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Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

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Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale: analoghi risultati oncologici. Uno studio coreano di revisione e metanalisi della Letteratura ha confrontato l’utilità prognostica della biopsia del linfonodo sentinella e dello svuotamento latero cervicale elettivo nei tumori del cavo orale in stadio iniziale con linfonodi clinicamente negativi.

I pazienti coinvolti nell’analisi sono stati globalmente 10583. 

Non sono state riscontrate differenze nella sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da malattia, e sopravvivenza specifica da malattia fra i due gruppi. I valori prognostici erano similari.

BIBLIOGRAFIA
Y J KangM J KangH S AhnS H Hwang. Comparison of sentinel lymph node biopsy and elective neck dissection for early oral cavity squamous cell carcinoma patients with clinically node-negative necks: systematic review and meta-analysis. J Laryngol Otol 2022 Sep 12;1-9. doi: 10.1017/S0022215122002043.

Il dato conferma per l’ennesima volta il valore della metodica del linfonodo sentinella in questo tipo di tumori: evitando il 70% di svuotamenti inutili e sottoponendo a svuotamento latero cervicale solo i casi positivi, viene fatto un trattamento meno invasivo, meno rischioso per la morbidità e più preciso nella stadiazione con gli stessi risultati oncologici

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo sentinella – “Medicina Regione Lazio”

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo Sentinella: Lezione alla Humanitas University

Linfonodo Sentinella: European Archives of Oto-Rhino-Laryngology

Linfonodo Sentinella: Chirurgia Radioguidata

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Il Linfonodo Sentinella nei Carcinomi Squamosi del Labbro

L’esperienza personale nelle Biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del Cavo orale

Il ruolo della Medicina Nucleare nella biopsia del linfonodo sentinella nei tumori del cavo orale

La Chirurgia Radioguidata del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo orale

L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

Linfonodo Sentinella: Esperienza preliminare all’Ospedale San Carlo

Linfonodo Sentinella: validità della biopsia

Linfonodo Sentinella – 1: Il Razionale

La Biopsia del Linfonodo sentinella nei tumori della bocca

Linfonodi Sentinella: identificazione intraoperatoria

Surgical consensus guidelines on sentinel node biopsy (SNB) in patients with oral cancer

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

La ricerca del Linfonodo Sentinella: Lavoro d’Equipe

Vertigine Posizionale Parossistica Benigna: effetto dell’autotrattamento web guidato

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Vertigine Posizionale Parossistica Benigna: effetto dell’autotrattamento web guidato. Sarebbe possibile ed efficace la diagnosi ed il trattamento web guidato della Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (BPPV) ricorrente? 

I ricercatori della Seoul National University di Seongnam, South Korea, in un clinical trial randomizzato hanno studiato 585 pazienti con BPPV per 2 anni. 

I 292 pazienti del gruppo di trattamento completavano un questionario per la diagnosi e ricevevano un video-clip per l’autoesecuzione della manovra di riposizionamento degli otoliti sulla base del tipo di BPPV diagnosticato al momento della crisi vertiginosa. 

I 293 pazienti del gruppo di controllo ricevevano un videoclip per l’autosomministrazione delle manovre di riposizionamento degli otoliti in accordo con il tipo di BPPV che era stato diagnosticato al momento dell’arruolamento.

Il primo gruppo riportava una risoluzione degli attacchi vertiginosi in una percentuale superiore: 72.4% vs 42.9% (P<.001)

Globalmente 128 pazienti (21.9%) avevano avuto una recidiva (58 nel gruppo di trattamento e 70 nel gruppo di controllo), e 109 che si erano autosottoposti alla manovra (85.2%) avevano avuto successo.

Questo trial dimostra l’efficacia di un sistema di diagnosi e trattamento basato sul web della BPPV ricorrente ed apre un orizzonte interessante al ruolo della telemedicina dei disturbi vestibolari   

BIBLIOGRAFIA
Hyo-Jung Kim, Ji-Soo Kim, Kwang-Dong Choi, Seo-Young Choi, Seung-Han Lee, Jae Han Park. Effect of Self-treatment of Recurrent Benign Paroxysmal Positional Vertigo.JAMA Neurol. Jan 2023,   doi:10.1001/jamaneurol.2022.4944

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Bassi livelli di vit. D favoriscono la Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB)

Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

Vertigine posizionale parossistica benigna

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Liberatorie

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Diagnostiche

VPPB: rischio dopo trauma cranico

L’Osteoporosi aumenta il rischio di VPPB dopo i 50 anni

Traumi cerebrali e Otoliti

Rinolitiasi

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La Rinolitiasi è una rara condizione in cui si verifica, nelle fosse nasali nel corso di anni, una deposizione di sali minerali (Ca-Mg) intorno ad un nido organico od inorganico, esogeno od endogeno.

I materiali endogeni intorno ai quali si formano le incrostazioni sono rappresentati da frammenti ossei, denti ectopici, epitelio desquamato, mentre i materiali esogeni sono semi di frutta, piccoli oggetti in plastica (perline) batterie e sassi.

La patogenesi della formazione dei rinoliti non è ben conosciuta.

La teoria più accettata è che l’alloggiamento di un corpo estraneo nella fossa nasale promuova un processo infiammatorio acuto o cronico nella fossa nasale.  

Sono prevalenti nell’età giovanile ma possono capitare a qualunque età, senza prevalenza di sesso. 

Il sintomo più comune alla presentazione è l’ostruzione nasale (70-80%), seguito da rinorrea maleodorante unilaterale (55%) e cefalea. Epistassi, russamento ed apnee sono manifestazioni più rare.

La sede più frequente nei casi riportati in letteratura era tra turbinato inferiore e setto (68%). Altre sedi descritte sono tra la parete nasale laterale ed il turbinato inferiore, laterale al turbinato medio e tra turbinato medio e setto.

Abbastanza frequentemente si riscontra una patologia nasosinusale concomitante: deviazione del setto (65%), vegetazioni adenoidee e poliposi nasale.

Come complicanze dei rinoliti sono descritte perforazione palatale, perforazione settale, distruzione della parete mediale del seno mascellare, con sinusite ricorrente, fistola, osteomielite e assai raramente ascesso epidurale.

La diagnosi si ottiene mediante una rinoendoscopia con ottica rigida o flessibile.

Il Rinolita si presenta come una massa di colore giallo-grigiastro, variabile nella forma e dimensione circondata da tessuto di granulazione.

La diagnosi è confermata dalla consistenza dura (pietra) e dalla senzazione di crackling durante la esplorazione strumentale con aspiratore bottonuto.

La TAC dei seni paranasali va sempre fatta per avere una definizione spaziale dettagliata e riscontrare eventuali complicanze.  Il rinolita si presenta come una opacità ad alta   densità, contorni irregolari, con un’area ipodensa  al centro. 

La TC talvolta aiuta a riconoscere l’origine  esogena (corpo estraneo) o endogena ed a discriminare con la diagnosi differenziale con osteoma, polipi calcifici, sequestri ossei  (sifilide,  radioterapia), osteosarcoma and chondrosarcoma.  

L’estrazione del Rinolita richiede un approccio endoscopico con ottica rigida.

L’anestesia generale con intubazione orotracheale è necessaria nei bambini, nei soggetti ansiosi o paurosi, in caso di Rinolita gigante o incastrato nella parte posteriore della fossa nasale  ed in presenza di patologia associata (sinusite, polipi,  micosi).  

Rinoliti piccoli possono essere rimossi anche in anestesia locale in pazienti complianti.

L’approccio esterno con rinotomia laterale o settoplastica open  è eccezionale. Non sono descritte recidive alla asportazione.

BIBLIOGRAFIA
Ozdemir S, Akbas Y, Görgülü O, Selçuk T, Sayar C. Rhinolithiasis: review of 21 cases. Am J Rhinol Allergy. 2010 Nov-Dec;24(6):136-9. doi: 10.2500/ajra.2010.24.3553.Seyhun N, Toprak E, Kaya KS, Kurt Dizdar S, Turgut S.  Rhinolithiasis, a rare entity: Analysis of 31 cases and literature review. North Clin Istanb 2021;8(2):172–177.
Julia NguyenAriel OmiunuRushi PatelPrayag PatelChristina H FangJean Anderson Eloy. Endoscopic Management of Rhinolithiasis: A Systematic Review.Otolaryngol Head Neck Surg. 2023 Jun;168(6): 1338-1345. doi: 10.1002/ohn.230.
Hayat Adib, Mohamad Ali El NatoutGeorges ZaytounUsamah Al Hadi   Rhinolithiasis: A Misleading Entity Sept  2018 Therapeutic Advances in Allergy and Rhinology. 9:215265671878359 doi: 10.1177/2152656718783596

   

Tumori della regione parotido-auricolare. Chirurgia demolitiva e opzioni ricostruttive

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Tumori della regione parotido-auricolare. Chirurgia demolitiva e opzioni ricostruttive. Il video è un excursus attraverso l’esperienza personale maturata in oltre 30 anni di trattamento di questa patologia nei diversi Centri dove ho prestato servizio.

Vengono illustrati i principali quadri patologici dei tumori cutanei estesi all’orecchio esterno, alla ghiandola parotide e talora all’osso temporale. Sono responsabili anche tumori non cutanei, come primitivi della parotide aggressivi, o tumori dei tessuti molli.

La demolizione comprende sempre la parotidectomia totale con la conservazione, laddove possibile perché non infiltrato, del nervo facciale e la estensione a la demande ai distretti coinvolti dalla estensione tumorale.

Il padiglione auricolare è spesso asportato quasi per intero, cercando di mantenere se possibile la porzione superiore dell’elice per consentire di poggiavi la stanghetta dell’occhiale.

Il CUE deve restare pervio anche se frequentemente andrà incontro a stenosi.

Le opzioni ricostruttive sono numerose.

Gli obiettivi sono la copertura cutanea, il riempimento dei tessuti molli, assicurare un aspetto estetico facciale soddisfacente.

A seconda della sede e profondità dell’exeresi potranno essere utilizzati lembi cervicali di vicinanza, il lembo fascio cutanel delto pettorale di Bakamjian, il lembo sovraclaveare ad isola sull’arteria sovraclaveare, il lembo di scalpo, utilizzato per lesioni estese alla parte superiore della regione.

I lembi liberi, in particolare l’antero laterale di coscia consentono per la loro plasticità di ottenere un risultato estetico e funzionale eccellente e, laddove le condizioni del paziente lo consentono, e vi sia la adeguata esperienza ed assistenza, vanno previlegiati.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo

Anatomia chirurgica della Parotidectomia

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Chirurgia della Parotide: liberazione del Faciale e Parotidectomia Parziale

Sindrome di Frey dopo parotidectomia

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

Hole Punch Tecnique: novità nel trattamento degli otoematomi recalcitranti

Tumori Cutanei Maligni dell’Orecchio Esterno

Non c’è correlazione fra ipoacusia improvvisa e vaccinazione anti Covid-19

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Non c’è correlazione fra ipoacusia improvvisa e vaccinazione anti Covid-19. I ricercatori della Columbia University di New York hanno indagato lo sviluppo di sintomi otologici comparsi in 500 pazienti nelle 4 settimane dopo la vaccinazione anti SARS-CoV-2 (58.4 % avevano ricevuto Pfizer, 29.1 % Moderna, e 3.8 %  Johnson & Johnson).

I sintomi riportati  (14.5% dei pazienti) sono stati  ipoacusia  (5%) acufeni (6,2%) disequilibrio  (7,9%) e  vertigine (4.5%).

Esclusi i casi di tinnitus soggettivo, disfunzione della ATM ed esacerbazione di malattia di Meniere e presbiacusia, i nuovi  casi in cui era diagnosticata una Ipoacusia Neurosensoriale Improvvisa (SSNHL) si riducevano a 7/500 pari a 1.4 %, confermando i dati di numerosi altri studi che non hanno riscontrato nessuna associazione fra vaccinazione per COVID-19 e insorgenza di SSNHL.

 BIBLIOGRAFIA
Stephen LeongBing M TehAna H Kim . Characterization of otologic symptoms appearing after COVID-19 vaccination. Am J Otolaryngol. 2023 Mar-Apr;44(2):103725. doi: 10.1016/j.amjoto.2022.103725.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

Vaccini anti Covid-19: quali funzionano meglio contro Omicron

Vaccino per Covid 19: quali fattori aumentano il rischio di eventi avversi?

SARS CoV2 e Vaccini aumentano il rischio di Paralisi di Bell

Linfadenopatia Ascellare dopo vaccinazione per Covid19

Vaccinazione per COVID-19 e Paralisi del nervo Facciale

Paralisi cordale bilaterale in età pediatrica

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Paralisi cordale bilaterale in età pediatrica: risultati della adduzione aritenoidea laterale endoscopica (EALA). La paralisi bilaterale della corda vocale in età pediatrica (BVCI) rappresenta una condizione grave in grado di causare severa dispnea e mettere a rischio la vita dei piccoli pazienti.

I colleghi dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno pubblicato su Laryngoscope la loro esperienza  su una tecnica chirurgica mininvasiva relativamente nuova: la adduzione aritenoidea laterale endoscopica (EALA).

I pazienti trattati con EALA per BVCI sono stati 21. 

11 di loro avevano avuto la tracheotomia al momento dell’intervento.

Tutti i pazienti avevano riportato un miglioramento dello spazio aereo glottico.

I tempi medi di decannulazione degli 11/21 pazienti sottoposti a tracheotomia sono stati 4.6 settimane.

Un solo paziente non era stato decannulato. Non si era registrata nessuna complicanza maggiore.

Nei pazienti senza tracheostomia si era osservato, dopo chirurgia, un significativo miglioramento del numero di episodi di desaturazione per ora (ODI) e del picco di flusso inspiratorio PIF (P<0.05).

Come atteso, i parametri fonatori, pediatric Voice Handicap Index (pVHI), GIRBAS Scale criteria, risultavano significativamente peggiorati 1 mese dopo la chirurgia (p < 0.05), ma ad 1 anno di distanza, tutti i valori, eccetto i parametri B ed A del GIRBAS scale score, erano ritornati ai livelli preoperatori.

In conclusione per gli autori del Lavoro, EALA rappresenta nei bambini con BVCI una soluzione valida ed efficace che permette di evitare la tracheotomia o di avere una rapida decannulazione, preservando la deglutizione e mantenendo una buona qualità di voce.

BIBLIOGRAFIA
Marilena TrozziMiriam TorselloDuino MeucciMariella Micardi   Maria L TropianoSara BalduzziAlejandra Ossandon Avetikian   Antonio SalvatiSergio Bottero. Pediatric Bilateral Vocal Cord Immobility: New Treatment With Preservation of Voice. Laryngoscope 2023 Sep;133(9):2325-2332. doi: 10.1002/lary.30535.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Inalazione postoperatoria di steroidi riduce la formazione di granulazioni cordali dopo laserchirurgia

L’iniezione intracordale di Acido Ialuronico

Paralisi bilaterale delle corde vocali

Imaging nello studio delle Paralisi Cordali Monolaterali ad etiologia ignota

Paralisi cordale bilaterale in adduzione

Paralisi Cordali in Adduzione

Paralisi cordale iatrogena tempi di recupero

Laringoplastica? Dallo studio delle cicale arriva una nuova tecnica

Paralisi Cordali in Adduzione: Il Trattamento con Laser Co2

L’iniezione intracordale di Acido Ialuronico

Fibrolaringoscopia. Luce bianca ed NBI

Edema di Reinke: Lifting della Cv con Laser Co2

Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

Tracheotomia precoce nei pazienti con insufficienza respiratoria

La Tracheotomia

La Tracheotomia: key points tecnica chirurgica

Tracheotomia e Tracheostomia: quali le differenze?

Tracheotomia e intubazione pazienti con Covid 19

Tracheoplastica con laser Co2 per Stenosi Laringotracheale

Dilatazione con Balloon delle Stenosi Laringo Tracheali

Candida Auris: fungo killer

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Candida Auris è un emergente tipo di Candida che ha caratteri peculiari che la differenziano da altre forme micotiche e rappresenta una seria minaccia per la salute globale.   

Può sopravvivere sulla cute anche per mesi in modo asintomatico ed è più resistente agli agenti antifungini rispetto ad altre specie di Candida (multifarmaco-resistenza); si diffonde nelle strutture sanitarie e viaggia facilmente da paziente a paziente o da una superficie contaminata (es maniglia di una porta) al paziente; è di difficile identificazione nei laboratori che non dispongono di tecnologie specifiche, con conseguente gestione inappropriata.

Agisce come un killer furtivo e nella forma invasiva può portare a serie infezioni del sangue, cuore e altre parti dell’organismo con una mortalità in pazienti con altre comorbidità, superiore al 60%.

Isolato ufficialmente la prima volta nel 2009 in Giappone nell’orecchio di una donna – donde il nome Candida auris – questo fungo è ora presente, secondo l’OMS, in 55 paesi.

Sottovalutato per lungo tempo, nell’ ottobre 2022 l’WHO ha inserito C Auris fra i 4 patogeni fungini più critici insieme a Cryptococcus neoformans, Aspergillus fumigatus, e Candida albicans.

Vi sono evidenze che il cambiamento climatico sta influenzando l’ecologia dei patogeni fungini espandendo il loro habitats e che la popolazione a rischio di infezioni serie da Candida Auris ed altri patogeni fungini è in aumento, in quanto gli individui immunocompromessi (pazienti con HIV – Tubercolosi – Cancro trattato con chemioterapia, trapiantati renali etc.) vivono oggi comunque più a lungo.

Anche durante la pandemia da COVID- 19 l’incidenza di infezioni da Candida Auris è aumentata, specialmente nelle Terapie intensive con l’utilizzo dei ventilatori.

Sottovalutare queste infezioni fungine non aiuta.

C. auris è stato isolato da una serie di siti corporei, tra cui la pelle (molto comune), il tratto urogenitale (comune) e il tratto respiratorio (occasionale), e provoca più raramente infezioni invasive, come candidemia, pericardite, infezioni del tratto urinario e polmonite. 

I più comuni segni di infezione invasiva da Candida sono febbre e brivido che non rispondono agli antibiotici.

La colonizzazione da C. Auris è spesso associata ad una sovrainfezione con batteri gram negativi produttori di carbapenemase.

La prevenzione della diffusione della infezione si ottiene effettuando tamponi a livello ascellare o inguinale alla ricerca del fungo.

Sono necessari particolari test di laboratorio per la corretta identificazione.

Gli strumenti diagnostici basati sulla tecnologia MALDI-TOF (Matrix Assisted Desorption Ionization – Time Of Flight) sono in grado di distinguere C. auris dalle altre Candida spp., ma non tutti i database di riferimento degli spettrometri MALDI-TOF includono questa specie.

Pazienti già colonizzati o infettati devono essere ricoverati in stanza singola e tutti i visitatori e il personale di assistenza devono osservare la corretta igiene delle mani (con acqua e sapone o soluzione idroalcolica o clorexidina), indossare camice e guanti monouso, assicurare la decontaminazione delle apparecchiature e dei dispositivi utilizzati da altri pazienti.

La persistenza della Candida Auris dura anche oltre un anno dalla sua identificazione e sembra trarre vantaggio dal danneggiamento del microbioma cutaneo causato da cure antibiotiche protratte. 

Negli USA circa il 30% di colonie di C Auris isolate sono risultate resistenti alla  a amphotericina B, circa il  90% al fluconazolo, e meno del 5% erano resistenti alla nuova classe di farmaci antifungini echinocandine.

In alcuni casi la resistenza era a tutte e tre le classi di antifungini. Nuovi farmaci antifungini sperimentati recentemente (ibrexafungerp) hanno dimostrato buona attività.

BIBLIOGRAFIA
Rita Rubin. On the Rise, Candida auris Outwits Treatments and Travels Incognito in Health Care Settings JAMA. 2023;329(3):197-199. doi:10.1001/jama.2022.17760

Candida auris . Epicentro Istituto superiore di Sanità www.epicentro iss.it

Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

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Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi. Un tempo di attesa per intervento chirurgico superiore a 30 gg dal momento della diagnosi (TTS ≥ 30), può impattare negativamente sulla sopravvivenza (disease specific survival – DSS), specialmente nelle classi di T avanzato.

Anche la qualità di vita beneficia di migliori risultati quanto più il TTS è basso.

Lo afferma uno studio italiano dell’Università di Trieste su 116 pazienti affetti da carcinoma del cavo orale (OSCC).

BIBLIORAFIA
Giancarlo TirelliPaolo Boscolo-RizzoLudovica Pelloso , Nicoletta Gardenal, Fabiola Giudici,  Alberto Vito Marcuzzo,  Margherita Tofanelli. Impact of time-to-surgery on survival and quality of life in oral cancer. Am J Otolaryngol.  2023 Jul 5;44(6):103984. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103984

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

PDTA per i tumori del Cavo Orale

Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

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Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

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Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

Tumori del Cavo Orale: ritardo diagnostico

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Papilloma Squamoso Hpv del Faringe

LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Glossectomie: proposta di una nuova Classificazione

LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo

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Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo. Uno studio della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota (USA) ha comparato i risultati della parotidectomia selettiva del lobo profondo (SDLP) con la parotidectomia totale (TP) in caso di tumori benigni del lobo profondo della parotide o del lobo profondo e spazio parafaringeo.

La serie comprendeva 273 pazienti: 177 sottoposti a SDLP e 96 a TP dal 2000 al 2020. Nella maggior parte dei casi (70%) il tumore era Adenoma Pleomorfo .

I risultati evidenziavano nel gruppo SDLP un minor ricorso ad innesto dermico di grasso addominale (1% vs 21%), una maggior preservazione del nervo grande auricolare (82% vs 59%) , una  minor incidenza di paralisi clinica facciale postoperatoria (House-Brackmann grade I : 48% vs 21%), una minor incidenza di sindrome di Frey (1% vs 15%), una minor incidenza di dismorfismo estetico facciale (17% vs 30%), una maggior incidenza di fist bite syndrome ( dolore facciale e crampi in regione parotidea al primo morso di cibo, dovuto alla prevalenza della attività parotidea parasimpatica non contrastata dal simpatico pericarotideo danneggiato nella chirurgia del lobo profondo): 24% vs 9%  .

Non risultavano differenze fra i 2 gruppi per quanto riguardava lunghezza della degenza, l’incidenza di ematoma, sialocele, sieroma, infezioni della ferita, ipoestesia dell’orecchio o complicanze che richiedevano imprevisto ritorno in sala operatoria.

Il controllo di malattia risultava buono per entrambi i gruppi con una sola recidiva per gruppo a distanza di anni.

La percentuale di pazienti con House Brackmann di grado I fra i due gruppi non presentava differenze nel follow up dopo 1 anno.

In conclusione, per gli autori,  questo approccio selettivo presenta significativi vantaggi estetico funzionali, salvo la maggior incidenza della first-bite syndrome (che spesso si risolve spontaneamente o con infiltrazioni di tossina botulinica) e va prospettato ai pazienti con tumore del lobo profondo in fase di counseling preoperatorio.

BIBLIOGRAFIA
Katherine P. Wallerius,   Katherine Z. Xie, Lauren Y.Lu, et al. Christina M- Lohse, Linda X.Yin, Daneil L. Price, Kathryn M. Van Abel  , Eric J. Moore .  
Selective Deep Lobe Parotidectomy vs Total Parotidectomy for Patients With Benign Deep Lobe Parotid TumorsJAMA Otolaryngol Head Neck Surg.   September 28, 2023. doi:10.1001/jamaoto.2023.2981

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Anatomia chirurgica della Parotidectomia

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

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Sindrome di Frey dopo parotidectomia

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

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