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Le E-cig inducono il fumo tradizionale negli adolescenti 

Le E-cig inducono il fumo tradizionale negli adolescenti. Secondo uno studio pubblicato da Tabacco Control, il rischio di fumare tabacco per i giovani che fumano e-cig è pari a quello dei loro coetanei di 50 anni fa.

Lungi dall’essere un’alternativa sicura, le e-cig  porterebbero i giovani verso le sigarette tradizionali.

Lo studio ha attinto da tre coorti nazionali britanniche: il National Child Development Study (NCDS)del 1974; il British Cohort Study (BCS) del 1986 ed il Millennium Cohort Study (MCS) del 2018.    

I ricercatori hanno valutato la prevalenza dell’abitudine del fumo rispettivamente nel 1974, 1986 e 2018, quando i partecipanti di ciascuna coorte avevano 16-17 anni.  

Lo studio conferma che, in generale, la prevalenza del fumo di tabacco tra gli adolescenti si è ridotta di un terzo nel giro degli ultimi 50 anni: dal 33% del 1974 al 25% nel 1986, fino al 12% nel 2018.

Molti fattori di rischio mantengono associazioni simili attraverso le generazioni: il consumo di alcol aumenta le probabilità di fumare di 2,87 volte nella coorte NCDS, 4,37 nella BCS e 3,15 nella MCS, per esempio.

Nella coorte più recente (MCS), l’unica esposta da adolescente alle e-cig, l’11% dei giovani ne riferiva l’uso corrente, il 41% un uso passato o sperimentale e il 48% non aveva mai svapato.

Ma, mentre i giovani che non hanno mai svapato hanno una probabilità di fumare bassissima (1,4%), la probabilità per quelli che svapano correntemente raggiunge il 32,6%, valore paragonabile alla popolazione del 1974. In pratica, la popolazione che usa  le e-cig ha un rischio  di fumare pari a quello generale della popolazione di oltre cinquanta anni fa. 

È legittimo sospettare, a livello precauzionale, che i successi ottenuti nella riduzione del fumo giovanile attraverso decenni di politiche di controllo del tabacco possano venire erosi dal diffondersi delle e-cig: il marketing sempre più aggressivo nei confronti di questa fascia di età dei prodotti a base di nicotina, che passa da strumenti come il packaging e l’aspetto esteriore dei dispositivi sempre più accattivante, all’ideazione di sapori fruttati più vicini al gusto dei giovani sta facendo sì che l’uso sia sempre più diffuso. 

Secondo i dati ESPAD– 2024 , sebbene si fumi meno di venti anni fa, a 16 anni fuma comunque quasi il 15% dei sedicenni ed oltre il 20% delle sedicenni ed il 40% degli utilizzatori di e-cig ha iniziato sotto i 15 anni di età.  

BIBLIOGRAFIA
M Mongilio, Jeremy Staff, Christopher H Set, Jennifer L Maggs, Rebecca J Evans-Polce. Risk of adolescent cigarette use in three UK birth cohorts before and after e-cigarettes. Br. J Med http://orcid.org/0000-0003-0649-8404Jessica
Massimo Sandal. Le e-cig portano indietro di 50 anni le lancette della lotta al fumo  –   Univadis  –  19/08/2025.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Esposizione al fumo di tabacco ed e-cig aumenta il rischio di tonsillectomia

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L’associazione apnee notturne-sinusite cronica aumenta il rischio di comorbidità e maggiori terapie

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L’associazione apnee notturne-sinusite cronica aumenta il rischio di comorbidità e maggiori terapie. L’associazione di Apnee Notturne e Sinusite Cronica (CRS-OSA) comporta un tasso maggiore di comorbidità (ipertensione, diabete mellito, obesità e asma) rispetto ai pazienti affetti da una sola delle patologie.

Nello studio del Thomas Jefferson University Hospital, di Philadelphia, Pennsylvania, USA  i pazienti affetti da CRS-OSA  andavano incontro a maggiore rischio di chirurgia endoscopica (ESS :OR 1.91), maggior uso di antibiotici (OR 3.24) e steroidi (OR 2.23)  rispetto ai pazienti con sola CRS.

BIBLIOGRAFIA
Emily GarveyAlexander DuffySruti TekumallaBita NaimiChase KahnAngela YangZachary UrdangDouglas FarquharMarc RosenGurston G NyquistElina ToskalaMindy Rabinowitz . Obstructive Sleep Apnea and Chronic Rhinosinusitis: Understanding the Impact of OSA on CRS Disease Burden. Otolaryngol Head Neck Surg. . 2024 Dec;171(6):1879-1886. doi: 10.1002/ohn.934.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti lihk:

Farmaco sperimentale migliora le apnee notturne ostruttive

La CPAP diminuisce il rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari avversi nell’OSA

Interventi di chirurgia del palato per OSA: confronto rischio complicanze

Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

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Rinosinusite cronica: da fenotipo a endotipo

Rinosinusite cronica: da fenotipo a endotipo. La sinusite cronica rappresenta il più comune disturbo respiratorio cronico la cui incidenza raggiunge negli USA il 12% della popolazione.

Incide significativamente sui costi sanitari e costituisce un impatto negativo sulla qualità di vita giudicato addirittura superiore alla cardiopatica cronica congestizia, alle malattie ostruttive polmonari croniche o al morbo di Parkinson.

Nelle definizioni di sinusite cronica sono comprese una serie di patologie che si manifestano con sintomi tipici della durata superiore a 3 mesi: congestione nasale, abnorme drenaggio nasale, pressione facciale, diminuito olfatto, unitamente a segni endoscopici e radiologici di infiammazione rinosinusale.

La classificazione fenotipica basata sulla presenza (CRSwNP) od assenza (CRSwithout NP) di polipi appare superata alla luce delle diverse risposte fornite dalla somministrazione dei farmaci biologici.

Un polipo nasosinusale piò essere presente in sottotipi di sinusite cronica che possono derivare da diversi processi patologici: rinosinusite allergica fungina, malattia respiratoria esacerbata dalla aspirina, fibrosi cistica, granulomatosi eosinofila con poliangite, granulomatosi con poliangite, polipo antrocoanale, malattia infiammatoria non specificata e persino papilloma invertito.

Il trattamento di queste diverse entità patologiche può variare significativamente fra opzioni mediche e chirurgiche che dipendono dal fenotipo della malattia, dalla sua gravità e dalle risposte alla terapia, ma anche dal processo infiammatorio sottostante la patologia.

Il processo infiammatorio nella CRSwNP inizia con la infiammazioni nei seni paranasali senza alcun polipo presente e rimane ancora misterioso quanto debba durare il processo infiammatorio cronico prima della manifestazione polipoide.

Similarmente anche la CRSwithout NP comprende varie patologie: sinusite infettiva batterica, discinesia ciliare primaria, disfunzioni immunitarie, granulomatosi con poliangite, infezioni odontogene, micetomi ed altre patologie.

La identificazione clinica della patofisiologia (identificazione endoscopica dei polipi, drenaggio purulento dai seni , reperto della TAC, reperto patologico (eosinofilia, neutrofilia, vasculite, elementi fungini, mucina allergica) e reperti di laboratorio (eosinofilia nel sangue periferico, leucotrieni nelle urine etc) consentono di classificare  la CSR in endotipi specifici che risponderanno in modo diverso alle diverse strategie terapeutiche (irrigazioni nasali saline, corticosterioidi topici e sistemici, antibiotici, chirurgia e farmaci biologici)

In altre parole nella CRS oggi si parla sempre più di endotipi, cioè sottotipi della malattia definiti dai meccanismi biologici ed immunologici che la causano e non solo dai sintomi o dall’aspetto clinico.

In modo semplificato gli endotipi principali sono legati al tipo di infiammazione presente. La classificazione per endotipi è importante perché guida la scelta terapeutica (steroidi chirurgia biologici) permettendo un approccio di medicina personalizzata.

Il più frequente e studiato è l’Endotipo di tipo 2 (T2-high).

E’ caratterizzato da infiammazione mediata da Th2 e da citochine come IL-4, IL-5 e IL-13 e periostina. E’ presente eosinofilia citologica e tissutale (>10 eosinofili/campo) ed ematica (>250-300/uL) ed IgE totali elevate.

Spesso si associa a poliposi nasale, asma bronchiale, allergia ed intolleranza alla aspirina (AERD).

Risponde bene alla terapia steroidea sistemica (scarsamente a quella topica) ed ai farmaci biologici: Dupilumab (anti IL4/IL13), Mepolizumab/Benralizumab (anti IL5), Omalizumab (anti IgE). Discretamente frequenti le recidive alla chirurgia.

L’endotipo non di tipo 2 (non-T2) è caratterizzato da una infiammazione prevalentemente neutrofila o mista. E’ più frequente nella CRS senza polipi nasali e coinvolge mediatori come IL-1, IL-6, IL-8, IL-17, TNF-a, IFN-γ.

Le IgE sono normali. È associato a infezioni batteriche croniche e fattori ambientali ed anatomici.

La terapia è spesso antibiotica, talvolta a lungo termine. Risponde bene alla terapia chirurgica endoscopica ed ai corticosteroidi (meno che l’endotipo T2). Non esistono farmaci biologici specifici.

Un terzo gruppo comprende endotipi misti o di transizione in cui coesistono caratteristiche T2 e non-T2.

Questi pazienti possono cambiare profilo infiammatorio nel tempo o dopo interventi chirurgici e terapie. Il loro trattamento è più difficile.

BIBLIOGRAFIA
Michael P.Platt, Stacey T.Gray, Anju T.Peters. Phenotype to Endotype- The Future of Chronic Rhinosinusitis JAMA 2025 DOI:10.1001/jama.2025.10887

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La chirurgia endoscopica rinosinusale migliora la qualità di vita dei pazienti con rinosinusite cronica e asma

F.E.S.S. per rinosinusite cronica polipoide

Fattori predittivi di recidiva dopo chirurgia endoscopica rinosinusale per sinusite cronica polipoide

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Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

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L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Rinosinusite Cronica: Protocollo di valutazione

Effetti avversi dei farmaci biologici per la sinusite cronica recidiva con polipi

Raccomandazioni pratiche nella gestione della rinosinusite cronica con poliposi nasale severa nell’era dei biologici

La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

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Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

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Poliposi nasale, terapia personalizzata limita le recidive

Lamine etmoidali residue anteriori limitano l’efficacia del Dupilumab

Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS)

Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

Sinusite Odontogena: guarigione più rapida se prima FESS poi Terapia Dentale

Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

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Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

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Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

Irrigazione salina calda: vantaggi durante la FESS

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FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

L’invasione radiologica dello spazio sublinguale incide sulla prognosi dei tumori linguali

L’invasione radiologica dello spazio sublinguale incide sulla prognosi dei tumori linguali. Qual è il valore prognostico della infiltrazione alla RM dello spazio sublinguale (SLI) nei carcinomi squamosi della lingua (OTSCC)? 

Uno studio effettuato a Taiwan su 221 pazienti affetti da OTSCC indica un rischio più elevato di metastatizzazione latero cervicale nei pazienti con SLI (aOR = 2.58).

Altri fattori di rischio rilevati nello studio sono stati la stadiazione di T (T3/T4vsT1/T2) ed il sesso femminile.

Anche per quanto riguarda la sopravvivenza, SLI (aHR=1.70), insieme all’estensione extranodale, istotipo scarsamente differenziato ed invasione linfovascolare, rappresenta un fattore indipendente di rischio prognostico sfavorevole.

Incorporando SLI in un nuovo nomogramma con gli altri fattori di rischio, si ottiene un miglioramento della accuratezza predittiva dei risultati post trattamento.

BIBLIOGRAFIA
Anna See, Min-Cun Yang, Yenlin Huang, Tsung-You Tsai, Chi-Yin Lee, Pin-Hsuan Huang, Ti-Yung Tseng, Shu-Hang Ng, Kai-Ping Chang. Radiological Sublingual Space Invasion in Tongue Squamous Cell Carcinoma: Clinicopathological Associations and Impact on Survival.  2024  Otolaryngology–Head and Neck Surgery · Volume 172, Issue 3 pp. 931-941 DOI https://doi.org/10.1002/ohn.1097

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Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

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La Biopsia del Linfonodo sentinella nei tumori della bocca

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Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

Svuotamento latero cervicale sopraomoiodeo

Svuotamento latero cervicale radicale modificato per Carcinoma della Tonsilla

La vitamina D riduce le recidive di Vertigine Posizionale Parossistica Benigna

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La vitamina D riduce le recidive di Vertigine Posizionale Parossistica Benigna. Un trial clinico in doppio cieco randomizzato effettuato al Changi General Hospital di Singapore su pazienti adulti affetti da Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (BPPV) con bassi valori di Vit. D, ha riscontrato che il gruppo di pazienti trattati (13 settimane di 2000 IU di vitamina D3 seguiti da 1000 IU per ulteriori 13 settimane), presentavano una riduzione dell’87% degli episodi di recidiva di vertigine.

Più lungo rispetto al gruppo trattato con placebo risultava anche il tempo di insorgenza del primo episodio di BPPV.

Gli autori suggeriscono di inserire sistematicamente la vitamina D nel trattamento delle BPPV. 

BIBLIOGRAFIA
Kenneth W De Chua , Xiaoting HuangXuan H KohJoshua F J Y SohVivian C Barrera , Poongkulali AnaikattiDeng JingShirlene MohMiko YeoHeng W YuenDavid LowBarbara H Rosario.Randomized Controlled Trial Assessing Vitamin D’s Role in Reducing BPPV Recurrence in Older Adults. Otolaryngol Head Neck Surg. 2025 Jan;172(1):127-136. doi: 10.1002/ohn.954.  

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Prevalenza delle vertigini nei pazienti con OSA

La spondilosi cervicale aumenta il rischio di vertigini cervicali

Alternare le manovre meglio che ripeterle nel trattamento della VPPB del canale semicircolare posteriore

Vertigine Posizionale Parossistica Benigna: effetto dell’autotrattamento web guidato

Bassi livelli di vit. D favoriscono la Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB)

Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

Vertigine posizionale parossistica benigna

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Liberatorie

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Diagnostiche

VPPB: rischio dopo trauma cranico

Gozzo tiroideo immerso: asportazione chirurgica

Gozzo tiroideo immerso: asportazione chirurgica. Il breve video mostra il caso di una neoformazione a partenza dall’istmo della tiroide immersa nel mediastino retrosternale in donna di 59 anni in condizioni di eutiroidismo con lieve dispnea da sforzo.

La TC nelle proiezioni assiali e coronali dettaglia sede e caratteristiche della lesione.  Le dimensioni massime sono intorno ai 4 cm.

Decorre in stretta aderenza alla trachea a destra, senza infiltrarla ma comprimendola parzialmente e depiazzandola leggermente.

In profondità arriva in corrispondenza del piano passante per l’arco aortico.

L’aspetto è plurinodulare con caratteristiche morfologiche del gozzo.

L’approccio è cervicotomia mediana due dita sopra il giugulo come per tiroidectomia totale.

Liberata la tiroide bilateralmente, repertando i nervi ricorrenti e le ghiandole paratiroidi, con attento scollamento digitale, si approccia il gozzo immerso che viene progressivamente clivato dalle strutture circostanti sul piano aderente alla capsula dello stesso, fino a liberarlo completamente ed asportarlo integralmente.

L’esame istologico conferma la diagnosi clinica. Lo scollamento digitale anche di lesioni voluminose, purché appartenenti alla tiroide e con caratteristiche clinico-radiologiche di assoluta benignità, rappresenta la tecnica di elezione per l’asportazione di queste lesioni.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

Rapporto neutrofili/linfociti biomarker nei tumori papilliferi della tiroide

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia

Associazione tra Malattia di Meniere e patologia tiroidea

Eccellenti risultati oncologici e funzionali delle tecniche termoablative nei tumori tiroidei a basso rischio

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

Tumore della Tiroide: Svuotamento del Comparto Centrale

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Tiroidectomia Totale

Chirurgia della tiroide e monitoraggio nervo ricorrente

Tiroidectomia totale vs Lobectomia

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Paratiroidectomia

Cicatrice dopo Tiroidectomia convenzionale

Emitiroidectomia: caratteristiche dei noduli nel lobo tiroideo controlaterale

Disfagia dopo Tiroidectomia

Nei tumori piccoli del cavo orale N0 la biopsia del linfonodo sentinella consente un significativo risparmio di costi rispetto allo svuotamento elettivo

Nei tumori piccoli del cavo orale N0 la biopsia del linfonodo sentinella consente un significativo risparmio di costi rispetto allo svuotamento elettivo. Uno studio brasiliano del Camargo Cancer Center, di São Paulo, su 84 pazienti sottoposti ad asportazione transorale di T per carcinoma squamoso del cavo orale cN0, ha confrontato i costi della procedura della biopsia del Linfonodo sentinella (SLNB) con lo svuotamento selettivo (SND) con cui i due gruppi di pazienti erano stati trattati su N.

Il costo medio era stato di R$4,943,67 per SLNB and R$ 11,005.49 per SND.

Significativa era stata anche la differenza nella lunghezza della degenza (1 giorno verso 3 giorni) (p<0.001), nel tempo operatorio (92 versus 177 minuti, p<0.001) e nel numero di visite postoperatorie nei 60 giorni successivi (2 versus 8, p<0.001).

Nel modello di simulazione creato, la probabilità di non trovare il linfonodo sentinella oscillava fra 0.0% a 5.7% e la probabilità di trovare  metastasi occulte variava dal 9% al 100%.

Il costo del SLNB cresce progressivamente con l’aumentare del rischio di metastasi occulte.

Quando il rischio raggiunge il 56% le differenze di costo non sono più significative. Con tassi di rischio oltre il 72% la procedura del SLNB diventa significativamente più costosa del SND.

Utilizzando il modello di simulazione su un database pubblico, gli autori hanno calcolato che la diminuzione di costi adottando SLNB oscillava fra 27.93% fino a 66.54%. 

La conclusione è che l’adozione del SLNB, per la diminuzione dei costi relativi al trattamento dei tumori iniziali del cavo orale, potrebbe permettere di trattare più pazienti affetti da tumore con le stesse risorse disponibili.

BIBLIOGRAFIA
Hugo Fontan Köhler, Genival Barbosa de Carvalho, José Guilherme Vartanian, Luiz Paulo Kowalski. Cost Analysis of Sentinel Lymph Node Biopsy for Oral Tongue Squamous Cell Carcinoma: Institutional Cohort and Population-Based Simulation . Int Arch Otorhinolaryngol. 2025 Oct 16;29(4):1-7.DOI https://doi.org/ 10.1055/s-0045-1809906. ISSN 1809-9777.

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Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B

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Bisogna fare lo svuotamento dopo Linfonodo Sentinella positivo nel melanoma del testa collo?

Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

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L’acido tranexamico endovena riduce il rischio di ritornare in sala operatoria dopo emorragia post tonsillectomia

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L’acido tranexamico endovena riduce il rischio di ritornare in sala operatoria dopo emorragia post tonsillectomia. L’utilizzo di Acido Tranexamico endovena, sulla base di un protocollo standardizzato, riduce significativamente la necessità di ricorso alla sala operatoria in caso di sanguinamento post tonsillectomia.

Lo studio effettuato dalla Vanderbilt University Medical Center di Nashville, Tennessee (US) evidenzia una significativa riduzione dell’incidenza di reintervento per controllo di emorragia post Tonsillectomia (da 2.2 % a 1.3%), con un risparmio di costi netto quantificato in 174,97 dollari.

BIBLIOGRAFIA
Laura A Petrauskas, Janavi Sethurathnam, Ansley J Kunnath, Rahul K Sharma, John Ceremsak, Ryan H Belcher, James D Phillips, Jay A Werkhaven, Amy S Whigham, Lyndy J Wilcox, Christopher T Wootten, Frank W Virgin, Jason S Park. Reducing Surgery for Pediatric Posttonsillectomy Hemorrhage Using Tranexamic Acid: A Quality Improvement Initiative. Otolaryngology – Head and Neck Surgery, Sept 2025,  173, 3, 745-53,   

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Consensus sul follow up dei tumori glottici T1-T2

Consensus sul follow up dei tumori glottici T1-T2. Per colmare alcune lacune e controversie nei protocolli di follow up dei tumori T1-T2 glottici, un panel internazionale di esperti multidisciplinari della European Laryngological Society (ELS) ha elaborato un consensus su alcune raccomandazioni dopo revisione della letteratura presente e discussione ed approvazione collegiale.

Di seguito trovate un estratto tradotto della pubblicazione su European Archieves of OtoRhino Laryngology di agosto 2025

A fronte di risultati oncologici similari, le strategie di monitoraggio post trattamento variano tra pazienti sottoposti a chirurgia Laser transorale (TOLMS) od aperta (OPL) e radioterapia (RT).

Inoltre prima di considerare conclusa la fase di trattamento e dirottare il paziente alla fase di routine osservazionale, si deve valutare se il paziente ha raggiunto una stato pos-trattamento ottimale.

Si possono definire 3 scenari:

  • (1)  trattamento adeguato (resezione radicale o risposta completa alla RT): il paziente viene avviato al follow up programmato.
  • (2)  trattamento inadeguato (residuo di malattia): il paziente richiede ulteriore trattamento come revisione TOLMS, (C)RT, OPL, o laringectomia totale (TL).
  • (3)  stato di trattamento non chiaro: sono necessari ulteriori accertamenti  che dipendono anche dal tipo di trattamento subito. Se è stato chirurgico l’esame istologico dei margini gioca un ruolo importante. 

Ruolo dei margini

Se i margini sono negativi dopo TOLMS il paziente viene avviato al follow up osservazionale. Se i margini sono francamente positivi è richiesto un trattamento addizionale come revisione di TOLMS, OPL, TL, or (C)RT.

Le difficoltà insorgono quando lo stato dei margini è ambiguo: non chiaro, close, o non valutabile per fattori diversi quale lo shrinkage dei tessuti post laser, la carbonizzazione dei bordi, e l’analisi dei margini intraoperatori all’esame al congelatore. Anche le difficoltà di orientamento del pezzo operatorio non adeguatamente marcato o l’asportazione peace meal possono essere un problema.   

Inoltre sulla valutazione dei margini positivo dopo TOLMS, riportati in letteratura in percentuale variabile fra 10 e 50%, non vi è concordanza: per alcuni autori il margine positivo aumenta il rischio di recidiva, per altri non ha un impatto significativo e la valutazione intraoperatoria del chirurgo rimane il vero fattore importante nel determinare la completezza della resezione.

Questo non vale per i margini dopo OPL che sono il più delle volte ottenuti intraoperatoriamente con frozen section ed allargati durante la procedura chirurgica fino ad ottenere la loro negativizzazione. Una positività dei margini sull’esame istologico definitivo dopo OPL porta ad una discussione multidisciplinare per trattamenti adiuvanti.

Microlaringoscopia Second-look  

Secondo The European Laryngological Society (ELS) 2014, una Microlaringoscopia di revisione (SL MLS) è mandatoria in caso di margini positivi e raccomandata in caso di margini close o non valutabili. Altri autori suggeriscono di adattare queste raccomandazioni in funzione della profondità e numero dei margini positivi, ritenendo la politica del Watch-and-Wait ragionevole per un margine singolo superficiale positivo o close in base al giudizio del chirurgo. Per gli autori del Consensus, SL MLS è indicata nei seguenti scenari: (1) margine/i profondo positivo; (2) più di un margine superficiale positivo; (3) margini incerti che richiedono una ulteriore valutazione; (4) difficoltà e ritardi di cicatrizzazione post trattamento.

SL MLS è particolarmente raccomandata per i casi ad alto rischio: coinvolgimento tumorale della Commissura Anteriore, del muscolo vocale profondo o dello spazio paraglottico, che sono legati a maggior rischio di recidive.

Il timing ottimale della SLMLS rimane controverso, ma dovrebbe essere schedulata al massimo entro 3 mesi dal trattamento, considerando che la guarigione e riepitelizzazione avvengono entro 12 settimane. Una valutazione endoscopica con luce bianca (WL) o narrow-band imaging (NBI) del piano glottico può aiutare sicuramente nella valutazione pre SL MLS. Oltre la sorveglianza oncologica il second look permetterebbe eventualmente di trattare laryngeal webs, sinechie, o granulomi.

La fase di follow-up  

a) dopo chirurgia

Gli obiettivi primari del follow up riguardano la individuazione precoce di recidive locali e/o locoregionali, l’identificazione di metastasi a distanza o sviluppo di tumori metacroni, oltre che la valutazione funzionale, le complicanze, l’esposizione a fattori di rischio e la qualità di vita di questi pazienti. I tumori esclusivamente glottici raramente metastatizzano nei linfonodi del collo, per cui l’attenzione è principalmente locale con videolaringoscopia transnasale, possibilmente implementata da WL ed NBI. La laringoscopia nei pazienti post chirurgici è più agevole rispetto ai pazienti radiotrattati per l’assenza di edema cronico e  la presenza di epitelio più appiattito. Inoltre la rimozione intraoperatoria delle false corde migliora la visione delle aree critiche quali ventricolo di Morgagni, regione sottoglottica e petiolo dell’epiglottide. 

L’estensione del tumore alle regioni sopra e sottoglottiche ha una maggiore probabilità di coinvolgimento linfonodale  ed il follow up deve prevedere anche lo studio del collo e della regione paratracheale per le forme sottoglottiche.

b) dopo radioterapia

L’esplorazione endoscopica è più difficile per le modificazioni tissutali radioindotte, come l’ispessimento delle mucose, e l’infiammazione, che riduce anche la definizione delle tecniche di imaging standard nei primi tre mesi post trattamento. Anche l’NBI rimane di utilità limitata data la ridotta visibilità del pattern microvascolare per l’ispessimento della mucosa irradiata,  almeno fino a 9 mesi dal trattamento. In questi casi prevale il ricorso alla diagnostica per imaging.  

Ruolo dell’imaging

Due fattori supportano l’utilizzo di CT o MRI soprattutto nelle lesioni T2: le alterazioni tissutali indotte dalla RT nel breve e medio termine che rendono difficoltosa la valutazione endoscopica ed il fatto che dopo TOLMS le eventuali recidive sono spesso profonde, localizzate nella sottomucosa, altrettanto difficili da valutare all’esame clinico-endoscopico.

La scelta fra CT e MRI è spesso dettata da considerazioni pratiche: accesso più facile, costi inferiori e rapida acquisizione rendono la CT più utilizzata nella maggior parte dei centri.

In base alle informazioni ottenute sulla sede di T e sul collo viene applicata una classificazione NI-RADS in 4 classi: ‘no evidence of recurrence’ (NI-RADS 1), ‘low suspicion’ (NI-RADS 2), ‘high suspicion’ (NI-RADS 3), e ‘definitive recurrence’ (NI-RADS 4).

Per ciascuna delle classi viene suggerito il comportamento successivo in particolare, stretto follow up con imaging per NI-RADS 2; biopsia per NI-RADS 3.  

Data la rarità della diffusione linfonodale del T1-T2 glottico il follow up è affidato in questi casi alla sola osservazione clinica.  

Ecografia per lo studio del collo nelle lesioni sottoglottiche e sovraglottiche.

Il ruolo della (PET)-CT nel follow up dopo OPL è dibattuto, data la bassa specificità. Può essere considerato in casi con sospetto di recidiva locoregionale alla CT/MRI e per monitorare metastasi a distanza o intercettare secondi tumori. 

In assenza di linee guida specifiche e data la relativa bassa incidenza di metastasi a distanza dei tumori glottici, indagini TC sul polmone sono riservate in pazienti in stadio elevato o di età elevata o che continuano a fare uso eccessivo di tabacco.

Un altro aspetto cui prestare attenzione nel follow up è il rischio di ipotiroidismi nei pazienti radiotrattati sul collo, rischio stimato in circa il 36%. Si raccomanda uno screening della funzionalità tiroidea a partire da 12 mesi post trattamento.

BIBLIOGRAFIA
Malgorzata Wierzbicka, Agatha Baidun, Andy Bertolin, Marco Lionello,  Giovanni Succo,  Berit Verbist, Davide Farina,  Martine Hendriksma, Marc Remacle, Ricard Simo,  Elisabeth Sjogren,  Cesare Piazza.  European Laryngological Society consensus statement on optimal monitoring schedules after treatment for early glottic cancer: a risk- stratification. European Archives of Oto-Rhino-Laryngology https://doi.org/10.1007/s00405-025-09609-0

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La chirurgia endoscopica rinosinusale migliora la qualità di vita dei pazienti con rinosinusite cronica e asma

La chirurgia endoscopica rinosinusale (FESS) migliora significativamente la qualità di vita dei pazienti affetti da Sinusite Cronica con Asma.

Lo dimostra uno studio cinese su 150 pazienti affetti da CRSwA equamente divisi in gruppo chirurgico e gruppo di controllo.

Il gruppo chirurgico evidenziava un significativo miglioramento di tutti gli scores inerenti la sintomatologia (P < .001).

Anche i parametri di funzionalità polmonare (FEV1-FVC-FEV1/FVC ratios) risultavano significativamente più alti rispetto al gruppo di controllo (P < .001).

I questionari sulla qualità di vita RQLQ e AQLQ erano significativamente migliorati nel gruppo chirurgico. Risultavano altresì ridotti i marker dell’infiammazione ed il ricorso ai farmaci a fronte di un tasso di eventi avversi estremamente basso (1%).

BIBLIOGRAFIA
Rongfeng Ma Clinical Control and Quality of Life in Patients With Chronic Rhinosinusitis With Asthma: A Study on the Effects of Endoscopic Sinus Surgery. Otolaryngol Head Neck Surg. 2025 Jan;172(1):313-320. doi: 10.1002/ohn.1040.

chirurgia endoscopica rinosinusale prof

Questi dati confermano che la chirurgia endoscopica rimane il gold standard nel trattamento primario della CRSwA per i risultati immediati su sintomi e qualità di vita, il miglioramento delle condizioni respiratorie, i costi ridotti ed il basso indice di effetti avversi. Se sei affetto da rinosinusite cronica polipoide prenota una visita ed una rinoscopia per valutare le opportunità di una terapia chirurgica endoscopica (FESS).

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

F.E.S.S. per rinosinusite cronica polipoide

Fattori predittivi di recidiva dopo chirurgia endoscopica rinosinusale per sinusite cronica polipoide

La somministrazione mensile di Dupilumab nella Rinosinusite Cronica Polipoide mantiene i risultati

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Rinosinusite Cronica: Protocollo di valutazione

Effetti avversi dei farmaci biologici per la sinusite cronica recidiva con polipi

Raccomandazioni pratiche nella gestione della rinosinusite cronica con poliposi nasale severa nell’era dei biologici

La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

Eosinofilia periferica elevata è fattore prognostico di recidive di sinusite cronica polipoide

Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

HPV e Sinusite Cronica Polipoide

Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

Poliposi nasale, terapia personalizzata limita le recidive

Lamine etmoidali residue anteriori limitano l’efficacia del Dupilumab

Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS)

Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

Sinusite Odontogena: guarigione più rapida se prima FESS poi Terapia Dentale

Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

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Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

La chirurgia endoscopica rinosinusale

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FESS: qualità della voce nella poliposi

FEES nello studio della Disfagia

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

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