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Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B

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Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B. Il video illustra i dettagli chirurgici dello svuotamento del II Livello B dello Svuotamento latero cervicale Radicale Modificato tipo III sec Robbins.

Dopo l’incisione del collo effettuata con bisturi freddo, profonda fino a comprendere la fascia cervicale superficiale ed il muscolo platisma, si solleva il lembo cervicale per esporre il campo chirurgico.

Trovo molto utile il ricorso ad uncini elastici retrattori che consentono una esposizione ottimale e stabile del campo chirurgico, permettendo di eseguire l’intervento con l’aiuto di un solo chirurgo in aggiunta all’operatore.

Partendo dal concetto che lo svuotamento non è la ricerca dei singoli linfonodi da asportare, ma l’incisione e liberazione delle fasce cervicali che avvolgono muscoli, vasi e nervi del collo e che contengono al loro interno la rete di stazioni linfonodali da rimuovere senza interromperle, si incide inizialmente la fascia che riveste il muscolo Sterno Cleido Mastoideo. 

Si espone il margine del muscolo clivandolo attentamente dalla fascia e causticando puntualmente con pinza bipolare i piccoli vasi arteriosi e venosi in prossimità del bordo muscolare.

Se possibile è utile risparmiare la vena giugulare esterna per favorire il drenaggio venoso, soprattutto in caso – a volte non prevedibile – di essere costretti a legare la vena giugulare interna.

Inferiormente, sempre dissecando la fascia dal muscolo SCM, si arriva al limite inferiore superficiale dello svuotamento, evidenziando il muscolo omoioideo (limite dello svuotamento selettivo sovra-omoioideo).

II Livello B contiene la stazione linfonodale sovraspinale.

Il tempo fondamentale è l’identificazione e liberazione del nervo accessorio spinale. Il suo decorso è obliquo da laterale a mediale e dal basso verso l’alto partendo profondamente al muscolo SCM nel suo terzo anteriore. 

La dissezione viene condotta con forbici e pinze secondo traiettorie parallele al decorso del nervo che rimane inizialmente sempre sotto visione, per non danneggiarlo. 

Il cellulare lasso viene staccato dalla parte postero inferiore del muscolo SCM arrivando in profondità al piano dei muscoli scaleni, dall’alto in basso. 

Il nervo accessorio viene isolato. Vengono causticati con molta attenzione i vasi occipitali, e, trazionando attentamente da parte dell’aiuto il nervo accessorio con il retrattore di Farabeuf, che in tal modo lo protegge, il tessuto del II livello B viene fatto passare sotto al nervo spinale stesso liberando completamente il recesso sovraspinale.

I tempi successivi verranno illustrati nei video successivi.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Svuotamento latero cervicale radicale modificato per Carcinoma della Tonsilla

Bisogna fare lo svuotamento dopo Linfonodo Sentinella positivo nel melanoma del testa collo?

Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

Adenotomia Endoscopica vs tradizionale

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 Adenotomia Endoscopica vs tradizionale. L’adenotomia endoscopica si dimostra una procedura sicura ed efficace, superiore alla adenotomia tradizionale con curettage delle vegetazioni adenoidi, in termini di completezza della resezione, miglior controllo della profondità di resezione, minimi danni intraoperatori collaterali, minor dolore postoperatorio.

Lo afferma uno studio indiano condotto su 50 bambini divisi in due gruppi:

A. curettage tradizionale;
B. adenotomia endoscopica.

Il tempo medio dell’intervento endoscopico era 35 minuti contro 25 minuti di quello tradizionale.

Il sanguinamento intraoperatorio risultava lievemente maggiore nel gruppo endoscopico (29.32 ml rispetto a 18.4).

BIBLIOGRAFIA
Dharm Singh Beemrote, Yogesh Aseri, Digvijay Singh Rawat, Sushma Mahich, P C Verma A Comparative Study of Endoscopic Assisted Powered Adenoidectomy Versus Conventional Adenoidectomy. Indian Journal of Otolaryngology and Head and Neck Surgery 2023, September doi: 10.1007/s12070-023-03633-4.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Adenotomia endoscopica con microdebrider superiore rispetto al curettage convenzionale

Ipertrofia Adenoidea: diagnosi e trattamento

Adenotomia migliora i sintomi della sinusite cronica nei ragazzi di 7-18 anni

Ipertrofia Adenoidea: ablazione con radiofrequenza

Ipertrofia adenoidea: RX Laterale Rinofaringe aiuta nella valutazione clinica

Adenoidite e Rinosinusite Cronica nei bambini

Ipertrofia Adenoidea nei bambini con Rinite Allergica

Tonsille e Adenoidi nell’infanzia: rischi a lungo termine della rimozione

Adenoidi nei bambini, quando vanno operate?

Tonsille e Adenoidi: cosa servono?

Adenofaringoplastica vs Adenotonsillectomia nelle Apnee Ostruttive severe dei bambini

Protocollo ottimizzato di ossigenoterapia iperbarica nel trattamento della Ipoacusia Improvvisa

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Protocollo ottimizzato di ossigenoterapia iperbarica nel trattamento della Ipoacusia Improvvisa. Uno studio coreano pubblicato su Laryngoscope delinea il protocollo ottimizzato per il trattamento della ossigenoterapia iperbarica (HBOT) in caso di Ipoacusia Improvvisa Neurosensoriale (SSNHL).

Nello studio erano stati arruolati 112 pazienti tutti trattati con terapia al 31.35 steroidea sistemica e intratimpanica e 10 sessioni di HBOT a pressioni e tempi diversi (gruppo 1: 2,5 ATA per 1 h, gruppo 2 2.5 ATA per 2 h; gruppo 3 1,5 ATA per 1 h) e seguiti con un follow up di 3 mesi.

I pazienti che avevano riportato la maggior percentuale di recupero erano quelli con più alta pressione (ATA 2.5 atm) dei gruppi 1 e 2 (57.6% e 58% rispettivamente rispetto al 31.3% del gruppo 3) con miglior guadagno nella soglia uditiva (PTA) e nello score di discriminazione della parola (WDS).

Il protocollo suggerito dallo studio è pertanto 10 sessioni di HBOT a 2.5 ATA per 1 h di tempo.

BIBLOGRAFIA
Hwabin Kim , Soo-Keun Kong , Jia Kim, Hyun-Min Lee, Sung-Won Choi , Il-Woo Lee , Se-Joon Oh The Optimized Protocol of Hyperbaric Oxygen Therapy For Sudden Sensorineural Hearing Loss Laryngoscope 2023 Feb;133(2):383-388. doi: 10.1002/lary.30181.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Terapia iperbarica aiuta chirurgia per distacco totale- subtotale dell’orecchio esterno

Cortisone intratimpanico o terapia iperbarica nella ipoacusia improvvisa

Sordità improvvisa: Ossigenoterapia Iperbarica

Ipoacusia Neurosensoriale Improvvisa e Neurinoma Acustico

Ipoacusia neurosensoriale improvvisa e gravidanza

Ipoacusia Improvvisa e infezione da Herpes Zoster

Studio della funzione vestibolare nella sordità improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Volare subito dopo una sordità improvvisa

Sordità Improvvisa e sindrome metabolica

Sordità improvvisa prima e dopo il parto

Deficienza di Vitamina D e Ipoacusia Improvvisa

Eparina e recupero uditivo nelle sordità improvvise

Perdita di udito sensorineurale improvvisa e fattori predittivi di recupero

Ipoacusia Improvvisa: Emergenza Otorinolaringoiatrica

La manipolazione laringea migliora la qualità della voce nella disfonia muscolo tensiva

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La manipolazione laringea migliora la qualità della voce nella disfonia muscolo tensiva. La disfonia muscolo tensiva (MTD) è il più comune disturbo funzionale della voce.

La terapia comportamentale rappresenta il trattamento di prima istanza per MTD e la manipolazione laringea è parte di questo trattamento.

Uno studio di review ha valutato l’efficacia della manipolazione circumlaringea (MCT) sui marcatori acustici della fonazione. Significativi miglioramenti sono stati ottenuti nei test jitter (differenza media % -.58;), shimmer (differenza media di -5.66;) e  harmonics-to-noise ratio in dB (differenza media di 4.65), confermando l’efficacia della terapia di manipolazione laringea sulla qualità della voce.

BIBLIOGRAFIA
Ben Barsties V Latoszek, Christopher R Watts, Svetlana Hetjens . The Efficacy of the Manual Circumlaryngeal Therapy for Muscle Tension Dysphonia: A Systematic Review and Meta-analysis . Laryngoscope 2024 Jan;134(1):18-26. doi: 10.1002/lary.30850.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Disfagia muscolo-tensiva: efficacia della manipolazione laringea

La Manipolazione Laringea: che cos’è

Qualità Acustiche della Voce

Laringoplastica iniettiva con acido ialuronico nelle paralisi monolaterali delle corde vocali: review della letteratura

Noduli Vocali

Tremore della voce: efficace la tossina botulinica

Le patologie della Voce

Movimenti paradossi delle corde vocali e terapia logopedica

Hai problemi alle corde vocali?

La Disfonia: Quando allarmarsi?

Efficacia della stimolazione selettiva del nervo ipoglosso nelle Apnee Notturne Ostruttive

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Efficacia della stimolazione selettiva del nervo ipoglosso nelle Apnee Notturne Ostruttive. Nel trattamento delle Apnee Notturne Ostruttive, la stimolazione del nervo ipoglosso, mantenendo il tono motorio linguale, permette di preservare la pervietà della via aerea superiore prevenendo il prolassamento della base linguale in faringe durante il sonno.

La stimolazione mirata del nervo (Targeted hypoglossal nerve (THN) stimulation) offre un approccio alternativo per l’attivazione di muscoli linguali ed è generalmente ben tollerata.

Questo sistema fornisce un elettrodo multicontatto per stimolare porzioni del nervo prossimale piuttosto che stimolare l’intero nervo distale.

Ciò consente di stimolare in vario grado diversi gruppi muscolari della lingua.   

Per valutare l’efficacia e l’utilità della stimolazione selettiva del nervo ipoglosso prossimale (THN) nel trattamento delle Apnee Notturne Ostruttive, uno studio clinico randomizzato multicentrico internazionale ha valutato 138 pazienti (età media 56 anni 13.8% donne) con OSA moderato severo (AHI 20-65 eventi/h).

La valutazione è stata effettuata utilizzando THN per 11 mesi con follow up a 12 mesi.

Sono stati ottenuti miglioramenti nei parametri AHI (42.5 % dei casi), ODI (60.2%), e negli score di  valutazione di Epworth Sleepiness Scale, Functional Outcomes of Sleep Questionnaire, and EQ-5D visual analog scale scores.

Sono stati osservati due eventi avversi seri (dislocamento e forte dolore cervicale) e 100 eventi avversi lievi.

Lo studio dimostra come l’utilizzo di THN migliori le apnee notturne, la qualità del sonno e la qualità della vita nei pazienti con OSAS medio-severa.

I dati clinici della stimolazione prossimale sono paragonabili a quelli della stimolazione distale con minori effetti collaterali, maggiore facilità di esecuzione dell’impianto e buona tollerabilità.

BIBLIOGRAFIA
Alan R.Schwartz, Ofer Jacobowitz, David W Eisele et al. Samule A.Mickelson, Mitchel B.Miller, Arie Oliven, Victor Certal, Martin L.Hopp, David H.Winslow, Tod C. Huntey, Nathan E.Nachlas, Luu V.Pharm, M.Boyd Gillespie, Brian H Weeks, Eric G.Lovett, John Shen, Atul Malhotta, Joachim T. Maurer. Targeted Hypoglossal Nerve Stimulation for Patients With Obstructive Sleep Apnea. A Randomized Clinical Trial.JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2023;149(6):512-520. doi:10.1001/jamaoto.2023.0161

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Apnee ostruttive del sonno e nervo ipoglosso

Apnee ostruttive notturne severe danneggiano il funzionamento delle vie uditive

OSAS e danno uditivo

OSAS moderato/severo: chirurgia multilivello meglio della terapia medica

OSAS medio-grave e igiene del sonno

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

Chirurgia dell’OSAS: Avanzamento Ioideo

Terapia del’OSAS: La sospensione ioidea

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Attenzione alle Apnee ostruttive del sonno: possono indurre depressione negli uomini che ne soffrono

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Apnea ostruttiva posizionale e non posizionale

Apnea con ipertensione infantile

L’apnea del sonno danneggia il tessuto cerebrale dei bambini

Questionario Apnea Epworth Sleepiness Scale

Questionario Apnea American Academy of Sleep

Apnea e faringite: benefici a breve termine della tonsillectomia in età pediatrica

Associazione fra Osas e Trigliceridi

Apnee notturne: trattamento con cPAP migliora la vita sessuale

Apnea nel sonno: MAD non riduce rischio cardiovascolare

Bambini con OSAS dopo adenotonsillectomia

Eccessiva sonnolenza diurna e nuovo farmaco

Adenotonsillectomia e Apnea nei bambini

OSAS Epiglottis Stiffening Operation

OSAS e stimolazione del nervo ipoglosso

Budesonide spray nasale migliora la qualità della vita nei bambini affetti da Apnee notturne

Ugulopalatofaringoplastica: tempi chirurgici dell’intervento

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Epiglottoplastica riduttiva con Laser Co2 per OSA

La ostruzione nasale notturna peggiora il controllo pressorio nei pazienti OSA

OSA e disturbi della deglutizione

Espansione mascellare rapida non migliora l’OSA pediatrica

Pazienti OSA: chirurgia meglio della cPAP

OSA: la chirurgia riduce rischi di complicanze sistemiche

Russamento e Apnee Ostruttive Posizionali

Avanzamento maxillomandibolare e Apnea Ostruttiva

Polisomnografia con Watch-Pat 300

Polisomnografia nei disturbi respiratori del sonno in età pediatrica. Non sempre solo Apnee Ostruttive

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sleep Endoscopy: selection of cases

Sleep Endoscopy: la procedura operativa

Sleep Endoscopy: protocollo farmacologico

Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey

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Raccomandazioni pratiche per il trattamento della Rinosinusite Cronica Polipoide nell’era dei biologici – Italian survey. L’avvento dei farmaci biologici ha causato un rapido ed ampio cambiamento nel trattamento della rinosinusite cronica polipoide (CRSwNP).

I membri del Joint Commitee on Biologics in Rhinology e dell’Italian Rhinology Commitee of the Italian Society of Otorhinolaryngology hanno coinvolto un gruppo di otorinolaringoiatri esperti nella gestione della CRSwNP (61 centri, 57% universitari e 43% ospedalieri) sviluppando un sondaggio di 74 domande. 

Dall’analisi sono derivate alcune raccomandazioni applicabili nella pratica clinica che vengono qui sinteticamente riassunte nella sezione che riguarda la individuazione e valutazione dei pazienti da sottoporre alla terapia con farmaci biologici.

Definizione dell’infiammazione di tipo 2

La maggioranza degli esperti (88%) concorda che il dosaggio delle IgE totali è utile per definire l’infiammazione di tipo 2, sebbene solo il 47% lo richieda nella pratica clinica. 

L’88% nella pratica è d’accordo che il dosaggio totale degli eosinofili nel sangue sia utile nella definizione di infiammazione di tipo 2 ed il 77% degli esperti lo richiede prima di considerare la terapia con farmaci biologici.

Il 58% ritiene che la biopsia potrebbe dare informazioni sul profilo della infiammazione dei soggetti affetti da CRS ma la stragrande maggioranza (75%) non effettua solitamente la biopsia per definire l’endotipo.

Riguardo ai cut-offs dei parametri utili a definire l’infiammazione di tipo 2, per quanto nella pratica clinica non vi sia un accordo, lo studio propone di riferirsi ai seguenti valori suggeriti dalle linee guida internazionali:

IgE Total > 100 U.I./ml

Conta degli Eosinofili nel sangue (CBS) > 250 cell/ul

conta eosinofilica tissutale di >10 cellule /hpf

Non vi è accordo su quando effettuare la CBS: per la maggioranza ogni 3 mesi per alcuni ogni 6 mesi.

La maggioranza degli intervistati ritiene utile effettuare in questi pazienti una valutazione allergologica e test immuno-allergologici per definire l’endotipo della CRSwNP.

Il 70% raccomanda di effettuare la Citologia Nasale con scraping endonasale sulla mucosa del turbinato inferiore, utile per definire il profilo infiammatorio locale, sebbene solo il 50% di fatto lo effettua nella pratica clinica.

Il 59% degli esperti intervistati concorda sulla utilità del ricorso a FeNO (fractional exhaled nitric oxide) per definire il profilo dell’infiammazione nella CRSwNP, ma solo il 25% lo applica nella pratica clinica.

Score utilizzati nella misurazione della severità della CRSwNP nei pazienti candidati all’utilizzazione dei biologici:

a) valutazione dei sintomi:

  • SNOT-22 (EPOS2022 > 40) per il 98%
  • Visual Anologue Scale (VAS) totale (EPOS2020>7) per il 70%. Il test valuta l’ostruzione nasale rinorrea-olfatto e dolore craniofacciale)

Scarsamente utilizzati sono Nasal Congestion score (NCS) e Total Composite Symtoms Score (TCSS).

b) storia clinica del paziente

L’analisi dei risultati della precedente chirurgia è giudicata più rilevante rispetto alla necessità di ricorrere a cicli di corticosteroidi orali. Solo una minoranza da valore alla dose totale di cortisone (OCS) od ai giorni totali di utilizzo di steroidi nell’ultimo anno.

c) esami strumentali

–   Nasal polyp score (NPS) su valutazione endoscopica (98%)

  • Lund-Mackay score sull’esame TAC dei seni paranasali (56%) che giudica estensione e severità della malattia
  • Conta totale degli Eosinofili nel sangue (87%)
  • IgE Totali (89%)
  • Eosinofilia locale sul tessuto (citologia o istologia) è ricercata solo dal 48% degli intervistati.

Scarsamente utilizzate sono la Rinomanometria anteriore (26%) ed il PNIF (picco di flusso inspiratorio nasale) (11%)

d) valutazione dell’olfatto

La valutazione dell’olfatto, sebbene suggerita dalle linee guida internazionali prima dell’uso dei biologici, viene effettuata solo nel 53% dei casi nei centri dello studio, anche a causa della difficoltà ad avere disponibilità dei test nelle strutture ospedaliere (24%).

Il test più utilizzato è VAS smell test, basato sull’identificazione di 16 odori. È un test rapido semplice e facile da eseguire e permette una appropriata discriminazione fra anosmia e normosmia. Va detto che non sempre la valutazione quantitativa soggettiva del VAS correla con la misurazione della funzione olfattoria. Possono essere utili

  • Sniffin Sticks 35%
  • UPSIT 10%

BIBLIOGRAFIA
Eugenio De Corso, Carlotta Pipolo, Elena Cantore, Giancarlo Ottaviano,Stefania Gallo, Matteo Trimarchi, Sara Torretta, Carlo Cavaliere, Daniela Lucidi, Veronica Seccia, Stefano Settimi, Frank Rikki Canevari, Ernesto Pasquini, Ignazio La Mantia, Massimiliani Garzaro, Gianluca Bellocchi, Michele De Benedetto, Nicola Lombardo, Alberto Macchi, Luca Malvezzi, Gaetano Motta, Claudio Vicini, Alessandro Maselli, Valeria Dell’Era, Alberto Dragonetti, Francesco Asprea, Valentina Lupato, Angelo Ghidini, Simonetta Masieri, Davide Mattavelli, Francesco Antonio Salzano, Desiderio Passali, Jacopo Galli, Fabio Pagella. Practical reccomendation for managing severe chronic Rhinosinusitis with nasal plyps in the era of biologics. Acta Otorhinolaryngologica italica 2023 may 23 doi:1014639/0392-100X.N2422a

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Fattori predittivi recupero olfatto dopo FESS per sinusite cronica polipoide

Presenza di Staphylococcus Aureus rettale fattore prognostico di Recidiva di Sinusite polipoide dopo FESS

Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) per sinusite cronica polipoide

Intervento di Chirurgia Endoscopica Rinosinusale per Rinosinusite Cronica Polipoide

Raccomandazioni pratiche nella gestione della rinosinusite cronica con poliposi nasale severa nell’era dei biologici

La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

HPV e Sinusite Cronica Polipoide

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

Dupilumab: effetti avversi del trattamento sulla rinosinusite cronica con polipi

Farmaci biologici e rinosinusite cronica: position paper SIOT

Poliposi: Corticosteroidi prima della FESS

Il microbioma nasale ha un ruolo nella patogenesi della rinosinusite cronica

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Nuova classificazione delle Rinopatie basata su etiologia e citologia nasale

La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

La Citologia Nasale (I)

La Citologia Nasale (seconda parte)

SNOT-22 : SINO-NASAL OUTCOME TEST

Snot-22 puo’ predire il rischio di reinterventi sui seni paranasali

HPV e cancro dell’orofaringe. A che punto è il ricorso ai vaccini?  

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HPV e cancro dell’orofaringe. A che punto è il ricorso ai vaccini?  La consapevolezza del rapporto fra Papilloma Virus (HPV) e lo sviluppo di Carcinoma squamoso dell’Orofaringe (OPSCC) ha incrementato il tasso di vaccinazione contro HPV?

Uno studio effettuato a Boston su 405 pazienti afferenti in ospedale (età media 29 anni 58.3 % femmine), cui veniva richiesto di rispondere ad una serie di questionari, ha evidenziato come il tasso di vaccinazione era solo il 26.6% e solo il 23% dichiarava di essere a conoscenza della relazione fra infezione da HPV e OPSCC.

Sia il tasso di vaccinazione (37.9% nelle ragazze – 10.6% nei ragazzi) che di consapevolezza era maggiore fra le donne.

Si riscontrava una correlazione diretta fra conoscenza dei rapporti fra HPV e cancro ed il favore ad essersi sottoposti a vaccinazione.

BIBLIOGRAFIA
Jacob C Bloom, Nicole Kaufmann, Shirley Koss , Heather A. Edwards, Rebecca B Perkins, Daniel L.Faden et al.Deciphering Knowledge and Opinions of Human Papillomavirus and Human Papillomavirus Vaccination for Facilitation of Point-of-Care Vaccination in Adults. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2023; 149(10):870-877. 10.1001/jamaoto.2023.2073

hpv e cancro dell'orofaringe prof

Un’ informazione più capillare da parte dei medici di famiglia e specialisti sulla conoscenza che l’infezione da HPV può indurre il Cancro dell’Orofaringe e che OPSCC-HPV-correlato sia il tumore più frequente ed in maggiore aumento fra i giovani, è assolutamente necessaria. Questo sarebbe in grado, sulla base dei dati dello studio, di favorire l’accesso maggiore ai vaccini.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Carcinoma Orofaringe: prognosi migliore per pazienti HPV+ solo se non fumatori

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Carcinoma dell’Orofaringe Hpv correlato

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Otalgia fattore predittivo di infiltrazione perineurale nel Carcinoma dell’Orofaringe

Carcinoma Orofaringe: ricostruzione con Lembo Miocutaneo di Gran Pettorale

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Tumore Orofaringeo Hpv indotto

Rischio di Secondo Tumore Hpv Associato

Carcinomi cervico facciali HPV correlati e non correlati

Trattamenti nei tumori orofaringei HPV correlati

I Tumori dell’orofaringe Hpv Correlati: Entità a se stante?

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Tumori dell’orofaringe HPV correlati: review

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Identificata la proteina chiave per bloccare la replicazione del Virus HPV

Hpv: Papilloma Virus nel tessuto tonsillare

What is Human Papilloma Virus?

Both mucosal and cutaneous papillomaviruses are in the oral cavity but only alpha genus seems to be associated with cancer

La Vaccinazione contro il Virus HPV: la vera prevenzione

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Test salivare e tumore orofaringeo asintomatico da Hpv

HPV 16 e 18 nel 30% dei tumori del cavo orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Il fumo attivo nei tumori orofaringei HPV positivi

Carcinoma Verrucoso: non necessario lo svuotamento latero cervicale elettivo

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Il Carcinoma Verrucoso (VC), una variante istologica rara del carcinoma squamocellulare (2%-8% dei HNSCC), presenta caratteristiche istopatologiche relativamente benigne che lo fanno classificare come una variante meno aggressiva del SCC.

I linfonodi patologici sono quasi sempre assenti.  

Uno studio retrospettivo condotto dal gruppo di Patel su 1015 pazienti con T1-4 VC, di cui il 22% sottoposti a svuotamento latero cervicale (END), per valutare l’opportunità di effettuare in questi casi un END, ha evidenziato che la  sopravvivenza (OS) dei pazienti trattati con e senza END era sovrapponibile (71.3% e 70.6%, rispettivamente (p = .661).

END non riduceva il rischio di morte per malattia e non allungava la sopravvivenza.

Pertanto la raccomandazione è di ricorrere allo svuotamento solo nei casi di coinvolgimento clinico dei linfonodi.

Nei casi di incerta istologia fra HNVC e HNSCC, prima di procedere allo svuotamento latero cervicale, gli autori consigliano di effettuare un esame istologico estemporaneo intraoperatorio al congelatore per chiarire meglio la diagnosi e procedere di conseguenza.

BIBLIOGRAFIA
Aman M Patel, Sudeepti Vedula, Afash Haleem , Hassaam S Choudhry, Christopher C Tseng, Richard Chan Woo Park .Elective Neck Dissection for cT1-4 N0M0 Head and Neck Verrucous Carcinoma. Otolaryngol Head Neck Surg 2023  vol 169, 5 :  1187-1199.  doi: 10.1002/ohn.374.

carcinoma verrucoso prof

Piena concordanza con le conclusioni dello studio. Non effettuare lo svuotamento latero cervicale in questi casi è sempre stato ed è il comportamento da me tenuto.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

Laser CO2 nel trattamento dei tumori del Cavo Orale

Invasione linfovascolare diminuisce la sopravvivenza nei tumori del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

PDTA per i tumori del Cavo Orale

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma dell’Orofaringe: proposta di nuova classificazione

Tumori orofaringei: chirurgia robotica opzione economica

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

Tumori del Cavo Orale: ritardo diagnostico

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

LEZIONE – I TUMORI DEL CAVO ORALE – Fattori di rischio e Diagnosi

Tumori del cavo orale: margine chirurgico sano

I TUMORI DEL CAVO ORALE II – Terapia chirurgica

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Tumori del cavo orale, fumo ed alcool

Tumori del cavo orale: sopravvivenza e controllo locale

Tumori orali ed orofaringei: utile la Radioterapia post-operatoria

Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

Il Laser Co2 nelle lesioni del Cavo Orale

Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

Tumori del Cavo Orale: Ridefiniti i Margini a Rischio

La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

La progressione tumorale delle lesioni precancerose del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

Polipo della corda vocale: laserchirurgia

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Polipo della corda vocale: laserchirurgia. Il video mostra un caso di polipo peduncolato del terzo anteriore della corda vocale sinistra.

La laserchirurgia rappresenta la chirurgia elettiva consentendo una asportazione precisa, in campo esangue, con riconoscimento e rispetto delle strutture anatomiche tale da consentire una guarigione rapida con ripristino integrale della voce.

Una volta esposta la laringe con laringoscopio di Kleinsasser, si completa la esposizione della lesione vaporizzando parzialmente la falsa corda per poter dominare agevolmente l’origine del polipo.

La regolazione del laser CO2 prevede bassa potenza (1 Watt) in modalità continuo – superpulsato per ridurre la esposizione termica dei tessuti. La sezione viene condotta nello spazio di Reinke rispettando il legamento vocale.

Vengono delicatamente rimossi i residui di carbonizzazione con tamponcino umido e completata l’emostasi con laser in vaporizzazione.

I tempi chirurgici son rapidi e la tecnica è mininvasiva. L’intervento è condotto in regime di Day Surgery.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Polipo sessile corda vocale anteriore: bioexeresi con Laser Co2

Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde Vocali

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Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia

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Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia. L’Otite media cronica suppurativa (CSOM) è definita l’essudazione di materiale purulento attraverso una perforazione timpanica che dura oltre 2 settimane.

Questo stato è causa di malessere significativo e di ipoacusia e può portare a complicanze successive.

Quali sono i fattori di rischio che portano allo sviluppo di CSOM nell’infanzia?    

Uno studio di metanalisi e review sistematica della letteratura fra 2000 e 2022 ha selezionato 10 studi.

L’ Atopia (RR=1.18) ed il peso alla nascita < 2,5 Kg (RR=1.79) sono risultati associati ad un rischio aumentato di sviluppare CSOM.

Fattori di rischio non associati sono risultati sesso maschile (RR=0.96), esposizione a fumo passivo (RR 1.27) e storia parentale di otite media (RR=1.14).

L’ottimale trattamento dei fattori di rischio associati con lo sviluppo di CSOM aiuta a ridurre il manifestarsi della malattia e previene progressione e recidive.

BIBLIOGRAFIA
Elliot Heward, Haroon Saeed, Azita Rajai , John Molloy, Rachel Isba , Darren M Ashcroft, Alastair D Hay , Jaya R Nichani  , Iain A Bruce . Risk factors associated with the development of chronic suppurative otitis media in children: Systematic review and meta-analysis.Clin Otolaryngol. 2024 Jan;49(1):62-73. doi: 10.1111/coa.14102.

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