HomeSample Page

Sample Page Title

Home Blog Page 39

Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

0

Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani. La stenosi glottica posteriore (PGS) è una condizione patologica in cui le corde vocali sono fisse in posizione addotta, con una severa riduzione del passaggio aereo nell’area glottica posteriore.  Responsabile della stenosi è la formazione di tessuto cicatriziale che si sviluppa in sede interaritenoidea, potenzialmente bloccando l’articolazione crico-aritenoidea uni o bilateralmente.

La causa più comune della PGS è una intubazione traumatica o prolungata (12% dei pazienti intubati per 11-24 gg).

Altre cause meno frequenti sono infezioni, traumi laringei esterni, reflusso faringolaringeo, inalazione di caustici, precedente chirurgia o radioterapia.

La presentazione clinica è simile a quella della paralisi cordale bilaterale: dispnea e stridore, senza una significativa disfonia, data la posizione paramediana delle corde vocali.

Bogdasarian et al. hanno suddiviso PGS in 4 gradi di severità, in base al progressivo coinvolgimento della commissura posteriore e del giunto crico aritenoideo:

  • grado I sinechia interaritenoidea con sinus tract posteriormente;
  • grado II cicatrice interaritenoidea e commissurale posteriore; 
  • grado III cicatrice commissurale posteriore con fissazione di un giunto cricoaritenoideo;
  • grado IV, con fissazione di entrambe le articolazioni cricoaritenoidee.

Se nelle PGS di grado I e II la lisi endoscopica è il trattamento di routine, nei gradi III-IV, per evitare la ristenosi, sono necessarie procedure di laringoplastica.

Due gruppi italiani prestigiosi nella laserchirurgia, quelli di Giorgio Peretti a Genova  e Roberto Puxeddu a Cagliari, hanno pubblicato la loro esperienza nel trattamento della PGS  utilizzando la microchirurgia Laser CO2 transorale (TOLMS).

Lo studio osservazionale retrospettivo coinvolge 22 pazienti (13 m e 9 f, età media a. 55) affetti da PGS. Tutti erano stati sottoposti ad un work-up diagnostico che comprendeva videolaringostroboscopia flessibile e panendoscopia in anestesia generale con ottiche rigide 0° e 70°.

Due pazienti avevano una stenosi di grado I, 3 di grado II, 4 di grado III e 13 di grado IV. 

Il trattamento chirurgico era stato TOLMS con resezione personalizzata della cicatrice, con cordotomia posteriore in 13 casi (59.1%), resurafacing dell’area cruentata con microflap mucoso in 4 (18.2%) e posizionamento di tubo di Montgomery per 6 mesi (4 casi) o keel stent per 6 settimane in 1 caso.

Il protocollo di trattamento in funzione del grado di stenosi è stato il seguente:  

laserchirurgia nelle stenosi glottiche tabella
laserchirurgia nelle stenosi glottiche tabella

La qualità della vita misurata con il questionario Voice Handicap Index (VHI-30) era significativamente migliorata dopo il trattamento laser con una variazione media di – 31.0 (p = 0.003).

Anche il questionario Eating Assessment Tool-10 (EAT-10) presentava una variazione media di – 4.0 (p = 0.042). 

Airway-Dysphonia-Voice-Swallowing (ADVS) staging system, riportava una variazione media di – 3.5 (p < 0.001).

Non si erano riscontrate modificazioni significative negli scores di deglutizione. 

Il trattamento aveva portato alla decannulazione di 7dei 9 pazienti con tracheotomia pregressa (80%).

La conclusione degli Autori è che, sebbene non vi sia un algoritmo condiviso sul trattamento dei pazienti con PGS, la TOLMS personalizzata sul tessuto cicatriziale, combinata in casi selezionali con cordotomia posteriore e lembi locali peduncolati e/o posizionamento di stent, rappresenti un approccio efficace e privo di complicanze anche nei casi più severi di PGS.

BIBLIOGRAFIA
Marta Filauro , Francesco MissaleAlberto VallinFrancesco Mora , Valeria Marrosu , Filippo Carta , Roberto PuxedduGiorgio Peretti . Functional outcomes after transoral CO2 laser treatment for posterior glottic stenosis: a bicentric case series. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2023 Jan;280(1):249-257. doi: 10.1007/s00405-022-07516-2.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Stenosi Sottoglottica Idiopatica e iniezione di Steroidi

Stenosi subglottica idiopatica: stato dell’arte e social media

Stenosi laringea benigna dell’adulto

Dilatazione con Balloon delle Stenosi Laringo Tracheali

Tracheoplastica con laser Co2 per Stenosi Laringotracheale

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Laringoplastica? Dallo studio delle cicale arriva una nuova tecnica

La voce è migliore dopo Cordectomia Laser rispetto alla Radioterapia nei T1A glottici estesi

Laserchirurgia Laringea: Cordectomia Tipo II

Cordectomia Laser Tipo III (ELS 2000)

Valutazione qualità della voce dopo cordectomia con laser Co2

Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

I margini istologici dopo cordectomia

Cordectomia Laser Co2 dopo Radioterapia

Cordectomia Laser I Tipo

Cordectomia Laser di Tipo II

Cordectomia Laser Tipo III

Cordectomia Endoscopica Laser Co2 II Tipo

Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde VocaliCisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

Laserchirurgia dei tumori alle corde vocali

Paralisi Cordali in Adduzione

LASERCHIRURGIA CORDE VOCALI

EDEMA DI REIKE DELLE CORDE VOCALI

Cisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

Fonochirurgia Laser C02: Video dell’intervento

La Tecnologia Laser CO2

LASERCHIRURGIA: La tecnologia

Laser co2 : L’allestimento della sala operatoria

Riposo vocale dopo Microlaringochirurgia

Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

Inquinamento da polveri sottili aumenta incidenza tumori cavo orale e faringe negli USA

0

Inquinamento da polveri sottili aumenta incidenza tumori cavo orale e faringe negli USA. Uno studio della Rush University Medical Center, Chicago, IL, USA ha indagato la relazione fra esposizione a particelle inquinanti PM2.5 (polveri sottili di dimensioni </= 2.5 micron) e vari tipi di tumore del distretto cervico facciale (HNC), utilizzando database nazionali del periodo 2011-2019.

L’incremento dei livelli di PM 2.5 nell’atmosfera si associa ad un aumento di incidenza dei tumori del cavo orale e del faringe (IRR = 1.04, e IRR =1.07, rispettivamente, p = 0.02 per 1 μg/m3 di incremento in PM2.5).

Questi risultati venivano confermati ad una analisi epidemiologica e statistica che teneva conto anche di vari fattori di correzione. 

BIBLIOGRAFIA
Henrique Ochoa ScussiattoKerstin M StensonSamer Al-Khudari,  Michael J JelinekJayant M PintoMihir K Bhayani. Air pollution is associated with increased incidence-rate of head and neck cancers: A nationally representative ecological study. Oral Oncol. 2024 Jan 23:150:106691. doi: 10.1016/j.oraloncology.2024.106691.

inquinamento da polveri sottili prof

Anche questo studio su campione nazionale USA, conferma il dato di correlazione diretta fra inquinamento da polveri sottili e rischio cancro del distretto cervico facciale. I dati della Letteratura cominciano ad essere significativi per non iniziare ad allarmarsi!

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Tumore del cavo orale: nuove prospettive da biomateriali che modulano il microbiota

Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

Età anagrafica avanzata non controindica trattamento curativo tumori testa collo

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

PDTA naso e seni paranasali

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Tumori testa collo: valore di alcuni fattori metabolici tumorali e prognosi

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

Granuloma Piogenico della Laringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

I Tumori dell’orofaringe Hpv Correlati: Entità a se stante?

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

Tumori del Cavo Orale: ritardo diagnostico

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Papilloma Squamoso Hpv del Faringe

LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Glossectomie: proposta di una nuova Classificazione

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Omocisteina nel sangue aumentata nella ipoacusia improvvisa neurosensoriale

0

Omocisteina nel sangue aumentata nella ipoacusia improvvisa neurosensoriale. Nella ipoacusia neurosensoriale improvvisa (SSNHL) i livelli ematici di Omocisteina (HCY) sono significativamente più elevati.

Lo afferma uno studio di metanalisi della Letteratura della Huazhong University of Science and Technology, di Wuhan- China su  globalmente 1727 pazienti arruolabili, rispetto alla popolazione di controllo (OR 3.27, P < 0.01).

BIBLIOGRAFIA
Xun NiuYuzhang ChenYi ZhongXiyue Xiao The relationship between serum homocysteine levels and sudden sensorineural hearing loss: a meta-analysis. Eur Arch Otorhinolaryngol 280, 2091–2097 (2023). https://doi.org/10.1007/s00405-023-07829-w

omocisteina nel sangue

L’omocisteina è un aminoacido  che deriva dal metabolismo della metionina, aminoacido essenziale che si assume con i cibi (soprattutto carne, uova, latte e legumi). Una eccessiva presenza di omocisteina nel sangue può costituire un pericolo per la salute cardiovascolare.  Diversi sono i fattori che possono influire sulla quantità di omocisteina nel sangue :
– fattori ambientali (fumo, alcol, caffeina, sedentarietà;
– fattori fisiologici, (età e sesso maschile);
insufficienza renale e ipotiroidismo;
– assunzione di farmaci (contraccettivi orali, antiepilettici) fattori ereditari (omocistinuria).
Il valore di omocisteina nel sangue considerato normale per un individuo adulto è di 5-12 micro-moli per litro. 

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Ipoacusia Neurosensoriale Improvvisa e Neurinoma Acustico

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Acido Folico: i folati aiutano ad avere un udito migliore

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Ipoacusia e le 4 D

Ipoacusia. Non ci sento bene: cosa devo fare?

Ipoacusia: gli Esami di Secondo Livello

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

Efficacia degli anticolinergici topici nasali nel trattamento della rinite cronica 

0

Efficacia degli anticolinergici topici nasali nel trattamento della rinite cronica. Uno studio di review e metanalisi della Letteratura della University of California di Irvine (USA), ha valutato efficacia e tolleranza degli spray nasali anticholinergici nel trattamento dei sintomi della rinite cronica allergica e non allergica.

I pazienti reclutabili sono stati globalmente 2024. Il follow up medio era di 4 settimane ed il farmaco più utilizzato è stato ipatropium bromide.

Rispetto al placebo, il trattamento con anticholinergici topici riduce significativamente la severità della rinorrea (rhinorrhea severity score -0.77nella rinite allergica e – 0.43 nella rinite non allergica) e la durata (-0.62 e -0.29, rispettivamente).

Il beneficio è risultato meno valido per la congestione nasale, lo scolo retronasale e gli starnuti.

Tra gli effetti collaterali sono stati segnalati secchezza della mucosa nasale, irritazione, mal di testa, faringite.

L’unico sintomo avverso significativamente più frequente rispetto al placebo è stato il rischio di epistassi (RR= 2.19).

La capacità di ridurre severità e durata della rinorrea, sia nella rinite allergica che non allergica, giustificano il frequente ricorso all’uso topico degli anticolinergici in questa patologia.

BIBLIOGRAFIA
Jonathan C PangMilind VasudevAmy T DuMadeline M NottoliKatherine DangEdward C Kuan . Intranasal Anticholinergics for Treatment of Chronic Rhinitis: Systematic Review and Meta-Analysis. Laryngoscope, 133:722-731, 2023. doi: 10.1002/lary.30306.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Aggiunta di Omogenato di Uova di quaglia + Zinco migliora i sintomi della Rinite Allergica Stagionale 

La Turbinoplastica migliora la sintomatologia della Rinite Allergica più della terapia medica

La rinite allergica incrementa il rischio di depressione post partum

Steroidi intranasali negli allergici con COVID-19

Trattamento della rinite allergica in gravidanza

La rinite allergica

Riniti allergiche croniche: il trattamento

Rinite allergica con poliposi

Nuove Linee Guida per il Trattamento della Rinite Allergica

La Rinite Vasomotoria

Nuove Linee Guida per il Trattamento della Rinite Allergica

Ipertrofia Adenoidea nei bambini con Rinite Allergica

Nuova classificazione delle Rinopatie basata su etiologia e citologia nasale

Riniti ricorrenti dopo adenoidectomia in pazienti pediatrici

La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo

0

La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo. Un interessante lavoro cinese della Jilin University, Changchun, China, fornisce lo stato dell’arte  sulla patogenesi e sui trattamenti della Mucosite orale Radioindotta nei pazienti trattati per Carcimoma del distretto cervico facciale. Riporto la mia traduzione sintetica dei punti salienti del lavoro che possono essere una guida utile per i pazienti sottoposti a Radioterapia per neoplasie della Testa e del Collo.

La mucosite orale radioindotta (RIOM) è una della più frequenti complicanze per i pazienti con tumori della testa e del collo interessando circa il 90% dei pazienti trattati con radioterapia (RT).

Quelli più colpiti da RIOM sono pazienti con tumori del nasofaringe od orofaringe, che ricevono una dose cumulativa >5000 cGy o che sono sottoposti a trattamento chemioradioterapico concomitante (CCRT). 

Data la stretta correlazione fra il sito tumorale primitivo e l’incidenza elevata di metastasi linfonodali latero cervicali, la mucosa orale viene inclusa parzialmente o integralmente nell’area target di irradiazione in tutti i pazienti sottoposti a RT per un tumore cervico facciale.

Una cattiva igiene orale, il fumo, e la malnutrizione costituiscono condizioni di rischio aggiuntive di RIOM.

Anche il regime di radioterapia incide parzialmente sulla incidenza di RIOM. Un frazionamento di dose di RT modificata (1.25-2.00 Gy / f) comporta RIOM di grado III-IV maggiore rispetto alla RT convenzionale; la Radioterapia ad intensità modulata (IMRT) può ridurre la severità della RIOM paragonata alla RT convenzionale e,ulteriormente, i pazienti trattati con proton beam radiation therapy (PBRT) hanno un incidenza di RIOM significativamente inferiore rispetto a quelli  trattati con IMRT (16.7 vs. 52.2%).

Una dose cumulativa ≥65 Gy aumenta significativamente il rischio di RIOM.

Nella cavità orale una dose cumulativa < 32 Gy causa mucosite lieve (Grade </= 1) e di breve durata (</= 1 sett.).

Una dose > 39 Gy risulta associata ad una mucosite più lunga e severa. Contrastanti in letteratura sono gli effetti dalla associazione di RT con Cetuximab: per alcuni studi la mucosite risulta ridotta, per altri l’incidenza e la severità aumentata, a fronte di risultati oncologici superiori alla sola RT.

Patogenesi

Le radiazioni causano necrosi dell’epitelio che porta ad una desquamazione e successiva ulcerazione.

Il meccanismo di danno è diretto sul DNA cellulare che provoca una ridotta capacità rigenerativa dell’epitelio basale ed indiretto per il rilascio di mediatori dell’infiammazione, secrezione delle ghiandole salivari e neutropenia che aumentano la distruzione della mucosa orale. 

Gli stadi descritti del danno biologico sono 5:

a) iniziazione con liberazione di numerosi fattori dell’infiammazione, stess ossidativo;
b) risposta al danno primario con rottura della catena del DNA cellulare ed apoptosi;
c) amplificazione del segnale  con aumento del danno cellulare e tissutale da parte delle citokine proinfiammatorie liberate;
d) ulcerazione per il danno arrecato alla mucosa con possibile colonizzazione batterica;  
e) guarigione  per la proliferazione delle cellule epiteliali  e la differenziazione istiocitaria che porta alla rigenerazione dell’integrità tissutale.  

mucosite orale 2
Mucosite orale 2

Clinica

Clinicamente la RIOM si manifesta generalmente 2.5 settimane dopo l’inizio della radioterapia e continua per 2–3 settimane dopo il completamento della terapia.

È caratterizzata da dolore orofaringeo, disfagia,  disturbi del linguaggio e deterioramento nutrizionale.

Il Radiation Therapy Oncology Group (RTOG) ha classificato la severità della mucosite in quattro gradi:

Grado I: eritema e lieve dolore alle mucose che non richiede analgesici;
Grado II: mucosite rilevata che richiede analgesici;
Grado III: mucosite confluente e severo dolore che richiede analgesici narcotici;
Grado IV: profonde ulcerazioni e/o necrosi talora con sanguinamento con fortissimo dolore ed impossibilità ad assumere alcun cibo per bocca.

mucosite orale

Trattamento

Il trattamento della RIOM è essenzialmente sintomatico e la sospensione della RT è necessaria se il paziente sviluppa una RIOM severa.

La terapia del dolore è commisurata alla scala di intensità dello stesso per ogni paziente.

Se il dolore è lieve possono essere applicati acetaminofene e lidocaina. Sospensioni di Acetaminofene con codeina possono essere utilizzati per dolore medio, mentre oppioidi forti come morfina o fentanyl sono utilizzati quando la mucosite diviene insopportabile.

È indicato il ricorso anche a lavaggi della bocca con soluzioni di morfina (0.2%) per limitare il ricorso alla morfina sistemica.

Fattori di crescita e citochine possono essere somministrate per riparare la mucosa e favorire una più rapida guarigione.

Granulocyte macrophage-colony stimulating factor (GM-CSF), Keratinocyte growth factor (KGF), Epidermal growth factor (EGF)  etc.  sono stati testati in diversi studi per stimolare diverse linee cellulari (keratinociti, macrophagi, e fibroblasti) e così promuovere la guarigione della mucosa orale.

Tra i farmaci antinfiammatori, la Benzydamina, antinfiammatorio non steroideo, ha dimostrato  in diversi studi un’attività topica antinfiammatoria, analgesica, anestetica ed antimicrobica  nella RIOM. L’applicazione di creme steroidee (0.1%) mischiate con olio di oliva applicate alla mucosa quattro volte al giorno dopo il pasto e la sera prima di dormire si sono dimostrate efficaci nell’evitare il grado III della mucosite.

L’uso topico protratto nel tempo di corticosteroidi, largamente utilizzato in questi pazienti per alleviare edema, inibire l’infiammazione ed alleviare i sintomi, può portare al rischio di infezioni da Candida.

Alcuni autori hanno trovato benefici nell’utilizzo di Rebamipide  agente che inibisce la produzione di cytokine infiammatorie  come  IL-1, IL-8, e TNF-α,  in colluttorio a 300 mL per bottiglia suddiviso in 6 dosi  giornaliere .

Anche il miele, eventualmente mischiato con lignocaina gel prima e dopo la somministrazione di RT e la sera, può essere utile a ridurre l’infiammazione e favorire la guarigione.

Il ricorso alla Antibioticoterapia si pone in caso di sovrainfezione batterica della mucosa orale.

La scelta dovrebbe essere guidata dall’antibiogramma effettuato sulla base dell’esame colturale per germi comuni e miceti su tampone orale.

La Chlorhexidine gluconato è riconosciuta come agente antimicrobico che può evitare la placca e controllare precoci infezioni periodontali

Farmaci protettori della mucosa orale utilizzati nella RIOM sono il Misoprostolo un analogo sintetico della prostaglandina E1 con proprietà antinfiammatorie e mucosa protettive, Amifostine, che ha dimostrato in alcuni studi di ridurre severità e durata della RIOM pur con il rischio di effetti collaterali per una somministrazione giornaliera prolungata ed L-glutamine (L-Gln) in sospensione orale.   

La laserterapia a bassa intensità (LLLT) è uno dei più recenti e promettenti trattamenti della RIOM.  

LLLT promuove la proliferazione di cellule multiple soprattutto attraverso l’attivazione della catena mitocondriale respiratoria, ed incrementando l’espressione genica e la sintesi proteica di TNF-α, IL-6, and IL-8.

Negli studi riportati in Letteratura i protocolli ed i tipi di laser sono diversi: laserphototerapia, low-level He-Ne laser (wavelength 632.8 nm and output of 10 mW), ma tutti segnalano buoni risultati, con limitazione del grado di mucosite, minor dolore e più rapida guarigione del danno tissutale ed assenza di effetti collaterali.

Tra le misure preventive, l’igiene orale è fondamentale.

Durante il trattamento, le ghiandole salivari danneggiate dalle radiazioni producono meno saliva e la cavità orale diviene gradualmente acida, favorendo la proliferazione di colonie fungine. Opportuni trattamenti orali hanno l’intento di mantenere il pH della bocca alcalino.

Le cure comprendono la meccanica pulizia dei denti, sciacqui frequenti della bocca con soluzioni alcalinizzanti, aloe vera o Benzydamina, idratazione e lubrificazione della mucosa orale.    

Anche un corretto supporto nutrizionale è importante.

La malnutrizione è un problema comune nei pazienti con tumori cervico-facciali: il 44% di essi la sviluppa durante il trattamento Radioterapico e ben l’88% durante la Radiochemioterapia. L’applicazione di anestetici locali topici prima dell’assunzione di cibi liquidi o semisolidi ad alto contenuto calorico e proteico può essere un approccio corretto.

Andrebbero evitati fumo, alcool ed alcuni cibi come pomodori, agrumi e cibi piccanti o speziati, oltre che piatti caldi. 

A seconda dei casi va valutata l’opportunità di posizionare una gastrostomia percutanea (PEG) per evitare il rischio di interruzione della terapia. La PEG andrebbe posizionata prima che il dosaggio superi i 30 Gy e prima dell’instaurarsi di una mucosite severa.

BIBLIOGRAFIA
Shiyu Liu, Qin Zhao, Zhuangzhuang Zheng, Zijing Liu, Lingbin Meng, Lihua Dong, e Xin Jiang. Status of Treatment and Prophylaxis for Radiation-Induced Oral Mucositis in Patients With Head and Neck Cancer.Front Oncol. 2021; 11: 642575. doi: 10.3389/fonc.2021.642575

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

Età anagrafica avanzata non controindica trattamento curativo tumori testa collo

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

PDTA naso e seni paranasali

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Tumori testa collo: valore di alcuni fattori metabolici tumorali e prognosi

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

Granuloma Piogenico della Laringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

I Tumori dell’orofaringe Hpv Correlati: Entità a se stante?

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

Tumori del Cavo Orale: ritardo diagnostico

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Papilloma Squamoso Hpv del Faringe

LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Glossectomie: proposta di una nuova Classificazione

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Quadri di patologia tonsillare

0

Quadri di patologia tonsillare. Il video è una breve carrellata di immagini di patologia tonsillare. 

Le tonsille palatine, per la loro posizione all’imbocco della via respiratoria e digestiva e per la loro conformazione anatomo-istologica, sono esposte a frequenti contatti con germi esterni, variazioni del pH endorale, cibi e liquidi più o meno irritanti.

Tutte queste condizioni, unitamente alla attività immunitaria di organo produttore di anticorpi, spesso comportano un aumento volumetrico delle tonsille, con una ipertrofia che, quando eccessiva, può comportare disturbi apnoici del sonno e impaccio nella deglutizione.

I quadri infiammatori più frequenti sono legati ad infezioni batteriche (tonsillite con placche), virali (angina da mononucleosi) alla formazione di pseudomembrane (difterite).

 L’ascesso peritonsillare con la formazione di raccolta purulenta dietro e sopra la tonsilla, la sposta medialmente, restringendo lo spazio respiratorio ed esponendo al rischio di progressione dalla raccolta ascessuale al collo ed al mediastino.

L’aspetto criptico può favorire il ristagno di cibo nelle cripte e la precipitazione di concrezioni saline (tonsilloliti).  Patologia benigna relativamente frequente sono la presenza di papillomi virali o di cisti mucose da ritenzione. I primi vanno rimossi ed esaminati istologicamente, le cisti, se non crescono, non meritano un trattamento chirurgico.

Neoplasie maligne possono essere di tipo carcinomatoso o linfomatoso. Nel primo caso l’aspetto è di lesioni spesso ulcerate, infiltranti, sanguinanti al tatto con dolore alla deglutizione ed estese alla mucosa dei pilastri o del trigono retromolare. Nel caso del linfoma prevale l’aspetto iperplastico, limitato al tessuto linfatico tonsillare od esteso alla base linguale.

Le tonsille palatine sono poste sulla parete laterale dell’orofaringe in corrispondenza dell’istmo delle fauci ed è limitata, al margine libero del palato molle, dagli archi palatini anteriori e posteriori e dalla base della lingua.

La tonsilla è costituita da tessuto linfo-reticolare avvolto da un mantello epiteliale di tipo pavimentoso pluristratificato che si introfetta a formare delle cripte.

Uno dei quadri clinici più comuni è l’ipertrofia delle tonsille. In alcuni casi le tonsille si toccano sulla linea mediana mentre quando sono estremamente ipertrofiche diventano stenosanti portando il paziente a rischio di apnea.

In alcuni casi l’ipertrofia tonsillare è monolaterale: Potete vedere nel video un quadro di tonsille criptiche spesso foriere di formazione di tonsilliti.

Uno dei quadri più comuni è la tonsillite acuta batterica con placche.

Quadri della mononucleosi possono andare dalla angina acuta bilaterale che coinvolge anche il palato alla forma ulcero-necrotica monolaterale spesso.

La forma pseudomembranosa fa pensare alla difterite.

Nel caso di ascesso peritonsilare, la tonsilla viene spostata oltre la linea mediana. Quadri patologici benigni, papilloma tonsillare spesso su base HPV, la cisti mucosa da ritenzione benigna non da trattare.

Casi più importanti come il carcinoma tonsillare, la tonsilla è da trattare, è spesso necrotica, sanguinante al tatto, dolente oppure, in alcuni casi quando c’è un ipertrofia massiva monolaterale, spesso si tratta di un linfoma.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

IgE specifiche tissutali aumentate alla base della ipertrofia tonsillare pediatrica

Hpv: Papilloma Virus nel tessuto tonsillare

Carcinoma della Tonsilla: Approccio per via transmandibolare conservativa e Ricostruzione con Lembo Miofasciale di Gran Pettorale.

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Il tessuto tonsillare ricresce dopo tonsillectomia parziale?

Mononucleosi: tonsillectomia intracapsulare con microdebrider e mononucleosi

Allergia influenza la patologia adenotonsillare

Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

Coblation Tonsillectomy: nuova tecnica diminuisce rischio emorragia

Indicazioni alla Tonsillectomia

Coblator: uso nella Tonsillectomia pediatrica

Indicazioni alla Tonsillectomia in età pediatrica

Tonsillectomie dell’adulto: riscontro di tumori maligni occulti

Artrite reumatoide aumenta il rischio di ascesso peritonsillare

Hpv: Papilloma Virus nel tessuto tonsillare

Ascesso peritonsillare: incisione e drenaggio é il trattamento migliore

Dolore post tonsillectomia e infiltrazioni di anestetico locale

Tonsillectomia in età pediatrica: la stimolazione sonora intraoperatoria

Tonsillectomia: protocollo di comportamento post intervento

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (II)

La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Tonsillectomia con radiofrequenza al plasma (Coblator)

Post tonsillectomia nei bambini: Ibuprofene vs Acetaminofene

Tonsillectomia in Scozia: studio osservazionale

Tonsillectomia con Bisturi al Plasma (P.K.)

Sanguinamento dopo la Tonsillectomia

Gestione dell’emorragia Post Tonsillectomia nei Bambini

Indicazioni alla Tonsillectomia nell’adulto

Germania: piu’ Tonsillotomie, meno Tonsillectomie

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Angina Monocitica o Tonsillite da Mononucleosi

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

0

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS. Uno studio italiano di review della letteratura ha valutato l’efficacia e la validità delle Faringoplastiche con fili barbed nel trattamento dell’OSA.

Gli studi selezionati  sono stati 26 per un totale di 1014 pazienti trattati (84.65 maschi, età media 46.9 anni con  Body Mass Index (BMI) medio di  25.6 kg/m2.).

valore delle faringoplastiche
VALORE DELLE FARINGOPLASTICHE

Globalmente dopo la chirurgia si evidenziava una riduzione media dell’AHI DEL 62.3%, da 32.4/h preoperatorio a 11.9/h postoperatorio.  

L’intervento più comunemente adottato è stato la Barbed Repositioning Pharyngoplasty (BRP) in 16 su 26 studies, seguito dalle sue modificazioni in 3 studi.

La scelta se effettuare intervento in stadio singolo o procedura multilivello è determinata dalla Sleep Endoscopy (DISE) che deve sempre precedere la procedura chirurgica.

BIBLIOGRAFIA
Cerritelli Luca, Capasso Pasquale, Tripodi Caterina, Moffa Antonio, Leone Federico, Pace Annalisa, Albertini Riccardo, Mannelli Giuditta, Russo Gennaro & Cammaroto Giovanni . Barbed palatal surgery: single stage or multilevel setting—a systematic review by the Young Otolaryngologists of the Italian Society of Otolaryngology.European Archives of Oto-Rhino-Laryngology. May 2023 280, 3905–3913 (2023). https://doi.org/10.1007/s00405-023-08018-5

valore delle faringoplastiche prof

Da alcuni anni anch’io pratico largamente, se non esclusivamente, la chirurgia del palato con fili barbed nei paziento con OSAS. L’intervento viene personalizzato individuando con la DISE i paramenti funzionali che devono essere corretti sospendendo i muscoli e la mucosa allo scaffold fibro tendineo ed osseo orofaringeo. Non essendo una chirurgia demolitiva sui tessuti, anche il postoperatorio è più leggero rispetto alla classica UPP.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Faringoplastica Laterale: l’intervento

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Ugulopalatofaringoplastica: tempi chirurgici dell’intervento

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

Chirurgia funzionale del naso migliora la qualità del sonno nei soggetti allergici e con ostruzione nasale

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

Ostruzione nasale cronica? Per alcuni il problema è psicologico

Respirazione nasale: fare sesso la migliora

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Conflitto neurovascolare e sordità improvvisa

0

Conflitto neurovascolare e sordità improvvisa. Una revisione sistematica della letteratura in uno studio israeliano ha evidenziato che il conflitto neurovascolare dell’VIII nc. non risulta statisticamente più frequente nei casi di sordità improvvisa neurosensoriale (SSNHL).

La prevalenza del NVC è risultata 0.8-69% per l’orecchio affetto contro 19-57% per l’orecchio di controllo. (OR=1.05).

Questo dato sembra escludere che il NVC possa essere responsabile della SSNHL monolaterale.

BIBLIOGRAFIA
Tzahi Yamin, Yahav Oron, Ophir Handzel, Rani Abu Eta, Nidal Muhanna & Omer J. Ungar . Neurovascular conflict and sudden unilateral sensorineural hearing loss: coincidence or coexistence? European Archives of Oto-Rhino-Laryngology Volume 280, pages 3635–3641, (2023)

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Rischio cardiovascolare aumentato nei pazienti con sordità improvvisa

Sordità improvvisa: fattori dell’infiammazione elevati predittivi di rischio

Sordità improvvisa e rapporto neutrofili/linfociti elevato

Sordità Improvvisa: vantaggi della RM precoce

Ormoni dello Stress e Sordita’ Improvvisa

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Carenza di ferro peggiora la prognosi della sordità improvvisa idiopatica

Ipoacusia e le 4 D

Ipoacusia. Non ci sento bene: cosa devo fare?

Ipoacusia: gli Esami di Secondo Livello

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Protesi acustiche negli adulti affetti da grave ipoacusia negli USA

Sordità improvvisa pediatrica

Sordità: maggiore rischio nei pazienti con Fibromialgia

Gravidanza, esposizione agli estrogeni e otosclerosi

Adenoid Ameloblastoma: una nuova entità tumorale

0

Adenoid Ameloblastoma: una nuova entità tumorale. Recentemente è stato introdotto nella 5th WHO Classification of Head and Neck Tumours aggiornata nel  2022, un nuovo raro tumore odontogeno denominato Adenoid Ameloblastoma (AdAM). In letteratura sono presenti 15 articoli per un totale di una quarantina di casi di AdAM.

adenoid ameloblastoma
Adenoid Ameloblastoma

Il sesso maschile è più colpito (63.3%), con una preferenza per la mandibola e la regione posteriore del mascellare.

Si manifesta generalmente nella quarta/quinta decade di età.  

Clinicamente la lesione si presenta come una tumefazione (53.3%) e, radiologicamente, come una lesione unica, ben definita, grande e radiolucente (33.4%).

Sono descritte anche forme multiloculari.

Istologicamente si presenta con epitelio ameloblastoma-like, aree cribriformi nella maggior parte dei casi (93%), con la presenza di strutture pseudoduttali composte da cellule columnari in strutture a palizzata denominata “morule”

adenoid ameloblastoma 1

Plexiform arrangement of the tumoral parenchyma exhibiting cribriform growth pattern. Da: José Alcides Almeida de Arruda, 2020Oral and Maxillofacial Surgery

adenoid ameloblastoma 2

Duct-like spaces more evident and areas with whorled appearance  of the hypercellularity with ovoid cells (H&E, original magnification 40×). Da: José Alcides Almeida de Arruda, 2020Oral and Maxillofacial Surgery

Recentemente è stato evidenziato come AdAM non accoglie mutazioni BRAF e KRAS che sono ricorrenti in altre patologie che mimano AdAM compresi Ameloblastoma e Tumori adenomatoidi odontogenici. Invece sono state riscontrate mutazioni CTNNB1 insieme con accumulo nucleare di β-catenina.

Il trattamento elettivo è chirurgico  (40%) . Una recidiva capita nel 30% dei casi  .

BIBLIOGRAFIA
Hannah Gil de Farias Morais, Rani Iani Costa Gonçalo, Carla Samily de Oliveira Costa, Hévila de Figueiredo Pires, Rodrigo Porpino Mafra, Everton Freitas de Morais, Márcia Cristina da Costa Miguel, Roseana de Almeida Freitas. A Systematic Review of Adenoid Ameloblastoma: A Newly Recognized Entity.Head and Neck Pathology 2023 August 5

Jose Alcides Almeida de Arruda, Mariana Noronha, Lucas Guimaraes Abreu, Ricardo Alves Mesquita et al .Adenoid ameloblastoma in the posterior maxilla: a case report and review of the literature. June 2020Oral and Maxillofacial Surgery 24(1)DOI: 10.1007/s10006-020-00830-1

Kyu-Young Oh , Seong-Doo Hong , Hye-Jung Yoon . Adenoid Ameloblastoma Shares Clinical, Histologic, and Molecular Features With Dentinogenic Ghost Cell Tumor: The Histologic Spectrum of WNT Pathway–Altered Benign Odontogenic Tumors Modern Pathology Vol 36 3, March 2023 https://doi.org/10.1016/j.modpat.2022.100051

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

Metastasi cistiche del collo: importanza della Frozen Section intraoperatoria

Età anagrafica avanzata non controindica trattamento curativo tumori testa collo

Tumori della Testa e del Collo: stato nutrizionale ed infiammatorio influenzano la prognosi

Biomarcatori metastasi tumori testa-collo

Tumori del Testa collo: breath test per la diagnosi precoce

Tumori testa-collo: One-Step Nucleic Acid Amplification

Radiofrequenza dei cellulari: effetti su angiogenesi nei tumori della testa e del collo

Tumori testa-collo: nel 2030 un malato su 2 sara’ over 65

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

PDTA naso e seni paranasali

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

Granuloma Piogenico della Laringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

I Tumori dell’orofaringe Hpv Correlati: Entità a se stante?

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

Tumori del Cavo Orale: ritardo diagnostico

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Papilloma Squamoso Hpv del Faringe

LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Glossectomie: proposta di una nuova Classificazione

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale

Laringite batterica: importanza dell’esame colturale per una corretta terapia

0

Laringite batterica: importanza dell’esame colturale per una corretta terapia. La Laringe per la sua posizione al centro delle vie aeree superiori, è spesso soggetta ad una varietà di insulti, tra cui le infezioni.

Le manifestazioni cliniche delle laringiti più frequenti sono abbassamento della voce, tosse e mal di gola. 

Uno studio St. Luke’s University Health Network, Bethlehem, Pennsylvania, U.S.A. pubblicato su Laryngoscope, ha esaminato retrospettivamente un gruppo di 24 pazienti affetti da laringite che durava >3 settimane con esame colturale positivo per meglio comprendere quando era opportuno iniziare la terapia antibiotica e come questo influenzasse i risultati.

Il 90% dei pazienti era già in terapia antiacida prima di effettuare la coltura. 55% era immunodepresso.

Le specie batteriche isolate comprendevano Klebsiella (27.5%), Staphylococcus (27.5%), staphylococcus methicillino resistente (13.7%).

Dodici culture (41.4%) rivelavano multiple specie batteriche e in 10 culture (34.5%) erano state isolate concomitanti colonie fungine.  

La durata media del trattamento antibatterico mirato era stata di 10 gg.

Ventuno pazienti (72%) erano andati incontro a miglioramento o risoluzione dei sintomi dopo terapia.

Lo studio conferma l’efficacia della terapia antibiotica mirata sulla base dell’esame colturale, anche se lo studio non ha chiarito il timing ottimale delle colture d il ruolo delle laringiti fungine concomitanti.

BIBLIOGRAFIA

Keith R ContiAdelaide ZhaoErin HuntAaron J Jaworek. Practical Application of Culture-Directed Treatment for Chronic Bacterial Laryngitis.Laryngoscope 134:215–221, 2024 doi: 10.1002/lary.30906.