Terapia fisica vestibolare: concetti base. I più comuni disturbi vestibolari – vertigine posizionale parossistica benigna (BPPV), cefalea vestibolare, malattia di Meniere, labirintite monolaterale – interessano milioni di persone ed aumentano di incidenza con l’età.
Rappresentano patologie che interessano orecchio interno e cervello e che sono contraddistinte da sintomi oculo-motori (nistagmo, oscillopsia, visione confusa), posturali e sintomi locomotori (instabilità, disequilibrio, deviazione della marcia), percettivi (vertigine, disorientamento spaziale) e cognitivi (attenzione, memoria spaziale, navigazione).
Questi sintomi peggiorano significativamente la qualità di vita e gravano pesantemente sul sistema sanitario.
La Riabilitazione gioca un ruolo critico nel processo di guarigione.
Mentre le condizioni acute possono risolversi spontaneamente o migliorare con la mobilizzazione precoce, le disfunzioni vestibolari croniche spesso richiedono interventi mirati per ripristinare l’equilibrio, ridurre i sintomi e prevenire le cadute.
Pietra angolare della Riabilitazione vestibolare è la Terapia Fisica Vestibolare (VPT).
È un programma di esercizi specifici guidato da un fisioterapista specializzato.
Essa interagisce con la plasticità neuronale delle lesioni vestibolari indotte, stimolando sistema vestibolare, vista e sensibilità di muscoli ed articolazioni per favorire il recupero vestibolare o la compensazione attraverso esercizi mirati alla stabilizzazione dello sguardo ed al miglioramento dell’equilibrio e della postura, riducendo la sintomatologia.
La VTP tradizionale si focalizza su alcuni 3 principi primari:
Adattamento. Comprende aggiustamenti prolungati nel tasso di risposte neuronali del sistema vestibolare ai movimenti della testa mirando a minimizzare lo scivolamento retinico. In pratica stimola il cervello a ricalibrare il riflesso vestibolo-oculare. Gli esercizi di adattamento richiedono attivi movimenti del capo mentre lo sguardo viene tenuto fisso su una mira che può essere stazionaria o anche in movimento. In pratica gli esercizi aiutano il cervello a capire come stare di nuovo in equilibrio.
Assuefazione (Habituation). È il processo di diminuire una risposta comportamentale dopo graduali e ripetute esposizioni ad uno stimolo o posizione che provoca la vertigine. È mirato a ridurre la risposta anomala del sistema vestibolare nel tempo vestibolare. In pratica ripetere lentamente i movimenti che danno fastidio aiuta a ridurre i sintomi.
Sostituzione. Consiste di esercizi mirati a promuovere strategie alternative (vista e propiocezione) che compensino le funzioni vestibolari perse. Utilizzando questi sensi il corpo impara a compensare.
Esistono dei concetti che uniformano Riabilitazione vestibolare:
Allenamento dell’equilibrio. L’equilibrio si può allenare. Si basa su esercizi statici e dinamici per migliorare stabilità e controllo posturale (superfici diverse, occhi aperti/chiusi, movimenti funzionali).
Movimenti funzionali. Gli esercizi devono essere collegati alle attività quotidiana (stare in piedi su una gamba, camminare girando la testa, alzarsi e sedersi più volte etc.)
Progressione graduale. Gli esercizi diventano più difficili man mano che i sintomi migliorano. È normale sentire una leggera vertigine durante gli esercizi.
Personalizzazione. Il programma dipende dalla diagnosi e dalla risposta individuale di ogni paziente.
Ripetizione e costanza. La neuroplasticità richiede pratica regolare. Gli esercizi vanno eseguiti più volte al giorno.
La durata della terapia varia da 2-3 settimane nei casi semplici a diversi mesi nei casi più complessi.
Per approfondimenti specialistici si consiglia consultare il recente lavoro
Tramontano, M.; Haijoub, S.; Lacour, M.; Manzari, L. Updated Views on Vestibular Physical Therapy for Patients with Vestibular Disorders. Healthcare2025,13,492. https:// doi.org/10.3390/healthcare13050492
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