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Qualità della voce dopo laserchirurgia laringea: valutazione prospettica

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Qualità della voce dopo laserchirurgia laringea: valutazione prospettica. Uno studio franco belga monocentrico ha esaminato la evoluzione della qualità della voce dopo interventi di Cordectomia Laser CO2 (TLC) fino a 12 mesi dopo la chirurgia.

I 131 pazienti operati di cordectomia laser sono stati suddivisi in due gruppi: cordectomia tipo I-III (76 casi) e cordectomia tipo IV-VI (55 casi).

Dopo 1 mese, respirazione e tempo massimo di fonazione erano significativamente peggiorati rispetto ai valori pretrattamento nel gruppo IV-VI.

Nel gruppo I-III, Voice Handicap Index (VHI), Shimmer, raucedine, respirazione e sforzo vocale miglioravano significativamente dal pretrattamento fino a 3 mesi per continuare a migliorare fino ai 6 mesi.

A 12 mesi dalla cordectomia VHI, shimmer, jitter, noise-to-harmonic ratio, grado di disfonia, raucedine, respirazione e tensione risultavano significativamente migliorati in modo stabile.

Nel gruppo IV-VI il VHI mostrava un miglioramento progressivo dalla linea di base a 3, 6 e 12 mesi.

Lo sforzo vocale migliorava a 6 e 12 mesi, mentre la raucedine migliorava dopo 12 mesi.

Peggiorava significativamente nei mesi il tempo massimo di fonazione.

BIBLIOGRAFIA

Jerome R LechienLise Crevier-BuchmanMarta P CirciuErwan De MonesGrégoire Vialatte de PemilleAude Julien-Laferriere Sven Saussez , Robin BaudouinMarc Remacle , Stephane Hans . Voice Quality Outcomes After Transoral CO2 Laser Cordectomy: A Longitudinal Prospective Study.  Otolaryngol Head Neck Surg 2023 Mar;168(3):422-428. doi: 10.1177/01945998221114762.

qualità della voce prof

Il lavoro conferma che le cordectomie di tipo IV-VI compromettono la qualità della voce in modo significativamente superiore e che i tempi di recupero sono comunque più lenti e non vanno giudicati prima dei 6-12 mesi. Il parametro divalutazione più attendibile, anche per gli autori, rimane il VHI

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Valutazione qualità della voce dopo cordectomia con laser Co2

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Cordectomia Laser Co2 dopo Radioterapia

Cordectomia Laser I Tipo

Cordectomia Laser di Tipo II

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 Il diverticolo di Zenker (I)

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Il diverticolo di Zenker (ZD) è costituito da un prolasso della lamina mucosa e sottomucosa della parete faringea posteriore.

il diverticolo di Zenker

È stato descritto per la prima volta da Ludlow nel 1769 ma deve il nome a Friedrich Albert von Zenker che lo riclassificò nel 1877. Colpisce prevalentemente individui anziani (50% sopra i 70 anni) e l’incidenza, verosimilmente sottostimata, è di 2 casi /100000 persone per anno. Sono interessati maggiormente gli uomini (M/F= 1,61).

L’eziologia precisa è sconosciuta anche se nota è la sede di vulnerabilità, il triangolo di Killian che descrive lo spazio compreso fra le fibre oblique del muscolo Costrittore faringeo inferiore e le fibre orizzontali del muscolo Cricofaringeo.

È verosimilmente presente una disfunzione cricofaringea (rilasciamento ritardato o inefficiente, acalasia) seguita da un aumento della pressione al passaggio del bolo alimentare ed una successiva erniazione. 

Dal punto di vista istopatologico in questi casi è stata riscontrata una degenerazione fibrosa delle fibre muscolari del muscolo cricofaringeo. 

Possono aggiungersi fattori di dismotilità esofagea ed accorciamento dell’esofago.

Abbastanza frequente è l’associazione fra malattia da reflusso gastroesofageo, ZD, ed ernia jatale.

I sintomi classici sono disfagia, alitosi, rigurgito di alimenti non digeriti anche ore dopo i pasti e accessi di tosse.

Talora è presente polmonite da inalazione e perdita di peso.

L’esame clinico è spesso poco significativo. Può essere presente tumefazione cervicale con gorgoglio alla palpazione (Segno di Boyce).

Gli specialisti che diagnosticano e trattano il ZD sono diversi: otorinolaringoiatri, gastroenterologi, chirurghi generali, chirurghi toracici e chirurghi addominali, ma solo l’otorinolaringoiatra riassume in se le possibilità diagnostiche laringoscopiche e la confidenza con gli approcci chirurgici transorali e/o cervicali.

La diagnosi di ottiene con Esofagogramma con pasto baritato a doppio contrasto facendo ingerire bario ad alta densità con dell’aria. Sono eseguite proiezioni in anteroposteriore e di profilo.

Il diverticolo si presenta come una tasca arrotondata in proiezione anteroposteriore, il più delle volte a sinistra.

Le dimensioni possono essere variabili. Il colletto viene ricercato con proiezioni sagittali a livello della VI vertebra cervicale. 

In laringoscopia si riscontra frequentemente una stasi salivare a livello dei seni piriformi.

il diverticolo di Zenker 2

La fibrolaringoscopia è diagnostica quando si risconta ristagno di crema a livello dei seni piriformi, scomparsa della crema dopo deglutizione e ricomparsa della crema in corrispondenza delle pliche ipofaringee come una “ondata”.

Una esofagoscopia con tubo rigido è sconsigliata per il rischio di perforazione del fondo della sacca diverticolare.

In caso di diverticoli grandi intramediastinici, una miglior definizione spaziale in previsione del trattamento può essere ottenuta con TAC/RM  del collo.

Il trattamento è chirurgico, e largamente consigliabile salvo nei casi di ZD molto piccolo ed asintomatico in pazienti giovani.

Le dimensioni del diverticolo tendono in genere progressivamente ad aumentare ed il rischio di severe complicanze polmonari non è trascurabile soprattutto nei pazienti anziani.

Altre complicanze possibili descritte sono accumulo di cibo e farmaci entro il diverticolo con impossibilità di mantenimento di corretta assunzione dei farmaci, ulcerazione, paralisi delle corde vocali e formazione di fistola tra diverticolo e trachea.  

È descritto un rischio di cancerizzazione del diverticolo, raro (0.3 to 1.5%) ma reale.

L’approccio può essere open transcervicale od endoscopico. Non infrequente è l’approccio combinato.

Per quanto non vi sia accordo completo, la European Society of Gastrointestinal Endoscopy ha recentemente pubblicato una linea guida che pone l’approccio endoscopico come prioritario.

Entrambi gli approcci con le rispettive indicazioni e limiti verranno descritti in un successivo approfondimento.

BIBLIOGRAFIA

Sandra Uoti, Saana E-M.Anderson, Eric Robinson, Jari Rasanen , Ville Kyoto, Ilkka Ilonen . Epidemiology and Management of Zenker Diverticulum in a Low-Threshold Single-payer Health Care System. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2022;148(3):235-242. doi:10.1001/jamaoto.2021.3671
S. Perié, j. Lacau St Guily Diverticoli faringo esofagei. Encycl Med Chir Otorinolaringoiatria , 20-840-A-10, 2002

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Reflusso gastroesofageo e muscolo cricofaringeo

Reflusso gastroesofageo e disturbi del sonno

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I disturbi respiratori nei bambini sono sempre dovuti a Reflusso Gastroesofageo?

Esofagoscopia transnasale utile nel workup diagnostico del reflusso faringo laringeo

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Esofagoscopia transnasale utile nel workup diagnostico del reflusso faringo laringeo. Il Reflusso Faringo Laringeo (LPR) si differenzia dal classico Reflusso gastroesofageo per diversi aspetti e va considerato una entità clinica indipendente per i meccanismi patologici, la sintomatologia, la manifestazione clinica e la risposta terapeutica.  

In sintesi GER si presenta con una insufficienza dello sfintere esofageo inferiore, mentre LPR  mostra in aggiunta una disfunzione delle sfintere esofageo superiore; GER si caratterizza per una prolungata esposizione acida limitata all’esofago, una protratta clearance e dismotilità esofagea, mentre LPR non presenta alcuna di queste caratteristiche; GER si manifesta tipicamente con bruciore e rigurgito acido mentre LPR mostra differenti quadri clinici in cui i sintomi sono più sfumati ed aspecifici (tosse secca, disfonia, presenza di muco, senso di bolo faringeo etc).

Ciononostante rimane difficile distinguere queste due entità che in alcuni casi possono essere coesistenti. 

Oggi la diagnosi vene posta con esofagogastroduodenoscopia (EGD) in sedazione e PH imedenzometria per GER, mentre la diagnosi di LPR è frequentemente basata sui questionari del reflux symptom index (RSI), reflux finding score (RFS) e/o la risposta ad un trial con inibitori di pompa protonica. 

Recentemente un gruppo di ricercatori svizzeri ha proposto un nuovo approccio suggerendo quattro differenti metodi per stabilire la diagnosi non essendo alcun singolo test in grado di confermare od escludere da solo la diagnosi di LPR, né tantomeno di visualizzare la sottostante patologia che porta al LPR.

In questa ottica estendere l’indagine all’ esofago superiore mediante Esofagoscopia Transnasale (TNE), sembra un ragionevole supplemento investigativo nello studio del LPR.

Questa metodica di indagine descritta la prima volta nel 1994 ha le stesse qualità diagnostiche della EGD nella diagnosi di GER, ma permette di visualizzare tutte le aree anatomiche interessate dalla patologia da reflusso, dal naso allo stomaco mettendo in evidenza l’infiammazione della mucosa, la formazione di cicatrici, anomalie vascolari, diverticoli ipofaringei e neoplasie esofagee o del distretto cervicofacciale. Viene eseguita ambulatorialmente senza necessità di sedazione.  

Nello studio pubblicato sul Journal of Clin Med su 200 pazienticonsecutivi sospettati la TNE ha mostrato una sensitività del 96%, una specificità dell’85% ed una accuratezza del 95%.

È stato utilizzato un video endoscopio flessibile di 3.8 mm con un canale operativo di 1.2 mm per l’insufflazione dell’aria e/o l’esecuzione di biopsie.   

I quadri patologici più comuni rilevati dalla TNE nei pazienti affetti da LPR sono stati insufficienza cardiale ed ernia iatale.

Un debole sfintere esofageo inferiore (LES) permette che il refluxato, spesso anche in forma gassosa, possa fuoriuscire facilmente dallo stomaco.

L’assenza di fisiologica resistenza all’introduzione del videoendoscopio attraverso lo sfintere esofageo superiore (UES) dimostra un insufficiente contenimento e spiega come il refluxato risalga senza ostacoli fino all’ambiente non acido della laringe e faringe.

In conclusione TNE si è dimostrata una metodica aggiuntiva estremamente valida nel workup del LPR che può evidenziare la patologia sottostante ed influenzare direttamente le scelte terapeutiche.

BIBLIOGRAFIA

Lukas Horvath , Karolos Fostiropoulos , Emanuel Burri  and Marcel Kraft  . Value of Transnasal Esophagoscopy in the Workup of Laryngo-Pharyngeal Reflux.J. Clin. Med. 2021, 10(14), 3188; https://doi.org/10.3390/jcm10143188

Rischio cardiovascolare aumentato nei pazienti con sordità improvvisa

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Rischio cardiovascolare aumentato nei pazienti con sordità improvvisa. L’interruzione dell’afflusso vascolare all’orecchio interno è una delle possibili etiologie della ipoacusia improvvisa neurosensoriale (SSNHL).  

Uno studio statunitense di review e metanalisi della letteratura (24 studi per un totale di 22.620 pazienti con SSNHL) ha riscontrato in questi pazienti rispetto al gruppo di controllo aumento di diabete concomitante (OR=1.61 [p < .00001]), ipertensione (OR= 1.5 [p = .002]) ed un livello di colesterolo totale più alto (p = .004).

Questi dati indicano un profilo di rischio cardiovascolare elevato nei pazienti con SSNHL.

Non si erano riscontrate significative differenze per il fumo, lipoproteine ad alta densità, trigliceridi o BMI                              

BIBLIOGRAFIA

Elias S SabaAustin R SwisherGhedak N Ansari , Alexander Rivero . ardiovascular Risk Factors in Patients With Sudden Sensorineural Hearing Loss: A Systematic Review and Meta-analysis.  Otolaryngol Head Neck Surg . 2023 May;168(5):907-921. doi: 10.1002/ohn.163.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Sordità improvvisa: fattori dell’infiammazione elevati predittivi di rischio

Sordità improvvisa e rapporto neutrofili/linfociti elevato

Sordità Improvvisa: vantaggi della RM precoce

Ormoni dello Stress e Sordita’ Improvvisa

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Carenza di ferro peggiora la prognosi della sordità improvvisa idiopatica

Ipoacusia e le 4 D

Ipoacusia. Non ci sento bene: cosa devo fare?

Ipoacusia: gli Esami di Secondo Livello

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Protesi acustiche negli adulti affetti da grave ipoacusia negli USA

Sordità improvvisa pediatrica

Sordità: maggiore rischio nei pazienti con Fibromialgia

Gravidanza, esposizione agli estrogeni e otosclerosi

Lecture: i tumori delle ghiandole salivari

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Lecture: i tumori delle ghiandole salivari. La mia esperienza presso ospedale San Carlo 2000-2015.

Il video è la Lecture tenuta nel 2016 durante il 54° Congresso del Gruppo Romano Laziale di Otorinolaringoiatria “Ghiandole Salivari maggiori attualità e controversie” che raccoglie l’esperienza di 15 anni di Chirurgia della Parotide (2000-2015) eseguita presso la UOC di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Carlo, da me diretta dal 1999 al 2019.

Vengono illustrate le caratteristiche che rendono i tumori delle ghiandole salivari una entità particolare per la netta prevalenza della patologia benigna su quella maligna, per la grande variabilità di istotipi difficili da diagnosticare preoperatoriamente, per la delicatezza della chirurgia che ha come obiettivo la radicalità oncologica ma anche la preservazione dell’integrità funzionale del nervo facciale, per la diversa strategia terapeutica nei confronti di alcuni istotipi aggressivi.

Lecture: i tumori delle ghiandole salivari. La mia esperienza presso ospedale San Carlo 2000-2015.

La casistica complessiva riguarda 490 casi di Tumori parotidei sottoposti a Parotidectomia.

80% di essi erano benigni, 10% maligni e 8% metastatici da altre sedi di neoplasia.

La FNAB è stata effettuata nella maggior parte dei casi fornendo una accuratezza diagnostica precisa del 93.2% dei casi benigni e del 64% dei casi maligni .

Tra gli interventi chirurgici nei casi benigni, nel 79% è stata effettuata una parotidectomia superficiale sovraneurale, sempre ricercando e liberando i rami del nervo facciale. 

La dissezione extracapsulare, ascrivibile all’intervento di enucleoresezione, in quegli anni è stata limitata al 2% dei casi.

Lecture: i tumori delle ghiandole salivari. La mia esperienza presso ospedale San Carlo 2000-2015.

Negli anni successivi, visti i buoni risultati di alcune casistiche, in particolare quelli dell’amico Mark Mc Gurk, vi è stata anche da parte mia una maggior apertura verso interventi più conservativi, con esposizione solo dei rami del faciale vicini alla sede della neoplasia benigna ed asportazione unicamente della porzione parotidea coinvolta.

Le complicanze, la maggior parte delle quali minori, sono state del 15% (3% sanguinamento postoperatorio, 1.6% paralisi permanete del VII, 4% sindrome di Frey).

Nel caso dei Tumori maligni, nel 4.5% dei casi è stato necessario sacrificare il nervo facciale infiltrato macroscopicamente e già paretico prima dell’intervento e in percentuale analoga è stata effettuata una resezione parziale con ricostruzione e neurorrafia, utilizzando il nervo grande auricolare.

La ripresa della funzione è stata completa nel 50% di questi casi.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Epidemiologia dei tumori delle ghiandole salivari maggiori

Quiz Case Report 1: Parotid

Quiz case report 3: Neck mass

Metastasi Linfonodali occulte nei Tumori delle Ghiandole Salivari

Ghiandole Salivari: il Tumore di Warthin

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Tumori delle ghiandole salivari: confronto agoaspirato e agobiopsia

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Tumori delle ghiandole salivari e linfonodi

Chirurgia della Parotide: la ricerca del Nervo Facciale

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

Carcinoma Adenoideo Cistico delle Ghiandole Salivari

Importanza della Diagnostica Citologica Agoaspirativa nella patologia delle Ghiandole Salivari

The Milan System for Reporting Salivary Gland Cytopathology

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Calcoli Salivari: la Scialoendoscopia

I Calcoli Salivari

La Risonanza Magnetica multiparametrica della Parotide migliora l’accuratezza diagnostica fra Tumori benigni e maligni

Carcinoma Mucoepidermoide della Parotide

Carcinoma a Cellule Aciniche della Ghiandola Parotide

Fattori di rischio di complicanze salivari dopo parotidectomia superficiale

Chirurgia della Parotide: liberazione del Faciale e Parotidectomia Parziale

Chirurgia della Parotide: la ricerca del Nervo Facciale

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Superficiale: Tossina Botulinica Intraoperatoria

Tumori benigni della parotide

Tumori della parotide: validità e limiti della citologia agoaspirativa (FNAB)

Carcinomi squamosi del condotto uditivo esterno e parotide

Parotidectomia od Osservazione per l’Adenoma Pleomorfo degli Anziani?

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

La classificazione delle Parotidectomie

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Tumori benigni della parotide

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

La classificazione delle Parotidectomie

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Lo svuotamento della loggia sottomandibolare

Avulsione dentaria durante radioterapia non aumenta il rischio di osteoradionecrosi

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Avulsione dentaria durante radioterapia non aumenta il rischio di osteoradionecrosi. Nei pazienti affetti da Neoplasie Cervico Facciali (HNC) si raccomanda comunemente che le eventuali estrazioni dentarie siano effettuate prima della radioterapia (RT) per evitare il rischio di osteoradionecrosi (ORN).

Uno studio retrospettivo effettuato a Taiwan su 24.412 pazienti con HNC trattati con RT nel periodo 2011-2017, ha riscontrato che nei casi in cui l’estrazione veniva effettuata durante la RT (133 pazienti),  non vi era un significativo aumento di rischio di ORN (HR=1.303 p=0.48).

I fattori viceversa che portavano ad una maggior incidenza di ORN erano: sede di T, dose di RT>60 Gy, età >55a., mandibulectomia, periodotite cronica, e chemioterapia.

 BIBLIOGRAFIA

Pei-Hsun LiaoChe LinJing-Yang HuangHsin-Mei LinTsu-Jen Kuo. Association between tooth extraction during radiotherapy and the risk of osteoradionecrosis in patients with head and neck cancers. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2023 Mar 9. doi: 10.1007/s00405-023-07885-2.

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Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

Tumori cervico facciali: FDG-PET – CT/RM migliora la stadiazione pretrattamento

Vaccino anti HPV e Tumori Cervico Facciali

Sopravvivere ai tumori Cervico Facciali sviluppa a distanza problemi cognitivi

Chirurgia e radioterapia nei tumori cervico-facciali

PDTA naso e seni paranasali

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

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L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2. La compromissione della sensazione olfattoria è un sintomo spesso presente della rinosinusoite cronica (CRS) soprattutto, ma non esclusivamente, nella forma con poliposi (CRSwNP).

Uno studio multicentrico italiano (25 centri) ha esaminato 811 pazienti con CRS suddividendoli a seconda dell’endotipo infiammatorio (Type 2 e non-Type 2).

L’ infiammazione Type 2 presenta il convolgimento sia del sistema immunitario innato che adattivo.

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

In particolare, presenta alti livelli di cellule linfoidi innate tipo 2 (ILC2s) e Th2 helper cells, ed è mediata dalle citochine IL-4, IL-5, e IL-13.  

È caratterizzata da eosinofilia tissutale ed alti livelli di IgE.  

I casi con infiammazione Type 2 e poliposi erano molto più frequenti in questa casistica (656 vs 155). 

L’ 86.1% di essi presentava una disfunzione olfattoria rispetto al 71% nei casi di infezione non Type 2.

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

Anche i questionari SNOTT-22, qualità della vita e nasal polyps score, risultavano peggiori.

Lo studio conferma che la funzione olfattoria pesa sulla Qualità di vita e rappresenta un importante obiettivo da perseguire nel trattamento di questi pazienti.

BIBLIOGRAFIA

Alberto Macch, Alessia Giorli, Elena Cantone, Giulia Monti ed altri 33   Sense of smell in chronic rhinosinusitis: A multicentric study on 811 patientsFront. Allergy, 21 April 2023. Sec. Rhinology Volume 4 – 2023 | https://doi.org/10.3389/falgy.2023.1083964

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Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

HPV e Sinusite Cronica Polipoide

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Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

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Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

Ghiandole Paratiroidi: nuove tecnologie per l’identificazione

Ghiandole Paratiroidi: nuove tecnologie per l’identificazione. L’ identificazione e preservazione delle ghiandole paratiroidi (PG) rimane una sfida a dispetto del progredire dei miglioramenti delle tecniche chirurgiche.

L’ipoparatiroidismo iatrogeno, causato dal trauma chirurgico o dalla inavvertita asportazione delle PGs, è definito come un abbassamento dei livelli del Calcio sierico e dall’assenza o insufficienza del Paratormone (PTH) circolante 6 -12 mesi dopo la tiroidectomia ed ha una incidenza che varia in Letteratura fra 4 e 12%. 

È più alta nei soggetti sottoposti a svuotamento del collo o a tiroidectomia associata a laringectomia.

La morbidità associata all’ipoparatiroidismo comporta un significativo peggioramento della qualità di vita con complicanze renali, neurologiche e muscolo scheletriche, fino ad un incrementato rischio di mortalità. 

La dissezione subcapsulare non è sempre sufficiente a preservare l’integrità delle paratiroidi e lo sviluppo di nuove tecnologie ha come obiettivo di migliorare la identificazione e la preservazione delle PGs durante la chirurgia tiroidea.

Ghiandole Paratiroidi: nuove tecnologie per l’identificazione

Le due tecnologie intraoperatorie emergenti in questo ambito sono: near infrared autoflurescence (NIRAF) da sola o in combinazione con indocianina green (ICG)

La NIRAF consente una precoce localizzazione delle PG.

I devices in commercio sono di due tipi: A) con probe (pTeye Medtronic(R); B) con camera Fluobeam 800 and Fluobeam LX (Fluoptics) utilizzati label-free. 

Le immagini NIRAF consentono di identificare dal 90 al 100% delle PG con una sensibilità ed accuratezza del 90% e 100% rispettivamente.

La maggior parte degli studi che hanno confrontato il sistema basato sul probe rispetto alla camera rilevano una superiorità in termini di sensibilità, specificità valore predittivo del primo.

Valutazione intraoperatoria della perfusione delle Paratiroidi

La documentazione di buona perfusione è confirmativa di una mantenuta funzione postoperatoria. 

La combinazione di immagini NIRAF con ICG per la valutazione intraoperatoria real time della vascolarizzazione delle paratiroidi sta conquistando interessi crescenti.

L’iniezione di ICG durante la tiroidectomia piò valutare infatti vascolarizzazione e perfusione delle PG, sebbene ICG non abbia ancora la approvazione della FDA statunitense.

Nella maggior parte degli studi la iniezione di ICG è precoce subito dopo l’esposizione chirurgica iniziale delle PG.

Ghiandole Paratiroidi: nuove tecnologie per l’identificazione

Una volta che la paratiroide è stata identificata, le immagini ICG possono essere utilizzate per visualizzare il peduncolo vascolare e la perfusione. 

Fondamentale è la tempistica di iniezione: l’iniezione di ICG avviene generalmente dopo il completamento della tiroidectomia totale.

NIRAF non può essere determinata infatti dopo la somministrazione di ICG perché il background della fluorescenza ICG è più intenso rispetto alla NIRAF.

La iniezione di ICG può avvenire comunque anche in più tempi durante la procedura come dopo la iniziale dissezione della PG per aiuto nella preservazione dei vasi nutritizi o dopo il completamento della prima emitiroidectomia per decidere la eventuale estensione chirurgica controlaterale.

Manca ancora un consenso riguardo lo scoring system per la misurazione dell’uptake paratiroideo di ICG e sulla interpretazione delle immagini sulla scala del verde (o del grigio) la cui gradazione rimane soggettiva.

Ghiandole Paratiroidi: nuove tecnologie per l’identificazione

Lo scoring system più frequentemente utilizzato prevede 3 gradi: 0 = Devascolarizzato; 1 = moderatamente vascolarizzato; 2 = ben vascolarizzato.

Negli studi della letteratura non vi è accordo completo che la documentazione di intatta perfusione intraoperatoria si associ con certezza ad un basso rischio di ipoparatoroidismo postoperatorio. Molti studi suggeriscono che la conferma di almeno 1 PG ben vascolarizzata al termine della tiroidectomia può essere predittiva di una normale funzione del paratormone.

 BIBLIOGRAFIA

 Amanda L.Silver Karcioglu, Frederic Triponez, Carmen C. Solorzano, Ayaka J.Iwata, Amr H. Abdelhamid Ahmed, Martin Almquist et al. , Gregory W. Randolph . Emerging Imaging Technologies for Parathyroid Gland Identification and Vascular Assessment in Thyroid Surgery. A Review From the American Head and Neck Society Endocrine Surgery Section JAMA Otolaryngol Head Neck Surg.   2023. doi:10.1001/jamaoto.2022.4421

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Frontal Balloon Sinuplasty

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Frontal Balloon Sinuplasty. Il video presenta un caso di Senotomia dilatativa con Balloon.

L’ indicazione al trattamento del seno frontale in questo caso era una sinusopatia disventilatoria frontale con frequente ed invalidante cefalea a partenza dalla regione dei seni frontali.

La TAC spirale in 3 proiezioni permette di studiare in dettaglio il recesso etmoidale e frontale che appare ristretto per la presenza di celle che dalla regione orbitaria restringono dall’esterno il recesso, ostacolando la pervietà dell’ostio del seno.

L’accesso endoscopico nel caso specifico era ostacolato dalla presenza di una conca bullosa del turbinato medio che è stata ridotta con la resezione parziale del turbinato.

Frontal Balloon Sinuplasty

È stato utilizzato il balloon XPress Low profile (Entellus(R)).

Passando dietro al processo uncinato ed al davanti alla bulla, la fibra ottica guida inserita nel device trova la strada di accesso al seno frontale, dimostrata dalla tipica transilluminazione rotondeggiante e concentrata del seno frontale.

A questo punto viene fatto avanzare il balloon che viene poi gonfiato fino a 8 atmosfere e mantenuto a cavallo dell’ostio per alcuni secondi. Si retrae e si gonfia nuovamente.

Frontal Balloon Sinuplasty

La manovra deve essere poco traumatica per evitare il rischio di sinechie e ristenosi successive.

Con fibra ottica 30° si controlla la pervietà dell’ostio del seno che appare soddisfacente.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Senotomia dilatativa frontale con Balloon

Senotomia frontale dilatativa con Balloon Acclarent

Senotomia Frontale Dilatativa con XPRES BALLOON (Entellus®)

La sinusite frontale Intervista “Live Social”

Una tecnica nuova per risolvere il dolore da sinusite frontale

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

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Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese.

Un servizio di patologia centralizzato outsourced è una opzione praticabile per allargare la possibilità di effettuare la procedura del linfonodo sentinella nei tumori del cavo orale.  

È la conclusione della esperienza del Southeast England Consortium fra gennaio 2016 e Febbraio 2020, pubblicata dall’amica Claire Schilling e coll. 4 centri chirurgici in cui veniva praticata la procedura del SNB hanno utilizzato un unico Servizio di Istopatologia in cui i preparati venivano allestiti, esaminati e refertati.

I pazienti esaminati sono stati 139. Il 28% aveva avuto riscontro un linfonodo sentinella positivo.

La sensibilità era 92.8%, il valore predittivo negativo (NPV) 97% ed il tasso di falsi negativi 6.8%.

Il tempo medio di analisi e refertazione del laboratorio era di 4 e 5 gg rispettivamente.

BIBLIOGRAFIA

Helina N PatelConor BoweMontey GargDavid TigheAakshay GulatiPaul NorrisCyrus KerawalaMark McGurk , Brian Bisase , Selvam ThavarajClare Schilling. Centralised pathology service for sentinel node biopsy in oral cavity cancer: The Southeast England Consortium experience.J Oral Pathol Med.2022 Apr;51(4):315-321. doi: 10.1111/jop.13291.

Un servizio di patologia centralizzato prof

L’idea è eccellente. Consente di utilizzare l’esperienza maturata e di risparmiare in termini di tempo di refertazione con riduzione dei costi. I limiti operativi della procedura SNB, caratterizzata da risultati eccellenti in termini di accuratezza diagnostica e di stadiazione evitando svuotamenti inutili, è proprio nella difficoltà di costituire team dedicati (chirurgo-medico nucleare patologo). Questa semplificazione porta un contributo parziale ma significativo e merita di essere copiata anche in altre realtà.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Linfonodo Sentinella: confronto fra biopsia del linfonodo sentinella e svuotamento elettivo del collo

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Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

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Linfonodo Sentinella: European Archives of Oto-Rhino-Laryngology

Linfonodo Sentinella: confronto fra biopsia del linfonodo sentinella e svuotamento elettivo del collo

Linfonodo Sentinella: Chirurgia Radioguidata

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Il Linfonodo Sentinella nei Carcinomi Squamosi del Labbro

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Linfonodo Sentinella: Esperienza preliminare all’Ospedale San Carlo

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Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

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