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Prevalenza delle vertigini nei pazienti con OSA

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Prevalenza delle vertigini nei pazienti con OSA. Uno studio cinese della Fudan University, Shanghai, su 512 pazienti affetti da OSA, ha rilevato una alta incidenza di vertigini (22.46%), rispetto alla popolazione di controllo.

I risultati degli studi psicometrici (Vestibular Disorders Activities of Daily Living (VADL-C), the Dizziness Handicap Inventory (DHI) and the Activities-Specific Balance Confidence (ABC) scale.) hanno mostrato che la vertigine influisce sulla vita quotidiana, aumenta la frequenza di somatizzazione dei sintomi e riduce il compenso dell’equilibrio.

Il clinico deve prestare attenzione alla comparsa dei disturbi vertiginosi in questi pazienti,  per un trattamento tempestivo

BILIOGRAFIA 
Xin-Da XuHui-Ping LuoJing YuNa GaoPrevalence survey and psychometric measurement of vertigo and dizziness in individuals with obstructive sleep apnoea: A cross-sectional study. Clin Otolaryngol. 2024 Sep;49(5):633-639. doi: 10.1111/coa.14189.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La spondilosi cervicale aumenta il rischio di vertigini cervicali

Alternare le manovre meglio che ripeterle nel trattamento della VPPB del canale semicircolare posteriore

Vertigine Posizionale Parossistica Benigna: effetto dell’autotrattamento web guidato

Bassi livelli di vit. D favoriscono la Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB)

Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

Vertigine posizionale parossistica benigna

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Liberatorie

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Diagnostiche

VPPB: rischio dopo trauma cranico

L’Osteoporosi aumenta il rischio di VPPB dopo i 50 anni

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA

Risultati clinici a distanza della Expansion Sphinteric Pharyngoplasty ­nel trattamento dell’OSAS

Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Uvulopalatoplastica Laser Assistita (LAUP)

Ugulopalatofaringoplastica: tempi chirurgici dell’intervento

Ricostruzione immediata del palato molle dopo chirurgia oncologica demolitiva: risultati di uno studio multicentrico italiano

Sarcoma di Ewing della testa e del collo

Il Sarcoma di Ewing (ES) è un raro tumore primitivo del tessuto osseo e dei tessuti molli che colpisce prevalentemente maschi nella seconda e terza decade di vita.

Una recente review della Letteratura ha riportato 227 casi di Sarcoma di Ewing del Testa-Collo, principalmente vie respiratore e mandibola.

Clinicamente si manifesta come una tumefazione sintomatica o un nodulo ingravescente.

Recidive locali, coinvolgimento linfonodale e metastasi a distanza sono descritti in percentuale rispettivamente del 10.7%, 12.6% e 20.3%. 

La forma extrascheletrica che colpisce la regione cervico facciale è rara.

La localizzazione naso sinusale è stata descritta in letteratura solo in 10 casi fino al 2018.

La sua presentazione è quella di una massa a rapida crescita, indolore.

Negli USA circa 200 bambini e giovani adulti generalmente maschi vengono colpiti ogni anno.

Viene colpita la razza caucasica, molto raramente la popolazione americana africana od asiatica.

Istologicamente esistono varianti diverse di Sarcoma di Ewing: classica, PNET (simile a tumore neuroectodermico) e atipica.

L’aspetto istologico è quello di una proliferazione monotona di piccole cellule rotonde ma la conferma necessita di pannel immunoistochimico e moleculare: Pan-Cytokeratin −/+, Vimentin +/−, NSE −/+, Synaptophysin −, CD117 −/+, CD56 −, CD99 +, WT-1 −, Fli-1 +/−.

La forma extrascheletrica è più responsiva alla chemioterapia degli altri sarcomi dei tessuti molli e la sopravvivenza a 5 anni oscilla fra 59.7 e 69.7 %, se non vi è diffusione metastatica.

La risposta alla Chemioterapia sembra, secondo alcuni studi, essere il fattore prognostico più significativo.

I protocolli di trattamento prevedono combinazione di chemioterapia.

Il protocollo Euro-Ewing99 prevede: sei cicli VIDE (Vincristine-Ifosfamide-Doxorubicin-Etoposide) ogni 3 settimane, come inizio, seguiti da VAI (vincristine, dactinomycin, e ifosfamide) o VAC (vincristine, actinomycine D, cyclophosphamide) per quei pazienti che hanno una buona risposta a VIDE.

La chirurgia, con demolizione ampia, segue la Chemioterapia.

La Radioterapia è complementare postoperatoria se la Chirurgia non è radicale.

BIBLIOGRAFIA

  1. Monica Herman Spiguel, Laureen Frenzel Schuch, Luan Nathiel Kovalski, Julia Turra Ribeiro et al. Ewing’s sarcoma of the head and neck. A systematic review. Oral Dis 2023, https://doi.org/10.1111/odi.14644.
  2. Michela Borrelli, Arash Shamsian, Nichilas L. Schenck et al. Ewing Sarcoma of the Ethmoid Sinus in an Adult Ear Nose Throat 2024, vol 103 (6) https://doi.org/10.1177/014556132110534262
  3. Jbali Souhell, Kedous Skander, Dhambri Sawssen  et al. Gritli Said Ewing sarcomas of the Sino-nasal tract and maxillary bone. Egyptian Journal of Ear, Nose, Throat and allied sciences, vel 17, 3, pf 147-153 https://doi.org/10.1016/j.ejenta.2016.08.001

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Sarcomi indotti da radioterapia del distretto testa collo

Asportazione endoscopica “Low Grade Sinonasal Sarcoma”

Carcinoma del naso T1-T2: svuotamento del collo nei casi ad alto rischio

PDTA naso e seni paranasali

Agobiopsia ecoguidata per la diagnosi di linfoma cervico facciale

Tumori testa collo: valore di alcuni fattori metabolici tumorali e prognosi

Tumori della Testa e del Collo: stato nutrizionale ed infiammatorio influenzano la prognosi

Biomarcatori metastasi tumori testa-collo

Tumori del Testa collo: breath test per la diagnosi precoce

Tumori testa-collo: One-Step Nucleic Acid Amplification

Molecular analyses and prognostic relevance of HPV in head and neck tumours

Immunoterapia e Carcinomi della Testa e del Collo

Linfonodi nei carcinomi della Testa e del Collo

Radiofrequenza dei cellulari: effetti su angiogenesi nei tumori della testa e del collo

Tumori testa-collo: nel 2030 un malato su 2 sara’ over 65

Chirurgia e radioterapia nei tumori cervico-facciali

Carcinomi squamocellulari di testa e collo

Carcinomi cervico facciali HPV correlati e non correlati

Sopravvivere ai tumori Cervico Facciali sviluppa a distanza problemi cognitivi

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

La Sinusite Cronica aumenta il rischio di Tumori del distretto cervico-facciale?

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Management perioperatorio dei pazienti con tumore cervico facciale

Tumori cervico facciali: FDG-PET – CT/RM migliora la stadiazione pretrattamento

Vaccino anti HPV e Tumori Cervico Facciali

Chirurgia e radioterapia nei tumori cervico-facciali

Linfonodi nei carcinomi della Testa e del Collo

Radiofrequenza dei cellulari: effetti su angiogenesi nei tumori della testa e del collo

Tumori testa-collo: nel 2030 un malato su 2 sara’ over 65

Chirurgia e radioterapia nei tumori cervico-facciali

Carcinomi squamocellulari di testa e collo

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma 

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma. Il sanguinamento post Tonsillectomia, per quanto raro, rappresenta tutt’ora la complicanza maggiore e più temuta dell’intervento.

Uno studio turco pubblicato su European Archieves of Oto RhinoLaryngology su 991 pazienti (età 1-51 anni) sottoposti a Tonsillectomia con tecnica fredda tradizionale ha evidenziato che età, numero di Globuli bianchi (WBC) e percentuale di Neutrofili nell’emogramma risultavano più alti in modo statisticamente significativo nei pazienti che avevano avuto sanguinamenti (2.82% dei casi).

Parametri della coagulazione come aPTTe INR, come differenze di sesso o di periodo stagionale in cui era stato eseguito l’intervento apparivano nello studio ininfluenti.

BIBLIOGRAFIA
Mustafa Güllüev, Abitter Yücel, Berat Demirci, Duygu Kaplan & Latif Emre Özdemir . The relationship between postonsillectomy bleeding to hemogram and coagulation parameters. Eur Arch OtoRhinolar 281, 2569–2574 (2024). https://doi.org/10.1007/s00405-024-08487-2

reflusso faringo laringeo prof

Lo studio evidenzia due aspetti, peraltro noti in chi ha esperienza di questo tipo di chirurgia: il rischio di sanguinamento è maggiore negli adulti che nei bambini e nelle tonsillectomia poste in vicinanza di uno stato infiammatorio recente (WBC elevate). L’emocromo ed una attenta anamnesi, sono pertanto utili prima della programmazione operatoria ed in caso di infezione recente,  rinviare l’intervento di qualche settimana può essere solo vantaggioso.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Tonsillectomia diagnostica in caso di ingrossamento tonsillare monolaterale: è giustificato?

La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA

Germania: piu’ Tonsillotomie, meno Tonsillectomie

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Il tessuto tonsillare ricresce dopo tonsillectomia parziale?

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Allergia influenza la patologia adenotonsillare

Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

Coblation Tonsillectomy: nuova tecnica diminuisce rischio emorragia

Indicazioni alla Tonsillectomia

Coblator: uso nella Tonsillectomia pediatrica

Indicazioni alla Tonsillectomia in età pediatrica

Tonsillectomie dell’adulto: riscontro di tumori maligni occulti

Artrite reumatoide aumenta il rischio di ascesso peritonsillare

Hpv: Papilloma Virus nel tessuto tonsillare

Ascesso peritonsillare: incisione e drenaggio é il trattamento migliore

Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

Tonsillectomia in età pediatrica: la stimolazione sonora intraoperatoria

Tonsillectomia: protocollo di comportamento post intervento

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (II)

La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Tonsillectomia con radiofrequenza al plasma (Coblator)

Post tonsillectomia nei bambini: Ibuprofene vs Acetaminofene

Tonsillectomia in Scozia: studio osservazionale

Tonsillectomia con Bisturi al Plasma (P.K.)

Sanguinamento dopo la Tonsillectomia

Gestione dell’emorragia Post Tonsillectomia nei Bambini

Indicazioni alla Tonsillectomia nell’adulto

Germania: piu’ Tonsillotomie, meno Tonsillectomie

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Angina Monocitica o Tonsillite da Mononucleosi

L’accumulo di metalli pesanti trovati nei turbinati dei fumatori possono danneggiare la mucosa nasale

L’accumulo di metalli pesanti trovati nei turbinati dei fumatori possono danneggiare la mucosa nasale. È noto che il fumo causa danni al naso ed ai seni paranasali.

Uno studio della Kastamonu University, Kastamonu, Turchia, ha trovato nei turbinati inferiori del gruppo dei pazienti fumatori (>1 pacchetto al giorno per più di 10 anni) un livello significativamente più alto di quasi tutti i metalli pesanti investigati (Al, As, Ba, Cd, Cr, Co, Cu, Pb, Mn, Hg, Ni, Se, e Ag), rispetto al gruppo di controllo (pazienti che non avevano mai fumato).

Il loro accumulo può causare danno delle mucose, sommandosi al danno diretto sulla mucosa ciliare provocato dal fumo.

BIBLIOGRAFIA
Fatih ÖnerMuhammet Recai MazlumoğluOsman Kurt , Nezahat Kurt , Harun Ücüncü .Quantification of Heavy Metals in the Nasal Turbines of Smokers and Nonsmokers. Laryngoscop, 2024 Aug;134(8):3562-3567. doi: 10.1002/lary.31400.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Fumo passivo e patologie tumorali e infiammatorie ORL

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

Il fumo uccide ma è anche la principale causa di morte evitabile

Fumo passivo e Otiti Sierose dell’infanzia

Il fumo di sigaretta danneggia l’orecchio

La chirurgia dei turbinati è efficace anche nei bambini

Ipertrofia dei turbinati: intervista

Turbinati inferiori: Laser vs Radiofrequenza

Qual’è la tecnica migliore per la decongestione dei Turbinati: Turbinoplastica Chirurgica O Radiofrequenza?

La Radiofrequenza nel Trattamento dei Turbinati

Decongestione Sottomucosa Interstiziale dei Turbinati Inferiori con Radiofrequenza al Plasma

Che cosa sono i Turbinati?

Turbinoplastica: allergia non inficia il miglioramento della respirazione

La Tecnologia Coblation nella Chirurgia dei Turbinati

La radiofrequenza sui turbinati inferiori migliora la qualità di vita dei pazienti con rinite medicamentosa

Trattamento dei turbinati inferiori con radiofrequenza: risultati a breve e lungo termine

Decongestione Turbinati con Radiofrequenza al Plasma: trattamento personalizzato

Turbinati: riduzione con Radiofrequenza (Coblation Technology)

Ipertrofia dei turbinati: intervista

La Tecnologia Coblation nella Chirurgia dei Turbinati

Turbinati con Radiofrequenza: approccio Endoscopico in Microchirurgia

La Turbinoplastica migliora la sintomatologia della Rinite Allergica più della terapia medica

Settoplastica O Settoturbinoplastica?

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Turbinoplastica: allergia non inficia il miglioramento della respirazione

Turbinato Medio: asportazione formazione polipoide

Problemi diagnostici nella patologia neoplastica delle ghiandole salivari: i quesiti del clinico e le risposte del radiologo

Problemi diagnostici nella patologia neoplastica delle ghiandole salivari: i quesiti del clinico e le risposte del radiologo. Il video è una sintesi di una di una Relazione tenuta qualche anno fa in collaborazione con i Colleghi del Dipartimento di Radiologia e Diagnostica per Immagini dell’Istituto Regina Elena di Roma, diretto dall’amico Prof. Antonello Vidiri.

Viene ripercorso l’algoritmo decisionale diagnostico-terapeutico delle lesioni nodulari della Ghiandola parotide.  Le ghiandole salivari si contraddistinguono per essere affette da patologie numerose e diverse, quelle nodulari distinte principalmente in cisti – tumori benigni e Tumori maligni. In questi ambiti gli istotipi sono vari, con prognosi diverse, ma con una presentazione clinica spesso simile e sfumata, difficilmente sufficiente a determinare da sola la strategia chirurgica ottimale.

I quesiti che il Chirurgo pone al Radiologo in questa fase sono essenzialmente
a) confermare l’appartenenza del nodulo alla ghiandola parotide;
b) definire la sede intraghiandolare (lobo superficiale, lobo profondo, a clessidra, estensione extraghiandolare;  
c) orientare sulla diagnosi di natura benigna o maligna.

Le metodiche per imaging a disposizione sono fondamentalmente Ecografia e RM, di cui vengono presentati vantaggi e limiti.

L’Ecografia rimane l’esame di prima linea. La RM è indispensabile nella definizione spaziale di tutte le lesioni del lobo profondo e di conferma per quelle che abbiano sospetto di malignità. Le immagini in T1 – T2 con soppressione del grasso e la presa di contrasto consentono di definire con elevata precisione Adenoma Pleomorfo e Tumore di Warthin fra i tumori benigni, Carcinoma Mucoepidermoide ed altri tumori maligni. Diffusione e Perfusione completano la carta di identità della lesione.

Prima di programmare quale terapia chirurgica è opportuna (Chirurgia parziale per le forme benigne. Chirurgia Totale eventualmente allargata per quelle maligne) è opportuno avere maggiori informazioni sulla diagnosi di natura, effettuando un esame citologico su Agoaspirato con Ago sottile, su guida ecografica se la lesione non fosse grossa e chiaramente palpabile. 

La concordanza cito-istologica personale   in mani esperte è del 94% circa nel caso dei tumori benigni, ma si abbassa intorno al 65% circa nei maligni. In questi casi può essere opportuno effettuare una core-biopsy.

Nella Terapia chirurgica,  fondamentale è la ricerca del nervo facciale utilizzando i punti di repere tradizionali  del pointer cartilagineo del CUE e del nervo digastrico ed   il sollevamento dei rami del nervo con loop delicate,  nelle lesioni del lobo profondo sottofaciale.

Se il nervo è infiltrato e chiaramente indissociabile dalla neoplasia – spesso vi è una paralisi clinica già in atto – va sacrificato all’origine. In caso di infiltrazione parziale il sacrificio può essere anche parziale con ricostruzione mediante neuroanastomosi utilizzando il nervo grande auricolare.

In caso di microinfiltrazione parziale del nervo – senza interruzione della funzione, in casi selezionati è preferibile affidare la radicalizzazione oncologica alla radioterapia, dopo aver comunque asportato integralmente la ghiandola.  

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Oncocitoma delle Ghiandole Salivari

Valore dei margini di resezione “close” nei tumori low-intermediate grade delle ghiandole salivari maggiori 

Lecture: i tumori delle ghiandole salivari

Epidemiologia dei tumori delle ghiandole salivari maggiori

Quiz Case Report 1: Parotid

Quiz case report 3: Neck mass

Metastasi Linfonodali occulte nei Tumori delle Ghiandole Salivari

Ghiandole Salivari: il Tumore di Warthin

Carcinoma Adenoide Cistico delle Ghiandole Salivari

Tumori delle ghiandole salivari

Tumori delle ghiandole salivari: confronto agoaspirato e agobiopsia

Tumori maligni delle salivari: nuovi biomarker per diagnosticarli

Tumori delle ghiandole salivari e linfonodi

Carcinoma Adenoideo Cistico delle Ghiandole Salivari

Importanza della Diagnostica Citologica Agoaspirativa nella patologia delle Ghiandole Salivari

The Milan System for Reporting Salivary Gland Cytopathology

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Calcoli Salivari: la Scialoendoscopia

I Calcoli Salivari

La Risonanza Magnetica multiparametrica della Parotide migliora l’accuratezza diagnostica fra Tumori benigni e maligni

Carcinoma Mucoepidermoide della Parotide

Carcinoma a Cellule Aciniche della Ghiandola Parotide

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Tumori benigni della parotide

Tumori della parotide: validità e limiti della citologia agoaspirativa (FNAB)

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

La classificazione delle Parotidectomie

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

Tumori benigni della parotide

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

La classificazione delle Parotidectomie

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Alterazione del Microbioma orale e tumori cervico facciali

Alterazione del Microbioma orale e tumori cervico facciali. Il Microbioma orale è un ecosistema intricato che prospera nell’ambiente dinamico della bocca, entrando in relazione simbiotica con l’ospite umano.

Una disbiosi con deplezione degli organismi commensali ed arricchimento dei patogeni orali, portano ad un incremento del rischio di sviluppare un Carcinoma squamoso della Testa e del Collo (HNSCC) .

In aggiunta ai noti fattori di rischio per lo sviluppo del  HNSCC—fumo,alcohol ed HPV —recentemente, l’attenzione si è focalizzata su un possibile ruolo della alterazione del microbiota potenzialmente collegata al metabolismo microbiale dei carcinogeni del HNSCC, associata alla cattiva igiene orale e alle malattie periodontalali tipiche in questi soggetti.

In uno studio condotto su 236 pazienti ( età media 60.9 anni, 24.6% donne) affetti da Carcinoma Cervico facciale (HNSCC) seguiti per 5 anni di follow up, è stata ricercata la presenza o modifica di alcuni complessi batterici e fungini già riscontrati  associati a HNSCC: Red complex (Treponema denticola, Porphyromonas gingivalis, and Tannerella forsythia), The orange complex (Fusobacterium nucleatum, Prevotella intermedia, Prevotella nigrescens, Eubacterium nodatum, Campylobacter showae, e Campylobacter gracilis), e la loro combinazione (ie, red/orange complex). 

Questi complessi patogeni periodontali sono risultati moderatamente associati ad un maggiore rischio di HNSCC. Un incremento di 1 deviazione standard (1SD) nello score di rischio microbico (creato su 22 batteri) si associa ad un aumento del 50% di sviluppare HNSCC.

Prevotella salivae, Streptococcus sanguinis, e specie di  Leptotrichia  sono state correlate con un basso tasso di rischio di  HNSCC come anche 4 specie batteriche dei Proteobacteria sono state associate  con basso rischio: Eikenella corrodens, Simonsiella muelleri, Rodentibacter pneumotropicus, and Pasteurella multocida.

Non sono state identificate specie fungine associate a HNSCC. Questo dato contrasta con studi su modelli animali in cui i funghi possono attivare alcuni carcinogeni come alcool, promuovere infiammazione e contribuire allo sviluppo della neoplasia  ed al frequente riscontro di colonie di Candida Albicans nei pazienti con HNSCC. 

La identificazione di batteri o complessi batterici associati ad HNSCC  potrebbe rappresentare un potenzale biomarker , per identificare individui ad alto rischio ed instaurare una prevenzione personalizzata del HNSCC.

BIBLIOGRAFIA 
Soyoung Kwak, Chan Wang, Mykhaylo Usyk, et al. Feng Wu, Neal D. Freedman, Wen-Yi Huang , MarjoirieL Mc  Cullogh, Caroline Y Um A , Martha J.Shrusole, Quilyn Cai, Huilin Li, Jiyoung Ahn, Richard B. Hayes . Oral Microbiome and Subsequent Risk of Head and Neck Squamous Cell Cancer  JAMA Oncol.  , 2024. doi:10.1001/jamaoncol.2024.4006

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Obesità, diabete, periodontiti e microbiota orale

Microbiota orale: quale ruolo nelle Malattie sistemiche?

Cosa influenza il Microbiota orale?

Un consumo eccessivo di Alcool altera il microbioma orale

Carcinoma Adenosquamoso Cervico Facciale

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La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo

Attività fisica aerobica migliora la qualità di vita nei pazienti radiotrattati per tumori testa-collo

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

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PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

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PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

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Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

Granuloma Piogenico della Laringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

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Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

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Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

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Papilloma Squamoso Hpv del Faringe

LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

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L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

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Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

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La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

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La fistola salivare è più frequente dopo parotidectomia laterale

La fistola salivare come complicanza della chirurgia parziale per tumori benigni della parotide si verifica molto più frequentemente (3 volte di più) dopo parotidectomia laterale rispetto alla dissezione extracapsulare (ECD).

È quanto emerge da uno studio su 363 pazienti della Essen University – Essen Germany.

Nessuno degli altri fattori presi in considerazione (sede del tumore, dimensioni, BMI, Età Fumo, Diabete) risultava statisticamente significativo quale fattore di rischio.

BIBLIOGRAFIA
Nadia Sadok, Tobias Bastian, Noemi Voss, Kerstin Stähr, Diana Arweiler-Harbeck, Stephan Lang, Moritz Meyer. Comparative Analysis of Fistula Development After Parotid Gland Surgery: Lateral Parotidectomy Versus Extracapsular Dissection Technique.Clinical Otolaryngology 2024 Nov;49(6):793-800. doi: 10.1111/coa.14213

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Rinosinusite cronica pediatrica: up-to-date

Rinosinusite cronica pediatrica: un up-to-date sulla rinosinusite cronica pediatrica è stato pubblicato recentemente su European Archieves of Oto Rhino laryngology. A seguire una sintesi liberamente tradotta.

Definizione

La rinosinusite è una infiammazione del naso e seni paranasali. Sulla base della durata dei sintomi viene classificata in Acuta (ARS) quando si risolvono in meno di 4 settimane e Cronica (CRS), quando durano più di 12 settimane. Si definisce Rinosinusite ricorrente 4 o più episodi di ARS per anno, con risoluzione dei sintomi tra i singoli episodi. La CRS pediatrica è la presenza di due o più dei seguenti sintomi cardinali che durino 12 settimane o più: ostruzione nasale – scolo nasale anteriore o posteriore- pressione/dolore facciale e tosse. I sintomi devono essere accompagnati dalla evidenza obiettiva di infiammazione. In età pediatrica la diagnosi differenziale è più difficile perché sintomi analoghi a quelli riportati possono essere dovuti o concomitanti anche a Infezioni respiratorie, Rinite Allergica, e/o Adenoidite. La rinite allergica presenta gli stessi sintomi ma spesso in modo intermittente della durata di pochi giorni. La presenza di muco colorato non sembra rivestire un carattere determinante fra le due forme. Va considerato che il circa il 27% dei casi le due forme, Rinite allergica e CRS sono sovrapposte e concomitanti.

Epidemiologia

La prevalenza della CRS pediatrica oscilla fra 5% e 15% a seconda dei vari paesi. Negli USA è una diagnosi formulata in oltre il 2.1% dei pazienti che si rivolgono ad un ambulatorio pediatrico in un anno.

Fattori di Rischio 

Vi sono diversi fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo di CRS, tra cui la storia familiare di CRS. Altri fattori sono:

  1. Fibrosi cistica, malattia autosomica recessiva che colpisce le vie aeree superiori ed inferiori, spesso accompagnata da poliposi. Sono pazienti spesso molto refrattari al trattamento e richiedono trattamenti multidisciplinari;
  2.  Discinesia ciliare Primaria, rara, è anch’essa un disordine autosomico recessivo caratterizzato da un deficit specifico dalla clearance mucociliare. Spesso si accompagna a quadri di otite media ricorrente ed alla sindrome di Kartagener (situs inversus e bronchiectasie)
  3. Immunodeficienze di vario tipo (deficit si Sottoclassi di Ig, deficienza selettiva di IgA etc) che predispongono ad infezioni sinusali croniche;
  4. Reflusso Gastroesofageo (GERD) che può causare aumento delle secrezioni mucose nasali e congestione. Il trattamento del GERD secondo le recenti opinioni degli esperti non entrerebbe comunque nel trattamento standard della CRS;
  5. Rinite Allergica. Non vi sono evidenze che questa patologia, spesso concomitante alla CRS, ne possa essere la causa. Certamente ne peggiora il quadro clinico a rallenta la guarigione;
  6. Asma, anch’esse spesso concomitanti, si influenzano vicendevolmente, nel senso che i sintomi dell’asma incrementano il rischio di sviluppare CRS e nei pazienti asmatici con CRS la manifestazione clinica è più grave.

Etiologia e Patogenesi

La patogenesi della CRS non è completamente chiara. La capacità dei seni paranasali di mantenere fluide le secrezioni nasali dipende da tre fattori principali: la pervietà degli osti, la funzione ciliare e la consistenza del muco. Tutto quello che ostacola questa funzionalità porta a infiammazione, edema, proliferazione batterica, ostruzione del drenaggio delle secrezioni e disfunzione mucociliare con sviluppo di CRS. La ipertrofia adenoidea è contestualmente sede di batteri patogeni e causa diretta delle infezioni   mediante la ritenzione del muco. E’ stato ipotizzato che le infezioni batteriche, spesso secondarie a infezioni virali, causino edema mucoso, aumento del muco che causa ostruzione del complesso ostio-meatale dei seni con diminuita aerazione e ritenzione di muco aumentando, come un circolo vizioso ulteriori infezioni batteriche. Una conferma indiretta di questa patogenesi è in genere il buon risultato terapeutico alle terapie antibiotiche che vengono usate in prima battuta in queste forme. Il ruolo dei mediatori della infiammazione nella patogenesi delle CRS in età pediatrica a differenza che negli adulti, dove esercita un suolo da protagonista, è incerto.

Diagnostica

L’esame endoscopico Nasale può essere utile anche se non è sempre fattibile in tutti i bambini. L’esame Radiologico tradizionale ha poca sensibilità e specificità e largamente impreciso rispetto alla TC che rappresenta il gold standard per la diagnosi di CRS. La sua indicazione è al termine di un adeguato trattamento medico intensivo. La classificazione con Lund-McKay score permette di dettagliare la CRS. Vengono valutati tutti i 5 seni di ogni lato cui viene dato un punteggio a seconda del coinvolgimento (0=completamente pulito; 1 parzialmente chiaro; 2 completamente opacificato). Anche alla pervietà dell’ostio del seno Mascellare viene attribuito un punteggio: 0=completamente aperto; 2= parzialmente/ completamente opacificato e bloccato. Un punteggio del CT LM score > 5 ha dimostrato una sensitività dell’86% ed una specificità dell’85% nel fare diagnosi di CRS pediatrica. La RM ha un ruolo marginale e viene richiesta solo in caso di complicanze o sospetto tumore.

rinosinusite pediatrica

In aggiunta si consiglia di ricorrere alla valutazione soggettiva della qualità di vita utilizzando il questionario SNOT-5 (SinoNasal Quality of Life) che ben correla con la TC anche nei pazienti pediatrici  ed aiuta nella DD con la Adenoidite Cronica

Terapia Medica

Antibiotici

L’obiettivo del trattamento medico della CRS è ridurre i sintomi nasali, ridurre l’infiammazione e ripristinare la funzionalità nasosinusale. Il documento di Consensus dell’American Academy of Otolaryngology raccomanda un trattamento di 20 gg  con un  antibiotico orale o endovenoso appropriato che può essere direttamente scelto dopo un esame colturale. Questo approccio non è integralmente condiviso per mancata evidenza sulla reale efficacia dall’ European Position Paper on Rhinosinusitis and Nasal Polyps e dall’International Consensus on Allergy and Rhinology.

Per l’uso di antibiotici orale sono raccomandate come prima linea di trattamento alte dosi di Amoxicillina o Amoxicillina-Acido Clavulanico. In pazienti con allergia o intolleranza alla Amoxicillina si preferisce una Cefalosporina di seconda o terza generazione o Macrolidi. Pur non essendovi un accordo riguardo alla durata del trattamento, si suggerisce che duri almeno 3 settimane, ripetendoli a seconda della risposta del bambino.

Non vi è accordo, anche se l’uso non è infrequente, sulla opportunità di attuare una antibioticoprofilassi per prevenire le recidive di CRS, dato il rischio di favorire la antibioticoresistenza. Può essere indicata in pazienti con Fibrosi cistica, disordini immunitari primari o discinesia mucociliare. Non vi è evidenza che prevengano le complicanze della CRS.

L’eventuale somministrazione di antibiotici per via endovenosa è riservata esclusivamente alle forme con complicazioni.

Trattamenti aggiuntivi

Consistono nell’uso topico di soluzioni saline spray e/o spray nasali corticosteroidei. I primi si sono dimostrati efficaci nel migliorare la clearance mucosa, l’attività mucociliare, e allontanare allergeni ed altri mediatori.  Fluticasone e Mometasone spray in cicli brevi di somministrazione si sono dimostrati efficaci nel trattamento dei disordini infiammatori. I potenziali effetti collaterali seri limitano l’utilizzo di corticosteroidi sistemici, riservati unicamente alle forme recalcitranti al trattamento conservativo. Pazienti pediatrici resistenti al trattamento o affetti da frequenti esacerbazioni possono essere testati per deficienze immunitarie ed inviato all’Immunologo. In casi con associata immunodeficienza primaria vi sono lavori che documentano buoni risultati con immunoglobuline intravenose. In casi di fibrosi cistica c’è un recente lavoro su 39 bambini che mostra miglioramenti della CRS alla RM con Lumacaftor e Ivacaftor.

Trattamento Chirurgico

La Chirurgia Endoscopica Funzionale mininvasiva dei seni paranasali (FESS) ha l’obiettivo di ripristinare la pervietà ed il drenaggio naturale dei seni paranasali e del naso. Al momento è considerata la procedura elettiva per bambini selezionati che ricadono nei criteri dell’European Position Paper on Rhinosinusitis and Nasal Polyps, International Consensus on Allergy and Rhinology, e American Academy of Otolaryngology. Numerosi studi di review della Letteratura hanno evidenziato un successo superiore all’80% con miglioramento della sintomatologia e qualità di vita nelle forme di CRS recalcitranti con una incidenza di complicanze maggiori tra 1 e 1.4%.

La Adenoidectomia è raccomandata come trattamento chirurgico di prima linea nei casi di CRS con un tasso di successo superiore all’80% che sale all’88% se viene associato all’intervento un lavaggio intraoperatorio dei seni paranasali. La percentuale di successo si abbassa nei bambini di età < 6 anni e nei casi di asma concomitante (28%)

Sinusoplastica con Balloon (BCS)

È un’altra procedura chirurgica utilizzata nel trattamento della CRS pediatrica. Viene praticata durante l’intervento di Adenotomia e di FESS per dilatare mediante un catetere a palloncino l’ostio dei seni ed effettuare un lavaggio. Le complicanze sono scarse e la percentuale di successo se effettuata insieme alla adenotomia raggiunge l’87%  nei 3-5 anni post dilatazione.

BIBLIOGRAFIA
Hassan H. Ramadan. Pediatric chronic rhinosinusitis. Eur Arch OtoRhinoLaryngol Vol 281, 1131-1137, 2024 https://doi org/10.1007/s00405-023-08307-z

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Rinosinusite pediatrica: Linee Guida sul trattamento (I)

Rinosinusite pediatrica: Linee Guida sul trattamento (II)

Adenoidite e Rinosinusite Cronica nei bambini

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L’esame istopatologico della rinosinusite cronica

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Ipertrofia dei turbinati: intervista

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Riniti ricorrenti dopo adenoidectomia in pazienti pediatrici

Adenotomia Endoscopica vs tradizionale

Adenotomia endoscopica con microdebrider superiore rispetto al curettage convenzionale

Adenotomia migliora i sintomi della sinusite cronica nei ragazzi di 7-18 anni

La Sindrome PFAPA

SNOT-22 : SINO-NASAL OUTCOME TEST

Snot-22 puo’ predire il rischio di reinterventi sui seni paranasali

Ricerca degli anticorpi anti HPV-L1 fattore prognostico nei tumori orofaringei HPV correlati

Ricerca degli anticorpi anti HPV-L1 fattore prognostico nei tumori orofaringei HPV correlati. Nonostante la prognosi più favorevole del Carcinoma Orofaringeo HPV correlato (OPSCC), oltre il 25% dei pazienti incorre in una recidiva nei 5 anni successivi al trattamento.

Nell’intento di trovare biomarkers che possano identificare i pazienti a rischio, i ricercatori della Medical University of Graz, Austria, hanno indagato gli anticorpi specifici contro HPV-L1 capsid protein in 33 pazienti con HPV+OPSCC con un follow-up medio di 55 mesi.

L’analisi ha dimostrato che si riscontravano livelli elevati di IgG anti HPVL1 nei pazienti con tumori di stadio più avanzato ed un incremento delle IgG rispetto ai valori iniziali si accompagnava alla comparsa di recidiva.

La predominanza di IgA alla diagnosi, risultava, viceversa, associata ad una maggiore sopravvivenza libera da malattia. 

Il numero di casi studiati è ritenuto dagli autori ancora troppo limitato per trarre conclusioni definitive.

BIBLIOGRAFIA
Thomas WeilandJakob ZgubicLuka BrcicDietmar Thurnher .Detection of antibody subclasses IgA, IgM and IgG against HPV L1 in HPV-positive oropharyngeal squamous cell carcinoma patients: a pilot study.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2024 May;281(5):2637-2644. doi: 10.1007/s00405-024-08537-9

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Granuloma laringeo da contatto: trattamenti a confronto

Granuloma laringeo da contatto: trattamenti a confronto. Uno studio cinese della Xi’an Jiaotong University ha messo a confronto diverse metodiche di trattamento del granuloma da contatto laringeo.

A 3 mesi dall’inizio del trattamento, il gruppo che aveva ricevuto iniezione di ormone steroideo combinata con terapia acido soppressiva, aveva risultati significativamente migliori rispetto al gruppo con solamente terapia antiacida (P = 0.018) e a quello con chirurgia e terapia antireflusso.

Anche i tempi di guarigione del primo gruppo risultavano più rapidi  (P = 0.007).

BIBLIOGRAFIA
Yin QiangXiao-Hong LiuQing-Qing ZhangMeng XieRui-Xin GuoYao ShiHao-Nan YangNan CaoHua-Nan Luo. The effectiveness of various treatment approaches for laryngeal contact granulomas. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2024 Apr;281(4):1877-1884. doi: 10.1007/s00405-023-08436-5

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Granuloma laringeo recidivante: vantaggi della iniezione tiroaritenoidea di tossina botulinica

Granuloma laringeo da contatto

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