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Il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva

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Il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva. È noto che il reflusso gastroesofageo (GERD) possa causare otite media con effusione (OME).

Ma curare il reflusso può portare beneficio ai pazienti con OME?  Una metanalisi dei lavori della letteratura a partire dal 2022, condotta dai ricercatori della University School of Medicine, Hangzhou, Zhejiang, China, ha incluso 16 studi e 21.744 pazienti.

Rispetto al gruppo di pazienti con GERD non trattato, il tasso di miglioramento dei sintomi (OR) nei pazienti trattati è stato pari a 1.65 (p > 0.05), soprattutto per i pazienti con OME cronica. 

Il tasso di recupero della ipoacusia era 0.70.

BIBLIOGRAFIA
Dike ShiHanxin ZhaoGuofeng ChenXiaoli JinZhiwei WuJun WangJian Chen. The effects of treating GERD on the outcomes of otitis media with effusion: A systematic review and meta-analysis. Am J Otolaryngol. 2024 Jan-Feb;45(1):104061. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.104061.

il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva

Lo studio non distingue fra GERD e RFL nel causare OME ma essendoci un miglioramento dei sintomi otologici con il trattamento, la conclusione dovrebbe valere anche per il RFL. Il trattamento del Reflusso è comunque positivo per questi pazienti

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Reflusso gastroesofageo e muscolo cricofaringeo

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Otite Media Effusiva: nuovo dispositivo per la cura

Fumo passivo e Otiti Sierose dell’infanzia

Otite colesteatomatosa è più grave in età pediatrica

Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota

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Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota. La presenza di metastasi linfonodali latero cervicali (CLNM) al momento della diagnosi è uno dei fattori prognostici sfavorevoli più rilevante nei pazienti con carcinoma squamoso della testa e del collo a primitività ignota (HNSCC).

Uno studio italiano dell’Università di Ferrara, ha analizzato l’utilizzo di 2-deoxy-2[18F]fluoro-D-glucose (FDG) PET/CT  nello studio dei  pazienti affetti d CLNM.

Sono stati retrospettivamente analizzati 65 pazienti (53 maschi, 12 femmine, età media 65.7 anni), sottoposti a FDG PET/CT per HNSCC trattati tra 2015-2020.

Tutti i Linfonodi sospetti avevano avuto una diagnosi di conferma citologica od istologica.  

La captazione (SUVmax) dei pazienti fumatori aveva valori significativamente superiori rispetto a quella dei pazienti non fumatori (p = 0.04), così come il SUVmax dei pazienti p16 positivi rispetto a quelli p16 negativi (p = 0.089).

Il valore cut-off di SUVmax per la identificazione di CLNM era quantificato in 5.8 (AUC = 0.62, sensitività 71.4% e specificità 72.7%).

BIBLIOGRAFIA
Chiara Bianchini Matteo Caracciolo Luca Urso Andrea Ciorba Anna Bonsembiante Andrea Migliorelli Virginia Corazzi Ilaria Carandina Naima Ortolan Corrado Cittanti Licia Uccelli Stefano Pelucchi Stefano Panareo Mirco Bartolomei. Role of 18F-FDG PET/CT in evaluating lymph node status in patients with head and neck squamous cell carcinoma.Head and neckVol. 43: Issue 4 – August 2023. DOI: 10.14639/0392-100X-N2370

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Potenziale impatto della radioterapia per la cura di tumori della testa e del collo sui processi neurocognitivi

La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo

Attività fisica aerobica migliora la qualità di vita nei pazienti radiotrattati per tumori testa-collo

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

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Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

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Angiofibroma del setto nasale

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L’angiofibroma del setto nasale fa parte del gruppo degli angiofibromi extranasofaringei (ENAF), tumori benigni vascolari che hanno la loro sede più frequente nel rinofaringe.

Le caratteristiche degli angiofribromi extranasofaringei in realtà differiscono significativamente tanto da configurare una entità completamente separata.

Oltre al setto che è sede estremamente rara (una trentina di casi descritti in letteratura fino al 2019) le sedi più frequenti sono il mascellare, il seno etmoidale e la cavità nasale.

A differenza dell’angiofibroma rinofaringeo, colpisce prevalentemente soggetti anziani senza differenza di genere.

La presentazione clinica è di una massa a crescita ingravescente, di consistenza molle con episodi frequenti di epistassi e progressiva ostruzione nasale. Talora presente iposmia, dolore e gonfiore del naso.

L’endoscopia nasale consente di identificare la natura vascolare della lesione, l’origine dal setto nasale e l’assenza di coinvolgimento del rinofaringe.

La biopsia, come per l’angiofibroma rinofaringeo è sconsigliata per il rischio di sanguinamento eccessivo.

Gli esami per imaging di conferma sono la TAC con mdc che evidenzia la definizione spaziale della lesione. In alternativa una RM o angio RM. 

angiofibroma del setto nasale 2

A differenza dell’angiofibroma giovanile del rinofaringe, la presa di contrasto può essere anche scarsa a seconda della vascolarizzazione della lesione. Le informazioni richieste all’ imaging sono sede ed estensione del tumore, eventuale coinvolgimento del basicranio, diffusione intracranica e relazione con le strutture vascolari e nervose.

Il trattamento è generalmente chirurgico con una escissione endoscopica sottomucosa subpericondrale della intera lesione in anestesia generale e la conferma istologica dell’angiofibroma.

Nei casi più estesi va presa in considerazione la embolizzazione preoperatoria.

Se l’asportazione è completa il rischio di recidive è basso.

BIBLIOGRAFIA

– Oratile Thobejane, Shivesh Maharaj.  Nasal Septal Angiofibroma. Ear, Nose & Throat Journal.Volume 102, Issue 10, 2021 https://doi.org/10.1177/01455613211026517

  • Spinosi MC, D’Amico F, Mezzedimi C, Bellan C, Cirami M, Paganelli II. Nasal septum angifibroma: a rare condition with an unusual onset. J Korean Assoc Oral Maxillofac Surg. 2019;45(1):43–47.

– Ignazio Tasca, G.Ceroni Campadretti . Exranasopharygeal angiofibroma of     nasal septum. A controversial entity. Acta Otorhnolarngol Ital. 2008;28(6):312–314.

110° Congresso Nazionale SIO – Bergamo 22-25 Maggio 2024

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110° Congresso Nazionale SIO – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale. Si terrà a Bergamo dal 22 al 25 Maggio 2024 il 110° Congresso Nazionale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale.

Di seguito la lettera di presentazione del Congresso redatta dal Presidente Giovanni Danesi ed il video di presentazione del Congresso stesso che potete trovare sul sito dedicato (link a fine articolo).

Care Colleghe e cari Colleghi,

È un onore presentare il 110° Congresso della Società Italiana di Otorinolaringoiatria che si terrà a Bergamo dal 22 al 25 Maggio 2024.

Il Congresso SIO giunge a Bergamo per la prima volta ed è dunque con emozione e grandi aspettative che stiamo lavorando affinché esso sia memorabile sia in termini di coinvolgimento scientifico ma soprattutto per rinsaldare i valori di fratellanza e vicinanza che sono il filo conduttore della nostra storia.

Abbiamo pensato a nuove formule di dibattito e confronto per poter ridare stimolo alla nostra comunità scientifica la cui storia societaria rappresenta un punto fermo e un riferimento indelebile per tutti.

Il Congresso si svolgerà presso la sede della Fiera di Bergamo a pochi minuti dal centro della città, dall’aeroporto, dalla stazione ferroviaria e dalle principali arterie autostradali.

Avremo un grande spazio espositivo per gli sponsor tecnici e aree didattiche e di dibattito cui abbiamo voluto dare un taglio particolare che presto scoprirete.

Il tema del Congresso è “Il Futuro in ascolto” perché è proprio dallo scrutare nel futuro che ci si attende l’evoluzione e il miglioramento continuo del nostro impegno. Il Futuro non cancella il presente e il passato che sono i pilastri del nostro far bene, ma rappresenta la conferma in evoluzione di tutta la nostra grande tradizione.

È con grande piacere che vi annuncio che il Presidente Onorario del 110° Congresso SIO sarà il Prof. Antonio Mazzoni, mio incomparabile maestro di professione e di vita, padre della Chirurgia Otologica Italiana e pioniere e indiscusso riferimento della Chirurgia della Base Cranica in Italia.

A lui il sentito ringraziamento per aver accettato ancora una volta di essere con noi: non potremo che averne beneficio e arricchimento.

Bergamo è una città piccola ma dal cuore grande, dai sentimenti schivi ma sinceri e saprà essere nostra partner ideale nella realizzazione di questo grande evento scientifico e sociale.

Sarete tutti accolti al meglio, con affetto e partecipazione e ci attendiamo una grande affluenza delle nuove generazioni per poterne esaltare le potenzialità e cogliere da esse i messaggi e gli scenari futuri.

Vi aspettiamo a Bergamo a Maggio 2024 per il 110° Congresso SIO !

Giovanni Danesi

Per tutte le informazioni sul Congresso, visitate il sito https://sio2024.com/

Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo Iii : Livelli I E Ii A

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Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo Iii : Livelli I E Ii A. Il video è il prosieguo della prima parte terminata con lo svuotamento del livello II B, la loggia retrospinale.

svuotamento latero cervicale radicale modificato tipo iii livelli i e ii a
SVUOTAMENTO LATERO CERVICALE RADICALE MODIFICATO TIPO III Livelli I e II A

Si inizia dall’angolo fra ventre del muscolo sterno cleido mastoideo e muscolo omoioideo.

Sezionando la fascia cervicale lungo il muscolo omoioideo e liberando il bordo posteriore del muscolo stesso, si arriva  al limite supero-anteriore dello svuotamento esponendo l’osso joide.

Da qui, spostandosi dall’alto in basso, si inizia la dissezione del I livello, clivando attentamente la fascia cervicale superficiale dal piano sottoplatismale.

La attenzione deve essere massima alla ricerca e preservazione del ramo marginalis mandibulae del nervo facciale.

In profondità si evidenzia e si cliva il ventre anteriore del muscolo digastrico. 

Vengono individuati e legati i vasi facciali, vena ed arteria che, ribattuti in alto, proteggono il marginalis mandibulae del faciale. Vengono esplorati e in caso asportati i linfonodi siti intorno e al di sotto del nervo. 

La ghiandola sottomandibolare viene scollata dal piano muscolare profondo (muscolo ioglosso) e dal piano muscolare intermedio (muscolo miloioideo) e, in questo caso (Linfonodo sentinella positivo al I livello), asportata insieme allo svuotamento.

La dissezione raggiunge il tessuto anteriore al nervo spinale unendo il tessuto del livello I e II A con il livello II B mantenendo l’asportazione in monoblocco.

Continua con la terza parte nel prossimo video.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Svuotamento latero cervicale radicale modificato per Carcinoma della Tonsilla

Bisogna fare lo svuotamento dopo Linfonodo Sentinella positivo nel melanoma del testa collo?

Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

Rischio di tumori ematologici dopo radiazioni TAC nell’infanzia

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Rischio di tumori ematologici dopo radiazioni TAC nell’infanzia. I vantaggi della tomografia computerizzata (TC) nella diagnostica e gestione dei pazienti sono indiscutibili.

Tuttavia, l’uso estensivo di questa procedura negli ultimi decenni solleva preoccupazioni sui potenziali rischi di neoplasie ematologiche associati all’esposizione a radiazioni ionizzanti, in particolare nei pazienti giovani.

In Europa ogni anno più di un milione di soggetti in età pediatrica vengono sottoposti a TC.

Tra tutte le fonti di radiazioni mediche, la TC è l’esame di imaging che contribuisce in misura maggiore alla dose effettiva media annua per persona, sia nei bambini che negli adulti.

La dose di radiazioni associata a una scansione TC (circa 1-14 mSv) è paragonabile alla dose annuale ricevuta da fonti di radiazioni naturali, come il radon e la radiazione cosmica (1-10 mSv).

Uno studio europeo (EPI-CT) in cui  sono stati coinvolti nove paesi (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito) ha analizzato  i dati di 948.174 persone  che erano state sottoposte ad almeno una TAC prima dei 22 anni.  

Per ogni soggetto è stata stimata la dose di radiazioni erogata al midollo osseo sulla base della sede corporea scannerizzata, le caratteristiche del paziente, il tempo di esposizione ed i parametri tecnici dell’esame.

Collegando queste informazioni ai registri nazionali dei tumori, i ricercatori hanno identificato i soggetti che hanno sviluppato neoplasie ematologiche nel tempo.

Il follow up medio è stato di 7,8 anni, anche se in alcuni casi è stato possibile monitorare l’incidenza di neoplasia nei successivi 20 anni dopo la prima scansione.

È stata riscontrata una associazione fra la dose cumulativa  ed il rischio di neoplasia  ematologica pari  1.96% per 100 mGy.

Lo stesso rischio è stato riscontrato per le neoplasie mieloidi e per quelle linfoidi.    

I risultati suggeriscono che per ogni 10.000 bambini sottoposti oggi ad esame TAC (dose media 8 mGy) ci possiamo aspettare che 1-2 di loro svilupperà una malattia ematologica attribuibile alla esposizione alle radiazioni nei prossimi 12 anni.

Questi risultati confermano l’evidenza che vi sia un incremento di rischio cancro a basse dosi di radiazione e stressa la necessità per i medici di continuare ad applicare rigorosamente le misure di protezione radiologica in ambito medico attraverso la giustificazione e l’ottimizzazione delle procedure radiologiche, in particolare in ambito pediatrico, affinché il rapporto rischi/benefici sia massimizzato per tutti gli esami TC proposti ai pazienti.

BIBLIOGRAFIA
Magda Bosch de Basea Gomez, Isabelle Thierry-Chef, Richard Harbron, Michael Hauptmann, Graham Byrnes, Maria-Odile Bernier, Lucian Le Cornet, Jérémie Dabin, Gilles Ferro, Tore S. Istad, Andreas Jahnen, Choonsik Lee, Carlo Maccia, Françoise Malchair, Hilde Olerud, Steven L. Simon, Jordi Figuerola, Anna Peiro, Hilde Engels, Christoffer Johansen, Maria Blettner, Magnus Kaijser, Kristina Kjaerheim, Amy Berrington de Gonzalez, …Elisabeth Cardis. Risk of hematological malignancies from CT radiation exposure in children, adolescents and young adults Nature Medicine volume 29, pages 3111–3119 (2023)

Alternare le manovre meglio che ripeterle nel trattamento della VPPB del canale semicircolare posteriore

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Alternare le manovre meglio che ripeterle nel trattamento della VPPB del canale semicircolare posteriore. Alternare la manovra di Epley (EP) e la manovra di Semont (ST) nella Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB) da cupulolitiasi del Canale semicircolare posteriore sembra essere più efficace che ripetere la stessa manovra.

Lo afferma uno studio italiano su 182 casi suddivisi in tre gruppi:

a) 2 volte ST (47 pazienti);

b) 2 volte EPs (64 pazienti)

3) EP seguita da ST (71 pazienti).

Nel gruppo con le 2 manovre in successione l’assenza di nistagmo posizionale veniva ottenuta nell’84.5% dei casi rispetto al 65.9% e 70.3% degli altri due gruppi. 

BIBLIOGRAFIA
Andrea LovatoGino MarioniDaniele Monzani , Giacomo RossettiniElisabetta GenoveseCosimo de Filippis. Physical Therapy for Benign Positional Vertigo of Posterior Canal: The Role of Alternated Epley and Semont Maneuvers.Ear Nose Throat J. 2023 Feb;102(2):NP60-NP64. doi: 10.1177/0145561320980183.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Bassi livelli di vit. D favoriscono la Vertigine Posizionale Parossistica Benigna (VPPB)

Persistenza di vertigini dopo manovre liberatorie nella VPPB: fattori di rischio

Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

Vertigine posizionale parossistica benigna

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Liberatorie

Vertigine da otoliti ( VPPB): le Manovre Diagnostiche

VPPB: rischio dopo trauma cranico

L’Osteoporosi aumenta il rischio di VPPB dopo i 50 anni

Linfonodo Sentinella nei T del cavo orale: fattori predittivi lo sviluppo di metastasi nei Linfonodi non Sentinella

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Linfonodo Sentinella nei T del cavo orale: fattori predittivi lo sviluppo di metastasi nei Linfonodi non Sentinella. Uno studio giapponese ha valutato nei Carcinomi squamosi del cavo orale piccoli sottoposti a biopsia del linfonodo sentinella positivo quali possano essere i fattori predittivi di metastatizzazione negli altri linfonodi del collo (NSN).

Su 162 pazienti sottoposti alla procedura di SNB, 55 sono risultati positivi e sottoposti a svuotamento latero cervicale. 

In 9 casi si è riscontrata positività metastatica anche ai NSNs (16%).

Età avanzata, diametro del SN positivo (media 33.6 mm) e numero di SN positivi erano i fattori prognostici sfavorevoli.

Valutando i dati, per gli autori dello studio, i casi con Isolated tumor cells (ITC (4) e con micrometastasi, definita come  metastasi isolata con focus metastatico < 3mm, potrebbero non dover essere sottoposti a svuotamento latero cervicale evitando un ulteriore 33% di interventi ritenuti non necessari.

BIBLOGRAFIA
Takashi Matsuzuka, Kiyoaki Tsukahara,Seiichi Yoshimoto, Kazuaki Chikamatsu et al. Keisuke Oguri, Hitoshi Hirakawa & Yasuhisa Hasegawa. Predictive factors for dissection-free sentinel node micrometastases in early oral squamous cell carcinoma.  Scientific Report 2023 13:6188 https://doi.org/10.1038/s41598-023-33218-8

linfonodo sentinella nei t del cavo orale prof

Nella mia esperienza sui dati pubblicati (Eur. Archi Otorhino laryngol. 2020) su 15 casi di SNB positivo, in 6 casi (40%) sono stati riscontrati linfonodi non sentinella metastatici nello svuotamento latero cervicale. Nessuno di essi aveva avuto micrometastasi singola o ITC nel Linfonodo sentinella positivo. Credo che le deduzioni dello studio giapponese siano giuste ma occorre un maggior numero di casi per confermarle e decidere una ulteriore riduzione degli svuotamenti

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Valore del linfonodo sentinella nei tumori orali N0: l’esperienza giapponese 

Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo sentinella – “Medicina Regione Lazio”

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo Sentinella: Lezione alla Humanitas University

Linfonodo Sentinella: European Archives of Oto-Rhino-Laryngology

Linfonodo Sentinella: Chirurgia Radioguidata

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Il Linfonodo Sentinella nei Carcinomi Squamosi del Labbro

L’esperienza personale nelle Biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del Cavo orale

Il ruolo della Medicina Nucleare nella biopsia del linfonodo sentinella nei tumori del cavo orale

La Chirurgia Radioguidata del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo orale

L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

Linfonodo Sentinella: Esperienza preliminare all’Ospedale San Carlo

Linfonodo Sentinella: validità della biopsia

Linfonodo Sentinella – 1: Il Razionale

La Biopsia del Linfonodo sentinella nei tumori della bocca

Linfonodi Sentinella: identificazione intraoperatoria

Surgical consensus guidelines on sentinel node biopsy (SNB) in patients with oral cancer

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

La ricerca del Linfonodo Sentinella: Lavoro d’Equipe

Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Svuotamento latero cervicale radicale modificato per Carcinoma della Tonsilla

Bisogna fare lo svuotamento dopo Linfonodo Sentinella positivo nel melanoma del testa collo?

Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

Polipi vocali sessili approccio transnasale e in microlaringoscopia a confronto

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Polipi vocali sessili approccio transnasale e in microlaringoscopia a confronto. Uno studio cinese su 159 casi di polipi vocali a larga base di impianto, ha comparato la polipectomia transnasale ambulatoriale (TVFP) con l’asportazione in microlaringoscopia (MLS).

Si è riscontrato un risultato diverso a seconda del tipo di polipo: soddisfacente sia in casi di trattamento transnasale che microlaringochirurgico per i polipi edematosi, gelatinosi e di tipo vascolare (p=<.05); peggiore nella TVFP per i polipi fibrosi. 

Dal punto di vista delle complicanze postoperatorie, risultavano maggiori nel trattamento in MLS.

La TVFP rappresenta una valida opzione chirurgica alternativa nei casi di intolleranza alla anestesia generale od alla sospensione laringea (es. difficoltà di esposizione)

BIBLIOGRAFIA
Shuchun Lin, Qin Lin, Xiaoting Huang, Qian Yu, Desheng Wang. Surgical management of broad-based sessile vocal cord polyps: Transnasal vocal fold polypectomy versus microlaryngoscopic surgery: Our experience in 159 cases. Clinical Otolaryngology  2023 Nov;48(6):902-908. doi: 10.1111/coa.14090.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Laserchirurgia Laringea: Polipo delle Corde Vocali

Cisti Sottocordale Anteriore: Laserchirurgia

Laserchirurgia: Patologia Benigna delle Corde Vocali

Oncocitoma delle Ghiandole Salivari

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Oncocitoma delle Ghiandole Salivari. Gli oncocitomi rappresentano circa il 2% dei tumori delle ghiandole salivari.

Sono neoplasie benigne caratterizzate dalla presenza di cellule epiteliali cuboidi grandi, ricche di mitocondri con abbondante citoplasma granulare rosa, chiamate oncociti (anche cellule ossifile o cellule di Hurtle).

La parotide è la sede principale (70-80%). Insorgono generalmente nell’età avanzata (6°-8° decade) ad eccezione di casi con esposizione alle radiazioni o sede sottomandibolare. Non vi è una prevalenza di sesso ed etnicamente sono generalmente presenti nella razza caucasica.

Clinicamente sono indistinguibili da altre lesioni benigne o tumori a basso grado della parotide. Si manifestano con una tumefazione a lenta crescita, solitaria, generalmente monolaterale indolente. Alla palpazione la lesione è morbida, ben circoscritta.

Alla valutazione ecografica si presenta come una massa ipoecogena, con bordi ben definiti, indistinguibile da altre lesioni benigne più frequenti come l’adenoma pleomorfo. Alla TC si presentano come massa a bordi netti, omogenea nella presa di contrasto, indistinguibile dal Tumore di Warthin. Alla RM sono generalmente ipointense in T1 e T2 e isointense rispetto al tessuto parotideo nelle immagini T2 con saturazione del grasso e nelle immagini T1 post contrasto.

La FNAB (sensibilità intorno al 30%) mostra gruppi coesivi bidimensionali o tridimensionali di cellule uniformi poligonali con abbondante citoplasma granulare.

Altre caratteristiche citologiche includono bordi intercellulari ben definiti, nuclei centrali rotondi con prominenti nucleoli, un background senza cellule linfoidi, assenza di vacuoli citoplasmatici ed assenza di attività mitotica.

La prognosi è generalmente eccellente.

Il trattamento chirurgico è quello di scelta, data anche la resistenza alla Radioterapia.

Le recidive sono descritte in una percentuale intorno al 20% e sono generalmente dovute ad una escissione chirurgica incompleta.

La trasformazione maligna è riportata in alcuni casi in letteratura, per cui si raccomanda un follow up prolungato dopo l’escissione.

La diagnosi definitiva è istologica. Gli oncocitomi si presentano come neoplasie capsulate, ben circoscritte, formate da oncociti arrangiati in modalità diverse: lamine solide, trabecole, acini e nidi.

Gli oncociti sono cellule epitelioidi ricche di abbondante citoplasma eosinofilo granulare. I nuclei sono uniformi e rotondi con cromatina vescicolare e nucleoli prominenti.

Dal punto di vista immunoistochimico risultano positive a EMA, CK8/18, CK19, p63, ck5/6 a anticorpi anti-mitocondriali. Sono negative per marker mioepiteliali (SMA e Calponina, PAX2, PAX8, S100 E SOX10.

Va detto che gli oncociti possono essere anche riscontrati nelle ghiandole salivari normali in soggetti di età avanzata.

Inoltre aree di metaplasia oncocitaria sono comuni in tumori delle ghiandole salivari come l’adenoma pleomorfo, il cistoadenoma o il carcinoma mucoepidermoide. 

Quello che distingue l’oncocitoma dalla metaplasia oncocitaria è la prevalenza delle cellule oncocitarie.  

Va distinta anche l’oncocitosi costituita da una iperplasia oncocitaria.

Istologicamente esiste anche una variante di oncocitoma a cellule chiare. Qui sono presenti scarsi mitocondri e citoplasma chiaro dovuto all’accumulo di glicogeno intracitoplasmatico.

La variante maligna è eccezionale (<1% dei tumori delle ghiandole salivari) ed è classificata come Oncocarcinoma.

Le cellule oncocitarie qui tendono ad essere non più uniformi, ma mostrano una abbondante componente di pleiomorfismo, specialmente nella variante ad alto grado.

Spesso gli oncocarcinomi non sono capsulati, hanno pattern di crescita infiltrativo con invasione perineurale e linfovascolare, aumentato indice di attività mitotica e necrosi.  

Sono più colpiti gli uomini (2:1) in età medio-avanzata. Il trattamento è chirurgico + Radioterapico. Elevata è la loro tendenza a recidivare (25-52%)  ed a metastatizzare nei linfonodi (40-60%), con prognosi spesso sfavorevole.

BIBLIOGRAFIA

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oncocitoma delle ghiandole salivari prof

Nella mia casistica di circa 600 parotidectomie la diagnosi di Oncocitoma è stata posta in 11 casi (1.8% dei tumori parotidei) di cui 2 erano multifocali. L’intervento è stato sempre di parotidectomia sovraneurale e non si è registrata alcuna recidiva giunta alla mia osservazione. Non ho operato alcun caso di Oncocarcinoma.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Valore dei margini di resezione “close” nei tumori low-intermediate grade delle ghiandole salivari maggiori 

Lecture: i tumori delle ghiandole salivari

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