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Punti chiave per una FESS sicura

Punti chiave per una FESS sicura. Uno studio multicentrico della Letteratura internazionale ha focalizzato Ie misure per una chirurgia funzionale dei seni paranasali più sicura. Di seguito una sintesi del Lavoro.

Introduzione

Lo scopo della “Functional Endoscopic Sinus Surgery“ (FESS) è quello di allargare gli osti e ripristinare una corretta aerazione dei seni, al fine di permettere un miglior assorbimento delle terapia topiche ed un incremento del trasporto mucociliare. La vicinanza di strutture anatomiche critiche come cervello, dura madre, orbita, arteria carotide interna e base cranio, rendono questa chirurgia non priva di rischi e complicanze. Poiché è impossibile eliminare interamente i rischi, devono essere attuate alcune procedure preliminari per rendere questa chirurgia sicura:

  • conoscenza approfondita della anatomia della regione e delle possibili variazioni
  • La TC preoperatoria è indispensabile per programmare e guidare la roadmap intraoperatoria
  • Nessuna procedura chirurgica deve interferire con la funzione del naso. Va valutato prima dell’intervento e discusso con il paziente se un setto deviato contribuisca alla ostruzione nasale e vada corretto, anche per migliorare la visibilità endoscopica. Altrettanto, soprattutto nei soggetti allergici con turbinati ipertrofici e congesti, va valutata l’opportunità di ridurre il volume dei turbinati inferiori simultaneamente. 
  • Vanno conosciute tutte le varianti anatomiche dei Turbinati (pneumatizzazione della concha del MT o Concha bullosa, che generalmente viene trattata) delle cellule Etmoidali (cellule dell’agger nasi, cellula di Haller, cellula di Onodi, cellule sovraorbitarie)

Indicazioni alla Chirurgia Endoscopica Rinosinusale

-Infezioni nasali ricorrenti non resposive alla terapia medica

-Poliposi rinosinusale cronica non responsiva agli steroidi

-Polipo Antrocoanale

-Mucocele

-Rimozione chirurgica di Tumori specifici

-Plastica di Fistola Rinoliquorale

-Decompressione orbitaria per m.di Greaves

-Decompressione nervo orbitario

-Dacriocistorinostomia

-Atresia coanale

-Rimozione di corpi estranei endonasali

-Controllo di Epistassi

Preparazione del paziente

Il paziente è posizionato sul letto operatorio allineato con il monitor La testa è sollevata con il paziente in posizione anti Trendellemburg. Il tubo endotracheale viene fissato all’angolo sinistro della bocca del paziente. Gli occhi del paziente sono interamente coperti se si usa una pellicola trasparente o parzialmente protetti dai telini operatori sandard, lasciando visibile la porzione mediale degli occhi per poter monitorare eventuali segni di ematoma orbitario. Entrambe le fosse nasali sono inizialmente riempite con tamponi o cotonoidi imbevuti di vasocostrittore (oxymetazoline o simili) per decongestionare la mucosa. Se si usa la navigazione le immagini preoperatorie devono preliminarmente essere acquisite dal sistema di navigazione che va accuratamente posizionato e verificato prima di iniziare l’intervento.

Tecnica chirurgica

Uncinectomia: è generalmente il primo step. È utile medializzare delicatamente il processo uncinato utilizzando la parte curva dello scollatore di Freer. Con il bisturi falcato o con l’estremità tagliente del Freer si esegue l’uncinectomia nella parte anteriore morbida del processo senza intaccare l’osso lacrimale. La porzione libera inferiore e superiore del processo uncinato viene tagliata con la pinza di Blakesley (o con la pinza a morso retrogrado).

Antrostomia mascellare: l’ostio naturale del seno mascellare viene individuato una volta rimosso il processo uncinato circa al terzo posteriore della parete mascellare a livello della linea inferiore del turbinato medio.

La lamina papiracea può essere individuata e palpata per evidenziare deiscenze con l’orbita. L’ostio naturale del seno mascellare viene allargato radialmente con forbici adeguate per raggiungere il diametro di circa 1 cm facendo attenzione a non ledere la lamina papiracea.

Etmoidectomia anteriore: va identificata ed aperta la bulla ethmoidalis con una J curette nella porzione infero mediale della stessa. Una volta aperta la bulla, le pareti osse vengono rimosse con uno strumento tagliente (pinza di Veil o di Blaklesley) e/o con microdebrider. Va rimossa interamente la porzione laterale dell’etmoide anteriore facendo attenzione a non danneggiare la lamina papiracea. Le restanti cellette possono essere rimosse utilizzando la J curette. È opportuno minimizzare lo stipping mucoso, se possibile, per favorire la riepitelizzazione. Si procede con prudenza ed attenzione fino in prossimità del tetto etmoidale. L’etmoidectomia anteriore termina quando si raggiunge la lamella basale del turbinato medio.

Etmoidectomia posteriore: il primo step della etmoidectomia posteriore è perforare la lamella basale nel punto in cui si incontrano la porzione verticale e quella orizzontale del turbinato medio. La porzione coronale inferiore della lamella basale e la regione posteriore sagittale del turbinato medio vanno protette, mantenendo l’integrità del turbinato medio stesso. In questa fase è utile utilizzare il microdebrider per liberare le porzioni laterali e superiori alla lamella basale. È possibile poi rimuovere le cellule etmoidali posteriori nello stesso modo, facendo attenzione al basicranio. In questo tempo può essere consigliabile utilizzare l’ottica angolata 30° dall’avanti all’indietro in modo che il basicranio sia visibile più dorsalmente che frontalmente.

A seconda delle esigenze l’intervento può comportare l’accesso al seno frontale e al seno sfenoidale che non vengono dettagliati nel Lavoro. 

punti chiave per una fess sicura manifesto
Punti chiave per una FESS sicura manifesto

Come evitare le complicanze

La FESS ha un tasso di complicanze gravi compreso fra 0% e 1.5% e fra 1.12% fino a 20.8% di complicanze minori.   

Danno orbitario

Seno mascellare ed etmoidale fiancheggiano l’orbita nella sua parete mediale ed inferiore. Stare bassi, localizzare e medializzare il processo uncinato, allontanandolo dall’orbita, è cruciale nella uncinectomia. Altrettanto fondamentale è identificare la parete orbitaria inferiore e localizzare l’ostio naturale del seno mascellare. Durante l’etmoidectomia va esaminata attentamente la lamina papyracea sulla TAC, per individuare ogni deiscenza che possa causare una comunicazione con la parete orbitaria.
Una deiscenza del nervo ottico e della arteria carotide e la presenza di cellule sfeno-etmoidali vanno attentamente valutate sulle immagini preoperatoriamente.
Se si verifica un sanguinamento da una rottura della lamina papiracea, la periorbita va valutata e va contattato l’oftalmologo per una misurazione intraoperatoria della pressione oculare. Se è alta devono essere somministrati mannitolo e desametasone endovena in aggiunta al massaggio oculare.  Una pressione intraoculare sopra 40 mm Hg, discomfort retro-orbitale, macula rosso ciliegia, o pupilla di Marcus-Gunn richiedono trattamenti più aggressivi come la cantotomia o la cantolisi. Il vaso sanguinante deve essere identificato e chiuso una volta fatta la cantotomia. Un tempestivo trattamento dell’ematoma orbitario è essenziale per prevenire compressione ed ischemia del nervo ottico.  

Lesione del basicranio e fistola liquorale 

La valutazione preoperatoria della inclinazione della lamina cribrosa del basicranio, l’apice del seno e lo spessore osseo ed eventuali deiscenze, sono essenziali. La classificazione di Keros tipoIII (profondità 8-16 mm) basata sulla profondità della lamina cribrosa dell’etmoide aumenta il rischio chirurgico. La maggior parte delle lesioni avvengono sul piano cribroso o a livello della lamella laterale. Le fistole possono essere scoperte intra o postoperatoriamente. Il riscontro intraoperatorio necessita la immediata localizzazione della fistola.
Prima di tutto l’area deve essere pulita. Per chiudere difetti inferiori a 2 mm viene utilizzato un lembo di mucosa autologo overlay. Per lesioni fra 2 e 6 mm viene utilizzato il turbinato medio come lembo composito (osso e mucosa); per difetti superiori ai 6 mm la riparazione è a più strati, usando cartilagine od osso e colla di fibrina. A seconda della sede e della gravità del difetto possono essere utilizzati anche materiali allogenici e lembi vascolarizzati. Al risveglio vanno evitate la manovra di Valsalva e l’aumento della pressione intracranica. Va fatta una TAC per valutare eventuale instaurarsi di emorragia cerebrale e pneumoencefalo. Per identificare la fistola va fatto imaging con fluorescina intratecale e dosaggio della beta transferrina nel liquor.

Epistassi

Un lieve sanguinamento postoperatorio di qualche giorno può essere considerato normale. Un sanguinamento severo richiede una attenzione medica immediata.
Lo step iniziale comprende la stabilizzazione del paziente e la protezione delle vie aeree. Gli anticoagulanti reiniziati post-operatoriamente vanno temporaneamente sospesi. Il naso va esaminato alla ricerca della fonte del sanguinamento. 
I metodi più utilizzati per fermare l’emorragia sono vasocostrittori topici, tamponamento con tamponi riassorbibili o non riassorbibili, causticazione. 
Legatura intraoperatoria dell’arteria sanguinante o embolizzazione endovascolare possono essere effettuate se il sangunamento è severo e non si riesce a fermarlo con le metodiche tradizionali.
In casi estremi di epistassi posteriore, l’arteria sfenopalatina può essere legata endoscopicamente quando entra nella cavità nasale attraverso il forame sfenopalatino dietro la fine del turbinato medio. 

Recidiva di malattia

La recidiva in caso di rinosinusite cronica è relativamente frequente essendo la procedura chirurgica raramente curativa. Ricircolazione del muco attraverso l’ostio accessorio del mascellare può avvenire se l’antrostomia non è stata fatta aprendo correttamente l’ostio naturale del seno.     

Quando il turbinato medio è destabilizzato e molto lateralizzato, può bloccare il corretto drenaggio dei seni.
Una ostruzione nasale postoperatoria può avvenire anche per l’instaurarsi di sinechie che si formano se il naso non viene mantenuto lavato ed idratato con attenzione nel postoperatorio.

Cause possibili di recidiva di sinusite includono anche:
– eccessiva rimozione della mucosa
– esposizione ossea
– incompleta rimozione dei sepimenti ossei etmoidali.     

BIBLIOGRAFIA
Murat Kar , Nuray Bayar MulukMarwan AlqunaeeFelicia ManoleCemal Cingi. Functional Endoscopic Sinus Surgery: Key Points for Safer Surgery Ear Nose Throat J 2024 Nov;103(3_suppl):5S-14S. doi: 10.1177/01455613241287280.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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F.E.S.S. per rinosinusite cronica polipoide

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L’acido tranexamico nebulizzato riduce il ricorso alla chirurgia nell’emorragia post tonsillectomia  

L’acido tranexamico nebulizzato riduce il ricorso alla chirurgia nell’emorragia post tonsillectomia. Nonostante negli ultimi 20 anni il numero di tonsillectomie negli adulti sia diminuito di circa il 50%, questo intervento rimane ancora una delle chirurgie più praticate al mondo, nell’ordine di 16.000 procedure/anno.

La appropriata selezione dei pazienti rende il costo beneficio vantaggioso per i pazienti e per il Sistema sanitario, rispetto ad altre terapie mediche (analgesia antibiotici).

Tuttavia la complicanza emorragica rappresenta ancora un rischio significativo che può interessare 1 su 5 dei pazienti sottoposti ad intervento, anche se non tutti i casi necessitano poi di nuova chirurgia per bloccare l’emorragia.

Uno studio saudita ha valutato i vantaggi antiemorragici della somministrazione dell’acido tranexamico (TXA), agente antifibrinolitico, per nebulizzazione piuttosto che per via sistemica.

La revisione della Letteratura effettuata nel lavoro ha dimostrato che l’Acido Tranexamico nebulizzato mostra un eccellente efficacia nel trattamento dei sanguinamenti post tonsillectomia riducendo la necessità di chirurgia di revisione con un significativo risparmio di costi.

Gli Autori ne suggeriscono il ricorso in caso di emorragia acuta post tonsillectomia.

BIBLIOGRAFIA
Alghamdi AS, Hazzazi GS, Shaheen MH, et al. Nebulized tranexamic acid for treatment of post-tonsillectomy bleeding: a systematic review and meta-analysis. Eur Arch Oto-Rhino-Laryngol 2025;282(3):1135–46.  DOI: 10.1007/s00405-024-08995-1

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

L’acido tranexamico endovena riduce il rischio di ritornare in sala operatoria dopo emorragia post tonsillectomia

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Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

Tonsillectomia in età pediatrica: la stimolazione sonora intraoperatoria

Tonsillectomia: protocollo di comportamento post intervento

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (II)

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Post tonsillectomia nei bambini: Ibuprofene vs Acetaminofene

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Tonsillectomia con Bisturi al Plasma (P.K.)

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Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Incidenza e prognosi dell’otite media catarrale nei pazienti con Covid-19

Incidenza e prognosi dell’otite media catarrale nei pazienti con Covid-19. Il reperimento del virus SARS-CoV-2 nell’essudato dell’orecchio medio aumenta significativamente l’incidenza di Otite media essudativa o catarrale (OME) post COVID, senza comportare differenze nei tassi di guarigione, nell’incidenza delle recidive o nell’ incidenza di timpanocentesi, rispetto alle OME non COVID.

Lo afferma uno studio cinese su 86 pazienti. 

BIBLIOGRAFIA
Qian YuYuedong ZhangHuina LuYanli ZhaoXin Zhou. Incidence and prognosis of otitis media with effusion in COVID-19 patients a comparative case-control analysis.Am J Otolaryngol. 2025 Jul-Aug;46(4):104649. doi: 10.1016/j.amjoto.2025.104649.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

L’infezione Covid-19 in gravidanza non comporta rischi maggiori di sordità congenita nel neonato

L’asma è un fattore aggravante la malattia Covid-19, mentre la rinite allergica ha effetti protettivi

Paralisi di Bell: maggiore incidenza nei pazienti affetti da covid-19 che in quelli VACCINATI

Covid-19 aumenta il rischio di patologie autoimmuni

Non c’è correlazione fra ipoacusia improvvisa e vaccinazione anti Covid-19

Covid 19: il virus persiste in pazienti apparentemente guariti

Terapia logopedica migliora le disfunzioni laringee post Covid-19

Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

Disfunzione gustativa ed olfattoria dopo Covid-19

Linfadenopatia Ascellare dopo vaccinazione per Covid19

Anosmia durante Covid-19: conoscenze e quesiti irrisolti

Anosmia da SARS-CoV2: qual è l’evoluzione?

Questionario su Anosmia all’epoca del Covid-19

Anosmia: tornare a sentire gli odori

Covid-19: Sintomi ed Esami di laboratorio

Test rapido dell’olfatto e sospetto di Covid19

L’aggiunta della adenotomia migliora l’utilizzo del drenaggio transtimpanico nei bambini con otite effusiva < 4 anni

Il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva

Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia

Utilità delle insufflazioni tubariche nel trattamento della Otite Media effusiva

Otite media effusiva: la microscopia elettronica evidenzia che non e’ sempre un processo sterile

Otite Media Effusiva: nuovo dispositivo per la cura

Fumo passivo e Otiti Sierose dell’infanzia

Otite colesteatomatosa è più grave in età pediatrica

Efficacia dello spray nasale allo xylitolo nella prevenzione delle recidive di otite media acuta pediatrica

Efficacia del vaccino antipneumocatarrale sulle complicanze della otite media acuta

Otite media acuta ed antibiotico: cosa fare nei bambini? 

Otite Media Acuta: trattamento

Otite Media Acuta: prevenire il posizionamento del tubo di drenaggio trans timpanico nei bambini affetti

Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia

Otite Media

Otite media: episodi in calo dopo l’introduzione del vaccino PCV13

Otite media cronica del bambino

Otiti medie acute e croniche: complicanze

Utilità della Timpanoplastica nel trattamento delle Otiti Medie croniche da Pseudomonas Aeruginosa

Timpanomastoidectomia vs terapia antibiotica parenterale nella otorrea cronica dell’infanzia

Otite media dell’infanzia: la terapia antibiotica breve non paga

Tubo di Drenaggio Transtimpanico: lo Smartphone diventa Otoscopio

Tubi di drenaggio transtimpanici nei bambini: Linee Guida (update)

L’uso del Tubo di Drenaggio Transtimpanico nell’Otite Media Secretiva

Otite Media Acuta: prevenire il posizionamento del tubo di drenaggio trans timpanico nei bambini affetti

Tubi di drenaggio transtimpanico: rischi e benefici

Mal di gola: inutili probiotici e xilitolo

Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA

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Sleep Endoscopy (DISE): indicazioni per il planning chirurgico dei pazienti con OSA. La Terapia chirurgica dei pazienti affetti da Apnee Notturne Ostruttive (OSA) è divenuta sempre più una terapia personalizzata.

Se la Polisomnografia ci fornisce dati inerenti tipologia ed entità del problema apnoico e indirizza la scelta fra CPAP ed eventuale chirurgia, la sleep endoscopy permette di visualizzare, in condizioni il più simili possibile a quelle del sonno profondo, i punti dove avvengono i collassi mucosi e le ostruzioni della via respiratoria che portano all’apnea, le modalità ed i pattern di collasso di vibrazione dei tessuti molli responsabili anche del russamento.

L’osservazione si concentra soprattutto a livello orofaringeo retropalatale e retrolinguale dove possiamo valutare i vettori da migliorare per allargare lo spazio aereo nel sonno (antero laterale- latero laterale – concentrico) ed a livello laringeo.

In questa sede il comportamento e le consistenza dell’epiglottide e la eventuale retropulsione della base della lingua sono elementi non valutabili con la visita in fibrolaringoscopia da svegli e pertanto una eventuale correzione chirurgica (stiffening operation, epiglottoplastica, riduzione della ipertrofia della base lingua) o protesica con utilizzo del MAD possono essere valutate esclusivamente con questa procedura. 

Nel video, primo di una serie, vengono presentati due casi in cui la visualizzazione di pattern di ostruzione e vibrazione ed il coinvolgimento dell’epiglottide nel secondo caso e la retropulsione linguale nel primo, guidano la scelta chirurgica.

Da qualche anno la mia preferenza nella chirurgia del palato previlegia l’utilizzo dei fili barbed.

La scelta indicata può essere opinabile, ma grande vantaggio di queste metodiche è la loro duttilità e flessibilità che consentono in corso d’opera una ulteriore personalizzazione dell’intervento.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Risultati clinici a distanza della Expansion Sphinteric Pharyngoplasty ­nel trattamento dell’OSAS

Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Uvulopalatoplastica Laser Assistita (LAUP)

NIR-Autofluorescence riduce l’incidenza dell’ipoparatiroidismo post tiroidectomia totale. Valutazione costi-benefici

NIR-Autofluorescence riduce l’incidenza dell’ipoparatiroidismo post tiroidectomia totale. Valutazione costi-benefici. L’Ipoparatiroidismo (hypoPT) è la più comune complicanza post tiroidectomia totale, con una incidenza media del 38% di hypoPT transitorio e oltre il 6% di hypoPT cronico.

La causa è una compromissione dell’apporto vascolare alle ghiandole paratiroidi, una loro accidentale rimozione od un traumatismo meccanico.

L’hypoPT cronico comporta insufficienza renale cronica, alterazioni del metabolismo osseo, calcificazioni dei tessuti molli, con peggioramento della qualità di vita e più alti tassi di mortalità.

Il ricorso all’uso della near-infrared autofluorescence (NIR-AF) intraoperatoria consente una riduzione del 52% di questo problema.

La identificazione delle paratiroidi, che emettono autofluorescenza nello spettro degli infrarossi e vengono visualizzate con apposita telecamera, risulta certamente incrementata.

Uno studio australiano della Sidney University si è posto il problema della sostenibilità economica di questa tecnologia in confronto alla tecnica chirurgica tradizionale.    

Il modello economico di analisi indica che il ricorso alla autofluorescenza comporta un costo addizionale di 639 US $ per procedura chirurgica, corretto da un incremento nella qualità degli anni di vita di 0.0080, che risulta in un costo incrementale effettivo di US $ 80.060.

In Australia si considera generalmente un costo beneficio positivo quando un intervento incide non oltre US $ 43. 703. 

La chirurgica guidata dalla autofluorescenza risulta vantaggiosa economicamente quando la media dell’ipoparatiroidismo cronico risulta superiore o pari al 5%.

Pertanto gli autori la ritengono indicata quando la complicanza media di ipoparatiroidismo di un singolo Istituto risulta superiore a questo valore.

BIBLIOGRAFIA
Hazel G. Serrao-Brown, Alexander J. Papachristos, Stanley B. Sidhu. Cost-Benefit Analysis of Intraoperative Autofluorescence for Parathyroid Identification. Cost-Benefit Analysis of Intraoperative Autofluorescence .for Parathyroid Identification. 2025;151;(4):313-318. doi:10.1001/jamaoto.2024.5185.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Pth: quando dosarlo per predire l’ipoparatiroidismo dopo Tiroidectomia Totale?

Ipoparatiroidismo post-operatorio: angiografia

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Tiroidectomia Totale

Tiroidectomia totale vs Lobectomia

Ghiandole Paratiroidi: nuove tecnologie per l’identificazione

Paratiroidectomia

Disfagia dopo Tiroidectomia

Recidiva di Adenoma Pleomorfo e tipo di chirurgia

Recidiva di Adenoma Pleomorfo e tipo di chirurgia. Una sistematica review della Letteratura degli ultimi 10 anni (PubMed, Cochrane, and Google Scholar), su un totale di 2095 pazienti, ha evidenziato come il tasso di recidive di Adenoma Pleomorfo (PA) varia a seconda della tecnica chirurgica utilizzata: 3.27% dopo extracapsular dissection (ED), 2.41% dopo parotidectomia superficiale (SP) e 0.73% dopo parotidectomia superficiale parziale (PSP).

Le recidive sono spesso multifocali, con un maggior rischio di paralisi facciali e margini positivi dopo chirurgia di recupero.

BIBLIOGRAFIA
Pagnani, G.; Palma, A.; Bozza, F.; Marsigli Rossi Lombardi, C.; Becelli, R. Systematic Review and Case Report on the Surgical Management of Pleomorphic Adenomas: Lessons on Recurrence and Error Prevention. J. Clin. Med. 2025,14,4541. https://doi.org/ 10.3390/jcm14134541

recidiva di adenoma pleomorfo e tipo di chirurgia prof

Concordo con le conclusioni dei colleghi italiani maxillo facciali de “La Sapienza”, autori del lavoro, che tecniche chirurgiche come ED e PSP hanno dimostrato la loro efficacia e validità rispetto ad interventi più aggressivi, con una riduzione delle complicanze. Ma in caso di AP la loro utilizzazione va attentamente ponderata in funzione delle dimensioni del tumore e della sua localizzazione all’interno della ghiandola parotide.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Recidive di Adenoma Pleomorfo e tipo di chirurgia: studio di metanalisi italiano

Adenoma Pleomorfo: un tumore parotideo frequente e particolare

Adenoma Pleomorfo: le recidive multifocali

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Terapia fisica vestibolare: concetti base

Terapia fisica vestibolare: concetti base. I più comuni disturbi vestibolari – vertigine posizionale parossistica benigna (BPPV), cefalea vestibolare, malattia di Meniere, labirintite monolaterale – interessano milioni di persone ed aumentano di incidenza con l’età. 

Rappresentano patologie che interessano orecchio interno e cervello e che sono contraddistinte da sintomi oculo-motori (nistagmo, oscillopsia, visione confusa), posturali e sintomi locomotori (instabilità, disequilibrio, deviazione della marcia), percettivi (vertigine, disorientamento spaziale) e cognitivi (attenzione, memoria spaziale, navigazione).

Questi sintomi peggiorano significativamente la qualità di vita e gravano pesantemente sul sistema sanitario.

La Riabilitazione gioca un ruolo critico nel processo di guarigione.

Mentre le condizioni acute possono risolversi spontaneamente o migliorare con la mobilizzazione precoce, le disfunzioni vestibolari croniche spesso richiedono interventi mirati per ripristinare l’equilibrio, ridurre i sintomi e prevenire le cadute. 
Pietra angolare della Riabilitazione vestibolare è la Terapia Fisica Vestibolare (VPT).

È un programma di esercizi specifici guidato da un fisioterapista specializzato.

Essa interagisce con la plasticità neuronale delle lesioni vestibolari indotte, stimolando sistema vestibolare, vista e sensibilità di muscoli ed articolazioni per favorire il recupero vestibolare o la compensazione attraverso esercizi mirati alla stabilizzazione dello sguardo ed al miglioramento dell’equilibrio e della postura, riducendo la sintomatologia.   

La VTP tradizionale si focalizza su alcuni 3 principi primari:

Adattamento. Comprende aggiustamenti prolungati nel tasso di risposte neuronali del sistema vestibolare ai movimenti della testa mirando a minimizzare lo scivolamento retinico. In pratica stimola il cervello a ricalibrare il riflesso vestibolo-oculare. Gli esercizi di adattamento richiedono attivi movimenti del capo mentre lo sguardo viene tenuto fisso su una mira che può essere stazionaria o anche in movimento. In pratica gli esercizi aiutano il cervello a capire come stare di nuovo in equilibrio.

Assuefazione (Habituation). È il processo di diminuire una risposta comportamentale dopo graduali e ripetute esposizioni ad uno stimolo o posizione che provoca la vertigine.  È mirato a ridurre la risposta anomala del sistema vestibolare nel tempo vestibolare. In pratica ripetere lentamente i movimenti che danno fastidio aiuta a ridurre i sintomi.

Sostituzione. Consiste di esercizi mirati a promuovere strategie alternative (vista e propiocezione) che compensino le funzioni vestibolari perse. Utilizzando questi sensi il corpo impara a compensare.

Esistono dei concetti che uniformano Riabilitazione vestibolare:

Allenamento dell’equilibrio. L’equilibrio si può allenare. Si basa su esercizi statici e dinamici per migliorare stabilità e controllo posturale (superfici diverse, occhi aperti/chiusi, movimenti funzionali).

Movimenti funzionali. Gli esercizi devono essere collegati alle attività quotidiana (stare in piedi su una gamba, camminare girando la testa, alzarsi e sedersi più volte etc.)

Progressione graduale. Gli esercizi diventano più difficili man mano che i sintomi migliorano. È normale sentire una leggera vertigine durante gli esercizi.

Personalizzazione. Il programma dipende dalla diagnosi e dalla risposta individuale di ogni paziente.

Ripetizione e costanza. La neuroplasticità richiede pratica regolare. Gli esercizi vanno eseguiti più volte al giorno. 

La durata della terapia varia da 2-3 settimane nei casi semplici a diversi mesi nei casi più complessi.

Per approfondimenti specialistici si consiglia consultare il recente lavoro 
Tramontano, M.; Haijoub, S.; Lacour, M.; Manzari, L. Updated Views on Vestibular Physical Therapy for Patients with Vestibular Disorders. Healthcare2025,13,492. https:// doi.org/10.3390/healthcare13050492

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Stratificazione prognostica dei tumori glottici T2-T3 trattati con laserchirurgia

Stratificazione prognostica dei tumori glottici T2-T3 trattati con laserchirurgia. La Laserchirurgia transorale (TOLMS) costituisce in pazienti selezionati una valida opzione terapeutica per i tumori glottici T2-T3, al fine di ottenere buoni risultati oncologici preservando la laringe.

Poiché l’attuale sistema TNM non è in grado di contemplare tutte le varianti di estensione anatomica dei tumori glottici, uno studio multicentrico retrospettivo europeo su 637 pazienti, ha stratificato i tumori glottici intermedio-avanzati (pT2-T3) in sottocategorie prognostiche in base alla estensione tumorale ed al coinvolgimento delle sottosedi.

Il coinvolgimento tridimensionale dei diversi sottotipi laringei, l’infiltrazione dei tessuti sottomucosi e la motilità cordale, rappresentano i punti chiave da considerare per una adeguata selezione dei pazienti. 

Le sottocategorie (III, IV, Va, Vb, VI) dello studio erano basate sulla classificazione tridimensionale proposta da Piazza et al., modificata.

Le sottocategorie Va (coinvolgimento dello spazio paraglottico anteriore) e Vb (invasione spazio paraglottico posteriore) mostravano una sopravvivenza malattia specifica significativamente più bassa (Va: 91 %, Vb: 80 %).

Anche il controllo locale con solo Laser risultava più basso (Va: 76 %, Vb: 68 %) rispetto alle sottocategorie III (tumori estesi superficialmente alla sopra e/o sottoglottide) e IV (tumori infiltranti il muscolo vocale).

I Tumori con coinvolgimento dello spazio paraglottico posteriore (Vb) mostravano anche il più alto rischio di recidive locali e di ricorso alla laringectomia totale (HR: 3.70).

BIBLOGRAFIA
Filippo MarchiFrancesca Del BonFrancesco ChuClaudio SampieriElisa BelliniDavide LanciniStefano ZorziLaura Ruiz-SevillaMarta De Vecchi , Aurora PinacoliGiacomo PietrobonRosa-Delia Ramirez , Pietro BenziJacopo Di DomenicoFrancesc Xavier Avilés-JuradoMarta FilauroGabriele ZiglianiFrancesco MoraAlessandra SordiClaudia MontenegroIsabel VilasecaCesare PiazzaMohssen AnsarinGiorgio Peretti. Refining prognostic subcategories in intermediate-advanced glottic cancer: A multicentric study on 637 patients treated by transoral laser microsurgery. Oral Oncol. 2025 May:164:107264. doi: 10.1016/j.oraloncology.2025.107264.

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Cisti Mucosa della Vallecola Glotto Epiglottica

Cisti dell’Epiglottide: Laserchirurgia

Marker predittivi della recidiva di sinusite cronica

Marker predittivi della recidiva di sinusite cronica. Eosinofilia, Rapporto Eosinofili/Monociti (EMR), Indice immuno-infiammatorio sistemico (SII), ed indice di risposta immuno-infiammatoria sistemica (SIRI), possono servire come efficaci marker della rinosinusite cronica con poliposi (CRSwNP).

I livelli elevati di questi indici nei casi di Sinusite recidiva, supportano il loro ruolo di predittori della recidiva postoperatoria. Lo conferma un recente studio turco che ha valutato questi ed altri parametri in pazienti con CRSwNP senza recidiva, con recidiva, e nel gruppo di controllo.

BIBLIOGRAFIA
Hasan CanakciHasmet Yazici,  Salih YaymanKamil Gokce TulaciErhan ArslanOmer Hizli . Beyond the CBC: Can Novel Markers Predict Recurrence in Chronic Rhinosinusitis With Nasal Polyposis? 2025 Nov;50(6):1096-1102. doi: 10.1111/coa.70024.

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Fattori predittivi di recidiva dopo chirurgia endoscopica rinosinusale per sinusite cronica polipoide

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Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

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L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

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Lamine etmoidali residue anteriori limitano l’efficacia del Dupilumab

Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS)

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Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

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La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

La chirurgia endoscopica rinosinusale

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

Irrigazione salina calda: vantaggi durante la FESS

Spray a base di acido Ipocloroso utile nel postoperatorio della FESS

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Ipertrofia dei turbinati: intervista

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FESS: qualità della voce nella poliposi

FEES nello studio della Disfagia

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Barbed Snore Surgery: risultati morfologici

Barbed Snore Surgery: risultati morfologici. Il video mostra i risultati morfologici indotti sul palato dalla chirurgia con fili barbed in 3 pazienti affetti da apnee ostruttive del sonno. 

I principi della Barbed Surgery mediante l’utilizzo di fili autoreggenti a lento assorbimento sono quelli di indirizzarsi a correggere l’esatto sito anatomico del collasso modificando i parametri responsabili della ostruzione spaziale; di preservare la mucosa ed i tessuti molli e rispettare i muscoli e le funzioni anatomiche di ogni struttura.

Sostituendo la demolizione tissutale con la sospensione dei tessuti palatali a strutture fibrotendinee ed osee rigide, migliora il postoperatorio e la qualità di vita di questi pazienti.

La scelta del tipo di intervento dipende da quelli che sono i vettori ostruttivi prevalenti da correggere e viene fatta dopo una attenta visita con fibrolaringoscopia e dopo la conferma della D.I.S.E. (SLEEP ENDOSCOPY) che deve sempre obbligatoriamente precedere ogni scelta chirurgica.

Il primo caso evidenziava come il parametro di maggiore ostruzione palatale era antero-posteriore, per cui la scelta è stata la Faringoplastica anteriore. La orofaringolaringoscopia postoperatoria evidenzia chiaramente il miglioramento anatomico ottenuto con il sollevamento del palato molle in toto e la sua anteriorizzazione e l’aumento dello spazio retrofaringeo palatale.

Il secondo caso evidenziava un palato ptosico stretto prevalentemente in senso Latero Laterale. La Faringoplastica laterale con fili Barbed ha permesso di ottenere un aumento significativo dello spazio orofaringeo laterale

L’ultimo caso presentava un collasso concentrico retrofaringeo per cui la scelta è stata la Barbed Circular Pharyngoplasty con un allargamento e miglioramento di tutti i parametri.

Personalmente negli ultimi anni la Barbed Snore Surgery ha completamente sostituito la chirurgia demolitiva palatale (UPP) comportando per il paziente un decorso postoperatorio più rapido e con meno dolore ed una migliore qualità di vita anche negli anni successivi perché la persistenza dell’ugola e del palato molle consente di mantenere la umidificazione e distribuzione della saliva.

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Uvulopalatoplastica Laser Assistita (LAUP)

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Oral Appliance nell’OSAS: fattori predittori di risposta non soddisfacente

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