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Valore del linfonodo sentinella nei tumori orali N0: l’esperienza giapponese 

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Valore del linfonodo sentinella nei tumori orali N0: l’esperienza giapponese. Uno studio giapponese, al fine di selezionare le indicazioni all’utilizzo della procedura del Linfonodo sentinella (SNB) nei tumori N0 del cavo orale, ha indagato il rapporto fra la profondità di invasione tumorale (DOI) e il diametro della lesione (LD), rispetto all’incidenza di metastasi evidenziate.

Sono stati presi in esame 3 trials condotti fra 2009 e 2016 in Giappone selezionando 158 pazienti.

Le percentuali di metastasi linfonodali riscontrate nella procedura di SNB sono risultate 21.3% nei T1 (LD= < 2 cm); 35.3% nei T2 (2-4cm) e 51.2% nei T3 (>4 cm).

Riguardo al DOI in alcuni casi T1(LD fra 8 e 20mm) con DOI fra 2 e 5 mm, la percentuale di metastasi è risultata pari al 40.9%.

Le significative percentuali di metastasi occulte riscontrate anche nei casi con LD < 20 mm e con DOI fino a 5 mm confermano che la procedura di ricerca del Linfonodo sentinella può essere estremamente efficace nello studio e trattamento dei tumori del cavo orale N0.

BIBLIOGRAFIA
Taijiro OzawaIsao OzeTakashi MatsuzukaEiichi Sasaki , Junkichi YokoyamaYoshie SanoMasayuki TomifujiKoji ArakiYasunao KogashiwaIchiro TateyaShinya AgenaTomohiro Sakashita  Hidenori TsuzukiHoshino Terada , Hidenori Suzuki  , Daisuke NishikawaShintarou BeppuTakuma MatobaNobuaki MukoyamaKeisuke OguriYasuhisa Hasegawa. Indications for sentinel lymph node biopsy in node-negative oral cancers Head Neck 2023 Aug 8 Vol 45,10,2533-43. doi: 10.1002/hed.27477

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Linfonodo sentinella e svuotamento elettivo nei T iniziali del cavo orale

Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

Un servizio di patologia centralizzato per aiutare la diffusione della procedura del Linfonodo Sentinella del cavo orale: l’esperienza inglese

Glossectomia Parziale e Biopsia del Linfonodo Sentinella

Biopsia del linfonodo sentinella e tumori del cavo orale

Ricerca del linfonodo sentinella nei tumori precoci del cavo orale

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo sentinella – “Medicina Regione Lazio”

Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale ed orofaringe

Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale – Intervista

Individuazione del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

Linfonodo Sentinella: Lezione alla Humanitas University

Linfonodo Sentinella: European Archives of Oto-Rhino-Laryngology

Linfonodo Sentinella: Chirurgia Radioguidata

Linfonodo Sentinella: surgical consensus guidelines

Il Linfonodo Sentinella nei Carcinomi Squamosi del Labbro

L’esperienza personale nelle Biopsia del Linfonodo Sentinella nei T1-T2 del Cavo orale

Il ruolo della Medicina Nucleare nella biopsia del linfonodo sentinella nei tumori del cavo orale

La Chirurgia Radioguidata del Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo orale

L’esame istologico del linfonodo sentinella nei Carcinomi del cavo orale

Linfonodo Sentinella: Esperienza preliminare all’Ospedale San Carlo

Linfonodo Sentinella: validità della biopsia

Linfonodo Sentinella – 1: Il Razionale

La Biopsia del Linfonodo sentinella nei tumori della bocca

Linfonodi Sentinella: identificazione intraoperatoria

Surgical consensus guidelines on sentinel node biopsy (SNB) in patients with oral cancer

Sentinel Node: Eightsnb Symposium

Sentinel European Node Trial (SENT): 3-year results of sentinel node biopsy in oral cancer

La ricerca del Linfonodo Sentinella: Lavoro d’Equipe

Perforazioni Settali

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Le perforazioni settali. Le perforazioni del setto non sono una condizione rara.  

Uno studio sulla popolazione della Svezia rileva un’incidenza di 0.9% di perforazione settale ed uno studio statunitense effettuato su una revisione delle TAC massiccio facciali effettuate in un ospedale di New York riporta una incidenza pari al 2.05% di riscontro di perforazione settale.

La diagnosi avviene generalmente durante una rinoscopia per sintomi rinologici.

Le perforazioni anteriori sono quelle più sintomatiche, generalmente per l’effetto essiccante dell’aria inspirata.

I sintomi sono formazione di coste, ostruzione nasale, epistassi e fischio durante la fase di inspirazione.

Deformità estetiche con retrazione columellare avvengono solo se il supporto settale è compromesso. 

Anatomicamente la parte anteriore del setto è costituita dalla cartilagine quadrangolare relativamente avascolare, sormontata da mucopericondrio altamente vascolarizzato.

Ogni insulto traumatico, chimico o infiammatorio può portare ad esposizione topica settale e ulcerazione del mucopericondrio bilaterale, causando successivamente una esposizione della cartilagine, devascolarizzazione e necrosi.

Nella Tabella sono riportate tutte le possibili cause note di perforazione settale.  

Eziologie delle Perforazioni settali

perforazione settale tabella 1
perforazione settale tabella 2

Tra le sostanze somministrate per spray nasale responsabili di perforazione settale vi è anche la segnalazione della Desamino-d-arginine vasopressina (desmopressin) usata per il trattamento di diverse condizioni tra cui disordini del sanguinamento (hemophilia A, malattia di von Willebrand ), diabete  insipido, enuresi notturna    ed uremia.

La desmopressina è un analogo sintetico della vasopressina, un ormone peptide antidiuretico che aumenta il fattore plasmatico di von Willebrand, fattore VIII della coagulazione, e l’attivatore del plasminogeno tissutale.   

La desmopressina aumenta la permeabilità nelle cellule tubulari renali portando ad un assorbimento di acqua e ad una incrementata osmolarità urinaria.

Il peptide, disponibile anche in compresse, nella formulazione in spray ha una maggiore biodisponibilità (3-5% contro 0.1% nella formulazione orale). 

Gli steroidi per spray nasali sono, nell’esperienza di alcuni autori, responsabili del 35% delle perforazioni sine causa.

Il loro uso prolungato causerebbe atrofia della mucosa, secchezza, e croste, che porterebbero ad ulcerazione ed esposizione della cartilagine.

Secondo altri autori la perforazione da spray steroidei può essere dovuta più al metodo di applicazione che agli effetti collaterali del farmaco, ad esempio per il trauma da contatto diretto della plastica dura del beccuccio erogatore contro la delicata mucosa settale oppure per i microtraumi ripetuti dello spruzzo del farmaco direttamente contro la mucosa settale. 

Anche la perforazione causata da uso di desmopressina spray potrebbe avere questo meccanismo piuttosto che essere un effetto collaterale del principio attivo del farmaco.

Alla luce di queste considerazioni, gli specialisti che prescrivono gli spray nasali dovrebbero educare i pazienti sulla corretta tecnica di somministrazione, raccomandandogli di posizionare il beccuccio dell’erogatore in modo da dirigere lo spray lontano dal setto, in direzione del canto mediale ipsilaterale, di fare la somministrazione con la testa in posizione neutra, stando all’inpiedi.

I pazienti dovrebbero inoltre interrompere periodicamente l’uso dei medicamenti per spray, soprattutto se questo causa prolungata irritazione nasale e sanguinamento e sottoporsi periodicamente ad una rinoscopia di controllo.

Il trattamento delle perforazioni settali è condizionato dalle diverse circostanze cliniche legate alla causa ed alla presentazione. 

Una accurata indagine anamnestica, esami sierologici, biopsia, esami colturali e CT scan sono le procedure diagnostiche da utilizzare per l’orientamento diagnostico.

Terapia conservativa con pomate emollienti per guarire dalle croste è il primo trattamento da applicare per migliorare il trofismo della mucosa e rallentare o bloccare l’espansione della perforazione.  Protesi settali in silastic (bottoni) talora customizzate per il singolo caso sulla base delle immagini TAC, possono successivamente essere applicate per otturare il difetto e migliorare la sintomatologia.

Numerose sono le tecniche chirurgiche di chiusura delle perforazioni settali, ricorrendo all’uso di lembi di mucosa nasale con percentuali di successo che si aggirano intorno anche al 90% in perforazioni non eccessivamente grandi.

BIBLIOGRAFIA
Daniela A. Brake, Grant S Hamilton III, Stephen F.Bansbergh et al Nasal Septal Perforation Due to Desmopressin Nasal Spray Use. Ear, Nose & Throat Journal 2023 Volume 102, Issue 12 https://doi.org/10.1177/01455613211026425

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Valore dei margini di resezione “close” nei tumori low-intermediate grade delle ghiandole salivari maggiori 

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Valore dei margini di resezione “close” nei tumori low-intermediate grade delle ghiandole salivari maggiori. Uno studio retrospettivo multicentrico internazionale su 865 pazienti, trattati in 41 centri, ha valutato l’importanza oncologica dei margini positivi e close (< 1 mm) nei pazienti con carcinoma low and intermediate grade delle ghiandole salivari.

Gli istotipi compresi in questa definizione sono stati: acinic cell carcinoma, low- and intermediate-grade mucoepidermoid carcinoma, basal cell adenocarcinoma, (mammary analog) secretory carcinoma, low grade intraductal carcinoma, carcinoma ex pleomorphic adenoma (intracapsular/minimally invasive or with low-grade histology), clear cell carcinoma, myoepithelial carcinoma, sialoblastoma, low-grade cystadenocarcinoma, sebaceous adenocarcinoma, mucinous adenocarcinoma, polymorphous low- and intermediate-grade adenocarcinomas, epithelial-myoepithelial cancers, and low- and intermediate-grade adenocarcinoma not otherwise specified).

In queste forme infatti è controverso se sottoporre i pazienti a radioterapia complementare.

I pazienti (età media 56 anni, 64% di sesso femminile) erano stati operati per carcinoma parotideo (93%) o sottomandibolare (7%). 748(86%) avevano un tumore low grade e 117(14%) di grado intermedio. I più comuni istotipi riscontrati sono stati    mucoepidermoid carcinoma (424 [49%]) e acinic cell carcinoma (239 [28%]).

I margini close erano risultati il 79% di quelli definiti R0. Margini R1(microscopicamente positivo) e R2 (macroscopicamente positivo) erano stati riscontrati rispettivamente nel 19% e 3% dei casi.

Nello studio non era stata riscontrata una significativa differenza nel tasso di recidive locali tra pazienti sottoposti alla RT (2%) rispetto ai non irradiati (4%) nel gruppo close margins. 

Quando analizzati come unico fattore di rischio di recidiva, i pazienti con margini close non hanno riportato differenze significative nel tasso di recidiva fra quelli irradiati (0%) e quelli sottoposti a sola osservazione (2%). 

Nessuno dei pazienti con margini indenni (>1 mm) aveva avuto recidive.

Il tasso di recidiva locale nei pazienti R1- R2 risultava inferiore in quelli sottoposti a radioterapia postoperatoria (2 su 128 pari al 2%) rispetto a quelli sottoposti alla sola osservazione (13 su 64 pari al 20%).

Il tasso di sopravvivenza libera da recidiva locale a 3 anni per i pazienti del gruppo margini close era 96% vs 97% di quelli R0.

La conclusione è che i pazienti con margini close per tumori salivari low o intermediate grade, in assenza di altri fattori di rischio, possono essere selezionati positivamente per un follow up osservazionale e non essere sottoposti a radioterapia complementare che è invece utile nei casi R1-R2.

BIBLIOGRAFIA
Mirabelle Sajisevi, Kenny Nguyen, Peter Callas, Andrew J Holcomb, Emre Vural, Kyle P Davis, Carissa M.Thomas, Karolina A. Plonowska,-Hirschfeld, john S.Stein, Antoine Eskander, Kiran Kakarala, Danny J. Enepekides, Michael P Hier, William R.Ryan and The American Head an Neck Society Salivary Gland. Oncologic Safety of Close Margins in Patients With Low- to Intermediate-Grade Major Salivary Gland Carcinoma JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2024;150(2):107–116. doi:10.1001/jamaoto.2023.3952 

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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I tumori dello spazio parafaringeo: una sfida per il chirurgo

Adenoma Pleomorfo: tumore parotideo frequente e particolare

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Tumori benigni della parotide

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Parotidectomia e svuotamento Latero Cervicale per CA Cutaneo Infiltrante la Ghiandola con Starion Welding System

La classificazione delle Parotidectomie

Parotidectomia Sovraneurale per Adenoma Pleomorfo della Parotide

Lo svuotamento della loggia sottomandibolare

Come deve essere lo spray nasale steroideo per la sinusite cronica mascellare?

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Come deve essere lo spray nasale steroideo per la sinusite cronica mascellare? Quali devono essere le caratteristiche dello spray nasale al cortisone perché sia efficace a livello del Complesso Osteo Meatale (COM) e del Seno Mascellare (MS) nei pazienti con sinusite cronica (CRS)? 

Uno studio pubblicato su Laryngoscope ha creato una ricostruzione della cavità rinosinusale sulle scansioni TAC e simulato il flusso aereo ed il trasporto delle particelle di farmaco utilizzando un modello fluido dinamico computazionale.

Il massimo deposito a livello del COM era risultato 0.78%-12-44%, mentre il massimo deposito nel seno mascellare era compreso fra 0.02% e 1.03% in tutte le simulazioni.

In generale particelle di diametro compreso fra 6 e 10 um hanno il maggior assorbimento a livello del COM, alla velocità di erogazione di 1m/s ed a livello del MS alla velocità superiore di 10m/s. Particelle di diametro fra 21 e 30 um hanno una maggiore deposizione a livello del COM.

La erogazione laterale e laterale-superiore determinano la massima deposizione a livello del COM, mentre nessun tipo di erogazione assicura maggior deposizione delle particelle entro il MS.

BIBLIOGRAFIA
Carson PopperHannah MartinReanna ShahRyan SicardKatrina Hodges , Dennis Onyeka Frank-Ito.Intranasal Spray Characteristics for Best Drug Delivery in Patients With Chronic Rhinosinusitis. Laryngoscope,2023 May;133(5):1036-1043. doi: 10.1002/lary.30155

come deve essere lo spray nasale steroideo prof

Diametro delle particelle, velocità di erogazione e direzione di  spruzzo sono le caratteristiche che dobbiamo conoscere ed osservare nella scelta del farmaco, a seconda del target che vogliamo raggiungere! Ma nei “bugiardini “dei  prodotti non li troviamo!                                                                                                                                         

Per ulteriori approfondimenti, potete consultare anche i seguenti link:

Sinusite Odontogena: stato dell’arte

Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

Sinusite Acuta Mascellare Odontogena

Irrigazioni nasali meglio dello spray nelle sinusiti croniche mascellari ed etmoidali

Spray nasali: gli effetti avversi

Irrigazioni Nasali Steroidee meglio dello Spray

Laser CO2 nel trattamento dei tumori del Cavo Orale

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Laser CO2 nel trattamento dei tumori del Cavo Orale.

Il video mostra l’utilizzazione del Laser CO2 nel trattamento dei tumori del cavo orale con l’esperienza maturata nel corso di anni si attività.

Il Laser CO2  unisce diversi vantaggi:

  • trattamento in campo esangue
  • Taglio estremamente preciso con controllo dei piani anatomici soprattutto in profondità (piano muscolare)
  • Non fascicolazioni muscolari nel trattamento dei tumori linguali
  • Riduzione dei tempi chirurgici
  • Guarigione più rapida con restitutio ad integrum spesso completa. 

L’intervento è spesso eseguibile in anestesia locale o locale con sedazione, soprattutto in pazienti anziani o con patologie che controindicano l’anestesia generale.

Gli accorgimenti da rispettare sono: evitare alte concentrazioni di O2 nella sede di trattamento, proteggere i tessuti circostanti con garze bagnate, proteggere gli occhi del paziente e del personale di sala con appositi occhiali protettivi. 

La regolazione del Laser  utilizza una potenza maggiore rispetto alla laringe, con valori oscillanti fra 2 e 4 Watt di potenza, sempre con emissione superpulsata continua.

L’emostasi di piccoli vasi avviene per azione del Laser defocalizzando , ma è indispensabile  avere a disposizione una pinza bipolare  per l’emostasi dei vasi più grossi.

Le indicazioni al trattamento riguardano tumori delle sedi :

  • Lingua
  • Pavimento orale
  • Guancia
  • Trigono e Palato duro,  stadiati come T1-T2 (fino a 4 cm di diametro). 

Il trattamento Laser endorale non esclude, anche nella stessa seduta operatoria,  eventuale trattamento dei linfonodi del collo con svuotamento latero cervicale.

Nel video sono presentati diversi casi esplicativi.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Tumori del cavo orale: più di 30 giorni di attesa dalla diagnosi all’intervento peggiorano la prognosi

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Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia

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Linfonodo Sentinella nei Tumori del Cavo Orale

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Tumori orali ed orofaringei in aumento nei giovani

L’uso del Laser CO2 nella chirurgia del cavo orale

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Il Laser CO2 nella prevenzione dei tumori della bocca

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Partial glossectomy and sentinel node biopsy with Lugasure Small Jaw

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Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale: soluzione dell’enigma

OSA Workshop: 21-22 Marzo 2024

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OSA Workshop: 21-22 Marzo 2024 HUMAN LAB Palazzo Trecchi a Cremona.

Si è tenuto a Cremona presso Human Lab a Palazzo Trecchi a Cremona l’OSA Workshop: La quotidianità in Roncochirurgia per medici specialisti e specializzandi ORL.

Di seguito la locandina

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Gli estrogeni giocano un ruolo nella stenosi sottoglottica idiopatica

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Gli estrogeni giocano un ruolo nella stenosi sottoglottica idiopatica. La stenosi subglottica idiopatica (iSGS) è una rara patologia ricorrente fibroinfiammatoria che colpisce la laringe e la trachea prossimale, prevalentemente delle donne adulte.  

Esiste per questo un ruolo chiave degli estrogeni?

Uno studio statunitense su 533 donne ha dimostrato che le pazienti in età premenopausale possono avere una variante di malattia più aggressiva rispetto alle pazienti in epoca peri e post menopausale. 

Non è certo tuttavia che questo dato dipenda unicamente alla riduzione estrogenica nello stato peri e post menopausale.

BIBLIOGRAFIA
Nainika NandaLi-Ching HuangSheau-Chiann ChenLynne D BerryEdward Ryan R TalatalaEvan ClarkWenda YeAlexander Gelbard , David O Francis ; North American Airway Collaborative. Association between Estrogen Exposure and Idiopathic Subglottic Stenosis.Laryngoscope 2024 Feb;134(2):825-830. doi: 10.1002/lary.31030.

 Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Stenosi laringea benigna dell’adulto

Laserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

Stenosi Sottoglottica Idiopatica e iniezione di Steroidi

Dilatazione con Balloon delle Stenosi Laringo Tracheali

Acufene pulsante: rara evenienza di arteria stapediale persistente

Acufene pulsante: rara evenienza di arteria stapediale persistente. Una delle rare cause di Acufene pulsante può dipendere da una malformazione vascolare caratterizzata dalla persistenza della arteria stapediale (PSA).

Oltre l’acufene pulsante può essere presente una ipoacusia trasmissiva omolaterale.

Spesso la scoperta di PSA è del tutto casuale durante l’esecuzione di una TAC o per il reperto otoscopico di una pulsazione nel quadrante postero inferiore della membrana timpanica.

Talora il reperto si scopre durate una procedura otochirurgica per altra patologia.

La staffa e l’arteria stapediale derivano dal secondo arco branchiale. 

L’arteria stapediale si forma durante la quarta o quinta settimana dello sviluppo embriologico dalla arteria ioidea e solitamente si riassorbe alcune settimane dopo. 

Nel periodo transitorio di esistenza l’arteria è situata nell’orecchio medio dove penetra nell’anello della staffa mesenchimale ed entra nel canale di Falloppio.

Da’ origine alla arteria meningea media (MMA) ed entra nella cavità cranica attraverso il forame spinoso.

Durante la decima settimana di sviluppo l’arteria stapediale solitamente degenera lasciando un piccolo forame al di sotto dell’arco della staffa chiamato forame stapediale.

In una percentuale compresa fra 0.02% e 0.05% della popolazione l’arteria stapediale non si riassorbe.   

La persistenza della arteria ha un tipico decorso originando dalla arteria carotide interna (ICA), attraversa una porzione del canale di Jacobson, passa attraverso il forame stapediale ed entra nel canale di Falloppio dietro al processo cocleariforme.

In questi pazienti la MMA origina dalla arteria stapediale portando alla involuzione del forame spinoso.

acufene pulsante 2
acufene pulsante 2
acufene pulsante 3

La diagnosi di PSA viene tipicamente fatta mediante studio TAC  che mostra l’assenza del forame spinoso e una canale di falloppio allargato. Altri segni radiologici includono densità di tessuto molle nella regione del segmento timpanico prossimale del nervo facciale ed una allargamento dello spazio tra le crura stapediali .

La PSA sintomatica può essere trattata con laser coagulazione dell’arteria.

L’intervento non è privo di rischi, dato che il nervo faciale è vascolarizzato da una branca della MMA (l’arteria petrosa superiore) vi è un qualche rischio di paresi facciale anche se vi sono diverse anastomosi con l’arteria stilomastoidea .

Vi è anche rischio di devascolarizzazione e risultante ischemia del trattp piramidale, lemnisco e corpo trapezoide con danno uditivo e vestibolare centrale

L’alternativa chirurgica, soprattutto se vi è un danno uditivo trasmissivo dovuto ad intralcio con la motilità stapediale, è la riparazione della catena ossiculare lasciando stare la PSA.

BIBLIOGRAFIA

1- Collin J. O’Bryan,  and James J. Klemens, et al. Incidental Finding of a Persistent Stapedial Artery in a Patient Presenting With Conductive Hearing Loss. 2023 Ear Nose & Throath Journal , Volume 102, Issue 11.https://doi.org/10.1177/01455613211032005
 2 – Silbergleit R, Quint DJ, Mehta BA, Patel SC, Metes JJ, Noujaim SE. The persistent stapedial artery. AJNR Am J Neuroradiol. 2000;21(3):572–577.

La temperatura della mucosa nasale correla con la valutazione soggettiva della pervietà

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La temperatura della mucosa nasale correla con la valutazione soggettiva della pervietà. Recenti studi suggeriscono che la rilevazione della temperatura nasale dia maggiori informazioni rispetto alla rilevazione del flusso aereo sulla pervietà nasale soggettiva (questionari NOSE e VAS). Una temperatura mucosa nasale inferiore ed un flusso di calore più alto entro la cavità nasale anteriore (vestibolo e regione del turbinato inferiore) correla direttamente con una percezione di migliore pervietà nasale in soggetti sani (VAS<10).

Lo afferma uno studio australiano pubblicato su Laryngoscope. Utilizzando un probe-termometro, è stata misurata in 11 pazienti sani la temperatura della mucosa nasale a livello del vestibolo, turbinato inferiore, turbinato medio e rinofaringe.

Su modello anatomico 3D creato sulla base della TAC è stata misurata la fluidodinamica computazionale (CFD) e la temperatura dell’aria inspirata ed il flusso di calore lungo le aree mucose dove questo era >50 W/m2 (SAHF50).

I valori di temperatura nasale correlavano strettamente con i valori di flusso CFD. (p=<0.05).

Sono state osservate correlazioni dirette fra VAS unilaterale e la temperatura nasale a livello del vestibolo e della regione del turbinato inferiore; tra SAHF50  VAS unilaterale e tra temperatura nasale e SAHF50. 

BIBLIOGRAFIA
Richard Tjahjono , Hana SalatiKiao InthavongNarinder Singh .Correlation of Nasal Mucosal Temperature and Nasal Patency-A Computational Fluid Dynamics Study.Laryngoscope.2023 Jun;133(6):1328-1335. doi: 10.1002/lary.30327

La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA

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La Tonsillotomia altrettanto efficace della Tonsillectomia nel trattamento della sindrome PFAPA. La Tonsillotomia (riduzione parziale della tonsilla) si è dimostrata un trattamento efficace nel trattamento della sindrome PFAPA (febbre periodica, stomatite aftosa, faringite, adenite cervicale) la più comune patologia febbrile periodica dell’infanzia ad etiologia sconosciuta.

I ricercatori dal Oulu University Hospital, Oulu, Finland, hanno condotto uno studio randomizzato su 16 bambini (età media 4.2 anni) suddivisi in due gruppi: tonsillotomizzati e gruppo di controllo con sola osservazione clinica.

Dopo 3 mesi di follow up 7/8 pazienti (87.5%) nel gruppo tonsillotomia e 2/8 (25%) nel gruppo di controllo risultavano liberi dai sintomi della PFAPA ( p = 0.0021). 

Anche il numero medio di giorni di febbre compatibile con la sindrome risultava significativamente inferiore nel primo gruppo, rispetto al gruppo di controllo (0.8 contro 6.5 p= 0.007) .

BIBLIOGRAFIA
Ulla LanttoTerhi TapiainenTytti PokkaPetri Koivunen , Merja HelminenJaakko PiitulainenJami RekolaMatti UhariMarjo Renko . Tonsillotomy for Periodic Fever Syndrome: A Randomized and Controlled Trial. Laryngoscope, 2024 Feb;134(2):968-972. doi: 10.1002/lary.30863

tonsillotomia prof

Condivido l’esperienza del gruppo finlandese. Nei casi di PFAPA trattati negli ultimi anni ho previlegiato la tonsillotomia riduttiva con radiofrequenza (Coblation)  anzichè la tonsillectomia tradizionale, ottenendo la scomparsa della sintomatologia con un intervento meno rischioso e meno doloroso, meglio tollerato dai piccoli pazienti.

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