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POST NASAL DRIP SINDROME: migliora con i gargarismi prolungati

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POST NASAL DRIP SINDROME: migliora con i gargarismi prolungati. Gargarismi orali con soluzione salina per 12 settimane consecutive portano a significativi miglioramenti della post nasal drip sindrome (PND), caratterizzata da fastidioso scolo retronasale senza tosse.

Lo afferma uno studio retrospettivo coreano che documenta miglioramento dei punteggi degli score SNOT-22 e post nasal drip symptom sheet (PNDSS).

Nessuna correlazione è stata viceversa riscontrata con l’obiettività endoscopica.

BIBLIOGRAFIA
Yeon-Hee JooHyun Jung KimYung-Jin JeonSang-Wook Kim Postnasal drip syndrome: A new definition and successful oral gargling treatment. Am J Otolaryngol 2025 Jul-Aug;46(4):104617. doi: 10.1016/j.amjoto.2025.104617.

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SNOT-22 : SINO-NASAL OUTCOME TEST

Snot-22 puo’ predire il rischio di reinterventi sui seni paranasali

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Il video presenta un intervento di parotidectomia totale per adenoma pleomorfo localizzato  nel lobo profondo della parotide.

Ruolo della laringectomia parziale open nel trattamento dei tumori laringei. Risultati di uno studio spagnolo

Ruolo della laringectomia parziale open nel trattamento dei tumori laringei. Risultati di uno studio spagnolo. La laringectomia parziale open (OPL), intervento che rimuove solo quella parte della laringe affetta da neoplasia, preservando l’intera funzionalità dell’organo senza necessità di tracheostomia, è una delle opzioni per il trattamento dei tumori maligni laringei.       

Classicamente le OPL sono state suddivise in verticali ed orizzontali. Quelle verticali sono riservate al trattamento principalmente dei tumori glottici, ed oggi assai poco utilizzate.

Le tecniche orizzontali sono riservate al trattamento dei tumori sovraglottici o transglottici.

Le OPL orizzontali, rispettando il piano orizzontale che passa per i ventricoli laringei, hanno un triplice razionale: anatomico, embriologico e clinico (i tumori sovraglottici impiegano tempo ad invadere il piano glottico).

La Laringectomia orizzontale sopraglottica (HSL) è la tecnica più frequentemente utilizzata fin dalla prima descrizione di Alonso nel 1947.

L’altra tecnica, la Laringectomia sopracricoidea (SCL), viene utilizzata in caso di tumori transglottici (estensione sovraglottica ed ipoglottica limitata).

Nel 2014 la European Laryngological Society ha proposto una nuova classificazione delle OPL: tipo I corrispondente alla HSL, e tipo II equivalente alla SCL, suddivisa in IIa o IIb in base al tipo di ricostruzione (cricohyoidoepiglottopexy, CHEP; o cricohyoidopexy, CHP).

Il tipo III rappresenta una estensione della SCL che include la resezione di una parte della cartilagine cricoidea e/o degli anelli tracheali, con risultati funzionali meno brillanti.    

A parte le indicazioni riguardo alla estensione della neoplasia nella laringe, considerando che nella asportazione parziale alcuni meccanismi di protezione delle vie aeree durante la deglutizione sono rimossi od alterati, va posta attenzione alla selezione dei pazienti, che devono essere in grado, dopo l’intervento, di imparare un differente modo di deglutire.

Vanno esclusi pazienti di età biologicamente avanzata, con malattie neurologiche degenerative, con capacità polmonari o cardiache compromesse (rischio di inalazione nelle prime fasi riabilitative postoperatorie).

Un recente lavoro spagnolo ha esaminato i risultati oncologici e funzionali di un gruppo di 123 pazienti (84% maschi età 58.7 anni) sottoposti ad OPL (48% SCL e 52% HSL).

Le complicanze sono state fistola faringocutanea (8.9%), emorragia (11.4%), polmonite (16%) decesso (0.8%).

Tra i pazienti con tumore glottico, uno solo ha ricevuto radioterapia postoperatoria. Tra i tumori sopraglottici il 25 % è stato sottoposto a radioterapia adiuvante associata a chemioterapia nel 16%.

Le recidive di malattia globalmente hanno interessato 26 pazienti (21.1%): 9.8% locale, 7.3 loco regionale e 4.1% a distanza, senza significativa distinzione per sede di malattia o tipologia di intervento. Il trattamento della recidiva ha costretto ad un intervento di Laringectomia totale nell’8.9% dei pazienti (11/123).

Le sopravvivenze globali OS, DSS, DFS ed LC a 5 anni sono state 70%, 83%, 78% e 91% rispettivamente, con risultati ovviamente migliori negli stadi I-II rispetto agli stadi più avanzati.

I risultati funzionali sono stati decannulazione in tempi rapidi (media 14 gg) nel 92.7% dei casi e rimozione del sondino naso gastrico dopo una media di 20 gg nel 95.1% dei casi. Non sono stati decannulati e/o liberati del sondino 8.1% dei pazienti (10/123).

Al termine del follow up un totale di 96/123 pazienti avevano preservato le funzioni laringee (78%).

La conclusione degli autori, i cui dati sono simili a quelli riscontrati in altre casistiche della Letteratura, è che OPL sia una opzione chirurgica valida per il trattamento di tumori laringei selezionati, perché consente a più del 90 % dei pazienti di essere decannulati e di alimentarsi correttamente per bocca ed all’80% di preservare la funzione laringea al termine del follow up oncologico.

Rispetto alla laringochirurgia transorale con Laser (TLM), che garantisce migliori risultati funzionali, i risultati oncologici sono sovrapponibili.

La OPL è assolutamente indicata in condizioni di scarsa esposizione od in tumori grandi in cui il controllo endoscopico risulterebbe più difficoltoso.

BIBLIOGRAFIA
Alejandro Castro, Laura Rodrigáñez, ,Ignacio Toribio Carmen Ruiz , Ricardo Bernáldez,Antonio del Palacio Javier Gavilán.Oncologic and functional outcomes of open partial laryngectomies: classical techniques still worthy in the transoral and non-surgical era Academia Oncologica .  2025-09-24 https://doi.org/10.20935/AcadOnco7891

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Fistola faringocutanea post laringectomia: nuova classificazione

Fistola post Laringectomia e Intelligenza Artificiale

Laringectomia Totale

Chiusura del faringe dopo laringectomia totale

Drenaggio in aspirazione a bassa pressione e fistola faringocutanea post laringectomia

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Ipofaringolaringectomia ed Esofagogectomia Cervicale: Ricostruzione con trasposizione di ansa digiunale prelevata per via Laparoscopica

T1 della laringe: deglutizione migliore dopo laser chirurgia rispetto a radioterapia

Carcinoma laringeo sovraglottico: meglio laser o robot?

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Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Analisi molecolare e immunologica carcinoma laringeo

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

Tumore della laringe: NBI ne migliora la diagnosi

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

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HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Valore della profondità di invasione tumorale (DOI) nei tumori laringei glottici

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Valore prognostico di Ki-67 nei tumori del cavo orale

Valore prognostico di Ki-67 nei tumori del cavo orale. Uno studio cinese retrospettivo su 133 casi ha indagato il valore prognostico di Ki-67 nella zona invasiva del carcinoma squamoso del cavo orale mediante analisi immunoistochimica.

Una elevata espressione di Ki-67 nelle cellule tumorali è risultata associata ad un peggioramento della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da malattia, indipendentemente dal pattern di invasione della neoplasia (POI).

BIBLIOGRAFIA
Ke Li , Shuai Wang , Zihui LiQiuya YuLingyun LiuFuyan LiLei ZhangGuowen SunYanhong Ni .Prognostic Value of Ki-67 in the Invasive Zone of Oral Squamous Cell CarcinomaPrognostic Value of Ki-67 in the Invasive Zone of Oral Squamous Cell Carcinoma Journal of Oral Pathology & Medicine .2025 Mar;54(3):173-181. doi: 10.1111/jop.13608.

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Ulcere indolenti del cavo orale

Nei tumori piccoli del cavo orale N0 la biopsia del linfonodo sentinella consente un significativo risparmio di costi rispetto allo svuotamento elettivo

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Resezioni transorali della base della lingua

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L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

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Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

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Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

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Maggior rischio di metastasi linfonodali nei giovani con carcinoma squamoso della tonsilla T1

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Il volume tumorale non è indice prognostico nel Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinomi squamocellulari di testa e collo

Fattibilità e valore diagnostico della biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del cavo orale cN0 recidivi con collo già trattato

Protocollo multimediale combinato per la ricerca del Linfonodo Sentinella nei tumori mediani piccoli del Cavo Orale

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Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Linfonodo Sentinella nei T del cavo orale: fattori predittivi lo sviluppo di metastasi nei Linfonodi non Sentinella

Valore del linfonodo sentinella nei tumori orali N0: l’esperienza giapponese 

Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo sentinella – “Medicina Regione Lazio”

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Il ruolo della Medicina Nucleare nella biopsia del linfonodo sentinella nei tumori del cavo orale

La Chirurgia Radioguidata del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo orale

L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

Ulcere indolenti del cavo orale

Ulcere indolenti del cavo orale. La manifestazione clinica di una ulcerazione indolente della mucosa orale può essere causata da diverse patologie che vanno differenziate per condurre alla terapia più appropriata.

ulcere indolenti del cavo orale 2

a) Ulcere da traumatismo cronico con protesi mal adattate, denti scheggiati, apparecchi ortodontici. Sono persistenti finché rimane la causa, ma scompaiono rapidamente in ca 15 gg quando il traumatismo viene rimosso.

b) Ulcera da EBV 
Si presenta come una ulcerazione in progressivo aumento di colorito grigio-giallastro, poco profonda, a bordi lisci ben demarcati coperta da una membrana fibrinopurulenta.

Nell’anamnesi c’è spesso il ricorso a terapie immunosoppressive (es, azathioprine, methotrexate, cyclosporine A) ma anche utilizzate a scopi dimagranti (tirzepatide). Anche l’immunosenescenza legata all’età avanzata gioca un ruolo. Esistono studi che hanno evidenziato rapporti con esposizione ad inalazioni di Ossido Nitrico che sarebbe responsabile dei livelli di interferone-γ e concentrazioni di IL-4.

L’analisi istologica rivela la presenza di epitelio ulcerato con necrosi fibrino emorragica estesa, essudato fibrinopurulento e figure di angioinvasione nel tessuto connettivo sottostante. Si osservano cluster di cellule linfoidi atipiche infiltrato di immunoblasti di dimensioni intermedie istiociti epitelioidi e larghe cellule di Hodgkin pleomorfiche e cellule di Reed Sternberg simili (HRS)  Queste cellule mostrano una forte positività per  EBER in situ hybridization, PAX5, CD3, CD20, and CD30.
La guarigione dell’ulcera, sospese le eventuali terapie immunosoppressive, avviene in circa 1 mese

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Da Ashim Shrestha, JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery

Ulcera da Carcinoma squamoso: si presenta tipicamente non omogenea, nodulo proliferativa, verrucoide a margini rilevati e duri con base infiltrata. Possibile sanguinamento al contatto che crea dolore. Non guarisce. Va bioptizzata quando dura da più di 3 settimane.

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Foto:M.G.Vigili

Ulcera da infezioni fungine: È rara. Appare spesso irregolare e necrotica generalmente più profonda o multifocale. Le cause più frequenti sono Istoplasmosi con sede lingua, palato, gengiva, spesso in immunidepressi; paracoccidioidomicosi, caratterizzata da ulcere multiple, aspetto moriforme, più spesso presente in America Latina ed associata a lesioni polmonari; blastomicosi, profonda,

infiltrata e spesso aggressiva, candidosi cronica iperplastica, spesso è una ulcerazione su placca bianca. Hanno decorso lento che non guarisce con terapia standard. È necessaria biopsia ed analisi istologica con ricerca del PAS e colture micologiche da fare rapidamente soprattutto se il paziente è immunodepresso

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Ulcera da patologia linfoproliferativa: Sono presenti generalmente altri sintomi come gonfiore, edema e linfoadenopatie latero cervicali o sistemiche che non si risolvono rapidamente. I margini sono poco definiti la base infiltrata. Le sedi più frequenti sono palato duro, gengiva, lingua. Gli esami ematici possono rivelare una anemia di solito normocromica normocitica con reticolociti diminuiti, od una neutropenia con linfociti normali ma con caratteristica presenza di cellule blastiche anormali. Le forme più frequenti sono legate a Linfomi non Hodgkin, Leucemie acute

Ulcere infiammatorie

Sifilide primaria (sifiloma). L’ulcera è dura a margini netti. Sono generalmente aumentati di volume i linfonodi regionali

Tubercolosi orale. L’ulcera è cronica, margine irregolare talora sottosquadrato, con fondo granuloso necrotico. La sede più frequente è la lingua. Possibili linfoadenopatie cervicali. Sono generalmente associati sintomi quali tosse conica, febbricola, sudorazioni notturne, calo ponderale, astenia. 

BIBLIOGRAFIA
Ashim Shrestha, Rodolfo Garza, Madhu Sgerestha . Painful Oral Ulcer in the Buccal Mucosa of a Healthy Adult. JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery July 17, 2025 doi: 10.1001/jamaoto.2025.1946

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Tonsillectomia nelle apnee notturne ostruttive in età pediatrica: non vi è evidenza che sia sempre utile

Tonsillectomia nelle apnee notturne ostruttive in età pediatrica: non vi è evidenza che sia sempre utile. Nei bambini l’ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi rappresentano le cause più comuni dei disturbi respiratori ostruttivi del sonno (oSDB) Tonsillectomia spesso associata alla adenoidectomia sono considerate infatti la prima linea di trattamento appropriata nella maggior parte dei casi di SDB pediatrica.

Una review della letteratura (Cochrane Register of Studies Online, PubMed, EMBASE, CINAHL, Web of Science, Clinicaltrials.gov, ICTRP) che valutasse benefici e rischi della tonsillectonia +/- adenoidectomia rispetto al trattamento non chirurgico è stata pubblicata in uno studio europeo anglo olandese su 562 bambini (2-9 anni) affetti da OSAS suddivisi in 3 gruppi di patologia.

Le conclusioni degli autori sono state le seguenti:

a) nel gruppo di bambini senza altre comorbidità, di età compresa fra 5 e 9 anni con diagnosi di OSAS di grado medio- moderato sulla base della Polisomnografia (PSG), risulta una discreta evidenza che l’adenotonsillectomia fornisca un beneficio in termini di qualità di vita, miglioramento dei sintomi e del comportamento, con miglioramento dei parametri PSG. Allo stesso tempo vi è una alta evidenza che non vi siano benefici in termini di valutazione obiettiva di attenzione e performance neurocognitive, confrontati con la strategia osservazionale (watchful waiting). Inoltre va considerato che i parametri della PSG di circa la metà dei bambini non trattati chirurgicamente vanno incontro alla normalizzazione entro circa 7 mesi dalla diagnosi, per cui i genitori devono soppesare attentamente rischi/benefici dell’intervento di tonsillectomia.

b) nel gruppo di bambini non sindromici classificati oSDB sulla base dei dati clinici ma con PSG negativa l’evidenza di effetti positivi della adenotonsillectomia è di bassa qualità ed inconclusiva. 

c) nel gruppo di bambini con Sindrome di Down o Mucopolisaccaridosi (MPS) con OSAS medio-moderata alla PSG, risulta una evidenza di bassa qualità che Adenotonsillectomia e CPAP sono egualmente efficaci.

d) gli autori dichiarano che lo studio è risultato incapace di presentare dati sui benefici della adenotonsillectomia in bambini con oSDB di età inferiore ai 5 anni, nonostante in questa fascia di età l’intervento sia largamente praticato.

BIBLIOGRAFIA
Roderick P VenekampBenjamin J HearneDeepak ChandrasekharanHelen BlackshawJerome LimAnne G M Schilder. Tonsillectomy or adenotonsillectomy versus non-surgical management for obstructive sleep-disordered breathing in children.Cochrane Database Syst Rev. 2015 Oct 14;2015(10):CD011165. doi: 10.1002/14651858.CD011165.pub2.

tonsillectomia nelle apnee notturne prof

Lo studio soffre di una obiettiva difficoltà di classificare i dati delle casistiche di letteratura che appaiono molto disomogenei ed impediscono di trarre conclusioni definitive. I messaggi che emergono, e sui quali concordo, sono la necessità di valutare attentamente caso per caso, di avere a disposizione sempre i dati della PSG prima di decidere eventuale Adenotonsillectomia, e di non avere fretta di decidere l’intervento alla prima valutazione. Nell’esperienza comune, soprattutto nei bambini >5 anni, con disturbi ostruttivi persistenti, è evidente che l’intervento migliora sensibilmente la qualità di vita del paziente e dei famigliari al costo di rischi molto contenuti.

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L’acido tranexamico nebulizzato riduce il ricorso alla chirurgia nell’emorragia post tonsillectomia

L’acido tranexamico endovena riduce il rischio di ritornare in sala operatoria dopo emorragia post tonsillectomia

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

Gestione dell’emorragia Post Tonsillectomia nei Bambini

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Tonsillotomia vs tonsillectomia nel trattamento dell’OSAS pediatrico

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Relazione fra sanguinamento post tonsillectomia ed emogramma 

Probabilità di rischio di emorragia dopo tonsillectomia in età pediatrica

Adenotonsillectomia riduce ospedalizzazione e terapie farmacologiche nei bambini coreani

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Tonsillectomia Intracapsulare: solo il 20% degli otorini pediatri USA la utilizza

Coblator: uso nella Tonsillectomia pediatrica

Indicazioni alla Tonsillectomia in età pediatrica

Tonsillectomia in età pediatrica: la stimolazione sonora intraoperatoria

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (I)

Tonsillectomia in età pediatrica: le raccomandazioni delle nuove Linee Guida Americane (II)

Post tonsillectomia nei bambini: Ibuprofene vs Acetaminofene

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Sindrome di Down e Chirurgia delle Apnee in età pediatrica

Sleep Apnea Syndrome nei bambini: indicazioni al trattamento chirurgico precoce

Collasso ipofaringeo prevalente nei bambini obesi con OSA

Apnea con ipertensione infantile

α-amylasi salivare può essere un biomarkers della sindrome della bocca urente

α-amylasi salivare può essere un biomarkers della sindrome della bocca urente. Uno studio alla ricerca dei biomarkers della Burn Mouth Syndrome o Sindrome della Bocca urente (BMS) nella saliva ha evidenziato come solamente la α-amylase mostrasse una significativa riduzione nei soggetti responders (dolore ridotto> 50%) dopo il trattamento con clonazepam topico 2 volte al di per 4 settimane.

Considerando che l’attività di α-amylase salivare è correlata con dolore facciale e stress psicologico, si suggerisce un suo potenziale utilizzo come biomarker della BMS.

BIBLIOGRAFIA
Sungil Jang, Ji-Eun Kim, Young-Hee Lee, Won Jung Changes in salivary biomarkers of burning mouth syndrome patients after clonazepam treatment. Journal of Oral & Facial Pain and Headache 2024 Jun;38(2):111-118. doi: 10.22514/jofph.2024.019.2024  COREANO

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Sindrome della bocca urente

Sindrome della bocca urente

Impatto dei margini positivi sulla sopravvivenza dei carcinomi cutanei testa-collo

Impatto dei margini positivi sulla sopravvivenza dei carcinomi cutanei testa-collo. Le metastasi regionali nei carcinomi squamosi  cutanei (cSCC) del distretto testa collo si manifestano nel 5% dei casi.

Un lavoro del Sydney Head and Neck Cancer Institute ha studiato l’impatto dello stato dei margini sulle metastasi regionali e sulla sopravvivenza.

I casi affetti da metastasi linfonodali da cSCC considerati retrospettivamente sono stati 401 (età media  75, 85.3% maschi). Il 43.6% aveva margini infiltrati; il 27.4% margini close (< 1 mm) ed il 28.9% margini liberi (>1mm).

La sopravvivenza globale (OS) e quella malattia correlata (DSS) erano significativamente inferiori nei pazienti con margini positivi all’analisi univariata. DSS anche all’ analisi multivariata (HR 1.92, p = 0.01).

Dato l’impatto significativo dell’infiltrazione dei margini sulle metastasi regionali e sulla sopravvivenza, gli autori stressano l’importanza di una attenta valutazione preoperatoria dell’estensione tumorale e dello studio linfonodale per ottenere exeresi R0.

BIBLIOGRAFIA
Rachel BraudeTimothy G H ManzieJonathan R ClarkKerwin Shannon , Carsten E Palme , Michael Elliott , James Wykes , Sydney Ch’ng , Ruta GuptaVeronica CheungTsu-Hui Low  The impact of surgical margins in managing regional metastases in cutaneous squamous cell carcinoma of the head and neck.Laryngoscope.Laryngoscope. 2025 Jan 15. doi: 10.1002/lary.32006

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Elastasi ed acidi biliari salivari predittivi del comportamento clinico del reflusso faringolaringeo con tosse associata

Elastasi ed acidi biliari salivari predittivi del comportamento clinico del reflusso faringolaringeo con tosse associata. I Pazienti con Reflusso Faringolaringeo (LPRD) associato a tosse cronica mostrano una maggiore severità dei sintomi agli score di valutazione dei questionari RSS- RSA- QoL-RSS, rispetto ai pazienti con solo Reflusso. 

Il dosaggio della elastasi salivare e dei sali biliari salivari è stato valutato positivamente come predittore del comportamento clinico in uno studio che ha coinvolto 2 centri europei .

BIBLIOGRAFIA
Jerome R Lechien, Nathalie De Vos, Sven Saussez. Predictive Value of Digestive Enzymes in Patients With Reflux-Induced Chronic Cough.Otolaryngology – Head and Neck Surgery 2025 Aug;173(2):453-460. doi: 10.1002/ohn.1283

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