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Il tempo di riposo vocale assoluto dopo fonochirurgia non cambia in risultato fonatorio

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Il tempo di riposo vocale assoluto dopo fonochirurgia non cambia in risultato fonatorio. Dopo fonomicrochirurgia per lesioni benigne delle corde vocali viene abitualmente prescritto un tempo di riposo vocale assoluto.

Uno studio statunitense ha comparato i risultati fonatori in due gruppi di pazienti sottoposti a fonochirurgia:

gruppo a) 7 giorni di riposo vocale completo;
gruppo b) 3 gg di riposo vocale completo + 4 gg senza sforzare la voce.

Le valutazioni venivano fatte preoperatoriamente, dopo una settimana dal trattamento e dopo 1 mese.

In tutti i 2 gruppi si riscontrava un significativo miglioramento fonatorio rispetto al preoperatorio dopo 1 mese (VHI e pressione sottoglottica).

Non si evidenziavano viceversa variazioni significative fra i 2 gruppi con tempo di riposo vocale diverso.

tempo di riposo vocale assoluto

Da qualche tempo, in accordo empiricamente  con i risultati dello studio, non prescrivo più riposo vocale assoluto per una settimana, limitando la prescrizione a 3 gg., con poi 1 settimana di riposo vocale che eviti sforzo fonatorio prolungato, cantare od urlare e fumare . Anch’io ho riscontato che a distanza di 1 mese non vi è differenza in termini di risultati fonatori .

BIBLIOGRAFIA
Ruiqing Stephanie FanYin YiuPaulina A KuleszAbigail DueppenTeresa ProcterMaurice E GoodwinApurva A ThekdiAshwini Joshi. Clinical Voice Outcomes for Two Voice Rest Protocols after Phonomicrosurgery. Laryngoscope 2024 Jun;134(6):2812-2818. doi: 10.1002/lary.31250.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Edema di Reinke delle corde vocali: fonochirurgia con Laser Co2

Edema di Reinke: Lifting della Cv con Laser Co2

Edema di Reinke delle Corde Vocali: Tecnica del Flap Mucoso

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Uso del Laser Co2 in Fonochirurgia

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Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

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Movimenti paradossi delle corde vocali e terapia logopedica

Hai problemi alle corde vocali?

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Fattori predittivi del valore delle micrometastasi nei Linfonodi Sentinella dei tumori piccoli del Cavo Orale

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Fattori predittivi del valore delle micrometastasi nei Linfonodi Sentinella dei tumori piccoli del Cavo Orale. Lo studio del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ha l’obiettivo di evidenziare i casi che non hanno metastasi latero cervicali e che quindi non necessitano di Svuotamento latero cervicale con la sua morbidità correlata.

La presenza di micrometastasi è considerata un fattore importante per predire la prognosi e selezionare la corretta strategia chirurgica. 

Uno studio giapponese ha correlato le dimensioni del focus metastatico riscontrato nello studio del Linfonodo sentinella (SN) con lo stato dei linfonodi non sentinella dello svuotamento latero cervicale effettuato nei casi SN+. I pazienti arruolati nello studio sono stati 55.

Le dimensioni del focus metastatico erano state misurate microscopicamente come il massimo diametro longitudinale della lesione positiva basato sulle colorazioni immunoistochimiche (Citocheratina AE1/3).

I casi in cui il focus metastatico era rappresentato da singole cellule o cluster di cellule di diametro<0.2mm venivano registrate come Cellule tumorali Isolate (ITC).

Nello studio 4/55 casi di SN+ erano ITC e 51 avevano dimensioni del focus metastatico comprese fra 0.2 e 15mm (media 2.6mm). Di questi, 4 avevano estensione extranodale. La presenza di linfonodi metatastici nello svuotamento successivo era stata di 9 casi.

Vi era una correlazione statisticamente significativa per la positività dei linfonodi cervicali per età, diametro massimo del tumore primitivo, numero di casi con recidiva regionale e numero di linfonodi sentinella positivi. Comparando le dimensioni del focus metastatico rispetto alla negatività e positività dei linfonodi dello svuotamento, queste risultavano rispettivamente: 2.4 mm e 3.5 mm.

Lo studio è importante per introdurre il concetto delle micrometastasi del trattamento dei tumori del cavo orale.

Le micrometastasi rappresenterebbero la condizione per cui l’infiltrazione delle cellule cancerose nel linfonodo sentinella è troppo piccola per potersi diffondere agli altri linfonodi regionali e che pertanto la asportazione del SN sia terapeuticamente sufficiente.

Gli autori giapponesi suggeriscono che la condizione di focus metastatico solitario in un solo SN delle dimensioni inferiori a 3.0 mm consenta di evitare un ulteriore 33% di casi di svuotamento nei SNB+.

Sono però necessari altri studi per validare tale prospettiva.

BIBLIOGRAFIA
Takashi Matsuzuka, Kiyoaki Tsukahara, Seiichi Yoshimoto, Kazuaki Chikamatsu, Akihiro Shiotani, Isao Oze, Yoshiko Murakami, Takeshi Shinozaki, Yuichiro Enoki, Shinichi Ohba, Daisuke Kawakita, Nobuhiro Hanai, Yusuke Koide, Michi Sawabe, Yusuke Nakata, Yujiro Fukuda, Daisuke Nishikawa, Gaku Takano, Takahiro Kimura, Keisuke Oguri, Hitoshi Hirakawa & Yasuhisa Hasegawa .Predictive factors for dissection‐free sentinel node micrometastases in early oral squamous cell carcinoma . Scientific Reports | (2023) 13:6188 | https://doi.org/10.1038/s41598-023-33218-8

fattori predittivi del valore delle micrometastasi nei linfonodi sentinella dei tumori piccoli del cavo orale prof

Nella mia esperienza personale in nessun caso di SNB+ con ITC sottoposto a svuotamento latero cervicale abbiamo trovato cellule metastatiche negli altri linfonodi, nè si è mai sviluppata una metastasi regionale nel follow up dei 10 anni successivi. Per questo motivo da un paio d’anni non sottoponiamo più a svuotamento latero cervicale i casi con ITC.  Non abbiamo studiato le dimensioni del focus metastatico.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Linfonodo Sentinella nei T del cavo orale: fattori predittivi lo sviluppo di metastasi nei Linfonodi non Sentinella

Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

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Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

La sopravvivenza non cambia fra linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T1-T2N0 del cavo orale

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

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L’esperienza personale nelle Biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del Cavo orale

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L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

Valore del linfonodo sentinella nei tumori orali N0: l’esperienza giapponese 

Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

PDTA per i tumori del Cavo Orale

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La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

Microbioma orale e tumore testa-collo nei fumatori

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Otite Media Eosinofila

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L’otite media eosinofila, definita per la prima volta nel 1997 da Tomioka et al., è una condizione patologica caratterizzata da otorrea altamente vischiosa, ricca di eosinofili, con elevati livelli di IgE. 

Colpisce comunemente le donne nella V decade.

Criteri diagnostici minori (2 o più fra i seguenti 4) sono:
a) effusione dall’orecchio medio molto vischiosa;
b) resistenza ai trattamenti convenzionali della otite media (OM);
c) associazione con l’asma bronchiale;
d) associazione con la poliposi nasale. 

L’ Otite Media Cronica eosinofila (ECOM) può essere caratterizzata da perforazione semplice o dalla formazione di tessuto di granulazione.

Istologicamente, nella mucosa mesotimpanica dell’orecchio medio è presente un intenso accumulo di eosinofili e di cellule immunopositive alle IgE e cellule positive a EG2 (anticorpo monoclonale).

Sulla base dello spessore della mucosa dell’orecchio medio si distinguono 3 gradi: G1: normale; G2: mucosa ispessita; G3: mucosa edematosa con granulazioni predominanti estese al condotto uditivo esterno.

Le granulazioni sono resistenti ai trattamenti convenzionali, ma molto sensibili alla terapia steroidea topica e/o sistemica.

Il controllo della componente infiammatoria e delle sovrainfezioni batteriche mediante terapia antibiotica prevengono il rischio di ipoacusia progressiva fino alla sordità, che è riportato nel 5.8% dei casi.

Il danno all’orecchio interno può essere dovuto al passaggio dei prodotti dell’infiammazione dall’orecchio medio ed alla loro diffusione attraverso la membrana della finestra rotonda.

Il trattamento chirurgico della EOM è generalmente sconsigliato e vi sono studi multicentrici che dimostrano come il rischio sordità sia maggiore nei pazienti sottoposti a timpanoplastica rispetto a quelli non trattati chirurgicamente (17% vs 4%).

La cosa fondamentale è fare diagnosi accurata precoce.

 BIBLIOGRAFIA
Lalee Varghese; Ajay Philip; Mayur K. Suryawanshi; Anand Job . Eosinophilic Otitis Media— , vol 101, 2, 2020 . An Otitis Media Mandating a Different Outlook. Ear, Nose & Throat Journal doi 10.1177/0145561320947269

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia

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Otite media effusiva: la microscopia elettronica evidenzia che non e’ sempre un processo sterile

Otite Media Effusiva: nuovo dispositivo per la cura

Otite Media Acuta: trattamento

La funzione mucociliare nelle disfunzioni tubariche

Otite Media

Otite media: episodi in calo dopo l’introduzione del vaccino PCV13

Otite Media Acuta: prevenire il posizionamento del tubo di drenaggio trans timpanico nei bambini affetti

Otite media cronica del bambino

Utilità della Timpanoplastica nel trattamento delle Otiti Medie croniche da Pseudomonas Aeruginosa

Timpanomastoidectomia vs terapia antibiotica parenterale nella otorrea cronica dell’infanzia

Otite media dell’infanzia: la terapia antibiotica breve non paga

Fumo passivo e Otiti Sierose dell’infanzia

Otite colesteatomatosa è più grave in età pediatrica

Otite media: episodi in calo dopo l’introduzione del vaccino PCV13

Tubi di drenaggio transtimpanici nei bambini: Linee Guida (update)

La Musicoterapia migliora l’acufene

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La Musicoterapia migliora l’acufene. Uno studio di review e metanalisi della letteratura su database inglese e cinese ha valutato l’efficacia della musicoterapia nel trattamento dell’acufene.

Gli studi esaminati erano 14 per un totale di 1239 pazienti con tinnitus.

È emerso che la musicoterapia migliora THI score (MD=-6.77), gravità del tinnitus TSQ (MD=-2.80), la tinnitus  loudness (MD = -3.90), VAS score (MD-1.11)  e TQ score (MD=-8.36), mostrando una certa efficacia clinica nel trattamento dell’acufene, senza però  che si riscontrasse una differenza significativa con il gruppo di controllo (OR=1 P=1.00).

BIBLIOGRAFIA
Tang MiZhang QinxiuWang Jie Music therapy for tinnitus: A systematic review and meta-analysis.  Am J Otolaryngol. 2024 Apr 30;45(5):104362. doi: 10.1016/j.amjoto.2024.104362.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Agopuntura nel trattamento degli acufeni

Acufeni: fattori di rischio non audiologici

Acufeni e Trattamento Farmacologico

Acufene cronico: gli effetti del lockdown

Acufeni migliorano con trattamento farmacologico Fibromialgia

Acufene: fastidio ridotto con apparecchio

Acufene acuto: efficaci iniezioni intratimpaniche di AM-101

Acufene grave: fattori genetici responsabili

Acufene: fastidio ridotto con apparecchio

Acufene acuto: efficaci iniezioni intratimpaniche di AM-101

Lidocaina Transdermica per migliorare gli Acufeni

Tinnito: terapia cognitivo-comportamentale online

L’Emicrania aumenta il rischio di acufeni

Cura degli acufeni: nuove terapie naturali

Il Bruxismo e gli Acufeni

Acufene e uso di Marijuana

Tinnito: terapia cognitivo-comportamentale online

Vaccino anti Covid 19 non aumenta incidenza di acufeni

Agopuntura in otorinolaringoiatria

La sorveglianza attiva opzione efficace nei Carcinomi Papilliferi Tiroidei a basso rischio

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La sorveglianza attiva opzione efficace nei Carcinomi Papilliferi Tiroidei a basso rischio.  La sorveglianza attiva (AS) è una opzione valida per i pazienti affetti da carcinoma Papillifero della tiroide (PTC) a basso rischio, dato il basso tasso di progressione della malattia e l’assenza di rischio di aumento della mortalità.

È quanto viene confermato da uno studio coreano di metanalisi: la progressione di T>3mm e di aumento volumetrico >50% sono state riscontrare fra 2.2%-10.8% e fra  16.0%-25.5%, rispettivamente.

L’insorgenza di linfonodi metastatici era compresa fra 0.0% e 1.4% dei pazienti.

AS risulta associata ad una qualità di vita migliore rispetto ai pazienti trattati con terapia chirurgica immediata, anche se questo non è legato alla insorgenza di complicanze quali paresi cordale per danno ricorrenziale o ipoparatiroidismo che sono pressochè assenti anche nel gruppo chirurgico.  

BIBLIOGRAFIA
Jee Hee Yoon, Wonsuk Choi, Ji Yong Park, A Ram Hong, Hee Kyung Kim, Ho-Cheol Kang. Active Surveillance for Low-Risk Papillary Thyroid Carcinoma as an Acceptable Management Option with Additional Benefits: A Comprehensive Systematic Review.   Endocrinology and Metabolism,   2024     39(1):152-163 DOI: 10.3803/EnM.2023.1794

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Microcarcinoma papillifero della tiroide

Emitiroidectomia e carcinomi papilliferi

Carcinoma papillifero della tiroide: la multifocalità pesa sulle recidive ma non sulla sopravvivenza

Carcinomi Papilliferi della Tiroide

Carcinoma Papillifero della Tiroide e Vitamina D

Carcinoma papillifero della Tiroide: ecografia vs tac nello studio dei linfonodi del collo

Carcinoma Papillifero della Tiroide: fattori predittivi recidiva

Carcinoma Papillifero Tiroide: svuotamento comparto centrale

Carcinoma papillifero della Tiroide: Citocheratina-19 e Ki 67

Svuotamento Profilattico del Comparto Centrale nel Carcinoma Papillifero della Tiroide cN0

Età e metastasi nel carcinoma papillifero della tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Carcinoma della tiroide e terapia con radioiodio

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Farmaci senza prescrizione medica per la Rinite Allergica

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Farmaci senza prescrizione medica per la Rinite Allergica. I farmaci senza prescrizione medica per la Rinite allergica vengono routinariamente utilizzati per trattare sintomi quali gocciolamento nasale, prurito agli occhi e starnuti. Qui viene presentato un breve sintetico excursus sui più comuni

Sprays Nasali Glucocorticoidi

Sono efficaci nel ridurre la componente infiammatoria. Il miglioramento inizia tipicamente dopo 12 ore, ma l’effetto pieno si ottiene dopo alcuni giorni di somministrazione. Gli effetti collaterali degli spray steroidei sono irritazione nasale e starnuti

Antistaminici (Orali o Spray nasale)

La funzione è il blocco della istamina che viene liberata dal contatto con l’allergene. Sono disponibili in più formulazioni (compresse orali, capsule, sciroppi e spray nasali). I sintomi della febbre da fieno iniziano a migliorare dopo 15 minuti dall’utilizzo di una spray nasale e dopo 1-3 ore dall’assunzione orale. L’effetto collaterale di molti degli antistaminici orale è la sonnolenza per cui è sconsigliato mettersi alla guida per qualche ora dopo l’assunzione. Altro effetto collaterale frequente è la cefalea.

Decongestionanti (Orali o Spray Nasale)

I decongestionanti diminuiscono la congestione nasale riducendo l’afflusso di sangue (vasocostrittori) e sono anch’essi disponibili in compresse orali, capsule, soluzione o spray nasale.

I sintomi migliorano rapidamente entro 15- 30 minuti dopo l’assunzione dei decongestionanti orali, più rapidamente dopo lo spray nasale. Effetti collaterali comuni sono starnuti e irritazione nasale. Somministrazioni prolungate possono causare ansia, aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca  e pertanto vanno evitati nei soggetti ipertesi e cardiopatici. Per chi ha problemi di addormentamento i decongestionanti orali non andrebbero assunti la sera o nel tardo pomeriggio.  L’uso prolungato di spray nasali con vasocostrittore può danneggiare la funzionalità mucociliare ed il filtro nasale.

Spray stabilizzatori le Mast Cell Nasali  

Prevengono il rilascio di histamina nel naso. I sintomi della febbre da fieno iniziano a migliorare entro 1 – 2 settimane dall’inizio della somministrazione.  Comuni effetti collaterali sono irritazione nasale e starnuti.

Cos’ altro sapere riguardo ai farmaci senza prescrizione per la rinite allergica

Tutti gli individui che hanno patologie renali od epatiche, le donne in cinta o in allattamento o in presenza di traumi nasali è opportuno consultino un medico prima di assumere farmaci senza prescrizione per l’allergia.

Evitare dosaggi elevati o tempi più lunghi di quelli raccomandati.

Soggetti che non migliorano dopo un ciclo standard di farmaci senza prescrizione dovrebbero rivolgersi ad altri tipi di cure.

Qualora insorgessero sintomi di severa reazione allergica, come eruzione cutanea, edema della lingua o della glottide, difficoltà a respirare, vertigini o svenimenti è opportuno rivolgersi immediatamente ad una struttura di emergenza.

BIBLIOGRAFIA
Sarah E. Vordenberg. Nonprescription Medications for Adults With Allergic Rhinitis. JAMA Patient Page.JAMA. Published online December 21, 2023. doi:10.1001/jama.2023.20171

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Aggiunta di Omogenato di Uova di quaglia + Zinco migliora i sintomi della Rinite Allergica Stagionale 

La Turbinoplastica migliora la sintomatologia della Rinite Allergica più della terapia medica

La rinite allergica incrementa il rischio di depressione post partum

Trattamento della rinite allergica in gravidanza

La rinite allergica

Rinite allergica con poliposi

Nuove Linee Guida per il Trattamento della Rinite Allergica

Allergie, addio prick test

Allergie: colpito 1 italiano su 4

Disturbi del sonno REM e allergie

Allergie e shock anafilattico nei bambini: cosa fare

Ipertrofia Adenoidea nei bambini con Rinite Allergica

FGF2 o Ofloxacina gocce accelerano la guarigione delle ampie perforazioni timpaniche post-traumatiche

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FGF2 o Ofloxacina gocce accelerano la guarigione delle ampie perforazioni timpaniche post-traumatiche. Cosa fare per migliorare la guarigione di ampie perforazioni postraumatiche della Membrana timpanica? 

Uno studio cinese su 75 casi su ampie perforazioni (> 1/4) ha comparato 3 gruppi di 25 pazienti ciascuno:

A) trattamento con fattore di crescita dei fibroblasti (fibroblast growth factor 2 (FGF2))

B) gocce otologiche di Ofloxacina (OFLX) e C) guarigione spontanea.

A 2 settimane dall’inizio del trattamento, il tasso di guarigione della perforazione timpanica era 95.8 % nel gruppo FGF2 group, 96.0 % nel gruppo OFLX, e solo 14.3 % nel gruppo di guarigione spontanea (P < 0.01).

A 3 mesi la guarigione della MT era 100% nei primi due gruppi e 85.7 % nel terzo gruppo (P > 0.05) con un tempo medio di chiusura rispettivamente di 9.69 ± 2.46 giorni, 9.45 ± 2.32 giorni e 30.94 ± 8.95.

La conclusione degli autori è che sia il trattamento con FGF2 che con Ofloxacina gtt accorci significativamente i tempi di guarigione rispetto alla guarigione spontanea e che pertanto vada sempre suggerito.

BIBLIOGRAFIA
Yongqing DingRuili WeiDong LiYanping LiZedong Tian , Qi Xie , Yachao Liu  Comparative study of fibroblast growth factor 2 and ofloxacin ear drops for repairing large traumatic perforations: A randomized controlled study. Am J Otolaryngol. 2023 Sep-Oct;44(5):103954. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103954.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Perforazione timpanica: fattori predittivi del successo della miringoplastica

Perforazione Timpanica Postraumatica Acuta

Perforazione traumatica della Membrana Timpanica

Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia

Miringoplastica Bilaterale Same Day

Cotton-fioc e rottura del timpano

Hole Punch Tecnique: novità nel trattamento degli otoematomi recalcitranti

Utilità della Timpanoplastica nel trattamento delle Otiti Medie croniche da Pseudomonas Aeruginosa

Miringoplastica Endoscopica – Video

Sordità direttamente correlata al declino cognitivo

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Sordità direttamente correlata al declino cognitivo. Una conferma dell’esistenza di una significativa correlazione fra ipoacusia e declino cognitivo nell’età avanzata deriva da un lavoro brasiliano di metanalisi su 18 studi selezionati per un totale di 19.551 pazienti.

Il dato risultava maggiormente significativo nella popolazione di colore.

BIBLIOGRAFIA
Débora Conceição Santos de Oliveira , Isaac Suzart Gomes-FilhoEdna Maria AraújoMichelle de Santana Xavier Ramos , Julita Maria Freitas CoelhoAdan Araújo MarquesAlexandre Marcelo HintzDóris Firmino RabeloAna Claudia Morais Godoy Figueiredo , Simone Seixas da Cruz . Association between hearing loss and cognitive decline in the elderly: A systematic review with meta-analysis study . PLoS One2023 Nov 9;18(11):e0288099. doi: 10.1371/journal.pone.0288099

sordità prof

Questi dati pongono ancora una volta in evidenza il problema di sensibilizzare le persone anziane all’uso, in tempi corretti, della protesizzazione acustica. La stimolazione sensoriale uditiva mantiene attivi alcuni circuiti neurosensoriali cerebrali che rallentano il decadimento cognitivo. Se ci senti meno e non capisci bene le parole vieni a fare un esame audiometrico prenotando una visita  allo studio. Sarai indirizzato, in caso ne abbia bisogno , da personale competente per una corretta protesizzazione acustica.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Carenza di ferro peggiora la prognosi della sordità improvvisa idiopatica

Ipoacusia e le 4 D

Ipoacusia. Non ci sento bene: cosa devo fare?

Ipoacusia: gli Esami di Secondo Livello

Protesi acustiche negli adulti affetti da grave ipoacusia negli USA

Sordità: maggiore rischio nei pazienti con Fibromialgia

Polipo Sessile della Corda Vocale: microchirurgia con Laser Co2

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Polipo Sessile della Corda Vocale: microchirurgia con Laser Co2. Il breve video mostra un intervento endoscopico con laser CO2 per l’asportazione di un polipo sessile del terzo anteriore della corda vocale vera di destra.

Ottenuta una buona esposizione della lesione utilizzando il laringoscopio di Kleinsasser, con il Laser CO2 dotato di Acublade (Lumenis® 40) programmato con potenza di 10 w e modalità superpulsata, in pochi minuti si ottiene la asportazione completa precisa ed in campo completamente esangue della neoformazione polipoide sessile della corda vocale.

In caso di lesioni sessili la scelta del Laser nella resezione è oltremodo vantaggiosa rispetto alla microchirurgia tradizionale a freddo consentendo un taglio netto e preciso rispettoso il più possibile dell’epitelio cordale ed in profondità del legamento vocale.

Una vaporizzazione superficiale ed una delicata toilette dei residui minimi di carbonizzazione permettono di lasciare al temine dell’intervento la corda vocale perfettamente lineare. La dimissione avviene poche ore dopo l’intervento e la ripresa funzionale  fonatoria in breve tempo con ottimi risultati vocali.

Per ulteriori approfondimenti si possono consultare anche i seguenti link:

Polipo sessile corda vocale anteriore: bioexeresi con Laser Co2

Polipo della corda vocale: laserchirurgia

Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde Vocali

Bioexeresi con Laser Co2 per lesioni Eritro-Leucoplasiche delle Corde Vocali

Leucoplachia delle Corde Vocali: la faccia inferiore è a rischio recidiva

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Laserchirurgia Laringea: Cordectomia Tipo II

Valutazione qualità della voce dopo cordectomia con laser Co2

Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

I margini istologici dopo cordectomia

Cordectomia Laser Co2 dopo Radioterapia

Cordectomia Laser I Tipo

Cordectomia Laser di Tipo II

Cordectomia Laser Tipo III

Cordectomia Endoscopica Laser Co2 II Tipo

Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde Vocali 

Cisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

Laserchirurgia dei tumori alle corde vocali

Paralisi Cordali in Adduzione

LASERCHIRURGIA CORDE VOCALI

EDEMA DI REIKE DELLE CORDE VOCALI

Cisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

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La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Riposo vocale dopo Microlaringochirurgia

Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

Carcinoma Squamoso Basaloide: caratteristiche cliniche e prognostiche

Carcinoma Squamoso Basaloide: caratteristiche cliniche e prognostiche. Il Carcinoma Basaloide (BC) è una rara variante istologica distinta del Carcinoma squamoso con una differenziazione multipotenziale, descritta la prima volta da Vail nel 1986.    

Le caratteristiche istologiche includono presenza di noduli solidi con la tipica popolazione cellulare basaloide alla periferia e squamosa al centro, comedonecrosi, pattern cribriforme, arragiamenti trabeculari, differenziazione duttale spesso associati al carcinoma squamoso (SCC) convenzionale.

carcinoma squamoso basaloide

L’istogenesi del BSCC non è del tutto nota e si pensa derivi da una cellula primitiva totipotente della lamina basale dell’epitelio superficiale o del dotto prossimale delle ghiandole secretorie.

Si calcola che meno del 2% delle nuove diagnosi di Carcinoma squamoso del distretto cervico facciale possa essere classificato   come BC.  

Predilige il sesso maschile, la sesta-settima decade di vita, pazienti con storia di abuso di alcool e tabacco e le sedi più frequenti sono cavità orale, orofaringe, ipofaringe e laringe.

È generalmente associato a tumori di alto grado, spesso estesi, duri, ulcerati al centro, esofitici, invasivi in profondità e multifocali.

Le metastasi linfonodali alla presentazione oscillano fra 30 e 65%, mentre le metastasi occulte sono intorno al 30%.

Anche la presenza di metastasi a distanza è più frequente rispetto al HNSCC convenzionale.

Il trattamento è chirurgico eventualmente integrato da Radioterapia complementare.

Uno studio della Rutgers New Jersey Medical School, Newark, condotto dal gruppo di Patel, si è posto il quesito se uno svuotamento latero cervicale elettivo (END) programmato anche nei casi N0 clinici, per rimuovere profilatticamente eventuali metastasi occulte, potesse migliorare la sopravvivenza.

Sono stati indagati 857 pazienti (77.0%maschi) con HNBC in stadio  cT1-2 per il 72.9% – di alto grado nel 76.9% – siti nella cavità  orale   (21.5%) orofaringe (42.9%) di cui il 45.4 % sottoposti a END.

La presenza di metastasi occulte si è evidenziata nel 29.6% dei casi.

Non si era però notata una differenza significativa nella sopravvivenza globale a 5 anni fra pazienti sottoposti a END profilattico e quelli sottoposti a sola osservazione (65.6% and 66.8%, rispettivamente).

La Radioterapia associata alla chirurgica comportava viceversa un miglioramento della sopravvivenza.

La prognosi di questi tumori paragonata al SSC sembra dipendere principalmente dalla sede di malattia: la sopravvivenza risulta migliore per l’orofaringe, peggiore per laringe ed ipofaringe, simile per cavo orale e seni paranasali.

Globalmente a 5 anni è intorno al 66%.

BIBLIOGRAFIA
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Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Il volume tumorale non è indice prognostico nel Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinomi squamocellulari di testa e collo