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Il microbiota orale come sentinella del tumore del pancreas

Il microbiota orale come sentinella del tumore del pancreas. La bocca si rivela una finestra su uno dei tumori più letali, difficili da diagnosticare e trattare: il tumore del pancreas. Uno studio  statunitense pubblicato su JAMA Oncology afferma che specifici batteri e funghi della bocca potrebbero prevedere, anche con anni di anticipo, il rischio di sviluppare il cancro al pancreas. 

 I ricercatori americani hanno analizzato campioni di saliva raccolti da oltre 122.000 partecipanti, analizzati con tecniche di sequenziamento shotgun metagenomico per i batteri e sequenziamento ITS (internal transcribed spacer) per i funghi. Nel follow up medio di oltre 9 anni, 445 persone hanno sviluppato cancro al pancreas. 

Sono stati valutati sia patogeni parodontali noti, sia più di 20 generi diversi di batteri e funghi orali, cercando di escludere possibili fattori confondenti, come l’indice di massa corporea, il diabete, il fumo e il consumo di alcol. Inoltre, è stato costruito uno Score di Rischio Microbico (microbial risk scores, MRS) per integrare il peso predittivo di 27 specie orali chiave.

Tre batteri noti per il loro ruolo nella parodontite – Porphyromonas gingivalis, Eubacterium nodatum e Parvimonas micra – sono risultati fortemente collegati a un maggior rischio di tumore al pancreas. Inoltre, tredici diversi batteri, appartenenti a vari phyla come Actinobacteria, Bacteroidetes e Firmicutes, risultavano più presenti nei soggetti che avrebbero sviluppato il tumore, mentre otto specie risultavano più abbondanti nei controlli, suggerendo un possibile effetto protettivo.

Per quanto riguarda i funghi, il genere Candida è risultato predominante: una maggiore abbondanza della specie C. tropicalis aumentava il rischio tumorale, mentre C. albicans sembrava svolgere un ruolo protettivo. Sommando i batteri e funghi, coloro che accumulavano più fattori rischiosi arrivavano a triplicare la probabilità di sviluppare un tumore pancreatico.

Questi risultati supportano un potenziale legame meccanicistico tra la disbiosi fungina orale e lo sviluppo del cancro al pancreas, giustificando ulteriori indagini sul ruolo della Candida nella traslocazione orale-tumorale e nella tumorigenesi pancreatica.

BIBLIOGRAFIA
Yixuan Meng, Feng Wu, Soyoung Kwak et al Oral Bacterial and Fungal Microbiome and Subsequent Risk for Pancreatic Cancer JAMA Oncol  2025;11;(11):1331-1340. doi:10.1001/jamaoncol.2025.3377
Benedetta Pagni. Dalla bocca al pancreas: i microbi come sentinelle del cancro  –   Univadis  –  07/10/2025.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Alterazione del Microbioma orale e tumori cervico facciali

Tumore del cavo orale: nuove prospettive da biomateriali che modulano il microbiota

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L’uso degli antibiotici nella tonsillectomia aumenta il rischio di infezioni da Clostrudium Difficilis


L’uso degli antibiotici nella tonsillectomia aumenta il rischio di infezioni da Clostrudium Difficilis. Nonostante l’utilizzo di antibiotici di routine dopo la tonsillectomia sia sconsigliato, uno studio della University at Buffalo, Buffalo NY (USA) su 58.722 pazienti (eta’ media 6.7 anni), ha evidenziato come il loro utilizzo aumenti nei bambini di quattro volte il rischio di sviluppare infezioni da Clostridium Difficilis (CDI).  Gli antibiotici più utilizzati erano Amoxicillina e Cefazolina.

BIBLIOGRAFIA 
Erin M Gawel, Gaayathri Varavenkataraman, Luke Reardon, Deepthi S Akella, Nicole M Favre, Michele M Car. Clostridioides difficile Infection Risk in Children Prescribed Antibiotics for Tonsillectomy.Otolaryngology – Head and Neck Surgery 2026  Jan;174(1):137-142. doi: 10.1002/ohn.70056.

tumori delle ghiandole salivari prof


Personalmente non ho mai usato profilassi antibiotica intra e postoperatoria nelle tonsillectomie salvo che in caso di ascesso peritonsillare. 

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Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

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Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

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Coblator: uso nella Tonsillectomia pediatrica

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Tonsillectomie dell’adulto: riscontro di tumori maligni occulti

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Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

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Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Uso degli antibiotici ed antibioticoresistenza

La resistenza agli antibiotici ucciderà più dei tumori

La sindrome dell’acquedotto vestibolare largo

La sindrome dell’acquedotto vestibolare largo. L’acquedotto vestibolare largo (EVA), è la più comune malformazione dell’orecchio interno associata all’insorgenza congenita o nell’infanzia di ipoacusia (HL).

Rappresenta circa il 19% delle cause di HL congenito.

È frequentemente accompagnato da una incompleta partizione II (IP-II) della coclea.
EVA fa parte delle caratteristiche diagnostiche della sindrome di Pendred (PS), un disordine caratterizzato da HL e gozzo tiroideo. EVA e PS sono ereditate come carattere autosomico recettivo, tipicamente causato dalla variante biallelica (V2) nel gene SLC26A4

La storia naturale dei pazienti con EVA è stata finora poco studiata ed insufficientemente compresa per mancanza di studi con lungo follow up.

Riporto una sintesi dei dati di uno studio cinese della Chinese PLA Medical School, Beijing, su 2774 soggetti, (52.4% donne, 47.6% uomini, età media 8 anni, con diagnosi radiologica di EVA) che si propone di compensare questa mancanza di conoscenze.  

In China, la variante SLC26A4 rappresenta il 19.39% di tutti i casi di HL. La proporzione della presenza delle varianti, genotipi V1 e V0 , varia largamente all’interno delle diverse popolazioni asiatiche, mentre il riscontro nella popolazione bianca è sostanzialmente basso.

In aggiunta a SLC26A4 molti altri geni, compresi FOXI1, KCNJ10, and EPHA2, sono stati implicati nella patogenesi di EVA e le interazioni fra le varianti geniche possono generare l’ampio spettro fenotipico di EVA e PS: sordità media senza gozzo, profonda con gozzo etc.

2661 pazienti (95.9%) erano portatori della variante biallelic SLC26A4 (variante (V2), e 53 (1.9%) non mostravano varianti determinabili (V0).

Il criterio diagnostico per EVA è un diametro dell’acquedotto vestibolare maggiore di 1,5 mm al punto di mezzo tra la common crus e l’apertura esterna dell’acquedotto vestibolare come visualizzato sulle immagini CT. La RM veniva riservata ai casi di CT inconclusivi. Il range delle dimensioni dell’acquedotto vestibolare nello studio al punto di mezzo variava da 1.50 a 6.70 mm.

acquedotto vestibolare scan
Pendred syndrome and EVAS. An 11-year-old boy with severe bilateral SNHL. Axial CT of the temporal bone. a There is absent septation between the apical and middle turns of the right cochlea, which appears slightly globular and resembles a baseball cap (arrow). b The modiolus appears deformed and offset anteromedially (arrowhead)
foto: Caroline D. Robson . Pediatr Radiology 2006

La EVA risultava bilaterale nel 99.3% dei casi ed associata a PI-II nel 92.3% dei casi. EVA Isolata era stata riscontrata solo nel 7% di casi.

Nell’intera coorte di pazienti la ipoacusia unilaterale era rara (0.2%), quasi sempre bilaterale. L’insorgenza era prelinguale (fino ai 3 anni) nel 81.9% dei pazienti, mentre nel 18.2% lo sviluppo era postlinguale.

La severità della HL era profonda nel (62.2%), severa nel (24.7%), da moderata a severa (9.2%), moderata (3.0%), lieve (0.6%).  

La morfologia dell’audiogramma in caduta sui toni acuti era il più frequente [57.8%].

Il 36% sono stati diagnosticati con i test di screening neonatale ed una sordità fluttuante era riportata nel 46.4%. 
La vertigine affliggeva il 42.9% dei pazienti, mentre il gozzo veniva osservato nel 6.45 con il 92.1% di questi pazienti che lo sviluppava dopo i 10 anni di età.

Dal punto di vista del counseling familiare, tra 597 famiglie 314 comprendevano bambini. Di queste il 29.0% non aveva contemplato misure preventive e vi erano il 35% dei bambini con HL. Le 205 famiglie che si erano sottoposte a diagnosi prenatale solo in 4 casi avevano avuto figli con HL.

Dal punto di vista terapeutico la maggior parte andava incontro a riabilitazione uditiva con impianto cocleare o con protesizzazione binaurale. 

BiIBLIOGRAFIA
Shasha Huang, Xue Gao, Yi Jiang et al  Revaluation of Ellarged Vestibular Aqueduct  JAMA Otolaryngol Head Neck Surg 2025 doi: 10.1001/jamaoto.2025.2866

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Associazione tra Malattia di Meniere e patologia tiroidea

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Ossigenoterapia iperbarica precoce migliora il recupero uditivo nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa neurosensoriale: il ritardo diagnostico terapeutico dipende a chiti rivolgi

Trauma acustico acuto: cortisone e ossigenoterapia iperbarica precoce migliorano il recupero uditivo

Sordità neurosensoriali fluttuanti dell’adulto

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Ginkgo Biloba diterpene lactone migliora il recupero uditivo

Nella ipoacusia improvvisa la vertigine è indice di danno cocleare severo

Correlazione fra rischio cardiovascolare e ipoacusia improvvisa

Protocollo ottimizzato di ossigenoterapia iperbarica nel trattamento della Ipoacusia Improvvisa

Terapia iperbarica aiuta chirurgia per distacco totale- subtotale dell’orecchio esterno

Cortisone intratimpanico o terapia iperbarica nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Conflitto neurovascolare e sordità improvvisa

Non c’è correlazione fra ipoacusia improvvisa e vaccinazione anti Covid-19

Ipoacusia Neurosensoriale Improvvisa e Neurinoma Acustico

Rischio cardiovascolare aumentato nei pazienti con sordità improvvisa

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Sordità improvvisa: fattori dell’infiammazione elevati predittivi di rischio

Sordità improvvisa e rapporto neutrofili/linfociti elevato

Ormoni dello Stress e Sordita’ Improvvisa

Sordità improvvisa pediatrica

Infezione da CMV e deficit uditivi neonatali

Cellule della coclea: un nuovo metodo per ripararle

Infezione da Covid19 durante la gravidanza impatta sullo sviluppo del sistema uditivo

Sordità congenita da Citomegalovirus

Udito: un’iniezione “di geni” può ripristinarlo

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

Gozzo tiroideo immerso: asportazione chirurgica

Monitoraggio del PTH intraoperatorio con prelievo dalla vena giugulare anteriore nella tiroidectomia totale

Monitoraggio del PTH intraoperatorio con prelievo dalla vena giugulare anteriore nella tiroidectomia totale. L’ipocalcemia è una complicanza frequente post tiroidectomia totale che interessa circa il 30% dei casi. La vicinanza delle ghiandole paratiroidi al tessuto ghiandolare tiroideo porta spesso ad una loro rimozione inavvertita o ad una compromissione del supporto ematico alla paratiroide con conseguente deficit funzionale post- tiroidectomia totale (TT).

Gli autori di questo studio della Icahn School of Medicine at Mount Sinai (ISMMS), New York USA, hanno confrontato la valutazione del PTH in vena periferica pochi minuti dopo la tiroidectomia e dalla vena giugulare anteriore preparata nel campo operatorio, per predire e quindi trattare precocemente l’ipocalcemia.  

Se il paratormone intraoperatorio è basso può essere opportuno un autotrapianto di paratiroide od una supplementazione postoperatoria di calcio e calcitriolo precoce.

Parallelamente, livelli intraoperatori normali di PTH sconsigliano la somministrazione routinaria del calcio e vit D. 

Mentre nella maggior parte dei casi viene utilizzato il dosaggio periferico, il prelievo dalla vena giugulare interna (IJV) rivela valori di PTH più alti data la sede di drenaggio prossimale ed esige di aspettare il declino del PTH, complicando l’interpretazione del monitoraggio intraoperatorio  

Nessuno aveva ancora studiato il prelievo dalla vena giugulare anteriore (AJV).

La AJV drena la confluenza delle vene sottomandibolari e confluisce nella vena giugulare esterna o occasionalmente nella vena succlavia e non drena direttamente la tiroide o le ghiandole paratiroidi.

I valori di PTH riscontrati dalla AJV sono risultati strettamente simili ai valori del sangue venoso periferico attraverso i tempi di drenaggio intraoperatori rispettando più consistentemente i valori sistemici di PTH.

Il prelievo da AJVS era non inferiore al PVS in termini di livello intraoperatorio basale di PTH: 169.5 pg/mL vs. 78.8 pg/mL, p < 0.01), 10-min post-escissione (27.0 pg/mL vs. 24.8 pg/mL, p < 0.01), e 20-min post-escissione (50.6 pg/mL vs. 47.8 pg/mL, p < 0.01).  

Non sono state riportate complicanze postoperatorie.   

I vantaggi dal prelievo intraoperatorio della AJVS derivano dalla facilità di accesso nel campo operatorio cervicale durante la procedura chirurgica senza la necessità di aspettare tempi lunghi di decadimento dell’ormone, senza bisogno di accesso o di posizionare e mantenere un venoso periferico, riducendo tempi costi e disagio per il paziente.

BIBLIOGRAFIA
Noel M. PhanKeva LiEleni A. VarelasCaleb J. FanRaymond L. Chai. Parathyroid Hormone Sampling From the Anterior Jugular Vein Versus Peripheral Vein After Total Thyroidectomy. 2026 World Journal of Otorhinolaryngology – Head and Neck Surgery , 12, 2, 195-201 . https://doi.org/10.1002/wjo2.70021

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Pth: quando dosarlo per predire l’ipoparatiroidismo dopo Tiroidectomia Totale?

Ipoparatiroidismo post-operatorio: angiografia

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia

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Tiroidectomia totale vs Lobectomia

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Disfagia dopo Tiroidectomia

Lund Mackay score predittivo del risultato della FESS nei pazienti affetti da sinusite polipoide cronica eosinofila

Lund Mackay score predittivo del risultato della FESS nei pazienti affetti da sinusite polipoide cronica eosinofila. La pan rinosinusite cronica polipoide eosinofila (eos-CRSwNP), ha un alto tasso ci recidive e bassa percentuale di controllo dopo chirurgia endoscopica (ESS).  

Uno studio cinese che arruolava 118 pazienti con eos-CRSwNP di differenti livelli di gravità, sottoposti primariamente a ESS, ha evidenziato che quelli che avevano alla TC preoperatoria un Lund Mackay score più basso avevano risultati chirurgici migliori: LM score < 13  avevano un mancato controllo della poliposi nel 24.3%, mentre quelli con un LM score >13 avevano un mancato controllo nel 45.8%. Considerati globalmente, l’insuccesso si attestava al 33.1%.

La conclusione è che in queste forme di eos-CRSwNP, quanto più il trattamento è precoce, tanto più è efficace ed il criterio decisionale è il LM score della TC.

BIBLIOGRAFIA
Yang Liu , Yuanyuan Guo , Kanghua Wang , Chuxin Chen ,  Wendong Liu , Yunping FanJianbo Shi , Zhiying Nie  . Impact of Sinus CT Severity Score on the Outcomes of Endoscopic Sinus Surgery in Eosinophilic CRSwNP 2025 Mar;135(3):1021-1028. doi: 10.1002/lary.31846.Laryngoscope. PMID: 39404128 DOI: 10.1002/lary.31846

chirurgia endoscopica rinosinusale prof

L’ LM score misura sulla TC dei seni paranasali la severità della opacizzazione. Ogni seno per lato è valutato 0= libero; 1= opacizzazione parziale; 2= opacizzazione completa; COM per lato 0=pervio; 2 ostruito/opacizzato. Il punteggio totale varia fra 0 e 24

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Livelli bassi di Vitamina D ed eosinofilia sono fattori predittivi di rischio di sinusite cronica polipoide

Effetti avversi del Dupilumab nel trattamento della sinusite cronica polipoide

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Marker predittivi della recidiva di sinusite cronica

Fattori predittivi di recidiva dopo chirurgia endoscopica rinosinusale per sinusite cronica polipoide

Effetti avversi del Dupilumab nel trattamento della sinusite cronica polipoide

La somministrazione mensile di Dupilumab nella Rinosinusite Cronica Polipoide mantiene i risultati

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

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Effetti avversi dei farmaci biologici per la sinusite cronica recidiva con polipi

Raccomandazioni pratiche nella gestione della rinosinusite cronica con poliposi nasale severa nell’era dei biologici

La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

Eosinofilia periferica elevata è fattore prognostico di recidive di sinusite cronica polipoide

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Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

HPV e Sinusite Cronica Polipoide

Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

Poliposi nasale, terapia personalizzata limita le recidive

Lamine etmoidali residue anteriori limitano l’efficacia del Dupilumab

Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS)

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Sinusite Odontogena: guarigione più rapida se prima FESS poi Terapia Dentale

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Rinosinusite cronica: da fenotipo a endotipo

F.E.S.S. per rinosinusite cronica polipoide

Asportazione endoscopica “Low Grade Sinonasal Sarcoma”

Asportazione endoscopica “Low Grade Sinonasal Sarcoma”

Apnea ostruttiva del sonno e ossigenazione cerebrale

L’Apnea Ostruttiva del Sonno (OSA) può causare una ipossia cerebrale intermittente che può danneggiare il benessere del nostro cervello.

I parametri polisomnografici di Apnea-Hypopnea Index (AHI) e saturazione periferica di O2 (SpO₂) non definiscono accuratamente la dinamica della ossigenazione cerebrale.

Uno studio della Pusan National University, Busan, Republic of Korea, ha registrato contestualmente la saturazione cerebrale di O2 del lobo frontale (rSO₂) utilizzando uno spettroscopio a raggi infrarossi (functional near-infrared spectroscopy (fNIRS), durante la registrazione polisomnografica notturna (PSG) in 23 soggetti adulti, di cui 13 affetti da OSA e 10 di controllo.

I risultati dello studio dimostrano che la rSO₂ era negativamente associata agli indici di apnea ma non mostrava associazione con la ipopnea. 

Al contrario la SpO₂ media era associata con gli indici di ipopnea e la minima SpO₂ risultava associata con tutti gli indici. 

Questi dati suggeriscono che gli episodi di apnea causano una desaturazione cerebrale, mentre le ipopnee sono mitigate dalla autoregolazione cerebrale, rivelando una dissociazione fra ossigenazione cerebrale e SpO₂. Di converso SpO₂ da sola può non riflettere l’ipossia cerebrale.

BIBLIOGRAFIA
Chang Hyun Park, Hwan Wook Shim, Hwidon Lee, Chang-Seok Kim, Young-Min Lee.Cerebral oxygenation responses to obstructive sleep apnea in cognitively normal older adults: a study using simultaneous polysomnography and functional near-infrared spectroscopy.Sci Rep 15, 37230 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-21068-5

apnea ostruttiva del sonno e ossigenzazione cerebrale

L’integrazione della PSG con la fNIRS di alta qualità può fornire conoscenze importanti nel campo fisiologico dell’OSA ed avere un impatto potenziale sulla conoscenza della compromissione delle funzioni cognitive.  Attualmente l’uso clinico più consolidato della NIRS è il monitoraggio della saturazione regionale cerebrale soprattutto in chirurgia cardiaca/CBP, mentre la maggior parte delle sue applicazioni per diagnosi/stratificazione in neurologia e psichiatria è promettente ma ancora prevalentemente non standardizzata e routinaria.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La chirurgia nasale è centrale ma non primaria nel trattamento dell’OSA

Il collasso dell’epiglottide nell’OSA

Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA

La CPAP diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari nell’ OSA 

Prevalenza delle vertigini nei pazienti con OSA

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe

Risultati clinici a distanza della Expansion Sphinteric Pharyngoplasty ­nel trattamento dell’OSAS

OSAS aumenta rischio di malattie renali

Oral Appliance nell’OSAS: fattori predittori di risposta non soddisfacente

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

Respirazione orale nell’OSAS: chiudere la bocca è sempre utile?

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

L’adenotonsillectomia migliora la disfagia e la crescita nei pazienti pediatrici

L’adenotonsillectomia migliora la disfagia e la crescita nei pazienti pediatrici. Uno studio della University of Health Sciences, Istanbul, Turkey, dimostra che i bambini (2-14 anni) sottoposti ad Adenotonsillectomia (AT) per indicazioni varie, esperimentano un miglioramento della funzione deglutitoria (PEDI-EAT-10 score) ed un significativo incremento dei percentili di peso ed altezza valutati 6 mesi dopo l’intervento.

BIBLIOGRAFIA
Ragıp Çağlar ÇelikCem Çelik , Uğur UyganHüseyin TurgutKamil AkdağYavuz Uyar .The impact of adenotonsillectomy on dysphagia and growth in pediatric patients: A prospective study.Eur Arch OtorhinolaryngolEur Arch Otorhinolaryngol

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Disfagia: Protocollo Di Valutazione (I parte)

Disfagia: protocollo di valutazione (parte 2)

Disfagia: esami strumentali (parte 3)

La Disfagia nell’anziano: un problema importante

Disfagia dopo Tiroidectomia

Disfagia muscolo-tensiva: efficacia della manipolazione laringea

Deglutizione: esercizi di rinforzamento muscoli linguali per la deglutizione

FEES nello studio della Disfagia

Metformina come potenziale agente antitumorale nel carcinoma squamoso cervico facciale

Metformina come potenziale agente antitumorale nel carcinoma squamoso cervico facciale. Recenti studi suggeriscono un potenziale ruolo antitumorale della Metformina anche nel carcinoma squamoso della Testa e del collo (HNSCC).

Nella review multicentrica effettuata dai ricercatori belgi su 30 studi pubblicati, si evidenzia come la Metformina agisca come agente antitumorale in modi diversi: inibisce la proliferazione cellulare inducendo un arresto del ciclo G0/G1, attiva la apoptosi regolando le proteine coinvolte nella via carcinogenetica ed anche modificando il microambiente tumorale variandone il metabolismo ed attivando le cellule immunitarie. 

Sembra inoltre che la Metformina potenzi l’efficacia e/o la sensibilità di altri trattamenti antitumorali.

La metformina attualmente non viene usata routinariamente al di fuori dai trials clinici. L’evidenza clinica attuale è prevalentemente osservazionale con risultati eterogenei.

Gli studi prospettici mostrano soprattutto fattibilità/ sicurezza più che un chiaro beneficio di sopravvivenza.

BIBLIOGRAFIA
Thibaut BusetAntoine YanniMargaux GerbauxShow all 11 authors Didier Dequanter. Biological Anti-Tumoral Mechanisms of Metformin in Head and Neck Squamous Cell Carcinomas: A Systematic Review.2025Journal of Clinical Medicine (JCM) 14(20):7258. DOI: 10.3390/jcm14207258

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