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Il numero di linfonodi sentinella identificati è predittivo di falsi negativi (FN-SLNB)

Il numero di linfonodi sentinella identificati è predittivo di falsi negativi (FN-SLNB). Uno studio Giapponese ha condotto una analisi per identificare, nel gruppo di 131 pazienti con carcinoma del cavo orale in fase precoce trattati con Linfonodo sentinella, i fattori predittivi per i Linfonodi Sentinella falsi negativi (FN-SLNB).

Nella loro precedente esperienza era abbastanza elevato, pari al 15%.

Il tasso di linfonodi FN tendeva a diminuire con il numero di linfonodi sentinella identificati: 15% FN nel gruppo 1-2 linfonodi vs 1.9% di FN se i SN erano 3 o più) (p=0.013).

La conclusione degli autori è che le tecniche di immagini diagnostiche come la SPECT/CT dovrebbero essere utilizzate per migliorare l’accuratezza diagnostica del fenomeno shine-through, cioè l’elevata radiocaptazione nella sede di iniezione che maschera l’identificazione dei SN più vicini.

Un più attento e precoce controllo postoperatorio del rischio di recidiva linfonodale dovrebbe essere attuato nei pazienti con solo 1-2 linfonodi sentinella identificati, proponendo eventualmente uno svuotamento elettivo nei pazienti in cui un solo linfonodo sentinella sia stato identificato.

BIBLIOGRAFIA
Koiki Miura, Daisuke Kawakita, Isao OZe, Motoyuki Suzuki, Masashi Sugasawa  et al. Yoshiko Murakami & Yasuhisa Hasegawa. Predictive factors for false negative following sentinel limph node bioppsy in early oral cavity cancer. Scientific Reports   2022 , https\\doi.org/10.1038/s41598-022-10594-1

il numero di linfonodi sentinella prof

Nella nostra esperienza non abbiamo riscontrato questa correlazione. Anzi il numero relativamente basso di linfonodi sentinella (la nostra media è 2.2) è un fattore positivo per l’utilizzo della metodica. Non arriverei mai a consigliare uno svuotamento se è stato identificato un solo linfonodo sentinella! Meglio certo la SPECT-CT (la sto utilizzando anch’io ora) ma, la Linfoscintigrafia statica e dinamica, unitamente al probe ci hanno sempre consentito di identificare almeno un LS in tutti i casi (globalmente 76 casi trattati).

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La radiografia dinamica digitale alternativa alla laringoscopia nella paralisi cordale transitoria

La radiografia dinamica digitale alternativa alla laringoscopia nella paralisi cordale transitoria. La Radiografia Dinamica Digitale (DDR) con alta risoluzione temporale e spaziale permette una valutazione agevole e meno invasiva delle corde vocali in caso di paralisi (VCP), rispetto alla Laringoscopia.

In uno studio comparativo giapponese su 78 pazienti, la DDR ha mostrato una sensitività del 67% ed una specificità del 100%.

Il cutoff per valutare il movimento cordale (VCM) qualitativo e quantitativo è 2.4 mm.

Tutte le VCP transitorie avevano un VCM positivo a 3 settimane e confermato a 2 mesi.

La VCP permanente aveva rispettivamente VCM negativa nel 50 % e 75% a 3 settimane e 2 mesi.

BIBLIOGRAFIA
Yukimi ShibuyaKoichi HiranoMakoto MiyamotoTomoya MitsumaYoko Nakazato , Noritsugu MatsutaniRyota TanakaHaruhiko MachidaHaruhiko Kondo Comparison of the diagnostic and prognostic abilities of flexible laryngoscopy and dynamic digital radiography for vocal cord paralysis: A prospective observational study.Head Neck.2024 Jun;46(6):1280-1293. doi: 10.1002/hed.27756

radiografia dinamica digitale prof

La fibrolaringoscopia con fibroscopio flessibile rimane ancora la metodica elettiva per la sua semplicità, diffusibilità, costo e mininvasività dei fibroscopi di piccolo calibro nella valutazione morfologica e funzionale delle corde vocali, paretiche e non. Importanti sono anche le informazioni sulla morfologia del compenso che possono influenzare necessità e tempistica della riabilitazione logopedica

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

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Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

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Disventilazione frontale: senotomia dilatativa con balloon

Disventilazione frontale: senotomia dilatativa con balloon. Il video mostra un caso di disventilazione frontale con cefalea frequente ed invalidante.

La Tac evidenziava una ostruzione pressoché completa dell’aditus al seno frontale dovuto alla conformazione anatomica. In tali casi, con la presenza di queste due condizioni, l’indicazione alla dilatazione endoscopica con balloon rappresenta il gold standard.

disventilazione frontale 2

L’intervento è mininvasivo perché è endoscopico e limitato alla sede del problema. L’approccio con balloon è sicuro, perché solo quando il catetere dotato di fibra ottica è posizionato nel seno frontale (lo spot luminoso circolare mobile è patognomonico) il balloon scorre sul device in posizione corretta senza poter seguire false strade.

disventilazione frontale 3

La superficie liscia del balloon consente di microfratturare le cellette etmoidali che restringono il canale al seno frontale in modo poco traumatico, evitando il rischio di sinechie e ristenosi a distanza, che con la chirurgia tradizionale raggiunge anche il 60%.  

La dilatazione a bassa pressione viene mantenuta per circa un paio di minuti e ripetuta una seconda volta.

Vengono generalmente trattati entrambi i lati. Il device preferenziale che uso da tempo è XPreSS Low profile (Striker®) che unisce alla maneggevolezza, la possibilità di modellare agevolmente la punta dello strumento con apposito adattatore a seconda del seno interessato, la presenza di fibra ottica a scorrimento, la possibilità con la stessa mano che regge lo strumento di far avanzare il balloon nella posizione desiderata. Il gonfiaggio è agevole ed effettuato generalmente dalla strumentista.

disventilazione frontale 4

L’intervento nella mia esperienza è privo di complicanze se vengono rispettati questi principi. In un solo caso non sono riuscito ad inserire il catetere guida nel seno frontale e non ho in tal caso eseguito la procedura.

Sulla cefalea il risultato è immediato con una percentuale di successo duraturo (miglioramento significativo del dolore) che si attesta a circa il 93%.

Finora non ho riscontrato formarsi di ristenosi a distanza che consigliassero nuova procedura chirurgica con tecnica tradizionale.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Frontal Balloon Sinuplasty (Video)

Senotomia dilatativa frontale con Balloon (Video)

Sinusoplastica con Balloon e sinusite cronica dell’infanzia

Senotomia Frontale Dilatativa con XPRES BALLOON (Entellus®) (Video)

Senotomia frontale dilatativa con Balloon Acclarent (Video)

Metastasi linfonodali controlaterali nei carcinomi squamosi della tonsilla

Metastasi linfonodali controlaterali nei carcinomi squamosi della tonsilla. Uno studio di review della Loma Linda University Health, Loma Linda, California, U.S.A ha riscontrato che la prevalenza globale di metastasi linfonodali controlaterali nei Carcinomi squamosi della Tonsilla è del 10%, suddivisa fra 8% nei T1/T2 e 19% nei cT3/T4.

In caso di collo NO l’incidenza è dell’1%, che sale invece al 12% nei casi N+.

La sede più frequente delle metastasi è il II livello (81%) e III livello (19%). Nessuna metastasi era presente al I livello.

BIBLIOGRAFIA
Nihal PunjabiArjun SharmaJamie ParkKari KennedyJared C Inman. A Systematic Review of Occult Contralateral Neck Metastasis in Tonsillar Squamous Cell Carcinoma.Laryngoscope, 135:27-33, 2025.DOI: 10.1002/lary.31677

metastasi linfonodali controlaterali prof

I risultati di questo studio suggeriscono di proporre uno svuotamento Selettivo controlaterale (livelli II-IV) nei casi T3/T4 soprattutto se vi sono linfonodi omolaterali sospetti. Nei casi T1/T2 o N0 la probabilità di avere metastasi controlaterali è < 10% ed è quindi opportuna una corretta informazione e discussione con il paziente sui rischi/benefici della procedura. Rimangono in gioco la biopsia del Linfonoso Sentinella o mantenere una politica di wait and see stretta.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i link qui sotto:

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La CPAP diminuisce il rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari avversi nell’OSA

La CPAP diminuisce il rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari avversi nell’OSA. In uno studio statunitense basato su una popolazione di 888 .835 pazienti adulti affetti da OSA (età media 73 anni, 43.9% donne; 0.9 asiatici, 5.3% neri e 85.5% bianchi) i portatori di CPAP (290.015 soggetti pari al 32.6%) avevano minor mortalità per tutte le cause (HR= 0.53) e minor incidenza di rischio di eventi cardiovascolari avversi (MACE) (HR= 0.90), fra i giovani adulti.

La ventilazione a bassa pressione positiva (PAP) rappresenta tutt’ora la prima linea di terapia per le OSA moderate-severe.

I risultati migliori si avevano con un inizio precoce ed un alto utilizzo.

BIBLIOGRAFIA
Diego R.Mazzotti, Lemuel R. Waitman, Jannifer Miller, et al. . Krishna M Sundar,  Nancy H. Stewarts, David Gozal, Xing Song. Positive Airway Pressure, Mortality, and Cardiovascular Risk in Older Adults With Sleep Apnea.JAMA Netw Open. 2024;7(9):e2432468. doi:10.1001/jamanetworkopen.2024.32468

cpap prof

Dopo una Polisomnografia con un quadro di OSA moderato severo propongo sempre l’utilizzo della CPAP. Il problema è la compliance a la tollerabilità. Soggetti giovani spesso la rifiutano da subito e non la vogliono neppure provare. Chi ha una importante ostruzione nasale non riesce a portarla. Spesso i pazienti che hanno perso peso vogliono liberarsene. In tutti questi casi la Chirurgia multisede in unico tempo personalizzata dopo la Sleep Endoscopy ha un suo significato ed i risultati sono buoni!  Se ti ritrovi in una di queste condizioni vieni a fare una visita e valutiamo se ci sono i presupposti per liberarti della CPAP

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA

Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Prevalenza delle vertigini nei pazienti con OSA

OSA Workshop: 21-22 Marzo 2024

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

MAD migliore della terapia combinata aerea e posizionale nella roncopatia 

Anche le donne russano. E altrettanto forte

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Apnee notturne, in Italia 6 milioni di potenziali pazienti

Risultati clinici a distanza della Expansion Sphinteric Pharyngoplasty ­nel trattamento dell’OSAS

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

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Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

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OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Diagnosi e trattamento della rinite allergica (parte II)

Diagnosi e trattamento della rinite allergica (parte II). Uno studio statunitense ha effettuato una review della Letteratura (1996-2023) su diagnosi e trattamento della Rinite Allergica, pubblicato su JAMA. Vengono di seguito riportati e tradotti i punti essenziali della terapia. Nella precedente pubblicazione, l’inquadramento e la Diagnostica.

Trattamento

Interventi ambientali

La prima linea terapeutica per la rinite allergica è la rimozione degli allergeni ambientali che causano i sintomi.  Gli allergeni dentro casa rilevanti sono polvere, animali (gatti, cani, roditori, uccelli) spore di muffa, blatte. I pazienti allergici al polline devono tenere chiuse le finestre. L’utilizzo dell’aria condizionata può ridurre l’esposizione agli aeroallergeni esterni. La polvere si accumula nei materassi, cuscini, molle dei letti, tappeti, coperte, oggetti appesi.  Generalmente è opportuno rivestire i materassi ed utilizzare coperte impermeabili. Mantenere livelli di umidità interna tra 30% e 50% usando anche un deumidificatore esterno può prevenire o diminuire la propagazione dell’acaro della polvere che prospera nell’ambiente umido. 

L’esposizione ai peli di cane o gatto può essere ridotta mantenendo gli animali rigorosamente fuori dalla camera da letto ed usando filtri aero particolati ad alta efficienza nelle stanze dove si svolge la maggior parte dell’attività casalinga. Cani a pelo lungo (barboncini, Maltese) tendono a spargere meno peli e sono meno allergizzanti rispetto a cani a pelo più corto. Una disinfestazione è necessaria per eliminare blatte e roditori seguita da attenta pulizia per ridurre l’effetto degli allergeni.

Questi interventi di controllo ambientale devono essere periodici, frequenti e sono discretamente costosi

Altri agenti inquinanti gli ambienti interni che possono aggravare la rinite allergica e non allergica e l’asma sono nitrogen dioxide dalle stufe a gas, stufe a kerosene, ozono dagli apparecchi elettrici e componenti chimici organici volatili come soluzioni detergenti, vernici e solventi. Il filtraggio e frequente ricambio di aria devono essere implementati nell’ambiente di casa e di lavoro per migliorare la qualità dell’aria respirata.

Farmacoterapia

L’obiettivo della terapia è ridurre al minimo i sintomi della rinite allergica.

La prima linea di trattamento per la rinite allergica intermittente comprende l’assunzione orale di antistaminici di seconda generazione come fexofenadina, cetirizina, levocetirizina, and desloratadina. Non esistono studi che dimostrino la superiorità di una di queste molecole di seconda generazione sull’altra.  

In seconda battuta, dopo gli antistaminici, possono essere agenti leucotriene-modificati come montelukast, che ha effetti collaterali simili a quello degli antistaminici di seconda generazione oltre a incrementare in alcuni individui ansietà, depressione ed incubi.  Loratadina, cetirizina, e levocetirizina sono disponibili senza prescrizione.

Una ulteriore terapia di prima linea comprende l’utilizzo di spray nasali a base di antistaminici (azelastine od olopatadine) e corticosteroidi intranasali (fluticasone, triamcinolone, budesonide o mometasone). Tutte queste terapie sono accessibili senza prescrizione medica.

Il trattamento delle rinite allergica persistente può comprendere terapie combinate con spray intranasali combinati a base di antistamninici e cortisonici, con o senza antistaminici di seconda generazione.

I cortisonici intranasali riducono l’infiammazione nasale e sono considerati dalla maggior parte dei consensi e raccomandazioni come la prima linea monoterapica topica per le forme di rinite allergica moderata/severa. L’effetto collaterale più comune dei corticosteroidi topici è il sanguinamento nasale (epistassi), che ha una frequenza variabile fra 4-8% nell’uso breve, 20-28% nell’uso protratto durante l’anno. Più raramente possono intervenire erosioni od ulcerazioni settali, aumento della pressione intraoculare  in pazienti a rischio di o affetti da glaucoma, anche se questo non costituisce una reale controindicazione. 

Gli antistaminici di seconda generazione sono generalmente ben tollerati perché sono antagonisti selettivi dei recettori H1 e non passano la barriera ematoencefalica, né si legano a recettori colinergici. Non danno pertanto effetti sedativi e secchezza. Gli antistaminici intranasali sono altrettanto ben tollerati ma possono causare eccessiva secchezza della mucosa nasale, epistassi ed in alcuni casi mal di testa. Questa farmacoterapia può agevolmente essere somministrata dai 6 anni in su, naturalmente adeguando i dosaggi.

La presenza di una deviazione settale o una importante ipertrofia dei turbinati può impedire l’efficacia completa di queste terapie.

L’utilizzo di corticosteroidi intramuscolari non sono raccomandati nel trattamento della rinite allergica stagionale o nella rinite allergica perenne a causa dei ben documentati effetti avversi cumulativi.

Nelle forme di esacerbazione severe, acute, di rinite allergica stagionale, che si manifestino con attacchi persistenti di starnuti, rinorrea, congestione e sgocciolamento nasale, pressione sinusale, mal di testa persistenti, può essere utile un breve ciclo di steroidi orali ad alte dosi (35-40 mg per 5-7 giorni). La prevenzione delle esacerbazioni si ottiene generalmente con l’utilizzo di cicli di steroidi nasali da soli od in associazione agli antistaminici, partendo prima dell’inizio della stagione della allergia.

Per ridurre I sintomi della rinite allergica possono essere utili le irrigazioni nasali con soluzioni saline a basso o alto volume isotoniche o ipertoniche, che hanno anche il vantaggio di essere poco costose e di mantenere i vantaggi per tempi lunghi (3 mesi)

Immunoterapia

I pazienti che sono risultati sensibili ad aeroallergeni con prick test e test sierologici e che siano sintomatici nonostante la terapia ottimale effettuata e le modifiche ambientali attuate, dovrebbero essere presi in considerazione per la terapia immunoallergenica.

La terapia immunoallergenica induce tolleranza agli allergeni e previene la progressione verso le condizioni di comorbidità (sinusite ed asma). Le più comuni terapie immunoallergeniche sono quella sottocutanea e quella sublinguale, entrambe approvate dalla US Food and Drug Administration.

Il meccanismo d’azione agisce modulando il sistema immunitario innato con una diminuzione delle mast cells locali, dei basofili, eosinofili e delle cellule linfoidi innate di tipo 2. Queste immunoterapie possono anche interferire con il sistema immunitario adattivo inducendo anticorpi che bloccano le igG allergene specifiche, le citochine immunosoppressive, le cellule T regolatrici e le cellule B con un meccanismo che non è ancora completamente chiarito. 

L’immunoterapia sottocutanea deve essere somministrata da un allergologo o da un otorino esperto in ambulatorio attrezzato dove possano essere effettuate medicazioni di emergenza (adrenalina) in caso di reazione allergica. Gli effetti collaterali sono generalmente limitati a prurito del palato che può essere fastidioso e dare ansia.  Con i protocolli tradizionali, per ottenere una dose di mantenimento efficace possono essere necessari anche oltre 6 mesi.

I protocolli Cluster utilizzano dosaggi più rapidi che comportano somministrazione di multiple iniezioni ogni giorno per 3-4 gg in modo da ottenere più alte concentrazioni e raggiungere benefici più rapidi ed efficaci rispetto ai protocolli convenzionali. Per prevenire reazioni locali e sistemiche questi pazienti vengono premedicati con

H1 antihistaminici, H2 antihistaminici, agenti leucotriene-modificanti.

Le reazioni avverse (congestione nasale, starnuti, laringospasmo, nausea, vomito, diarrea) sono stimati circa 1 caso su 1000 iniezioni, una reazione anafilattica coinvolgente almeno 2 organi 1: 160000 iniezioni circa. Se la terapia immunogenica è ritenuta soddisfacente dovrebbe essere continuata per 3-5 anni. Il costo della terapia immunogenica annuale si aggira negli US intorno a $ 5000.

Prognosi

Se la diagnosi è corretta, il trattamento medico e comportamentale adeguato, la prognosi è eccellente. Sui casi che rispondono meno, rimanendo sintomatici, bisogna considerare le ipotesi di diagnosi miste (rinite non allergica concomitante) o di condizioni anatomiche sfavorevoli (deviazione setto ed ipertrofia turbinati) o di poca aderenza ai farmaci o di non rispetto delle condizioni di igiene ambientale (mantenimento degli animali domestici etc). In tal caso questi pazienti vanno indirizzati in ambito allergologico.

BIBLIOGRAFIA
Jonathan A. Bernstein, MD1; Joshua S. Bernstein, MD1; Richika Makol, MD2; et al. Stephanie Ward.Allergic Rhinitis A Review.JAMA. 2024;331(10):866-877. doi:10.1001/jama.2024.0530

Per ulteriori approfondimenti, si può consultare la prima parte dell’approfondimento ed i correlati al link seguente

Diagnosi e trattamento della rinite allergica (parte I)

Lo svuotamento elettivo migliora la prognosi del Carcinoma Mucoepidermoide high grade delle ghiandole salivari

Lo svuotamento elettivo migliora la prognosi del Carcinoma Mucoepidermoide high grade delle ghiandole salivari. Uno studio della University of Pennsylvania, Philadelphia, USA su 310 pazienti con Carcinoma Mucoepidermoide (MEC) high-grade della parotide in stadio T3-4, ha dimostrato che quelli sottoposti a Svuotamento Latero Cervicale elettivo pN0) mostravano una sopravvivenza libera da malattia e globale a 5 anni significativamente superiore rispetto ad analoghi pazienti cNO non svuotati e sottoposti a Radioterapia sul collo. 

BIBLIOGRAFIA
Kush Panara,  Neel SangalDeepak LakshmipathyKarthik Rajasekaran. Survival Impact of Elective Neck Dissection and Adjuvant Radiation in N0 High-Grade Mucoepidermoid Carcinoma. Otolaryngol Head Neck Surg.  2024 Mar 1. doi: 10.1002/ohn.69

svuotamento elettivo prof

Concordo con l’opportunità di sottoporre i pazienti con diagnosi citologica o intraoperatoria di Carcinoma Mucoepidermoide ad alto grado a svuotamento latero cervicale elettivo dei livelli I-III. Nella mia esperienza i carcinomi mucoepidermoidi rappresentano il 25 % dei  tumori maligni ed in tutti i casi di High Grade è stato fatto lo svuotamento latero cervicale.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Problemi diagnostici nella patologia neoplastica delle ghiandole salivari: i quesiti del clinico e le risposte del radiologo

Oncocitoma delle Ghiandole Salivari

Valore dei margini di resezione “close” nei tumori low-intermediate grade delle ghiandole salivari maggiori 

Lecture: i tumori delle ghiandole salivari

Epidemiologia dei tumori delle ghiandole salivari maggiori

Quiz Case Report 1: Parotid

Quiz case report 3: Neck mass

Metastasi Linfonodali occulte nei Tumori delle Ghiandole Salivari

Ghiandole Salivari: il Tumore di Warthin

Carcinoma Adenoide Cistico delle Ghiandole Salivari

Tumori delle ghiandole salivari

Tumori delle ghiandole salivari: confronto agoaspirato e agobiopsia

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The Milan System for Reporting Salivary Gland Cytopathology

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Calcoli Salivari: la Scialoendoscopia

I Calcoli Salivari

La Risonanza Magnetica multiparametrica della Parotide migliora l’accuratezza diagnostica fra Tumori benigni e maligni

Carcinoma Mucoepidermoide della Parotide

Carcinoma a Cellule Aciniche della Ghiandola Parotide

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

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Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

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Dupilumab superiore agli altri farmaci biologici nel trattamento della rinosinusite cronica polipoide

Dupilumab superiore agli altri farmaci biologici nel trattamento della rinosinusite cronica polipoide. Due diversi studi hanno dimostrato la superiorità del Dupilumab fra i farmaci biologici utilizzati nel trattamento della rinosinusite cronica.

Uno studio cinese di metanalisi della letteratura (1) ha messo a confronto l’efficacia dei vari farmaci biologici Dupilumab, Omalizumab, Benralizumab, Mepolizumab.

Il Dupilumab si è dimostrato superiore agli altri nel Nasal Polyp Score (NPS) nello score SNOT-22 e nella Congestione Nasale (NCS).

Secondo i risultati di uno studio della Virginia Commonwealth University Health Systems, Richmond, Virginia, U.S.A (2) nei pazienti con sinusite di tipo fungino, tra tutti i farmaci biologici efficaci nella CRS, soltanto il Dupilumab  riduce il riduce il rischio di Chirurgia Endoscopica (FESS), (rischio di riduzione assoluto (ARR ) = 6.97%,  p = 0.001), il ricovero ospedaliero, (ARR 16.93%, p < 0.001), gli accessi al PS  (ARR 13.15%,  < 0.001), e l’insorgenza di sinusite acuta (ARR 7.17%,  p = 0.005).

BIBLIOGRAFIA

1- Huikang WangXinjun XuZhaoyang Lu , Zhaoxue ZhaiLiting ShaoXicheng SongYu Zhang. Efficacy of different biologics for treating chronic rhinosinusitis with nasal polyps: a network meta-analysis. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2025 Feb;282(2):559-569. doi: 10.1007/s00405-024-08903-7.

2 Mihai A BentanGraham Pingree , Lawrance LeeThomas FitzpatrickTheodore Schuman Impact of Biologics on Surgery in Chronic Rhinosinusitis with Polyps and Allergic Fungal Sinusitis.  Laryngoscope 2025 Feb;135(2):593-601. doi: 10.1002/lary.31774.

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Diagnosi e trattamento della rinite allergica (parte I)

Diagnosi e trattamento della rinite allergica (parte I). Uno studio statunitense ha effettuato una review della Letteratura (1996-2023) su diagnosi e trattamento della Rinite Allergica, pubblicato su JAMA. Vengono di seguito riportati e tradotti i punti essenziali. Nella prossima pubblicazione, la Terapia.

 Introduzione

Si stima che la rinite allergica coinvolga il 15% della popolazione statunitense (circa 50 milioni di individui in USA e 500 milioni nel mondo) e sia associata con la presenza di asma, eczema, sinusite ricorrente o cronica, tosse e cefalea. La qualità di vita ne risente per stanchezza da alterazioni del sonno (40%), disturbi cognitivi e della memoria, ansia e depressione (30%), peggioramento delle performance lavorative (circa l’82% degli adulti) e scolastiche (circa il   92% dei ragazzi). I costi sociali dovuti all’assenteismo lavorativo e scolastico ed al peggioramento delle comorbidità sono elevati.

Patogenesi

La reazione allergica nasale avviene quando la interruzione della barriera epiteliale permette agli allergeni di penetrare la mucosa epiteliale nasale, inducendo una risposta infiammatoria T helper di Tipo 2 con il rilascio di citochine (es, IL-4, IL-5, IL-13).  Questo processo promuove da parte delle cellule B la produzione di IgE antigene specifiche che si legano ai recettori sui mastociti, cellule di Langerhans, monociti e basofili. Una riesposizione all’antigene sensibilizzato è riconosciuta dal sito delle IgE legato a mastociti e basofili causando attivazione delle mast cells e rilascio di mediatori biochimici quali istamina, leukotrieni e fattore attivante le piastrine. Questi mediatori si legano ai recettori sui vasi sanguigni, ghiandole secernenti muco, e stimolano i nervi sensitivi inducendo I sintomi noti tipici della rinite allergica. La rottura delle cellule epiteliali rilascia altre citochine (es. thymic stromal lymphopoietin, IL-25, IL-33), che promuovono ulteriormente la risposta infiammatoria. Gli Eosinophili a loro volta entrano nella mucosa nasale in risposta a   IL-4 e IL-5 e rilasciano altre citochine, chemokine, leukotrieni, prostaglandine e proteine tossiche o enzimi che perpetuano l’infiammazione.     

I sintomi tipici della rinite allergica sono congestione nasale, rinorrea, scolo retronasale, starnuti, lacrimazione e prurito oculare, nasale e alla gola.

I pazienti con Rinite allergica stagionale all’esame rinoscopico hanno tipicamente turbinati edematosi e pallidi. Le manifestazioni cliniche sono prevalenti nella stessa stagione, soprattutto in primavera (52%) ed autunno (29%). Gli allergeni sono pollini dell’aria (da alberi, erba, fiori). Quelli con rinite allergica perenne hanno tipicamente turbinati eritematosi ed infiammati con secrezioni sierose simili a quelle che si riscontrano nelle forme di rinite cronica. Gli allergeni sono generalmente polvere, muffa, peli di animali etc.)

Si distingue anche una Rinite allergica intermittente definita come sintomatologia che si manifesta meno di 4 giorni consecutivi a settimana o meno di 4 settimane consecutive/anno ed una Rinite allergica persistente (sintomi per più di 4 gg a settimana e per più di 4 settimane consecutive /anno).

Diagnostica Differenziale

Gli studi internazionali evidenziano come i sintomi tipici che sono sempre presenti della rinite allergica sono rinorrea (90.38%) e congestione nasale (94.23%). 

I fattori di rischio della Rinite allergica comprendono una familiarità per allergie o asma o dermatite atopica, spesso associata al cibo. I neonati sono predisposti geneticamente di IgE specifiche ed una risposta infiammatoria di tipo 2 che promuove lo sviluppo di una rinite allergica.

Il microbioma intestinale caratterizzato da incremento di Bifidobacterium durante i primi 3-6- mesi di vita, seguito dalla colonizzazione con specie clostridiali, protegge gli infanti dallo sviluppo di infiammazione tipo 2.

Fattori che mantengono un normale microbioma intestinale includono parto vaginale, gestazione a termine, allattamento al seno, precoce esposizione ad animali domestici, presenza di due o più fratelli in casa e vita in ambiente rurale.

Fattori che distruggono il normale microbioma intestinale e predispongono i bambini alla atopia includono: precoce esposizione agli antibiotici; habitat urbano con incremento delle emissioni di CO2; parto cesareo; gestazione pretermine; 1 o nessun fratello.

Gli esami effettuati dallo specialista allergologo, nel sospetto di rinite allergica, comprendono prick test cutaneo ed esami sierologici scelti a seconda della sede geografica in cui il paziente vive.

Il primo test si basa sul posizionare una goccia di uno specifico allergene sulla cute dell’avambraccio e pungere con un ago biforcato la cute sottostante. Si elicita entro 15 minuti un pomfo e un arrossamento se il paziente è allergico.

Per gli aeroallegeni specifici la determinazione sierologica delle IgE specifiche utilizza una metodica enzimatica.

Entrambi i test includono piante, erbe e pollini dell’aria aperta (specie dell’Alternaria) e degli interni (eg, Aspergillus niger, Penicillium notatum) muffe, acaro della polvere, cani, gatti, e scarafaggi. La sensitività del prick test cutaneo è stata valutata pari all’ 85% con una specificità del 77% per la diagnosi di rinite allergica.

Se il prick test è negativo ed il paziente ha una reattività al contatto con cani e gatti, possono essere effettuate un numero selezionato di test intrademici, iniettando un piccolo volume dell’allergene sospetto sotto la cute dell’avambraccio aspettando la reazione entro 10-15 minuti. Questo test è comunque meno sensibile e specifico.

Sono privi di validazione scientifica altri test come end point titration test di neutralizzazione, provocazione, dosaggio degli anticorpi contro antigene dei leucociti e test elettrodermici.

Per i pazienti allergici con asma associata va effettuata la Spirometria

La diagnosi differenziale è con le riniti non allergiche che consistono di 7 condizioni di rinite cronica (da farmaci, ormonale, senile, gustatoria, atrofica, idiopatica e vasomotoria) associata a sintomi nasali in assenza di sensibilizzazione ad IgE specifiche ai test cutanei o sierologici.

La più comune è la rinite vasomotoria (71%) causata da meccanismi neuropatici che inducono vasodilatazione e di conseguenza congestione nasale, disfunzione tubarica, mal di testa, ovattamento uditivo, pressione sinusale, dolore ed aumento delle secrezioni nasali mucose. 

La rinite occupazionale si manifesta tipicamente sul posto di lavoro con esposizione ad agenti chimici (detergenti, sgrassatori, abrasivi e acidi) e agenti sterilizzanti (antisettici o disinfettanti). La rinite occupazionale frequentemente precede l’asma occupazionale. Può essere limitata indossando presidi di protezione individuale e applicando appositi filtri ed aerazione nel posto di lavoro.   

La rinite medicamentosa è effetto collaterale dell’uso di alcuni farmaci che comprendono FANS, Antipertensivi (beta bloccanti e calcioantagonisti) ed estrogeni contenenti contraccettivi orali. Il meccanismo d’azione è poco definito ma comporta vasodilatazione attraverso meccanismo neurogenico

Una attenta anamnesi e la risposta ad alcuni questionari possono aiutare nella definizione di rinite non allergica: assenza di stagionalità assenza di sintomi stagionali all’aria aperta (OR= 7.76), assenza di storia parentale di allergia (OR= 5.16), assenza di sintomi in presenza di gatti (OR= 3.82), presenza di sintomi vicino a profumi o fragranze (OR= 4.88), età > di 35 anni all’insorgenza dei sintomi (OR= 1.08).

Fino al 50% dei pazienti con rinosinusite cronica possono avere una rinite mista in cui i sintomi possono essere peggiorati dalla allergia. Se i sintomi avvengono a contatto con la polvere o quando viene tagliata l’erba non sono specifici nel distinguere una rinite allergica da una non allergica perché possono anche costituire un trigger da agente irritante

Comorbidità

Le comorbidità associate sono sinusiti virali o batteriche, congiuntivite, otite media, lacrimazione, cefalea, tosse, disturbi del sonno ed eczema.

Queste affezioni delle vie respiratorie superiori sono dovute alla persistenza dell’infiammazione o alla incrementata produzione di muco.

L’associazione tra rinite allergica ed asma può essere dovuta all’infiammazione provocata dal processo allergico locale nel naso che si estende fino ai polmoni.

Può essere coinvolto anche un meccanismo neurologico riflesso che coinvolge i neuroni spinali che si connettono con i motoneuroni responsabili della attivazione dei muscoli o delle ghiandole coinvolte nella secrezione del muco.

Trattare la rinite allergica con immunoterapia allergeniva (vaccini) può prevenire la progressione verso l’asma (rischio relativo 0.75).

Circa il 30% dei soggetti con rinite allergica può avere rinosinusite cronica con o senza poliposi, circa il 13.5% può avere cefalea o dolori muscolotensivi e circa il 25% può avere disturbi del sonno o apnea ostruttiva. Anche per queste comorbidità il trattamento dell’allergia le può limitare e prevenire.

BIBLIOGRAFIA
Jonathan A. Bernstein, MD1; Joshua S. Bernstein, MD1; Richika Makol, MD2; et al. Stephanie Ward.Allergic Rhinitis A Review.JAMA. 2024;331(10):866-877. doi:10.1001/jama.2024.0530

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Trauma acustico acuto: cortisone e ossigenoterapia iperbarica precoce migliorano il recupero uditivo

 Il trauma acustico acuto è una improvvisa ipoacusia neurosensoriale (SNHL) dovuta alla esposizione ad un rumore ad alta intensità.

Non vi sono linee guida condivise che indichino il trattamento migliore, anche se molti studi evidenziano come il cortisone possa aiutare nel ripristinare i livelli uditivi.

Un recente studio israeliano su 90 pazienti colpiti da trauma acustico acuto (almeno 30 dB di perdita sulle alte frequenze) ha evidenziato l’utilità di associare al cortisone la camera iperbarica.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi:

a) precoce, quando il trattamento iniziava entro 7 gg

b) tardivo, quando iniziava oltre gli 8 gg.

Globalmente la soglia uditiva media sulle alte frequenze risultava migliore dopo il trattamento in entrambi i gruppi (24,99 vs 40,26 dB pre), mentre nel gruppo trattato precocemente i risultati erano significativamente migliori (media 21.93dB vs 31.19 dB del gruppo tardivo.

In conclusione, di fronte al trauma acustico acuto il trattamento steroideo classico + camera iperbarica precoce (entro 7gg) garantiscono un miglior recupero uditivo.

BIBLIOGRAFIA
Yoni E GutkovichMaayan ManheimRina VelerAmit Geva,  Dror Tal . Hyperbaric oxygen therapy and corticosteroids as combined treatment for acute acoustic trauma. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2025 Jan 25. doi: 10.1007/s00405-025-09246-7.

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