Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani. La stenosi glottica posteriore (PGS) è una condizione patologica in cui le corde vocali sono fisse in posizione addotta, con una severa riduzione del passaggio aereo nell’area glottica posteriore. Responsabile della stenosi è la formazione di tessuto cicatriziale che si sviluppa in sede interaritenoidea, potenzialmente bloccando l’articolazione crico-aritenoidea uni o bilateralmente.
La causa più comune della PGS è una intubazione traumatica o prolungata (12% dei pazienti intubati per 11-24 gg).
Altre cause meno frequenti sono infezioni, traumi laringei esterni, reflusso faringolaringeo, inalazione di caustici, precedente chirurgia o radioterapia.
La presentazione clinica è simile a quella della paralisi cordale bilaterale: dispnea e stridore, senza una significativa disfonia, data la posizione paramediana delle corde vocali.
Bogdasarian et al. hanno suddiviso PGS in 4 gradi di severità, in base al progressivo coinvolgimento della commissura posteriore e del giunto crico aritenoideo:
grado I sinechia interaritenoidea con sinus tract posteriormente;
grado II cicatrice interaritenoidea e commissurale posteriore;
grado III cicatrice commissurale posteriore con fissazione di un giunto cricoaritenoideo;
grado IV, con fissazione di entrambe le articolazioni cricoaritenoidee.
Se nelle PGS di grado I e II la lisi endoscopica è il trattamento di routine, nei gradi III-IV, per evitare la ristenosi, sono necessarie procedure di laringoplastica.
Due gruppi italiani prestigiosi nella laserchirurgia, quelli di Giorgio Peretti a Genova e Roberto Puxeddu a Cagliari, hanno pubblicato la loro esperienza nel trattamento della PGS utilizzando la microchirurgia Laser CO2 transorale (TOLMS).
Lo studio osservazionale retrospettivo coinvolge 22 pazienti (13 m e 9 f, età media a. 55) affetti da PGS. Tutti erano stati sottoposti ad un work-up diagnostico che comprendeva videolaringostroboscopia flessibile e panendoscopia in anestesia generale con ottiche rigide 0° e 70°.
Due pazienti avevano una stenosi di grado I, 3 di grado II, 4 di grado III e 13 di grado IV.
Il trattamento chirurgico era stato TOLMS con resezione personalizzata della cicatrice, con cordotomia posteriore in 13 casi (59.1%), resurafacing dell’area cruentata con microflap mucoso in 4 (18.2%) e posizionamento di tubo di Montgomery per 6 mesi (4 casi) o keel stent per 6 settimane in 1 caso.
Il protocollo di trattamento in funzione del grado di stenosi è stato il seguente:
laserchirurgia nelle stenosi glottiche tabella
La qualità della vita misurata con il questionario Voice Handicap Index (VHI-30) era significativamente migliorata dopo il trattamento laser con una variazione media di – 31.0 (p = 0.003).
Anche il questionario Eating Assessment Tool-10 (EAT-10) presentava una variazione media di – 4.0 (p = 0.042).
Airway-Dysphonia-Voice-Swallowing (ADVS) staging system, riportava una variazione media di – 3.5 (p < 0.001).
Non si erano riscontrate modificazioni significative negli scores di deglutizione.
Il trattamento aveva portato alla decannulazione di 7dei 9 pazienti con tracheotomia pregressa (80%).
La conclusione degli Autori è che, sebbene non vi sia un algoritmo condiviso sul trattamento dei pazienti con PGS, la TOLMS personalizzata sul tessuto cicatriziale, combinata in casi selezionali con cordotomia posteriore e lembi locali peduncolati e/o posizionamento di stent, rappresenti un approccio efficace e privo di complicanze anche nei casi più severi di PGS.
Inquinamento da polveri sottili aumenta incidenza tumori cavo orale e faringe negli USA. Uno studio della Rush University Medical Center, Chicago, IL, USA ha indagato la relazione fra esposizione a particelle inquinanti PM2.5 (polveri sottili di dimensioni </= 2.5 micron) e vari tipi di tumore del distretto cervico facciale (HNC), utilizzando database nazionali del periodo 2011-2019.
L’incremento dei livelli di PM 2.5 nell’atmosfera si associa ad un aumento di incidenza dei tumori del cavo orale e del faringe (IRR = 1.04, e IRR =1.07, rispettivamente, p = 0.02 per 1 μg/m3 di incremento in PM2.5).
Questi risultati venivano confermati ad una analisi epidemiologica e statistica che teneva conto anche di vari fattori di correzione.
Anche questo studio su campione nazionale USA, conferma il dato di correlazione diretta fra inquinamento da polveri sottili e rischio cancro del distretto cervico facciale. I dati della Letteratura cominciano ad essere significativi per non iniziare ad allarmarsi!
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Omocisteina nel sangue aumentata nella ipoacusia improvvisa neurosensoriale. Nella ipoacusia neurosensoriale improvvisa (SSNHL) i livelli ematici di Omocisteina (HCY) sono significativamente più elevati.
Lo afferma uno studio di metanalisi della Letteratura della Huazhong University of Science and Technology, di Wuhan- China su globalmente 1727 pazienti arruolabili, rispetto alla popolazione di controllo (OR 3.27, P < 0.01).
L’omocisteina è un aminoacido che deriva dal metabolismo della metionina, aminoacido essenziale che si assume con i cibi (soprattutto carne, uova, latte e legumi). Una eccessiva presenza di omocisteina nel sangue può costituire un pericolo per la salute cardiovascolare. Diversi sono i fattori che possono influire sulla quantità di omocisteina nel sangue : – fattori ambientali (fumo, alcol, caffeina, sedentarietà; – fattori fisiologici, (età e sesso maschile); – insufficienza renale e ipotiroidismo; – assunzione di farmaci (contraccettivi orali, antiepilettici) fattori ereditari (omocistinuria). Il valore di omocisteina nel sangue considerato normale per un individuo adulto è di 5-12 micro-moli per litro.
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Efficacia degli anticolinergici topici nasali nel trattamento della rinite cronica. Uno studio di review e metanalisi della Letteratura della University of California di Irvine (USA), ha valutato efficacia e tolleranza degli spray nasali anticholinergici nel trattamento dei sintomi della rinite cronica allergica e non allergica.
I pazienti reclutabili sono stati globalmente 2024. Il follow up medio era di 4 settimane ed il farmaco più utilizzato è stato ipatropium bromide.
Rispetto al placebo, il trattamento con anticholinergici topici riduce significativamente la severità della rinorrea (rhinorrhea severity score -0.77nella rinite allergica e – 0.43 nella rinite non allergica) e la durata (-0.62 e -0.29, rispettivamente).
Il beneficio è risultato meno valido per la congestione nasale, lo scolo retronasale e gli starnuti.
Tra gli effetti collaterali sono stati segnalati secchezza della mucosa nasale, irritazione, mal di testa, faringite.
L’unico sintomo avverso significativamente più frequente rispetto al placebo è stato il rischio di epistassi (RR= 2.19).
La capacità di ridurre severità e durata della rinorrea, sia nella rinite allergica che non allergica, giustificano il frequente ricorso all’uso topico degli anticolinergici in questa patologia.
La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo. Un interessante lavoro cinese della Jilin University, Changchun, China, fornisce lo stato dell’arte sulla patogenesi e sui trattamenti della Mucosite orale Radioindotta nei pazienti trattati per Carcimoma del distretto cervico facciale. Riporto la mia traduzione sintetica dei punti salienti del lavoro che possono essere una guida utile per i pazienti sottoposti a Radioterapia per neoplasie della Testa e del Collo.
La mucosite orale radioindotta (RIOM) è una della più frequenti complicanze per i pazienti con tumori della testa e del collo interessando circa il 90% dei pazienti trattati con radioterapia (RT).
Quelli più colpiti da RIOM sono pazienti con tumori del nasofaringe od orofaringe, che ricevono una dose cumulativa >5000 cGy o che sono sottoposti a trattamento chemioradioterapico concomitante (CCRT).
Data la stretta correlazione fra il sito tumorale primitivo e l’incidenza elevata di metastasi linfonodali latero cervicali, la mucosa orale viene inclusa parzialmente o integralmente nell’area target di irradiazione in tutti i pazienti sottoposti a RT per un tumore cervico facciale.
Una cattiva igiene orale, il fumo, e la malnutrizione costituiscono condizioni di rischio aggiuntive di RIOM.
Anche il regime di radioterapia incide parzialmente sulla incidenza di RIOM. Un frazionamento di dose di RT modificata (1.25-2.00 Gy / f) comporta RIOM di grado III-IV maggiore rispetto alla RT convenzionale; la Radioterapia ad intensità modulata (IMRT) può ridurre la severità della RIOM paragonata alla RT convenzionale e,ulteriormente, i pazienti trattati con proton beam radiation therapy (PBRT) hanno un incidenza di RIOM significativamente inferiore rispetto a quelli trattati con IMRT (16.7 vs. 52.2%).
Una dose cumulativa ≥65 Gy aumenta significativamente il rischio di RIOM.
Nella cavità orale una dose cumulativa < 32 Gy causa mucosite lieve (Grade </= 1) e di breve durata (</= 1 sett.).
Una dose > 39 Gy risulta associata ad una mucosite più lunga e severa. Contrastanti in letteratura sono gli effetti dalla associazione di RT con Cetuximab: per alcuni studi la mucosite risulta ridotta, per altri l’incidenza e la severità aumentata, a fronte di risultati oncologici superiori alla sola RT.
Patogenesi
Le radiazioni causano necrosi dell’epitelio che porta ad una desquamazione e successiva ulcerazione.
Il meccanismo di danno è diretto sul DNA cellulare che provoca una ridotta capacità rigenerativa dell’epitelio basale ed indiretto per il rilascio di mediatori dell’infiammazione, secrezione delle ghiandole salivari e neutropenia che aumentano la distruzione della mucosa orale.
Gli stadi descritti del danno biologico sono 5:
a) iniziazione con liberazione di numerosi fattori dell’infiammazione, stess ossidativo; b) risposta al danno primario con rottura della catena del DNA cellulare ed apoptosi; c) amplificazione del segnale con aumento del danno cellulare e tissutale da parte delle citokine proinfiammatorie liberate; d) ulcerazione per il danno arrecato alla mucosa con possibile colonizzazione batterica; e) guarigione per la proliferazione delle cellule epiteliali e la differenziazione istiocitaria che porta alla rigenerazione dell’integrità tissutale.
Mucosite orale 2
Clinica
Clinicamente la RIOM si manifesta generalmente 2.5 settimane dopo l’inizio della radioterapia e continua per 2–3 settimane dopo il completamento della terapia.
È caratterizzata da dolore orofaringeo, disfagia, disturbi del linguaggio e deterioramento nutrizionale.
Il Radiation Therapy Oncology Group (RTOG) ha classificato la severità della mucosite in quattro gradi:
Grado I: eritema e lieve dolore alle mucose che non richiede analgesici; Grado II: mucosite rilevata che richiede analgesici; Grado III: mucosite confluente e severo dolore che richiede analgesici narcotici; Grado IV: profonde ulcerazioni e/o necrosi talora con sanguinamento con fortissimo dolore ed impossibilità ad assumere alcun cibo per bocca.
Trattamento
Il trattamento della RIOM è essenzialmente sintomatico e la sospensione della RT è necessaria se il paziente sviluppa una RIOM severa.
La terapia del dolore è commisurata alla scala di intensità dello stesso per ogni paziente.
Se il dolore è lieve possono essere applicati acetaminofene e lidocaina. Sospensioni di Acetaminofene con codeina possono essere utilizzati per dolore medio, mentre oppioidi forti come morfina o fentanyl sono utilizzati quando la mucosite diviene insopportabile.
È indicato il ricorso anche a lavaggi della bocca con soluzioni di morfina (0.2%) per limitare il ricorso alla morfina sistemica.
Fattori di crescita e citochine possono essere somministrate per riparare la mucosa e favorire una più rapida guarigione.
Granulocyte macrophage-colony stimulating factor (GM-CSF), Keratinocyte growth factor (KGF), Epidermal growth factor (EGF) etc. sono stati testati in diversi studi per stimolare diverse linee cellulari (keratinociti, macrophagi, e fibroblasti) e così promuovere la guarigione della mucosa orale.
Tra i farmaci antinfiammatori, la Benzydamina, antinfiammatorio non steroideo, ha dimostrato in diversi studi un’attività topica antinfiammatoria, analgesica, anestetica ed antimicrobica nella RIOM. L’applicazione di creme steroidee (0.1%) mischiate con olio di oliva applicate alla mucosa quattro volte al giorno dopo il pasto e la sera prima di dormire si sono dimostrate efficaci nell’evitare il grado III della mucosite.
L’uso topico protratto nel tempo di corticosteroidi, largamente utilizzato in questi pazienti per alleviare edema, inibire l’infiammazione ed alleviare i sintomi, può portare al rischio di infezioni da Candida.
Alcuni autori hanno trovato benefici nell’utilizzo di Rebamipide agente che inibisce la produzione di cytokine infiammatorie come IL-1, IL-8, e TNF-α, in colluttorio a 300 mL per bottiglia suddiviso in 6 dosi giornaliere .
Anche il miele, eventualmente mischiato con lignocaina gel prima e dopo la somministrazione di RT e la sera, può essere utile a ridurre l’infiammazione e favorire la guarigione.
Il ricorso alla Antibioticoterapia si pone in caso di sovrainfezione batterica della mucosa orale.
La scelta dovrebbe essere guidata dall’antibiogramma effettuato sulla base dell’esame colturale per germi comuni e miceti su tampone orale.
La Chlorhexidine gluconato è riconosciuta come agente antimicrobico che può evitare la placca e controllare precoci infezioni periodontali
Farmaci protettori della mucosa orale utilizzati nella RIOM sono il Misoprostolo un analogo sintetico della prostaglandina E1 con proprietà antinfiammatorie e mucosa protettive, Amifostine, che ha dimostrato in alcuni studi di ridurre severità e durata della RIOM pur con il rischio di effetti collaterali per una somministrazione giornaliera prolungata ed L-glutamine (L-Gln) in sospensione orale.
La laserterapia a bassa intensità (LLLT) è uno dei più recenti e promettenti trattamenti della RIOM.
LLLT promuove la proliferazione di cellule multiple soprattutto attraverso l’attivazione della catena mitocondriale respiratoria, ed incrementando l’espressione genica e la sintesi proteica di TNF-α, IL-6, and IL-8.
Negli studi riportati in Letteratura i protocolli ed i tipi di laser sono diversi: laserphototerapia, low-level He-Ne laser (wavelength 632.8 nm and output of 10 mW), ma tutti segnalano buoni risultati, con limitazione del grado di mucosite, minor dolore e più rapida guarigione del danno tissutale ed assenza di effetti collaterali.
Tra le misure preventive, l’igiene orale è fondamentale.
Durante il trattamento, le ghiandole salivari danneggiate dalle radiazioni producono meno saliva e la cavità orale diviene gradualmente acida, favorendo la proliferazione di colonie fungine. Opportuni trattamenti orali hanno l’intento di mantenere il pH della bocca alcalino.
Le cure comprendono la meccanica pulizia dei denti, sciacqui frequenti della bocca con soluzioni alcalinizzanti, aloe vera o Benzydamina, idratazione e lubrificazione della mucosa orale.
Anche un corretto supporto nutrizionale è importante.
La malnutrizione è un problema comune nei pazienti con tumori cervico-facciali: il 44% di essi la sviluppa durante il trattamento Radioterapico e ben l’88% durante la Radiochemioterapia. L’applicazione di anestetici locali topici prima dell’assunzione di cibi liquidi o semisolidi ad alto contenuto calorico e proteico può essere un approccio corretto.
Andrebbero evitati fumo, alcool ed alcuni cibi come pomodori, agrumi e cibi piccanti o speziati, oltre che piatti caldi.
A seconda dei casi va valutata l’opportunità di posizionare una gastrostomia percutanea (PEG) per evitare il rischio di interruzione della terapia. La PEG andrebbe posizionata prima che il dosaggio superi i 30 Gy e prima dell’instaurarsi di una mucosite severa.
Quadri di patologia tonsillare. Il video è una breve carrellata di immagini di patologia tonsillare.
Le tonsille palatine, per la loro posizione all’imbocco della via respiratoria e digestiva e per la loro conformazione anatomo-istologica, sono esposte a frequenti contatti con germi esterni, variazioni del pH endorale, cibi e liquidi più o meno irritanti.
Tutte queste condizioni, unitamente alla attività immunitaria di organo produttore di anticorpi, spesso comportano un aumento volumetrico delle tonsille, con una ipertrofia che, quando eccessiva, può comportare disturbi apnoici del sonno e impaccio nella deglutizione.
I quadri infiammatori più frequenti sono legati ad infezioni batteriche (tonsillite con placche), virali (angina da mononucleosi) alla formazione di pseudomembrane (difterite).
L’ascesso peritonsillare con la formazione di raccolta purulenta dietro e sopra la tonsilla, la sposta medialmente, restringendo lo spazio respiratorio ed esponendo al rischio di progressione dalla raccolta ascessuale al collo ed al mediastino.
L’aspetto criptico può favorire il ristagno di cibo nelle cripte e la precipitazione di concrezioni saline (tonsilloliti). Patologia benigna relativamente frequente sono la presenza di papillomi virali o di cisti mucose da ritenzione. I primi vanno rimossi ed esaminati istologicamente, le cisti, se non crescono, non meritano un trattamento chirurgico.
Neoplasie maligne possono essere di tipo carcinomatoso o linfomatoso. Nel primo caso l’aspetto è di lesioni spesso ulcerate, infiltranti, sanguinanti al tatto con dolore alla deglutizione ed estese alla mucosa dei pilastri o del trigono retromolare. Nel caso del linfoma prevale l’aspetto iperplastico, limitato al tessuto linfatico tonsillare od esteso alla base linguale.
Le tonsille palatine sono poste sulla parete laterale dell’orofaringe in corrispondenza dell’istmo delle fauci ed è limitata, al margine libero del palato molle, dagli archi palatini anteriori e posteriori e dalla base della lingua.
La tonsilla è costituita da tessuto linfo-reticolare avvolto da un mantello epiteliale di tipo pavimentoso pluristratificato che si introfetta a formare delle cripte.
Uno dei quadri clinici più comuni è l’ipertrofia delle tonsille. In alcuni casi le tonsille si toccano sulla linea mediana mentre quando sono estremamente ipertrofiche diventano stenosanti portando il paziente a rischio di apnea.
In alcuni casi l’ipertrofia tonsillare è monolaterale: Potete vedere nel video un quadro di tonsille criptiche spesso foriere di formazione di tonsilliti.
Uno dei quadri più comuni è la tonsillite acuta batterica con placche.
Quadri della mononucleosi possono andare dalla angina acuta bilaterale che coinvolge anche il palato alla forma ulcero-necrotica monolaterale spesso.
La forma pseudomembranosa fa pensare alla difterite.
Nel caso di ascesso peritonsilare, la tonsilla viene spostata oltre la linea mediana. Quadri patologici benigni, papilloma tonsillare spesso su base HPV, la cisti mucosa da ritenzione benigna non da trattare.
Casi più importanti come il carcinoma tonsillare, la tonsilla è da trattare, è spesso necrotica, sanguinante al tatto, dolente oppure, in alcuni casi quando c’è un ipertrofia massiva monolaterale, spesso si tratta di un linfoma.
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Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS. Uno studio italiano di review della letteratura ha valutato l’efficacia e la validità delle Faringoplastiche con fili barbed nel trattamento dell’OSA.
Gli studi selezionati sono stati 26 per un totale di 1014 pazienti trattati (84.65 maschi, età media 46.9 anni con Body Mass Index (BMI) medio di 25.6 kg/m2.).
VALORE DELLE FARINGOPLASTICHE
Globalmente dopo la chirurgia si evidenziava una riduzione media dell’AHI DEL 62.3%, da 32.4/h preoperatorio a 11.9/h postoperatorio.
L’intervento più comunemente adottato è stato la Barbed Repositioning Pharyngoplasty (BRP) in 16 su 26 studies, seguito dalle sue modificazioni in 3 studi.
La scelta se effettuare intervento in stadio singolo o procedura multilivello è determinata dalla Sleep Endoscopy (DISE) che deve sempre precedere la procedura chirurgica.
BIBLIOGRAFIA Cerritelli Luca, Capasso Pasquale, Tripodi Caterina, Moffa Antonio, Leone Federico, Pace Annalisa, Albertini Riccardo, Mannelli Giuditta, Russo Gennaro & Cammaroto Giovanni . Barbed palatal surgery: single stage or multilevel setting—a systematic review by the Young Otolaryngologists of the Italian Society of Otolaryngology.European Archives of Oto-Rhino-Laryngology. May 2023 280, 3905–3913 (2023). https://doi.org/10.1007/s00405-023-08018-5
Da alcuni anni anch’io pratico largamente, se non esclusivamente, la chirurgia del palato con fili barbed nei paziento con OSAS. L’intervento viene personalizzato individuando con la DISE i paramenti funzionali che devono essere corretti sospendendo i muscoli e la mucosa allo scaffold fibro tendineo ed osseo orofaringeo. Non essendo una chirurgia demolitiva sui tessuti, anche il postoperatorio è più leggero rispetto alla classica UPP.
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Conflitto neurovascolare e sordità improvvisa. Una revisione sistematica della letteratura in uno studio israeliano ha evidenziato che il conflitto neurovascolare dell’VIII nc. non risulta statisticamente più frequente nei casi di sordità improvvisa neurosensoriale (SSNHL).
La prevalenza del NVC è risultata 0.8-69% per l’orecchio affetto contro 19-57% per l’orecchio di controllo. (OR=1.05).
Questo dato sembra escludere che il NVC possa essere responsabile della SSNHL monolaterale.
BIBLIOGRAFIA Tzahi Yamin, Yahav Oron, Ophir Handzel, Rani Abu Eta, Nidal Muhanna & Omer J. Ungar . Neurovascular conflict and sudden unilateral sensorineural hearing loss: coincidence or coexistence? European Archives of Oto-Rhino-Laryngology Volume 280, pages 3635–3641, (2023)
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Adenoid Ameloblastoma: una nuova entità tumorale. Recentemente è stato introdotto nella 5th WHO Classification of Head and Neck Tumours aggiornata nel 2022, un nuovo raro tumore odontogeno denominato Adenoid Ameloblastoma (AdAM). In letteratura sono presenti 15 articoli per un totale di una quarantina di casi di AdAM.
Adenoid Ameloblastoma
Il sesso maschile è più colpito (63.3%), con una preferenza per la mandibola e la regione posteriore del mascellare.
Si manifesta generalmente nella quarta/quinta decade di età.
Clinicamente la lesione si presenta come una tumefazione (53.3%) e, radiologicamente, come una lesione unica, ben definita, grande e radiolucente (33.4%).
Sono descritte anche forme multiloculari.
Istologicamente si presenta con epitelio ameloblastoma-like, aree cribriformi nella maggior parte dei casi (93%), con la presenza di strutture pseudoduttali composte da cellule columnari in strutture a palizzata denominata “morule”
Recentemente è stato evidenziato come AdAM non accoglie mutazioni BRAF e KRAS che sono ricorrenti in altre patologie che mimano AdAM compresi Ameloblastoma e Tumori adenomatoidi odontogenici. Invece sono state riscontrate mutazioni CTNNB1 insieme con accumulo nucleare di β-catenina.
Il trattamento elettivo è chirurgico (40%) . Una recidiva capita nel 30% dei casi .
BIBLIOGRAFIA Hannah Gil de Farias Morais, Rani Iani Costa Gonçalo, Carla Samily de Oliveira Costa, Hévila de Figueiredo Pires, Rodrigo Porpino Mafra, Everton Freitas de Morais, Márcia Cristina da Costa Miguel, Roseana de Almeida Freitas. A Systematic Review of Adenoid Ameloblastoma: A Newly Recognized Entity.Head and Neck Pathology 2023 August 5
Jose Alcides Almeida de Arruda, Mariana Noronha, Lucas Guimaraes Abreu, Ricardo Alves Mesquita et al .Adenoid ameloblastoma in the posterior maxilla: a case report and review of the literature. June 2020Oral and Maxillofacial Surgery 24(1)DOI: 10.1007/s10006-020-00830-1
Kyu-Young Oh , Seong-Doo Hong , Hye-Jung Yoon . Adenoid Ameloblastoma Shares Clinical, Histologic, and Molecular Features With Dentinogenic Ghost Cell Tumor: The Histologic Spectrum of WNT Pathway–Altered Benign Odontogenic Tumors Modern Pathology Vol 36 3, March 2023 https://doi.org/10.1016/j.modpat.2022.100051
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Laringite batterica: importanza dell’esame colturale per una corretta terapia. La Laringe per la sua posizione al centro delle vie aeree superiori, è spesso soggetta ad una varietà di insulti, tra cui le infezioni.
Le manifestazioni cliniche delle laringiti più frequenti sono abbassamento della voce, tosse e mal di gola.
Uno studio St. Luke’s University Health Network, Bethlehem, Pennsylvania, U.S.A. pubblicato su Laryngoscope, ha esaminato retrospettivamente un gruppo di 24 pazienti affetti da laringite che durava >3 settimane con esame colturale positivo per meglio comprendere quando era opportuno iniziare la terapia antibiotica e come questo influenzasse i risultati.
Il 90% dei pazienti era già in terapia antiacida prima di effettuare la coltura. 55% era immunodepresso.
Le specie batteriche isolate comprendevano Klebsiella (27.5%), Staphylococcus (27.5%), staphylococcus methicillino resistente (13.7%).
Dodici culture (41.4%) rivelavano multiple specie batteriche e in 10 culture (34.5%) erano state isolate concomitanti colonie fungine.
La durata media del trattamento antibatterico mirato era stata di 10 gg.
Ventuno pazienti (72%) erano andati incontro a miglioramento o risoluzione dei sintomi dopo terapia.
Lo studio conferma l’efficacia della terapia antibiotica mirata sulla base dell’esame colturale, anche se lo studio non ha chiarito il timing ottimale delle colture d il ruolo delle laringiti fungine concomitanti.