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Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

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Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide. Uno studio della University of Erlangen–Nuremberg, Erlangen, Germany, ha indagato i fattori favorenti il recupero dell’olfatto dopo chirurgia endoscopica rinosinusale nei pazienti con rinosinusite cronica con polipi.

Assenza di sinusite acuta, elevati livelli di Serpina F2 (inibitore della serina proteasi) e rinorrea anteriore sono risultati fattori predittivi di un rapido miglioramento dell’olfatto in questi pazienti.

BIBLIOGRAFIA
A K Hernandez , O WendlerS Mayr,  H Iro , T Hummel , S K Mueller . Predictors of olfactory improvement after endoscopic sinus surgery in chronic rhinosinusitis with nasal polyps.J Laryngol Otol. 2023 May;137(5):524-531. doi: 10.1017/S0022215122001633.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

HPV e Sinusite Cronica Polipoide

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

La chirurgia endoscopica rinosinusale

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

Irrigazione salina calda: vantaggi durante la FESS

Spray a base di acido Ipocloroso utile nel postoperatorio della FESS

FESS e Sinusite Cronica nell’anziano

Farmaci biologici e rinosinusite cronica: position paper SIOT

Concha Bullosa e FESS

Ipertrofia dei turbinati: intervista

Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

FESS: qualità della voce nella poliposi

Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

FEES nello studio della Disfagia

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

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Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS. La presenza di Staphylococcus aureus rettale preoperatoria  è correlata ad un  maggior rischio di recidiva di Sinusite cronica con polipi dopo Chirurgia Endoscopica rinosinusale (OR 2.34).

Lo afferma uno studio cinese su 391 casi in cui le recidive entro i 2 anni sono state il 36.3% Altri fattori di rischio significativi sono risultati l’asma (OR: 3.41 ), la terapia non steroidea (OR.2.27) e precedenti interventi di FESS (OR:3.64) .

BIBLIOGRAFIA
Yue PengZhao LiuZhijian YuAiwu Lu . Tao Zhang .Rectal Staphylococcus aureus Carriage and Recurrence After Endoscopic Sinus Surgery for Chronic Rhinosinusitis With Nasal Polyps: A Prospective Cohort Study. Ear Nose Throat J. 2023 Oct;102(10):650-653. doi: 10.1177/01455613211019716.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

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La chirurgia endoscopica rinosinusale

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Irrigazione salina calda: vantaggi durante la FESS

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Farmaci biologici e rinosinusite cronica: position paper SIOT

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Ipertrofia dei turbinati: intervista

Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

FESS: qualità della voce nella poliposi

Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

FEES nello studio della Disfagia

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

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FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Ascesso peritonsillare nell’adulto: fattori di rischio di recidiva

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Ascesso peritonsillare nell’adulto: fattori di rischio di recidiva. Uno studio retrospettivo giapponese, utilizzando un database nazionale, ha indagato i fattori di rischio di recidiva di ascesso peritonsillare su 12.012 pazienti adulti trattati medicalmente od operati per tale patologia.

L’incidenza di recidive è stata dell’11,3%. La storia di ricorrenti tonsilliti, età < di 40 anni ed un trattamento antibiotico endovenoso inferiore ai 3 gg costituivano fattori aggravanti il rischio di recidiva dell’ascesso tonsillare.

Altri fattori presi in considerazione quali sesso, comorbidità, uso del tabacco e terapia chirurgica non avevano un valore statisticamente significativo

BIBLIOGRAFIA
Kayoko MizunoMasato TakeuchiYo KishimotoKoichi OmoriKoji Kawakami . Risk Factors for Recurrence of Peritonsillar Abscess. Laryngoscope 2023 Aug;133(8):1846-1852. doi: 10.1002/lary.30367.

ascesso peritonsillare prof

Questi dati mettono in discussione che sia mandatorio eseguire una tonsillectomia dopo un ascesso peritonsillare e contestualmente come il trattamento medico debba essere non inferiore ai 3 gg e con somministrazione endovenosa, vale a dire con ricovero ospedaliero

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Ecografia Transcervicale indica quando aspirare ascesso peritonsillare

Artrite reumatoide aumenta il rischio di ascesso peritonsillare

Ascesso peritonsillare: incisione e drenaggio é il trattamento migliore

Ipertrofia della tonsilla linguale: riduzione con laser CO2

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Ipertrofia della tonsilla linguale: riduzione con laser CO2. Il video mostra l’utilizzo della tecnologia Laser CO2 nella riduzione volumetrica della ipertrofia linfatica severa della base lingua.

Tale patologia che causava disagi alla paziente come russamento, voce nasale, sensazione di corpo estraneo in gola etc., viene oggi trattata in molti centri  con la chirurgia robotica.

Il Laser CO2 costutuisce una alternativa  altrettanto valida, a costi decisamente inferiori. 

Una volta esposta la lesione, la resezione avviene  inizialmente con tecnica peace meal  sezionando porzioni abbondanti del tessuto linfatico ipertrofico con regolazione del laser in modalità di taglio (potenza 4 Watt continuo superpulsato).

I pezzi asportati vengono inviati per l’esame istologico per escludere eventuale patologia linfoproliferativa (Linfoma).

Ipertrofia della tonsilla linguale: riduzione con laser CO2

La sezione avviene in campo prevalentemente esangue ma, come evidenziato anche nel video, l’emostasi dei vasi di calibro discreto va completata con coagulazione monopolare, utilizzando in questo caso apposito aspiratore coagulatore. 

L’azione di taglio del Laser è favorita dalla tensione dei tessuti che viene ottenuta trazionando il pezzo con apposite micropinze endoscopiche laringee.

La duttilità della metodica consente di personalizzare l’intervento. L’obiettivo è ricreare la conformazione anatomica della vallecola glotto epiglottica, liberando dalla compressione del tessuto linfatico eccessivo l’epiglottide.

Ipertrofia della tonsilla linguale: riduzione con laser CO2

Alla fase di resezione segue, a volte alternandosi ad essa, la vaporizzazione del tessuto che consente un rimodellamento ottimale.

Il raggio laser viene defocalizzato e la potenza può essere aumentata. La dotazione di Digital Acublade presente nei laser Lumenis ® di ultima generazione, consente di utilizzare il laser in modalità di ablazione circolare con raggio di azione variabile regolabile  permettendo di accorciare i tempi chirurgici significativamente.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Il linfonodo linguale: valore prognostico

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Resezioni transorali della base della lingua

La Mucosectomia della base linguale

Bioexeresi Laser Co2 di Lesione della Lingua

Mucoepidermoid Carcinoma of the base of the Tongue. Median transmandibular-translingual approach and reconstruction by a radial forearm free flap

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Il trattamento dei Tumori Linguali di piccole dimensioni

Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale

Svuotamento dei linfonodi paratracheali nei tumori ipofaringo-laringei. Quando?

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Svuotamento dei linfonodi paratracheali nei tumori ipofaringo-laringei. Quando? Uno studio di metanalisi anglo-francese ha individuato i fattori di rischio di un coinvolgimento dei linfonodi paratracheali (incidenza globale 18.6%) nei tumori della larige-ipofaringe: Stadio T4, linfonodi latero cervicali positivi N+, estensione sottoglottica , insorgenza del tumore primitivo da ipofaringe od esofago cervicale.

In queste condizioni, durante gli interventi di Laringectomia Totale o FaringoLaringectomia può essere indicata l’estensione dello  svuotamento ai linfonodi paratracheali. 

BIBLIOGRAFIA
Emilien ChabrillacRichard JacksonPierre MatteiGrégoire D’Andréa , Sébastien Vergez , Agnès Dupret-Bories , Ovie Edafe Paratracheal lymph node dissection during total (pharyngo-)laryngectomy: A systematic review and meta-analysis.Oral Oncol. 2022 Sep;132:106017. doi: 10.1016/j.oraloncology.2022.106017.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Condrosarcoma della Laringe

Granuloma laringeo recidivante: vantaggi della iniezione tiroaritenoidea di tossina botulinica

Fistola post Laringectomia e Intelligenza Artificiale

Laringectomia Totale

Chiusura del faringe dopo laringectomia totale

Drenaggio in aspirazione a bassa pressione e fistola faringocutanea post laringectomia

La Laringectomia peggiora la funzione sessuale

Emilaringectomia Sovraglottica Allargata con Laser Co2

Ipofaringolaringectomia ed Esofagogectomia Cervicale: Ricostruzione con trasposizione di ansa digiunale prelevata per via Laparoscopica

T1 della laringe: deglutizione migliore dopo laser chirurgia rispetto a radioterapia

Laserchirurgia dei Tumori glottici: videointervista

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Indicazioni e Workup diagnostico

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Tecnica chirurgica

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Laringectomia Totale

Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Metastasi latero cervicali N3: trattamento

Diagnosi di iposmia anosmia: algoritmo diagnostico  dopo studio di review

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Diagnosi di iposmia anosmia: algoritmo diagnostico  dopo studio di review. La disfunzione olfattoria  ha profondi effetti  negativi sulla qualità di vita , comportando alterazione della sensazione di percepire  alcuni profumi ed odori ed alla impossibilità di riconoscere odori e sostanze potenzialmente pericolose.

Tale disfunzione può variare da una diminuita percezione olfattoria (iposmia) alla perdita completa dell’olfatto (anosmia).

Le disfunzioni olfattorie riconoscono diverse cause, incluso infezioni virali, tra cui quella da SARS-CO-V2 , traumi, ostruzione respiratoria, Rinosinusite Cronica polipoide, neoplasie o cause idiopatiche.

A fronte di tanta variabilità  è indispensabile per il clinico poter diagnosticare correttamente e trattare i soggetti affetti  da disturbo dell’olfatto.

I ricercatori della University School of Medicine di Indianapolis, Indiana ( USA),  hanno pubblicato una review della letteratura in lingua inglese   sulla  diagnostica della Iposmia Anosmia. L’obiettivo degli Autori è identificare  quali metodiche  diagnostiche hanno maggiore valore e fornire una guida ai clinici per approcciare il disturbo dell’olfatto, in modo particolare nell’attuale situazione di aumento di questa sintomatologia dovuto alle manifestazioni di COVID-19. Dopo attenta selezione in base a rigidi criteri di valutazione i lavori inclusi nello studio sono stati 27 per un totale di 13.577  pazienti.

Dall’analisi della review emerge che:

  • i test dell’ olfatto ortonasali (come  Sniffin’ Sticks ( SS) e University of Pennsylvania Smell Identification Test  (UPSIT) dovrebbero essere utilizzati come indagine iniziale . UPSIT, il più largamente utilizzato, comporta la presentazione di  40 odori : uno score <18 è suggestivo per anosmia , mentre  >33 nei maschi  o >34 nelle femmine  è considerato normosmia, con vari livelli di microsmia nelle situazioni intermedie. SS utilizza 12 odori per produrre un  TDI score, che include soglia, discriminazione ed identificazione dell’odore: uno  score di  31 o maggiore  indica una normale funzione  olfattoria, mentre <16 indica anosmia. Gli score intermedi depongono per iposmia. Sebbene sia documentato che SS e UPSIT siano largamente utilizzati e validati, spesso sono considerati  test noiosi. Alla luce di ciò viene suggerito l’utilizzo di test più efficienti come quelli che presentano gli odori in modo randomizzato, o test che utilizzano un più limitato numero di odori e che hanno fornito risultati comparabili a SS e UPSIT .  

E’ noto inoltre che pazienti con disturbi dell’olfatto ma senza disturbo del gusto conservano intatto l’olfatto retronasale, indicando come olfatto ortonasale e retronasale andrebbero indagati separatamente. Pertanto i test retronasali devono essere considerati un importante metodica di indagine quando i test ortonasali non sono in grado di spiegare completamente il quadro clinico del paziente .

In aggiunta  ai test olfattori , possono essere  utilizzate le immagini, soprattutto la Risonanza Magnetica (MRI) , sia quella tradizionale che funzionale (fMRI) .

I dati della Letteratura appaiono non univoci. Nelle forme di anosmia idiopatica solo il 4.6% dei soggetti  presentava alterazioni morfologiche della via olfattoria alla MRI.

Alcuni autori hanno riscontrato che  nei traumi dove sono offese le fibre olfattorie il volume del bulbo olfattorio diminuisce  e si riscontrano anomalie del lobo frontale in oltre il 70% dei casi, mentre nelle forme virali, dove il danno interessa principalmente l’epitelio e la  mucosa olfattoria, non si reperta una riduzione del bulbo olfattorio.

Altri  autori hanno riscontrato un bulbo olfattorio di volume maggiore nei soggetti normoosmici  se comparato pazienti anosmici con poliposi nasale, post trauma o post infezione.

Riguardo alla fMRI alcuni studi hanno riscontrato una attivazione cerebrale orbitofrontale, medio frontale infero .frontale e temporale   ridotta in risposta alla somministrazione di amylacetate, menthone, e pyridine, nei soggetti ipoosmici rispetto a quelli normoosmici. Nei soggetti anosmici post-traumatici si riscontrava in uno studio ridotta attivazione nelle aree corticali olfattorie primarie e secondarie.

Altre modalità di indagine comprendono  SPECT e PET,  utilizzate in un setting accademico e non di routine. Alcuni studi usando SPECT hanno identificato una tipica ipoperfusione frontale  in oltre  l’80%  dei soggetti anosmici postraumatici. Uno studio ha dimostrato una rallentata migrazione nel bulbo olfattorio  del tallio introdotto per via nasale nei soggetti con disfunzione olfattoria,  rispetto ai normosmici.     

Per quanto attiene alla PET due studi hanno osservato un significativo ipometabolismo   nella corteccia orbitofrontale, nel giro rettale nel polo frontale nei pazienti postraumatici anosmici. 

In conclusione il reperto più comune nella diagnostica per imaging riscontrato nei soggetti anosmici od iposmici  riguarda anormalità nella regione orbito frontale con le seguenti percentuali: 29/45 soggetti negli studi fMRI, 92/351 nella MRI convenzionale, 34/55  nella SPECT e 11/20 soggetti sottoposti a PET.

E’ noto come la corteccia  orbitofrontale sia coinvolta nella percezione cognitiva  e nel processo olfattorio. Uno studio sul costo beneficio di sottoporre tutti pazienti con ipo-anosmia idiopatica a MRI ha evidenziato la non fattibilità: su 130 pazienti idiopatici anosmici sottoposti a MRI solo in 6 l’esame era anormale e solo in un caso poteva spiegare l’anosmia .

Basato sui risultati di questa review e sulla fattibilità viene proposto il seguente algoritmo    per assistere il clinico nella diagnosi di pazienti con disfunzione dell’olfatto in epoca di ampia diffusione di COVID-19 in cui questo sintomo è spesso il più precoce.

La sistematica review di questi casi  di alterazione dell’olfatto non ha repertato  alcun caso di tumore benigno o maligno, il che ribadisce  la perplessità a sottoporre a diagnostica per imaging  casi di disturbo dell’olfatto isolato senza altri sintomi neurologici o rinologici. 

Il ricorso a MRI o ad eventuali più sofisticate metodiche  è riservato unicamente ai casi post traumatici. Nell’algoritmo viene inserito in posizione centrale l’esame endoscopico nasale.

diagnosi di iposmia anosmia

BIBLIOGRAFIA
Abdul K. Saltagi, Mohamad Z. Saltagi, Amit K. Nag, Arthur W. Wu, Thomas S. Higgins, Anna Knisely,Jonathan Y. Ting, Elisa A. Illing. Diagnosis of Anosmia and Hyposmia: A Systematic Review. Allergy Rhinol (Providence). 2021 Jan-Dec; 12: 21526567211026568.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Covid-19 e Iposmia

Iposmia post infettiva: fattori predittivi del recupero

Anosmia durante Covid-19: conoscenze e quesiti irrisolti

Test Rapido per misurare l’olfatto

Covid-19: Sintomi ed Esami di laboratorio

Test rapido dell’olfatto e sospetto di Covid19

Anosmia da SARS-CoV2: qual è l’evoluzione?

Come funziona il senso dell’olfatto?

Disfunzione gustativa ed olfattoria dopo Covid-19

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Carcinoma del naso T1-T2: svuotamento del collo nei casi ad alto rischio

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Carcinoma del naso T1-T2: svuotamento del collo nei casi ad alto rischio. Sebbene rara, la recidiva regionale (RR) danneggia seriamente la prognosi dei Carcinomi squamosi del naso in stadio precoce. 

Uno studio austriaco ha evidenziato come fattori di rischio: Tumori T2; Carcinomi moderatamente o scarsamente differenziati (G2-3); origine dal setto o vestibolo nasale.

Secondo questo risk score, i pazienti ad alto rischio (tutti tre i fattori positivi) avevano una probabilità 14 volte superiore di incorrere in RR e 17 volte superiore di morire a causa del tumore.

In questa classe di rischio gli autori hanno calcolato che il numero di pazienti da trattare con svuotamento latero cervicale elettivo (END) per evidenziare un caso di metastasi linfonodale si riduca a 2.63 rispetto al valore di 8 dei casi a minor rischio.

Pertanto, in questi casi, gli autori  propongono l’esecuzione di END, piuttosto che una radioterapia elettiva, per le seguenti ragioni: 
(i) bassa incidenza di complicanze e morbidità;
(ii) maggiori informazioni istopatologiche (metastasi linfonodali occulte) che postano ad una stadiazione più accurata che può fare da guida alla necessità di chemioterapia adiuvante
(iii) si evitano le complicanze della RT come xerostomia e mucositi (iv) la RT può essere preservata con trattamento curativo in caso di fallimento del trattamento chirurgico sul collo.

Nella casistica di 87 pazienti riportata nello studio,  nessuno dei 15 pazienti sottoposti a END è andato incontro a RR.

BIBLIOGRAFIA
Claudia LillBoban M ErovicRudolf SeemannMuhammad Faisal , Klaus StelterBernd GandlerFlorian FrommletAndreas StroblMichael FormanekStefan Janik . The role of elective neck dissection in T1 and T2 nasal cavity squamous cell carcinomas.Eur Arch Otorhinolaryngol 2022 Nov 7. doi: 10.1007/s00405-022-07718-8.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

PDTA naso e seni paranasali

Carcinoma Naso Orbitario: Ricostruzione Con Lembo Frontale Glabellare

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

Osteoma Gigante del seno frontale

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La chirurgia endoscopica rinosinusale

La Sinusite Cronica aumenta il rischio di Tumori del distretto cervico-facciale?

Asportazione endoscopica “Low Grade Sinonasal Sarcoma”

Sarcomi indotti da radioterapia del distretto testa collo

Angioma Capillare Lobulare della Fossa Nasale

Trattamento Endoscopico di Papilloma Invertito del Seno Sfenoidale

Proteina S100 e Papilloma Invertito Nasosinusale

Papilloma invertito rinosinusale e recidive

Qualità di vita dopo biopsia del linfonodo sentinella migliore rispetto allo svuotamento selettivo del collo

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Carcinoma squamoso Rinosinusale: risultati di una indagine nazionale statunitense

Carcinoma Squamoso cervico facciale nei giovani

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

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Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide. Il video illustra l’esecuzione di un intervento di FESS ( Functional Endoscopic Sinus Surgery) per una Sinusite Cronica Polipoide.

Il primo tempo chirurgico è la resezione parziale del turbinato medio affetto da concha bullosa.

Vengono poi  mostrati i tempi classici dell’intervento: Uncinectomia, reperimento e calibrazione dell’ostio del seno mascellare, apertura del recesso frontale, etmoidectomia anteriore e posteriore e senotomia sfenoidale.

Vengono utilizzati sotto controllo delle ottiche rigide 0° e 45°  gli strumenti classici della  microchirurgia endoscopica  ed il microdebrider.

L’obiettivo è di rimuovere il tessuto polipoide e la mucosa iperplastica ed infiammata che ostruisce l’aditus ai seni, permettendone una più facile aerazione ed il deflusso delle secrezioni.

La strumentazione dedicata e la anestesia in ipotensione controllata consente di limitare il sanguinamento intraoperatorio e di rispettare le strutture delicate (lamina papiracea- tessuti periorbitari – lamina cribra – arterie e vene etmoidali etc). 

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

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Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

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Spray a base di acido Ipocloroso utile nel postoperatorio della FESS

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Farmaci biologici e rinosinusite cronica: position paper SIOT

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Ipertrofia dei turbinati: intervista

Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

FESS: qualità della voce nella poliposi

Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

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Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Trattamento dei turbinati inferiori con radiofrequenza: risultati a breve e lungo termine

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Trattamento dei turbinati inferiori con radiofrequenza: risultati a breve e lungo termine. Il trattamento con Radiofrequenza dei turbinati inferiori ipertrofici è una procedura frequentemente utilizzata nel trattamento della ostruzione nasale. 

I ricercatori dell’University Hospital of Leuven, Belgium, hanno valutato in due studi i risultati a breve e lungo termine di questo trattamento, sulla base di uno score di autovalutazione dei sintomi nasali (VAS) e la compilazione di un questionario riguardo comorbidità, precedente chirurgia nasale ed uso di farmaci.

A breve termine (6-8 settimane) si verificava un significativo miglioramento della ostruzione nasale (VAS-1.3, P< .001), dell’attività fisica (VAS -1.5, P < .001), delle alterazioni del  sonno (VAS -0.9, P < .001), del russamento  (VAS -1.1, P< .001) e dell’iposmia (VAS -0.6, P = .004).  

L’assenza di fumo ed il precedente utilizzo di decongestionanti nasali spray risultavano fattori predittivi di buon risultato a breve termine.

A lungo termine (1-5 anni dal trattamento) l’ostruzione nasale continuava ad essere migliore rispetto a prima del trattamento (VAS -1.5, P < .001), ma lievemente peggiorata rispetto alla valutazione precoce (VAS +0.3, P = .036).

Allergia, Asma e precedente utilizzo di spray a base di corticosteroidi nasali erano associati ad un risultato meno ottimale mentre l’età avanzata era una fattore predittivo di un miglior risultato .

BIBLIOGRAFIA
Kristien SleursJob PostelmansJasper V Smit. Radiofrequency Ablation for Inferior Turbinate Hypertrophy: Predictive Factors for Short and Long-Term
Outcomes. Ann Otol Rhinol Laryngol 2023 Aug;132(8):888-894. doi: 10.1177/00034894221121407.

trattamento dei turbinati inferiori con radiofrequenza prof

I risultati concordano con l’esperienza personale. Il risultato funzionale sulla ostruzione rimane migliorativo rispetto alla condizione pretrattamento, ma col tempo, soprattutto   nei soggetti allergici, si assiste ad una progressiva riduzione del successo iniziale. Un secondo trattamento, dopo generalmente 3-5 anni, consente di recuperare tutti i vantaggi iniziali, con una durata più lunga e spesso definitiva.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Decongestione Turbinati con Radiofrequenza al Plasma: trattamento personalizzato

Turbinati: riduzione con Radiofrequenza (Coblation Technology)

Ipertrofia dei turbinati: intervista

La Tecnologia Coblation nella Chirurgia dei Turbinati

Turbinati con Radiofrequenza: approccio Endoscopico in Microchirurgia

Turbinati inferiori: Laser vs Radiofrequenza

Qual’è la tecnica migliore per la decongestione dei Turbinati: Turbinoplastica Chirurgica O Radiofrequenza?

La Radiofrequenza nel Trattamento dei Turbinati

Decongestione Sottomucosa Interstiziale dei Turbinati Inferiori con Radiofrequenza al Plasma

Che cosa sono i Turbinati?

La Turbinoplastica migliora la sintomatologia della Rinite Allergica più della terapia medica

Settoplastica O Settoturbinoplastica?

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Turbinoplastica: allergia non inficia il miglioramento della respirazione

Turbinato Medio: asportazione formazione polipoide

Adenotomia endoscopica con microdebrider superiore rispetto al curettage convenzionale

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Adenotomia endoscopica con microdebrider superiore rispetto al curettage convenzionale. L’adenotomia endoscopica con microdebrider (EMA) secondo uno studio turco effettuato su 833 bambini (età media 4.2 anni) è risultata una tecnica più sicura e con meno complicanze postoperatorie (adenoidi residue, recidiva di ipertrofia adenoidea, e otite media sierosa) rispetto al convenzionale curettage (CCA) (p=< 0.05).

Solo un tasso di ipernasalità alla seconda settimana postoperatoria risultava maggiore nel gruppo endoscopico.

BIBLIOGRAFIA
Muhammed YanılmazDavut Akduman . A comparative study of two adenoidectomy technics for efficacy and safety: Conventional curettage adenoidectomy versus endoscopic microdebrider adenoidectomy. Am J Otolaryngol. 2023 Jul-Aug;44(4):103807. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103807.

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