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Paralisi di Bell: maggiore incidenza nei pazienti affetti da covid-19 che in quelli VACCINATI

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Paralisi di Bell: maggiore incidenza nei pazienti affetti da covid-19 che in quelli VACCINATI. La paralisi di Bell del nervo facciale (BP) è stata riportata in letteratura come evento avverso dopo la vaccinazione per SARS-CoV-2, ma non si è evidenziato né una relazione di causa/effetto, né una maggiore prevalenza rispetto alla popolazione generale. 

Uno studio iraniano di review e metanalisi della Letteratura ha comparato la incidenza di BP tra

  1. pazienti vaccinati contro SARS-CoV-2;
  2. pazienti non vaccinati;
  3. pazienti che avevano contratto infezione COVID-19.

    Sono stati selezionati 17 studi. La BP risultava significativamente più comune dopo infezione da SARS-CoV-2 che dopo vaccinazione.

    L’ incidenza di BP è risultata altresì significativamente più alta nei pazienti vaccinati (OR:3.00).

    Non è stata riscontrata differenza fra pazienti sottoposti a vaccino Pfizer/BioNTech rispetto a quelli vaccinati con Oxford/AstraZeneca. 

    BIBLIOGRAFIA
    Ali Rafati, Yeganeh Pasebani, Melika Jameie,  Yuchen Yang,  Manaameie,    Saba Ilkhani, Mobina Amanollahi, Delaram Sakhaei,   Mehran Rahimlou, Amir Kheradmand, Association of SARS-CoV-2 Vaccination or Infection With Bell Palsy A Systematic Review and Meta-analysis JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2023; 149(6):493-504. 10.1001/jamaoto.2023.0160

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Paralisi Facciale: gusto e riflesso acustico

    Paralisi del nervo facciale: stadiazione clinica e qualità di vita

    SARS CoV2 e Vaccini aumentano il rischio di Paralisi di Bell

    Vaccinazione per COVID-19 e Paralisi del nervo Facciale

    Paralisi del Facciale “A Frigore”

    Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

    Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

    Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

    XLVII Convegno Nazionale di Aggiornamento AOOI

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    XLVII Convegno Nazionale di Aggiornamento AOOI. Si terrà a Pescara l’11 ed il 12 ottobre il XLVII Convegno Nazionale di Aggiornamento AOOI dove interverrò come panellist in una tavola rotonda.

    Il Convegno vede la partecipazione di relatori provenienti da tutta Italia, ospedalieri ed universitari e relatori stranieri che danno lustro ad una faculty prestigiosa e numerosa.

    Potete consultare il programma su https://www.sioechcf.it/wp-content/uploads/2024/10/AOOI24_programma-definitivo.pdf

    aooi24 programma definitivo 1
    AOOI24 programma definitivo 1

    Associazione causale fra reflusso gastroesofageo e malattie croniche di tonsille ed adenoidi

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    Associazione causale fra reflusso gastroesofageo e malattie croniche di tonsille ed adenoidi. Esiste una associazione causale tra Reflusso Gastroesofageo (GERD) e malattie croniche delle Tonsille ed adenoidi e sinusite cronica.

    L’insorgenza di Reflusso incrementa il rischio di sviluppare una patologia cronica delle tonsille e adenoidi pari a OR 1.162 e sinusale pari a OR 1,365. 

    Lo dimostra uno studio genetico cinese.    

     BIBLIOGRAFIA
    Yanan Zhang , Xinwei Li , Mengtong Xie , Lin Dong , Mengdi Jin , Qingxing Lu , Min Zhang , Fengyu Xue , Lintong JiangQiong Yu . Causal association of gastroesophageal reflux disease with chronic sinusitis and chronic disease of the tonsils and adenoids Eur Arch Otorhinolaryngol 2024 Jun;281(6):2975-2984. doi: 10.1007/s00405-023-08435-6. Epub 2024 Jan 13.

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Reflusso e tonsilliti croniche nell’infanzia

    Reflusso gastroesofageo e disturbi del sonno

    Reflusso gastroesofageo e muscolo cricofaringeo

    Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

    I disturbi respiratori nei bambini sono sempre dovuti a Reflusso Gastroesofageo?

    Malattia da reflusso precoce e rischio di malattie dell’orecchio nei bambini

    Reflusso e disordini dentali in età pediatrica

    Quadri di patologia tonsillare

    Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

    Tonsille e Adenoidi nell’infanzia: rischi a lungo termine della rimozione

    Tonsilliti Ricorrenti da Streptococco A

    Tonsilliti da Streptococco: i consigli degli esperti

    L’ipertrofia adenoidea rallenta il tempo di clearance mucociliare

    Ipertrofia Adenoidea: diagnosi e trattamento

    Ipertrofia Adenoidea: ablazione con radiofrequenza

    Ipertrofia adenoidea: RX Laterale Rinofaringe aiuta nella valutazione clinica

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    Tonsille e Adenoidi: cosa servono?

    Eosinofilia periferica elevata è fattore prognostico di recidive di sinusite cronica polipoide

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    Eosinofilia periferica elevata è fattore prognostico di recidive di sinusite cronica polipoide. I pazienti sottoposti a chirurgia di revisione (EES) per recidiva di sinusite cronica presentano preoperatoriamente una conta di eosinofili nel sangue periferico significativamente più alta (381.6 ul), rispetto al gruppo non recidivante.

    Anche i valori del rapporto eosinofili/linfociti (ELR), ed eosinofili/neutrofili (ENR), età avanzata, presenza di allergie a pollini, diagnosi di asma e presenza di polipi nasali,  risultavano più elevati nel gruppo con recidiva.

    Lo rileva uno studio dell’Università di Vienna su 435 chirurgie primarie e 106 casi di revisione.

    BIBLIOGRAFIA
    Karina Bayer, Selmir Hamidovic, Faris F. Brkic, Gerold Besser, Christian A Mueller e David T, Liu. Peripheral eosinophil count and eosinophil-to-lymphocyte ratio are associated with revision sinus surgery. Eur Arch Otorhinolaryngol. . 2023 Jan;280(1):183-190. doi: 10.1007/s00405-022-07497-2.

    eosinofilia periferica elevata

    Concordo con l’opinione degli autori che la valutazione preoperatoria dei valori ematologici del sangue periferico può essere un indicatore del grado di severità della malattia, facilitando una miglior selezione dei casi e l’eventuale intensità delle cure e follow up postoperatorio, oltre alla candidatura a terapia con farmaci biologici.

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Rinosinusite cronica eosinofila

    La chirurgia endoscopica rinosinusale

    FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

    Snot-22 puo’ predire il rischio di reinterventi sui seni paranasali

    Ipertrofia dei turbinati: intervista

    Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

    Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

    Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

    Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

    Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

    Raccomandazioni pratiche nella gestione della rinosinusite cronica con poliposi nasale severa nell’era dei biologici

    La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

    L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

    La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

    Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

    Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

    Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

    HPV e Sinusite Cronica Polipoide

    Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

    Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

    Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

    Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

    Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

    Farmaci biologici e rinosinusite cronica: position paper SIOT

    Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

    Il microbioma nasale ha un ruolo nella patogenesi della rinosinusite cronica

    Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

    Nuova classificazione delle Rinopatie basata su etiologia e citologia nasale

    La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

    La Citologia Nasale (I)

    La Citologia Nasale (seconda parte)

    SNOT-22 : SINO-NASAL OUTCOME TEST

    Carcinoma Adenosquamoso Cervico Facciale

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    Il Carcinoma Adenosquamoso della Testa e del collo (HN-ASCC) è una neoplasia piuttosto rara che origina dalle ghiandole sieromucinose del tratto aerodigestivo superiore.

    È una forma aggressiva per la diffusione a distanza e la prognosi sfavorevole.

    Colpisce più frequentemente la laringe, il cavo orale e l’orofaringe, ma può interessare tutti i distretti cervico facciali.

    Il sesso maschile è più coinvolto come le età della 6° e 7° decade. 

    Fattori favorenti sono l’abuso di alcool, il fumo e l’HPV.

    All’esame istologico ASCC manifesta le componenti maligne sia squamose che adenomatose, con un diverso grado di differenziazione.

    Tipica, per quanto non patognomonica è la produzione di mucina.

    La diagnosi su una biopsia superficiale non è facile e spesso viene confusa con Carcinoma mucoepidermoide o Carcinoma squamoso.

    Dal punto di vista immunoistochimico CEA, CK7 e CAM52 riflettono la componente adenocarcinomatosa e ghiandolare, CK20 è assente mentre la componente squamosa esprime CK5/6 E P63.

    Data la sua rarità, non esistono linee guida sul trattamento anche se una chirurgia precoce ed aggressiva, seguita da trattamenti adiuvanti, sembra la procedura di scelta.

    I ricercatori dell’Università di Brescia hanno recentemente pubblicato una analisi retrospettiva della loro casistica dal 2002 al 2019 constante di 32 pazienti, per 84% maschi, di età media 66 anni (range 47-86 anni).

    La laringe si confermava la sede più frequente (40.6%), seguita dall’orofaringe (21.9%).

    Il trattamento era stato chirurgia esclusiva (20%) Chirurgia + RT (10%), mentre la maggior parte dei casi giunta alla osservazione era stata trattata con chirurgia di salvataggio per recidiva a precedente Radiochemioterapia (70%). 

    37.5% aveva metastasi linfonodali cervicali al momento della diagnosi, mentre metastasi occulte erano state trovate nel 40% dei casi N0 sottoposti a svuotamento elettivo.

    La sopravvivenza globale (OS) a 5 anni era stata del 49.3% con RFS del 53%. Tutti i pazienti deceduti (43.4%) avevano presentato una recidiva locoregionale nel 36.7% ed a distanza nel 6.7%.

    BIBLIOGRAFIA
    Gabriele Zigliani, Sara Migliorati, Elisa Marazzi, Mara Arcuri, Michele Tomasoni, Simonetta Battocchio, Alberto Paderno, Davide Lancini, Alberto Deganello, Cesare Piazza. Adenosquamous cell carcinoma of the head and neck: a retrospective single institution series.Acta Otorhinolaryngol Ital 2023 https://doi.org/10.14639/0392-100X-N2466

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota

    Carcinoma Squamoso cervico facciale nei giovani

    Potenziale impatto della radioterapia per la cura di tumori della testa e del collo sui processi neurocognitivi

    La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo

    Attività fisica aerobica migliora la qualità di vita nei pazienti radiotrattati per tumori testa-collo

    Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

    MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

    Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

    MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

    Make Sense Campaign 2019 AIOCC

    PDTA naso e seni paranasali

    PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

    PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

    PDTA per i tumori del Cavo Orale

    PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

    PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

    Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

    Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

    Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

    Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

    Papillomatosi Laringea

    Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

    Granuloma Piogenico della Laringe

    HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

    Tumori laringei e fumo di sigaretta

    Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

    Trattamento dei Carcinomi Orofaringei HPV correlati

    Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

    Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

    Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

    Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

    Tumore Orofaringeo Hpv indotto

    Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

    L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

    HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

    Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

    Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

    Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

    Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

    I Tumori dell’orofaringe Hpv Correlati: Entità a se stante?

    Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

    Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

    HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

    Tumori del Cavo Orale: ritardo diagnostico

    Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

    I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

    Papilloma Squamoso Hpv del Faringe

    LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

    Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

    I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

    Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

    Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

    Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

    Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

    Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

    Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

    L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

    Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

    Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

    Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

    La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

    La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

    Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

    Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

    Il Fumo Causa il Cancro: quali i fattori prognostici negativi?

    Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

    Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

    Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

    Glossectomie: proposta di una nuova Classificazione

    LigaSure™ Technology nel trattamento dei Tumori della Lingua

    Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

    Tumori della Testa e del Collo: stato nutrizionale ed infiammatorio influenzano la prognosi

    Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS)

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    Protocollo per migliorare le cure perioperatorie negli interventi di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS). Un protocollo comprensivo su come migliorare i risultati postoperatori della chirurgia endoscopica rinosinusale che sintetizzi le esperienze pubblicate in letteratura, è stato messo a punto dai ricercatori della University of Pensylvania di Philadelphia. Le aree esaminate sono state suddivise in preoperatorie, operatorie e postoperatorie.

    Preoperatorie

    Patient education and counseling
    Il counseling Preoperatorio strutturato e qualificato è stato dimostrato migliori la comprensione dell’intervento e dei rischi chirurgici, facilita la programmazione della convalescenza ed è necessario per garantire un consenso informato valido dal punto di vista medico legale. Il counseling deve essere completo, interattivo e basato su una quality-evidence media. Stimolare la autonomia del paziente nella selezione del trattamento e condividere risultati attesi e rischi è garanzia di migliori risultati.

    Minimizazione del digiuno
    Un digiuno preoperatorio prolungato si è dimostrato   svantaggioso rispetto ad un periodo astensione dal cibo ridotto    (tipicamente da 6 a 2 ore per solidi e liquidi rispettivamente,  come raccomandato dall’American Society of Anesthesiologists guidelines on preoperative fasting del 2017). Viene incoraggiata una discussione con il proprio anestesista per raggiungere il regime nutrizionale preoperatorio ottimale. 

    Profilassi Antibiotica
    La colonizzazione microbica post chirurgia endonasale è un rischio inerente questa chirurgia, foriero di potenziali, per quanto rare, complicanze quali infezioni persistenti, meningite, e ritardata guarigione della ferita.
    In caso di tamponamento nasale dopo FESS, gli antibiotici vengono usati per prevenire la Toxic Shock Syndrome; hanno un ruolo antinfiammatorio e favoriscono una più efficace irrigazione nasale. 
    Non sappiamo se le modificazioni antibiotico indotte modifichino il microbioma nasosinusale e se questo fatto possa alterare la guarigione postoperatoria. Esiste una significativa eterogeneità sui protocolli di antibioticoprofilassi e sui risultati, tuttavia è una pratica che è bene attuare sebbene non vi siano ancora disponibili elevati livelli di evidenza.

    Profilassi del tromboembolismo venoso 
    È noto come la chirurgia sia un fattore di rischio accertato della trombosi venosa e della Tromboembolia (VTE). Questa complicanza aumenta significativamente i rischi di morbidità e mortalità ed allunga la ospedalizzazione. Studi retrospettivi hanno evidenziato come nella FESS il rischio di VTE sia in effetti molto basso, pari a zero in pazienti a basso rischio cardiovascolare. Di conseguenza la profilassi farmacologica del tromboembolismo deve essere limitata ai pazienti a rischio elevati (sec Caprini score). 

    Anestetici Topici/ vasoconstrittori
    L’utilizzo di anestetici e vasocostrittori locali prima di iniziare la FESS minimizza il sanguinamento migliora la visualizzazione intraoperatoria e riduce la durata dell’intervento. Inoltre l’applicazione di anestetici topici intraoperatori può comportare una riduzione dell’uso di oppioidi postoperatori. Queste combinazioni di vasocostrittori ed anestetici topici sono fortemente raccomandate, con una certa attenzione per i pazienti con preesistenti malattie cardiovascolari.

    Anestesia Totale intravenosa (TIVA)
    TIVA viene sempre più frequentemente utilizzata nella FESS per il miglioramento dell’emostasi secondario alla riduzione della pressione arteriosa media, che migliora la visibilità del campo chirurgico, riduce il tempo operatorio e diminuisce l’agitazione emergenziale. Nonostante questi benefici apparentemente evidenti della TIVA, che la rendono fortemente consigliata in questo tipo di chirurgia, è ancora ampiamente aperto il dibattito su quale sia l’agente anestetico ottimale    (es, propofol, remifentanil, dexmedetomidine).

    Ipotensione Controllata
    Strettamente associata alla TIVA, il mantenimento di una ipotensione controllata, definita come una riduzione della pressione sistolica sotto 80-90 mmm di Hg, migliora le condizioni di visibilità chirurgica della FESS a causa del ridotto sanguinamento e diminuisce il tempo operatorio. La ipotensione controllata deve essere bilanciata con la necessità di mantenere una adeguata  pressione media di perfusione d’organo, soprattutto alla luce di fattori individuali che devono essere attentamente valutati.

    Tamponamento nasale  
    Le complicanze emorragiche, la formazione di sinechie nel meato medio e l’allungamento della guarigione chirurgica, sono abitualmente ridotte attraverso il ricorso al tamponamento nasale ed alla protezione della mucosa rinosinusale post chirurgia. Il tamponamento nasale viene fortemente raccomandato, pur nella estrema variabilità dei tipi di tamponi utilizzati e nella durata della loro applicazione. I dati a favore della omissione del tamponamento risultano ancora insufficienti  

    Packing faringeo
    È stato in passato fortemente consigliato ed utilizzato durante la chirurgia nasale per prevenire nausea e vomito postoperatori dovuta alla ingestione ed aspirazione di sangue. Attualmente viene posto in discussione per la bassa qualità di evidenza e per il rischio potenziale di aumentare i fastidi irritativi alla gola nel postoperatorio e l’aspirazione di corpi estranei.

    Postoperatorie

    Irrigazione Nasale  
    Le cure nasali postoperatorie, incluso le irrigazioni saline nasali e l’applicazione di steroidi topici, sono pratiche codificate e raccomandate dopo la chirurgia FESS. Servono a minimizzare la disfunzione nasale, riducono la crostificazione e facilitano la guarigione. Vi sono studi e dati non conclusivi di un possibile beneficio aggiuntivo dal ricorso ai lavaggi con l’aggiunta di steroidi.

    Analgesia Multimodale
    Il controllo del dolore postoperatorio è importante nella Chirurgia Rinosinusale, per ottimizzare il risultato funzionale. Un alto livello di evidenza supporta l’uso di una terapia multimodale che comprenda sia ibuprofene che acetaminofene nel controllo del dolore postoperatorio. Il ricorso agli anestetci topici locali aiuta a minimizzare l’uso degli oppioidi. Il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (NSAIDs) è efficace nel controllo del dolore e non aumenta il rischio di sanguinamento, escluso interventi di Draf III e chirurgia transfenoidale.

    BIBLIOGRAFIA
    Louis-Xavier BarretteWilliam G. CohenTiffany ChaoJennifer E. DouglasJames KearneyErica ThalerMichael A. KohanskiNithin AdappaJames N. PalmerKarthik Rajasekaran.  Enhanced recovery after endoscopic sinus surgery: Establishing comprehensive protocols for improvement of perioperative patient care. World Journal of Otolaryngology Head and Neck Surgery, March 2024 https://doi.org/10.1002/wjo2.166

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

    Sinusite Odontogena: guarigione più rapida se prima FESS poi Terapia Dentale

    Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

    Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

    Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

    La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

    Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

    La chirurgia endoscopica rinosinusale

    Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

    Irrigazione salina calda: vantaggi durante la FESS

    Spray a base di acido Ipocloroso utile nel postoperatorio della FESS

    FESS e Sinusite Cronica nell’anziano

    Concha Bullosa e FESS

    Ipertrofia dei turbinati: intervista

    Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

    FESS: qualità della voce nella poliposi

    FEES nello studio della Disfagia

    Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

    Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

    Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

    Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: III step – Approcci al seno frontale

    Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

    Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

    FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

    Timpanoplastica Tipo I: tecnica Endoscopica Vs Microscopica

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    Timpanoplastica Tipo I: tecnica Endoscopica Vs Microscopica. Due studi di metanalisi della letteratura hanno messo a confronto i risultati della Timpanoplastica tipo I o Miringoplastica, eseguita con tecnica endoscopica vs chirurgia microscopica tradizionale. 

    Con la tecnica endoscopica si è riscontrata una riduzione significativa del tempo chirurgico (mediamente -20.021 min); minor necessità della canaloplastica (0R: 0.065); maggiori risultati estetici autostimati (OR 87.323), minor dolore (VAS -2.15).

    Nessuna variazione statisticamente significativa è stata registrata fra le due tecniche sulla percentuale di successo dell’innesto o sul recupero uditivo. 

    Questi dati confermano che, laddove non controindicata, la procedura endoscopica rappresenta il trattamento di scelta per le perforazioni timpaniche.

    BIBLIOGRAFIA

    Tang-Chuan WangTzu-Ching ShihChin-Kuo ChenVivian Chia-Rong HsiehDan-Jae LinHui-Chi TienKuang-Chao ChenMing-Hsui TsaiChia-Der LinChon-Haw Tsai. Endoscopic versus microscopic type I tympanoplasty: An updated systematic review and meta-analysis. Otolaryngol Head Neck Surg.2023 Dec 22. doi: 10.1002/ohn.597

    Kirolos Botros Elnahal, Mohamed Amir Hassan, Ahmed Mahmoud Maarouf Comparison of endoscope-assisted and microscope-assisted type I tympanoplasty; a systematic review and meta-analysis.  Eur Arch Otorhinolaryngol.  2023 Nov 15. doi: 10.1007/s00405-023-08305-1

    Per ulteriori approfondimenti si possono consultare i seguenti link:

    Utilità della Timpanoplastica nel trattamento delle Otiti Medie croniche da Pseudomonas Aeruginosa

    Cotton-fioc e rottura del timpano

    Miringoplastica Bilaterale Same Day

    Miringoplastica Endoscopica – Video

    Associazione fra Sleep Apnea e Acufeni

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    Associazione fra Sleep Apnea e Acufeni. L’OSA severo può essere correlato con gli acufeni nei soggettI adulti.

    È quanto emerge da uno studio cinese di review della Letteratura basato su 8 lavori e 132.292 soggetti.

    Nei 1556 soggetti con OSA vi è una maggior prevalenza di acufene  (OR 1.65) soprattutto nei casi di OSA severo (OR 2.25).    

    BIBLIOGRAFIA
    Jing GaoPing TanYunliang Liu , Shoujian ChenJianqing Liu.Association Between Sleep Apnea and Tinnitus: A Meta-Analysis Ear Nose Throat J. 2024 Feb 6:1455613241226853. doi: 10.1177/01455613241226853

     Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Risultati clinici a distanza della Expansion Sphinteric Pharyngoplasty ­nel trattamento dell’OSAS

    Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

    OSAS e danno uditivo

    OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

    OSAS medio-grave e igiene del sonno

    Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

    Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

    Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

    L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

    Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

    Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

    Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

    Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

    Apnea con ipertensione infantile

    L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

    Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

    Questionario Apnea American Academy of Sleep

    Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

    Associazione fra Osas e Trigliceridi

    Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

    Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

    Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

    Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

    Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

    OSAS Epiglottis Stiffening Operation

    OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

    Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

    La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

    Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

    La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

    OSA e disturbi della deglutizione

    Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

    OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

    Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

    Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

    Polisomnografia con Watch-Pat 300

    Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

    Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

    Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

    Sleep Endoscopy: selection of cases

    Sleep Endoscopy: la procedura operativa

    Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

    Agopuntura nel trattamento degli acufeni

    Acufeni: fattori di rischio non audiologici

    Acufeni e Trattamento Farmacologico

    Acufene cronico: gli effetti del lockdown

    Acufeni migliorano con trattamento farmacologico Fibromialgia

    Acufene: fastidio ridotto con apparecchio

    Acufene acuto: efficaci iniezioni intratimpaniche di AM-101

    Acufene grave: fattori genetici responsabili

    Acufene: fastidio ridotto con apparecchio

    Acufene acuto: efficaci iniezioni intratimpaniche di AM-101

    Lidocaina Transdermica per migliorare gli Acufeni

    Tinnito: terapia cognitivo-comportamentale online

    L’Emicrania aumenta il rischio di acufeni

    Cura degli acufeni: nuove terapie naturali

    Il Bruxismo e gli Acufeni

    Acufene e uso di Marijuana

    Tinnito: terapia cognitivo-comportamentale online

    Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

    Agopuntura in otorinolaringoiatria

    Validità oncologica della Cordectomia Laser di salvataggio

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    Validità oncologica della Cordectomia Laser di salvataggio. La Cordectomia laser, oltre ad essere la modalità preferenziale di trattamento dei tumori glottici iniziali non estesi, ha una sua validità anche come terapia di salvataggio.

    Uno studio israeliano retrospettivo su 25/38 pazienti affetti da Carcinoma glottico recidivi ad un primo trattamento laser, trattati con cordectomia di salvataggio in confronto ad altre terapie, ha evidenziato un minor tasso di tracheotomie (0%vs 31%), un maggior tasso di preservazione laringea (92% vs 54%), ed un miglior tasso di sopravvivenza globale (84%vs 62%) e libera da malattia a 5 anni (62% vs 54%).

    I fattori che influenzano maggiormente il fallimento della cordectomia di salvataggio sono risultati: età >60 anni (OR 1.3), continuare a fumare (OR 3.73), fumare molto (OR 1.24), stadiazione T1b ( = Ca bilaterale ) (OR 2.26).

    BIBLIOGRAFIA
    Roee Noy , Yotam Shkedy , Nadeem Habashi , Salem Billan , Jacob Cohen . Oncological outcomes and failure patterns of laser cordectomy in recurrent glottic cancer. Am J Otolaryngol. 2024 Jan-Feb;45(1):104109. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.104109.

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Cordectomia Laser Tipo III (ELS 2000)

    La voce è migliore dopo Cordectomia Laser rispetto alla Radioterapia nei T1A glottici estesi

    Laserchirurgia Laringea: Cordectomia Tipo II

    Valutazione qualità della voce dopo cordectomia con laser Co2

    Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

    I margini istologici dopo cordectomia

    Cordectomia Laser Co2 dopo Radioterapia

    Cordectomia Laser I Tipo

    Cordectomia Laser di Tipo II

    Cordectomia Laser Tipo III

    Cordectomia Endoscopica Laser Co2 II Tipo

    Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde VocaliCisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

    Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

    Laserchirurgia dei tumori alle corde vocali

    Paralisi Cordali in AdduzioneLASERCHIRURGIA CORDE VOCALI

    EDEMA DI REIKE DELLE CORDE VOCALI

    Cisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

    Fonochirurgia Laser C02: Video dell’intervento

    La Tecnologia Laser CO2

    LASERCHIRURGIA: La tecnologia

    Laser co2 : L’allestimento della sala operatoria

    Noduli Vocali

    Qualità Acustiche della Voce

    Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

    Le patologie della Voce

    Movimenti paradossi delle corde vocali e terapia logopedica

    Hai problemi alle corde vocali?

    La Disfonia: Quando allarmarsi?

    Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

    La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

    Riposo vocale dopo Microlaringochirurgia

    Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

    Faringite da streptococco A: gli antibiotici vanno prescritti in automatico?

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    Faringite da streptococco A: gli antibiotici vanno prescritti in automatico? Le linee guida francesi raccomandano di prescrivere un antibiotico agli adulti e ai bambini di età superiore ai 3 anni affetti da faringite acuta con un test diagnostico rapido (RDT) positivo per lo streptococco beta-emolitico di gruppo A (AARS).

    Queste raccomandazioni hanno 3 obiettivi: evitare il rischio di febbre reumatica acuta, evitare le complicanze locali e limitare la contagiosità.

    Le obiezioni a tale protocollo sono sostenute da alcuni dati contrastanti:

    • Il rischio di AARS è di 1 caso di faringite su 100.000 soggetti nella Francia continentale. Sono colpiti principalmente i bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni ed è causata da ceppi non circolanti di streptococchi. 
    • Il rischio di complicanze locali è stato valutato da una meta-analisi Cochrane, basata essenzialmente su un vecchio studio pubblicato nel 1951, che indica una riduzione del rischio di flemmone dall’1% allo 0,16% con la terapia antibiotica.
    •  Le raccomandazioni europee non considerano la prevenzione delle complicanze locali come un’indicazione alla terapia antibiotica, in quanto ritengono che i benefici clinici non superino i rischi della resistenza antibiotica indotta.
    • La limitazione della contagiosità è l’argomento principale per proporre la terapia antibiotica ma i dati disponibili per dimostrarlo sono deboli. Secondo due studi, la durata della fase contagiosa è stata di 24-48 ore in caso di trattamento antibiotico (in assenza di un gruppo di controllo) e secondo un altro studio, il 32% dei pazienti trattati per una settimana con penicillina era ancora portatore a 2 settimane, rispetto al 72% dei pazienti non trattati.

    Per quanto riguarda i benefici clinici individuali attesi dalla terapia antibiotica, questi si limitano a ridurre l’intensità del mal di gola al terzo giorno, senza alcun miglioramento della febbre.

    Per quanto riguarda il rischio di resistenza agli antibiotici, non abbiamo prove che l’uso di amoxicillina induca resistenza allo Streptococco gr A, ma uno studio ha dimostrato che il consumo di penicillina è associato a un aumento del rischio di enterobatteri multiresistenti nei casi di infezione del tratto urinario entro 3 mesi.

    Alla luce di questi dati e dell’esempio di paesi vicini come il Belgio e la Scozia, che raccomandano di non prescrivere antibiotici per la faringite non complicata a meno che il paziente non sia a rischio di sviluppare una forma grave, il CNGE ritiene che:

    • ” Per un paziente affetto da faringite, se il dolore è tollerabile, senza rischio di una forma grave e l’entourage del paziente non è a rischio di una forma grave in caso di contaminazione, è ragionevole trattare solo con analgesici, senza eseguire un RDT o prescrivere antibiotici “.
    • ” In tutti gli altri casi, un RDT è legittimo, con prescrizione di antibiotici se è positivo “. 

    La prescrizione di una terapia antibiotica non deve quindi dipendere solo dai risultati dell’RDT, ma anche da una valutazione clinica complessiva della situazione del paziente.

    La necessità di una RDT deve essere valutata caso per caso: non è necessario eseguire una RDT nei bambini di età inferiore ai 3 anni (la faringite GAS è rara e la RAA eccezionale) e negli adulti con uno score di Mac Isaac fino a 2 .   

    • Febbre superiore a 38°C= +1 pt
    • Assenza di tosse = + 1 pt ;
    • Adenopatie latero cervicali dolenti = + 1 pt;
    • Tonsillite = + 1 pt;
    • Età da 15 a 44 anni = 0 pt;
    • Età uguale o superiore a 45 anni = – 1 p t.

    È importante notare che questo consiglio non si applica alla scarlattina, per la quale è necessaria una terapia antibiotica.

    BIBLIOGRAFIA
    – Modificato da Fanny Le Brun Uniflash 16/05/2024
    –  Avis du conseil scientifique du Collège national des généralistes enseignants du 02/05/2024, «Antibiotiques dans l’angine à streptocoque A : faut-il continuer?»

    Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

    Faringotonsilliti da Streptococco gr A e Penicillina V

    Tonsilliti Ricorrenti da Streptococco A

    Tonsilliti da Streptococco: i consigli degli esperti

    Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

    La Sindrome PFAPA

    La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA

    Uso degli antibiotici ed antibioticoresistenza

    La resistenza agli antibiotici ucciderà più dei tumori