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La Risonanza Magnetica multiparametrica della Parotide migliora l’accuratezza diagnostica fra Tumori benigni e maligni

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La Risonanza Magnetica multiparametrica della Parotide migliora l’accuratezza diagnostica fra Tumori benigni e maligni. La Risonanza Magnetica (MRI) basata sulle sequenze morfologiche standard, le immagini ecoplanari di diffusione (DWI) e l’aumento di contrasto del gadolinio nelle sequenze T1 pesate con saturazione del grasso, ha una elevata sensibilità nel diagnosticare un tumore maligno della parotide.

Lo ha dimostrato uno studio francese su 133 pazienti trattati per tumore parotideo fra gennaio 2009 e giugno 2020. 

La sensibilità della Risonanza Magnetica multiparametrica è stata pari a 90.3%; la specificità pari a 77.5%con valore predittivo negativo del 96.3% nella diagnosi di natura fra forme benigne e maligne.

La possibilità inoltre di caratterizzare l’adenoma pleomorfo, dal tumore di Warthin permette di evitare l’esecuzione dell’agoaspirato in caso di presentazione tipica delle immagini e concordanza con i dati clinici del paziente.

BIBLIOGRAFIA

Pauline PârisLéa Fath , Philippe Schultz , Francis VeillonSophie RiehmFrançois SeveracAïna Venkatasamy.Diffusion-weighted and gadolinium-enhanced dynamic MRI in parotid gland tumors.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2023 Jan;280(1):391-398. doi: 10.1007/s00405-022-07590-6.

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T1 Glottico: sopravvivenza migliore con Laserchirurgia rispetto a Radioterapia

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T1 Glottico: sopravvivenza migliore con Laserchirurgia rispetto a Radioterapia. Uno studio cinese ha confrontato sopravvivenza globale e cancro specifica su 2101 pazienti con T1 glottico trattati con Laserchirurgia e Radioterapia.

Quelli sottoposti a Laserchirurgia avevano riportato una migliore sopravvienza globale (HR 0.77) e cancro specifica (HR 0.26), rispetto a quelli sottoposti a sola Radioterapia.

Una metanalisi della letteratura confermava in modo statisticamente significativo la miglior sopravvivenza dopo Laserchirurgia.

BIBLIOGRAFIA

 Guan-Jiang HuangMeng-Si LuoHong-Bing Liu . A comparison of the survival between laser surgery and radiation in T1aN0M0 glottic cancer: a population-based analysis and meta-analysis.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2022 Nov;279(11):5299-5310. doi: 10.1007/s00405-022-07450-3.

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PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

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Tumori tiroidei operati: 50% sono asintomatici

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Tumori tiroidei operati: 50% sono asintomatici. L’incidenza dei tumori tiroidei è in costante aumento nella maggior parte dei paesi del mondo.

Ciò è dovuto alla diagnosi più frequente di tumori piccoli, mentre questo aumento di incidenza non si accompagna ad un incremento di mortalità. 

Uno studio retrospettivo multicentrico internazionale (Canada, Danimarca, Sud AfrIca ed USA) su 1328 pazienti (età media 52 anni, 75% donne), sottoposti a chirurgia per noduli tiroidei, evidenzia come approssimativamente il 40% dei trattamenti chirurgici avveniva in pazienti asintomatici.

Dei 613 pazienti con tumore tiroideo, solo il 30% risultava sintomatico, mentre il 51% non presentava sintomi riferibili a patologia tiroidea.

Le dimensioni medie del tumore nei pazienti sintomatici erano 3.2 cm, contro i 2.1 cm dei pazienti asintomatici.

Le conclusioni di questa analisi retrospettiva in cui la maggior parte dei tumori tiroidei sono diagnosticati in pazienti asintomatici, avvalora l’ipotesi che l’aumento di incidenza dei tumori tiroidei sia più dovuto alla individuazione di una malattia subclinica, piuttosto che ad un reale incremento della patologia stessa.

BIBLIOGRAFIA

Mirabelle Sajisevi,  Lisa Caulley, Antoine Eskander, Yue Du, Edel Auh, Alexander Karabachev  , Peter Callas, Wilhelmina Conradie, Lindi Martin,  et al .   Evaluating the Rising Incidence of Thyroid Cancer and Thyroid Nodule Detection Modes A Multinational, Multi-institutional Analysis. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2022;148(9):811-818. doi:10.1001/jamaoto.2022.1743

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L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

PDTA naso e seni paranasali

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PDTA naso e seni paranasali. L’ Associazione Italiana Oncologia Cervico Cefalica (AIOCC), visto il successo del primo percorso diagnostico-terapeutico (PDTA) di presa in carico del paziente, elaborato in maniera condivisa tra gli associati esperti nell’ambito delle principali discipline coinvolte e pubblicato nel 2017, e il primo aggiornamento del 2020, ha ritenuto fosse utile metterne a disposizione della comunità medica una ulteriore versione aggiornata alla luce degli avanzamenti medici e scientifici degli ultimi due anni.

Ritengo utile proporre, oggi e nelle prossime pubblicazioni, una sintesi, sede per sede delle principali raccomandazioni del PDTA

I tumori nasosinusali si presentano solitamente con sintomi aspecifici quali ostruzione nasale, rinorrea, epistassi ricorrenti.

Sono generalmente unilaterali, hanno andamento peggiorativo e si accompagnano successivamente ad altri sintomi quali diplopia, parestesie o dolore nevralgico al volto.

La diagnosi di sospetto si ottiene con l’esame endoscopico meticoloso delle fosse nasali con fibroscopio o ottiche rigide.    

È importante programmare lo studio per immagini prima di eseguire la biopsia, al fine di non alterare il quadro a causa di processi emorragici o infiammatori.

Se sono presenti segni di sovrainfezione batterica, è indicato un trattamento antibiotico e cortisonico prima dello studio per immagini, al fine di facilitare la definizione dei margini della malattia. 

PDTA naso e seni paranasali.

La RM con mdc dei seni paranasali è preferibile alla TC per distinguere ristagno mucoso da neoplasia, dimostrare l’invasione perineurale, della periorbita e della dura e l’infiltrazione di ossa soprattutto nella componente midollare; è possibile integrare l’esame RM con acquisizione TC senza mdc per valutare lo stato della corticale ossea.


–  US ± FNA se dubbio linfonodale che incide sulla scelta terapeutica.

NelleNeoplasie in stadio localmente avanzato (III e IV) è utile  – 18F FDG PET/TC  come esame di I scelta o esame TC del torace, addome + scintigrafia ossea  per stadiazione completa.

La refertazione radiologica  deve dettagliare le direttrici di estensione locale della neoplasia dalla fossa nasale attraverso la fessura olfattoria verso il pavimento della fossa cranica anteriore; l’invasione transdurale, del bulbo olfattorio, cerebrale, o alle leptomeningi;  attraverso le cellule etmoidali anteriori/posteriori ➠ parete mediale orbitaria; attraverso la coana al rinofaringe; attraverso la fossa pterigo-palatina verso le fessure orbitarie inferiore e superiore, fossa infratemporale (spazio masticatorio), lamine e processo pterigoideo, canale vidiano, forame rotondo; attraverso il recesso sfeno-etmoidale ➠ invasione del seno sfenoidale (canale del nervo ottico, decorso dell’arteria carotide interna, verifica del tetto (pavimento della sella, e  del clivus).  

La biopsia preoperatoria può essere eseguita in anestesia locale, in alcuni casi anche in regime ambulatoriale. È tuttavia fondamentale che la manovra sia compiuta in completa sicurezza per il paziente e serenità per l’operatore, valutando rischio di sanguinamento e fragilità del paziente al fine di assicurare un adeguato campionamento. 

–  Istologia, sede anatomica della lesione e stadiazione contribuiscono a definire la strategia di trattamento. 

–  Nel caso di tumori epiteliali ben/moderatamente differenziati e nel caso di tumori non epiteliali a basso grado il primo approccio terapeutico è chirurgico. 

–  Nel caso di tumori ad alto grado e chemio-radiosensibili (SNUC, SNEC, SCC G3, sarcoma di Ewing, rabdomiosarcoma, ecc.), il primo approccio solitamente non è chirurgico, specie nel caso in cui fosse richiesta una resezione associata ad importante morbidità estetico-funzionale.
  
–  In caso di istologie ad alto grado non chemioradiosensibili (adenocarcinoma di tipo intestinale con mutazione di p53 e non-ITAC ad alto grado, ecc.) se la malattia è resecabile, l’approccio da preferire in prima istanza è quello chirurgico. Analisi di database nazionali sugli adenocarcinomi sinonasali evidenziano un beneficio della radioterapia complementare sulla sopravvivenza per gli adenocarcinomi di alto grado.

–  I tumori ematolinfoidi trovano indicazione chirurgica esclusivamente a scopo bioptico, di recupero e palliativo.
  
Lentità della resezione deve essere guidata da criteri anatomici, dall’estensione e dalla biologia del tumore stesso. Pertanto la verifica con esame in estemporanea dei margini di resezione e delle possibili vie di fuga della neoplasia ha un ruolo centrale e imprescindibile.

– Quando possibile, per i tumori nasoetmoidali, la chirurgia endoscopica transnasale è preferibile agli approcci esterni classici in quanto è associata a minor morbidità e minor tasso di complicanze. Data la rarità di questa patologia, la centralizzazione dei pazienti nei centri di riferimento è fortemente raccomandata.

–  La craniectomia endoscopica transnasale (asportazione del box etmoidale, del basicranio anteriore e della dura sovrastante) è indicata per tumori nasoetmoidali in stretto contatto con il basicranio, con estensione transdurale o con spiccata tendenza alla diffusione attraverso i filuzzi olfattori (come nel caso del neuroblastoma olfattorio).

–  Controindicazioni assolute a un trattamento endoscopico esclusivo sono: massiva estensione transdurale con infiltrazione dell’encefalo; infiltrazione della dura al di sopra del tetto orbitario; coinvolgimento della parete anteriore e/o della porzione più laterale dei seni frontali; estensione alle ossa nasali o al palato duro; infiltrazione del contenuto orbitario; interessamento delle vie lacrimali e dei tessuti premascellari; massiva estensione in fossa infratemporale.
–  La gestione dellorbita è ancora controversa: il sacrificio dell’orbita è inevitabile in caso di estensione intraconica della malattia. Invece, il superamento della periorbita con limitato interessamento della porzione più esterna del grasso periorbitario non richiede necessariamente la clearance dell’orbita. 

 –  La scelta di trattare il T in presenza di metastasi a distanza può trovare giustificazione a fini palliativi (riduzione del dolore) e/o per migliorare la qualità di vita residua (preservare funzioni nobili come la vista ed evitare le problematiche correlate ad una malattia locale avanzata, come sanguinamento, deturpamento della configurazione del viso, ulcerazione, ecc.). La scelta deve essere discussa approfonditamente nel board multidisciplinare e con il paziente, al quale è fondamentale comunicare con chiarezza lo scopo del trattamento al fine di evitare aspettative irrealistiche.

 –  In considerazione del notevole impatto estetico-funzionale spesso correlato alle resezioni in questa regione anatomica, la fase ricostruttiva dell’intervento riveste un’importanza elevata. Gli obiettivi della ricostruzione devono essere la restituzione della funzione (separazione tra cavità orale e nasale e tra cavità nasale e compartimento intradurale, sostegno all’orbita, ecc.) e della morfologia del massiccio facciale. Sono disponibili varie opzioni ricostruttive: protesi, lembi peduncolati (muscolo temporale, fascia tempoparietale, pericranio, ecc.) e rivascolarizzati (osteo- mio-fasciocutanei secondo le esigenze [fibula, punta della scapola, anterolaterale di coscia, radiale, gran dorsale, retto dell’addome, ecc.]). La scelta tra di esse deve rappresentare il compromesso ottimale tra riabilitazione estetico-funzionale e complessità chirurgica, valutando sempre con attenzione le aspettative e le motivazioni del paziente stesso.

PDTA naso e seni paranasali

Gestione di N

–  In generale i tumori nasoetmoidali hanno una scarsissima tendenza alla metastatizzazione linfonodale. Tra le varie istologie, il neuroblastoma olfattorio presenta l’incidenza maggiore (5-8% alla diagnosi). Lo svuotamento elettivo del collo di regola non è indicato.
–  I tumori mascellari, soprattutto il carcinoma squamocellulare, possono presentare un rischio maggiore di metastasi regionali, a seconda dell’estensione (l’infiltrazione del palato duro/tessuti premascellari/fossa infratemporale). In tali situazioni, è indicato lo svuotamento selettivo elettivo del collo (I- III).

Radioterapia

In assenza di studi clinici randomizzati, le indicazioni radioterapiche derivano da studi retrospettivi. Sempre più frequentemente, la radioterapia segue ad approcci endoscopici chirurgici.

Il trattamento adiuvante è indicato in presenza di margini chirurgici positivi, e/o di tumori in categoria T3 T4, in caso di elementi istologici di aggressività (invasione perineurale, emboli neoplastici.

Studi retrospettivi hanno dimostrato che le tecniche a intensità modulata consentono una riduzione delle tossicità in particolare tardive, quali le sequele neurologiche e talora di preservare l’orbita.

Recentemente, per istologie selezionate, è stato riportato che la risposta alla chemioterapia di induzione per le forme resecabili può condizionare la prognosi in accordo al trattamento locoregionale ricevuto.

In questo contesto, nei carcinomi sinonasali indifferenziati (SNUC) trattati con chemioterapia di induzione la risposta alla stessa modula il trattamento successivo: il trattamento radioterapico o radiochemioterapico è da preferire in caso di risposta parziale o completa all’induzione. In caso di non risposta (malattia stabile-progressione) il trattamento d’elezione è la chirurgia seguita da radio-chemio-terapia.

Nelle forme localmente avanzate non suscettibili di chirurgia, il trattamento è rappresentato da radioterapia esclusiva associata o meno a chemioterapia di induzione e concomitante.

PDTA naso e seni paranasali

Più recentemente, il trattamento con protoni, alla luce della loro selettività fisica, sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante nella terapia delle neoplasie sinonasali. Gli ioni carbonio caratterizzati da una maggior efficacia radiobiologica, possono trovare indicazione negli istotipi radioresistenti, particolarmente se in stadio non resecabile o dopo chirurgia macroscopicamente non radicale. 

Ad oggi il trattamento con ioni carbonio, in setting esclusivo o in associazione con IMRT o protoni, è suggerito per le malattie avanzate non resecabili con istotipo ghiandolare mucoso (carcinoma adenoido cistico)

I tumori sino-nasali avanzati sono candidabili a polichemioterapia sistemica contenente platino in accordo con le condizioni del paziente.

I pazienti in questo stadio dovrebbero vedere attivate sin da subito la rete di cure simultanee/cure palliative.

BIBLIOGRAFIA:

  • AIOCC: Percorso Diagnostico Terapeutico e Assistenziale per i Tumori Testa Collo: Aggiornamento 2022- www.AIOCC.it

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Polipo Sottoglottico: asportazione con Laser Co2

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Polipo Sottoglottico: asportazione con Laser Co2 (Subglottis laryngeal polyp: CO2 Laser Surgery). Il video mostra un caso di voluminoso polipo sottoglottico anteriore.

La laringoscopia intraoperatoria evidenziava la base di impianto sulla faccia inferiore della Corda vocale vera di sinistra con coinvolgimento della commissura anteriore.

Per avere una buona visualizzazione della regione glottica, il primo tempo chirurgico ha comportato la asportazione con il laser CO2 della porzione anteriore della falsa corda. 

La resezione del peduncolo di attacco del polipo alla corda vocale vera era resa difficoltosa dalle dimensioni della neoformazione. Asportata la lesione, la duttilità della tecnica Laser ha permesso di rimodellare il letto chirurgico, vaporizzando il peduncolo residuo del polipo a livello della porzione sinistra della commissura anteriore e parete ipoglottica sinistra, in campo esangue, stando attenti ad evitare traumatismo termico sull’emilaringe destra onde evitare il rischio di sinechia anteriore.

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Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde Vocali

Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

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Medicazione antiseptica topica delle mucose preoperatoria riduce il rischio di infezioni del sito chirurgico

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Medicazione antiseptica topica delle mucose preoperatoria riduce il rischio di infezioni del sito chirurgico. Uno studio multicentrico statunitense su 554 pazienti sottoposti ad intervento di ricostruzione delle VADS con lembi rivascolarizzati e peduncolati monitorati per 11 mesi, ha dimostrato come l’antisepsi preoperatoria delle mucose e la profilassi sistemica con Piperacillina e Tazobactam è associata ad una  significativa riduzione delle infezioni del sito chirurgico (SSIs).

Nei lembi ossei rivascolarizzati l’incidenza di SSIs permaneva alto.  La preparazione antiseptica topica per le mucose più frequentemente utilizzata era Povidone-Iodine da solo seguito da Chlorhexidine da sola. 

BIBIOGRAFIA

Ahmed Sam Beydoun,  Kebin Koss   Tyson Nielsen Andrew James Holcomb, Priscilla Pichado , Nicholas Pirdy, Aaron James Zebolski  et al Perioperative Topical Antisepsis and Surgical Site Infection in Patients Undergoing Upper Aerodigestive Tract Reconstruction. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2022;148(6):547-554. doi:10.1001/jamaoto.2022.0684

medicazione antiseptica prof

Mi sembra un’ottima idea per tutti gli interventi che mettono in comunicazione le mucose oraofaringo-laringee ed il collo. Per la profilassi antibiotica in questi casi ho sempre scelto una associazione che coprisse Germi Gram negativi e Gram positivi (Cefalosporina III gen. e Metronidazolo)

Per ulteriori approfondimenti, si può consultare l’articolo NBI una nuova tecnologia che permette di differenziare tumore da infiammazione nelle lesioni mucose delle VADS

Adenotomia migliora i sintomi della sinusite cronica nei ragazzi di 7-18 anni

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Adenotomia migliora i sintomi della sinusite cronica nei ragazzi di 7-18 anni. È noto che la adenotomia sia l’intervento di prima linea nel caso di rinosinusite cronica nella prima infanzia (CRS). 

La sua utilità nei ragazzi fra 7 e 18 anni è stata indagata in uno studio statunitense su 97 pazienti affetti da CRS.

Dopo l’asportazione delle adenoidi, si riscontrava un decremento della rinorrea (da 64.9% a 20.6% p=0.001), della congestione nasale (da 95.9% a 28.8% p= 0.001) del dolore facciale (da 17.5% a 3.1% p= 0.001).

Diminuivano anche l’uso di steroidi nasali (36.1% vs 79.4%), di antistaminici (20.6% vs 47,4%) ed il numero di antibiotici.

Nessun fattore legato al paziente o alla malattia risultava associato alla persistenza dei sintomi. 

9 pazienti (9.3%) avevano richiesto una chirurgia nasale aggiuntiva.

Le conclusioni degli autori sono che nei ragazzi giovani l’intervento di adenotomia impatta significativamente con la riduzione dei sintomi della rinosinusite cronica, limitando il ricorso ad altra chirurgia nasale

BIBLIOGRAFIA

Chengetai MahomvaSamantha Anne , Christopher Roxbury.Efficacy of Adenoidectomy for the Management of Chronic Rhinosinusitis in Children Older Than 7 Years of Age. Ann Otol Rhinol Laryngol. 2022 Aug;131(8):868-873. doi: 10.1177/00034894211045270.

adenotomia

Nei bambini ed adolescenti che soffrono di sinusite cronica è sempre utile effettuare, durante la visita otorino una rinoscopia a fibre ottiche per valutare lo stato delle adenoidi. È un esame poco fastidioso che esige solo una minima collaborazione da parte del bambino e dei genitori.

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La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

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La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO.

La chirurgia endoscopica rinosinusale (FESS) migliora la sintomatologia dei pazienti affetti da sinusite cronica (CRS) con Broncopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) o Asma Bronchiale.

Nello studio della Guilan University of Medical Sciences di Rasht (Iran) su 82 pazienti affetti da CRS, dopo FESS miglioravano gli score dei questionari SNOT-22 e CAT nei pazienti con BPCO, sebbene non si modificassero i parametri della spirometria.

Nei pazienti asmatici, viceversa, dopo FESS miglioravano sia gli indici spirometrici (FEV1, FVC e ACT) che la sintomatologia. 

BIBLIOGRAFIA

Shadman Nemati , Alireza Jafarinezhad , Ali Alavi Foumani , Ehsan Kazemnezhad LeiliFatemeh FarhadiAzita Tangestaninejad , Maryam Akbari The effects of functional endoscopic sinus surgery on chronic obstructive pulmonary disease (COPD) and asthma: A comparative study. Am J Otolaryngol Jul-Aug 2022;43(4):103478. doi: 10.1016/j.amjoto.2022.103478.

Condivido nella mia esperienza quotidiana i dati dello studio. Ripristinare, con la chirurgia endoscopica, il filtro nasale consente sempre un significativo miglioramento anche delle vie respiratorie bronchiali e polmonari. Se soffri di Sinusite cronica con Asma e/o BPCO, valuta la possibilità di migliorare la tua qualità di vita prendendo appuntamento per una visita e per programmare un intervento chirurgico endoscopico mirato.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

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Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

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Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia. Uno studio epidemiologico sui tumori cervico facciale (HNC) basato su multipli database (PubMed and Epistemonikos), International and UK cancer registries), ha evidenziato globalmente un loro aumento di incidenza nelle ultime decadi.

Questo trend incrementale raggiungerà il 30% nel 2030 e sembra dovuto largamente al cancro dell’orofaringe HPV correlato, che dovrebbe superare per diffusione il Cancro del cavo orale in alcuni paesi europei e UK.  

Anche il carcinoma laringeo negli ultimi 10 anni ha avuto un incremento globale del 23%. HNC e si conferma attualmente al settimo posto fra i tumori più diffusi con 660.000 nuovi casi e 325.000 morti annualmente.

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

I registri tumori Britannici hanno dimostrato che la maggior parte dei HNC sono diagnosticati ancora in stadio avanzato (III e IV stadio) soprattutto per cavo orale ed orofaringe.

I tassi di mortalità nell’ultima decade hanno iniziato ad alzarsi permanendo peggiori negli stati socioeconomici più disagiati. 

I maggiori fattori di rischio si confermano il fumo di tabacco da solo ed in combinazione con il consumo di alcool (72% dei casi), la masticazione del betel (soprattutto nelle popolazioni del sud est asiatico) e l’HPV  (HPV tipo 16) nel tumore dell’orofaringe.

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

I tumori orofaringei HPV correlati mantengono un rischio di mortalità ridotto almeno del 60% dopo aggiustamento per altri fattori prognostici quali età, etnia, stadiazione, fumo e regime di trattamento.

Ciò può essere dovuto alla minore età dei soggetti colpiti, minori comorbidità ed all’incremento della immunità antitumorale.

BIBLIOGRAFIA
 Mark Gormley, Grant Creaney, Andrew Schache, Kate Ingarfield and David I. Conway. Reviewing the epidemiology of head and neck cancer: definitions, trends and risk factors. Nov 2022 BRITISH DENTAL JOURNAL | VOLUME 233 NO. 9 .

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

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HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

Infezioni da HPV peggiorano gli indici prognostici nei tumori del cavo orale

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Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

L’infezione da HCV e i Tumori orofaringei

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

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HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

Tumori del Cavo Orale: ritardo diagnostico

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

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LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

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Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

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Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Adenopatie Latero Cervicali (ll Parte)

Adenopatie Latero Cervicali (II Parte): Quadri clinici e patologie. Le principali cause di adenopatia latero cervicale possono essere suddivise in a) Infettive b) sindromi linfoproliferative c) metastatiche

1- Infettive aspecifiche: sono generalmente multiple, dolenti spontaneamente ed alla palpazione, secondarie a processo infiammatorio dentale, otologico, tonsillare, gengivo-buccale. Sono spesso presenti in modo variabile segni generali (febbre – dolore). La terapia antibiotica è generalmente risolutiva. Attenzione alla ascessualizzazione.

2- Mononucleosi Infettiva: spesso poliadenopatia cervicale diffusa infiammatoria in contesto di angina eritematopoltacea o pseudomenbranosa da EBV. Talora si presenta monolaterale. Non infrequenti porpora petecchiale sul velo palatino, esantema morbilliforme del tronco, splenomegalia, febbre elevata e citolisi epatica. La diagnosi è sierologica

Adenopatie latero cervicali 2

3- Tubercolosi linfonodale: è frequente nelle aree endemiche, ma con tendenza all’ aumento anche in Europa. L’adenopatia è spesso unica ed evolve facilmente verso l’ascessualizzazione e fistolizzazione. La diagnosi è citologica (agoaspirato), ricerca diretta del Mycobacterium con tampone sulla fistolizzazione o sull’essudato bronchiale   e dosaggio del quantiferon. La biopsia va evitata per il rischio di scrofola. La terapia è specifica anche se in casi di linfonodi già ascessulalizzati può prevedere un tempo di toilette chirurgica con svuotamento latero cervicale comprendente le zone di cute o di tessuti molli infiltrati (vedi foto) .

4- Malattia da graffio di gatto: è causata dalla Bartonella henselae, inoculata da graffio o morso di gatto. È spesso unica e localizzata in sede sottomandibolare. Si manifesta un paio di settimane dopo la inoculazione e può avere una persistenza lunga. La diagnosi è sierologica o mediante ricerca Bartonella mediante PCR su aspirato o biopsia

5- Toxoplasmosi: deriva dall’infezione del Toxoplasma gondii con sintomi generali (similinfluenzali, cefalea dolori osteomuscolari diffusi). Le adenopatie sono più frequentemente cervicali. Riachiosa per le donne in gravidanza

6- Sifilide: nella forma primaria la linfadenite è generalmente singola, indolente, voluminosa, e secondaria a sifiloma da inoculazione orale. Nella forma secondaria le adenopatie sono multiple e solide associate ad una roseola.

7- Tularemia: è una zoonosi ( Francisella tularensis), trasmessa da roditori o lepri attraverso contatto diretto o ingestione di acque o cibo contaminati. L’adenopatia è spesso unica, dolente, necrotica. C’è febbre, interessamento orofaringeo e/o cutaneo a dita e occhi. La diagnosi è sierologica o con isolamento batterico mediante PCR

Altre forme infettive meno frequenti sono Rosolia (associate ad enantema ed artralgie); Brucellosi (febbre ondulante con sudorazione notturna ed artromialgie, contatto con ruminanti o ingestione di formaggio fresco); HIV (poliadenopatia frustra con quadro generale compromesso); Micobatteri atipici (più frequenti nella prima infanzia, spesso colliquate con fistolizzazione). Quando è presente una poliadenopatia con sindrome infiammatoria generalizzata devono essere considerate malattie sistemiche quali Sarcoidosi, Lupus Eritematoso Sistemico, Artrite Reumatoide, Malattia di Rosai-Dorfman, malattia di Kimura, malattia di Kikuch

Adenopatie Latero Cervicali (ll Parte)

B) Malattia Linfoproliferativa

Adenopatie latero cervicali 4
  1. Linfoma di Hodgkin: generalmente colpisce soggetti giovani con una o più linfoadenopatie cervicali, solide, elastiche, spesso indolenti. Possibile il coinvolgimento del mediastino. La diagnosi citologica è il più delle volte inconclusiva. Nel sospetto di malattia linfoproliferativa è necessaria l’asportazione di un linfonodo intero per esame istologico a fresco.

2.  Linfoma non Hodgkin: le linfoadenopatie sono generalmente voluminose e spesso connesse ad aumento volumetrico del   tessuto linfatico dell’anello del Waldeyer (50-80% dei casi). Se non è fattibile la biopsia oro-rinofaringea bisogna procedere alla asportazione di un linfonodo, possibilmente, ma non indispensabilmente, esaminato istologicamente a fresco.

Adenopatie Latero Cervicali (ll Parte)

C) Linfoadenopatia Metastatica

1- Tumore primitivo Testa-collo: il linfonodo metastatico ha caratteristiche cliniche classiche di adenopatia di consistenza dura, fissa ai piani profondi o comunque ipomobile, indolente. Va fatto contestualmente un agoaspirato con ago sottile se necessario sotto guida ecografica del linfonodo sospetto e la ricerca della ipotetica primitività con una indagine endoscopica (oro-rino-fibrolaringoscopia) delle VADS. Le sedi più frequenti in cui sorge una neoplasia scarsamente sintomatica sono Rinofaringe (ipoacusia trasmissiva unilaterale alla adenopatia), Tonsilla, Base della lingua e Ipofaringe. Uno studio RM con mdc è un utile completamento della ricerca di lesione primitiva

Adenopatie latero cervicali 5

2- Tumore a primitività ignota: rappresentano il 2% dei tumori della testa e del collo causati il più delle volte da lesioni millimetriche localizzate a livello delle VADS, principalmente la tonsilla. Vale quanto detto sopra per la FNAB ed RM. La panendoscopia, quando negativa quella tradizionale, è in questo caso operatoria estesa all’esofago cervicale, con tonsillectomia monolaterale ed esame istologico della stessa ed una PET-TAC. Alcuni autori suggeriscono di aggiungere macrobiopsia della mucosa della base linguale. Il trattamento, pur in assenza di un consenso totalmente condiviso, comprende svuotamento latero cervicale radicale modificato dei livelli I-V monolaterale + monotonsillectomia  e successiva Radioterapia dalla base del cranio alla bocca di Killian esofagea per coprire tutte le possibili sedi di primitività

BIBLIOGRAFIA C.La Croix, H.Mirghani, A. Villeneuve . Linfoadenopatie cervicali nell’adulto EMC Otorinolaringoiatria  2021; 20(1): 1:11 ( Articolo 20-870-

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Linfoadenopatie latero cervicali nell’adulto: l’iter diagnostico

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