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Carcinoma del vestibolo nasale: raccomandazioni della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgica Cervico Facciale

Carcinoma del vestibolo nasale: raccomandazioni della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgica Cervico Facciale. A completamento del precedente approfondimento pubblicato la scorsa settimana, per avere una visione più complessiva e ragionata delle possibilità di trattamento anche non chirurgico, mi è parso doveroso riportare in modo sintetico la position paper formulata da un gruppo di lavoro indicato dal Comitato Scientifico per la Chirurgia Oncologica e Ricostruttiva della  Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale e pubblicato sulla rivista Acta Otorinolaringologica Italica.

Del gruppo facevano parte 6 chirurghi con specifica esperienza nel trattamento del Carcinoma del Vestibolo Nasale e due Radioterapisti altrettanto dedicati.

1- Definizione anatomica: per demarcare il NV dalla fossa nasale, il Comitato concorda di adottare un piano tangenziale all’apertura piriforme come limite posteriore della regione un landmark facilmente identificabile anche nella diagnostica per imaging. (v.foto)

carcinoma del vestibolo nasale
Figure 2. Defining distinct anatomical boundaries for the nasal vestibule (NV).  (from Parrilla et al., 2023, mod.) 14.

2- Classificazione Il comitato proporrà a breve una nuova classificazione topografica che permetta di valutare il Carcinoma del vestibolo come una entità distinta.

3- Valutazione otorinolaringoiatrica Per evitare errori diagnostici fra NV e tumori cutanei (SCC) che si sviluppano nelle regioni della punta e narici e che hanno diffusione diversa, perché i primi tendono a infiltrare le cartilagini, mentre quelli cutanei crescono superficialmente ad esse, il Comitato raccomanda fortemente che  le lesioni cutanee nasali siano valutate all’inizio da un otorinolaringoiatra che  possa escludere una lesione primitiva nasale.

4- Nuova Classificazione Dati i noti limiti classificativi e di stadiazione, il Comitato propone di utilizzare routinariamente la classificazione di Wang (vedi approfondimento precedente) ed incoraggia all’utilizzo della nuova classificazione proposta dal Prof. Bussu che distingue il T in 4 tipi con due sottotipi T2a (non distruzione cartilaginea, non invasione ossea od estensione oltre il piano piriforme), – T2b (distruzione cartilaginea evidente senza invasione ossea ), – T4a ( invasione di strutture viciniori – palato duro ossa nasali, processo frontale, etmoide, orbita) e T4B invasione di tutte queste strutture: apice orbitario, dura, cervello, fossa cranica anteriore e media, altri nervi cranici oltre V2, nasofaringe e clivus.

5- Radioterapia Interstiziale.  Alla luce dei risultati oncologici sovrapponibili, ed estetico funzionali sicuramente migliori, il Comitato raccomanda fortemente di considerare la Brachiterapia, definita in termini più attuali come Radioterapia Interventistica (IRT) come opzione terapeutica per le lesioni primitive di NV senza coinvolgimento osseo.

La IRT, data la assenza di strutture vitali nella regione, può portare direttamente nella sede tumorale ed in vicinanza di essa alte dosi di radioterapia senza causare effetti collaterali significativi, in ambiente altamente controllato. Le tecniche possono essere interstiziali, preferenzialmente, o endocavitarie, restando possibilmente in un piano sottopericondrale. I cateteri sono posizionati e fissati nella miglior sede di attività, in sala operatoria dai chirurghi otorino-cervico facciali.  In caso di mancata disponibilità, si raccomanda di inviare pazienti in centri con esperienza nel trattamento.

6- Trattamento delle metastasi linfonodali. Il comitato raccomanda un attento work up del collo basato sulle tecniche di imaging morfologico (US, MRI, CT scan) ed in caso di dubbio PET-CT o FNAB su guida US. In caso di N+ è consigliato lo svuotamento dei linfonodi latero cervicali. Possibili terapie adiuvanti possono essere prese in considerazione dopo la valutazione istologica definitiva. Se indicata la chirurgia del collo, può essere fatta simultaneamente alla IRT, qualora questa sia la opzione scelta per il trattamento di T .

BIBLIOGRAFIA
Francesco Bussu, Luca Tagliaferri, Michele Francesco Carbisiero, Cecilia Lotto, Raul Pellini, Pierre Guarini, Giuseppe Mercante, Andrea Galuppi, Francesco Cariti, Giovanni Almadori, Francesco Longo, Luca Calabrese, Jacopo Galli, Livio Presutti, Piero Nicolai Gabriele Molteni. Management of nasal vestibule carcinomas: raccomendation by the Oncological Committee of the Italia Society of Otorhinolaryngology-Head and Neck Surgery.Acta Otorhinolaryngologica Italica 2024;44:13-20: doi : 10.14639/0392-100X-N2786

Eccellenti risultati oncologici e funzionali delle tecniche termoablative nei tumori tiroidei a basso rischio

Eccellenti risultati oncologici e funzionali delle tecniche termoablative nei tumori tiroidei a basso rischio. Uno studio di metanalisi coreano ha valutato rischi, efficacia e validità in termini oncologici delle tecniche di ablazione termica (radiofrequenza, laser, micro-onde) nel trattamento dei carcinomi papilliferi a basso rischio della tiroide.

L’ablazione termica si è rivelata superiore alla chirurgia tradizionale in termini di tempo operatorio, dolore, costo economico, qualità di vita e complicanze.

La assenza di malattia a 3 anni dal trattamento, risultava simile fra le tecniche usate: 99%-93% e 95% rispettivamente per radiofrequenza, laser e microonde.

Il tasso di recidive era sovrapponibile (2%-3%) a quello della chirurgia tradizionale nel follow up a 3 anni.

La conclusione degli autori è che le tecniche termoablative rappresentano una alternativa molto valida, se non migliore, rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali per questa fetta selezionata di tumori.

BIBLIOGRAFIA
Van Cuong NguyenJeong Seon ParkChang Myeon SongYong Bae JiJin Hyeok JeongKyung Tae. Efficacy and Oncologic Outcomes of Thermal Ablation Techniques in the Treatment of Primary Low-Risk Papillary Thyroid Carcinoma: A Systematic Review and Network Meta-Analysis. Head Neck. 2025 Feb;47(2):759-775. doi: 10.1002/hed.28029.  

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Criteri di monitoraggio intraoperatorio del Paratormone. Aggiornamento della American Association of Endocrine Surgeons

Tumori della tiroide: review (parte II) – Trattamento

Tumori della tiroide: review (I parte)

Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo

Consumo di fumo e alcool inversamente proporzionali al rischio di Tumore della Tiroide nella popolazione coreana

Tumori tiroidei operati: 50% sono asintomatici

Microcarcinoma papillifero della tiroide

Emitiroidectomia e carcinomi papilliferi

Carcinoma Tiroideo di derivazione follicolare

Carcinoma papillifero della tiroide: la multifocalità pesa sulle recidive ma non sulla sopravvivenza

Carcinomi Papilliferi della Tiroide

Carcinoma Papillifero della Tiroide e Vitamina D

Carcinoma papillifero della Tiroide: ecografia vs tac nello studio dei linfonodi del collo

Complicanze nella chirurgia tiroidea: come evitarle

Carcinoma Papillifero della Tiroide: fattori predittivi recidiva

Carcinoma Papillifero Tiroide: svuotamento comparto centrale

Carcinoma papillifero della Tiroide: Citocheratina-19 e Ki 67

Svuotamento Profilattico del Comparto Centrale nel Carcinoma Papillifero della Tiroide cN0

Carcinoma papillifero della Tiroide

Età e metastasi nel carcinoma papillifero della tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Tumore della Tiroide: Svuotamento del Comparto Centrale

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Carcinoma della tiroide e terapia con radioiodio

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia

Tumori tiroidei a basso rischio

Tiroidectomia Totale

Tumore differenziato della Tiroide e Obesità

Iperparatoroidismo primario:Choline-PET-CT miglior metodica di imaging per identificarlo

Ipoparatiroidismo post-operatorio: angiografia

Pth: quando dosarlo per predire l’ipoparatiroidismo dopo Tiroidectomia Totale?

Tumori tiroidei incidentali

Chirurgia della tiroide e monitoraggio nervo ricorrente

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Tiroidectomia totale vs Lobectomia

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

Tonsillotomia: buoni risultati con lungo follow up

Tonsillotomia: buoni risultati con lungo follow up. I risultati clinici a lungo termine (12 anni) della tonsillotomia (TT) sono eccellenti.

Lo afferma uno studio finlandese su 189 casi di asportazione tonsillare, di cui 87 di TT.

La qualità di vita malattia specifica appare comparabile con la Tonsillectomia Totale a fronte di un intervento meno invasivo.

A distanza di 12 anni non si riscontravano nel gruppo TT problemi di rischio di reinfezioni tonsillari. 

BIBLIOGRAFIA
 Julia VirkkunenJohanna Nokso-KoivistoAnniina J Sakki. Long-term effectiveness of tonsillotomy versus tonsillectomy: A 12-year follow-up study. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2025 Jan;282(1):509-518. doi: 10.1007/s00405-024-09000-5.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma 

Tonsillectomia diagnostica in caso di ingrossamento tonsillare monolaterale: è giustificato?

La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA

Germania: piu’ Tonsillotomie, meno Tonsillectomie

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Il tessuto tonsillare ricresce dopo tonsillectomia parziale?

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

Coblation Tonsillectomy: nuova tecnica diminuisce rischio emorragia

Indicazioni alla Tonsillectomia

Coblator: uso nella Tonsillectomia pediatrica

Indicazioni alla Tonsillectomia in età pediatrica

Indicazioni alla Tonsillectomia nell’adulto

Tonsillectomie dell’adulto: riscontro di tumori maligni occulti

Artrite reumatoide aumenta il rischio di ascesso peritonsillare

Hpv: Papilloma Virus nel tessuto tonsillare

Ascesso peritonsillare: incisione e drenaggio é il trattamento migliore

Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

Tonsillectomia in età pediatrica: la stimolazione sonora intraoperatoria

Tonsillectomia: protocollo di comportamento post intervento

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (II)

La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Tonsillectomia con radiofrequenza al plasma (Coblator)

Post tonsillectomia nei bambini: Ibuprofene vs Acetaminofene

Tonsillectomia in Scozia: studio osservazionale

Tonsillectomia con Bisturi al Plasma (P.K.)

Sanguinamento dopo la Tonsillectomia

Gestione dell’emorragia Post Tonsillectomia nei Bambini

Angina Monocitica o Tonsillite da Mononucleosi

Quadri di patologia tonsillare

Reflusso e tonsilliti croniche nell’infanzia

Tonsilliti ricorrenti negli adulti

Tonsilliti Ricorrenti da Streptococco A

Tonsilliti da Streptococco: i consigli degli esperti

Carcinoma squamoso del vestibolo nasale: inquadramento e risultati 

Il carcinoma squamoso del vestibolo nasale (NV-SCC) è una entità rara ma problematica per la sua aggressività anche a causa della complessità della anatomia della regione nasale.

Rappresenta meno dell’1% di tutti i tumori Cervico facciali anche se probabilmente l’incidenza è maggiore perché questi tumori vengono spesso classificati fra i tumori cutanei e i tumori della cavità nasale.

Radiazioni ultraviolette ed infezioni da papilloma virus sono tra i fattori carcinogenetici più considerati.

La sintomatologia è aspecifica perché le lesioni iniziali mimano affezioni infiammatorie.

La crescita ed aggressività è estremamente variabile: locale, con estesa infiltrazione profonda delle cartilagini ed ossa sottostanti, o infiltrante le strutture adiacenti come il setto, i tessuti molli premascellari, il labbro superiore od il palato.

È possibile una diffusione ai linfonodi cervicali (sottomentonieri, sottomandibolari e mediogiugulari, oltrechè preauricolari ed anche intraparotidei) con una probabilità che oscilla fra 5% e 25%.

Le metastasi a distanza sono rare (polmone, cervello, ossa), ma quando avvengono caratterizzano negativamente la prognosi.

carcinoma squamoso del vestibolo nasale 2

La diagnostica per Imaging deve comprendere TAC senzapasted-image.tiff mdc, per la definizione delle strutture ossee e RM con MDC del massiccioLinea facciale e seni paranasali, estesa al collo per lo studio dei linfonodi.  La PET-TC può essere indicata nelle forme avanzate per studiare ev. Metastasi a distanza.

Non esiste una univocità di classificazione di questi tumori. Quella che ancora viene spesso utilizzata per la sua semplicità ed aderenza clinica è quella di Wang (1976) che stratifica la patologia in T1: lesione superficiale limitata al vestibolonasale;

T2 estensione alle strutture adiacenti (setto nasale superiore, labbro superiore, filtro, cute del naso solco nasolabiale) senza fissità all’osso sottostante; T3 lesioni estese (palato duro, solco buccogengivale, ampie porzioni del labbro superiore , setto superiore, turbinati o seni paranasali adiacenti) fisse ai muscoli profondi od infiltranti l’osso.

Le classificazioni AJCC (8th ed) per i tumori cutanei non melanoma sono basate su un parametro dimensionale, ma non sono specifiche per la regione nasale 

Non esiste al momento una strategia terapeutica univoca condivisa:

  • Chirurgia alternativa a radioterapia per piccole lesioni;
  • Chirurgia demolitiva e trattamento adiuvante radiochemioterapico ed eventuale epitesi per l’aspetto morfologico in caso di lesioni molto estese con margini istologici positivi.
  • Brachiterapia in casi selezionati con buoni risultati oncologici e minori effetti dismorfici (98-95% di controllo locale a 5 anni);
  • Chirurgia demolitiva estesa con ricostruzioni con lembi (91-92% di controllo locale);
  • Chirurgia demolitiva e trattamento adiuvante radiochemioterapico ed eventuale epitesi per l’aspetto morfologico in caso di lesioni molto estese con margini istologici positivi.
carcinoma squamoso del vestibolo nasale 3
Foto 1 Un caso personale di demolizione della emipunta del naso e ricostruzione con lembo nasofrontale “indiano” (foto MG Vigili)

Il gruppo di Varese, Università dell’Insubria, ha pubblicato nell’Aprile 2021 su Laryngoscope una revisione di 45 casi di tumore del vestibolo e piramide nasale, trattati presso il loro Istituto fra Ottobre 2010 e Dicembre 2018 con chirurgia e ricostruzione plastica.

Una frozen section per ottenere margini sani era stata   effettuata in 30/38 procedure in modo da attuare una ricostruzione simultanea.

Le opzioni ricostruttive comprendevano graft di tessuti molli, lembi locali di rotazione, lembi locoregionali (nasofrontale, melolabiale)  o lembi liberi (anterolaterale di coscia, di avambraccio) per la copertura esterna; lembi endonasali  per ricostruire la fascia interna; graft cartilaginei o lembi liberi ossei (medial femoral condyle flap) per la ricostruzione della struttura .

La Sopravvivenza globale (OS) a 3 e 5 anni è stata 86.2 % e 81.9% rispettivamente.

La Sopravvivenza Libera da Malattia (DFS) è stata del 70.7% a 3 anni e del 61.9% a 5 anni.

Sulla sopravvivenza impattavano la sede di origine (prognosi peggiore per columella e setto nasale), lo stato dei margini, la infiltrazione perineurale e l’estensione della demolizione direttamente proporzionale al peggioramento prognostico.

Le recidive locali sono state 8/45 (17.7%), regionali 6/45 (13.3%), in alcuni casi tardive (81.9% di esse entro 3 anni dall’inizio della malattia).

Le recidive locoregionali sui linfonodi erano state trattate con svuotamento laterocervicale radicale ed in 3/4 casi le metastasi erano bilaterali. 

Risultati sostanzialmente sovrapponibili sono stati ottenuti da un lavoro italiano multicentrico su 72 pazienti con un follow up medio di 38 mesi: a 3 anni la OS, DSS, DFS erano rispettivamente 86.5%, 90.3% e 74.2%.

Anche questi autori riscontravano che l’attuale staging system (AJCC 8th ed) non è in grado di stratificare la prognosi per i pazienti sottoposti a chirurgica.

BIBLIOGRAFIA
Lambertoni A, Cherubino M, Battaglia P, De Col A, Giovannardi M, Antognoni P, Valdatta L, Karligkiotis A, Bignami M, Castelnuovo P, Turri-Zanoni M. Squamous Cell Carcinoma of Nasal Vestibule and Pyramid: Outcomes and Reconstructive Strategies.
Laryngoscope. 2021 Apr;131(4):E1198-E1208. doi: 10.1002/lary.29107.
Francesca PirolaDavide Di SantoMario Turri-ZanoniEmilien ChabrillacDario FradeaniSara SionisFilippo CartaAlessia LambertoniLuca MalvezziAndrea GalliLeone GiordanoRoberto PuxedduPaolo CastelnuovoGiuseppe Mercante , Giuseppe SprianoFabio Ferreli . Squamous Cell Carcinoma of the Nasal Vestibule: A Multi-Centric Observational Cohort Study. Laryngoscope. 2024 Jun;134(6):2634-2645. doi: 10.1002/lary.31251

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Carcinoma del Vestibolo Nasale

Carcinoma del naso T1-T2: svuotamento del collo nei casi ad alto rischio

PDTA naso e seni paranasali

Carcinoma Naso Orbitario: Ricostruzione Con Lembo Frontale Glabellare

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota

Carcinoma squamoso cutaneo cervico facciale con metastasi linfonodali: fattori prognostici negativi

Carcinoma Adenosquamoso Cervico Facciale

Adenopatia latero cervicale cistica: valore della biopsia liquida nella ricerca del carcinoma orofaringeo HPV correlato

Adenopatia latero cervicale cistica: valore della biopsia liquida nella ricerca del carcinoma orofaringeo HPV correlato. A fronte del sintomo più frequente di presentazione del carcinoma orofaringeo HPV correlato rappresentato dalla adenopatia latero cervicale, la determinazione del DNA tumorale circolante modificato dal virus   (TTMV)–HPV DNA è un biomarker unico.

È prodotto dalla frammentazione dell’HPVDNA, durante la degradazione dell’HPV associato al tumore.

È particolarmente utile nel monitorare la comparsa di recidiva di malattia.

In uno studio su 138 pazienti adulti (58% uomini, età media 57.5 anni) è stato valutato anche a fini di diagnosi nella ricerca del tumore orofaringeo HPV correlato in pazienti che presentavano una massa latero cervicale indeterminata (risultata carcinoma HPV correlato nel 34.1%).

Il test TTMV-HPV mostrava una sensibilità del 95.7%, una specificità del 97.8%, un valore predittivo positivo del 95.7% e predittivo negativo del    97.8%.

Pertanto l’esame TTMV-HPV DNA circolante, conosciuto anche come biopsia liquida, si è dimostrato un eccellente test diagnostico per la determinazione del carcinoma squamoso-HPV, risultando particolarmente indicato nei pazienti in cui ottenere una adeguata biopsia tissutale risulti particolarmente problematico o nella diagnostica delle masse cistiche a primitività ignota

BIBLIOGRAFIA
Rocco Ferrandino, Joshua Barlow, Brandon Gold et al.  Daniel Kraft, Scott A Roof, Marita S. Teng , N. Khan, Michael H. Berger, Krzystof J.Misiukiewicz, Kunal K Sindhu, Richard L. Bakst, Marshall R posner, William H.Westra, Eric M. Genden, Raymond L. Chai. Diagnostic Accuracy of Circulating Tumor HPV DNA Testing in Patients With a Lateral Neck Mass. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg.doi:10.1001/jamaoto.2024.2702

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La biopsia liquida nei tumori dell’orofaringe HPV

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

DNA tumorale circolante nel trattamento dei tumori orofaringei HPV+ 

Lamine etmoidali residue anteriori limitano l’efficacia del Dupilumab

Lamine etmoidali residue anteriori limitano l’efficacia del Dupilumab. Uno studio giapponese ha valutato l’efficacia del Dupilumab nelle recidive di CRSwNP fra pazienti con assenza e presenza delle lamine etmoidali.

È chiaramente emerso che le presenza di residue lamine soprattutto nell’etmoide anteriore influenza negativamente l’efficacia del Dupilumab nell’azione antinfiammatoria dei pazienti con rinosinusite cronica (Lund-Mackay Score 5±4 del gruppo senza vs. 9±4; gruppo con residui etmoidali P=0.004).

Una meticolosa clearance della regione etmoidale anteriore ottimizza l’efficacia del farmaco biologico.

BIBLIOGRAFIA
N Yanagi, T Takeda, T Akutsu, M Maeda, D Nakashima, K Omura, E Mori, N Otori. Impact of residual ethmoidal laminae on dupilumab efficacy following endoscopic sinus surgery in patients with chronic rhinosinusitis: A STROBE analysis. European Annals of Otorhinolaryngology, Head and Neck Diseases 2025 

biopsia incisionale delle lesioni del cavo orale

Prima di dare indicazione all’utilizzo dei farmaci biologici è sempre opportuno valutare con TC ed endoscopia la condizione anatomica dell’etmoide residuo alla pregressa chirurgia. Se l’etmoide anteriore non risulta ben pulito con residui di lamine e cellette è quasi sempre utile effettuare prima un ESS completa e poi eventualmente passare alla terapia con biologici che a questo punto funzionerebbero meglio.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Dupilumab superiore agli altri farmaci biologici nel trattamento della rinosinusite cronica polipoide

Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Il Delta Neutrophil Index (DNI) predice la necessità di chirurgia nella rinosinusite cronica

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

Rinosinusite cronica aumenta rischio di neoplasie ematologiche e tiroidee

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Farmaci biologici e rinosinusite cronica: position paper SIOT

Il microbioma nasale ha un ruolo nella patogenesi della rinosinusite cronica

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

La cellularità etmoidale entra nella genesi della Rinosinusite cronica

Rinosinusite cronica: ostruzione respiratoria e funzione sessuale

Rinosinusite cronica: terapie non steroidee -non antibiotiche antibiofilm

Il Reflusso Faringo Laringeo e la rinosinusite cronica

Rinosinusite cronica ricorrente da S. Aureus

L’esame istopatologico della rinosinusite cronica

Rinosinusite cronica e carenza di Zinco

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

Rinosinusite Cronica: Protocollo di valutazione

Rinosinusite cronica eosinofila

Rinosinusite Cronica: Migliori risultati ottimizzando la somministrazione intranasale di farmaci

Rinosinusite cronica e disturbi dell’umore

Rinosinusite cronica: il trattamento chirurgico migliora qualità del sonno

Effetti avversi dei farmaci biologici per la sinusite cronica recidiva con polipi

Analisi dei fattori di rischio della sinusite cronica con asma in rapporto all’età

Eosinofilia periferica elevata è fattore prognostico di recidive di sinusite cronica polipoide

La chirurgia della sinusite cronica nell’infanzia previene recidive nell’età adulta

Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Adenotomia migliora i sintomi della sinusite cronica nei ragazzi di 7-18 anni

Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Terapie biologiche per la sinusite cronica

FESS e Sinusite Cronica nell’anziano

Estratto di camomilla migliora sintomi della sinusite cronica

Sinusite cronica, ansia e depressione

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Rinosinusite cronica pediatrica: up-to-date

Rinosinusite pediatrica: Linee Guida sul trattamento (I)

Rinosinusite pediatrica: Linee Guida sul trattamento (II)

Adenoidite e Rinosinusite Cronica nei bambini

Sinusoplastica con Balloon e sinusite cronica dell’infanzia

Tampone nasofaringeo nei bambini con sinusite acuta migliora risultati antibioticoterapia

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

Il microbioma nasale ha un ruolo nella patogenesi della rinosinusite cronica

L’esame istopatologico della rinosinusite cronica

La chirurgia endoscopica rinosinusale

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

Carcinomi neuroendocrini dell’orofaringe. Review

Carcinomi neuroendocrini dell’orofaringe. Review. I tumori neuroendocrini della testa e del collo (HNNEN) sono una entità rara, costituendo lo 0.3% di tutti i tumori cervico facciali.   

La WHO-1922 distingue i HNNEN in ben differenziati e scarsamente differenziati.
Una ulteriore sottoclassificazione morfologica li suddivide in forme a piccole cellule e a grandi cellule. 

Sono colpiti più i maschi delle femmine e l’età fra 50 e 70 anni.  
La diagnosi è prevalentemente immunoistochimica con una reattività alla cromogranina e synaptophysina (73% e 100%) sullo specimen tissutale.

Il trattamento comprende una combinazione di chirurgia- chemioterapia e/o radioterapia.  

Negli ultimi decenni si è registrato un aumento dei casi dovuto in parte al miglioramento delle tecniche diagnostiche. 

Le sedi testa collo più frequenti sono la laringe, la parotide, la cavità nasale.

Rispetto ai più frequenti Carcinomi neuroendocrini del polmone la sopravvivenza è migliore.  

Una review della Letteratura ha indagato i lavori pubblicati sul Carcinoma Neuroendocrino dell’Orofaringe.

Sono stati studiati 94 pazienti dall’esame di 50 lavori.

L’età media era 59.7 anni, il 73.4% erano maschi.

Purtroppo la maggioranza degli studi non documentava lo status HPV: 40 pazienti erano p16 positivi e 34 HPV-ISH positivi. 

In letteratura la forma di HPV-NEC è una entità rara, aggressiva che può mostrare sia piccole che larghe cellule ed upregulation di p16. La sopravvivenza globale era stata 75.4% ad 1 anno e 40% a 2 anni. 

Dei pazienti con malattia locoregionale il 33.8% aveva metastasi a distanza, con prognosi ovviamente peggiore ed il 12.5% recidiva locoregionale.

Non si erano riscontrate nello studio differenze significative per le diverse modalità di trattamento, che assicurano un buon controllo locoregionale ma non impediscono le metastasi a distanza che danno una bassa sopravvivenza.

BIBLIOGRAFIA
Michael H FroehlichMichael C ShihLindsey SheheeAnvesh R KompelliAlana AylwardShaun A NguyenJohn M KaczmarCherie Ann NathanTerry DayDavid M Neskey. Systematic review of neuroendocrine carcinomas of the oropharynx.Head Neck.2022 Jul;44(7):1725-1736. doi: 10.1002/hed.27055
– Xinqi Shi, Xiaodong Huang, Kai Wang, YuanQu, Xuesong Chen, Runye Wu, Ye Zhang, Jingwei Luo, Jingbo Wang, Junlin Yi. Long term outcomes and prognosis of neuroendocrine neoplasm of head and neck: a cohort from a single institution. J Cancer Res Clin Oncol 2024 Jun 4;150(6) 288. doi:10.1007/s00432-024-05726-1

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Make Sense Campaign: Prevenzione Tumori Testa Collo 2024

Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota

Potenziale impatto della radioterapia per la cura di tumori della testa e del collo sui processi neurocognitivi

La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo

Attività fisica aerobica migliora la qualità di vita nei pazienti radiotrattati per tumori testa-collo

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

PDTA naso e seni paranasali

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

Granuloma Piogenico della Laringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

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Sleep Apnea Syndrome nei bambini: indicazioni al trattamento chirurgico precoce

Sleep Apnea Syndrome nei bambini: indicazioni al trattamento chirurgico precoce. Per determinare la vulnerabilità ai disordini respiratori e la suscettibilità alla diagnosi e trattamento appropriato e precoce, 419 bambini con diagnosi di sleep apnea syndrome (OSAS) (età  0-18 anni, 37 % femmine e 63% maschi), tutti studiati con polisomnografia, sono stati sottoposti ad una valutazione retrospettiva.

Lo studio polacco conferma la validità della polisomnografia nel fornire una diagnosi rapida e sicura dei bambini che presentano sofferenza delle vie respiratorie, del grado e della tipologia di soggetti candidabili a soluzione chirurgica tempestiva e positiva.

I risultati hanno dimostrato che sono predominanti le forme di apnea lieve e che la OSA è predominante nei bambini che soffrono di ipertrofia tonsillare.

Tuttavia le forme di apnea più severa sono quelle che compaiono nei bambini con ipertrofia sia della tonsilla palatina che di quella faringea rispetto a tutte le altre forme di patologia respiratoria (ipertrofia dei turbinati – sinusite cronica).

I bambini con apnea periferica mostrano un incremento dell’AHI ed un decremento della saturazione ematica e anche una diminuzione della fase REM del sonno. 

Il trattamento chirurgico si rende necessario urgentemente per i bambini con apnee moderate o severe, che abbiano ipertrofia tonsillare. Infine, l’OSA si è mostrata più frequente nei maschi che nelle femmine.  

BIBLIOGRAFIA
Lachoslaw Pawel  Chmielik, Anna Kasprzyk , Zusanna Sala  , Tadeusz Chmielik, Grzzegz Jacek Hatlinski, Grazyna Mielnik-Nadielska e Arthur Niedzielski. Sleep Apnea Syndrome in Children: A Retrospective Study of 419 Cases and Polysomnographic Findings with Implications for Rapid Treatment. Children 2025, 12(2), 222; https://doi.org/10.3390/children12020222

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La carenza di vitamina B12 favorisce la sordità

La carenza di vitamina B12 favorisce la sordità. Uno studio di review della letteratura (PubMed, Scopus, and Cochrane databases) ha indagato il rapporto fra deficienza di vitamina B12 e ipoacusia su 9 lavori risultati eleggibili all’analisi.  

È stato osservato che individui con bassi livelli di vitamina B12 hanno una prevalenza di ipoacusia rispetto ai soggetti con livelli normali od elevati.

La carenza di vitamina B12, associata ad alti livelli di omocisteina e bassa concentrazione di folati, contribuisce a diversi gradi di ipoacusia soprattutto nei soggetti anziani.

Sembra che età sesso e trattamento del deficit di vitamina B12  non modificano  le frequenze danneggiate, che sono generalmente quelle acute. 

BIBLIOGRAFIA
Joyline Rodrigues, MSc, Shubhangi Anand, MSc, […], and Rohit Ravi,  Exploring the Intricate Connection Between Vitamin B12 Deficiency and Hearing Loss: A Systematic Literature Review. Ear Nose Throath Journal , 2025 .  https://doi.org/10.1177/01455613241298070

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Manifestazioni otorinolaringoiatriche nella fibrosi cistica

Manifestazioni otorinolaringoiatriche nella fibrosi cistica. La fibrosi cistica (CF) è il più comune disordine autosomico recessivo della popolazione caucasica e nella prima metà del 19° secolo era gravata da elevata mortalità nella prima infanzia. 

È una patologia multiorgano, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente.

Ad essere interessate sono le ghiandole esocrine, come quelle che producono muco e sudore.

Le cause della fibrosi cistica sono mutazioni nel gene CFTR, che codifica una proteina che controlla il passaggio di acqua e di alcuni sali all’interno e all’esterno delle cellule.

La proteina mutata non funziona in modo appropriato e porta alla produzione di muco denso e sudore molto ricco di sali.

Le possibili mutazioni a carico di CFTR sono più di mille e possono causare forme di fibrosi cistica di gravità differente. Inoltre anche altri geni possono contribuire alla gravità della malattia.

La scoperta del gene regolatore della conduttanza transmembrana della fibrosi cistica (CFTR) nel 1989 è risultata decisiva per le successive ricerche ed oggi esistono più di 2000 differenti mutazioni che hanno portato anche a identificare un largo spettro di segni clinici e a differenziare diagnosi e trattamento delle varie forme, con un impressionante incremento delle aspettative di vita dei bambini nati con la fibrosi cistica.

Il più importante passo in avanti è stato lo sviluppo di terapie che modulano CFTR in modo altamente efficace modificando l’impatto della malattia e cambiando drasticamente la qualità di vita di questi bambini.

Un lavoro di review della letteratura (PubMed, Cochrane Library, Embase and Web of Science databases) ha indagato i sintomi otorinolaringoiatrici più frequenti di questa malattia.

Sono stati selezionati 38 lavori per un numero di pazienti partecipanti allo studio di 1981 soggetti.

Le più comuni manifestazioni otorinolaringoiatriche dei bambini affetti da CF sono risultate:

–   Rinosinusite cronica polipoide. La patologia sinusale rimane la manifestazione preminente con livelli di Ossido Nitrico (NO) significativamente più bassi e correlati alla presenza dei polipi;

  • Ipoacusia secondaria alla ototossicità degli aminoglicosidi indispensabili per il trattamento delle esacerbazioni polmonari. La diagnosi precoce con  otoemissioni acustiche (DPOAEs) e EHF/ PTA è critica e la predisposizione genetica tipica di alcune mutazioni   necessitano di  strategie terapeutiche personalizzate
  • Problemi e disordini uditivi legati agli episodi di otite media. Spesso si crea una ipoacusia trasmissiva esacerbata dalle infezioni respiratorie e dalla rinopatia allergica spesso associata.
  • Sindrome delle apnee notturne ostruttive. Possono portare a ridotta capacità di apprendimento ed inferiori livelli di attività fisica Problemi delle prime vie respiratorie e rinosinusiti contribuiscono ad accentuare la gravità dell’OSAS ma un ruolo importante anche qui lo gioca l’ipertrofia adenotonsillare.
  • Diminuzione della percezione olfattoria e gustatoria (iposmia- ipogeusia). Nei vari studi i dati non sono omogenei anche per l’influenza delle malattie rinosinusali e delle infezioni sovrapposte.

La conoscenza e la cura di queste patologie distrettuali contribuiscono al miglioramento della qualità di vita dei bambini affetti da CF. 

I modulatori di CFTR (particolarmente elaxacaftor, tezacaftor, ivacaftor) hanno dimostrato significativi miglioramenti della qualità di vita correlata ai sintomi rinosinusali, ma anche la chirurgia endoscopica rinosinusale ha garantito risultati a lungo termine significativi su tutta la patologia ORL e respiratoria correlata.

BIBLIOGRAFIA
Alberto SaibeneAnastasia UrbanelliChimene CoudréLetizia Nitro , Anneclaire VroegopBarbara Lejeune , Nicolien van der Poel.Otolaryngological manifestations of cystic fibrosis in children: A systematic review.Int J Pediatr Otorhinolaryngol. Volume 189, February 2025, 112238PMID: 39879870 DOI: 10.1016/j.ijporl.2025.112238

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