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Trattamento dei turbinati inferiori con radiofrequenza: risultati a breve e lungo termine

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Trattamento dei turbinati inferiori con radiofrequenza: risultati a breve e lungo termine. Il trattamento con Radiofrequenza dei turbinati inferiori ipertrofici è una procedura frequentemente utilizzata nel trattamento della ostruzione nasale. 

I ricercatori dell’University Hospital of Leuven, Belgium, hanno valutato in due studi i risultati a breve e lungo termine di questo trattamento, sulla base di uno score di autovalutazione dei sintomi nasali (VAS) e la compilazione di un questionario riguardo comorbidità, precedente chirurgia nasale ed uso di farmaci.

A breve termine (6-8 settimane) si verificava un significativo miglioramento della ostruzione nasale (VAS-1.3, P< .001), dell’attività fisica (VAS -1.5, P < .001), delle alterazioni del  sonno (VAS -0.9, P < .001), del russamento  (VAS -1.1, P< .001) e dell’iposmia (VAS -0.6, P = .004).  

L’assenza di fumo ed il precedente utilizzo di decongestionanti nasali spray risultavano fattori predittivi di buon risultato a breve termine.

A lungo termine (1-5 anni dal trattamento) l’ostruzione nasale continuava ad essere migliore rispetto a prima del trattamento (VAS -1.5, P < .001), ma lievemente peggiorata rispetto alla valutazione precoce (VAS +0.3, P = .036).

Allergia, Asma e precedente utilizzo di spray a base di corticosteroidi nasali erano associati ad un risultato meno ottimale mentre l’età avanzata era una fattore predittivo di un miglior risultato .

BIBLIOGRAFIA
Kristien SleursJob PostelmansJasper V Smit. Radiofrequency Ablation for Inferior Turbinate Hypertrophy: Predictive Factors for Short and Long-Term
Outcomes. Ann Otol Rhinol Laryngol 2023 Aug;132(8):888-894. doi: 10.1177/00034894221121407.

trattamento dei turbinati inferiori con radiofrequenza prof

I risultati concordano con l’esperienza personale. Il risultato funzionale sulla ostruzione rimane migliorativo rispetto alla condizione pretrattamento, ma col tempo, soprattutto   nei soggetti allergici, si assiste ad una progressiva riduzione del successo iniziale. Un secondo trattamento, dopo generalmente 3-5 anni, consente di recuperare tutti i vantaggi iniziali, con una durata più lunga e spesso definitiva.

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Adenotomia endoscopica con microdebrider superiore rispetto al curettage convenzionale

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Adenotomia endoscopica con microdebrider superiore rispetto al curettage convenzionale. L’adenotomia endoscopica con microdebrider (EMA) secondo uno studio turco effettuato su 833 bambini (età media 4.2 anni) è risultata una tecnica più sicura e con meno complicanze postoperatorie (adenoidi residue, recidiva di ipertrofia adenoidea, e otite media sierosa) rispetto al convenzionale curettage (CCA) (p=< 0.05).

Solo un tasso di ipernasalità alla seconda settimana postoperatoria risultava maggiore nel gruppo endoscopico.

BIBLIOGRAFIA
Muhammed YanılmazDavut Akduman . A comparative study of two adenoidectomy technics for efficacy and safety: Conventional curettage adenoidectomy versus endoscopic microdebrider adenoidectomy. Am J Otolaryngol. 2023 Jul-Aug;44(4):103807. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103807.

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Ipertrofia Adenoidea: diagnosi e trattamento

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Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

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Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale: analoghi risultati oncologici. Uno studio coreano di revisione e metanalisi della Letteratura ha confrontato l’utilità prognostica della biopsia del linfonodo sentinella e dello svuotamento latero cervicale elettivo nei tumori del cavo orale in stadio iniziale con linfonodi clinicamente negativi.

I pazienti coinvolti nell’analisi sono stati globalmente 10583. 

Non sono state riscontrate differenze nella sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da malattia, e sopravvivenza specifica da malattia fra i due gruppi. I valori prognostici erano similari.

BIBLIOGRAFIA
Y J KangM J KangH S AhnS H Hwang. Comparison of sentinel lymph node biopsy and elective neck dissection for early oral cavity squamous cell carcinoma patients with clinically node-negative necks: systematic review and meta-analysis. J Laryngol Otol 2022 Sep 12;1-9. doi: 10.1017/S0022215122002043.

Il dato conferma per l’ennesima volta il valore della metodica del linfonodo sentinella in questo tipo di tumori: evitando il 70% di svuotamenti inutili e sottoponendo a svuotamento latero cervicale solo i casi positivi, viene fatto un trattamento meno invasivo, meno rischioso per la morbidità e più preciso nella stadiazione con gli stessi risultati oncologici

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Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

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Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

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Il Linfonodo Sentinella nei Carcinomi Squamosi del Labbro

L’esperienza personale nelle Biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del Cavo orale

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Linfonodo Sentinella: Esperienza preliminare all’Ospedale San Carlo

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Linfonodo Sentinella – 1: Il Razionale

La Biopsia del Linfonodo sentinella nei tumori della bocca

Linfonodi Sentinella: identificazione intraoperatoria

Surgical consensus guidelines on sentinel node biopsy (SNB) in patients with oral cancer

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

La ricerca del Linfonodo Sentinella: Lavoro d’Equipe

Vertigine Posizionale Parossistica Benigna: effetto dell’autotrattamento web guidato

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Vertigine Posizionale Parossistica Benigna: effetto dell’autotrattamento web guidato. Sarebbe possibile ed efficace la diagnosi ed il trattamento web guidato della Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (BPPV) ricorrente? 

I ricercatori della Seoul National University di Seongnam, South Korea, in un clinical trial randomizzato hanno studiato 585 pazienti con BPPV per 2 anni. 

I 292 pazienti del gruppo di trattamento completavano un questionario per la diagnosi e ricevevano un video-clip per l’autoesecuzione della manovra di riposizionamento degli otoliti sulla base del tipo di BPPV diagnosticato al momento della crisi vertiginosa. 

I 293 pazienti del gruppo di controllo ricevevano un videoclip per l’autosomministrazione delle manovre di riposizionamento degli otoliti in accordo con il tipo di BPPV che era stato diagnosticato al momento dell’arruolamento.

Il primo gruppo riportava una risoluzione degli attacchi vertiginosi in una percentuale superiore: 72.4% vs 42.9% (P<.001)

Globalmente 128 pazienti (21.9%) avevano avuto una recidiva (58 nel gruppo di trattamento e 70 nel gruppo di controllo), e 109 che si erano autosottoposti alla manovra (85.2%) avevano avuto successo.

Questo trial dimostra l’efficacia di un sistema di diagnosi e trattamento basato sul web della BPPV ricorrente ed apre un orizzonte interessante al ruolo della telemedicina dei disturbi vestibolari   

BIBLIOGRAFIA
Hyo-Jung Kim, Ji-Soo Kim, Kwang-Dong Choi, Seo-Young Choi, Seung-Han Lee, Jae Han Park. Effect of Self-treatment of Recurrent Benign Paroxysmal Positional Vertigo.JAMA Neurol. Jan 2023,   doi:10.1001/jamaneurol.2022.4944

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Bassi livelli di vit. D favoriscono la Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB)

Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

Vertigine posizionale parossistica benigna

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Liberatorie

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Diagnostiche

VPPB: rischio dopo trauma cranico

L’Osteoporosi aumenta il rischio di VPPB dopo i 50 anni

Traumi cerebrali e Otoliti

Rinolitiasi

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La Rinolitiasi è una rara condizione in cui si verifica, nelle fosse nasali nel corso di anni, una deposizione di sali minerali (Ca-Mg) intorno ad un nido organico od inorganico, esogeno od endogeno.

I materiali endogeni intorno ai quali si formano le incrostazioni sono rappresentati da frammenti ossei, denti ectopici, epitelio desquamato, mentre i materiali esogeni sono semi di frutta, piccoli oggetti in plastica (perline) batterie e sassi.

La patogenesi della formazione dei rinoliti non è ben conosciuta.

La teoria più accettata è che l’alloggiamento di un corpo estraneo nella fossa nasale promuova un processo infiammatorio acuto o cronico nella fossa nasale.  

Sono prevalenti nell’età giovanile ma possono capitare a qualunque età, senza prevalenza di sesso. 

Il sintomo più comune alla presentazione è l’ostruzione nasale (70-80%), seguito da rinorrea maleodorante unilaterale (55%) e cefalea. Epistassi, russamento ed apnee sono manifestazioni più rare.

La sede più frequente nei casi riportati in letteratura era tra turbinato inferiore e setto (68%). Altre sedi descritte sono tra la parete nasale laterale ed il turbinato inferiore, laterale al turbinato medio e tra turbinato medio e setto.

Abbastanza frequentemente si riscontra una patologia nasosinusale concomitante: deviazione del setto (65%), vegetazioni adenoidee e poliposi nasale.

Come complicanze dei rinoliti sono descritte perforazione palatale, perforazione settale, distruzione della parete mediale del seno mascellare, con sinusite ricorrente, fistola, osteomielite e assai raramente ascesso epidurale.

La diagnosi si ottiene mediante una rinoendoscopia con ottica rigida o flessibile.

Il Rinolita si presenta come una massa di colore giallo-grigiastro, variabile nella forma e dimensione circondata da tessuto di granulazione.

La diagnosi è confermata dalla consistenza dura (pietra) e dalla senzazione di crackling durante la esplorazione strumentale con aspiratore bottonuto.

La TAC dei seni paranasali va sempre fatta per avere una definizione spaziale dettagliata e riscontrare eventuali complicanze.  Il rinolita si presenta come una opacità ad alta   densità, contorni irregolari, con un’area ipodensa  al centro. 

La TC talvolta aiuta a riconoscere l’origine  esogena (corpo estraneo) o endogena ed a discriminare con la diagnosi differenziale con osteoma, polipi calcifici, sequestri ossei  (sifilide,  radioterapia), osteosarcoma and chondrosarcoma.  

L’estrazione del Rinolita richiede un approccio endoscopico con ottica rigida.

L’anestesia generale con intubazione orotracheale è necessaria nei bambini, nei soggetti ansiosi o paurosi, in caso di Rinolita gigante o incastrato nella parte posteriore della fossa nasale  ed in presenza di patologia associata (sinusite, polipi,  micosi).  

Rinoliti piccoli possono essere rimossi anche in anestesia locale in pazienti complianti.

L’approccio esterno con rinotomia laterale o settoplastica open  è eccezionale. Non sono descritte recidive alla asportazione.

BIBLIOGRAFIA
Ozdemir S, Akbas Y, Görgülü O, Selçuk T, Sayar C. Rhinolithiasis: review of 21 cases. Am J Rhinol Allergy. 2010 Nov-Dec;24(6):136-9. doi: 10.2500/ajra.2010.24.3553.Seyhun N, Toprak E, Kaya KS, Kurt Dizdar S, Turgut S.  Rhinolithiasis, a rare entity: Analysis of 31 cases and literature review. North Clin Istanb 2021;8(2):172–177.
Julia NguyenAriel OmiunuRushi PatelPrayag PatelChristina H FangJean Anderson Eloy. Endoscopic Management of Rhinolithiasis: A Systematic Review.Otolaryngol Head Neck Surg. 2023 Jun;168(6): 1338-1345. doi: 10.1002/ohn.230.
Hayat Adib, Mohamad Ali El NatoutGeorges ZaytounUsamah Al Hadi   Rhinolithiasis: A Misleading Entity Sept  2018 Therapeutic Advances in Allergy and Rhinology. 9:215265671878359 doi: 10.1177/2152656718783596

   

Tumori della regione parotido-auricolare. Chirurgia demolitiva e opzioni ricostruttive

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Tumori della regione parotido-auricolare. Chirurgia demolitiva e opzioni ricostruttive. Il video è un excursus attraverso l’esperienza personale maturata in oltre 30 anni di trattamento di questa patologia nei diversi Centri dove ho prestato servizio.

Vengono illustrati i principali quadri patologici dei tumori cutanei estesi all’orecchio esterno, alla ghiandola parotide e talora all’osso temporale. Sono responsabili anche tumori non cutanei, come primitivi della parotide aggressivi, o tumori dei tessuti molli.

La demolizione comprende sempre la parotidectomia totale con la conservazione, laddove possibile perché non infiltrato, del nervo facciale e la estensione a la demande ai distretti coinvolti dalla estensione tumorale.

Il padiglione auricolare è spesso asportato quasi per intero, cercando di mantenere se possibile la porzione superiore dell’elice per consentire di poggiavi la stanghetta dell’occhiale.

Il CUE deve restare pervio anche se frequentemente andrà incontro a stenosi.

Le opzioni ricostruttive sono numerose.

Gli obiettivi sono la copertura cutanea, il riempimento dei tessuti molli, assicurare un aspetto estetico facciale soddisfacente.

A seconda della sede e profondità dell’exeresi potranno essere utilizzati lembi cervicali di vicinanza, il lembo fascio cutanel delto pettorale di Bakamjian, il lembo sovraclaveare ad isola sull’arteria sovraclaveare, il lembo di scalpo, utilizzato per lesioni estese alla parte superiore della regione.

I lembi liberi, in particolare l’antero laterale di coscia consentono per la loro plasticità di ottenere un risultato estetico e funzionale eccellente e, laddove le condizioni del paziente lo consentono, e vi sia la adeguata esperienza ed assistenza, vanno previlegiati.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo

Anatomia chirurgica della Parotidectomia

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Chirurgia della Parotide: liberazione del Faciale e Parotidectomia Parziale

Sindrome di Frey dopo parotidectomia

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

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Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

Hole Punch Tecnique: novità nel trattamento degli otoematomi recalcitranti

Tumori Cutanei Maligni dell’Orecchio Esterno

Non c’è correlazione fra ipoacusia improvvisa e vaccinazione anti Covid-19

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Non c’è correlazione fra ipoacusia improvvisa e vaccinazione anti Covid-19. I ricercatori della Columbia University di New York hanno indagato lo sviluppo di sintomi otologici comparsi in 500 pazienti nelle 4 settimane dopo la vaccinazione anti SARS-CoV-2 (58.4 % avevano ricevuto Pfizer, 29.1 % Moderna, e 3.8 %  Johnson & Johnson).

I sintomi riportati  (14.5% dei pazienti) sono stati  ipoacusia  (5%) acufeni (6,2%) disequilibrio  (7,9%) e  vertigine (4.5%).

Esclusi i casi di tinnitus soggettivo, disfunzione della ATM ed esacerbazione di malattia di Meniere e presbiacusia, i nuovi  casi in cui era diagnosticata una Ipoacusia Neurosensoriale Improvvisa (SSNHL) si riducevano a 7/500 pari a 1.4 %, confermando i dati di numerosi altri studi che non hanno riscontrato nessuna associazione fra vaccinazione per COVID-19 e insorgenza di SSNHL.

 BIBLIOGRAFIA
Stephen LeongBing M TehAna H Kim . Characterization of otologic symptoms appearing after COVID-19 vaccination. Am J Otolaryngol. 2023 Mar-Apr;44(2):103725. doi: 10.1016/j.amjoto.2022.103725.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

Vaccini anti Covid-19: quali funzionano meglio contro Omicron

Vaccino per Covid 19: quali fattori aumentano il rischio di eventi avversi?

SARS CoV2 e Vaccini aumentano il rischio di Paralisi di Bell

Linfadenopatia Ascellare dopo vaccinazione per Covid19

Vaccinazione per COVID-19 e Paralisi del nervo Facciale

Paralisi cordale bilaterale in età pediatrica

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Paralisi cordale bilaterale in età pediatrica: risultati della adduzione aritenoidea laterale endoscopica (EALA). La paralisi bilaterale della corda vocale in età pediatrica (BVCI) rappresenta una condizione grave in grado di causare severa dispnea e mettere a rischio la vita dei piccoli pazienti.

I colleghi dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno pubblicato su Laryngoscope la loro esperienza  su una tecnica chirurgica mininvasiva relativamente nuova: la adduzione aritenoidea laterale endoscopica (EALA).

I pazienti trattati con EALA per BVCI sono stati 21. 

11 di loro avevano avuto la tracheotomia al momento dell’intervento.

Tutti i pazienti avevano riportato un miglioramento dello spazio aereo glottico.

I tempi medi di decannulazione degli 11/21 pazienti sottoposti a tracheotomia sono stati 4.6 settimane.

Un solo paziente non era stato decannulato. Non si era registrata nessuna complicanza maggiore.

Nei pazienti senza tracheostomia si era osservato, dopo chirurgia, un significativo miglioramento del numero di episodi di desaturazione per ora (ODI) e del picco di flusso inspiratorio PIF (P<0.05).

Come atteso, i parametri fonatori, pediatric Voice Handicap Index (pVHI), GIRBAS Scale criteria, risultavano significativamente peggiorati 1 mese dopo la chirurgia (p < 0.05), ma ad 1 anno di distanza, tutti i valori, eccetto i parametri B ed A del GIRBAS scale score, erano ritornati ai livelli preoperatori.

In conclusione per gli autori del Lavoro, EALA rappresenta nei bambini con BVCI una soluzione valida ed efficace che permette di evitare la tracheotomia o di avere una rapida decannulazione, preservando la deglutizione e mantenendo una buona qualità di voce.

BIBLIOGRAFIA
Marilena TrozziMiriam TorselloDuino MeucciMariella Micardi   Maria L TropianoSara BalduzziAlejandra Ossandon Avetikian   Antonio SalvatiSergio Bottero. Pediatric Bilateral Vocal Cord Immobility: New Treatment With Preservation of Voice. Laryngoscope 2023 Sep;133(9):2325-2332. doi: 10.1002/lary.30535.

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Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

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Candida Auris: fungo killer

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Candida Auris è un emergente tipo di Candida che ha caratteri peculiari che la differenziano da altre forme micotiche e rappresenta una seria minaccia per la salute globale.   

Può sopravvivere sulla cute anche per mesi in modo asintomatico ed è più resistente agli agenti antifungini rispetto ad altre specie di Candida (multifarmaco-resistenza); si diffonde nelle strutture sanitarie e viaggia facilmente da paziente a paziente o da una superficie contaminata (es maniglia di una porta) al paziente; è di difficile identificazione nei laboratori che non dispongono di tecnologie specifiche, con conseguente gestione inappropriata.

Agisce come un killer furtivo e nella forma invasiva può portare a serie infezioni del sangue, cuore e altre parti dell’organismo con una mortalità in pazienti con altre comorbidità, superiore al 60%.

Isolato ufficialmente la prima volta nel 2009 in Giappone nell’orecchio di una donna – donde il nome Candida auris – questo fungo è ora presente, secondo l’OMS, in 55 paesi.

Sottovalutato per lungo tempo, nell’ ottobre 2022 l’WHO ha inserito C Auris fra i 4 patogeni fungini più critici insieme a Cryptococcus neoformans, Aspergillus fumigatus, e Candida albicans.

Vi sono evidenze che il cambiamento climatico sta influenzando l’ecologia dei patogeni fungini espandendo il loro habitats e che la popolazione a rischio di infezioni serie da Candida Auris ed altri patogeni fungini è in aumento, in quanto gli individui immunocompromessi (pazienti con HIV – Tubercolosi – Cancro trattato con chemioterapia, trapiantati renali etc.) vivono oggi comunque più a lungo.

Anche durante la pandemia da COVID- 19 l’incidenza di infezioni da Candida Auris è aumentata, specialmente nelle Terapie intensive con l’utilizzo dei ventilatori.

Sottovalutare queste infezioni fungine non aiuta.

C. auris è stato isolato da una serie di siti corporei, tra cui la pelle (molto comune), il tratto urogenitale (comune) e il tratto respiratorio (occasionale), e provoca più raramente infezioni invasive, come candidemia, pericardite, infezioni del tratto urinario e polmonite. 

I più comuni segni di infezione invasiva da Candida sono febbre e brivido che non rispondono agli antibiotici.

La colonizzazione da C. Auris è spesso associata ad una sovrainfezione con batteri gram negativi produttori di carbapenemase.

La prevenzione della diffusione della infezione si ottiene effettuando tamponi a livello ascellare o inguinale alla ricerca del fungo.

Sono necessari particolari test di laboratorio per la corretta identificazione.

Gli strumenti diagnostici basati sulla tecnologia MALDI-TOF (Matrix Assisted Desorption Ionization – Time Of Flight) sono in grado di distinguere C. auris dalle altre Candida spp., ma non tutti i database di riferimento degli spettrometri MALDI-TOF includono questa specie.

Pazienti già colonizzati o infettati devono essere ricoverati in stanza singola e tutti i visitatori e il personale di assistenza devono osservare la corretta igiene delle mani (con acqua e sapone o soluzione idroalcolica o clorexidina), indossare camice e guanti monouso, assicurare la decontaminazione delle apparecchiature e dei dispositivi utilizzati da altri pazienti.

La persistenza della Candida Auris dura anche oltre un anno dalla sua identificazione e sembra trarre vantaggio dal danneggiamento del microbioma cutaneo causato da cure antibiotiche protratte. 

Negli USA circa il 30% di colonie di C Auris isolate sono risultate resistenti alla  a amphotericina B, circa il  90% al fluconazolo, e meno del 5% erano resistenti alla nuova classe di farmaci antifungini echinocandine.

In alcuni casi la resistenza era a tutte e tre le classi di antifungini. Nuovi farmaci antifungini sperimentati recentemente (ibrexafungerp) hanno dimostrato buona attività.

BIBLIOGRAFIA
Rita Rubin. On the Rise, Candida auris Outwits Treatments and Travels Incognito in Health Care Settings JAMA. 2023;329(3):197-199. doi:10.1001/jama.2022.17760

Candida auris . Epicentro Istituto superiore di Sanità www.epicentro iss.it