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Esposizione al fumo di tabacco ed e-cig aumenta il rischio di tonsillectomia

Esposizione al fumo di tabacco ed e-cig aumenta il rischio di tonsillectomia. È stata indagata dai ricercatori della Jordan University of Science and Technology, Irbid, Jordan, l’influenza del fumo di tabacco e sigaretta elettronica sull’incidenza di tonsillectomia.

Tra i ragazzi fino a 12 anni di età, sottoposti a tonsillectomia per infezioni ricorrenti, il 29% era stato esposto a fumo di tabacco e 28% a fumo della sigaretta elettronica.

Il rischio di tonsillectomia risultava maggiore (OR: 2.74 e OR: 2.47 rispettivamente) rispetto al gruppo di controllo.

In quelli esposti ad entrambi i fattori di rischio (5.9%) il rischio di tonsillectomia non aumentava .

BIBLIOGRAFIA
 
Mohammad Al-AlawnehWafa Al AlimiAhmed Barakat . Prevalence of electronic smoking exposure and tonsillectomy surgery in children. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2025 Feb:189:112232.DOI: 10.1016/j.ijporl.2025.112232.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

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Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

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Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

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Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

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Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

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Questionario Apnea American Academy of Sleep

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Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Neoformazioni parotidee – Intervista ReteOro

Neoformazioni parotidee. Intervista al Prof. Maurizio Giovanni Vigili durante la trasmissione “CHE IMPRESA POCKET SALUTE” andata in onda su ReteOro il 4 luglio 2025. All’interno dell’intervista il Professore parla delle neoformazioni parotidee e della chirurgia della parotide. Se avete perso l’intervista in TV, potete rivederla qui. Buona visione

Benvenuti a “CHE IMPRESA POCKET SALUTE” dove raccontiamo di sogni in tasca e percorsi professionali a portata di mano. Abbiamo con noi il dottor Maurizio Giovanni Vigili, buonasera e ben arrivato. Di cosa si occupa dottore e di cosa ci vuol parlare oggi?

Allora io sono un medico chirurgo otorinolaringoiatra e brevemente la mia storia è che ho lavorato per 10 anni all’Istituto Regina Elena di Roma, quindi mi sono occupato di chirurgia oncologica in modo particolare e poi per 20 anni e oltre sono stato primario all’ospedale San Carlo di Nancy. 

Adesso faccio il libro professionista, continuo a lavorare, ho una consulenza con l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata.

Beh, insomma, non si annoia, dottore! So che ha anche una foto che ci vuole mostrare, vero dottore?

Sì, è una foto della sala operatoria che rappresenta un po’ l’habitat comune del chirurgo e devo dire che, con i tempi di oggi, è un po’  rimasto quasi l’unico luogo dove il medico chirurgo soprattutto può esprimere se stesso in totale libertà, con la solitudine del fare la scelta giusta per il paziente, con la possibilità di aiutare in base alla propria esperienza, in base alle proprie conoscenze e alla propria abilità chirurgica il paziente senza le interferenze che oggi abbiamo, viceversa, nella nostra professione molto limitanti di amministratori, informatici, economisti, politici, eccetera. Quindi questo rimane una specie di tempio sacro dove ancora il chirurgo può essere sé stesso. 

Questo è bello, è quasi un punto di rifugio anche, di meditazione.

E di libertà di essere a sé stessi. 

Fantastico.  Dottore, oggi di che cosa ci vuoi parlare?

Volevo parlare di una patologia chirurgica che sono le tumefazioni parotidee, cioè le neoformazioni che possono interessare la ghiandola parotide.

Ok, e quindi si manifestano in che modo?

Le lesioni dal punto di vista istologico sono tante ma il modo di manifestarsi è pressoché simile, cioè di una tumefazione, una massa che cresce in genere lentamente a livello della ghiandola parotide.

A parte le lesioni tumorali maligne avanzate che hanno delle caratteristiche particolari, le altre hanno fondamentalmente un modo di comportarsi sostanzialmente simile, alla prima impressione.

In che modo uno percepisce qualcosa che non va? Ci possono essere dei campanelli d’allarme?

Il campanello d’allarme è una lesione che cresce, quindi una tumefazione, a livello della ghiandola parotide. Questo DEVE ESSERE un campanello d’allarme perché, come in tutte le patologie, la diagnosi precoce è fondamentale. In questo caso la diagnosi precoce vuol dire anche capire di che cosa si tratta e fare poi la scelta strategica operatoria più giusta. 

Ecco, immagino siano pericolose, sono di varia natura?

Sono di varia natura. Diciamo che l’80 % delle lesioni sono di tipo benigno. Nell’ambito delle forme benigne ci sono alcune, come l’adenoma pleomorfo, che hanno una caratteristica intermedia, cioè la possibilità di trasformarsi in tumore maligno o di dare frequentemente delle recidive.

E poi ci sono un 20 % di lesioni potenzialmente maligne di cui alcune molto aggressive. 

Si devono fare dei tipi di analisi specifici per verificare?

Diciamo che il work up diagnostico è abbastanza chiaro. Il primo esame da fare è l’esame clinico ovviamente, la palpazione della massa, ma questo non ci aiuta molto.

Il secondo esame importante è un’ecografia, cioè un esame semplice, un po’ alla portata di tutti, poco costoso, che ci dice intanto se la lesione fa parte della parotide, ci dice la sede superficiale o profonda e ci dà alcune caratteristiche morfologiche che ci possono un po’ indirizzare verso benignità o malignità ma con molta approssimazione. 

Il terzo esame molto importante è l’esame ago aspirato con ago sottile. Vedete che l’ago che si usa per fare il prelievo è molto sottile – il venflon che si usa per fare il prelievo ai bambini – e diciamo questo ago a mano libera viene inserito nella lesione in aspirazione e permette un campionamento, cioè di aspirare delle cellule all’interno della lesione, e quindi ha la probabilità di darci nel 90 % nel caso di lesioni benigne e purtroppo con una percentuale ancora abbastanza bassa, intorno al 63%, di definirci una lesione di tipo maligno.

Nel caso di sospetto di malignità l’approfondimento diagnostico si avvale poi di una risonanza magnetica con mezzo di contrasto ed eventualmente di un agobiopsia, cioè un esame – anche questo semplice – nel quale anziché le cellule viene prelevato frustolo di tessuto sempre con un ago e quindi con le possibilità di darci abbastanza facilmente un indirizzo diagnostico tra lesione benigna e lesione maligna. 

Ecco, poi quando si giunge a dover intervenire chirurgicamente come funziona?

Ecco, il trattamento di queste lesioni è sempre un trattamento chirurgico, un trattamento chirurgico che diventa però un trattamento personalizzato, sia nell’estensione sia nelle tempistiche.

È chiaro che, se abbiamo di fronte una lesione di tipo maligno, l’asportazione dovrà comprendere tutta la ghiandola salivare.

Se abbiamo lesioni di tipo benigno, l’asportazione sarà limitata e quindi diventa un intervento personalizzato alla parte di parotide che comprende la lesione.

Ma l’aspetto assolutamente importante di questo tipo di chirurgia è in realtà il fatto che all’interno della ghiandola parotide passa un nervo importante per tutti noi che è quello che ci dà la mimica del viso, quindi quello che ci fa sorridere, che ci fa chiudere gli occhi, che dà l’espressione del viso, il nervo facciale e l’intervento chirurgico e l’abilità, po’ il fascino di questa chirurgia è in realtà, come obiettivo durante il momento chirurgico, non tanto di andare a togliere la lesione un po’ alla ceca, ma di cercare il nervo facciale, di cercare il nervo facciale per salvaguardarlo e non danneggiarlo e ci si può avvalere di alcuni, diciamo, presidi come per esempio l’ingrandimento ottico, gli occhialini che ingrandiscono quattro volte che io uso abitualmente, o degli strumenti termici particolari che consentono di tagliare molto vicino al facciale senza danneggiarlo con il calore.

Questo è molto importante dottore, dobbiamo continuare a sorridere per riprendere il sorriso in tutti sensi.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Quiz Case n. 5: Parotide

La fistola salivare è più frequente dopo parotidectomia laterale

Quiz Case Report 1: Parotid

Tumori delle ghiandole salivari: confronto agoaspirato e agobiopsia

Importanza della Diagnostica Citologica Agoaspirativa nella patologia delle Ghiandole Salivari

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

La Risonanza Magnetica multiparametrica della Parotide migliora l’accuratezza diagnostica fra Tumori benigni e maligni

Carcinoma Mucoepidermoide della Parotide

Carcinoma a Cellule Aciniche della Ghiandola Parotide

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Tumori benigni della parotide

Tumori della parotide: validità e limiti della citologia agoaspirativa (FNAB)

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

La classificazione delle Parotidectomie

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Chirurgia della Parotide: la ricerca del Nervo Facciale

Paralisi del nervo facciale: stadiazione clinica e qualità di vita

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Chirurgia della Parotide: liberazione del Faciale e Parotidectomia Parziale

Il dolore postoperatorio non varia con i vari tipi di parotidectomia

Parotidectomia Superficiale Vs Parotidectomia Superficiale Parziale nei tumori benigni della Parotide

Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo

Anatomia chirurgica della Parotidectomia

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Sindrome di Frey dopo parotidectomia

Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

Respirazione orale nell’OSAS: chiudere la bocca è sempre utile?

La respirazione orale è notoriamente associata ad un incremento della resistenza della via aerea, collassabilità faringea e maggiore severità delle apnee notturne.

Si crede comunemente che la chiusura della bocca possa mitigare gli effetti negativi della respirazione per bocca durante il sonno. 

Tuttavia va considerato che la respirazione orale può servire come strada essenziale per bypassare l’ostruzione nasofaringea.

Un trial clinico ha investigato il ruolo della respirazione orale in pazienti OSA, suddivisi in 3 gruppi, in base al flusso di respirazione orale:

  • quantile 1: oral airflow < 0.05 L/min;
  • quantile 2: oral airflow 0.05-2.2 L/min;
  • quantile 3: oral airflow > 2.2 L/min.

La bocca è stata mantenuta chiusa durante il sonno applicando una pressione sul mento fino ad ottenere una occlusione dentale.

La chiusura della bocca comportava globalmente un incremento del flusso inspiratorio del 27.8 %, variabile però in base al grado basale di respirazione orale.

Nessuna associazione era stata riscontrata per i 10 pazienti con respirazione orale vicina allo 0. 

Il flusso aereo migliorava con la chiusura della bocca nei 32 pazienti con livelli moderati di respirazione orale, mentre peggiorava nei pazienti con livelli alti di respirazione orale.

Una ostruzione velofaringea era associata ad un incremento della respirazione orale ed ad una riduzione di flusso con la chiusura della bocca.

Pertanto è necessario un approccio personalizzato nel trattare la respirazione orale 

BIBLIOGRAFIA
Hyungchae Yang, Philip Huyett, Tsai-Yu Wang, Jeffery Sumner, Ali Azarbarzin, Gonzalo P.T. Labarca, Ludovico Messineo, L aura K.Gell, Atqiya Aishah, Wen-Hsin HU, David P.White, Scott A.Sands, Andrew Wellman, Daniel Vena Mouth Closure and Airflow in Patients With Obstructive Sleep Apnea A Nonrandomized Clinical Trial JAMA Otolaryngol Head Neck Surg.  2024;150;(11):1012-1019. doi:10.1001/jamaoto.2024.3319

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Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

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La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Drenaggio transtimpanico nei bambini: confronto fra anestesia locale e generale 

Drenaggio transtimpanico nei bambini: confronto fra anestesia locale e generale. Due studi della Université de Montréal, Montreal, Quebec, Canada hanno comparato i risultati a distanza in termini di qualità di vita nella applicazione del drenaggio transtimpanico (TTI) in età pediatrica fra anestesia locale (LA) e generale (GA).

I bambini sottoposti a TTI in AL sviluppavano un maggior timore verso i professionisti della sanità, avevano maggior dolore in entrambi gli inserimenti del TT ed alla fine della procedura, rispetto al gruppo in GA, il mantenimento del TT era risultato più breve nel gruppo LA (50% rispetto al 72% A 15 mesi).

A due anni non risultavano differenze statisticamente significative in termini di QoL, soddisfazione parentale per l’anestesia e complicanze postoperatorie. 

 BIBLOGRAFIA
–  Fournier I, Caron C, McMurtry CM, Lapointe A, Giguere C, Doré-Bergeron MJ, Bergeron M. Comparison of Tympanostomy Tubes Under Local Anesthesia Versus General Anesthesia for Children. Laryngoscope. 2024 May;134(5):2422-2429. doi: 10.1002/lary.31095.
Samuel BellavanceMichel KhouryIsabelle FournierJérôme CostisellaAnnie LapointeChantal GiguèreMarie-Joëlle Doré-BergeronMathieu Bergeron.Tympanostomy Tubes Under Local Versus General Anesthesia for Children: A Prospective Long-Term Study.   Laryngoscope, 2024 Jul 3. doi: 10.1002/lary.31611

reflusso e rinosinusite

Personalmente, anche alla luce dei risultati dello studio, preferisco sempre l’anestesia generale.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

L’aggiunta della adenotomia migliora l’utilizzo del drenaggio transtimpanico nei bambini con otite effusiva < 4 anni

Tubo di Drenaggio Transtimpanico: lo Smartphone diventa Otoscopio

Tubi di drenaggio transtimpanici nei bambini: Linee Guida (update)

L’uso del Tubo di Drenaggio Transtimpanico nell’Otite Media Secretiva

Otite Media Acuta: prevenire il posizionamento del tubo di drenaggio trans timpanico nei bambini affetti

Tubi di drenaggio transtimpanico: rischi e benefici

Adenotomia endoscopica con microdebrider superiore rispetto al curettage convenzionale

Fumo passivo e Otiti Sierose dell’infanzia

Il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva

Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia

Utilità delle insufflazioni tubariche nel trattamento della Otite Media effusiva

Otite media effusiva: la microscopia elettronica evidenzia che non e’ sempre un processo sterile

Otite Media Effusiva: nuovo dispositivo per la cura

Cisti di Tornwaldt

La cisti di Tornwaldt è una neoformazione benigna relativamente rara che insorge nel cavo rinofaringeo sulla linea mediana.

L’incidenza varia fra 1.4% e 3.3%. La cisti di Torwaldt congenita ed origina dalla fascia basilare profonda della faringe da persistenza di residui embriologici della notocorda.

Queste cisti si localizzano cranialmente ai muscoli costrittori superiori del faringe e sono rivestite dalla mucosa rinofaringea.

La diagnosi generalmente non coincide con la sua insorgenza, rimanendo spesso asintomatica per lunghi periodi.

Viene scoperta accidentalmente durante l’esecuzione di MRI o TAC del collo effettuate per altri motivi o durante una rinoendoscopia diagnostica per patologie oro Rino faringee.

cisti di tornwaldt
Foto da Radiopaideia

La diagnosi viene più frequentemente fatta ad una età compresa fra 15 e 30 anni, senza preferenza di sesso.
La cisti di Tornwaldt asintomatica viene regolarmente monitorata con rino-fibroscopie periodiche ambulatoriali.

Se la cisti cresce diviene sintomatica, i sintomi più frequenti comprendono ostruzione nasale, scolo retronasale, alitosi e mal di testa.  

La cisti può anche bloccare l’apertura della Tuba di Eustacchio causando disventilazione tubarica e conseguenti infiammazioni dell’orecchio medio.

In questi casi può rendersi necessario un trattamento farmacologico con analgesici e antinfiammatori non steroidei ed antibiotici in caso di infezione della cisti, quando compaiono sintomi generali quali febbre, rigidità cervicale, elevati marker infiammatori.

Alcuni autori riportano casi di cisti di Tornwaldt complicate da ascesso retrofaringeo che aveva messo in pericolo la vita del paziente.

In casi particolari si può arrivare al trattamento chirurgico della cisti di Tornwaldt con drenaggio endoscopico della cisti infetta o marsupializzazione endoscopica.

Uno studio di metanalisi italiano (PubMed, Embase, Cochrane, and Scielo databases,) su 21 lavori rispondenti ai requisiti richiesti per un totale di 232 pazienti, ha individuato 59% di cisti asintomatiche al momento della diagnosi accidentale. Per la diagnosi si era ricorsi a rinoendoscopia nel 53% dei casi, RM nel 66% e TAC nel 48% dei casi.

Nel 41% dei casi sintomatici, i sintomi più frequenti risultavano: ostruzione nasale (34.2%) scolo retronasale (28.9%) e disturbi uditivi (17.6%).

L’intervento più comunemente eseguito è stato la marsupializzazione endoscopica (71% dei casi). Altri interventi erano stati trattamento con Coblator endoscopico e l’asportazione trans-nasale.  Le recidive descritte sono state solo il 5%.

BIBLIOGRAFIA
Antonio Maniaci, Mario Lentini, Salvatore Cocuzza , Jerome Rene Lechien, Francois Simon, Alberto Maria Saibene, Nicolien Van Der Poel, Piero Pavone.  Clinical Presentation, Diagnostic Approaches, and Management of Tornwaldt Cysts: A Comprehensive Narrative Review . World Journal of Otorhinolaryngology ‐ Head and Neck Surgery, 2025

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Cisti Rinofaringea: Asportazione con Coblator

Cisti rinofaringe: asportazione endoscopica con Fibra Laser

Cisti Naso Alveolare: Asportazione per via combinata

Mucocele rinosinusale: marsupializzazione endoscopica endonasale trattamento elettivo

Microbiota: ruolo nello sviluppo del carcinoma rinofaringeo

Microbiota: ruolo nello sviluppo del carcinoma rinofaringeo. Il carcinoma del rinofaringe (NPC) è un tumore relativamente frequente a prognosi infausta della testa e del collo.

Uno studio recente ha dato importanza al microbiota rinofaringeo o a colonizzazione dal microbiota orale che migrerebbe in rinofaringe impattando in modo conflittuale con la popolazione microbica saprofita.

Specifiche colonie batteriche sono state collegate allo sviluppo del carcinoma rinofaringeo: Neisseria, Staphylococcus, Leptotrichia, Staphylococcaceae, Granulicatella, Corynebacterium, Fusobacterium e Prevotella.  

Diversi meccanismi dono stati altresì proposti per spiegare come la disbiosi del microbiota attraverso lo scatenamento di fattori infiammatori promuoventi il tumore, la riattivazione del virus di Epstein Barr (EBV), l’induzione di uno stress ossidativo cellulare, l’indebolimento del sistema immunitario, ed il peggioramento dell’ipossia tumorale.

In aggiunta la composizione del microbiota nasofaringeo ed il numero di batteri influenza anche la prognosi e la risposta al trattamento nei pazienti affetti da NPC.  

BIBLIOGRAFIA
Sumel AshiqueMohammad HoushyariAnas IslamRadheshyam PalShakira GhazanfarFarzad Taghizadeh-Hesary . The role of microbiota in nasopharyngeal cancer: Where do we stand? oraloncology.2024.106982. PMID: 39153457 DOI: 10.1016/j.oraloncology.2024.106982

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Alterazione del Microbioma orale e tumori cervico facciali

Il microbiota nasofaringeo e sindromi parainfluenzali

Microbiota nasale: la composizione muta

Infezioni respiratorie pediatriche e microbiota nasale

Microbiota nasofaringeo dei bambini

Il microbioma nasale ha un ruolo nella patogenesi della rinosinusite cronica

Microbioma nasale modifica le nostre capacità olfattive

La FDA approva immunoterapia per il Carcinoma Rinofaringeo

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

Pesce salato e cibi processati aumentano il rischio di carcinoma del rinofaringe

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Istotipo nella prognosi del Carcinoma del Rinofaringe

Carcinoma del Vestibolo Nasale

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Hpv e Carcinoma Rinofaringeo

Istotipo nella prognosi del Carcinoma del Rinofaringe

Carcinomi cervico facciali HPV correlati e non correlati

Cisti rinofaringe: asportazione endoscopica con Fibra Laser

Cisti Rinofaringea: Asportazione con Coblator

Make Sense Campaign 2024

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

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Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

Funzione e qualità di vita migliore dopo cordectomia laser rispetto alla RT nei T1-2 glottici

Funzione e qualità di vita migliore dopo cordectomia laser rispetto alla RT nei T1-2 glottici. Una sistematica review della letteratura ha confrontato i risultati funzionali a lungo termine e la qualità di vita nei pazienti affetti da T1-T2 glottico trattati con laserchirurgia (TLM) o con radioterapia (RT).

Non si riscontrava differenza fra i due gruppi  riguardo alla raucedine, respirazione, astenia, sforzo , VHI-30, o frequenza fondamentale. Significativamente migliore nel gruppo TLM risultava il test di jitter e shirmer (p=001).

Bibliografia
Mustafa Qasem, Noor Qasem, Andrew Kinshuck, Kristijonas Milinis . Quality of Life Following Treatment of Early Glottic Cancer: A Meta-Analysis Quality of Life Following Treatment of Early Glottic Cancer: A Meta-Analysis.Otolaryngol Head Neck Surg. . 2025 Feb;172(2):375-385. doi: 10.1002/ohn.1011

cordectomia laser prof

Pertanto mentre l’analisi della voce risultava sovrapponibile fra le due terapie, l’analisi acustica risultava migliore dopo laserchirurgia, confermando che nei T1-2 la TLM risulta la terapia gold standard anche per i risultati oncologici eccellenti, la durata del trattamento, la mininvasività

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Cordectomia di I tipo con Laser CO2

Cordectomia di II tipo con Laser Co2

Cordectomia di III tipo con Laser Co2: caso con esposizione difficile

Bioexeresi con Laser Co2 per lesioni Eritro-Leucoplasiche delle Corde Vocali

Laserchirurgia Laringea: Cordectomia Tipo II

Valutazione qualità della voce dopo cordectomia con laser Co2

Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

I margini istologici dopo cordectomia

Cordectomia Laser Co2 dopo Radioterapia

Cordectomia Laser I Tipo

Cordectomia Laser di Tipo II

Cordectomia Laser Tipo III

Cordectomia Endoscopica Laser Co2 II Tipo

Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

Laserchirurgia dei tumori alle corde vocali

LASERCHIRURGIA CORDE VOCALI

Fonochirurgia Laser C02: Video dell’intervento

Coinvolgimento della commissura anteriore: fattore prognostico sfavorevole nei tumori glottici trattati con laserchirurgia

Valore della profondità di invasione tumorale (DOI) nei tumori laringei glottici

Follow up nei T1 glottici

Metastasi Occulte nei Tumori Laringei Glottici

T1 Glottico: sopravvivenza migliore con Laserchirurgia rispetto a Radioterapia

Carcinoma Glottico bilaterale: fattori di rischio per recidiva locale

Fattori di rischio per la formazione di ascesso dell’epiglottide

Tumore benigno peduncolato plica Faringo-Epiglottica

Laserchirurgia dei Tumori glottici: videointervista

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Indicazioni e Workup diagnostico

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Tecnica chirurgica

Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

LASERCHIRURGIA DEI TUMORI GLOTTICI TECNICA CHIRURGICA

Laserchirurgia laringea: resezione glottica di recidiva post radioterapia

Laserchirurgia transorale nei tumori glottici degli anziani

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

Polipo Sottoglottico: asportazione con Laser Co2

Epiglottide acuta infettiva

Cisti plica faringo epiglottica

Cisti Mucosa della Vallecola Glotto Epiglottica

Cisti dell’Epiglottide: Laserchirurgia

QUIZ CASE N.6 ORAL CAVITY

QUIZ CASE N.6 ORAL CAVITY. Il caso, capitato alla mia attenzione qualche anno fa e di interesse prevalentemente istopatologico, riguarda una lesione ulcerata, lievemente ispessita della guancia di un uomo di 66 anni forte fumatore e modico bevitore.

Il primo quesito è l’iter diagnostico: Biopsia subito od altri accertamenti?

Sulla base della biopsia e sulle caratteristiche istologiche dettagliate non è stato possibile porre una diagnosi di istotipo precisa.

Sono stati completati gli altri accertamenti che non hanno evidenziato diffusione ad altre sedi ed ai linfonodi del collo.

La exeresi chirurgica eseguita con Harmonic Scalpel è risultata radicale e si è discusso sulla la opportunità, in tale caso, di eseguire la biopsia del linfonodo sentinella, anche in assenza di una diagnosi di Carcinoma squamoso.

La mia esperienza nella procedura e la consapevolezza di un approfondimento di stadiazione preciso ha orientato la decisione.

Il dettaglio istologico ha permesso di formulare la diagnosi definitiva di una forma a partenza dalle ghiandole salivari minori, relativamente rara, ma da trattare con attenzione.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Protocollo multimediale combinato per la ricerca del Linfonodo Sentinella nei tumori mediani piccoli del Cavo Orale

Indocianina Green associata alla radiocaptazione migliora identificazione intraoperatoria del linfonodo sentinella nei tumori cervico facciali

Indocianina-Green migliora le capacità diagnostiche della biopsia del Linfonodo Sentinella

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

LECTURE: SENTINEL NODE BIOPSY IN T1-T2 ORAL CAVITY SCC. 20 years personal experience

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Linfonodo Sentinella nei T del cavo orale: fattori predittivi lo sviluppo di metastasi nei Linfonodi non Sentinella

Valore del linfonodo sentinella nei tumori orali N0: l’esperienza giapponese 

Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo sentinella – “Medicina Regione Lazio”

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo Sentinella: Lezione alla Humanitas University

Linfonodo Sentinella: European Archives of Oto-Rhino-Laryngology

Linfonodo Sentinella: Chirurgia Radioguidata

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Il Linfonodo Sentinella nei Carcinomi Squamosi del Labbro

L’esperienza personale nelle Biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del Cavo orale

Il ruolo della Medicina Nucleare nella biopsia del linfonodo sentinella nei tumori del cavo orale

La Chirurgia Radioguidata del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo orale

L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

Linfonodo Sentinella: Esperienza preliminare all’Ospedale San Carlo

Linfonodo Sentinella: validità della biopsia

Linfonodo Sentinella – 1: Il Razionale

La Biopsia del Linfonodo sentinella nei tumori della bocca

Linfonodi Sentinella: identificazione intraoperatoria

Surgical consensus guidelines on sentinel node biopsy (SNB) in patients with oral cancer

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

La ricerca del Linfonodo Sentinella: Lavoro d’Equipe

Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Svuotamento latero cervicale radicale modificato per Carcinoma della Tonsilla

Bisogna fare lo svuotamento dopo Linfonodo Sentinella positivo nel melanoma del testa collo?

Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

Mucocele rinosinusale: marsupializzazione endoscopica endonasale trattamento elettivo

Mucocele rinosinusale: marsupializzazione endoscopica endonasale trattamento elettivo. I mucoceli rinosinusali sono lesioni benigne espansive causate dall’accumulo progressivo di muco all’interno delle cavità sinusali a seguito dell’ostruzione del suo normale drenaggio. 

Uno studio italiano riporta l’esperienza  chirurgica di due scuole prestigiose, Varese e Pavia, su 398 pazienti trattati in 28 anni.

Una marsupializzazione endoscopica endonasale è stata effettuata nel 92.5% dei casi.
7% aveva richiesto un approccio combinato mentre solo lo 0.5% aveva richiesto una chirurgia open.

Nel follow up, che variava fra 10 e 60 mesi, una recidiva era capitata nell’11.4% dei casi.

Lo studio conferma che la marsupializzazione endoscopica è la tecnica di elezione che permette la preservazione della anatomia e fisiologia dei seni evitando, nella stragrande maggioranza dei casi, l’invasività di un approccio esterno.

Sono necessari expertise e adeguata tecnologia.

BIBLIOGRAFIA
Chiara ZeroliArmela GoricaFabrizia ElliStefania GalloPaola TerranovaPaolo CastelnuovoMaurizio Bignami. A 28 years surgical experience of 398 sinusal mucoceles: how technologies, techniques and experiences have changed their treatment throughout the years.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2024 Oct;281(10):5339-5346. doi: 10.1007/s00405-024-08766-y.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Mucocele del seno mascellare

Mucocele

Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS)

La chirurgia endoscopica rinosinusale

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

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Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Motilità della spalla migliore dopo biopsia del linfonodo sentinella rispetto allo svuotamento elettivo del collo

Motilità della spalla migliore dopo biopsia del linfonodo sentinella rispetto allo svuotamento elettivo del collo. Uno studio olandese su 69 pazienti ha evidenziato che la motilità della spalla e la qualità di vita correlata risultavano a breve termine (6 settimane) significativamente migliori dopo procedura di Biopsia del Linfonodo Sentinella, rispetto  allo svuotamento latero cervicale.

Lo studio riguardava 69 pazienti con Ca. iniziale (T1-T2 ) del cavo orale,  di cui 33 sottoposti a END e 38 a SNB, di cui 7 con SN+ e successivo END .  A 6 – 12 mesi la differenza fra i due gruppi si attenuava.

BIBLIOGRAFIA:
Gerben van Hinte, Tolunay Sancak, Willem L.L.Weijs, Mathias A.W.Merkx, Ruud A. Leijenderkkers, Maria W.G. Nijhuis-van der Sanden, Robert Takes, Caroline M.Speksnijder. Effect of elective neck dissection cersus sentinel node biopsy on shoulder motility and health-related quality of live in patients with oral caity cancer: a longitudinal comparative cohort study. Oral Oncology 122: (2021)105510

valore prognostico delle micrometastasi linfonodali nei tumori del cavo orale prof

Una conferma che nei tumori piccoli del Cavo orale la procedura del Linfonodo sentinella, per la precisione di stadiazione e la mininvasività, dovrebbe essere elettiva.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Protocollo multimediale combinato per la ricerca del Linfonodo Sentinella nei tumori mediani piccoli del Cavo Orale

Indocianina Green associata alla radiocaptazione migliora identificazione intraoperatoria del linfonodo sentinella nei tumori cervico facciali

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L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

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