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Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

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Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio. Una sistematica review e metanalisi della letteratura su 31 studi per un numero di 4487 pazienti ha dimostrato la persistenza di vertigine residua nel 43% dei casi dopo il successo della manovra liberatoria per Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB).

I fattori di rischio  sono risultati:  Età  (MD 4.17;   P = 0.000), sesso femminile  (OR = 1.28, P = 0.001), VPPB secondaria  (OR 1.88;  P = 0.001), lunga durata della prima del trattamento  (MD 3.45;  P = 0.000),  anomalie nei potenziali evocati oculo vestibolari (OVEMP) (OR 4.34; P = 0.000), anomalie dei potenziali evocati miogenici cervico vestibolari (CVEMP)  (OR 2.48;  P = 0.000), elevato  Dizziness Handicap Index (DHI) score prima del trattamento  (MD 10.88;   P = 0.000), ansia  (OR 9.58;   P = 0.000), osteopenia (OR = 4.40,  P = 0.000), insorgenza in inverno (OR 7.27, P = 0.001) e storia di VPPB (OR 1.79;  P = 0.03)  

Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

 Il lato affetto, localizzazione o tipo di coinvolgimento del canale semicircolare, iperlipemia, diabete , ipertensione, cardiopatie, cefalea, disturbi del sonno, canalolitiasi/cupulolitiasi, numero delle manovre liberatorie eseguite e numero di attacchi vertiginosi, non risultavano direttamente correlali alle recidive.

Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

I risultati di questo studio cinese del Peking University People’s Hospital, Beijing, China confermano la tesi che la VPPB sia causata da multipli fattori la cui patogenesi poggia su disturbi sia psicologici che fisici. Una precoce analisi di questi fattori di rischio può aiutare nel trattamento e nella prevenzione delle recidive

 BIBLIOGRAFIA

Yujie KeXin Ma , Yuanyuan JingTongxiang DiaoLisheng Yu .Risk factors for residual dizziness in patients with benign paroxysmal positional vertigo after successful repositioning: a systematic review and meta-analysis.Eur Arch Otorhinolaryngol. 2022 Jul;279(7):3237-3256. doi: 10.1007/s00405-022-07288-9.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Liberatorie

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Diagnostiche

Granulomi da intubazione: ablazione con radiofrequenza

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Granulomi da intubazione: ablazione con radiofrequenza. L’ablazione con Radiofrequenza dei granulomi laringei da intubazione si è rivelata un trattamento efficace e ben tollerato in uno studio cinese su 13 pazienti.

Nel follow up a 6 mesi dal trattamento non si era manifestata recidiva ed i parametri della valutazione funzionale della voce (GRBAS score e maximum phonation time (MPT)) erano significativamente migliorati (P < 0.05).

BIBLIOGRAFIA

Jianhong Ding , Zhenghua Jiang , Zhengcai Lou.  Radiofrequency ablation of intubation granulomas.Am J Otolaryngol. Mar-Apr 2022;43(2):103326. doi: 10.1016/j.amjoto.2021.103326

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Granuloma laringeo da contatto

Granuloma vocale: iniezione interaritenoidea di tossina botulinica

Granuloma Piogenico della Laringe

Reflusso faringo laringeo: confronto sulla prevalenza dei sintomi e segni otorinolaringoiatrici fra pazienti e specialisti

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Reflusso faringo laringeo: confronto sulla prevalenza dei sintomi e segni otorinolaringoiatrici fra pazienti e specialisti.

La diagnosi clinica di Reflusso faringolaringeo (LPR) è controversa, essendo basata su segni e sintomi aspecifici potenzialmente sovra o sottostimati dai medici curanti. 

Una indagine sui dati clinici di 403 pazienti con diagnosi di Reflusso faringolaringeo (LPR) effettuata con PH impedenzometria ipofaringo-esofagea, ha evidenziato come vengano stimati la maggior parte dei sintomi otorinolaringoiatrici e dei segni laringei da LPR (in accordo con Reflux Symptom Score (RSS) and Reflux Sign Assessment (RSA)).

Sono stati confrontati i dati dei questionari compilati dai pazienti (RSS) e specialisti ORL di riferimento, con la prevalenza attribuita ai sintomi da parte di un precedente international survey patrocinato dal LPR Study Group of the Young Otolaryngologists dell’International Federation of Oto-Rhino-Laryngological Societies (YO-IFOS) che ha coinvolto 824 otorinolaringoaitri.  

La valutazione si è rivelata adeguata, cioè corrispondente nei due gruppi, pazienti e otorinolaringoiatri, per le difficoltà respiratorie, la lingua patinata, l’infiammazione delle bande ventricolari.

La prevalenza di raucedine, dolore laringeo, odinofagia, disfagia, necessità di schiarirsi la voce, sensazione di bolo, pirosi, eccesso di muco in gola, bruciore della lingua, rigurgito, alitosi, tosse dopo mangiato e tosse insistente sono risultati sovrastimati (p<0.01).

La differenza più importante fra prevalenza vera e stimata dei sintomi è capitata per: odinofagia, disfagia e bruciore linguale.

Per questi 3 sintomi la maggior parte dei pazienti (>50%) non aveva riportato il sintomo come attribuibile al reflusso, mentre la maggior parte degli OTO-HNS lo attribuisce al LPR. 

Comportamento opposto si è riscontrato per il dolore toracico: la maggior parte dei pazienti lo ha riportato come sintomo, mentre una minoranza di OTO-HNS lo attribuisce al LPR, sottostimandolo. 

Tra i segni clinici eritema aritenoideo, granulazione interaritenoidea, ipertrofia della commissura posteriore, edema/eritema postcricoideo e muco adesivo endolaringeo sono risultati sovrastimati dagli OTO-HNS (p<0.01).

La differenza statistica maggiormente significativa si è riscontrata per l’eritema della parete faringea posteriore, le granulazioni della parete faringea posteriore, le granulazioni interaritenoidee ed il muco denso endolaringeo.

Questi segni sono stati riscontrati in meno del 50% dei pazienti, mentre   OTO-HNS li attribuiscono al reflusso nella maggioranza dei casi. L’insorgenza di eritema dei pilastri palatini e la ipertrofia della tonsilla linguale sono viceversa risultati segni sottostimati.  

BIBLIOGRAFIA
Jerome R. Lechien. Do Otolaryngologists Over- or Underestimate Laryngopharyngeal Reflux Symptoms and Findings in Clinical Practice? A Comparison Study between the True Prevalence and the Otolaryngologist-Estimated Prevalence of Symptoms and Findings J. Clin. Med. 2022, 11, 5192. https://doi.org/10.3390/ jcm11175192

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Il Refusso Faringo Laringeo nell’anziano

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

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Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso? Qual è la migliore chirurgia per alleviare i sintomi compressivi da gozzo immerso? 

I ricercatori della Pennsylvania State University, di Hershey, PA, (USA), hanno effettuato uno studio retrospettivo su 45.539 pazienti, 9293 trattati con emitiroidectomia e 36.232 con tiroidectomia totale.

L’emitiroidectomia ha dimostrato la stessa efficacia sulla riduzione della sintomatologia compressiva della tiroidectomia totale, facendosi pertanto preferire per i minori rischi chirurgici.

BIBLIOGRAFIA
David C MoffattJacqueline TuckerDavid Goldenberg .Management of compression symptoms of thyroid goiters: Hemithyroidectomy is equally as successful as total thyroidectomy.Am J Otolaryngol 2023 Jan-Feb;44(1):103676. doi: 10.1016/j.amjoto.2022.103676.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Carcinomi Papilliferi della Tiroide

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Carcinoma Papillifero della Tiroide: fattori predittivi recidiva

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Carcinoma papillifero della Tiroide: Citocheratina-19 e Ki 67

Svuotamento Profilattico del Comparto Centrale nel Carcinoma Papillifero della Tiroide cN0

Età e metastasi nel carcinoma papillifero della tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

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Tumore della Tiroide: Svuotamento del Comparto Centrale

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Carcinoma della tiroide e terapia con radioiodio

Carcinoma della tiroide: nuove linee guida NCCN

Tumori tiroidei a basso rischio

Tiroidectomia Totale

Tiroidite di Hashimoto

Tumore differenziato della Tiroide e Obesità

Iperparatoroidismo primario:Choline-PET-CT miglior metodica di imaging per identificarlo

Ipoparatiroidismo post-operatorio: angiografia

Pth: quando dosarlo per predire l’ipoparatiroidismo dopo Tiroidectomia Totale?

Tumori tiroidei incidentali

Chirurgia della tiroide e monitoraggio nervo ricorrente

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Tiroidectomia totale vs Lobectomia

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Chirurgia meno aggressiva per i Tumori della Tiroide

L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

Paratiroidectomia

Cicatrice dopo Tiroidectomia convenzionale

Emitiroidectomia: caratteristiche dei noduli nel lobo tiroideo controlaterale

Consumo di fumo e alcool inversamente proporzionali al rischio di Tumore della Tiroide nella popolazione coreana

Disfagia dopo Tiroidectomia

Schwannoma della Laringe trattato con Laser Co2

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Schwannoma della Laringe trattato con Laser Co2. Il video mostra un caso capitato alla nostra attenzione alcuni anni fa.

Donna di 37 anni si reca d’urgenza al PS per dispnea. Da anni riferisce stomatolalia e senso di corpo estraneo.

Una fibrolaringoscopia evidenziava una neoformazione sottomucosa della plica ariepiglottica di ca. 3,5 cm di diametro, stenosante la laringe.

Essendo la lesione delimitata, con atteggiamento non infiltrante, il paziente veniva portato direttamente in sala operatoria e sottoposto a resezione radicale della lesione in microlaringoscopia con Laser CO2.

L’esame istologico concludeva per Schwannoma della Laringe.

Si tratta di una patologia neoplastica benigna a partenza dalle cellule di Schwann che appartengono alla guaina di rivestimento dei nervi cranici e nervi periferici.

La sede testa collo è frequente, quella laringea abbastanza rara.

Vengono illustrati i vantaggi della metodica laser che ha consentito una exeresi endoscopica, in campo esangue, radicale, con recupero funzionale completo in tempi brevi.

L’indicazione alla chirurgia endoscopica, rispetto a quella open, dipende dalla sede e dimensioni della neoplasia.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

La Tecnologia Laser CO2

LASERCHIRURGIA: La tecnologia

Laser co2 : L’allestimento della sala operatoria

SILENT SINUS SYNDROME

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SILENT SINUS SYNDROME (Sindrome del Seno Silente). La prima descrizione di questa rara patologia si deve a Montgomery nel 1964, anche se il termine  “silent sinus syndrome”  o sindrome del seno silente è stato coniato circa 30 anni dopo.

La maggior parte dei casi coinvolge il seno mascellare ed è caratterizzata da collasso delle pareti del seno con deiscenza del pavimento orbitario.

Più raramente è coinvolto l’etmoide, mentre eccezionalmente il seno frontale.

Capita tipicamente durante la terza – quinta decade di vita, senza predilezione per sesso.

La esatta patofisiologia è sconosciuta. Si ipotizza che una ostruzione dell’ostio del seno mascellare conduca ad un ostacolo alla ventilazione e ad atelettasia per la pressione negativa indotta dal riassorbimento del gas; anche un processo infiammatorio cronico potrebbe condurre ad una progressiva demineralizzazione e assottigliamento del pavimento orbitario e conseguente dislocazione inferiore dell’orbita.

La manifestazione clinica più evidente è l’enoftalmo asintomatico con atelettasia del seno mascellare (criteri diagnostici riconosciuti per la maggior parte degli studi).

Molto frequente è anche la presenza di ipoglobo oculare.

La diagnosi si basa sulla valutazione clinica e su una accurata anamnesi per escludere un pregresso trauma od altre sottostanti cause sistemiche di enoftalmo.

Nello studio per imaging la TAC si fa preferire alla RM perchè fornisce una migliore definizione spaziale delle strutture ossee.

La RM va effettuata in presenza di marcato ipoglobo.

silent sinus syndrome

Nei casi di SSS frontale la TAC rivela la presenza di celle frontali ostruenti sopra l’agger nasi ed anche una lateralizzazione del turbinato medio che portano ad una atelettasia del seno frontale con assottigliamento e bombatura della parete orbitaria superiore nel seno frontale.

Il trattamento è chirurgico endoscopico (FESS) per ripristinare la ventilazione del seno coinvolto.

Controversa rimane la necessità ed il timing della ricostruzione del pavimento orbitario con accesso subcongiuntivale (one-stage o differito di ca 6 mesi rispetto alla antrostomia, qualora la FESS non fosse sufficiente a migliorare l’enoftalmo).

BIBLIOGRAFIA

 Alex C. Tham, Bryan Arthurs   Marc A. Tewfik Silent Sinus Syndrome Involving the Frontal Sinus . Report of a case. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2022;148(6):582-583. doi:10.1001/jamaoto.2022.0388
Cecilia Rosso, Alberto Maria Saibene, Giovanni Felisati, Carlotta Pipolo Silent sinus syndrome. Systematic review and proposal of definition,diagnosis and management. Acta Otorhinolaryngol. Ital 2022;42:305-316. doi:10.14639/0392-100X-N1598

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Irrigazione salina calda: vantaggi durante la FESS

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Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

FEES nello studio della Disfagia

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

La disfunzione tubarica migliora con la FESS

Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale: 1° step

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

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Chirurgia endoscopica rinosinusale e sistemi di navigazione

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale Funzionale

FUNGUS BALL: Trattamento endoscopico rinosinusale (E.S.S.)

La chirurgia endoscopica rinosinusale

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

Accuratezza della RM nella determinazione della profondità di invasione (DOI) nei tumori della bocca

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Accuratezza della RM nella determinazione della profondità di invasione (DOI) nei tumori della bocca.

Profondità di invasione (DOI) e Livello di invasione (LOI) sono fattori istopatologici che hanno un valore prognostico sfavorevole nella stadiazione dei Carcinomi squamosi del Cavo orale.

I ricercatori della Capital Medical University, Beijing, China hanno valutato l’accuratezza della Risonanza Magnetica (MRI) nel determinare questi parametri su 49 pazienti con diagnosi istologica di carcinoma buccale, operati da Luglio 2016 a Dicembre 2019. 

La differenza globale nella determinazione del DOI fra MRI e sezioni patologiche è risultata pari a 5.55+/- 2.40 mm.

Il valore medio del DOI determinato con MRI necessario per identificare linfonodi metastatici era pari a 8.5 mm e questo dato veniva ritenuto indicativo per effettuare uno svuotamento del collo simultaneo alla exeresi di T.

L’infiltrazione alla MRI del muscolo buccinatore rappresentava un fattore prognostico indipendente per il carcinoma buccale.

BIBLIOGRAFIA

 Yuxin WangMinghui MaoJinzhong LiZhien FengLizheng Qin  Zhengxue Han .Accuracy of Magnetic Resonance Imaging in Evaluating the Depth and Level of Invasion of Buccal Carcinoma: A Prospective Cohort Study.J Oral Maxillofac Surg. 2022 Jan;80(1):185-196. doi: 10.1016/j.joms.2021.05.008.

accuratezza della RM

Pur di fronte ad un continuo miglioramento della accuratezza diagnostica delle metodiche per imaging, ancora è prematuro affidarci alla capacità della RM di definire il DOI e decidere se effettuare o meno uno svuotamento di un collo N0.  Ricordo che in questi casi la procedura del linfonodo sentinella (SNB) rimane la metodica di staging largamente migliore.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

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Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi. L’inquinamento atmosferico costituisce un fattore di rischio per la progressione della sinusite cronica polipoide (CRSwNP).  

Lo afferma uno studio retrospettivo cinese su 282 pazienti di Beijing.

Una breve esposizione a PM2.5/10, SO2, CO, NO2, e O3 era associata a un significativo incremento del Lund-Mackay (L-M) score.

Una breve esposizione a PM10, CO, e NO2 risultava direttamente correlata con l’incremento del visual analogue scale (VAS) score per mal di testa e dolore facciale.

Per ogni unità poi di incremento di esposizione a PM2.5 (≥150 μg/m3 ) aumentava di 1.047 volte il rischio dell’endotipo di rinosinusite cronica eosinofila (ECRSwNP).

BIBLIOGRAFIA

Xiaozhe Yang , Shen ShenYuzhoujia DengChengshuo WangLuo Zhang . Air Pollution Exposure Affects Severity and Cellular Endotype of Chronic Rhinosinusitis With Nasal Polyps. Laryngoscope. 2022 Nov;132(11):2103-2110. doi: 10.1002/lary.29974.

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Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

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Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Terapie biologiche per la sinusite cronica

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Rinosinusite cronica: ostruzione respiratoria e funzione sessuale

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Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

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Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

Il Reflusso Faringo Laringeo e la rinosinusite cronica

Rinosinusite cronica ricorrente da S. Aureus

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L’esame istopatologico della rinosinusite cronica

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Rinosinusite cronica eosinofila

Patologia Rinosinusale Monolaterale

Rinosinusite Cronica: Migliori risultati ottimizzando la somministrazione intranasale di farmaci

Sinusite cronica, ansia e depressione

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Rinosinusite cronica: il trattamento chirurgico migliora qualità del sonno

Rinosinusite Cronica: Protocollo di valutazione

Adenoidite e Rinosinusite Cronica nei bambini

Epidemiologia dei tumori delle ghiandole salivari maggiori

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Epidemiologia dei tumori delle ghiandole salivari maggiori. I Tumori delle ghiandole salivari (SGT) sono un gruppo relativamente raro di neoplasie caratterizzate da una vasta gamma di varianti istopatologiche e cliniche.

Per questo motivo gli studi epidemiologici sui tumori delle ghiandole salivari hanno avuto sviluppo e valore limitati.

Uno studio internazionale multicentrico ha raccolto i dati di 15 centri rappresentativi della maggior parte delle aree geografiche dal 2006 al 2019 per un totale di 5739 casi.

I tumori benigni sono risultati il 65% contro 35% di maligni.

Epidemiologia dei tumori delle ghiandole salivari maggiori.

Una lieve prevalenza per il sesso femminile (54%) con un picco di incidenza fra 40 e 70 anni, sia per i tumori benigni che maligni.

Le ghiandole salivari maggiori risultano largamente più interessate delle minori (68% contro 32%) e la parotide quella più coinvolta (70% per i tumori benigni e 47% per i maligni).

Tra gli istotipi benigni, l’Adenoma pleomorfo è prevalente (70%), seguito dal Tumore di Warthin (17%), mentre fra i tumori maligni prevalgono il Carcinoma mucoepidermoide (26%) ed il Carcinoma Adenoido Cistico (17%).

BIBLIOGRAFIA

Ibrahim Alsanie, Shahad Rajab, Hannah Cottom, Oluyori Adegun, Reshma Agarwal, Amrita Jay, Laura Graham, Jacqueline James, A William Barrett, Willie van Heerden, Mariano de Vito, Alessandra Canesso, Akinyele Olumuyiwa Adisa, Abdul-Warith Olaitan Akinshipo, Oluseyi Folake Ajayi, Mark Chukwuemeka Nwoga, Chukwubuzor Udokwu Okwuosa, Olufemi Gbenga Omitola, Efetobo Victor Orikpete, Merva Soluk-Tekkesin, Ibrahim O Bello, Ahmed Qannam, Wilfredo Gonzalez, Maria Eduarda Pérez-de-Oliveira, Alan Roger Santos-Silva, Pablo Agustin Vargas, Eu-Wing Toh, Syed Ali Khurram. Distribution and Frequency of Salivary Gland Tumours: An International Multicenter Study.Head and Neck Pathology 2022 May 2

Epidemiologia dei tumori delle ghiandole salivari maggiori prof

I dati di questo studio confermano sostanzialmente quelli della esperienza personale  2000-2015  casi 490 :

Tumori benigni 80%, Tumori maligni 20%. L’Adenoma pleomorfo è prevalente (49%) ma il T. Di Warthin ha incidenza maggiore (34%) rispetto a questo studio. Fra i tumori maligni il carcinoma mucoepidermoide risultava quello prevalente (24%), seguito dal Carcinoma a cellule Aciniche (17%)

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Quiz Case Report 1: Parotid

Quiz case report 3: Neck mass

Metastasi Linfonodali occulte nei Tumori delle Ghiandole Salivari

Ghiandole Salivari: il Tumore di Warthin

Carcinoma Adenoide Cistico delle Ghiandole Salivari

Tumori delle ghiandole salivari

Tumori delle ghiandole salivari: confronto agoaspirato e agobiopsia

Tumori maligni delle salivari: nuovi biomarker per diagnosticarli

Tumori delle ghiandole salivari e linfonodi

Chirurgia della Parotide: la ricerca del Nervo Facciale

Nervo Grande Auricolare e chirurgia parotidea

Carcinoma Adenoideo Cistico delle Ghiandole Salivari

Importanza della Diagnostica Citologica Agoaspirativa nella patologia delle Ghiandole Salivari

The Milan System for Reporting Salivary Gland Cytopathology

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

Parotidectomia totale con tecnica MI FUSION ®

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

Adenoma Pleomorfo dello Spazio Parafaringeo: approccio chirurgico cervicotomico trasparotideo

Calcoli Salivari: la Scialoendoscopia

I Calcoli Salivari

L’uso dei Presidi Optici nella chirurgia della Parotide

Anatomia Chirurgica della Ghiandola Parotide (III): l‘isolamento del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Parotide (II Parte): la ricerca del Nervo Facciale

Anatomia Chirurgica della Parotide e del Nervo Facciale (parte I)

Metastasi Intraparotidee da Carcinoma Squamoso della Cute

Tumori benigni della parotide

Plastica di rotazione del Muscolo Sterno Cleido Mastoideo post Parotidectomia

Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

La classificazione delle Parotidectomie

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Lo svuotamento della loggia sottomandibolare

Sintomi ORL da infezione da Coronavirus nei bambini nel 2019

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Sintomi ORL da infezione da Coronavirus nei bambini nel 2019. Una sistematica review e metanalisi della letteratura pubblicata su J Laryngol Otol ha documentato le manifestazioni otorinolaringoiatriche delle infezioni da Coronavirus nei bambini nel 2019.

Il sintomo più comunemente registrato è stata le tosse (38%), mal di gola (12%), disturbi nasali (15%), anosmia (8%), disturbi del gusto (8%).

Ipoacusia, vertigini e disturbi della voce erano stati riscontrati eccezionalmente.

Rispetto agli adulti affetti da COVID-19, anosmia e disturbi del gusto sono risultati meno frequenti nei bambini.

BIBLIOGRAFIA
M Yadav , A SinghJ Meena J M Sankar   . A systematic review and meta-analysis of otorhinolaryngological manifestations of coronavirus disease 2019 in paediatric patients J Laryngol Otol. 2022 Jul;136(7):588-603. doi: 10.1017/S0022215122000536.

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