyla come Actinobacteria, Bacteroidetes e Firmicutes, risultavano più presenti nei soggetti che avrebbero sviluppato il tumore, mentre otto specie risultavano più abbondanti nei controlli, suggerendo un possibile effetto protettivo.

Per quanto riguarda i funghi, il genere Candida è risultato predominante: una maggiore abbondanza della specie C. tropicalis aumentava il rischio tumorale, mentre C. albicans sembrava svolgere un ruolo protettivo. Sommando i batteri e funghi, coloro che accumulavano più fattori rischiosi arrivavano a triplicare la probabilità di sviluppare un tumore pancreatico.

Questi risultati supportano un potenziale legame meccanicistico tra la disbiosi fungina orale e lo sviluppo del cancro al pancreas, giustificando ulteriori indagini sul ruolo della Candida nella traslocazione orale-tumorale e nella tumorigenesi pancreatica.

BIBLIOGRAFIA
Yixuan Meng, Feng Wu, Soyoung Kwak et al Oral Bacterial and Fungal Microbiome and Subsequent Risk for Pancreatic Cancer JAMA Oncol  2025;11;(11):1331-1340. doi:10.1001/jamaoncol.2025.3377
Benedetta Pagni. Dalla bocca al pancreas: i microbi come sentinelle del cancro  –   Univadis  –  07/10/2025.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Alterazione del Microbioma orale e tumori cervico facciali

Tumore del cavo orale: nuove prospettive da biomateriali che modulano il microbiota

La perdita di osso alveolare potrebbe dipendere dal microbiota orale

Obesità, diabete, periodontiti e microbiota orale

Microbiota orale: quale ruolo nelle Malattie sistemiche?

Cosa influenza il Microbiota orale?

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Un consumo eccessivo di Alcool altera il microbioma orale

L’uso degli antibiotici nella tonsillectomia aumenta il rischio di infezioni da Clostrudium Difficilis


L’uso degli antibiotici nella tonsillectomia aumenta il rischio di infezioni da Clostrudium Difficilis. Nonostante l’utilizzo di antibiotici di routine dopo la tonsillectomia sia sconsigliato, uno studio della University at Buffalo, Buffalo NY (USA) su 58.722 pazienti (eta’ media 6.7 anni), ha evidenziato come il loro utilizzo aumenti nei bambini di quattro volte il rischio di sviluppare infezioni da Clostridium Difficilis (CDI).  Gli antibiotici più utilizzati erano Amoxicillina e Cefazolina.

BIBLIOGRAFIA 
Erin M Gawel, Gaayathri Varavenkataraman, Luke Reardon, Deepthi S Akella, Nicole M Favre, Michele M Car. Clostridioides difficile Infection Risk in Children Prescribed Antibiotics for Tonsillectomy.Otolaryngology – Head and Neck Surgery 2026  Jan;174(1):137-142. doi: 10.1002/ohn.70056.

tumori delle ghiandole salivari prof


Personalmente non ho mai usato profilassi antibiotica intra e postoperatoria nelle tonsillectomie salvo che in caso di ascesso peritonsillare. 

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L’acido tranexamico nebulizzato riduce il ricorso alla chirurgia nell’emorragia post tonsillectomia

L’acido tranexamico endovena riduce il rischio di ritornare in sala operatoria dopo emorragia post tonsillectomia

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma 

Sanguinamento dopo la Tonsillectomia

Gestione dell’emorragia Post Tonsillectomia nei Bambini

Acido Tranexamico e sanguinamento intraoperatorio

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Le complicanze della tonsillectomia linguale

Esposizione al fumo di tabacco ed e-cig aumenta il rischio di tonsillectomia

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

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La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA

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Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

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Il tessuto tonsillare ricresce dopo tonsillectomia parziale?

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

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Indicazioni alla Tonsillectomia

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Tonsillectomie dell’adulto: riscontro di tumori maligni occulti

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Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

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Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

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Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Uso degli antibiotici ed antibioticoresistenza

La resistenza agli antibiotici ucciderà più dei tumori

La sindrome dell’acquedotto vestibolare largo

La sindrome dell’acquedotto vestibolare largo. L’acquedotto vestibolare largo (EVA), è la più comune malformazione dell’orecchio interno associata all’insorgenza congenita o nell’infanzia di ipoacusia (HL).

Rappresenta circa il 19% delle cause di HL congenito.

È frequentemente accompagnato da una incompleta partizione II (IP-II) della coclea.
EVA fa parte delle caratteristiche diagnostiche della sindrome di Pendred (PS), un disordine caratterizzato da HL e gozzo tiroideo. EVA e PS sono ereditate come carattere autosomico recettivo, tipicamente causato dalla variante biallelica (V2) nel gene SLC26A4

La storia naturale dei pazienti con EVA è stata finora poco studiata ed insufficientemente compresa per mancanza di studi con lungo follow up.

Riporto una sintesi dei dati di uno studio cinese della Chinese PLA Medical School, Beijing, su 2774 soggetti, (52.4% donne, 47.6% uomini, età media 8 anni, con diagnosi radiologica di EVA) che si propone di compensare questa mancanza di conoscenze.  

In China, la variante SLC26A4 rappresenta il 19.39% di tutti i casi di HL. La proporzione della presenza delle varianti, genotipi V1 e V0 , varia largamente all’interno delle diverse popolazioni asiatiche, mentre il riscontro nella popolazione bianca è sostanzialmente basso.

In aggiunta a SLC26A4 molti altri geni, compresi FOXI1, KCNJ10, and EPHA2, sono stati implicati nella patogenesi di EVA e le interazioni fra le varianti geniche possono generare l’ampio spettro fenotipico di EVA e PS: sordità media senza gozzo, profonda con gozzo etc.

2661 pazienti (95.9%) erano portatori della variante biallelic SLC26A4 (variante (V2), e 53 (1.9%) non mostravano varianti determinabili (V0).

Il criterio diagnostico per EVA è un diametro dell’acquedotto vestibolare maggiore di 1,5 mm al punto di mezzo tra la common crus e l’apertura esterna dell’acquedotto vestibolare come visualizzato sulle immagini CT. La RM veniva riservata ai casi di CT inconclusivi. Il range delle dimensioni dell’acquedotto vestibolare nello studio al punto di mezzo variava da 1.50 a 6.70 mm.

acquedotto vestibolare scan
Pendred syndrome and EVAS. An 11-year-old boy with severe bilateral SNHL. Axial CT of the temporal bone. a There is absent septation between the apical and middle turns of the right cochlea, which appears slightly globular and resembles a baseball cap (arrow). b The modiolus appears deformed and offset anteromedially (arrowhead)
foto: Caroline D. Robson . Pediatr Radiology 2006

La EVA risultava bilaterale nel 99.3% dei casi ed associata a PI-II nel 92.3% dei casi. EVA Isolata era stata riscontrata solo nel 7% di casi.

Nell’intera coorte di pazienti la ipoacusia unilaterale era rara (0.2%), quasi sempre bilaterale. L’insorgenza era prelinguale (fino ai 3 anni) nel 81.9% dei pazienti, mentre nel 18.2% lo sviluppo era postlinguale.

La severità della HL era profonda nel (62.2%), severa nel (24.7%), da moderata a severa (9.2%), moderata (3.0%), lieve (0.6%).  

La morfologia dell’audiogramma in caduta sui toni acuti era il più frequente [57.8%].

Il 36% sono stati diagnosticati con i test di screening neonatale ed una sordità fluttuante era riportata nel 46.4%. 
La vertigine affliggeva il 42.9% dei pazienti, mentre il gozzo veniva osservato nel 6.45 con il 92.1% di questi pazienti che lo sviluppava dopo i 10 anni di età.

Dal punto di vista del counseling familiare, tra 597 famiglie 314 comprendevano bambini. Di queste il 29.0% non aveva contemplato misure preventive e vi erano il 35% dei bambini con HL. Le 205 famiglie che si erano sottoposte a diagnosi prenatale solo in 4 casi avevano avuto figli con HL.

Dal punto di vista terapeutico la maggior parte andava incontro a riabilitazione uditiva con impianto cocleare o con protesizzazione binaurale. 

BiIBLIOGRAFIA
Shasha Huang, Xue Gao, Yi Jiang et al  Revaluation of Ellarged Vestibular Aqueduct  JAMA Otolaryngol Head Neck Surg 2025 doi: 10.1001/jamaoto.2025.2866

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