Le reazioni avverse tissutali ai filler possono mimare lesioni neoplastiche.
Un recente lavoro brasiliano ha studiato 23 casi di reazione avverse all’utilizzo di filler in ambito maxillo facciale, prevalentemente a base di Polymethyl-methacrylate.
In tutti i casi, ad eccezione di acido hialuronico e polyacrylamide hydrogel, si evidenzia una reazione macrofagica significativa, frequentemente associata alla formazione di cellule giganti.
Vi sono specifiche reazioni ai coloranti vitali per ciascun composto.
Immunoistochimica per CD68 e Blu di Toluidina sono utilizzati nei casi dubbi.
BIBLIOGRAFIA Ana Cristina Tetzner, Laura Regina Mendes Viana, Lucas Guimarães Abreu, Elismauro Francisco Mendonça, Diego Antônio Costa Arantes, Ana Carolina Uchoa Vasconcelos, Ana Paula Neutzling Gomes, Cassiano Francisco Weege Nonaka, Pollianna Muniz Alves, Roberto Onner Cruz Tapia, Ricardo Alves Mesquita, SÃlvia Ferreira de Sousa, TarcÃlia Aparecida Silva, PatrÃcia Carlos Caldeira. Adverse Reactions to Cosmetic Fillers in the Oral and Maxillofacial Region: Clinico-Pathological, Histochemical, and Immunohistochemical Characterization. Journal of Oral Pathology & Medicine , 2025 January https://doi.org/10.1111/jop.13604
Ricostruzione dopo asportazione di tumori del labbro. I Carcinomi squamosi del labbro sono una entità relativamente rara, costituendo circa il 2% dei tumori maligni della Testa e del collo. Colpiscono prevalentemente il sesso femminile e l’età 50-70 anni. Il labbro inferiore è più frequentemente interessato.
La presentazione iniziale è quasi sempre una ulcerazione della mucosa o del vermiglio cui segue un accrescimento infiltrativo e vegetante anche esteso.
Le metastasi linfonodali locoregionali non sono frequentissime (10-20%) spesso a comparsa tardiva, anche qualche mese dopo la comparsa del tumore.
La terapia è chirurgica e comporta demolizioni che possono essere anche estese e invalidanti dal punto di vista estetico e funzionale.
Il video mostra alcuni casi trattati durante la mia esperienza presso l’Ospedale San Carlo-IDI negli anni 2000-2015.
Nel primo caso la lesione era del labbro superiore con coinvolgimento della commissura. La ricostruzione è avvenuta allestendo un lembo cutaneo del labbro inferiore ruotato in senso orario a colmare la perdita di sostanza ed a ricostruire la commissura labiale.
Un secondo tempo permetterà una plastica della commissura stessa con il recupero di un aspetto fisiognomico e funzionale più che accettabile.
Per lesioni del labbro inferiore centrali, di entità < 2/3 della totale estensione del labbro stesso, viene proposta la ricostruzione di Karapandzic, con allestimento di due lembi cutanei dai due emilabbri inferiori residui, scollati sul piano mucoso e vascolare e ravvicinati a ricostruire la perdita di sostanza.
Indispensabile è una incisione di scarico a livello del solco naso genieno superiore per consentire un migliore scivolamento.
Anche la ricostruzione sec Camille-Bernard è simile, ma esige due triangoli di scarico cutanei a livello labio-genieno esterno superiore.
Ogni tipo di ricostruzione naturalmente ha senso solo in presenza di una radicalità istologica microscopica che eviti il ricorso alla radioterapia complementare, che dal punto di vista funzionale può creare irrigidimento ed anche inestetismo.
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MAD migliore della terapia combinata aerea e posizionale nella roncopatia. Uno studio della Washington University ha messo a confronto 50 coppie affette da russamento, randomizzate fra un gruppo (55%) che utilizzava MAD (Mandibular advanced device) ed un altro (45%) che ricorreva a CAPT (terapia combinata aerea e posizionale: dilatatori nasali esterni, lavaggi nasali con mometasone, mouth taping e terapia posizionale laterale).
In tutti i pazienti si verificava un miglioramento del russamento primario, ma gli utilizzatori di MAD avevano una maggior riduzione della roncopatia a giudizio del partner (91%), rispetto al gruppo CAPT (58%).
10 pazienti, 2 del gruppo MAD ed 8 del gruppo CAPT non avevano tollerato la procedura ed erano stati parzialmente spostati di gruppo.
La terapia CAPT rappresenta la scelta terapeutica iniziale in chi non può permettersi l’acquisto del MAD che risulta piuttosto costoso.
BIBLIOGRAFIA Patrick Ioerger, Azadeh Afsharai, Firas Hentati, William Striber, Dorina Kallogjieri, Yo.El Ju, Jay F. Piccirillo.Mandibular Advancement vs Combined Airway and Positional Therapy for Snoring.A randomized Clinical Trial. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. Published online May 23, 2024. doi:10.1001/jamaoto.2024.1035
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L’asma associata alla infiammazione respiratoria cronica incide sulla maggiore severità della malattia COVID-19 (OR = 13), mentre la Rinite Allergica sembra avere un effetto potenzialmente protettivo (OR= 0.36).
Lo dimostra uno studio brasiliano su 122 pazienti affetti da Covid-19 ed equamente suddivisi in un gruppo di malattia severa (ammessi in Terapia Intensiva) ed un gruppo di malattia lieve (senza segni di polmonite virale od ipossia).
Complicanze oculari delle Rinosinusiti Acute. Le infezioni sinusali sono la causa più frequente di esoftalmo unilaterale nei bambini e la terza causa più frequente negli adulti dopo l’oftalmopatia di Graves e lo pseudotumore di Potter.
Le complicanze oculari delle rinosinusiti hanno infatti un picco di incidenza tra 5 e 10 anni e l’80% dei pazienti affetti risulta avere un’età inferiore ai 18 anni.
La sinusite etmoidale, mediante una estensione diretta dell’infezione attraverso una lamina papiracea assottigliata, rappresenta l’evenienza più comune.
In alternativa una flebite batterica retrograda, con lamina papiracea intatta, può raggiungere l’orbita attraverso i forami neurovascolari etmoidali anteriori ed inferiori o attraverso il sistema venoso oftlamico che è privo di valvole unidirezionali.
A livello anatomico, il setto orbitario (sottile tessuto continuazione del periostio orbitario verso il piano tarsale – limite anteriore dell’orbita e limite posteriore della palpebra) rappresenta una barriera contro la diffusione delle infezioni periorbitarie verso l’orbita insieme alla periorbita stessa.
Setto e periorbita consentono di suddividere le complicanze orbitarie in:
Presettali (Ascesso palpebrale) e Postsettali (Infezione orbitaria)
Periorbitarie: Ascesso sottoperiosteo e Cellulite orbitaria diffusa che possono evolvere in Ascesso intraorbitario intra od extraconico e successivamente in Trombosi del seno cavernoso- Meningite ed Ascesso sottodurale.
La distinzione fra forme pre settali e post settali è clinicamente rilevante per le differenti possibili complicanze e di conseguenza per la differente aggressività del trattamento da intraprendere.
complicanze orbitarie da sinusite acuta 3
I germi responsabili che si riscontrano nelle colture sinusali sono Streptococcus Pneumoniae, Hemophilus influentiae e Staphilococcus aureus. Sovente l’infezione è polimicrobica.
La clinica della cellulite orbitaria Pre-settale, che è la forma più comune, prevede Eritema/Edema della palpebra – assenza di proptosi e di dolore – Visione normale – Non limitazione dei movimenti oculari- possibile febbre
La forma post settale si contraddistingue per un edema massivo della palpebra, Proptosi, dolore severo, diminuzione del visus, limitazione di movimento oculari che sono dolorosi, possibile ascesso, deficit pupillari afferenti e febbre alta.
La diagnosi clinica fra cellulite orbitaria ed ascesso subperiosteo si basa sulla simmetria dell’esoftalmo nella cellulite e la asimmetria nell’ascesso e sulla limitazione, simmetrica nel primo caso ed asimmetrica nel secondo, delle motilità oculare. È imperativa la diagnostica per imaging con RM da preferire alla TC (accuratezza >80%) e l’esecuzione di emocoltura e coltura sinusale
La terapia della Sinusite acuta è antibiotica, in prima battuta con Amoxicillina / Amoxicillina-Ac Clavulanico in 3 somministrazioni al giorno e per un periodo di almeno 10gg.
In alternativa, nei casi in cui sia impossibile effettuare la terapia con Amoxicillina, Cefalosporine (Cefotaxime 2g x 2) o Fluorochinolonici (Levofloxacina 500 mg x2). In caso di complicanza orbitaria la via di somministrazione è preferenzialmente endovenosa.
In caso di complicanze oculari una consulenza oftalmologica è indispensabile e deve essere precoce.
Una esplorazione chirurgica è indicata in caso di evidenza (TC o RM) di coinvolgimento del SNC o di formazione di ascesso periosteo od orbitario che va immediatamente drenato.
La chirurgia endoscopica rinosinusale (ESS) passa in secondo piano in caso di complicanza orbitaria e può essere presa in considerazione successivamente, in presenza di sinusite.
Va sempre monitorata la acuità visiva.
La tromboflebite del seno cavernoso, causata nel 50-60% dei casi da Staphylococcus aureus, è una diagnosi clinica, che va indiscutibilmente confermata con studio RM per fare diagnosi differenziale con la cellulite orbitaria non complicata.
I segni clinici sono cellulite orbitaria, dolore sovraorbitario grave, edema e tensione mastoidea, coinvolgimento orbitario controlaterale e segni di infezione sistemica, quali cefalea, febbre, sensorio alterato, vomito, segni cerebrali.
La guarigione è rara, spesso con reliquati (1/6 con deficit visivi; 50% con deficit neurologici) e la mortalità per shock settico o infezione del SNC rimane elevata (30%).
BIBLIOGRAFIA Focus sulle complicanze delle rinosinusiti: Complicanze orbitarie . VideoCD , 2008
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Coinvolgimento della commissura anteriore: fattore prognostico sfavorevole nei tumori glottici trattati con laserchirurgia. Il coinvolgimento della commissura anteriore (AC) è considerato un fattore prognostico indipendente sfavorevole per I tumori glottici, trattati con microlaringochirurgia laser CO2 (TLM).
Uno studio retrospettivo turco su pazienti con T1 glottico conivolgente la AC ha evidenziato come sopravvivenza globale (OS) e sopravvivenza libera da recidive (RFS) erano più elevate in pazienti con stadi precoci di coinvolgimento della AC.
Un coinvolgimento tipo AC3 (pazienti con coinvolgimento della intera regione della AC su entrambi i lati della linea mediana) ed una estensione verticale, erano associate ad una prognosi negativa.
La cartilagine tiroidea con angolo stretto aumentava l’incidenza di recidive.
Simili risultati sono stati ottenuti da uno studio cinese in cui la sopravvivenza era inversamente proporzionale alla stadiazione di T per la estensione commissurale nei gruppi AC0, AC1, AC2, e AC3 (P = .004)
– 2 Di Wang, Yan Liu , Lianji Wen, Shuang Li, Shuna Zhu, Tuanjie Wang , Dan Yu . Oncological Outcomes of Transoral Laser Microsurgery for Early Stage Glottic Cancer with Involvement of the Anterior Commissure. Otolaryngol Head Neck Surg.2024 Jul;171(1):172-179. doi: 10.1002/ohn.767.
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Ofloxacina gocce migliora la guarigione della perforazione timpanica traumatica. L’uso di Ofloxacina gocce otologiche in pazienti con Perforazione traumatica della MT è risultata efficace nel ridurre i tempi di cicatrizzazione e migliorare il tasso di chiusura della perforazione. Sono le conclusioni di uno studio saudita di metanalisi su un totale di 502 pazienti.
Non sono stati notati effetti clinici significativi sull’udito mentre il rischio di infezioni è risultato ridotto del 13% rispetto al gruppo di controllo sottoposto alla sola osservazione.
Recidiva di Polipo Antrocoanale: trattamento endoscopico. Il video mostra un caso di recidiva di polipo antrocoanale trattato 4 anni prima.
La TAC in scansioni coronali mostra chiaramente la neoformazione che occupa interamente il seno mascellare di destra fuoriuscendo dall’antro ed invadendo la fossa nasale, che appare ostruita fino alla coana.
Il quadro è confermato dalla endoscopia con ottica 0°.
La strategia chirurgica è di sezionare il grosso polipo a livello dell’antro, suddividendo, per avere un miglior controllo, la porzione endosinusale da quella nasale, che viene asportata per prima.
La rimozione della parte mascellare avviene con strumenti endoscopici tradizionali: pinza di Heuwieser, microdebrider ed aspiratore angolato.
Rimossa la maggior parte della mucosa polipoide, l’esplorazione con ottica 45° consente di apprezzare una persistenza a livello della porzione antero inferiore del seno. Con curette angolata ed aspitatore, sotto controllo delle ottiche angolate, viene rimosso ogni residuo di mucosa potenzialmente responsabile della recidiva di polipo antrocoanale.
Per consentire un più agevole controllo durante le medicazioni topiche ed il follow up, si accompagna la asportazione del polipo con la apertura della bulla etmoidale ed una etmoidectomia anteriore. Il turbinato medio altresì viene ridotto, resecandone la porzione inferiore, avendo l’accortezza di lasciare la porzione dell’ascella quale repere indispensabile per eventuali futuri trattamenti chirurgici.
L’accurata emostasi termina la procedura.
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Claritromicina prolungata a basse dosi migliora i sintomi della sinusite cronica recalcitrante. Un totale di 18 pazienti affetti da Rinosinusite Cronica Refrattaria (RCRS) sottoposti a chirurgia endoscopica sono stati trattati con basse dosi (250 mg una volta al giorno) di Claritromicina orale per 12 settimane.
Dopo 4 settimane di trattamento è stato riscontrato un significativo miglioramento dei sintomi soggettivi quali congestione nasale, rinorrea, scolo retronasale e malessere generale.
Anche i reperti endoscopici del rinoedema e della rinorrea apparivano ridotti.
Un ulteriore significativo miglioramento era ottenuto al termine del trattamento di 12 settimane.
La terapia risultava ben tollerata e nessun significativo effetto collaterale era stato segnalato.
Lo studio del microbioma nasale mostrava un significativo decremento delle colonie di Streptococcus pneumoniae dopo 12 settimane di Claritromicina (P < .05), mentre la ricchezza, composizione e diversità erano simili a quelle pretrattamento.
Nello studio cinese la Claritromicina si è dimostrata efficace nel ridurre sintomi e segni clinici della RCRS avendo anche un effetto regolatore sul microbiota della cavità nasale.
Impatto dei piercing sulla salute orale. I dati di uno studio di metanalisi della letteratura (34 lavori considerati) ha evidenziato come i piercing orali/periorali sono più comuni nelle donne rispetto agli uomini e sono causa di diverse complicanze negative, di solito correlate alla posizione del piercing.
In particolare, i piercing orali sono associati a carie, accumulo di placca, gengivite/parodontite, fratture dentali, sanguinamento, infiammazione e gonfiore dei tessuti molli circostanti.
BIBLIOGRAFIA Ridout R . Oral piercing: what implications do these have on our oral health. Evid Based Dent. 25, 75-76 2024 Jun doi: 10.1038/s41432-024-00989-6