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Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

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Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi. Un tempo di attesa per intervento chirurgico superiore a 30 gg dal momento della diagnosi (TTS ≥ 30), può impattare negativamente sulla sopravvivenza (disease specific survival – DSS), specialmente nelle classi di T avanzato.

Anche la qualità di vita beneficia di migliori risultati quanto più il TTS è basso.

Lo afferma uno studio italiano dell’Università di Trieste su 116 pazienti affetti da carcinoma del cavo orale (OSCC).

BIBLIORAFIA
Giancarlo TirelliPaolo Boscolo-RizzoLudovica Pelloso , Nicoletta Gardenal, Fabiola Giudici,  Alberto Vito Marcuzzo,  Margherita Tofanelli. Impact of time-to-surgery on survival and quality of life in oral cancer. Am J Otolaryngol.  2023 Jul 5;44(6):103984. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103984

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Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo

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Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo. Uno studio della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota (USA) ha comparato i risultati della parotidectomia selettiva del lobo profondo (SDLP) con la parotidectomia totale (TP) in caso di tumori benigni del lobo profondo della parotide o del lobo profondo e spazio parafaringeo.

La serie comprendeva 273 pazienti: 177 sottoposti a SDLP e 96 a TP dal 2000 al 2020. Nella maggior parte dei casi (70%) il tumore era Adenoma Pleomorfo .

I risultati evidenziavano nel gruppo SDLP un minor ricorso ad innesto dermico di grasso addominale (1% vs 21%), una maggior preservazione del nervo grande auricolare (82% vs 59%) , una  minor incidenza di paralisi clinica facciale postoperatoria (House-Brackmann grade I : 48% vs 21%), una minor incidenza di sindrome di Frey (1% vs 15%), una minor incidenza di dismorfismo estetico facciale (17% vs 30%), una maggior incidenza di fist bite syndrome ( dolore facciale e crampi in regione parotidea al primo morso di cibo, dovuto alla prevalenza della attività parotidea parasimpatica non contrastata dal simpatico pericarotideo danneggiato nella chirurgia del lobo profondo): 24% vs 9%  .

Non risultavano differenze fra i 2 gruppi per quanto riguardava lunghezza della degenza, l’incidenza di ematoma, sialocele, sieroma, infezioni della ferita, ipoestesia dell’orecchio o complicanze che richiedevano imprevisto ritorno in sala operatoria.

Il controllo di malattia risultava buono per entrambi i gruppi con una sola recidiva per gruppo a distanza di anni.

La percentuale di pazienti con House Brackmann di grado I fra i due gruppi non presentava differenze nel follow up dopo 1 anno.

In conclusione, per gli autori,  questo approccio selettivo presenta significativi vantaggi estetico funzionali, salvo la maggior incidenza della first-bite syndrome (che spesso si risolve spontaneamente o con infiltrazioni di tossina botulinica) e va prospettato ai pazienti con tumore del lobo profondo in fase di counseling preoperatorio.

BIBLIOGRAFIA
Katherine P. Wallerius,   Katherine Z. Xie, Lauren Y.Lu, et al. Christina M- Lohse, Linda X.Yin, Daneil L. Price, Kathryn M. Van Abel  , Eric J. Moore .  
Selective Deep Lobe Parotidectomy vs Total Parotidectomy for Patients With Benign Deep Lobe Parotid TumorsJAMA Otolaryngol Head Neck Surg.   September 28, 2023. doi:10.1001/jamaoto.2023.2981

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

L’ostruzione nasale fattore indipendente di rischio ipertensione incontrollabile nei pazienti OSA

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L’ostruzione nasale è un fattore predittivo indipendente di ipertensione incontrollata nei pazienti con OSAS.

Lo afferma uno studio  della Capital Medical University di   Beijing,  China , su 217 pazienti OSA con ipertensione incontrollata (HR). 

Quelli con ostruzione nasale (95 soggetti) avevano una percentuale di ipertensione resistente, superiore in modo statisticamente sIgnificativo rispetto ai pazienti senza ostruzione nasale (36.8% vs 17.2% p=0.001) dopo 5 mesi di follow up. 

Il trattamento della ostruzione nasale, pur non riducendo l’incidenza di RH, risultava associato a una riduzione dei farmaci antipertensivi.

BIBLIOGRAFIA
Hao WuJiang XieYaxin GuoZuoguang Wang. The independent role of nasal obstruction in resistant hypertension for uncontrolled hypertensive patients with obstructive sleep apnea.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2023 Apr;280(4):2017-2024. doi: 10.1007/s00405-022-07772-2.

ostruzione nasale prof

Il lavoro conferma l’importanza nel paziente OSA, di correggere, quando presente, l’ostruzione nasale, anche se non è l’unica sede responsabile della ostruzione e anche se il trattamento scelto fosse la CPAP.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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OSAS medio-grave e igiene del sonno

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Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

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Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

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OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

Ugulopalatofaringoplastica: tempi chirurgici dell’intervento

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Polipo sessile corda vocale anteriore: bioexeresi con Laser Co2

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Polipo sessile corda vocale anteriore: bioexeresi con Laser Co2. Il video mostra un caso di polipo del terzo anteriore della corda vocale vera di destra.

In fibrolaringoscopia la neoformazione appare sessile sita al terzo anteriore della cvv senza coinvolgere la commissura anteriore.

In microlaringoscopia, per la conformazione anatomica della bocca del paziente, la esposizione è difficoltosa ma sufficiente per dominare la lesione.

Polipo sessile corda vocale anteriore: bioexeresi con Laser Co2.

Gli accorgimenti per avere una miglior esposizione sono la pressione dall’esterno della laringe da parte dell’aiuto, l’uso di tamponcini montati su micropinza per spostare la mucosa controlaterale e mettere in tensione la corda, la creazione di un primo lembo di mucosa con l’incisione laser laterale per poter tendere la corda afferrandola e medializzandola con micropinza da presa.

La regolazione del Laser CO2 è a basso wattaggio con emissione superpulsata continua. 

Viene eseguita prima l’incisione laterale, in un piano sottomucoso, rispettando il legamento vocale.

Poi, aiutandosi con micropinza a trazionare il tessuto posteriornente, viene sezionata la mucosa anteriormente ad asportato integralmente il polipo edematoso.

Si controlla la radicalità della asportazione, visualizzando, con l’aiuto degli strumenti microchirurgici, la mucosa commissurale anteriore.

La vaporizzazione con il Laser CO2 del frustoli mucosi per regolarizzre il profilo cordale e la rimozione con tamponcino umido dei residui di carbonizzazione, permette una guarigione rapida ed un recupero fonatorio ottimale.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde Vocali 

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La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Riposo vocale dopo Microlaringochirurgia

Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

Ipertrofia Adenoidea: diagnosi e trattamento

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Ipertrofia Adenoidea: diagnosi e trattamento. Le nuove Linee Guida Tedesche.

Definizione
L’ipertrofia adenoidea è un allargamento delle adenoidi (tonsilla faringea) associato ad una ostruzione meccanica e/o ad un processo infiammatorio cronico del rinofaringe.

Adenoidite definisce una malattia infiammatoria delle adenoidi ipertrofiche. Dal momento che le adenoidi naturalmente diminuiscono di volume durante la adolescenza l’età che maggiormente caratterizza l’ipertrofia e la patologia infiammatoria è quella fra 1 e 6 anni .

Patologia
L’iperplasia della tonsilla faringea deve essere considerata patologica se vi sono sintomi e segni causati da ostruzione meccanica e/o cronica infiammazione del rinofaringe: ostruzione delle coane con limitata clearance delle secrezioni nasali, russamento e sindrome delle apnee ostruttive  del sonno, enuresi notturna, malocclusione e respirazione prevalente alla bocca (facies adenoidea).
L’infiammazione cronica del tratto respiratorio superiore e la bronchite cronica possono essere sequele della ostruzione nasale, così come l’ipertrofia adenoidea può causare una disfunzione cronica della Tuba di Eustachio favorendo Otite media cronica siero-mucosa, retrazione epitimpanica, ipoacusia trasmissiva, e anche il colesteatoma. Una persistenza dei suddetti problemi uditivi può portare nel bambino a ritardo di linguaggio.

Diagnosi
Anamnesi accurata riguardante segni e sintomi della ostruzione respiratoria, apnea, disturbi uditivi, sintomi broncopolmonari.

Visita specialistica 
Riscontro di facies adenoidea (bocca permanentemente aperta con visibilità della punta della lingua). Eczema spesso presente all’ingresso delle narici.

La visita specialistica otorinolaringoiatrica deve prevedere Rinoscopia estesa al rinofaringe utilizzando se possibile fibroendoscopio flessibile; oroscopia con valutazione delle tonsille palatine, otomicroscopia bilaterale, palpazione dei linfonodi cervicali, valutazione della malocclusione e malposizione dentale, palpazione del palato duro e molle per valutare eventuale schisi.  

Test Funzionali 
Timpanometria va effettuata per valutare la ventilazione dell’orecchio medio. Quando opportuno, può essere aggiunta audiometria tonale emissioni otoacustiche (TEOAE) e se possibile e disponibile tubo manometria.

Altri test diagnostici
Se il paziente non tollera esame endoscopico con fibroscopio flessibile nasale o con ottica rigida 70° transorale deve essere effettuato uno studio per imaging (per pazienti con sospetta neoplasia maligna o angiofibroma rinofaringeo giovanile).

Possono essere indicati, a giudizio clinico, test allergometrici e valutazione fonologopedica se c’è ritardo del linguaggio.
Secondo position paper interdisciplinari prima di un intervento sulle adenoidi va utilizzato un questionario standardizzato sulla coagulazione, dal momento che diversi studi hanno evidenziato come gli esami routinari di laboratorio sulla coagulazione (tempo di tromboplastina parziale [PTT], international normalized ratio [INR])  non sempre rivelano un disturbo di coagulazione. In caso di storia personale o familiare di diatesi emorragica, è fortemente raccomandata una diagnosi approfondita dello stato coagulativo prima della chirurgia. Se i questionari strutturati non rivelano che il paziente abbia una storia di deficit coagulativi, prima di una adenotomia non sono richiesti solitamente test di laboratorio della coagulazione.

Trattamento conservativo
L’osservazione è l’opzione per pazienti con iperplasia adenoidea senza altri segni o sintomi. In aggiunta vi sono evidenze che suggeriscono che l’uso off-label di steroidi intranasali può avere un beneficio nei pazienti con iperplasia. Il trattamento conservativo deve altresì essere considerato criticamente in pazienti con controindicazioni relative all’intervento (schisi sottomucosa palatale diatesi emorragica). Non vi sono al momento studi clinici che evidenzino vantaggi nell’utilizzazione di schemi di terapia medica. Pertanto steroidi sistemici – antibiotici  ed antistaminici non dovrebbero essere utilizzati per il trattamento della ipertrofia adenoidea.

Trattamento chirurgico
L’ Adenoidectomia è indicata in pazienti con segni e sintomi severi (suscettibilità a infezioni ricorrenti, febbre, e danno uditivo persistete) e/o fallimento della terapia osservazionale. Pazienti con otite media cronica sieromucosa vengono spesso sottoposti a adenoidectomia e miringotomia associata con o meno inserimento di tubo di drenaggio transtimpanico.    

Sulla base delle correnti raccomandazioni della American Academy of Otolaryngology—Head and Neck Surgery (AAOHNS) e l’evidenza della recente letteratura, le indicazioni alla adenoidectomia in pazienti con iperplasia adenoidea sono:

  1. Quattro o più episodi di rinorrea ricorrente purulenta nei primi 12 mesi in un bambino  più giovane di 12 anni.
  2.  Persistenza di sintomi di adenoidite dopo due cicli di antibioticoterapia (B-lactamici per almeno 2 settimane).  
  3. Disturbi del sonno con ostruzione nasale persistente per almeno 3 mesi: sindrome delle apnee notturne ostruttive (OSAS), enuresi notturna secondaria.
  4. Linguaggio nasale
  5. Otite media con effusione per oltre 3 mesi o associata a set di tubi transtimpanici
  6.  Malocclusione dentale o disturbi dello sviluppo orofacciale documentati da ortodontista o dentista 
  7. Complicanze cardiopolmonari (cor pulmonale, ipertesione polmonare e ipertrofia del ventricolo destro con ostruzione delle vie aeree superiori).
  8. Otite media acuta ricorrete o otite media cronica con effusione all’età di 4 anni ed oltre 
  9. Disordini cronici e ricorrenti della ventilazione  che interessano la mastoide (mastoidite acuta e/o cronica o otite media cronica ricorrente o disfunzione della tuba di Eustacchio con retrazione della MT)   
  10.  Segni secondari e sintomi come facies adenoidea. 

Fonte:  https://www.entnet.org/resource/clinical-indicators-adenoidectomy/

L’urgenza della chirurgia dipende dai segni e sintomi del paziente e va deciso in accordo con gli specialisti coinvolti. 

L’ Adenoidectomia con o meno miringotomia +/- drenaggio transtimpanico  viene solitamente attuata come procedura outpatient (day surgery).

In casi speciali come fattori sociali, grande distanza da casa, impossibilità di assicurare assistenza continua oppure multiple disabilità, asma, disturbi di coagulazione, l’adenoidectomia può essere praticata con ricovero ospedaliero.

Limiti di età
La fisiologica involuzione delle adenoidi inizia dall’età di 6 anni ed è completa alla pubertà, per cui l’intervento è di rado effettuato ad età maggiori.

Tecnica chirurgica
In Germania, il curettage del rinofaringe in anestesia generale è la modalità standard delle chirurgia adenoidea.
Alternative comprendono elettrochirurgia, microdebriding, chirurgia a radiofrequenza e sono ampiamente utilizzate.  
Esistono studi contrastanti sulla superiorità di una o alcune metodiche sull’altre o sull’uso di una chirurgia endoscopica per cui il curettage viene considerato la terapia standard

Esame istologico
In Germania, non vi è consenso nazionale per l’esame istologico del tessuto adenoideo.  L’esame istologico è imperativo per pazienti con una storia medica suggestiva per tumore o in pazienti con reperti macroscopici preoperatori o intraoperatori anomali.

Cure postoperatorie
Nel caso di intervento outpatient, è necessario monitoraggio post operatorio sia dell’otorinolaringoiatra che dell’anestesista.
Se non vi sono complicanze (gonfiore, sanguinamento dal naso, distress respiratorio, lento smaltimento anestesia), dopo qualche ora possono essere dimessi ed affidati alle cure dei genitori.
Il monitoraggio va proseguito per le successive 24 ore. I pazienti devono stare tranquilli, a casa da scuola per almeno 3 gg ed astenersi da attività fisico sportive per almeno 7 gg.
In caso di insorgenza di sanguinamento secondario, è fortemente raccomandato di rivolgersi a un mendico per valutare se necessario un reintervento.

Una profilassi antibiotica generalmente non è necessaria   

Complicanze e sequele
Il sanguinamento è la complicanza più frequente e viene distinto in primario ( entro 24 ore) o secondario ( oltre le 24 ore). L’incidenza  riportata in letteratura varia fra 0.5% e 8.0%  e raramente è severo.     

Trauma all’ugula e danneggiamento alla apertura della tuba di Eustacchio  con succesiva disfunzione tubarica e seri problemi di ventilazione dell’orecchio medio sono complicanze rare.   

Anche se l’Adenoidectomia è eseguita correttamente, una recidiva di ipertrofia adenoidea può capitare e in alcuni casi può richiedere un ulteriore intervento.

Complicanze estremamente rare riportate sono permanente Ipo o iper nasalità, permanente insufficienza  velofaringea, insufficienza coanale cicatriziale, sindrome di Grisel (o malattia di Watson-Jones o torcicollo atlantoepistrofeo), mediastinite discendente. In rari casi l’inserzione del tubo orale può portare a danno temporaneo dell’ipoglosso od irritazione delle fibre nervose del glossofaringeo.

Una temporanea iponasalità e odinofagia che durano 2 o 3 giorni sono considerate  nella norma, come un leggero edema della mucosa peritubarica con effusione dell’orecchio medio o una temporanea incompleta chiusura rinofaringea  con rigurgito nasale di cibi e bevande.

Follow-up
Un controllo della sede di intervento va fatto dallo specialista alcuni giorni dopo la dimissione e dopo la guarigione della ferita, con una valutazione ispettiva otoscopica, una timpanometria ed una valutazione audiometrica o con otoemissioni acustiche per valutare il miglioramento rispetto ai dati preoperatori.

BIBLIOGRAFIA
Ahmad, Z., Krüger, K., Lautermann, J. et al. Adenoid hypertrophy— diagnosis and treatment: the new S2k guideline. HNO 71 (Suppl 1), 67–72 (2023). https://doi.org/10.1007/s00106-023-01299-6

The German version of this guideline is available at: https://register.awmf.org/assets/guidelines/017-021p_S2k_Adenoide-Vegetationen_2022-12_01.pdf.

Editor: German Society for Otolaryngology—Head and Neck Surgery

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Inalazione postoperatoria di steroidi riduce la formazione di granulazioni cordali dopo laserchirurgia

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Inalazione postoperatoria di steroidi riduce la formazione di granulazioni cordali dopo laserchirurgia. Gli interventi di Laserchirurgia Transorale per stenosi glottica (cordotomia trasversa e aritenoidectomia anteromediale (TCAMA) ), sono spesso complicati dalla formazione di granulazioni postoperatorie che possono causare dispnea e rendere necessaria una rimozione chirurgica.

Una analisi retrospettiva  su 44 pazienti sottoposti a laserchirurgia transorale per stenosi glottica, effettuata alla University of North Carolina School of Medicine, Chapel Hill, NC, USA, ha evidenziato che la immediata inalazione postoperatoria di steroidi era in grado di limitare significativamente la formazione di granulazioni: nessuno dei 23 pazienti sottoposti a terapia aveva sviluppato granulazioni cordali, contro 15/37 (40.5%) di quelli non sottoposti a terapia (P < .0001).

BIBLIOGRAFIA
Alison N HollisAmeer GhodkeDouglas FarquharRobert A BuckmireRupali N Shah . Postoperative Inhaled Steroids Following Glottic Airway Surgery Reduces Granulation Tissue Formation.Ann Otol Rhinol Laryngol. 2022 Nov;131(11):1267-1273. doi: 10.1177/00034894211065805.

Inalazione postoperatoria di steroidi

L’invito è a verificare e confermare i risultati di questo studio. Nella mia esperienza l’incidenza di granulazioni cordali post laserchirurgia è evenienza rara, ma dato l’elevato  beneficio  ed il basso costo della terapia proposta, credo valga la pena provare.

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Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale

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Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale. L’infiltrazione linfovascolare è un importante fattore prognostico negativo indipendente che abbassa la sopravvivenza dei tumori del cavo orale.

Invasione-linfovascolare

Uno studio multicentrico statunitense su 16.992 pazienti ha riscontrato una invasione linfovascolare in 3457 casi (20%) che era responsabile di una riduzione della sopravvivenza a 2 anni (relative hazard 1.29, p < 0.001) e a 5 anni (relative hazard 1.30, p < 0.001).

In questi pazienti risultati migliori si ottengono con trattamenti combinati di chirurgia + radioterapia postoperatoria o chirurgia + radiochemioterapia  superiori alla sola chirurgia (relative hazard 1.79,  p < 0.001  e relative hazard 2.0,  p < 0.001 rispettivamente ).

BIBLIOGRAFIA

Julia C ComerAndrew B HarrisAndrew O Hess , Kathryn E HitchcockWilliam M Mendenhall , James E Bates , Peter T Dziegielewski . Does lymphovascular invasion predict survival in oral cancer? A population-based analysis. Oral Oncol  2023 May;140:106387. doi: 10.1016/j.oraloncology.2023.106387.

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Smettere di fumare: farmaci + counseling 

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Smettere di fumare: farmaci + counseling. Negli USA I fumatori sono circa 34 milioni, il 14% dei soggetti adulti. Se smettessero di fumare, si stima che potrebbero guadagnare circa 10 anni di vita.

Uno studio su19.488 fumatori di sigaretta che avevano tentato di smettere, ha evidenziato come il tasso di cessazione dal fumo era entro sei mesi il 15.2% combinando terapia medica e counseling comportamentale, versus 8.6% se vi era solo un breve avvertimento o le usuali attenzioni.

Fra le terapie sostitutive della nicotina (NRT) – varenicline, bupropione, cerotto alla nicotina e placebo – l’EAGLES Trial su 8144 pazienti ha dimostrato che la percentuale di cessazione dal fumo era 21.8% per vareniciclina, 16.2% per bupropione e 15% per i cerotti di nicotina, comunque tutti più efficaci del placebo (9.4%).

Il supporto comportamentale associato alla terapia medica, breve o intensivo, mediante colloquio di persona, ma anche con telefonate, sms o mediante internet, è fondamentale nel migliorare il risultato se utilizzato routinariamente.

BIBLIOGRAFIA
Nancy A.Rigotti,Gina R.Kruse, Jonathan Livingstone-Banks, Jamie Hartmann-Boyce .  t     reatment of Tobacco Smoking. A review .JAMA. 2022;327(6):566-577. doi:10.1001/jama.2022.0395

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Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo

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Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo: se non c’è paralisi, la resezione del nervo non migliora la prognosi.

Una infiltrazione macroscopica del nervo ricorrente (RLN) da parte del Carcinoma tiroideo non si traduce sistematicamente in paralisi cordale.

Lo evidenzia uno studio monocentrico retrospettivo canadese su 65 pazienti sottoposti a tiroidectomia totale per tumore tiroideo, con monitoraggio del nervo.

Il RLN risultava intraoperatoriamente infiltrato dal tumore primitivo nel 59.3% dei casi e nel 30.5% dalle metastasi linfonodali.

Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo

Dal monitoraggio intraoperatorio del nervo ricorrente è emerso che  la paralisi cordale accompagna meno della metà dei pazienti con infiltrazione del nervo e che un nervo infiltrato può essere ancora stimolabile elettrofisiologicamente.

Il sacrificio del nervo ricorrente, insieme alla tiroidectomia, non aveva comportato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da malattia (RFS P=0.5) o della sopravvivenza globale (OS P=0.38), mentre la somministrazione di Radioiodio (RAI) era associata ad un miglioramento sia della RFS  che della OS a 5 anni (p = 0.006 e p = 0.004 rispettivamente). 

BIBLIOGRAFIA
Jennifer A BrooksAmr H Abdelhamid AhmedZaid Al-QurayshiDipti KamaniNatalia KyriazidisRebecca Jean Hammon , Hongzhi MaNiranjan SritharanIsaac WassermanLily N TrinhAyaka J IwataYoshiyuki SaitoSelen SoyluGregory W RandolphR Score Research Group. Recurrent Laryngeal Nerve Invasion by Thyroid Cancer: Laryngeal Function and Survival Outcomes. Laryngoscope 2022 Nov;132(11):2285-2292. doi: 10.1002/lary.30115.

Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente da carcinoma tiroideo

Infiltrazione del nervo laringeo ricorrente Prof

È un po’ la situazione del nervo facciale e la parotidectomia. Se non è presente già una condizione di paralisi funzionale, l’asportazione radicale del nervo non modifica la prognosi, mentre il minimo residuo tumorale perineurale può essere trattato con radioiodio nella tiroide e con la Radioterapia esterna nella parotide, senza peggioramento prognostico.

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L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

Edema di Reinke delle corde vocali: fonochirurgia con Laser Co2

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Edema di Reinke delle corde vocali: fonochirurgia con Laser Co2. Il video mostra un caso di Edema di Reinke trattato con Laserchirurgia. 

Come già illustrato in altri video analoghi, l’intervento fonochirurgico consiste nella riduzione e svuotamento dello spazio di Reinke occupato da edema ed aumento dell’interstizio sottomucoso, per ottenere un lembo mucoso da “liftare” a ricoprire la faccia ventricolare della corda vocale, dopo averne eventualmente ridotto l’eccesso. 

È importante che la superficie mucosa mediale della corda, quella che in fonazione affronta la corda controlaterale sia integra.

È una microchirurgia delicata e di raffinamento, che non utilizza solo il laser ma anche strumenti tradizionali come il microaspiratore o micropinze o microconcotomi.

Il Laser Co2, consentendo un taglio preciso ed esangue, viene utilizzato nella fase di taglio  della mucosa cordale per vaporizzare, dopo l’aspirazione, l’eccesso di edema residuo dello spazio di Reinke e per definire il lembo mucoso sottile da far poi scivolare sulla faccia vetricolare. 

Questa duttilità dello strumento rappresenta per me un grande vantaggio rispetto alla sola chirurgia tradizionale, proprio per quei minimi aggiustamenti settoriali che consentono di ottenere il miglior risultato fonochirurgico possibile.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Edema di Reinke: Lifting della Cv con Laser Co2

Edema di Reinke delle Corde Vocali: Tecnica del Flap Mucoso

Edema di Reinke delle Corde Vocali

Cisti Intracordale: Fonochirurgia con Laser Co2

Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

Fonochirurgia: Vantaggi del Laser Co2

Fonochirurgia Laser C02: Video dell’intervento

Uso del Laser Co2 in Fonochirurgia

Fibrolaringoscopia. Luce bianca ed NBI