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La somministrazione mensile di Dupilumab nella Rinosinusite Cronica Polipoide mantiene i risultati

La somministrazione mensile di Dupilumab nella Rinosinusite Cronica Polipoide mantiene i risultati. Portare l’intervallo di somministrazione del Dupilumab a 1 mese nei pazienti con Rinosinusite cronica polipoide (CRSwNP) severa recalcitrante può ridurne l’efficacia?

Lo hanno testato in uno studio pubblicato su Laryngoscope i ricercatori del Policlinico Gemelli su 71 pazienti con due anni di follow up.

Il gruppo di controllo era costituito da 77 pazienti che non avevano modificato l’intervallo di somministrazione standard (ogni 2 settimane).

La risposta al trattamento (volume dei polipi, ostruzione nasale, qualità di vita, olfatto) migliorava a 6,12 e 24 mesi, senza sostanziali differenze, in entrambi i gruppi.

Nel gruppo con somministrazione mensile, i risultati evidenziavano  effetti collaterali minori in  9/71 pazienti, persistenza della eosinofilia in 26/71 pazienti, con richiesta specifica di deescalation della dose da parte di 36/71 pazienti.

Pertanto questi risultati suggeriscono che allungare a 1 mese il tempo di somministrazione del Dupilumab non impatta negativamente sui risultati del trattamento della CRSwNP severa non controllata e può ridurre il rischio di effetti collaterali dei farmaci.

BIBLIOGRAFIA
Eugenio De CorsoClaudio MontuoriGabriele De MaioLeandro Maria D’AuriaAlberta RizzutiMaria Clara PacilliGiuseppe D’AgostinoRodolfo MastrapasquaDario Antonio MeleJacopo Galli. Dupilumab Monthly Dose De-Escalation Maintains Efficacy in CRSwNP: A Two-Year Real-World Study. Laryngoscope, 2025 Jul;135(7):2267-2274. doi: 10.1002/lary.32162.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

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Poliposi nasale, terapia personalizzata limita le recidive

Bifosfonati efficaci nel ridurre l’acufene nell’otosclerosi

Bifosfonati efficaci nel ridurre l’acufene nell’otosclerosi. Uno studio egiziano su 100 pazienti affetti da otosclerosi con acufene ha dimostrato un significativo miglioramento del tinnitus, nel gruppo trattato con bifosfonati di terza generazione, in aggiunta a vitamina D orale e calcio, rispetto al gruppo di controllo (solo vit D e calcio).

Nel 40% dei pazienti del primo gruppo, l’acufene migliorava completamente dopo 6 mesi. 

BIBLIOGRAFIA
Ayman FouadMahmoud Mandour , Mohamed Osama TomoumReham Mamdouh Lasheen Effectiveness of bisphosphonate for alleviating tinnitus associated with otosclerosis: a prospective case-control study.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2024 Sep 13. doi: 10.1007/s00405-024-08935-z.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Otosclerosi: valore della TC nella diagnosi preoperatoria

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Lidocaina Transdermica per migliorare gli Acufeni

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Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

Tosse cronica nell’adulto

La tosse cronica è una delle condizioni più frequenti che portano a rivolgersi ai medici di medicina generale ma anche agli specialisti ORL.

Negli adulti, la tosse cronica viene definita come un sintomo che dura più di otto settimane. 

Quando la tosse è persistente ed eccessiva, può accompagnarsi a vomito, dolori muscolari, incontinenza urinaria, stanchezza, sincope e depressione e compromettere seriamente la qualità della vita.

Inoltre ha anche impatto negativo sulle relazioni sociali causando imbarazzo. 

Le cause della tosse cronica possono essere legate a una miriade di condizioni di salute. 

Nell’inquadramento della Tosse cronica, le raccomandazioni dell’American College of Chest Physicians e della European Respiratory Society, raccomandano ai medici un’anamnesi completa ed esame obiettivo accurato, mentre un panel di esperti raccomanda ai clinici di avere una particolare attenzione nell’identificazione dei sintomired flags e di escludere altre condizioni più rare causa di tosse cronica.

La storia clinica è fondamentale per valutare la tosse cronica.

Vanno indagate con attenzione durata, insorgenza, gravità, posizione e caratteristiche associate della tosse, nonché ai potenziali fattori scatenanti e complicazioni.

Le principali condizioni associate da considerare includono asma, malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) e sindrome della tosse delle vie aeree superiori (UACS), insieme a una storia dettagliata occupazionale e di abitudine al fumo.

Le “red flags“ sono: 

  • Emottisi, febbre, calo ponderale, e/o edema periferico associato ad aumento di peso.
  • Stato di fumatore di età >45 anni con tosse di recente insorgenza, modificazione della
    tosse, o coesistenti alterazioni della voce.
  • Soggetto di età 55-80 anni con storia di fumo di 30 pack/year (fumatore corrente o stop negli ultimi 15 anni).
  • Dispnea (a riposo o di notte).
  • Raucedine, difficoltà a deglutire, mangiare o bere.
  • Vomito.
  • Polmonite ricorrente.
  • Anomalie ad esame obiettivo o RX torace. 

Cause della Tosse cronica

La mancanza di respiro improvvisa, la disfonia, il soffocamento e la difficoltà di deglutizione possono suggerire ostruzione laringea o disfunzione delle corde vocali (VCD) indicando la necessità di una valutazione otorinolaringoiatrica con una fibrolaringoscopia.

Il respiro sibilante con senso di costrizione toracica, la dispnea e la tosse indotta dall’esercizio fisico o dal freddo durante la notte possono essere indicativi di Asma.  

L’UACS (Sindrome da Tosse delle Vie aeree superiori) si presenta associata a rinite o sinusite,  con gocciolamento retronasale, congestione nasale e starnuti. La tosse è secca, peggiore di notte.

La MRGE (Malattia da Reflusso Gastro Esofageo) può causare pirosi gastrica e disfonia, in particolare dopo i pasti o quando ci si sdraia o ci si piega in avanti.
Non va trascurata la possibilità che la tosse cronica, generalmente secca, possa essere causata da Reflusso Faringo Laringeo (RFL), spesso in assenza di sintomi gastroesofagei. La tosse in questo caso è irritativa legata alla presenza modesta ma ricorrente del contenuto acido dello stomaco nell’ambiente non acido del faringe-laringe. Anche qui la diagnosi necessita valutazione otorinolaringoiatrica con fibrolaringoscopia

Bronchite Cronica. È una tosse catarrosa, soprattutto al mattino, con storia di fumo o esposizione a inquinamento o agenti irritanti

L’insufficienza cardiaca congestizia è una causa meno frequente, ma gli ACE-inibitori sono noti per causare tosse secca nel 5-35% dei pazienti.

La prevalenza di tosse cronica nel post-COVID-19 è incerta, con un’ampia variabilità tra gli studi e stimata del 18%.

Strumenti di valutazione

Valutazione soggettiva della tosse La gravità della tosse viene spesso misurata utilizzando una scala di valutazione numerica da 0 a 10, una scala analogica visiva (VAS) da 0 a 100 mm o una classificazione verbale (lieve, moderata, molto grave e massima).

Valutazione oggettiva della tosse La misurazione oggettiva della frequenza della tosse è il gold standard, ma non ancora applicato nella pratica clinica. Il monitor della tosse VitaloJAK, è un sistema semi-automatizzato che registra suoni per 24 ore, raccogliendo ogni evento tosse tramite un microfono indossabile. Successivamente il software rimuove i suoni non legati alla tosse. Gli studi documentano una sensibilità del 97-100% ed è riconosciuto come lo strumento clinico più validato per il monitoraggio obiettivo della tosse utilizzato in diversi trial clinici.   

Esami essenziali

La radiografia del torace (RxT) dovrebbe essere eseguita in tutti i pazienti con tosse cronica per escludere masse, consolidamenti, malattie polmonari interstiziali (ILD), linfoadenopatia ilare e prove di enfisema. Seguita da tomografia computerizzata (TC) del torace non nei casi di pazienti con una RxT non normale o in forti fumatori con bronchiectasie.

La spirometria, con misurazioni pre e post broncodilatazione, è utile per diagnosticare malattie croniche delle vie aeree come asma e BPCO. 

Un emocromo con formula leucocitaria per valutare la presenza di eosinofilia e il dosaggio delle IgE totali o specifiche elevate può supportare la diagnosi di asma, allergia o NAEB.

 Una fibrolaringoscopia con visita ORL per valutare le VADS ed i segni clinici del Reflusso Faringolaringeo

Quando viene identificata una condizione sottostante ma la tosse persiste nonostante il trattamento, si parla di “tosse cronica refrattaria” (RCC). Se non viene trovata alcuna causa, la tosse viene etichettata come “tosse cronica inspiegabile” (UCC) 

 Il piano di gestione iniziale della tosse cronica formulato in un contesto di cure primarie dovrebbe comprendere:

  • la cessazione del fumo, inclusa la sigaretta elettronica e la marijuana;
  • il trattamento di eventuali infezioni sottostanti, escludendo la malignità;
  • l’eventuale sostituzione dell’ACE inibitore, con farmaco anti-ipertensivo di altra classe. Il miglioramento può essere osservato entro 4-8 settimane, sebbene alcuni casi riportino l’effetto fino a 6 mesi;
  • la terapia del Reflusso Gastroesofageo e/o Faringolaringeo da 2 a 6 mesi con PPI e alginati   

BIBLIOGRAFIA
Paolo Spriano, MD. Tosse cronica nell’adulto: l’approccio clinico  –   Univadis  – 18/03/2025.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Il reflusso fattore causale della rinosinusite cronica

Associazione causale fra reflusso gastroesofageo e malattie croniche di tonsille ed adenoidi

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Rispondi al questionario per sapere se soffri di Reflusso Faringo Laringeo

Il Refusso Faringo Laringeo nell’anziano

Ricerca del Linfonodo Sentinella nei Tumori Naso-Mascellari

Ricerca del Linfonodo Sentinella nei Tumori Naso-Mascellari. Le recidive locoregionali sono un fattore critico nella prognosi dei tumori maligni nasosinusali, anche se la relativa rarità di questi tumori (3-5% dei tumori maligni testa-collo), la eterogeneità istologica e di sede hanno prodotto scarsi dati riguardo la percentuale di recidiva e la localizzazione delle metastasi linfonodali.

Uno svuotamento latero cervicale elettivo nei casi N0 è controverso e viene giudicato da molti un overtreatment.

Uno studio della Ludwig-Maximilians University, Munich, Germany ha indagato il ruolo del Linfonodo sentinella su 20 casi di neoplasia rinosinusale N0 sottoposte a trattamento chirurgico fra il 2020 ed il 2022. (50% carcinoma squamoso; 20% adenocarcinoma; 15% melanoma, 15% altri istotipi).

I Linfonodi sentinella sono stati riscontrati al I livello nel 45% dei casi ed al II livello nel 40%, tutti ipsilateralmente alla lesione.

Tutti i linfonodi sentinella si sono rivelati indenni da localizzazione neoplastica. Non si è riscontrata nessuna complicanza legata alla procedura.

BIBLIOGRAFIA
Fatemeh Kashani  , BG Weiss , P Bartenstein, M Canis and F Haubner. Lymphatic drainage of sinonasal malignancies and the role of sentinel node biopsies . Orphanet Journal of Rare Diseases (2024) 19:120 https://doi.org/10.1186/s13023-024-03127-8

cordectomia laser prof

È indubbio anche nei tumori dei seni paranasali che la prognosi sia significativamente più infausta se compare una metastasi locoregionale e che intercettare una metastasi occulta permetterebbe un trattamento mirato solo ai casi necessari.  In letteratura il rischio riportato di metastatizzazione linfonodale latero cervicale è estremamente variabile (2 – 33%).   La sede mascellare sembra avere un tasso maggiore di metastatizzazione, come l’istotipo carcinoma squamoso o carcinoma indifferenziato, e la stadiazione T1-T2 per alcuni studi o tumori molto avanzati con invasione orbitaria o durale per altri.  La metodica del Linfonodo Sentinella è senz’altro quella più indicata per raggiungere gli obiettivi di migliorare la stadiazione e trattare i casi a rischio. Come affermano gli Autori, i casi di questo lavoro sono troppo scarsi per giungere alla conclusione che la metodica non sia utile e va sicuramente fatta una selezione a monte dei pazienti più a rischio da sottoporre alla procedura.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Motilità della spalla migliore dopo biopsia del linfonodo sentinella rispetto allo svuotamento elettivo del collo

Protocollo multimediale combinato per la ricerca del Linfonodo Sentinella nei tumori mediani piccoli del Cavo Orale

Indocianina Green associata alla radiocaptazione migliora identificazione intraoperatoria del linfonodo sentinella nei tumori cervico facciali

Indocianina-Green migliora le capacità diagnostiche della biopsia del Linfonodo Sentinella

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

LECTURE: SENTINEL NODE BIOPSY IN T1-T2 ORAL CAVITY SCC. 20 years personal experience

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Linfonodo Sentinella nei T del cavo orale: fattori predittivi lo sviluppo di metastasi nei Linfonodi non Sentinella

Valore del linfonodo sentinella nei tumori orali N0: l’esperienza giapponese 

Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo sentinella – “Medicina Regione Lazio”

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo Sentinella: Lezione alla Humanitas University

Linfonodo Sentinella: European Archives of Oto-Rhino-Laryngology

Linfonodo Sentinella: Chirurgia Radioguidata

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Il Linfonodo Sentinella nei Carcinomi Squamosi del Labbro

L’esperienza personale nelle Biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del Cavo orale

Il ruolo della Medicina Nucleare nella biopsia del linfonodo sentinella nei tumori del cavo orale

La Chirurgia Radioguidata del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo orale

L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

Linfonodo Sentinella: Esperienza preliminare all’Ospedale San Carlo

Linfonodo Sentinella: validità della biopsia

Linfonodo Sentinella – 1: Il Razionale

La Biopsia del Linfonodo sentinella nei tumori della bocca

Linfonodi Sentinella: identificazione intraoperatoria

Surgical consensus guidelines on sentinel node biopsy (SNB) in patients with oral cancer

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

La ricerca del Linfonodo Sentinella: Lavoro d’Equipe

BMI elevato indica necessità di chirurgia nelle paralisi cordali bilaterali

BMI elevato indica necessità di chirurgia nelle paralisi cordali bilaterali. Secondo uno studio statunitense, nel caso di paralisi bilaterali delle corde vocali un BMI (Body Max Index) elevato si correla direttamente con un peggioramento dei sintomi di dispnea e costituisce un fattore indicativo di trattamento chirurgico (dilatazione con balloon, tracheostomia, cordotomia laser, aritenoidectomia, ricostruzione open).

Una riduzione di peso contestualmente migliora i sintomi respiratori.

BIBLIOGRAFIA
Samer T ElsamnaMatthew E LinTeagen SmithMichael JohnsAmy Rutt , Yael Bensoussan. Impact of BMI on Dyspnea and Need for Surgical Intervention in Bilateral Vocal Fold Immobility. Otolaryngol Head Neck Surg. 2024 Aug;171(2):486-493. doi: 10.1002/ohn.753.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La radiografia dinamica digitale alternativa alla laringoscopia nella paralisi cordale transitoria

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Paralisi bilaterale delle corde vocali

Paralisi cordale bilaterale in età pediatrica


Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Inalazione postoperatoria di steroidi riduce la formazione di granulazioni cordali dopo laserchirurgia

L’iniezione intracordale di Acido Ialuronico

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Imaging nello studio delle Paralisi Cordali Monolaterali ad etiologia ignota

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Laringoplastica? Dallo studio delle cicale arriva una nuova tecnica

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Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

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Concha Bullosa: Turbinoplastica Mininvasiva

Concha Bullosa: Turbinoplastica Mininvasiva. Il video presenta una tecnica mini invasiva di trattamento della Concha bullosa che, in caso di forme moderate, può essere una alternativa alla resezione endoscopica parziale la quale rimane il trattamento di routine.

La via dia accesso è sempre endoscopica, con la guida di un’ottica 0°.

Per ridurre la dilatazione aerea del turbinato medio sostenuta dalla concha, si deve usare una apposita pinza (Entellus. Striker ®) con valve lunghe e lisce che schiaccia il turbinato in più punti creando una frattura della parete laterale della conca bullosa che in tal modo collassa.

Questa manovra riduce il volume senza rimuovere tessuto.

Il vantaggio è di essere meno aggressiva, di preservare la mucosa turbinale con minor rischio di secchezza e formazione di croste. 

Il sanguinamento è generalmente assente o molto contenuto.

La procedura, con la collaborazione del paziente, si può effettuare anche in regime ambulatoriale o in Day Hospital.

I limiti sono rappresentati di Conche bullose grandi,  dalla presenza di patologie associate sintomatiche ( poliposi, sinusiti croniche severe); può associarsi un maggior rischio di  riformazione della bullosità.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La Concha Bullosa ed il suo valore anatomo clinico nella patologia rinosinusale

Concha Bullosa e FESS

Concha bullosa: trattamento endoscopico

Decongestione Turbinati con Radiofrequenza al Plasma: trattamento personalizzato

Turbinati: riduzione con Radiofrequenza (Coblation Technology)

La Tecnologia Coblation nella Chirurgia dei Turbinati

Turbinati con Radiofrequenza: approccio Endoscopico in Microchirurgia

Turbinati inferiori: Laser vs Radiofrequenza

Che cosa sono i Turbinati?

Ipertrofia dei turbinati: intervista

Turbinati inferiori: Laser vs Radiofrequenza

Qual’è la tecnica migliore per la decongestione dei Turbinati: Turbinoplastica Chirurgica O Radiofrequenza?

La Radiofrequenza nel Trattamento dei Turbinati

Decongestione Sottomucosa Interstiziale dei Turbinati Inferiori con Radiofrequenza al Plasma

Turbinoplastica: allergia non inficia il miglioramento della respirazione

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Turbinato Medio: asportazione formazione polipoide

Settoplastica O Settoturbinoplastica?

Occhiali NUANCE AUDIO: nuova soluzione per l’udito

Occhiali NUANCE AUDIO: nuova soluzione per l’udito. È in commercio da qualche tempo una soluzione protesica acustica basata su occhiali che integrano la tecnologia degli apparecchi acustici open ear direttamente nella montatura.

Esiste una quota di popolazione con ipoacusia lieve moderata che trova grosse difficoltà psicologiche nell’adottare la classica protesi acustica e questa nuova soluzione potrebbe in modo selettivo colmare quel gap temporale che porterà poi alla adozione della protesi.

occhiali nuance audio caratteristiche

Le caratteristiche tecniche sono le seguenti:

  • gli occhiali montano  microfoni multidirezionali (MEMS) sulle aste laterali che catturano il suono usando la tecnologia beamforming. Rilevano il suono proveniente principalmente I Nuance Audio hanno due modalità audio, 360° e modalità frontale. Nella modalità frontale, i microfoni direzionali amplificano il suono proveniente dalla direzione frontale (intelocutore  posizionato nel campo visivo) e riducono contestualmente il rumore di fondo ambientale laterale e posteriore evitandone l’amplificazione.
  • L’audio viene elaborato in tempo reale da processori situati all’interno delle aste un digital Signal processor (DSP) sito nell’asta dell’occhiale  che filtraper filtrare il rumore, ridurre il feedback (fischi) ed ottimizzare la chiarezza vocale.
  • L’audio viene trasmesso open ear verso il condotto uditivo che è aperto, senza auricolari o gommini. 

– L’effetto acustico si basa su altoparlanti onde sonore a corto raggio che decadono rapidamente all’esterno del lobo.

  • Oltre alla modalità audio 360° e a quella frontale, l’utente può regolare preset e volume tramite app. Le regolazioni consentite riguardano l’algoritmo di equalizzazione, la riduzione del rumore e la direzionalità.

Le indicazioni

Ipoacusie neurosensoriali di tipo lieve moderato con perdita sulle frequenze acute non superiore a 55 dB.

Possono correggere simultaneamente deficit visivo (lenti personalizzate) ed uditivo con il concetto “what you see is what you ear “.  Gli occhiali sono eleganti, leggeri e comodi da portare.

Sono approvati per l’uso nell’Unione Europea (marchio CE) e sono stati approvati dalla FDA negli USA.

Sono acquistabili nei negozi di ottica al prezzo di 1.100 euro.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Protesi acustiche negli adulti affetti da grave ipoacusia negli USA

Sordità improvvisa neurosensoriale: il ritardo diagnostico terapeutico dipende a chiti rivolgi

Omocisteina nel sangue aumentata nella ipoacusia improvvisa neurosensoriale

Ipoacusia. Non ci sento bene: cosa devo fare?

Ipoacusia: gli Esami di Secondo Livello

Ipoacusia e le 4 D

Perdita uditiva e modificazioni nel cervello

Disturbi uditivi e sicurezza stradale

Nella ipoacusia improvvisa la vertigine è indice di danno cocleare severo

Correlazione fra rischio cardiovascolare e ipoacusia improvvisa

Protocollo ottimizzato di ossigenoterapia iperbarica nel trattamento della Ipoacusia Improvvisa

Terapia iperbarica aiuta chirurgia per distacco totale- subtotale dell’orecchio esterno

Cortisone intratimpanico o terapia iperbarica nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Ipoacusia Neurosensoriale Improvvisa e Neurinoma Acustico

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Associazione tra Malattia di Meniere e patologia tiroidea

Associazione tra Malattia di Meniere e patologia tiroidea. Uno studio di metanalisi e review della letteratura (PubMed, EMBASE, Web of Science and Cochrane Library) ha evidenziato una incidenza media di Malattia di Meniére (MD) pari all’8 % nei pazienti affetti da patologia tiroidea.

In alcuni studi la prevalenza raggiungeva il 22%.

La somministrazione di ormone tiroideo migliorava sia la sintomatologia dell’ipotiroidismo che della MD.  

BIBLIOGRAFIA
Rui Lai , Liwen TangTingting ZhuQiang Li .Association Between Ménière’s Disease and Thyroid Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis.Clin Otolaryngol 2025 Mar 26. doi: 10.1111/coa.14308

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Fattori predittivi nella scelta del trattamento della Malattia di Meniere

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Patogenesi della Malattia di Meniere: aggiornamento

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Fonofobia: sintomo molto frequente nella Malattia di Meniere

Malattia di Meniere e terapia con glicerolo

La Malattia di Meniere: opzioni di trattamento (III)

La Malattia di Meniere: linee guida di pratica clinica (II)

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Malattia di Meniere e Gentamicina

Malattia di Meniere e Gentamicina (parte II)

Malattia di Meniere: utilità della RM

Trattamento Sindrome di Menière

Sindrome di Meniere ed Estrogeni

Malattia di Meniere Monolaterale e Dieta

C’è una Tiroide che non funziona dietro tanti disturbi e malesseri

I fattori di rischio per lo sviluppo di metastasi linfonodali nei tumori midollari della tiroide

Iodio urinario e TSH possono aiutare a identificare il carcinoma papillifero della tiroide 

Tumori della tiroide: review (parte II) – Trattamento

Tumori della tiroide: review (I parte)

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Sordità neurosensoriali fluttuanti dell’adulto

Sordità neurosensoriali fluttuanti dell’adulto. Si definisce sordità fluttuante una variazione di oltre 10 dB tra due audiogrammi successivi nella media delle frequenze 0.5-1-2-4 KHz.

La ipoacusia può essere completamente recuperata tra le crisi o può evolvere verso un peggioramento progressivo.

La perdita è improvvisa e ricorrente.

In caso di sordità monolaterale si deve prendere in considerazione un idrope endococleare, mentre in caso di sordità fluttuante bilaterale  si deve prendere in considerazione un’eziologia sistemica autoimmune, sistemica o genetica.

ETIOLOGIA

Malattia di Meniere. È la condizione più frequente.
Nella forma tipica è caratterizzata dalla triade ipoacusia, vertigini oggettive, acufeni della durata anche di alcune ore.
Dal punto di vista istopatologico è dovuta ad un idrope endolifatico del dotto cocleare sacculo ed utriculo.
La perdita uditiva interessa generalmente le basse frequenze ma può essere anche pantonale. Può essere accompagnata da una sensazione di pienezza (fullness) e/o distorsione del suono.
Generalmente la ipoacusia è monolaterale. Il più delle volte la sordità fluttua nei primi anni della malattia con guarigione completa, poi subentra la perdita neurosensoriale che peggiora nel tempo.
La diagnosi è clinica ma può essere confermata grazie alla RM (3 Tesla) con protocolli specifici che evidenziano la dilatazione degli spazi endolinfatici cocleare e vestibolare.
La gestione della malattia di Meniere si basa sul trattamento farmacologico (glicerolo – cortisone – antistaminici anticolinergici -benzodiazepine) nelle forme moderate e precoci o nella iniezione intratimpanica di corticosteroidi o gentamicina nelle forme resistenti.
In caso di vertigini incontrollabili può essere proposta la neurectomia vestibolare (se udito funzionale) o la labirintectomia chirurgica (se cofosi).

Delayed Vertigo. È caratterizzata da una sordità neurosensoriale fluttuante che precede (anche di anni) la vertigine con sordità unilaterale profonda e di lunga durata nell’orecchio controlaterale. È dovuta ad un idrope indotta da una aggressione all’orecchio interno (barotrauma, trauma acustico, infezione, ischemia, intervento chirurgico). Il trattamento nei casi controlaterali è lo stesso della malattia di Meniere.

Malformazioni dell’orecchio interno, soprattutto a carico dell’acquedotto vestibolare che può portare a variazioni insolite nella pressione endolinfatica indotte dal cambiamento della pressione endocranica.

Ipotensione Endocranica. È definita come una pressione del liquido cefalorachidiano inferiore a 6 cm di H20. Può essere spontanea o secondaria (lesione durale, spesso lombare). Il segno clinico più frequente è la cefalea ortostatica (95%).

Fistole perilinfatiche. Sono definite come una comunicazione anomala fra orecchio medio e lo spazio perilinfatico con la possibile presenza di perilinfa nell’orecchio medio. Possono essere spontanee o traumatiche. La diagnosi può essere confermata con TAC delle rocche e/o RM per evidenziare malformazioni dell’orecchio interno che potrebbero favorire la presenza di una fistola perilinfatica. La fistola traumatica può guarire spontaneamente o con trattamento chirurgico.

Malformazione di Arnold Chiari. È caratterizzata da una erniazione della tonsilla cerebellare di almeno 5 mm nel foro occipitale. La ipoacusia neurosensoriale fluttuante può essere associata a cefalee occipitali e parestesia degli arti inferiori e cervicalgie oltre che disfonia, disfagia e sintomi cocleovestibolari. La diagnosi viene effettuata con RM Cerebrale

Patologie Autoimmuni. La sordità fluttuante è generalmente bilaterale evolutiva nel tempo ed associata a vertigini ed acufeni. I principali antigeni dell’orecchio interno che svolgono un ruolo nelle patologie autoimmuni sono il collagene di tipo II, la proteina P0, la proteina Raf-1, la beta-actina, l’alfa-tubulina, o la proteina colina.

Patologie sistemiche si differenziano dalle patologie autoimmuni per il loro coinvolgimento multiorgano. Il trattamento è inizialmente con corticosterioidi. La terapia immunosoppressiva può essere utilizzata in caso di fallimento della prima. Le principali sindromi sono:

Sindrome di Cogan. È una rara vasculite sistemica che si manifesta con cheratite interstiziale, associata a coinvolgimento audio-vestibolare. Nel 30% dei casi si associano cefalea, ipertermia, sintomi digestivi, neurologici o cardiovascolari.

Policondrite atrofizzante. È malattia autoimmune infiammatoria del tessuto connettivo. La sordità fluttuante può essere associata a danni della cartilagine nasale e dell’orecchio, ma può interessare anche la regione oftalmica, l’apparato tracheo bronchiale, il sistema cardiovascolare, reni, articolazioni e cute.

Poliarterite Nodosa. È una vasculite delle arterie intermedie che può colpire tutti gli organi, tra cui il nervo cocleovestibolare.

Artrite Reumatoide. Colpisce la membrana sinoviale delle articolazioni con prevalenza nelle donne interessando con picchi dolorosi prevalentemente polsi, mani e dita. Tra i sintomi extrarticolari può esservi un coinvolgimento dell’apparato cocleo vestibolare con ipoacusia fluttuate.

Lupus Eritematoso Sistemico. È una malattia autoimmune infiammatoria che può colpire diversi organi come cute, articolazioni, reni, polmoni ed anche l’orecchio interno.

Sindrome da antifosfolipidi. I sintomi sono legati al verificarsi di eventi tromboembolici che, oltre all’apparato audiovestibolare, possono determinare patologie cardiache, ematologiche, neurologiche, renali, polmonari, digestive, cutanee, ostetriche e vascolari.

Sindrome di Susac. Le lesioni interessano soprattutto il sistema nervoso centrale, l’occhio e l’orecchio con sordità a volte fluttuante secondaria ad una vasculopatia dei microvasi dell’orecchio interno e del sistema nervoso centrale.

Anche nell’ipotiroidismo si può osservare una sordità fluttuate, accompagnata da astenia a seconda del grado di ipotiroidismo che favorisce un idrope endococleare.

Tratto da:
C.Guigou, A.Bozorg Grayeli Sordità neurosensoriali fluttuanti EMC Otorinolaringoiatria  2025 vol 24(2) 1-7 [Articoli I -20-138-B-10]

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Risultati del trattamento con Laser CO2 dei tumori laringei sopraglottici T1-T3

Risultati del trattamento con Laser CO2 dei tumori laringei sopraglottici T1-T3. Uno studio di metanalisi ha indagato i risultati oncologici e funzionali del trattamento con Laser CO2 dei tumori laringei sopraglottici T1-T3.

Sono stati inclusi nell’analisi 24 studi per un totale di 937 pazienti suddivisi in 206 cT1, 467   cT2, e 123   cT3, la maggior parte dei quali cN0 (63.9 %).  

L’ospedalizzazione media è stata 10.1 giorni.

Le complicanze più frequenti sono state aspirazione (5.5 %), e sanguinamento (5.3 %).

La preservazione della laringe si è ottenuta nel 93.7% dei casi.

La tracheotomia temporanea è stata effettuata nel 18.0 % dei pazienti con un tempo di decannulazione medio di 6.8 giorni.

Il sondino nasogastrico per l’alimentazione è stato utilizzato nel 59% dei pazienti, con ripristino della dieta orale dopo mediamente 6.4 giorni.

Una gastrostomia definitiva si è resa necessaria nel 2.4% dei casi. Dal punto di vista dei risultati oncologici la sopravvivenza globale a 5 anni è stata del 70.1 e la sopravvivenza libera da malattia (DFS) dell’82.0 %.

Metastasi a distanza, locali e regionali si sono verificate rispettivamente nel 4.6%, 11.6% e 5.1 % dei pazienti. 

BIBLIOGRAFIA
Jerome R LechienStéphane Hans . Survival, Surgical, and functional outcomes of transoral laser microsurgery for cT1-T3 supraglottic laryngeal Cancers: A systematic review. Oral Oncol. 2024 Nov:158:107009. doi: 10.1016/j.oraloncology.2024.107009.

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