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L’iniezione intracordale di PRP migliora la fonazione in alcune patologie delle corde vocali

L’iniezione intracordale di PRP migliora la fonazione in alcune patologie delle corde vocali. Nei pazienti con disfonia secondaria a cicatrici vocali della lamina propria, atrofia, sulcus cordis e disturbi infiammatori vi sono poche opzioni terapeutiche che migliorino la voce.

Uno studio neozelandese ha valutato l’efficacia dell’iniezione intracordale di Plasma arricchito di piastrine (PRP).

Il PRP ha proprietà antinfiammatorie e rigenerative ed è sostanzialmente privo di rischi.

La somministrazione è avvenuta ambulatorialmente ad entrambe le corde vocali.

L’iniezione nella lamina propria tra 0.25 e 0.8 ml di PRP veniva effettuata via transnasale o transcervicale con approccio tiroioideo sotto guida endoscopica.  

I pazienti erano stati valutati a 1 settimana, 1 mese, 3 mesi e 6 mesi con GRBAS scale, maximum phonation time (MPT), vocal fatigue index (VFI), voice handicap index VHI-10 e stroboscopia.

Non sono state riscontrate reazioni avverse.

Il miglioramento più significativo è stato nel VHI-10 (media 21.73 al baseline, 15.62 a 6 mesi (p < 0.001).

Miglioramenti secondari e progressivi nel tempo sono stati dimostrati anche per VFI, MPT e GRBAS, tanto che il 95.7% dei pazienti si è candidato ad una eventuale seconda iniezione di PRP

BIBLIOGRAFIA
Georgia MackayJacqui Allen .Platelet Rich plasma injection of the vocal folds in benign vocal pathologies.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2024 Oct;281(10):5419-5428. DOI: 10.1007/s00405-024-08824-5

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Uso del PRP in otorinolaringoiatria

L’iniezione intracordale di Acido Ialuronico

Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

La terapia con Radioiodio può portare a un decremento soggettivo dell’olfatto

La terapia con Radioiodio può portare a un decremento soggettivo dell’olfatto. Uno studio iraniano su 98 pazienti affetti da carcinoma tiroideo e sottoposti a RadioIodio Terapia ha indagato gli effetti sulla funzionalità olfattoria.

È stato osservato un decremento statisticamente significativo sull’olfatto basato sul Visual Analog Scale (VAS) tra i valori base e quelli a 1 e 6 mesi.

I test obiettivi Butanol Threshold Test (BTT) e Smell Identification Test (SIT) non risultavano alterati.

Anche la salivazione ed il gusto subivano un decremento a 1 mese dal trattamento, mentre il recupero iniziava successivamente fino al ripristino dei valori di base a 6 mesi.

BIBLIOGRAFIA
Azin Tabari, Fatemeh Farrokh, Mohsen Bakhshi, Azadeh Tabari, Seyed Mousa Sadrehosseini, Babak Saedi, Saeed Farzanehfar & Mehrshad Abbasi. European Archieves of Otorhinolaryngology, 2024 281(10):5319-5324 DOI: 10.1007/s00405-024-08761-3

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Carcinoma della tiroide e terapia con radioiodio

Iodio urinario e TSH possono aiutare a identificare il carcinoma papillifero della tiroide 

Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo

Carcinoma Tiroideo di derivazione follicolare

Microcarcinoma papillifero della tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

Chirurgia della tiroide e monitoraggio nervo ricorrente

Emitiroidectomia: caratteristiche dei noduli nel lobo tiroideo controlaterale

Emitiroidectomia e carcinomi papilliferi

L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Tumore della Tiroide: Svuotamento del Comparto Centrale

I fattori di rischio per lo sviluppo di metastasi linfonodali nei tumori midollari della tiroide

Studio ecografico dei linfonodi del comparto centrale predittivo del rischio di metastasi da carcinoma papillifero

La sorveglianza attiva opzione efficace nei Carcinomi Papilliferi Tiroidei a basso rischio

Carcinoma papillifero della tiroide: la multifocalità pesa sulle recidive ma non sulla sopravvivenza

Carcinomi Papilliferi della Tiroide

Carcinoma Papillifero della Tiroide e Vitamina D

Carcinoma papillifero della Tiroide: ecografia vs tac nello studio dei linfonodi del collo

Complicanze nella chirurgia tiroidea: come evitarle

Carcinoma Papillifero della Tiroide: fattori predittivi recidiva

Carcinoma Papillifero Tiroide: svuotamento comparto centrale

Carcinoma papillifero della Tiroide: Citocheratina-19 e Ki 67

Svuotamento Profilattico del Comparto Centrale nel Carcinoma Papillifero della Tiroide cN0

Carcinoma papillifero della Tiroide

Età e metastasi nel carcinoma papillifero della tiroide

Criteri di monitoraggio intraoperatorio del Paratormone. Aggiornamento della American Association of Endocrine Surgeons

Criteri di monitoraggio intraoperatorio del Paratormone. Aggiornamento della American Association of Endocrine Surgeons. L’iperparatiroidismo primario (PHPT) è diagnosticato in 100 000 adulti per anno nei soli Stati Uniti.

È spesso causato da un singolo adenoma paratiroideo iperfunzionante. In questi pazienti, l’asportazione chirurgica della paratiroide iperfunzionante offre una elevata percentuale di successo di cura, limitato solamente se vi è una difficoltà di individuazione dell’adenoma, se vi è una malattia multighiandolare o se vi è del tessuto paratiroideo ectopico iperfunzionante. Queste condizioni possono capitare nel 10-15 % dei casi. 

Il monitoraggio del Paratormone Intraoperatorio (IOPTH) è raccomandato dall’American Association of Endocrine Surgeons durante la paratiroidectomia per iperparatiroidismo primario fin dal 2016 anche se la procedura è stata introdotta nella chirurgia paratiroidea oltre 30 anni fa.

Al momento esistono diversi criteri di monitoraggio del IOPTH e non vi è un consenso universale che ne ottimizzi l’accuratezza diagnostica. 

La necessità di standardizzare una procedura efficace deriva anche dal fatto che il prolungamento dei tempi chirurgici aumenta i costi e dalla necessità di prevenire una chirurgia di revisione con esplorazioni cervicali non necessarie e dotate di un certo grado di morbidità.

Uno studio di metanalisi di 72 lavori comprendenti 19.072 pazienti, pubblicato recentemente su JAMA Otorhinolaryngol, ha selezionato come più attendibili i criteri di Miami modificati utilizzati in 49 dei 72 lavori presi in considerazione.

Essi richiedono la riduzione del 50% dei livelli intraoperatori di PTH rispetto ai dosaggi pre escissione 15 minuti o più dopo l’escissione della ghiandola.   

I criteri di Miami (50% di decremento PTH dal livello più altro pre incisione o pre escissione a 10 minuti dalla escissione della paratiroide) hanno avuto migliori valori predittivi negativi (NPV) minimizzando i risultati falsi negativi ed evitando così esplorazioni cervicali non necessarie.  

Dallo studio di revisione risulta che l’adozione dei criteri di Miami modificati che richiedono il time point ad un minimo di 15 minuti dopo l’escissione della ghiandola, migliora l’accuratezza diagnostica riducendo il numero di falsi positivi (paratiroidectomie di revisione) ma mantenendo il basso tasso di falsi negativi (non necessarie esplorazioni cervicali).

La specificità è risultata migliore (0.83), un più alto LR positivo (5.58), un migliore diagnostic OR (100.80). Il tasso globale di cura di malattia era 0.93. 

Secondo il protocollo di Miami modificato la accuratezza diagnostica ottimale si ottiene con solo 3 dosaggi intraoperatori (prima della incisione cutanea, prima della escissione di ogni tessuto paratiroideo iperfunzionante e 15 minuti dopo l’escissione della paratiroide sospetta).

Va tenuto presente che fattori clinici possono impattare sulla cinetica di caduta delll’IOPTH, laddove pazienti con normale funzione renale, deficienza di vitamina D, adenoma paratiroideo più grande ed ipercalcemia moderata dimostrano un maggiore decremento dell’OIPTH a 15 minuti rispetto ai 10 minuti dopo la escissione della ghiandola.

Controversi rimangono l’impatto dei livelli di vitamina D preoperatoria o l’uso del propofol durante l’induzione anestesiologica sulla cinetica di caduta dell’IOPTH.  

I chirurghi tuttavia devono continuare ad effettuare una esplorazione del collo bilaterale per pazienti con PHPT, specialmente se la malattia è di lunga durata, vi è malattia ossea attiva, bassi livelli dell’IOPTH, normocalcemia, diagnostica per immagini negativa per adenoma evidente o adenomi piccoli e/o 2 o più paratiroidi coinvolte.

Il dosaggio intraoperatorio guidato del PTH del collo unilaterale minimizza il tempo operatorio per l’adenoma solitario, riducendo il rischio di ipocalcemia postoperatoria rispetto alla esplorazione bilaterale del collo.

Viene comunque raccomandato nella chirurgia mininvasiva per pazienti con adenomi localizzati anche se vi sono studi che sottolineano la utilità nel migliorare la ricerca chirurgica nei casi di PHPT con immagini negative.

BIBLIOGRAFIA
Philip Staibano, Michael Au, Han Zhang  et al, Sheila YI, Winnie Liu, Jesse D.Pasternak, Xing Xing, Carolyn D. Seib, Lisa Orloff, Hhu-Tram Nguyen, Michael K.Gupta, Eric Monteiro, Sameer Parpia, Tyler McKechnie, Alex Tabane, J.E.M. Ted Young, Mohit Bhandari . Intraoperative Parathyroid Hormone Monitoring Criteria in Primary Hyperparathyroidism.A Network Meta-Analysis of Diagnostic Test Accuracy. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg.   December 26, 2024. doi:10.1001/jamaoto.2024.4453

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Tumori della tiroide: review (parte II) – Trattamento


Tumori della tiroide: review (I parte)

Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo

Consumo di fumo e alcool inversamente proporzionali al rischio di Tumore della Tiroide nella popolazione coreana

Tumori tiroidei operati: 50% sono asintomatici

Microcarcinoma papillifero della tiroide

Emitiroidectomia e carcinomi papilliferi

Carcinoma Tiroideo di derivazione follicolare

Carcinoma papillifero della tiroide: la multifocalità pesa sulle recidive ma non sulla sopravvivenza

Carcinomi Papilliferi della Tiroide

Carcinoma Papillifero della Tiroide e Vitamina D

Carcinoma papillifero della Tiroide: ecografia vs tac nello studio dei linfonodi del collo

Complicanze nella chirurgia tiroidea: come evitarle

Carcinoma Papillifero della Tiroide: fattori predittivi recidiva

Carcinoma Papillifero Tiroide: svuotamento comparto centrale

Carcinoma papillifero della Tiroide: Citocheratina-19 e Ki 67

Svuotamento Profilattico del Comparto Centrale nel Carcinoma Papillifero della Tiroide cN0

Carcinoma papillifero della Tiroide

Età e metastasi nel carcinoma papillifero della tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Tumore della Tiroide: Svuotamento del Comparto Centrale

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Carcinoma della tiroide e terapia con radioiodio

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia

Tumori tiroidei a basso rischio

Tiroidectomia Totale

Tumore differenziato della Tiroide e Obesità

Iperparatoroidismo primario:Choline-PET-CT miglior metodica di imaging per identificarlo

Ipoparatiroidismo post-operatorio: angiografia

Pth: quando dosarlo per predire l’ipoparatiroidismo dopo Tiroidectomia Totale?

Tumori tiroidei incidentali

Chirurgia della tiroide e monitoraggio nervo ricorrente

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Tiroidectomia totale vs Lobectomia

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

La settoplastica è più efficace della terapia medica nella ostruzione nasale da deviazione settale

La settoplastica è più efficace della terapia medica nella ostruzione nasale da deviazione settale. Uno studio di metanalisi su 537 lavori che coinvolgevano 721 pazienti ha dimostrato che in pazienti affetti da ostruzione respiratoria con deviazione del setto nasale, l’intervento di settoplastica migliorava significativamente gli score di NOSE e SNOT-22, rispetto a quelli dei pazienti non trattati chirurgicamente.

Le differenze risultavano significative a 6 e 12 mesi mentre a 3 mesi non si evidenziava ancora grande differenza.

L’incidenza di complicanze risultava bassa (0.31% – 4.12%), legata soprattutto a sanguinamento, infezioni e perforazioni settali.

BIBLIOGRAFIE
Hosam I. Taha, Mohamed S. Elgendy, Mohamed R. Ezz, Khalid Tolba, Mahmoud El Safty, Mohammad Al Diab Al Azzawi, Basant E. Katamesh & Ebraheem Albazee . Septoplasty versus non surgical management for deviated nasal septum : a systematic review and metanalisys of randomized control trial. European Arhieves of Otorhinolarybgology. 2025   V 282 : 597-610.

Settoplastica

Non avevamo dubbi sulla maggiore efficacia della chirurgia rispetto alle altre terapie nel migliorare la qualità di vita di questi pazienti. Il messaggio importante da recepire è che il risultato ha bisogno di qualche tempo per consolidarsi ed il paziente lo deve sapere per non crearsi false aspettative.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La Settoplastica riduce la secchezza nasale

Settoplastica e miglioramento della respirazione

Sperone Settale: Settoplastica Endoscopica

L’intervento sul setto migliora l’olfatto

Settoplastica O Settoturbinoplastica?

Settoplastica: cosa c’è da sapere sull’intervento

Sperone Settale: Settoplastica Endoscopica

Non Fumare dopo Intervento di Settoplastica!

Emangioma setto nasale: Bioexeresi con Thulium Laser

Ascesso del Setto Nasale

SNOT-22 : SINO-NASAL OUTCOME TEST

Snot-22 puo’ predire il rischio di reinterventi sui seni paranasali

Trasformazione maligna del Lichen Planus orale

Trasformazione maligna del Lichen Planus orale. Il lichen planus orale (OLP) e’ una condizione infiammatoria cronica nota per avere una modesta probabilità di incorrere in una trasformazione maligna, soprattutto se si manifesta nella forma erosiva.

Uno studio retrospettivo su 1920 pazienti inizialmente sottoposti ad esame istologico per sospetto OLP e seguiti a lungo, dal 2005 al 2021, ha evidenziato che il tasso di trasformazione è stato globalmente pari a 1.39% con una media di 5.8% di casi ogni anno.

Per la forma di Lichen erosivo, il tasso di trasformazione in carcinoma squamoso era pari a 5.98% con un comportamento clinico aggressivo.

BIBLIOGRAFIA
S L Roberts, Rameeta Bhamra, V Ilankovan. Malignant transformation rate of erosive oral lichen planus: a retrospective study.British Journal of Oral & Maxillofacial Surgery 2024 January 3

trasformazione maligna del lichen planus orale prof

Sono lesioni comuni con la caratteristica di avere periodi variabili di attività e di quiescenza, ma che proprio per questa caratteristica di trasformazione vanno sottoposte a periodico follow up con biopsia quando le lesioni assumono una forma erosiva od ingravescente. Nella mia esperienza le forme di lichen erosivo che si trasformano divengono tumori molto più aggressivi ed a prognosi sfavorevole.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Lichen planus orale

Sindrome della bocca urente

Precancerosi del Cavo Orale – Lezione

Biopsia Incisionale delle lesioni del Cavo Orale

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

111° Congresso Nazionale SIO di Padova

111° Congresso Nazionale SIO di Padova. Si terrà a Padova dal 28 al 31 maggio prossimi, il 111° Congresso Nazionale SIO.

Mercoledì 28 Maggio  presenterò insieme alla scuola di Padova il
CORSO MONOTEMANTICO: Il Linfonodo sentinella e lo svuotamento linfoscintigrafico guidato nei tumori cNO del Cavo Orale. Dall’inquadramento prechirurgico, alla gestione intraoperatoria, all’esame istopatologico. 

111 sio padova
111 SIO Padova


Biopsia Incisionale delle lesioni del Cavo Orale

Biopsia Incisionale delle lesioni del Cavo Orale. La video lezione ribadisce l’importanza della Biopsia Incisionale e non Escissionale nelle lesioni del Cavo Orale sospette per neoplasia. 

La biopsia incisionale vuol dire asportare un cuneo di tessuto che comprenda ampiamente la lesione al confine con il tessuto sano.

Non va fatta una escissione dell’intera lesione per fare una biopsia altrimenti il chirurgo che poi effettuerà la asportazione definitiva, non avendo possibilità di vedere la neoplasia, sarà in difficoltà nel calcolare i margini di tessuto sano che deve rispettare (se possibile 1.5 cm dai bordi della neoplasia).

Il tessuto asportato deve essere di almeno 1.5 cm con una profondità di almeno 3 mm.

La biopsia è fondamentale per programmare la escissione di lesioni che possono, anche essendo benigne, mimare forme tumorali maligne.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Valore prognostico delle micrometastasi linfonodali nei tumori del cavo orale

Laserchirurgia della laringe e del cavo orale

Fattori predittivi del valore delle micrometastasi nei Linfonodi Sentinella dei tumori piccoli del Cavo Orale

Laser CO2 nel trattamento dei tumori del Cavo Orale

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

Profondita’ di invasione (DOI) nel tumore della lingua: valutazione clinica e tecniche di imaging

Il linfonodo linguale: valore prognostico

Frenulo corto linguale (anchiloglossia)

Bioexeresi Laser Co2 di Lesione della Lingua

Mucoepidermoid Carcinoma of the base of the Tongue. Median transmandibular-translingual approach and reconstruction by a radial forearm free flap

LigaSureâ„¢ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Il trattamento dei Tumori Linguali di piccole dimensioni

Mucocele

La ranula: cos’è, come diagnosticarla e come intervenire

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

La Tonsillotomia (TT) può essere considerata una alternativa alla Tonsillectomia (TE) nel trattamento delle apnee ostruttive del sonno pediatriche (oSDB)?

Un lavoro cinese di review su 32 studi pubblicati per un totale di 9430 bambini considerati, ha rivelato che il gruppo TT ha gli stessi effetti terapeutici sul miglioramento dell’OSA rispetto al gruppo TE. 

La TT ha il vantaggio di ridurre il dolore postoperatorio ed il rischio di sanguinamento, accelerando la guarigione e migliorando in tal modo la qualità di vita. 

Il rischio di reintervento (0R=8.28), di recidiva di oSDB (OR=2.16) e di infezioni respiratorie (OR=1.82) risultano comunque più alte rispetto al gruppo TE. 

BIBLIOGRAFIA
Jiahong Lao, Feitong Jian, Rongrong Ge, Shuo Wu. Tonsillectomy Versus Tonsillotomy in Pediatric Sleep-Disordered Breathing: A Systematic Review and Multi-subgroup Meta-analysis. Laryngoscope 135:529-539 2025 . https://doi.org/10.1002/lary.31776

tonsollotomia prof

La scelta fra guadagno a breve termine in qualità di vita ed i rischi a lungo temine rendono la scelta problematica e da discutere e condividere con i famigliari dei piccoli pazienti. Credo personalmente che volume tonsillare e stato di malattia pregressa delle tonsille possano aiutare nella scelta. Laddove consigliabile preferisco la TT.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma 

Tonsillectomia diagnostica in caso di ingrossamento tonsillare monolaterale: è giustificato?

La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA

Germania: piu’ Tonsillotomie, meno Tonsillectomie

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Il tessuto tonsillare ricresce dopo tonsillectomia parziale?

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

Coblation Tonsillectomy: nuova tecnica diminuisce rischio emorragia

Indicazioni alla Tonsillectomia

Coblator: uso nella Tonsillectomia pediatrica

Indicazioni alla Tonsillectomia in età pediatrica

Tonsillectomie dell’adulto: riscontro di tumori maligni occulti

Artrite reumatoide aumenta il rischio di ascesso peritonsillare

Hpv: Papilloma Virus nel tessuto tonsillare

Ascesso peritonsillare: incisione e drenaggio é il trattamento migliore

Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

Tonsillectomia in età pediatrica: la stimolazione sonora intraoperatoria

Tonsillectomia: protocollo di comportamento post intervento

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (II)

La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Tonsillectomia con radiofrequenza al plasma (Coblator)

Post tonsillectomia nei bambini: Ibuprofene vs Acetaminofene

Tonsillectomia in Scozia: studio osservazionale

Tonsillectomia con Bisturi al Plasma (P.K.)

Sanguinamento dopo la Tonsillectomia

Gestione dell’emorragia Post Tonsillectomia nei Bambini

Indicazioni alla Tonsillectomia nell’adulto

Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

La CPAP diminuisce il rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari avversi nell’OSA

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA

Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Prevalenza delle vertigini nei pazienti con OSA

OSA Workshop: 21-22 Marzo 2024

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

MAD migliore della terapia combinata aerea e posizionale nella roncopatia 

Anche le donne russano. E altrettanto forte

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Apnee notturne, in Italia 6 milioni di potenziali pazienti

Risultati clinici a distanza della Expansion Sphinteric Pharyngoplasty ­nel trattamento dell’OSAS

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Il reflusso fattore causale della rinosinusite cronica

Il reflusso fattore causale della rinosinusite cronica. Uno studio della University of Traditional Chinese Medicine di Chengdu, China, mediante una complessa analisi univariabile di randomizzazione mendeliana (MR), ha dimostrato una associazione fra Reflusso Gastroesofageo (GERD) ed un elevato rischio di Sinusite Cronica (CRS) (OR = 1,30).

Nello studio, l’utilizzo di PPI (Omeprazolo) era associato ad una riduzione del rischio di CRS (OR = 0.64.

La relazione causale fra GERD e CRS rimaneva anche dopo correzione per altri fattori quali fumo, BMI, asma e rinite allergica.  GERD nei pazienti asmatici aumentava il rischio di CRS (OR: 19.65)  

BIBLIOGRAFIA
Tao Guo, Hui Xie . Gastroesophageal Reflux and Chronic Rhinosinusitis: A Mendelian Randomization Study. Laryngoscope 2024 Jul;134(7):3086-3092. doi: 10.1002/lary.31258.

reflusso e rinosinusite

Una ennesima dimostrazione di quanto il Reflusso Gastroesofageo e Faringolaringeo oltre a peggiorare la qualità di vita, possa essere responsabile di numerose patologie delle Prime vie aerodigestive Superiori. Il messaggio è fare diagnosi tempestiva (visita ORL con Fibrolaringoscopia e Esofagogastroscopia se sono presenti i tipici disturbi gastro esofagei) e di trattare opportunamente il Reflusso con PPI antiacidi e dieta.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Associazione causale fra reflusso gastroesofageo e malattie croniche di tonsille ed adenoidi

Reflusso e tonsilliti croniche nell’infanzia

Reflusso gastroesofageo e disturbi del sonno

Reflusso gastroesofageo e muscolo cricofaringeo

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

I disturbi respiratori nei bambini sono sempre dovuti a Reflusso Gastroesofageo?

Malattia da reflusso precoce e rischio di malattie dell’orecchio nei bambini

Reflusso e disordini dentali in età pediatrica

Updates su Reflusso Faringo Laringeo (LPR) 2- trattamento

Updates su  Reflusso Faringo Laringeo (LPR)  1- diagnosi

Il reflusso faringo laringeo: quanto deve durare la terapia?

Laringospasmo nel sonno: responsabile il Reflusso Faringo Laringeo

PH Impedenzometria nel Reflusso Faringo Laringeo 

Reflusso faringo laringeo: confronto sulla prevalenza dei sintomi e segni otorinolaringoiatrici fra pazienti e specialisti

Linee guida IFOS per la diagnosi e trattamento del reflusso faringo laringeo: Parte I

Linee guida IFOS per la diagnosi e trattamento del reflusso faringo laringeo: Parte II

Atresia Coanale: più recidive nelle forme bilaterali e nei pazienti con Reflusso

Reflusso Faringo Laringeo: video intervista

Polipi Cordali e Reflusso Faringo Laringeo

Sintomi del reflusso faringolaringeo e tempi di terapia

Il Reflusso Faringolaringeo e la rinosinusite cronica

Dieta e Reflusso Faringo Laringeo

Reflusso: potenziamento (MSA) efficace contro sintomi atipici

Malattia da reflusso precoce e rischio di malattie dell’orecchio nei bambini

Reflusso Faringolaringeo: concetti chiave per comprenderlo

Reflusso: potenziamento (MSA) efficace contro sintomi atipici

Pepsina nella Saliva e Reflusso Faringo-Laringeo

Reflusso e disordini dentali in età pediatrica

Reflusso Faringolaringeo e disturbi oculari

Laringomalacia e dosaggio della Pepsina

Reflusso Faringolaringeo pediatrico

Reflusso Faringo Laringeo Frequente Nei Pazienti Orl

NBI e diagnosi di Reflusso Faringolaringeo

Reflusso Faringo Laringeo: trattamenti

Reflusso Faringo Laringeo (RFL): Esame Istologico

E’ possibile trattare il Reflusso Faringolaringeo senza farmaci?

Rispondi al questionario per sapere se soffri di Reflusso Faringo Laringeo

Il Refusso Faringo Laringeo nell’anziano

Dupilumab superiore agli altri farmaci biologici nel trattamento della rinosinusite cronica polipoide

 Il Delta Neutrophil Index (DNI) predice la necessità di chirurgia nella rinosinusite cronica

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

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Pseudocisti cordale

Pseudocisti Cordale. Definizione
La pseudocisti è una tumefazione specifica e chiaramente demarcata pur in assenza di una sua capsula, quasi sempre localizzata al terzo medio della corda vocale.
Questa localizzazione, come peraltro altre patologie benigne delle corde vocali suggerisce che la patogenesi sia un trauma fonatorio dovuto allo stress fisico che colpisce la corda vocale durante sforzi vocali protratti, o abuso vocale in circostanze avverse.
Non è chiaro perché in queste condizioni si formi una preudocisti piuttosto che un polipo.
La teoria che le pseudocisti siano correlate ad una sottostante paresi della corda vocale è stata proposta ma mai chiaramente dimostrata.
Secondo un recente studio statunitense le forme monolaterali colpiscono maggiormente il sesso maschile e sembrano statisticamente maggiormente correlate ad una paresi.
Le forme bilaterali, più rare, sono maggiormente presenti nel sesso femminile e non sembrano legate a pregresse paresi.

Sintomi
La pseudocisti causa generalmente abbassamento di voce senza dolore.   La disfonia, rispetto ad altre lesioni laringee è spesso meno pronunciata ed intermittente.
La pseudocisti infatti spesso mantiene una certa plicabilità e vibra unitamente al resto della mucosa vocale in fonazione, cosa che non fanno generalmente i polipi o le cisti.
L’ abbassamento di voce avviene generalmente quando c’è uno sforzo vocale prolungato o insieme ad un raffreddore o nel periodo di allergia ai pollini.  Spesso ne soffrono professionisti della voce che lamentano un cambiamento nelle caratteristiche della loro prestazione fonatoria.

Diagnosi
Si fa esclusivamente con una fibrolaringoscopia e/o videolaringostroboscopia.
La pseudocisti appare come una prominenza trasparente, liscia, saccata, sul profilo della corda vocale. Se è infiammata appare gonfia, più opaca, rossa nell’ambito di una corda vocale emorragica. In questo caso è più difficile distinguerla dal polipo e si rende evidente come pseudocisti solo alla riduzione della infiammazione. Può interessare una od entrambe le corde vocali.

pseudocisti cordale 2

Trattamento

Non tutte le pseudocisti richiedono una terapia chirurgica. In circa 2/3 dei casi riduzione della infiammazione, con un riposo vocale o comunque una riduzione dello sforzo vocale, la terapia logopedica che riduca il fonotrauma ed il controllo medico di fattori avversi quale l’allergia ed il Reflusso Faringo Laringeo, laddove presenti, migliorano sensibilmente la qualità della voce.

Quando la pseudocisti fosse persistete dopo la terapia o soggetta ad esacerbazioni ripetute, o se bilaterale, interferisce con il dinamico affrontamento cordale in fonazione, può essere sottoposta a rimozione chirurgica in microlaringoscopia.
La decisione va presa discutendo con il paziente esigenze di qualità della voce ed eventuali rischi cicatriziali post chirurgici che comunque, essendo la lesione superficiale, sono scarsi e la terapia ha buon successo nella maggior parte dei casi. Sono possibili recidive anche se non tutte clinicamente significative (12%).   

pseudocisti cordale 3

BIBLIOGRAFIA
-Sean Parker Institute for the Voice Weill Cornell Medical  New York, NY USA
Christine M.Clark, Yeo Eun Kim, lucian Sulica Vocal Fold Pseudocysts: Are Unilateral and Bilateral Lesions Distinct Entities? Laryngoscope 135:234–238, 2025, https://doi.org/10.1002/lary.31773
Christine Estes, Lucian Sulica.  Vocal fold pseudocyst: A prospective study of surgical outcomes Laryngoscope 125(4) :913–918, 2015
 https://doi.org/10.1002/lary.25006
Christine Estes, Lucien Sulica .Vocal fold pseudocyst: results of 46 cases undergoing a uniform treatment algorithm.  Laryngoscope 2014 May;124(5):1180-6. doi: 10.1002/ lary.24451

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