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Papilloma Invertito: fattori predittivi di recidiva

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Papilloma Invertito: fattori predittivi di recidiva. Uno studio indiano ha valutato i fattori clinico istologici predittivi delle recidive di papilloma invertito (IP) sui pazienti trattati in un singolo centro dal 2010 al 2019.

I pazienti con recidiva erano più giovani, la lesione si presentava più carnosa con colorazione dal rosa al rosso.

Istologicamente l’epitelio di rivestimento era squamoso con glicogenazione citoplasmatica.

Fattori predittivi negativi di recidiva erano colorazione pallida del tumore, epitelio di rivestimento sia respiratorio che squamoso e presenza di metaplasia squamosa.

BIBLIOGRAFIA
Rakesh R Bright, Lalee Varghese , Reshma Kurian, Ramesh Babu Telugu, Lisa Mary Cherian, Belavendra Antonisamy, Meera Thomas , Vedantam Rupa , Regi Kurien. Clinicopathological predictors of repeated recurrence in sinonasal inverted papilloma. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2023 Mar;280(3):1191-1199. doi: 10.1007/s00405-022-07585-3.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Maxillectomia mediale endoscopica per papilloma invertito del seno mascellare

Proteina S100 e Papilloma Invertito Nasosinusale

Papilloma invertito rinosinusale e recidive

HPV causa del Papilloma Invertito Rinosinusale?

Trattamento Endoscopico Di Papilloma Invertito Etmoidale

Papilloma Invertito Rinosinusale: quasi un tumore maligno

Trattamento Endoscopico di Papilloma Invertito del Seno Sfenoidale

Bioexeresi endoscopica del papilloma nasale

Parotidectomia Superficiale Vs Parotidectomia Superficiale Parziale nei tumori benigni della Parotide

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Parotidectomia Superficiale Vs Parotidectomia Superficiale Parziale nei tumori benigni della Parotide. Uno studio cinese di metanalisi della Letteratura ha comparato i risultati della Parotidectomia Superficiale (SP) e della Parotidectomia superficiale parziale (PSP) nel trattamento dei tumori benigni della parotide.

parotidectomia superficiale

Gli studi presi in esame sono stati 23 ed i pazienti coinvolti 2844.

L’analisi ha dimostrato come la PSP riduce l’incidenza di paresi facciale temporanea (OR=0.33), di paralisi facciale permanente (OR = 0.28) e della Sindrome di Frey (OR = 0.36) postoperatoria.

Il tempo operatorio chirurgico si riduce approssimativamente di 27.35 minuti.

Non si riscontravano differenze significative fra i due approcci riguardo l’incidenza di fistola salivare (OR = 0.70), sialocele (OR = 1.48), ematoma (OR = 0.34) e tasso di recidiva tumorale   (OR = 1.41). 

BIBLIOGRAFIA
Hai-Tao Liu, Wei-Peng Jiang, Gang Xia, Jia-Min Liao. Evaluation of the effectiveness of superficial parotidectomy and partial superficial parotidectomy for benign parotid tumours: a meta-analysis.Journal of Otolaryngology – Head & Neck Surgery 2023 52:86 https://doi.org/10.1186/s40463-023-00679-w

parotidectomia superficiale prof

Negli ultimi anni anch’io nei tumori benigni della parotide non eseguo più sistematicamente la parotidectomia superficiale sovraneurale completa, ma quella parziale limitata ai livelli di ghiandola parotide interessati dalla estensione tumorale, riscontrando analoghi risultati rispetto a quelli riportati nello studio.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare i seguenti link:

Parotidectomia selettiva vs parotidectomia totale nei tumori benigni del lobo profondo

Anatomia chirurgica della Parotidectomia

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Chirurgia della Parotide: liberazione del Faciale e Parotidectomia Parziale

Sindrome di Frey dopo parotidectomia

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Ascesso del setto nasale: esperienza di un singolo centro

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Ascesso del setto nasale: esperienza di un singolo centro. L’ascesso del setto nasale  è una condizione patologica non frequente e generalmente secondaria ad un ematoma settale post traumatico.

Uno studio vietnamita pubblicato si Am J Otolaryngol ha riportato l’esperienza su 36 casi  (18 uomini e 18 donne età media a 51.8 anni), trattati presso l’ ENT Hospital di Ho Chi Minh City da Gennaio 2020 ad Agosto 2022.

Il sintomo più frequente era l’ostruzione nasale (75 %), seguito da mal di testa e dolori facciali (58.33 %).

Il 47.2 % dei pazienti era diabetico non controllato, il 33.3 % era secondario all’abitudine di mettersi le dita nel naso (nose picking), trauma nasale (8.3%) infezioni dentarie (8.3%).

Il 75 % dei casi aveva una coltura batterica positiva con prevalenza di Staphylococcus aureus (70.3%).

Il protocollo di trattamento standard prevedeva antibiotici endovena ad ampio spettro,  aspirato del materiale purulento con ago 18 gauge per esame colturale e drenaggio dell’ascesso in anestesia locale con incisione estesa sec Killian modificata, irrigazione con 1% poviodine, posizionamento di garza sterile nella tasca ascessuale e tamponamento con Merocel.

In tutti i casi trattati si era ottenuta guarigione dall’ascesso senza complicanze.  

BIBLIOGRAFIA 
Ngoc Hong Ngo, Nghia Vinh Cong Luong, Minh Tran Quang Le, Hon Minh Hao Nguyen, Luan Viet Tran. Nasal septal abscess in adult patients – A single center study. Am J Otolaryngol 2023 Jul-Aug;44(4):103888. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103888.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche il seguente link:

Ascesso del Setto Nasale

Il volume tumorale non è indice prognostico nel Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

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Il volume tumorale non è indice prognostico nel Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe. Una sistematica review e metanalisi della Letteratura effettuata dal gruppo dell’IC Humanitas di Milano su un totale di 1417 pazienti, ha dimostrato come nei carcinomi squamosi orofaringei il volume tumorale non possa essere considerato un fattore prognostico da prendere in considerazione riguardo alla sopravvivenza globale, e controllo loco regionale di malattia. 

Un volume tumorale elevato viceversa risulta correlato ed una più scarsa sopravvivenza libera da malattia (DFS).

Le spiegazioni fornite a questi dati sono varie: maggiore tendenza infiltrativa submucosa più che esofitica di questi tumori; eterogeneità di comportamento fra HPV+ e HPV-; inadeguatezza della stadiazione TNM soprattutto riguardo al T4.

BIBLIOGRAFIA
Elena Russo, Remo Accorona, Oreste Iocca, Andrea Costantino, Luca Malvezzi, Fabio Ferreli, Ciro Franzese, Marta Scorsetti, Pasquale Capaccio, Giuseppe mercante, Giuseppe Spriano e Armando De Virgilio. Does Tumor Volume have a Prognostic Role in Oropharyngeal Squamous Cell Carcinoma? A systematic review and meta-analysis Cancers 2022,14,2465 https://doi.org/10.3390/cancers14102465

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinomi squamocellulari di testa e collo

I Linfomi dell’orofaringe: quadri obiettivi

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I Linfomi dell’orofaringe: quadri obiettivi. I Linfomi del cavo orofaringeo sono una patologia relativamente rara. Colpiscono in egual modo entrambi i sessi prevalentemente nell’età media (50-60 anni). Il sottotipo non Hodgkin a cellule B è quello più frequente.
Le sedi più largamente interessate sono Tonsilla e Base lingua.

Nel video sono riportati i quadri obiettivi di tre casi giunti alla mia osservazione.

Il primo riguardava una donna cinquantenne con una marcata ipertrofia tonsillare monolaterale, indolente ma sintomatica per il fastidio dovuto all’ingombro nella deglutizione.

L’obiettività si presentava come una tonsilla marcatamente ingrandita, non ricoperta da induito infiammatorio, non ulcerata o sanguinante, di consistenza aumentata al tatto.

Quasi sempre la concomitante presenza di adenopatie latero cervicali multiple aumentate fa orientare verso il sospetto di malattia linfoproliferativa.

Piuttosto che una biopsia, che risulta spesso incompleta e insufficiente ad ottenere una diagnosi ed una tipizzazione di linfoma, è preferibile sottoporre il paziente a Monotonsillectomia con dissezione con tecnica tradizionale o con radiofrequenza.

In accordo con l’istologo, il tessuto va inviato in istologia a fresco. La tonsillectomia consente immediatamente di migliorare la sintomatologia.

La diagnosi istologica, corredata dalle tecniche immunoistochimiche, ha consentito di porre diagnosi di Linfoma non Hodgkin a cellule B di alto grado.

La terapia radiochemioterapica ha permesso una guarigione completa, con follow up negativo per malattia a 6 anni dal trattamento.

Gli altri due casi riguardano la localizzazione a livello di base lingua- vallecola glotto-epiglottica.

Il primo, uomo di 57 anni, si presentava con due lesioni ipertrofiche a mucosa liscia della tonsilla linguale che occupavano parzialmente la vallecola glotto epiglottica, creando sensazione di ingombro alla deglutizione, tendenza ad avere apnee ostruttive a alterazione della fonazione.

In questo caso, che non aveva linfonodi cervicali aumentati, la diagnosi differenziale era con l’ipertrofia linfatica benigna della tonsilla linguale.

La bioexeresi transorale endoscopica con Laser CO2 ha consentito di porre diagnosi (Linfoma non Hodgkin a cellule B) e di migliorare immediatamente la sintomatologia. La guarigione è avvenuta con il trattamento Radiochemioterapico ed il follow up libero da malattia supera i 9 anni.

L’ultimo caso è recente. Donna di 76 anni si presenta con una lesione liscia di colorito giallasto che ostruisce completamente la vallecola glotto epiglottica senza riconoscimento della epiglottide.

Alla laringoscopia con fibroscopio flessibile la diagnosi differenziale era fra voluminosa cisti mucosa e malattia linfoproliferativa.

La TAC risultava discriminante: la lesione appariva solida e vi erano bilateralmente numerose adenopatie bilaterali in tutte le stazioni del collo. 

Data la sintomatologia ostruttiva invalidante si decideva per intervento di bioexeresi transorale con Laser Co2, difficoltoso per le dimensioni della lesione, che consentiva di porre diagnosi di Linfoma non Hodgkin tipo B centrofollicolare  di alto grado. La paziente ha immediatamente iniziato la terapia oncologica.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

HPV e cancro dell’orofaringe. A che punto è il ricorso ai vaccini?  

Agobiopsia ecoguidata per la diagnosi di linfoma cervico facciale

Valore della captazione di FDG Orofaringea Incidentale alla PET/TC

Otalgia fattore predittivo di infiltrazione perineurale nel Carcinoma dell’Orofaringe

Neoformazione Pulsante Orofaringea: anomalia della Carotide

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Laser CO2 nel trattamento dei tumori del Cavo Orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

Carcinoma Orofaringe: prognosi migliore per pazienti HPV+ solo se non fumatori

Qualità della vita buona dopo sola chirurgia nei tumori orofaringei HPV correlati

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

Papilloma Squamoso Hpv del Faringe

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Rischio di Secondo Tumore Hpv Associato

Carcinomi cervico facciali HPV correlati e non correlati

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

I Tumori dell’orofaringe Hpv Correlati: Entità a se stante?

Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

Laserchirurgia transorale nei tumori glottici degli anziani

Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe

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Faringoplastica laterale ed uvulo-palato-faringo-plastica nel trattamento dell’OSA: risultati efficaci  con entrambe. Uno studio italiano multicentrico di metanalisi e review della letteratura in lingua inglese, ha comparato i risultati  dalla Uvulo-palato-faringoplastica (UPPP) e della Faringoplastica Laterale (LP), nei  soggetti adulti trattati chirurgicamente fino al 2021 per Apnee notturne ostruttive (0SA).

Sia UPPP (126 pazienti) che LP (186 pazienti), si sono rivelate procedure efficaci migliorando significativamente l’indice di apnea-ipopnea (AHI), la Scala di Epworth (ESS) e la saturazione di O2, con risultati lievemente migliori nel postoperatorio per la LP.  

Manca una valutazione soggettiva dei risultati a distanza.

BIBLIOGRAFIA
Antonino Maniaci, Milena Di Luca, Jerome René Lechien, Giannicola Iannella, Calogero Grillo, Caterina Maria Grillo, Federico Merlino, Christian Calvo‑Henriquez, Andrea De Vito,  Giuseppe Magliulo, Annalisa Pace, Claudio Vicini,  Salvatore Cocuzza, Vittoria Bannò, Isabella Pollicina, Giovanna Stilo, Alberto Bianchi   Ignazio La Mantia Lateral pharyngoplasty vs. traditional uvulopalatopharyngoplasty for patients with OSA: systematic review and meta‑analysis Sleep and Breathing (2022) 26:1539-50 https://doi.org/10.1007/s11325-021-02520-y

Link: apnee notturne ostruttive, OSA, OSAS, Uvulopalatofarungoplastica, UPPP, Faringoplastica Laterale

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Efficacia della stimolazione selettiva del nervo ipoglosso nelle Apnee Notturne Ostruttive

Apnee ostruttive del sonno e nervo ipoglosso

Apnee ostruttive notturne severe danneggiano il funzionamento delle vie uditive

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

Ugulopalatofaringoplastica: tempi chirurgici dell’intervento

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Uvulopalatoplastica Laser Assistita (LAUP)

Ugulopalatofaringoplastica: tempi chirurgici dell’intervento

Valore delle faringoplastiche con fili barbed nella chirurgia dell’OSAS

Faringoplastica Laterale: l’intervento

La pepsina peggiora grado di displasia delle corde vocali leucoplasiche

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La pepsina peggiora grado di displasia delle corde vocali leucoplasiche. Uno studio cinese dell’Università di Zhejiang – Hangzhou, Cina, ha evidenziato come i livelli di pepsina, ATPase4A e ATPase4B, risultavano significativamente più elevati nel tessuto delle corde vocali affette da displasia moderato-severa rispetto al tessuto normale (p < .05).

Questi livelli risultavano significativamente correlati al grado di displasia (p < .01), aumentando i livelli di proliferazione ed autofagia delle cellule epiteliali delle corde vocali leucoplasiche. 

La pepsina provocava anche la colocalizzazine di ioni H+/K+, ATPase e lisosomi nelle cellule cordali.

Tali effetti risultavano parzialmente reversibili dopo terapia con pantoprazolo e completamente bloccati dalla chloroquina (inibitore autofagico).

 BIBLIOGRAFIA
Zhe Chen, Jia-Yu Zhang, Qian Jiang, Yang-Yang Bao, Zhi-Mei Li , Shui-Hong Zhou, Jiang-Tao Zhong, Zi-Ming Fu, Zai-Zai Cao, Jun Fan , Hong-Tian Yao. Pepsin Increases the Proliferation of Vocal Cord Leukoplakia Epithelial Cells by Inducing Autophagy. Otolaryngol Head Neck Surg. 2023 Nov;169(5):1247-1258. doi: 10.1002/ohn.390.

la pepsina prof

Questo studio conferma la relazione fra infiammazione da Reflusso Faringo Laringeo (FLR) acido e sviluppo di neoplasie maligne laringee. Per questo è necessario sottoporsi a controlli fibrolaringoscopici periodici per individuare i segni clinico-obiettivi del FLR e trattarlo con cicli periodici di PPI ed antiacidi per tenerlo sotto controllo. Prenota la tua visita e fibrolaringoscopia presso lo Studio!

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Laringospasmo nel sonno: responsabile il Reflusso Faringo Laringeo

PH Impedenzometria nel Reflusso Faringo Laringeo 

Reflusso faringo laringeo: confronto sulla prevalenza dei sintomi e segni otorinolaringoiatrici fra pazienti e specialisti

Linee guida IFOS per la diagnosi e trattamento del reflusso faringo laringeo: Parte I

Linee guida IFOS per la diagnosi e trattamento del reflusso faringo laringeo: Parte II

Atresia Coanale: più recidive nelle forme bilaterali e nei pazienti con Reflusso

Reflusso Faringo Laringeo: video intervista

Polipi Cordali e Reflusso Faringo Laringeo

Sintomi del reflusso faringolaringeo e tempi di terapia

Il Reflusso Faringolaringeo e la rinosinusite cronica

Dieta e Reflusso Faringo Laringeo

Reflusso: potenziamento (MSA) efficace contro sintomi atipici

Malattia da reflusso precoce e rischio di malattie dell’orecchio nei bambini

Reflusso Faringolaringeo: concetti chiave per comprenderlo

Reflusso: potenziamento (MSA) efficace contro sintomi atipici

Reflusso e disordini dentali in età pediatrica

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Laringomalacia e dosaggio della Pepsina

Reflusso Faringolaringeo pediatrico

Reflusso Faringo Laringeo Frequente Nei Pazienti Orl

NBI e diagnosi di Reflusso Faringolaringeo

Reflusso Faringo Laringeo: trattamenti

Reflusso Faringo Laringeo (RFL): Esame Istologico

E’ possibile trattare il Reflusso Faringolaringeo senza farmaci?

Rispondi al questionario per sapere se soffri di Reflusso Faringo Laringeo

Il Refusso Faringo Laringeo nell’anziano

Pepsina nella Saliva e Reflusso Faringo-Laringeo

La pepsina salivare influenzata dalla dieta

Laringomalacia e dosaggio della Pepsina

Leucoplachia delle Corde Vocali: la faccia inferiore è a rischio recidiva

Fibrolaringoscopia. Luce bianca ed NBI

Agopuntura nel trattamento degli acufeni

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Agopuntura nel trattamento degli acufeni. L’acufene – anomala percezione soggettiva di un suono in assenza di stimolazione acustica esterna – è una condizione frequente che può condizionare pesantemente la qualità di vita fisica e mentale delle persone affette.

Una sistematica review ed analisi della letteratura tra il 1972 e il 2021 mostra come la prevalenza del tinnitus nella popolazione adulta nel mondo sia pari al 14.4%.

La prevalenza dell’acufene severo è pari al 2.3% negli uomini e 2.7% nelle donne.

Lo studio calcola che nel mondo siano ben 740 milioni le persone affette da qualunque tipo di tinnitus e che la prevalenza del sintomo aumenti con l’età.

L’infezione pandemica COVID-19 ha avuto un forte impatto sui sintomi e sulla qualità di vita dei pazienti affetti da acufene, con una esacerbazione secondaria all’infezione COVID variabile fra 24.3% e 40% e con una nuova insorgenza di acufene del 10% a causa del danno diretto sulle cellule dell’orecchio interno da parte del virus o per la risposta immunomediata.

Clinicamente l’acufene persistente si associa spesso ad un peggioramento della soglia uditiva.

In aggiunta numerosi sono gli studi clinici che hanno mostrato come l’acufene persistente possa seriamente compromettere la sanità fisica e mentale, la qualità di vita, la comunicazione sociale, la qualità del sonno, portando allo sviluppo di malattie mentali quali depressione, ansia, e propensione al suicidio.

Non esiste al momento una cura effettiva per l’acufene, principalmente per l’etiopatogenesi complicata con meccanismi incerti.

Nella antica medicina tradizionale cinese l’agopuntura è stata largamente utilizzata nel trattamento degli acufeni per la sua semplicità di esecuzione, l’effetto rapido e i bassi costi. L’agopuntura è guidata dalla teoria dei punti meridiani della medicina Cinese e comporta la infissione di aghi in specifici punti, ed altre tecniche di manipolazione che modificano alcune sensazioni del paziente quali acidità, intorpidimento, distensione, pesantezza, avverse al trattamento.

Un lavoro cinese pubblicato su Am J Otolaryngol ha fatto il punto sulle indicazioni dell’agopuntura sul trattamento del Tinnitus soggettivo.

I punti trattati con l’agoinfissione sono quelli intorno all’orecchio più un set di punti distali.

I tipi di trattamento comprendono agopuntura manuale, elettroagopuntura, agopuntura dello scalpo, agopuntura auricolare, uso di aghi caldi ed altre tecniche.

La maggior parte degli studi della letteratura mostra l’efficacia della agopuntura manuale che migliora significativamente gli score del Tinnitus Handicap Inventory, Tinnitus Handicap Questionnaire e Tinnitus severity Index.

L’auricoloagopuntura ha risultati buoni a breve e lungo termine soprattutto nei pazienti anziani. 

Alcuni studi descrivono buoni effetti della elettroagopuntura e risultati ancora migliori dalla combinazione di agopuntura manuale ed elettroagopuntura.

Importante è anche il tempo di ritenzione degli aghi, valutato mediamente in 30 minuti con risultato migliore a 20 e 60 minuti.

Quali sono in sintesi i meccanismi di efficacia dell’agopuntura nel trattamento del tinnitus soggettivo?

  • Regolazione del sistema nervoso centrale in quanto si ritiene che l’acufene sia legato ad una disregolazione del complesso network di strutture che coinvolgono sia il sistema uditivo centrale che quello non uditivo.
  • Intervento nell’attività emodinamica corticale nell’ipotesi che nei pazienti con tinnitus l’incrementata attività neuronale conduca ad un più alto flusso sanguigno cerebrale. L’agopuntura, riducendo l’acufene, comporta un incremento della concentrazione di emoglobina ossigenata nel lobo temporale, modificando l’attivazione della corteccia cerebrale e favorendo la neuroplasticità delle aree cerebrali danneggiate.
  • Regolazione dell’omeostasi del sistema nervoso autonomo.  L’agopuntura modula la plasticità neurale stimolando recettori sensoriali nella cute e nei tessuti più profondi a trasmettere impulsi dai nervi periferici al sistema nervoso centrale e sopprimendo la anomala eccitazione della corteccia uditiva.  Inoltre l’agopuntura agisce bidirezionalmente sul sistema nervoso autonomo, alleviando le disfunzioni del sistema simpatico responsabili di cefalea, depressione e insonnia e attivando viceversa oppioidi endogeni e neuropeptidi.
  • Regolazione della connettività funzionale fra le diverse aree cerebrali. La disfunzione del network neuronale nella connettività funzionale di numerose aree neuronali centrali indotta dal tinnitus, soprattutto a livello della amigdala, può essere parzialmente corretta dall’agopuntura. Viene diminuita la connettività funzionale tra amigdala e gyrus frontalis superiore e gyrus paracingulato, migliorando i sintomi ed emotività dei soggetti affetti da acufene.
  • Modulazione della risposta infiammatoria.  Vi sono diversi studi che attestano nei pazienti affetti da acufeni perduranti un aumento dei fattori dell’infiammazione (prot. C reattiva TNF-α, interleukin-1β, piastrine) elevazione dei livelli serici di soluble vascular cell adhesion molecule-1 (sVCAM-1) e intercellular adhesion molecule-1 (ICAM-1) che si esprimono negli stati di infiammazione. Liu e Coll hanno riscontrato dopo 2 mesi di agopuntura con miglioramento dell’acufene un abbassamento dei livelli di sVCAM-1 e ICAM-1 a maggior protezione delle cellule vascolari endoteliali e ad attenuare lo stress ossidativo.

BIBLIOGRAFIA
Shencun Yu, Jingfen Wu, Yize Sun, Jian Lyu . Advances in acupuncture treatment for tinnitus. Am J.Otolaryngol 2024 May-Jun;45(3):104215. doi: 10.1016/j.amjoto.2024.104215.

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Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

Agopuntura in otorinolaringoiatria

La chirurgia della sinusite cronica nell’infanzia previene recidive nell’età adulta

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La chirurgia della sinusite cronica nell’infanzia previene recidive nell’età adulta. I bambini che sono stati sottoposti a trattamento chirurgico (FESS) per sinusite cronica (CRS) non sembra siano destinati ad avere CRS da adulti.

Lo afferma uno studio retrospettivo della West Virginia University, che ha seguito 73 pazienti (età media al momento della rilevazione 26 anni, range 15-37.8 anni) sottoposti circa 20 anni prima (età media 6.8 anni) a trattamento chirurgico per CRS.

52 pazienti (71.2%) avevano subito FESS + Adenotomia, 21 pazienti solo adenotomia (28.8%).

Nel follow up nessuno dei ragazzi trattati aveva ricevuto una ulteriore FESS. 

Lo SNOT-22 score era 34.5

L’analisi della TC a distanza di almeno 14 anni mostrava un Lund McKey score pari a 0.9 paragonato a 9.3 al momento della chirurgia. (p=<.0001).

Al momento della rilevazione 45.6% dei pazienti aveva asma (rispetto al 35.6% dell’infanzia) e 36.9% Rinite allergica (rispetto al 40.6% dell’età precedente).

BIBLIOGRAFIA
Chadi A Makary, Maximilian Bonnici, Garrett Jones, Patrick Sullivan , Cara Stokes, Hassan H Ramadan. Long-term Follow-up of Pediatric Chronic Rhinosinusitis After Surgical Treatment.Ann Otol Rhinol Laryngol.2023 Nov;132(11):1400-1403. doi: 10.1177/00034894231161417

la chirurgia della sinusite cronica nellinfanzia prof

La numerosità del campione di pazienti dello studio è troppo bassa per trarre conclusioni definitive, ma il trattamento chirurgico funzionale della CRS nell’infanzia non può che essere positivo per modificare quelle condizioni anatomiche sfavorevoli che portano alle recidive, soprattutto di poliposi, nell’età adulta.

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L’ipertrofia adenoidea rallenta il tempo di clearance mucociliare

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L’ipertrofia adenoidea rallenta il tempo di clearance mucociliare. L’uso sistemantico della citologia nasale e l’analisi della clearance mucociliare  nel workup diagnostico dei bambini con ipertrofia adenoidea (AH) e disturbi nasali, ha permesso ai ricercatori della Health Science University di Istambul, di riscontrare un significativo aumento del tempo di clearance mucociliare nel gruppo con AH (31pazienti) rispetto al gruppo di controllo  (p<0.05).

Non vi era correlazione fra grado di AH e decremento della funzione mucociliare.

BIBLIOGRAFIA
Güler Berkiten, Selma Şengiz Erhan, Cem Çelik , Belgin Tutar , Yavuz Atar, Elif Aksungur, Hüseyin Sari, Yavuz Uyar  An assessment of the effects of adenoid hypertrophy on mucociliary clearance and nasal cytology in children. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2023 Nov:174:111718. doi: 10.1016/j.ijporl.2023.111718.

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