HomeSample Page

Sample Page Title

Home Blog Page 49

Chirurgia dei polipi nasali: uso del Microdebrider

0

Chirurgia dei polipi nasali: uso del Microdebrider (Surgery of Nasal Polyps: use of Microdebrider).

Uno degli strumenti più utilizzati nella chirurgia endoscopica dei seni paranasali, specificatamente nel trattamento dei polipi nasali, è il Microdebrider o Shaver.

Risponde egregiamente alla esigenza di effettuare una chirurgia selettiva e mirata, mediante una più accurata e meno traumatica resezione della mucosa patologica dei seni paranasali e del naso.  Lo strumento è costituito da un motore centrale connesso ad una console con display, da un manipolo ergonomico e da un pedale per il controllo da parte dell’operatore.

L’estremità distale del manipolo è costituita da due cannule: una esterna smussa dotata di una apertura parziale dalla quale emerge la cannula interna, tagliente, che mediante un sistema di oscillazione /rotazione e contemporanea aspirazione può tagliare e suggere contestualmente i polipi, senza traumatizzare la mucosa vicina (turbinati, setto etc.).

Un sistema integrato di irrigazione consente di prevenire l’ostruzione e migliorare la visualizzazione con l’ottica.

Come mostrato nel video, in confronto con l’utilizzazione degli strumenti freddi da taglio (pinza da taglio di Bleklesy), il ricorso al Microdebrider permette di resecare il tessuto patologico minimizzando il traumatismo e lo strappo sui tessuti.

Diminuzione del sanguinamento, riduzione del rischio di formazione di sinechie e di croste, diminuzione del tempo chirurgico con guarigione più rapida, sono gli altri vantaggi forniti dall’uso del Microdebrider, divenuto strumento indispensabile in questa chirurgia.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

Rinite allergica con poliposi

Poliposi ed esposizione a polveri occupazionali

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Poliposi Nasale: Chirurgia endoscopica

Poliposi nasale, terapia personalizzata limita le recidive

FESS: qualità della voce nella poliposi

Polipo Naso-Mascellare: chirurgia endoscopica

Terapia iperbarica aiuta chirurgia per distacco totale- subtotale dell’orecchio esterno

0

Terapia iperbarica aiuta chirurgia per distacco totale- subtotale dell’orecchio esterno.

La guarigione chirurgica dopo distacco subtotale-totale dell’orecchio esterno è favorita dal ricorso alla ossigenazione iperbarica (HBOT).

Lo riferisce uno studio della University of South Carolina School of Medicine, Columbia, SC, USA che riporta il successo in due casi pediatrici ed una review della letteratura.

Il riattacco immediato ed il ricorso a lembi di vicinanza rimane la terapia ideale, ma l’uso della HBOT postoperatoria rappresenta una opzione attrattiva per migliorare il successo estetico e funzionale della chirurgia riparativa.

BIBLIOGRAFIA

Cecelia FavedeCharles BradshawRishabh Sethia , Scott KramerKris JatanaCharles Elmaraghy ,  Jonathan Grischkan. Near-Total Ear Avulsion Repaired With Primary Closure and Hyperbaric Oxygen: A Case Series and Review of the Literature. Ann Otol Rhinol Laryngol. . 2022 Dec 21; 34894221142934. doi: 10.1177/00034894221142934.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Cortisone intratimpanico o terapia iperbarica nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Tumori Cutanei Maligni dell’Orecchio Esterno

Esostosi del condotto uditivo esterno: rimozione con Laser Co2

Carcinomi squamosi del condotto uditivo esterno e parotide

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia

0

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia. I disturbi della deglutizione dopo tiroidectomia sono comuni, verosimilmente sottostimati, ed hanno un impatto sulla qualità di vita.

Uno studio greco di review della Letteratura pubblicato su Eur Arch Otorhinolaryngol ha riscontrato un significativo incremento dei disturbi di deglutizione nel breve periodo successivo all’intervento.

Il ritorno alle condizioni pre operatorie avveniva 2-3 mesi dopo.

In una piccola percentuale di casi la disfagia persisteva anche oltre 1 anno dalla chirurgia.

Non si era riscontrata una differenza significativa nella disfagia valutata a 2-3 mesi, fra chirurgia open e chirurgia endoscopica mininvasiva.

BIBLIOGRAFIA
Chrysoula VardaxiNikolaos TsetsosAikaterini Koliastasi , Alexandros PoutoglidisKonstantinos Sapalidis   Stefanos Triaridis , Athanasia Printza .Swallowing disorders after thyroidectomy: a systematic review and meta-analysis. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2022 Sep;279(9):4213-4227. doi: 10.1007/s00405-022-07386-8.

Per ulteriori approfondimenti, potete consultare anche i seguenti link:

Microcarcinoma papillifero della tiroide

Emitiroidectomia e carcinomi papilliferi

Carcinoma papillifero della tiroide: la multifocalità pesa sulle recidive ma non sulla sopravvivenza

Carcinomi Papilliferi della Tiroide

Carcinoma Papillifero della Tiroide e Vitamina D

Carcinoma papillifero della Tiroide: ecografia vs tac nello studio dei linfonodi del collo

Carcinoma Papillifero della Tiroide: fattori predittivi recidiva

Carcinoma Papillifero Tiroide: svuotamento comparto centrale

Carcinoma papillifero della Tiroide: Citocheratina-19 e Ki 67

Svuotamento Profilattico del Comparto Centrale nel Carcinoma Papillifero della Tiroide cN0

Età e metastasi nel carcinoma papillifero della tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Tumore della Tiroide: Svuotamento del Comparto Centrale

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Carcinoma della tiroide e terapia con radioiodio

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Tumori tiroidei a basso rischio

Tiroidectomia Totale

Tumore differenziato della Tiroide e Obesità

Iperparatoroidismo primario:Choline-PET-CT miglior metodica di imaging per identificarlo

Ipoparatiroidismo post-operatorio: angiografia

Pth: quando dosarlo per predire l’ipoparatiroidismo dopo Tiroidectomia Totale?

Tumori tiroidei incidentali

Chirurgia della tiroide e monitoraggio nervo ricorrente

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Tiroidectomia totale vs Lobectomia

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

Paratiroidectomia

Cicatrice dopo Tiroidectomia convenzionale

Emitiroidectomia: caratteristiche dei noduli nel lobo tiroideo controlaterale

Consumo di fumo e alcool inversamente proporzionali al rischio di Tumore della Tiroide nella popolazione coreana

Disfagia dopo Tiroidectomia

Disfagia: Protocollo Di Valutazione (I parte)

Disfagia: protocollo di valutazione (parte 2)

Disfagia: esami strumentali (parte 3)

La Disfagia nell’anziano: un problema importante

Disfagia muscolo-tensiva: efficacia della manipolazione laringea

Deglutizione: esercizi di rinforzamento muscoli linguali per la deglutizione

Deglutizione dopo l’estubazione

Uso terapeutico delle bevande alla cola nel bolo alimentare

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

0

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe: aggiornamento AIOCC 2022. L’Associazione Italiana Oncologia Cervico Cefalica (AIOCC), visto il successo del primo percorso diagnostico-terapeutico (PDTA) di presa in carico del paziente, elaborato in maniera condivisa tra gli associati esperti nell’ambito delle principali discipline coinvolte e pubblicato nel 2017, e il primo aggiornamento del 2020, ha ritenuto fosse utile metterne a disposizione della comunità medica una ulteriore versione aggiornata alla luce degli avanzamenti medici e scientifici degli ultimi due anni. Ho ritenuto utile proporre, nelle passate e prossime pubblicazioni, una sintesi, sede per sede delle principali raccomandazioni del PDTA.

Sintomi e diagnosi clinica

Ancor oggi più del 50% dei tumori dell’ipofaringe giungono alla diagnosi in stadio avanzato. La sottosede più frequentemente interessata è il seno piriforme, mentre più rare sono le lesioni della parete posteriore e della regione retrocricoidea.

I sintomi che portano alla diagnosi sono disfagia, odinofagia, disfonia, otalgia riflessa. Frequente (60-80%) è il riscontro alla diagnosi di adenopatie metastatiche.
Elevata è l’incidenza di metastasi a distanza e secondi tumori.

Per la  diagnosi clinica è utile, in prima istanza, la fibrolaringoscopia ma è sovente indicata la valutazione in laringoscopia diretta in anestesia generale integrata con esofagoscopia rigida con l’esecuzione della biopsia.

Diagnostica per immagini

L’imaging riveste un ruolo fondamentale nella diagnosi e stadiazione delle neoplasie dell’ipofaringe, per elevata propensione alla diffusione sottomucosa della neoplasia che spesso non è valutabile clinicamente.

Gli obiettivi della diagnostica per immagini comprendono: l’individuazione della sottosede di origine del tumore primitivo; la definizione dell’estensione della neoplasia; lo studio dello stato linfonodale; la diagnosi di metastasi a distanza.

La TC è considerata la metodica di scelta per lo studio dell’ipofaringe.

Importante che l’acquisizione avvenga durante manovra di Valsalva per ottenere un variabile grado di distensione dell’ipofaringe, segnatamente alla pars membranacea dei seni piriformi.

Tale artifizio diagnostico appare molto utile per dimostrare la normale distensibilità parietale di tali strutture anatomiche che, sovente nel respiro tranquillo, presentano pareti collabite e pertanto non analizzabili in maniera esaustiva.

Ove disponibile, la tecnologia TC Dual-Energy consente di quantificare la concentrazione iodinica e di enfatizzare l’impregnazione contrastografica attraverso l’acquisizione di dataset a differenti energie.

L’utilizzo di specifici tool di ricostruzione di immagini nel post-processing può quindi agevolare l’identificazione e la definizione dimensionale del processo patologico e l’eventuale invasione cartilaginea.

La RM è da considerare esame di II scelta a causa dei lunghi tempi di acquisizione; presenta frequenti artefatti da movimento e non consente studi con manovre funzionali. 

Nei tumori localizzati nella sottosede “parete posteriore”, le metodiche di imaging si caratterizzano per una bassa specificità nel diagnosticare l’infiltrazione della fascia prevertebrale e dovranno essere estesi in senso cranio-caudale dal basicranio osseo allo stretto toracico superiore, data la possibile diffusione sottomucosa della neoplasia.

Nella ricerca di eventuali metastasi a distanza (polmone, fegato e ossa) la 18F FDG PET/TC ha un maggior tasso di accuratezza ed è quindi da considerare metodica elettiva i pazienti in stadio clinico localmente avanzato (stadio III e IV).

Nei pazienti in stadio clinico iniziale è suggerito l’esame TC del torace per la ricerca di seconda primitività neoplastica

Trattamento del tumore primitivo

 A causa della  presentazione spesso di malattia avanzata, della prognosi sfavorevole e della vicinanza anatomica della laringe con la speranza di preservare la funzione respiratoria, deglutitoria e del linguaggio, è necessaria un’attenta valutazione  dell’opportunità di impiego di una giusta strategia terapeutica.

I pazienti con carcinoma dell’Ipofaringe suscettibili di resezione chirurgica con presentazione di malattia in fase iniziale, cT1, N0- T2 (selezionati) N0, possono essere sottoposti a chirurgia conservativa o a radioterapia con risultati in termini di outcome clinici sovrapponibili. Nel trattamento radioterapico è preferibile impiegare tecniche a modulazione di intensità (IMRT-VMAT) allo scopo di ridurre al minimo le dosi ricevute dagli organi sani circostanti.

Per le neoplasie cT1–3, N+, per le quali è indicata l’opzione chirurgica di laringofaringectomia parziale o totale con svuotamento laterocervicale, possono essere valutate più opzioni terapeutiche: la chemioterapia di induzione seguita, in base alla risposta, da chirurgia o radioterapia esclusiva, la chirurgia e radioterapia o radiochemioterapia post- operatoria in base alla presenza o meno di fattori di rischio e la radiochemioterapia definitiva.

Per i pazienti con tumori cT4a, N+ è indicata chirurgia (laringofaringectomia totale più dissezione del collo) seguita da CHT/RT o RT adiuvante.

– In virtù della citata tendenza delle neoplasie ipofaringee alla crescita sottomucosa, i margini di resezione chirurgica dovrebbero cadere ad almeno 5 mm dal tumore nelle lesioni in fase iniziale passibili di resezione transorale e a 10 mm nelle lesioni in stadio avanzato.

– Nelle resezioni transorali è ammesso il ricorso alla tecnica “multi bloc”, purché i diversi blocchi di resezione vengano orientati adeguatamente e sia quindi consentita una corretta valutazione dei margini chirurgici In stretta collaborazione con un anatomo-patologo dedicato  

– Nelle neoplasie ipofaringee trattate per via transorale, l’impiego di estemporanee al congelatore per la valutazione dei margini è fortemente consigliato  

  • Il ruolo della chirurgia conservativa a cielo aperto per i tumori ipofaringei è in genere limitato a lesioni della parete laterale o posteriore del seno piriforme senza estensione all’esofago cervicale. In questi casi la ricostruzione del difetto ipofaringeo deve avvalersi   di un lembo libero di avambraccio (o simili per plicabilità) al fine di consentire il miglior recupero funzionale deglutitorio possibile.
  • Nelle lesioni ipofaringee asportate per via cervicotomica mediante laringectomia totale allargata all’ipofaringe, solo nei casi in cui la neoplasia sia strettamente limitata ad un seno piriforme è ipotizzabile la chiusura del faringostoma senza interposizione di un lembo (peduncolato o rivascolarizzato).
  • Nella maggior parte dei casi di faringo-laringectomia totale è   indicato il ricorso all’interposizione di un lembo per ridurre l’incidenza di fistola faringo-cutanea e di stenosi tardiva. Questo principio si applica a maggior ragione nei casi di chirurgia di salvataggio (Sayles e Grant, 2014).
  • L’impiego di uno stent salivare lasciato in sede per 30-45 gg è fortemente raccomandato per prevenire l’insorgenza di fistola faringo-cutanea.
  • L’emitiroidectomia omolaterale al T e lo svuotamento del VI livello sono raccomandati in tutti i pazienti trattati per neoplasia del seno piriforme a cielo aperto.

Trattamento di N

  • Dato l’alto rischio di metastasi linfonodali, lo svuotamento elettivo del collo è sempre indicato quando  trattamento è  chirurgico La dissezione deve comprendere i livelli II-IV omolaterali (in caso di lesione lateralizzata) o bilaterali (se il tumore oltrepassa la linea mediana).
  • In caso di evidenza clinica di metastasi linfonodali, è indicato lo svuotamento dei livelli II- V con eventuale sacrificio di strutture non linfonodali se infiltrate dalla malattia.
  • In caso di recidiva linfonodale isolata dopo trattamento (chemio)radioterapico, è indicato lo svuotamento del livello sede di malattia e di quelli limitrofi (svuotamento superselettivo o selettivo).

Chemioterapia  

L’opzione dell’impiego della chemioterapia di induzione è avvalorata da uno studio randomizzato di fase III (EORTC.285 Lefebvre JL, Chevalier D, Luboinski B, et al).

Lo studio, che ha arruolato 194 pazienti con carcinoma squamocellulare resecabile dell’ipofaringe, prevedeva una randomizzazione tra laringofaringectomia e RT postoperatoria o CHT seguita da RT definitiva.

I risultati pubblicati hanno mostrato una equivalenza in termini di sopravvivenza tra le due opzioni terapeutiche, ma con una percentuale di conservazione della laringe funzionante maggiore per l’opzione CHT di induzione seguita da radiochemioterapia radioterapia definitiva.

In tutti i pazienti trattati per Carcinoma Ipofaringeo è necessario prevedere una valutazione nutrizionale e valutazione logopedica.

I questionari (M.D. Anderson Dysphagia Inventory (MDADI) e  l’EORTC QLQ 30 H&N 35.) devono essere somministrati prima del trattamento (baseline) e settimanalmente.

La valutazione congiunta di nutrizionista e foniatra definisce l’eventuale necessità di studi e test aggiuntivi per accertare la presenza di aspirazione, per pianificare l’eventuale posizionamento di PEG, per impostare un programma di esercizi deglutitori mirati al fine di prevenire e/o ridurre il rischio di polmoniti ab-ingestis.

BIBLIOGRAFIA:
AIOCC: Percorso  Diagnostico, Terapeutico e   Assistenziale Tumori  della Testa  e del Collo . Aggiornamento 2022  realizzato con il contributo di Merks . www.aiocc.it

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Età anagrafica avanzata non controindica trattamento curativo tumori testa collo

Tumori della Testa e del Collo: stato nutrizionale ed infiammatorio influenzano la prognosi

Biomarcatori metastasi tumori testa-collo

Tumori testa collo: valore di alcuni fattori metabolici tumorali e prognosi

Tumori del Testa collo: breath test per la diagnosi precoce

Tumori testa-collo: One-Step Nucleic Acid Amplification

Molecular analyses and prognostic relevance of HPV in head and neck tumours

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Immunoterapia e Carcinomi della Testa e del Collo

Linfonodi nei carcinomi della Testa e del Collo

Radiofrequenza dei cellulari: effetti su angiogenesi nei tumori della testa e del collo

Tumori testa-collo: nel 2030 un malato su 2 sara’ over 65

Chirurgia e radioterapia nei tumori cervico-facciali

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Carcinomi squamocellulari di testa e collo

Smartphone: le radiazioni sono dannose per la salute?

Dolori al collo, vertigini e cefalea: può essere la sindrome di “text neck” per colpa di smartphone e tablet

Carcinomi cervico facciali HPV correlati e non correlati

Sopravvivere ai tumori Cervico Facciali sviluppa a distanza problemi cognitivi

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

La Sinusite Cronica aumenta il rischio di Tumori del distretto cervico-facciale?

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Management perioperatorio dei pazienti con tumore cervico facciale

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

La Turbinoplastica migliora la sintomatologia della Rinite Allergica più della terapia medica

0

La Turbinoplastica migliora la sintomatologia della Rinite Allergica più della terapia medica. 192 pazienti affetti da Rinite Allergica (AR) sono stai suddivisi, in uno studio coreano pubblicato su Acta Otolaryngol, in due gruppi: 128 sottoposti a turbinoplastica e 64 ad esclusivo trattamento medico.  

I parametri di valutazione sono stati raccolti per 5 anni.  

I pazienti nel gruppo Turbinoplastica avevano mostrato un significativo miglioramento della sintomatologia allergica rispetto al gruppo Terapia Medica, che riportava solo un miglioramento della ostruzione nasale. 

Nel primo gruppo risultavano anche ridotte le prescrizioni per visite di controllo ed era più alto lo score di soddisfazione soggettiva. 

BIBLIOGRAFIA

Shin Hyuk Yoo , Ji Hyeok Choi , Ji-Hun Mo. Long-term efficacy of turbinoplasty compared with medical treatment in patients with allergic rhinitis. Acta Otolaryngol 2022 May;142(5):431-437. doi: 10.1080/00016489.2022.2078879.

Una delle indicazioni più frequenti che fornisco al paziente per eseguire intervento sui turbinati è proprio nel trattamento della sintomatologia allergica. Anche nella mia esperienza, il miglioramento che si ottiene dalla terapia interstiziale dei turbinati, sia con Laser che con Radiofrequenza, non è limitato alla sola riduzione della ostruzione nasale. Va però correttamente informato il paziente che nei soggetti allergici il miglioramento è quasi sempre temporaneo, in genere comunque superiore ai 4-5 anni. Poi si può ripetere.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare i seguenti link:

La rinite allergica incrementa il rischio di depressione post partum

Trattamento della rinite allergica in gravidanza

La rinite allergica

Rinite allergica con poliposi

Nuove Linee Guida per il Trattamento della Rinite Allergica

Allergie, addio prick test

Allergie: colpito 1 italiano su 4

Disturbi del sonno REM e allergie

Allergie e shock anafilattico nei bambini: cosa fare

Ipertrofia Adenoidea nei bambini con Rinite Allergica

Decongestione Turbinati con Radiofrequenza al Plasma: trattamento personalizzato

Turbinati: riduzione con Radiofrequenza (Coblation Technology)

La Tecnologia Coblation nella Chirurgia dei Turbinati

Turbinati con Radiofrequenza: approccio Endoscopico in Microchirurgia

Turbinati inferiori: Laser vs Radiofrequenza

Che cosa sono i Turbinati?

Ipertrofia dei turbinati: intervista

Turbinati inferiori: Laser vs Radiofrequenza

Qual’è la tecnica migliore per la decongestione dei Turbinati: Turbinoplastica Chirurgica O Radiofrequenza?

La Radiofrequenza nel Trattamento dei Turbinati

Decongestione Sottomucosa Interstiziale dei Turbinati Inferiori con Radiofrequenza al Plasma

Turbinoplastica: allergia non inficia il miglioramento della respirazione

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Turbinato Medio: asportazione formazione polipoide

Settoplastica O Settoturbinoplastica?

Leucoplachia delle Corde Vocali: la faccia inferiore è a rischio recidiva

0

Leucoplachia delle Corde Vocali: la faccia inferiore è a rischio recidiva. Le leucoplachie delle corde vocali recidivano più facilmente se localizzate sula superficie inferiore della corda.

Lo afferma uno studio giapponese della Nihon University of Medicine di Tokyo su 37 pazienti.

Il 66.7% dei pazienti con recidiva aveva inizialmente una leucoplachia della faccia cordale inferiore.

Gli altri fattori di rischio, consumo di alcoolici, fumo, reflusso gastroesofageo, dimensioni della lesione e grading istopatologico, in questo studio, si sono rivelati non statisticamente significativi.

BIBLIOGRAFIA
Hisashi Hasegawa, Hiroumi Matsuzaki, Takeshi Oshima, et al. Inferior Surface Leukoplakia of Vocal Folds: Risk of Recurrence: A Preliminary Study.
Ear Nose & Throat Journal. 2023 Volume 102, Issue 3, https://doi.org/10.1177/0145561321989437

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Laserchirurgia Laringea: Cordectomia Tipo II

Valutazione qualità della voce dopo cordectomia con laser Co2

Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

I margini istologici dopo cordectomia

Cordectomia Laser Co2 dopo Radioterapia

Cordectomia Laser I Tipo

Cordectomia Laser di Tipo II

Cordectomia Laser Tipo III

Cordectomia Endoscopica Laser Co2 II Tipo

Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde Vocali Cisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia
Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

Laserchirurgia dei tumori alle corde vocali

Paralisi Cordali in Adduzione
LASERCHIRURGIA CORDE VOCALI

EDEMA DI REIKE DELLE CORDE VOCALI

Cisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

Fonochirurgia Laser C02: Video dell’intervento

Noduli Vocali

Qualità Acustiche della Voce

Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

Le patologie della Voce

Movimenti paradossi delle corde vocali e terapia logopedica

Hai problemi alle corde vocali?

La Disfonia: Quando allarmarsi?

Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Riposo vocale dopo Microlaringochirurgia

Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

Quiz case report 3: Neck mass

0

Quiz case report 3: Neck mass. Il terzo QUIZ CASE riguarda una paziente di 47 anni che si presentava alla nostra attenzione per una duplice massa, sottoparotidea di aspetto cistico e sottomandibolare. 

Era stata precedentemente operata dall’altro lato per un tumore di Warthin. 

L’iter diagnostico, le scelte terapeutiche da effettuare in funzione dei reperti e della storia clinica, portano ad una diagnosi inizialmente non sospettata.

Una revisione della letteratura arricchisce la presentazione di alcune considerazioni di diagnostica differenziale da avere sempre presenti quando c’è una massa cistica del collo.

Per ulteriori approfodimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Metastasi Linfonodali occulte nei Tumori delle Ghiandole Salivari

Ghiandole Salivari: il Tumore di Warthin

Carcinoma Adenoide Cistico delle Ghiandole Salivari

Tumori delle ghiandole salivari

Tumori delle ghiandole salivari: confronto agoaspirato e agobiopsia

Tumori maligni delle salivari: nuovi biomarker per diagnosticarli

Tumori delle ghiandole salivari e linfonodi

Chirurgia della Parotide: la ricerca del Nervo Facciale

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

Carcinoma Adenoideo Cistico delle Ghiandole Salivari

Importanza della Diagnostica Citologica Agoaspirativa nella patologia delle Ghiandole Salivari

The Milan System for Reporting Salivary Gland Cytopathology

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Calcoli Salivari: la Scialoendoscopia

I Calcoli Salivari

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

Tumori benigni della parotide

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

La classificazione delle Parotidectomie

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Lo svuotamento della loggia sottomandibolare

Condrosarcoma della Laringe

Condrosarcoma della Laringe. Quando la conservazione della funzione può prevalere sulla radicalità chirurgica. Il condrosarcoma della laringe (CS) è una neoplasia rara nell’ambito dei tumori laringei (1%), con uno spettro di comportamento variabile in funzione delle dimensioni, dell’estensione locale e del comportamento biologico.

I sintomi con cui si presenta sono tipicamente disfonia, ostruzione respiratoria e disfagia.

Tomografia computerizzata (CT) e Risonanza Magnetica (MRI) sono le modalità diagnostiche più utilizzate per una definzione spaziale della malattia, sebbene F-18 fluorodeoxyglucose-positron emission tomography (PET) possa essere utilizzata per le recidive ed eventuali localizzazioni a distanza.

La diagnosi si ottiene con Agoaspirato o con la biopsia incisionale.

Dal punto di vista istologico il CS è suddiviso in tre gradi: I, (bassogrado ben differenziato), II (intermedio, moderatamente differenziato) e III (alto grado, scarsamente differenziato). Esiatono anche sottotipi, a cellule chiare, mesenchimale, extrascheletrico e differenziato (anche considerato come IV stadio).

Sono considerati tumori localmente invasivi, con rarissima diffusione metastatica a distanza.

Per queste caratteristiche, la strategia terapeutica finora è stata quella di eseguire approcci ultraconservativi dal punto di vista funzionale, lasciando anche porzioni macroscopiche di neoplasia, con maggiore frequenza negli interventi endoscopici, rispetto alle laringectomie parziali open.

La laringectomia totale si impone quando la crescita tumorale impedisce la preservazione della funzione fonatoria.

Condrosarcoma della Laringe

Una recente review e metanalisi della letteratura pubblicata su Acta Otorhinolaringol Ital ha preso in considerazione 148 lavori per un totale di 381 casi (74% maschi e 25% femmine).

La dispnea era il sintomo più frequente (42.8%), seguito dalla disfonia (35.7%) e dalla sensazione di massa cervicale (10.8%).

La cartilagine cricoidea risultava coinvolta nell’80% dei casi.  Tra i trattamenti effettuati, la Laringectomia totale era stata fatta nel 34.4% dei casi, escissione tumorale nel 27.3%, laringectomia parziale (emicricoidectomia, cricoidectomia, resezione cricotracheale o laringectomia verticale, supraglottica, supratracheale, supracricoidea) nel 24.1%, e laserchirurgia nel   8.9%.

La Radioterapia era stata utilizzata come primo trattamento nel 1.8%; terapia adiuvante con RT nel 7.34% e chemioterapia nello 0.52%.

Le recidive riportate erano state pari al 16.3%, con un tasso di mortalità per malattia dell’8.7% soprattutto per i casi sdifferenziati (grado IV). 

In ambito chirurgico è interessante lo studio retrospettivo sull’esperienza di un unico centro (Massachusset General   Hospital di Boston US) di Zeitels e Baird, pubblicato su Laryngoscope. 

Sono stati indagati 25 pazienti affetti da condrosarcoma laringeo dal 2001 al 2020. Tutti i casi coinvolgevano la cricoide posteriore e sorgevano in prossimità di almeno una delle articolazioni crico-aritenoidee. 23/25 erano di grado II-III, 1 di grado III.

L’intervento effettuato era stato Laringectomia parziale transcervicale in 13/25 casi, rimozione endoscopica transorale in 7/25, Laringectomia totale in 4 /25, osservazione in 1 caso.

In 23 su 25 casi l’intervento iniziale non era stato volutamente radicale per preservare l’articolazione crico-aritenoidea.

Al termine, la radicalità era stata ottenuta in 5 casi (4 laringectomie totali).

Dal punto di vista funzionale la voce postoperatoria risultava accettabile in 21/25 pazienti, tutti quelli sottoposti a chirurgia parziale; la respirazione era stabile senza vie artificiali in 19/21 sottoposti a chirurgia parziale, mentre in 2 casi era stato necessaria tracheotomia.

La deglutizione per vie naturali era buona per tutti i pazienti.

Non si era riscontrato alcun caso di morte specifica per la malattia (follow up medio di 8 anni).

La conclusione degli autori è che nel condrosarcoma laringeo, la chirurgia parziale non radicale nella regione cricoidea posteriore con preservazione della mobilità di almeno una articolazione cricoaritenoidea, non sia pregiudizievole per la sopravvivenza e consenta il mantenimento di una buona fonazione, la pervietà delle vie aeree ed una normale deglutizione.

BIBLIOGRAFIA

Steven M ZeitelsBrandon J Baird. Surgical Treatment Strategies for Laryngeal Chondrosarcomas: A Single Institution Investigation. Laryngoscope 2022 Jan;132(1):169-176. doi: 10.1002/lary.29762.

Álvarez-Calderón-Iglesias O, Pérez-Sayáns M, Hurtado-Ruzza R, Lorenzo-Pouso A, Chamorro-Petronacci C.Survival outcomes in laryngeal chondrosarcoma: a systematic review.Acta Otorhinolaryngol Ital. 2022 Dec;42(6):502-515. doi: 10.14639/0392-100X-N1912..

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Laringectomia Totale

Chiusura del faringe dopo laringectomia totale

Drenaggio in aspirazione a bassa pressione e fistola faringocutanea post laringectomia

La Laringectomia peggiora la funzione sessuale

Emilaringectomia Sovraglottica Allargata con Laser Co2

Ipofaringolaringectomia ed Esofagogectomia Cervicale: Ricostruzione con trasposizione di ansa digiunale prelevata per via Laparoscopica

T1 della laringe: deglutizione migliore dopo laser chirurgia rispetto a radioterapia

Laserchirurgia dei Tumori glottici: videointervista

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Indicazioni e Workup diagnostico

Laserchirurgia dei Tumori glottici: Tecnica chirurgica

Reflusso gastroesofageo e muscolo cricofaringeo

Disfagia: Protocollo Di Valutazione (I parte)

Disfagia: protocollo di valutazione (parte 2)

Disfagia: esami strumentali (parte 3)

La Disfagia nell’anziano: un problema importante

Disfagia dopo Tiroidectomia

Disfagia muscolo-tensiva: efficacia della manipolazione laringea

Deglutizione: esercizi di rinforzamento muscoli linguali per la deglutizione

Deglutizione dopo l’estubazione

Uso terapeutico delle bevande alla cola nel bolo alimentare

Utilità delle insufflazioni tubariche nel trattamento della Otite Media effusiva

0

Utilità delle insufflazioni tubariche nel trattamento della Otite Media effusiva. Le insufflazioni della tuba di Eustacchio sono uno dei possibili trattamenti della Otite media con effusione (OME), la più comune otite dell’infanzia, responsabile di ipoacusia e disturbi del linguaggio.

I ricercatori dell’Università di Padova hanno indagato 74 bambini con OME afferiti al centro Termale “La Contea” (Battaglia Terme, Padova, Italy) e sottoposti a ciclo di insufflazioni tubariche.

Utilità delle insufflazioni tubariche nel trattamento della Otite Media effusiva.

I valori della pressione della timpanometria al termine del trattamento risultavano significativamente migliorati da T0 a T1(p = 0.0001) ed ulteriori miglioramenti erano riscontrati a T2 quando i pazienti avevano timpanogramma di tipo A. 

Veniva anche riscontrato un significativo guadagno nella soglia per via aerea (p = 0.0001) ed una riduzione alla otoscopia dei versamenti fluidi con un incremento dei reperti di normalità (p = 0.0001).

BIBLIOGRAFIA

Salvatore FermoAndrea FrosoliniDaniela ParrinoAntonio ChiappettaGino MarioniCosimo de Filippis.  Eustachian tube insufflation with thermal water: Effectiveness in the treatment of pediatric otitis media with effusion. Am J Otolaryngol. 2022 May 16;43(4):103504. doi: 10.1016/j.amjoto.2022.103504.

utilità delle insufflazioni tubariche

I dati riportati dai colleghi padovani coincidono con l’esperienza personale. All’inizio della mia carriera, durante la specializzazione e negli anni successivi, ho prestato la mia consulenza alle Terme di Sirmione, sia effettuando le insufflazioni prima, che prescrivendole poi. Ho potuto apprezzare direttamente i reali vantaggi di una metodica semplice, minimamente invasiva, particolarmente efficace nei casi di OME resistente alle comuni terapie mediche. I risultati inoltre sono più duraturi.

Per ulteriori approfondimenti sulle insufflazioni tubariche e le Cure Termali in otorinolaringoiatria si può leggere anche l’articolo

Cure Termali in Otorinolaringoiatria

Le Insufflazioni Tubariche – Aggiornamento

Otite media effusiva: la microscopia elettronica evidenzia che non e’ sempre un processo sterile

Otite Media Effusiva: nuovo dispositivo per la cura

Otite Media Acuta: trattamento

La funzione mucociliare nelle disfunzioni tubariche

Otite Media

Otite media: episodi in calo dopo l’introduzione del vaccino PCV13

Otite Media Acuta: prevenire il posizionamento del tubo di drenaggio trans timpanico nei bambini affetti

Otite media cronica del bambino

Tubi di drenaggio transtimpanici nei bambini: Linee Guida (update)

Cortisone intratimpanico o terapia iperbarica nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa e rapporto neutrofili/linfociti elevato

Sordità Improvvisa: vantaggi della RM precoce

Ormoni dello Stress e Sordita’ Improvvisa

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Carenza di ferro peggiora la prognosi della sordità improvvisa idiopatica

Ipoacusia e le 4 D

Ipoacusia. Non ci sento bene: cosa devo fare?

Ipoacusia: gli Esami di Secondo Livello

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Protesi acustiche negli adulti affetti da grave ipoacusia negli USA

Sordità improvvisa pediatrica

Sordità: maggiore rischio nei pazienti con Fibromialgia

Gravidanza, esposizione agli estrogeni e otosclerosi

Iniezione intratimpanica di Cortisone

Età anagrafica avanzata non controindica trattamento curativo tumori testa collo

0

Età anagrafica avanzata non controindica trattamento curativo tumori testa collo. I pazienti molto anziani (>80 anni) con Carcinoma Squamoso del distretto Testa Collo (HNSCC) possono avere risultati favorevoli con terapia oncologica curativa. 

L’età cronologica di per sè infatti non dovrebbe escludere i pazienti dal trattamento.

Lo afferma uno studio della Rowan University, Camden, NJ, USA, in cui sono stati messi a confronto sopravvivenza globale (OS) Sopravvivenza libera da malattia (DFS) e controllo locoregionale di malattia (LRC) in 2 gruppi di pazienti di età 70-79 anni contro >80 anni. 

Età anagrafica avanzata non controindica trattamento curativo tumori testa collo.

DFS e LRC sono risultati sovrapponibili.  Il Performance status (KPS<90) può essere considerato un fattore predittivo sulla sopravvivenza globale (OS) superiore alla sola età anagrafica.

BIBLIOGRAFIA

Traeden WilsonLindsay Fleischer , Shivam PatelAnil Bhatnagar , Nadir AhmadGregory Kubicek. Outcomes of curative treatment for head and neck squamous cell carcinoma in very elderly adults ≥80 years old. Head Neck.2022 Jul 13. doi: 10.1002/hed.27141

Per ulteriori approfondimenti, si possono conultare anche i seguenti link:

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori della Testa e del Collo: stato nutrizionale ed infiammatorio influenzano la prognosi

Biomarcatori metastasi tumori testa-collo

Tumori del Testa collo: breath test per la diagnosi precoce

Tumori testa-collo: One-Step Nucleic Acid Amplification

Molecular analyses and prognostic relevance of HPV in head and neck tumours

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Immunoterapia e Carcinomi della Testa e del Collo

Linfonodi nei carcinomi della Testa e del Collo

Radiofrequenza dei cellulari: effetti su angiogenesi nei tumori della testa e del collo

Tumori testa-collo: nel 2030 un malato su 2 sara’ over 65

Chirurgia e radioterapia nei tumori cervico-facciali

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Carcinomi squamocellulari di testa e collo

Smartphone: le radiazioni sono dannose per la salute?

Dolori al collo, vertigini e cefalea: può essere la sindrome di “text neck” per colpa di smartphone e tablet

Carcinomi cervico facciali HPV correlati e non correlati

Sopravvivere ai tumori Cervico Facciali sviluppa a distanza problemi cognitivi

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

La Sinusite Cronica aumenta il rischio di Tumori del distretto cervico-facciale?

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Management perioperatorio dei pazienti con tumore cervico facciale