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Valore della biopsia labiale nella sindrome di Sjögren

Valore della biopsia labiale nella sindrome di Sjögren. La biopsia delle ghiandole salivari minori del labbro è ritenuta uno dei criteri diagnostici più attendibili per porre diagnosi di sindrome di Sjögren (SS), una condizione cronica autoimmune spesso caratterizzata da xerostomia e xeroftalmia.                

Uno studio della University of Sheffield, UK, ha valutato il grado di accordo fra membri di un team di patologi sulla diagnosi istologica retrospettiva su una coorte di 50 biopsie labiali.

Il team di patologi concordava per l’84% con la diagnosi precedentemente formulata, ma solo nel 58% dei casi vi era un accordo sul focus score.

La concordanza con la sierologia per la diagnosi di SS era il 79%.

BIBLIOGRAFIA
Mollie Clark, Hannah Walsh, India Stephens-Laborde, Syed Ali Khurram.The Value of Labial Gland Biopsies as a Diagnostic Test for Sjögren’s Syndrome.
Head and Neck Pathology 2024 Jul 3;18(1):64. doi: 10.1007/s12105-024-01662-1.

valore della biopsia labiale nella sindrome di sjögren prof

I risultati di questa indagine limitano il valore   diagnostico assoluto di SS conferito alla biopsia labiale, soprattutto in presenza di un focus score basso. È sconsigliato eseguirla come unica indagine.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La Sindrome di Sjögren e disturbi nasali

La Sindrome di Sjogren

Carcinoma laringeo sovraglottico: meglio laser o robot?

Carcinoma laringeo sovraglottico: meglio laser o robot? Una survey di 27 chirurghi esperti europei si è espressa sulla preferenza di trattamento del Carcinoma laringeo sovraglottico fra Chirurgia Laser Transorale (TLM) e Chirurgia Robotica Transorale (TORS).

Non è stata identificata una chiara superiorità di una tecnologia nei confronti dell’altra.

TLM consente un allestimento più rapido, TORS una migliore visualizzazione del campo operatorio.

Riguardo alle complicanze, il sanguinamento intraoperatorio è maggiore in TLM (52%vs26%) mentre quello postoperatorio è superiore in TORS (56% vs 44%).   

BIBLIOGRAFIA
Charlotte LoubieresStéphane Hans , Jerome R LechienMohssen AnsarinSarah AtallahJonathan BarbutAlain BizeauBrian Burkey,  , Olivier ChoussyFlorent CouineauErwan De Mones Del PujolGilles DolivetNicolas FakhryRenaud GarrelRoland GigerWojciech GolusińskiPhilippe Gorphe , Clémence LorentzOlivier MalardGiuseppe MeccarielloSylvain Morinière , Raul PelliniNicolas SaroulMarta TagliabueSebastien VergezIsabel VilasecaAlexandre VilleneuveRobin Baudouin.Expert perspectives for transoral robotic versus laser surgery for supraglottic carcinomas. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2025 Feb;282(2):907-917. doi: 10.1007/s00405-024-09070-5.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Risultati del trattamento con Laser CO2 dei tumori laringei sopraglottici T1-T3

Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Analisi molecolare e immunologica carcinoma laringeo

Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

Tumore della laringe: NBI ne migliora la diagnosi

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

Granuloma Piogenico della Laringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Funzione e qualità di vita migliore dopo cordectomia laser rispetto alla RT nei T1-2 glottici

Coinvolgimento della commissura anteriore: fattore prognostico sfavorevole nei tumori glottici trattati con laserchirurgia

Valore della profondità di invasione tumorale (DOI) nei tumori laringei glottici

Follow up nei T1 glottici

Metastasi Occulte nei Tumori Laringei Glottici

T1 Glottico: sopravvivenza migliore con Laserchirurgia rispetto a Radioterapia

Carcinoma Glottico bilaterale: fattori di rischio per recidiva locale

Fattori di rischio per la formazione di ascesso dell’epiglottide

Tumore benigno peduncolato plica Faringo-Epiglottica

Laserchirurgia dei Tumori glottici: videointervista

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Indicazioni e Workup diagnostico

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Tecnica chirurgica

Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

LASERCHIRURGIA DEI TUMORI GLOTTICI TECNICA CHIRURGICA

Laserchirurgia laringea: resezione glottica di recidiva post radioterapia

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

Polipo Sottoglottico: asportazione con Laser Co2

Epiglottide acuta infettiva

Cisti plica faringo epiglottica

Cisti Mucosa della Vallecola Glotto Epiglottica

Cisti dell’Epiglottide: Laserchirurgia

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Consensus europeo su classificazione e nomenclatura della chirurgia endoscopica nelle paralisi bilaterali delle corde vocali

Consensus europeo su classificazione e nomenclatura della chirurgia endoscopica nelle paralisi bilaterali delle corde vocali. L’immobilità bilaterale delle Corde Vocali Bilaterale (BVFI) si riferisce ad un movimento limitato di entrambe le corde vocali secondario ad un meccanismo di fissazione meccanica o di danno neurologico. 

La storia è ricca di proposte terapeutiche per questo quadro patologico invalidante in cui vanno costantemente confrontati i parametri alternativi di miglioramento della respirazione con un peggioramento della funzione fonatoria.

Nel febbraio 2025 è stato pubblicato un Consensus internazionale supportato dalla European Laryngological Society (ELS) e Union of the European Phoniatricians (UEP), riguardante la terminologia delle differenti procedure chirurgiche endoscopiche per il trattamento delle BVFI negli adulti per definire specificatamente i confini anatomici e l’estensione esatta delle differenti procedure chirurgiche.

Gli esperti che hanno partecipato alla stesura del documento sono stati 31 in rappresentanza di 18 paesi. Erano membri di una o più delle seguenti società scientifiche: European Laryngological Society (ELS), Union of the European Phoniatricians (UEP), British Laryngological Association (BLA), American Laryngological Association (ALA), American Broncho-Esophagological Association (ABEA).

La metodologia utilizzata è stata il processo delfico. L’asserzione che raggiungeva almeno il 70% del consenso veniva considerata accettata, quelle fra 30 e 70% riformulate e quelle inferiori al 30% di voti rigettate definitivamente.

L’obiettivo di questo consenso sulla classificazione e nomenclatura della chirurgia aritenoidea e della corda vocale per le BVFI è quello di definire una terminologia unitaria a livello internazionale che definisca l’esatto tipo di incisione e resezione effettuata e che possa essere utilizzata negli studi di ricerca permettendo di comparare i risultati funzionali derivati dalle diverse procedure attuate.

Segue un estratto del lavoro con le foto originali esplicative (Eur. Arch.Otorhinolaryngol 2025 Feb; 282)

Chirurgia aritenoidea 

Sono state definite due categorie di chirurgia:

Aritenoidectomia totale (resezione dell’intera cartilagine aritenoidea comprensiva del processo vocale e muscolare dislocazione del giunto cricoaritenoideo) ed Aritenoidectomia parziale.

All’interno di quest’ultima categoria sono definiti 4 sottogruppi

paralisi bilaterale delle corde vocali aggiornamento 1
Da: https://link.springer.com/article/10.1007/s00405-024-09133-7/figures/2

a) Aritenoidectomia subtotale: resezione della maggior parte della aritenoide  incluso il processo vocale e l’aritenoide centrale  preservando il  bordo posteriore della aritenoide , il giunto crico aritenoideo e la maggior parte del processo 

b) Aritenoidectomia Anteromediale : resezione della porzione mediale del corpo principale della aritenoide incluso il processo vocale. Il processo muscolare, le cartilagni corniculate e cuneiformi ed il giunto crico aritenoideo sono preservate. 

paralisi bilaterale delle corde vocali aggiornamento 2
Da: https://link.springer.com/article/10.1007/s00405-024-09133-7/figures/2

c) Aritenoidectomia Posteromediale: resezione della porzione mediale del processo aritenoideo posteriore al processo vocale in modo da creare una concavità lungo il profilo glottico del corpo aritenoideo  

d) Aritenoidectomia Superomediale: resezione della porzione superomediale dell’aritenoide    posteriore al processo  vocale, includendo le cartilagini  corniculate e cuneiformi. Sono preservati il processo vocale e muscolare ed il giunto cricoaritenoideo

 

Chirurgia delle Corde vocali

  1. Cordectomia posteriore, suddivisa in 3 sottogruppi a seconda della estensione laterale della resezione:

 1- ligamentosa: ampia resezione del segmento posteriore del bordo libero della corda incluso il processo vocale- Il muscolo tiro-aritenoideo è preservato.

 2- transmuscolare: ampia resezione del segmento posteriore della corda vocale vera incluso un segmento del muscolo tiroaritenoideo e attraverso il cono elastico, ma escludendo il processo vocale

3- ventriculocordectomia posteriore: ampia resezione del segmento posteriore della corda vocale vera e falsa inclusa una porzione del muscolo tiroaritenoideo ed attraverso il cono elastico, escludendo la resezione di qualunque struttura cartilaginea.

paralisi bilaterale delle corde vocali aggiornamento 3
Da: https://link.springer.com/article/10.1007/s00405-024-09133-7/figures/3

b) Cordotomia Trasversa, a sua volta suddivisa in:

  1. Cordotomia Posteriore: incisione trasversa della corda vocale posteriore al davanti del processo vocale ed attraverso il cono elastico senza resecare altro tessuto;
  2. Ventriculocordotomia Transmusculare: incisione trasversa della corda vocale posteriore al davanti del processo vocale ed attraverso il cono elastico   ed estesa alla falsa corda lateralmente senza resecare tessuto.
paralisi bilaterale delle corde vocali aggiornamento 4
Da: https://link.springer.com/article/10.1007/s00405-024-09133-7/figures/4

Suffissi

Tre differenti suffissi possono essere aggiunti a tutte le procedure chirurgiche sia aritenoidee che cordali:  

  1. con Preservazione Mucosa: preservazione della mucosa mediale che riveste la cartilagine aritenoidea o la corda vocale.
  2. con Laterofissazione: un filo circonda il processo vocale per lateralizzarlo 
  3. con Procedura Combinata: combinazione di una forma di aritenoidectomia con una forma di cordectomia. Per esempio Aritenoidectomia parziale anteromediale & Cordotomia posterioretrasversa.
paralisi bilaterale delle corde vocali aggiornamento 5
Da: https://link.springer.com/article/10.1007/s00405-024-09133-7/figures/5

BIBLIOGRAFIA
Emilie A. C. Dronkers,, Chadwan al YaghchiJerome R. LechienChristian Sittel & Ahmed Geneid  . European consensus for bilateral vocal fold immobility:classification and nomenclature. Eur. Arch.Otorhinolaryngol 2025 Feb; 282 (2): 937-944. Doi:10.1007/s00405-024-09133-7

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Trattamento delle paralisi bilaterali delle corde vocali. Una review sistematica

BMI elevato indica necessità di chirurgia nelle paralisi cordali bilaterali

La radiografia dinamica digitale alternativa alla laringoscopia nella paralisi cordale transitoria

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Paralisi bilaterale delle corde vocali

Paralisi cordale bilaterale in età pediatrica

Bioexeresi con Laser Co2 per lesioni Eritro-Leucoplasiche delle Corde Vocali

Inalazione postoperatoria di steroidi riduce la formazione di granulazioni cordali dopo laserchirurgia

L’iniezione intracordale di Acido Ialuronico

Imaging nello studio delle Paralisi Cordali Monolaterali ad etiologia ignota

Paralisi cordale bilaterale in adduzione

Paralisi Cordali in Adduzione

Paralisi cordale iatrogena tempi di recupero

Laringoplastica? Dallo studio delle cicale arriva una nuova tecnica

Paralisi Cordali in Adduzione: Il Trattamento con Laser Co2

Fibrolaringoscopia. Luce bianca ed NBI

Edema di Reinke: Lifting della Cv con Laser Co2

Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

Valore dei margini nei tumori del cavo orale: attenzione ai tumori della lingua!

Valore dei margini nei tumori del cavo orale: attenzione ai tumori della lingua! Il significato prognostico dei margini close nel carcinoma squamoso del cavo orale è controverso.

Uno studio retrospettivo su 342 casi operati effettuato presso il South Infirmary Victoria University Hospital, Cork, Ireland ha suddiviso i margini sul pezzo operatorio in positivi, close (<5mm) e liberi (>5mm).

Si è riscontrato un impatto sulle recidive locali diverso fra i tumori della lingua dove sia i margini positivi (HR 13,48) che close (HR 3.87) portavano ad un significativo aumento e tumori di altre sedi, in cui solo i margini positivi influenzavano il tasso di recidive (HR 4.10). 

La ragione di questo differente comportamento dipende dalla diversità dei tessuti sottostanti, così come dalla assenza di barriere anatomiche all’invasione all’interno della lingua, alla possibile maggiore frequenza di noduli satelliti o foci di invasione linfovascolare o perineurale od alle differenze del microambiente tumorale.

 BIBLIOGRAFIA
Patrick SheahanDeirdre CallananNadia van den Berg , Justin HintzeDavid BrinkmanHadeel JawadRyan O’SullivanRoss O’SheaAndrew DiasLinda Feeley . Impact of Close Margins on Oral Cancer Outcomes According to the Oral Subsite. Head Neck. 2024 Dec 9. doi: 10.1002/hed.28024.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Profondita’ di invasione (DOI) nel tumore della lingua: valutazione clinica e tecniche di imaging

Il linfonodo linguale: valore prognostico

Resezioni transorali della base della lingua

La Mucosectomia della base linguale

Mucoepidermoid Carcinoma of the base of the Tongue. Median transmandibular-translingual approach and reconstruction by a radial forearm free flap

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Il trattamento dei Tumori Linguali di piccole dimensioni

Bioexeresi Laser Co2 di Lesione della Lingua

Valore prognostico delle micrometastasi linfonodali nei tumori del cavo orale

Laser CO2 nel trattamento dei tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

PDTA per i tumori del Cavo Orale

Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

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Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

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Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

I Tumori dell’orofaringe Hpv Correlati: Entità a se stante?

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

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I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

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LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

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Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Glossectomie: proposta di una nuova Classificazione

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

Carcinoma Orofaringe: prognosi migliore per pazienti HPV+ solo se non fumatori

Qualità della vita buona dopo sola chirurgia nei tumori orofaringei HPV correlati

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

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Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

Laserchirurgia transorale nei tumori glottici degli anziani

Chirurgia rinosinusale e Dupilumab a confronto nel trattamento della CRSwNP

Chirurgia rinosinusale e Dupilumab a confronto nel trattamento della CRSwNP. Due studi italiani hanno messo a confronto ESS e Dupilumab nel trattamento della Rinosinusite cronica con polipi (CRSwNP).

Sono risultati entrambi efficaci nel ridurre il fattore infiammatorio responsabile della formazione dei polipi.

Dupilumab appare più indicato per pazienti anziani con controindicazioni anestesiologiche e/o pregresse chirurgie ripetute, mentre ESS rappresenta tutt’ora la prima scelta nei pazienti ancora non trattati.

Tuttavia I pazienti trattati con il farmaco biologico mostravano un maggiore miglioramento nello score dei questionari SNOT-22, VAS rhinorrhoea, VAS smell e SSIT scores, con minor ricorso alla terapia corticosteroidea orale.

BIBLIOGRAFIA
Pietro OrlandoGiuseppe LicciDonald Kuitche , Andrea Matucci , Alessandra Vultaggio , Oreste GalloGiandomenico Maggiore. Effectiveness of dupilumab versus endoscopic sinus surgery for the treatment of type-2 chronic rhinosinusitis with nasal polyps: a preliminary report . Eur Arch Otorhinolaryngol 2024 Mar;281(3):1317-1324. doi: 10.1007/s00405-023-08309-x.
Eugenio De CorsoDavide Paolo PorruMarco CorbòClaudio Montuori , Gabriele De MaioRodolfo Francesco MastrapasquaMarco Panfili , Camilla SpanuGiuseppe Alberto Di BellaGiuseppe D’AgostinoAlberta RizzutiGiulio Cesare Passali,   Jacopo Galli . Comparative real-world outcomes of dupilumab versus endoscopic sinus surgery in the treatment of severe CRSwNP patients 2024 Clinical Otolaryngology, Jul;49(4):481-489. doi: 10.1111/coa.14172.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

L’impatto degli impianti a rilascio steroideo nella chirurgia endoscopica rinosinusale

Fattori predittivi di recidiva dopo chirurgia endoscopica rinosinusale per sinusite cronica polipoide

La somministrazione mensile di Dupilumab nella Rinosinusite Cronica Polipoide mantiene i risultati

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Rinosinusite Cronica: Protocollo di valutazione

Effetti avversi dei farmaci biologici per la sinusite cronica recidiva con polipi

Raccomandazioni pratiche nella gestione della rinosinusite cronica con poliposi nasale severa nell’era dei biologici

La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

Eosinofilia periferica elevata è fattore prognostico di recidive di sinusite cronica polipoide

Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

HPV e Sinusite Cronica Polipoide

Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

Poliposi nasale, terapia personalizzata limita le recidive

Lamine etmoidali residue anteriori limitano l’efficacia del Dupilumab

Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS)

Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

Sinusite Odontogena: guarigione più rapida se prima FESS poi Terapia Dentale

Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

La chirurgia endoscopica rinosinusale

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

Irrigazione salina calda: vantaggi durante la FESS

Spray a base di acido Ipocloroso utile nel postoperatorio della FESS

FESS e Sinusite Cronica nell’anziano

Concha Bullosa e FESS

Ipertrofia dei turbinati: intervista

Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

FESS: qualità della voce nella poliposi

FEES nello studio della Disfagia

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Tumori dello spazio parafaringeo: approcci chirurgici a confronto

Tumori dello spazio parafaringeo: approcci chirurgici a confronto. Il video mostra due casi simili di Adenoma pleomorfo dello spazio parafaringeo studiati preoperatoriamente con Risonanza Magnetica. L’approccio scelto, come nella maggioranza dei casi, è stato esterno per via parotido cervicale. La differenza fra i due casi è stata la preservazione del tessuto ghiandolare parotideo nel secondo caso.

Reperito il tronco principale del VII ed isolato completamente il nervo facciale, nel primo caso è stata effettuata una parotidectomia superficale e successivamente l’asportazione del lobo profondo sottofacciale. Il nervo, completamente isolato e disseccato in tutti i suoi rami, è stato delicatamente sollevato con loop elastiche permettendo l’accesso allo spazio parafaringeo. Il tumore occupante lo spazio parafaringeo è stato agevolmente dissecato con manovra digitale ed asportato integralmente con un piccolo strato di tessuto parotideo profondo adeso. Il campo operatorio al termine dell’intervento evidenzia la asportazione completa del tessuto parotideo (parotidectomia totale) e la conservazione integrale di tutti i rami del nervo facciale perfettamente funzionanti al termine della procedura chirurgica.

Nel secondo caso, si è eseguita la ricerca e dissezione del nervo facciale nei rami inferiori, sollevando senza asportarlo il lobo parotideo superficiale. L’ accesso allo spazio parafaringeo, altrettanto agevole, è avvenuto sollevando delicatamente con loop elastiche il ramo inferiore del VII verso l’alto ed approciando il tumore sotto il lobo parotideo profondo, senza asportare il tessuto ghiandolare. La dissezione dell’adenoma è avvenuta con manovra digitale alla cieca come nel primo caso, ottenendo la stessa radicalità.

Questo secondo approccio risulta meno traumatico sul nervo facciale, garantendo la stessa luce chirurgica ed accorciando leggermente i tempi operatori. Dal punto di vista estetico la preservazione della ghiandola parotide assicura un minor infossamento della regione, con una miglior conservazione fisiognomica.

L’approccio tranparotideo deve essere applicato quando la diagnostica è orientata verso una lesione benigna delle ghiandole salivari (adenoma pleomorfo) con sviluppo nello spazio parafaringeo che non coinvolga significativamente il lobo profondo della ghiandola parotide.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Tumori dello Spazio Parafaringeo: esperienza di un unico Centro su 48 casi

Il trattamento chirurgico dei tumori dello spazio parafaringeo: risultati di 10 anni di follow-up

Drenaggio Ascesso Parafaringeo nei bambini

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Adenoma Pleomorfo: un tumore parotideo frequente e particolare

Adenoma Pleomorfo: le recidive multifocali

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Il dolore postoperatorio non varia con i vari tipi di parotidectomia

Parotidectomia Superficiale Vs Parotidectomia Superficiale Parziale nei tumori benigni della Parotide

Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

La classificazione delle Parotidectomie

Anatomia chirurgica della Parotidectomia

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Chirurgia della Parotide: liberazione del Faciale e Parotidectomia Parziale

Sindrome di Frey dopo parotidectomia

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

Oral Appliance nell’OSAS: fattori predittori di risposta non soddisfacente

Oral Appliance nell’OSAS: fattori predittori di risposta non soddisfacente. L’utilizzo degli Oral Appliances fa parte sovente del bagaglio terapeutico da utilizzare nei pazienti affetti da Apnee notturne. 

Uno studio dell’Università di Bergen (Norvegia) ha valutato i fattori sfavorevoli alla risposta agli Oral Appliances (MAD) nel trattamento dell’OSAS.

Il parametro di non responder era calcolato su una riduzione del REI (Respiratory Event Index) < del 50% rispetto al valore basale.

L’endotipo caratterizzato da severa collassabilità delle vie aeree superiori, un controllo ventilatorio instabile, una bassa soglia di arousal, le OSA Posizionali e le minori distanze dalla posizione abituale del bite alla posizione di massima retrusione, sono stati identificati come potenziali predittori di risposta negativa al MAD. Nello studio, il 63.2% dei pazienti era risultato compliante. 

BIBLIOGRAFIA
Ulrik Leidland Opsahl, Morten Berge, Sverre Lehmann, Bjørn Bjorvatn, Anders Johansson.Prediction of non-responders to oral appliance treatment of obstructive sleep apnea: a pilot study.         April 2025 Sleep and Breathing 29(2) DOI: 10.1007/s11325-025-03315-1

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

MAD migliore della terapia combinata aerea e posizionale nella roncopatia 

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Respirazione orale nell’OSAS: chiudere la bocca è sempre utile?

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

La CPAP diminuisce il rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari avversi nell’OSA

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

Anche le donne russano. E altrettanto forte

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Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

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Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

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Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

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Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

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Polisomnografia con Watch-Pat 300

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Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

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Distonia Laringea e Tremore Vocale rispondono alla iniezione di Tossina Botulinica 

Distonia Laringea e Tremore Vocale rispondono alla iniezione di Tossina Botulinica. L’iniezione di Tossina Botulinica (BTX) migliora VHI-10 e grado di disfonia nella visual analogue scale (VAS), GRBAS-I scale e maximun phonation time (MPT) sia nella Distonia Laringea (LD) che nel Tremore Vocale (VT).

Lo conferma un lavoro retrospettivo del La Paz University Hospital di Madrid, Spagna, su 77 pazienti (44 con LD e 33 con VT).

L’iniezione veniva effettuata sotto guida elettromiografica (LEMG) nel muscolo Tiro-Aritenoideo (TA) via membrana cricotiroidea.

La LD sembra avere una risposta migliore alla BTX rispetto al VT.

BIBLIOGRAFIA 
João Viana PintoIsabel García López , Laryngeal dystonia and vocal tremor response to botulinum toxin injection, Eur Arch Otorhinolaryngol. 2025 Feb;282(2):919-926. doi: 10.1007/s00405-024-09111-z.

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Le sincinesie facciali

Le Sincinesie facciali Postparetiche o semplicemente sincinesie facciali definiscono una patologica cocontrazione e ipertonicità basale dei muscoli innervati dal nervo facciale.

Questo fenomeno maladattativo capita tipicamente dopo un danno sul nervo faciale ed è comunemente attribuito ad una aberrante rigenerazione delle fibre nervose.

Le sincinesie facciali interessano la competenza orale, la fonazione, l’espressione emozionale e l’estetica facciale, peggiorando significativamente la qualità di vita dei soggetti che ne sono affetti.

Epidemiologia

La causa più comune di danno al nervo facciale è la paralisi di Bell, la cui incidenza stimata è da 20 a 30 casi per 100 000 abitanti per anno e rappresenta il 60% – 75% di tutti casi di paralisi facciale.

L’ incidenza di sincinesia in queste paralisi ha un’ampia variabilità (15%-100%).

Il tempo fra danno al facciale e insorgenza delle sincinesie non è ben definito, generalmente dopo 3 – 4 mesi quando è precoce, ma sono riportati casi anche fino a 40 mesi.

Altrettanto incerta è la tempistica di progressione o di raggiungimento di un plateau dei sintomi

Lo studio più completo, il Copenhagen Facial Nerve Study mostra che il  71% dei pazienti riacquisisce una normale funzionalità facciale dopo la paralisi di Bell, ma il restate 29% dei pazienti sperimenta sequele di vario grado, di cui il 17% sono sincinesie.   

Patofisiologia

Il meccanismo patofisiologico più largamente accettato delle sincinesie facciali è una errata rigenerazione degli assoni dopo la lesione.

Dopo il danno, polipeptidi locali stimolano gli assoni del nervo facciale a generare fino a 25 rami assonici collaterali che da un singolo motoneurone vanno ad innervare multipli muscoli a differenza di quanto avveniva prima della lesione.

Altri meccanismi considerati sono l’innervazione polineuronale con una innervazione ridondante che coinvolge muscoli potenzialmente antagonisti e comporta una ipertonicità basale; alterazione della organizzazione somatotopica fra nuclei motori  e specifici muscoli facciali target, per blocco delle sinapsi eccitatorie ed inibitorie nella sede di lesione; riorganizzazione corticale in cui, nel tentativo di minimizzare i disturbi funzionali delle sincinesie,  possono essere innescati meccanismi di aumentata attivazione delle regione motoria controlaterale a fini di azione compensatoria.

Presentazione Clinica

Varia considerevolmente fra i vari pazienti. Quelli con sintomi tipici presentano sia ipertonicità a riposo che movimenti incoordinati dei muscoli mimici durante l’attività: involontaria chiusura degli occhi nel sorridere, parlare o masticare (oro-oculari) oppure involontari movimenti dei muscoli facciali chiudendo gli occhi (oculo-orali). Ipertonicità del muscolo depressore dell’angolo buccale può portare a diminuita escursione durante il sorriso e depressione dell’angolo modiolare a riposo.

Un ipertono del muscolo mentoniero può portare ad elevazione pronunciata del labbro inferiore nel sorridere. Fastidio per l’ipertono muscolare, specialmente del platisma, è comune .

Diagnosi

La diagnosi di sincinesie facciali è generalmente clinica. Studi elettrofisiologici possono essere utilizzati per individuare una attività sincinetica in fase precoce, ma la loro reale utilità è dibattuta.

Il rischio di sviluppare sincinesie facciali postparetiche dipende dal meccanismo e severità della lesione nervosa.   

È inevitabile dopo sezione nervosa prossimale ma non dopo lesioni nervose più lievi, come la neuroaprassia, che non disturba sufficientemente la continuità dei tubi endoneurali per causare rigenerazione assonale aberrante.

Condizioni più favorevoli per l’insorgenza di sincinesie sono l’insorgenza di paralisi di Bell in gravidanza; lesioni nervose prossimali, età avanzata, ipertensione, diabete.

Per quanto riguarda la stadiazione, il Facial Nerve Grading System 2.0 include una categoria per movimenti secondari attraverso 4 regioni facciali: fronte, occhio, solco nasolabiale e bocca, ognuno valutato da 0 (no sincinesie) a 3 (sincinesie severe).

Altre comuni scale di valutazione utilizzate sono the Sunnybrook facial grading scale e the eFACE Clinician-Graded Electronic Facial Paralysis Assessment.   

The Sunnybrook facial grading scale richiede una valutazione del grado di contrazione muscolare involontaria.  

L’ eFACE assessment include anche una sottosezione che valuta la severità delle sincinesie osservate in ciascuna regione: oculare, mediofacciale, mentale e platismale ciascuna con una scala da 0 a 100.

Attualmente l’unica valutazione soggettiva da parte del paziente è ottenuta con il Synkinesis Assessment Questionnaire che contiene 9 quesiti che attestano la frequenza e severità di diverse comuni situazioni di disagio causati dalle sincinesie.

Trattamento

Non invasivo  
Diverse tecniche non invasive sono utilizzate nella riabilitazione di pazienti con sincinesia facciale: elettroterapia, fisioterapia, massaggio, biofeedback, agopuntura, ed esercizi di rilassamento facciale, anche se non esistono protocolli codificati sulla base di indicazioni e risultati valutati.

Il Facial electromyography feedback training, mostrando l’attività elettrica di vari muscoli in tempo reale, ha dimostrato di ridurre l’attività sincinetica, ma di non riuscire a prevenirne lo sviluppo.

Chemodenervazione  
La Tossina Botulinica è comunemente utilizzata nel trattamento delle sincinesie facciali.

La selezione del sito di iniezione ed il dosaggio deve essere inizialmente conservativo e titolato in base al feedback del paziente, soprattutto quando l’obiettivo è la muscolatura periorbitaria, dato che può inavvertitamente lasciare il paziente incapace di chiudere completamente gli occhi.

Gli altri muscoli trattati sono il depressore anguli oris, il muscolo mentoniero, il platisma. 

Spesso sono necessari più trattamenti con l’aumento della dose di Tossina Botulinica A, dovuto allo sviluppo di anticorpi neutralizzanti.

Terapia Chirurgica
Le operazioni più frequentemente effettuate per le sincinesie facciali sono miomectomie selettive e neurectomie selettive sulla base di una mappatura delle branche facciali ottenuta utilizzando un neurostimolatore per individuare quelle responsabili dei movimenti disfunzionali.

Chuang et al. hanno proposto un intervento più esteso che inizia con un cross facial nerve graft seguito, da 6 a 9 mesi dopo, da trasferimento muscolare funzionale libero con resezione in blocco delle branche zigomatiche e buccali con i rispettivi muscoli innervati

Patofisiologia come Guida per Futuri Trattamenti
Data l’improbabilità di un intervento allo stadio iniziale delle sincinesie possa indirizzare la crescita di migliaia di assoni verso i loro fasci nervosi originali, recentemente la ricerca scientifica si è focalizzata sulla innervazione polineuronale e le modificazioni corticali.

Gli interventi attuati su modelli animali per maniplolare la innervazione polineuronale includono l’elettrostimolazione.

Anche la stimolazione manuale dei muscoli paralizzati sembra ridurre il grado di innervazione polineuronale, migliorando l’organizzazione dei nuclei facciali.

Queste terapie appaiono più efficaci se sono iniziate precocemente, fatte giornalmente e continuate per parecchi mesi.

Un altro intervento promettente riguarda la iniezione intramuscolare di fattori neurotrofici come brain-derived neurotrophic factor (BDNF) e  fibroblast growth factor 2 (FGF2). Questi fattori si sono dimostrati efficaci in studi animali per ridurre la reinnervazione polineuronale. Non vi sono ancora studi testati sull’uomo.

BIBLIOGRAFIA
Benjamin Rail, Dominic Henn, Edward Wen, et al., Diata Tavares-Ferreira, Fhai M. Rozen.Clinical perspective of the pathophysionogy of facial synkinesis. Anarrative review. Jama Otolaryngol Head Neck Surg, 2025 doi 10.1001/jamaoto.2024.4489

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Videoendoscopio portatile utile nella di iniezione intratimpanica di steroidi

Videoendoscopio portatile utile nella di iniezione intratimpanica di steroidi. Uno studio retrospettivo ha comparato l’efficacia della iniezione intratimpanica di desametazone con videoendoscopio portatile rispetto all’endoscopio tradizionale nella sordità improvvisa neurosensoriale (ISSNHL).     

Entrambi i 2 gruppi di 68 pazienti ciascuno presentavano simile miglioramento uditivo dopo il trattamento, maggiore, ma con differenza non statisticamente significativa, nel gruppo con endoscopio portatile (71.67% total effective rate vs 50.00%, P = .012).

L’otoendoscopio portatile offre il vantaggio di maggiore convenienza, più alta compliance del paziente e, potenzialmente, maggiore efficacia.

Inoltre il suo uso è più agevole per i principianti e consente un migliore utilizzo per l’insegnamento inducendo a preferirlo.

BIBLIOGRAFIA
Ruru TianJinv DingJianhua Jiang.Portable Video Otoscope for Intra-Tympanic Dexamethasone in ISSNHL Treatment: A Promising Method.Ear Nose Throat J 2025 Jan 28:1455613251313916. doi: 10.1177/01455613251313916.

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