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Correlazione fra rischio cardiovascolare e ipoacusia improvvisa

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Correlazione fra rischio cardiovascolare e ipoacusia improvvisa. La maggior parte dei lavori di una metanalisi effettuata da un recente studio greco, evidenzia una stretta correlazione fra un alto profilo di rischio cardiovascolare e l’insorgenza di ipoacusia neurosensoriale improvvisa (SSHL).

Dislipidemia, diabete e indici ecodoppler di aterosclerosi sono infatti risultati significativamente più alti nei pazienti con SSHL.

BIBLIOGRAFIA
Anna-Maria PapadopoulouSotirios PapouliakosPetros Karkos , Konstantinos Chaidas. The Impact of Cardiovascular Risk Factors on the Incidence, Severity, and Prognosis of Sudden Sensorineural Hearing Loss (SSHL): A Systematic Review.  Cureus 2024 Apr 16;16(4):e58377. doi: 10.7759/cureus.58377.

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Granuloma piogenico recidivo della corda vocale: microlaringochirurgia a freddo

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Granuloma piogenico recidivo della corda vocale: microlaringochirurgia a freddo. Il video riguarda un caso di granuloma piogenico recidivo della corda vocale, trattato circa 6 mesi prima in altra sede con Laser CO2. 

Proprio per evitare che l’utilizzo di strumenti caldi possa favorire una nuova reazione tissutale, la scelta è stata di asportarlo in microlaringoscopia a freddo.

Esposta la lesione che occupa il terzo posteriore della corda vocale, data la difficoltà di ottenere una resezione completa in unico tempo con microforbice, per le dimensioni e la  aderenza alla mucosa cordale, si inizia con un debulking. 

Si procede poi asportando la intera lesione, mettendo in evidenza la base del peduncolo da cui origina il granuloma.

Con delicate ripetute piccole prese a strappo con microconcotomo, si procede ad una rimozione completa della base di impianto della lesione. 

Per diminuire la reattività tissutale infiammatoria, si esegue microinfiltrazione steroidea nella sede sottomucosa cordale sinistra.

L’emostasi viene ottenuta con garzina imbevuta di vasocostrittore premuta sulla sede di asportazione e completata con microcoagulazione con aspiratore protetto.

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Sinusite Odontogena: guarigione più rapida se prima FESS poi Terapia Dentale

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Sinusite Odontogena: guarigione più rapida se prima FESS poi Terapia Dentale. La collaborazione multidisciplinare è essenziale nel trattamento della sinusite odontogena (ODS).

Discusso è il timing: prima trattamento dentale o prima chirurgia endoscopica rinosinusale?

Uno studio retrospettivo statunitense su 56 pazienti con patologia dentaria trattabile, ha evidenziato che nei pazienti in cui veniva effettuata prima la FESS rispetto alla cura dentaria, il completamento del trattamento dalla diagnosi alla risoluzione era molto più breve rispetto alla procedura inversa: 112 giorni di media rispetto a 236 giorni (p = 0.002).

La risoluzione si aveva comunque nel 97,8% dei casi.

BIBLIOGRAFIA
Abdulkader Yassin-KassabEdward L Peterson , John R Craig. Total times to treatment completion and clinical outcomes in odontogenic sinusitis. Am J Otolaryngol. 2023 Jul-Aug;44(4):103921. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103921.

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L’inalazione profilattica di corticosteroidi riduce gravità e frequenza degli episodi di Croup infantile ricorrente

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L’inalazione profilattica di corticosteroidi riduce gravità e frequenza degli episodi di Croup infantile ricorrente. La laringite con laringospasmo (Croup) è caratterizzata da tosse cavernosa, stridore inspiratorio, disfonia e vari gradi di distress respiratorio.

Episodi di laringospasmo ricorrente sono definiti come più di 2-3 episodi acuti nello stesso paziente e vengono spesso trattati con corticosteroidi orali per inalazione o endovena. 

Uno studio retrospettivo effettuato in Colorado (USA) su 124 pazienti sotto i 21 anni (87 maschi, 34 femmine) che si rivolgevano all’Ospedale per Croup ricorrente, ha valutato l’efficacia della somministrazione di corticosteroidi per via inalatoria (ICS) dal primo episodio di distress respiratorio sull’incidenza delle recidive.  

I pazienti trattati con ICS e seguiti al follow up erano stati 68.

Di questi 59 (86.7%) avevano mostrato miglioramento della sintomatologia con riduzione della severità e del numero di episodi di recidiva.

Il miglioramento era tanto più significativo quanto più numerosi erano gli episodi di ricorrenza (> 5).

Non si erano riscontrati effetti avversi durante il trattamento. 

 BIBLIOGRAFIA
Lauren E SowaPaul C StillwellPaul R HouinNathalie NguyenJeremy D Prager , Todd Wine , Nathan J TeynorMaxine MeierRomney B Hanson , Christian Francom , Sarah A Gitomer.Prophylactic inhaled corticosteroids for the management of recurrent croup. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2023 Jul;170:111600. doi: 10.1016/j.ijporl.2023.111600.

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La biopsia liquida nei tumori dell’orofaringe HPV

La biopsia liquida nei tumori dell’orofaringe HPV. L’incidenza del Carcinoma orofaringeo HPV correlato è in continua crescita con un profilo di prognosi e risposta al trattamento più favorevole rispetto ai carcinomi squamosi dell’Orofaringe non HPV. Ciononostante una percentuale variabile fra 15 e 25% dei pazienti sottoposti ai trattamenti tradizionali va incontro ad una ricaduta spesso con malattia locoregionale o a distanza.

Negli ultimi anni si è sviluppato un crescente interesse nella possibilità di utilizzare il DNA tumorale circolante (ctDNA) come biomarcatore di attività tumorale. Questa metodica viene definita biopsia liquida.

Con questo temine ci si riferisce alla possibilità di effettuare analisi su materiale di origine tumorale (cellule, proteine, DNA oppure RNA) che può essere ottenuto da un liquido corporeo, generalmente mediante un prelievo di sangue.

Va precisato che il termine biopsia è fuorviante in quanto non viene effettuata con tale procedura la diagnosi di cancro ma la biopsia liquida può essere utilizzata per la identificazione di marcatori prognostici o predittivi di malignità.

Le analisi effettuate sul sangue sono state principalmente rivolte allo studio delle cellule tumorali circolanti e del DNA tumorale circolante.

Mentre le cellule tumorali circolanti sono estremamente esigue e di più difficile detezione, il DNA tumorale circolante è rilasciato nel sangue dalle cellule tumorali che muoiono.

Una volta isolato dal sangue dei pazienti può essere sottoposto ad analisi molecolari che possono dimostrare la presenza o l’assenza di mutazioni in specifici geni del tumore che possono rendere la malattia sensibile o resistente al trattamento con farmaci a bersaglio molecolare.

Uno dei test più utilizzati è il test MCED 8 multi cancer early detection). Dai frammenti di DNA tumorale si evidenzia la presenza di piccole sequenze di DNA tumorale circolante che differiscono dal DNA delle cellule sane per una particolare caratteristica molecolare nota come metilazione

La procedura è rapida e minimamente invasiva, in quanto consiste in un semplice prelievo di sangue.

Può essere ripetuta periodicamente intercettando quelle modificazioni delle caratteristiche molecolari del tumore che variano nel tempo. (analisi del ctDNA “attualizzate” cioè diverse da quelle caratteristiche molecolari ricavate analizzando il tessuto tumorale escisso chirurgicamente tempo addietro).

Il DNA del tumore circolante è paragonabile ad una istantanea del cancro. Si tratta di una immagine facile da trovare, sempre aggiornata, in grado di rispecchiare la dimensione, la eterogeneità molecolare e la sua evoluzione nel tempo.

Il ctDNA può anticipare la diagnosi di recidiva clinica di diversi mesi e stratificare i pazienti a rischio dopo l’intervento chirurgico.

Le prime applicazioni cliniche sono state nel tumore polmonare non a piccole cellule sia nella diagnosi per la ricerca della mutazione del gene EGFR nel DNA sia al momento della resistenza ad una terapia con inibitori di EGFR.

Il ruolo della biopsia liquida potrà essere esteso in un prossimo futuro alla scelta del trattamento e al monitoraggio della terapia dei tumori del colon, seno, ovaio e melanoma.

Secondo uno studio dei ricercatori del Mass Eye and Ear Hospital di Boston pubblicato su Clinical Cancer Research la sensibilità e specificità della biopsia liquida nel tumore orofaringeo associato ad HPV risulta molto elevata.

Lo studio ha preso in considerazione 70 pazienti con una nuova o sospetta diagnosi di carcinoma squamoso dell’orofaringe (OPSCC), del Rinofaringe (NPC) o dei seni paranasali (SNSCC) e 70 controlli. Sul sangue dei partecipanti è stata evidenziata la presenza di DNA tumorale circolante dell HPV (ct HPVDNA) con una sensibilità pari al 98.4% ed una specificità del 98.6% per i pazienti HPV+HNSCC.

Un altro studio ha ricercato mediante un test attualmente in commercio degli USA nel sangue periferico il DNA da HPV virale modificato dal tumore (TTMV-HPV) su 339 pazienti con una sensibilità nella corte di diagnosi del 91.5% e specificità del 100%. Nella corte di sorveglianza (290 pazienti) il test del DNA TTMV-HPV ha dimostrato una sensibilità del 88.4% ed una specificità del 100% nella rilevazione delle recidive.

Nonostante siano necessari ulteriori studi per convalidare i risultati preliminari di questi studi, la biopsia liquida sembra porsi come biomarcatore ausiliario per la diagnosi ma soprattutto per la sorveglianza dell’OPSCC all’HPV.

BIBLIOGRAFIA
AIOM. La biopsia liquida Informazioni per i pazienti
Daniel L. Faden Liquid biopsy for the diagnosis of HPV-Associated Head and Neck Cancer Cancer Cytopathol 2022 Jan 130(1) 12-15 https//doi.org/10.1002/cncy.22497

Rocco M. Ferrandino, Sida Chen, Catharine Kappauf, Joshua Barlow, Brandon S.Gold, Michael Berger, William H.Westra, Marita S.Teng, Mohemmed N.Khan, Marshall R. Posner, Krzystof J Misiukiewicz,Richard Bakst, Kunal K Sindhu, Eric M Genden, Raymond L Chai, Scott A Roof. Performance of Liquid Biopsy for Diagnosis and Surveillance of Human Papillomavirus–Associated Oropharyngeal Cancer. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. July 9, 2023. doi:10.1001/jamaoto.2023.1937

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Tampone nasofaringeo nei bambini con sinusite acuta migliora risultati antibioticoterapia

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Tampone nasofaringeo nei bambini con sinusite acuta migliora risultati antibioticoterapia. La frequente sovrapposizione fra sintomi di sinusite acuta e infezioni virali del tratto respiratorio superiore suggerisce che in certi sottogruppi di bambini con diagnosi di sinusite acuta, il trattamento antibiotico possa avere un beneficio limitato.

Per valutare l’efficacia della terapia antibiotica in alcuni sottogruppi di pazienti pediatrici con sinusite acuta, uno studio americano ha effettuato un trial clinico randomizzato che includeva 515 bambini di età 2-11 anni raccolti in 6 istituzioni statunitensi.

I sottogruppi erano definiti dalla presenza di Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae, or Moraxella catarrhalis sulle colture del tampone nasofaringeo e dalla presenza di secrezioni nasali colorate.

La terapia orale prevedeva Amoxicillina orale (90 mg/kg/d) ed Acido Clavulanico (6.4 mg/kg/d) (n = 254) o placebo (n = 256) per 10 giorni.

I risultati si basavano sullo score sintomatologico di una scala di valutazione nei 10gg post diagnosi.

Lo score sintomatologico (- 1.69 di media) e la lunghezza del tempo di guarigione risultavano significativamente più brevi (7 gg vs 9 gg) in quelli sottoposti a terapia antibiotica rispetto al placebo.

I bambini con tampone nasofaringeo negativo non beneficiavano della terapia antibiotica altrettanto quanto quelli con tampone positivo.

Non vi era una differenza significativa dei risultati in funzione dele secrezioni nasali colorate o meno (-1.62 vs -1.70).

BIBLIOGRAFIA
Nader Shaikh, Alejandro Hoberman, Timoty Shope; et al. Jong-Hyeon Jeong, Marcia Kurs-Larsky, Judith M. Martin, Sonika Bhatnagar, Gysella B.Muniz, Stan L. Block, Melissa Andraski, Mattew C Lee, Kumeravel Rajakumar, Ellen R. Wald. Identifying Children Likely to Benefit From Antibiotics for Acute Sinusitis. A Randomized Clinical Trial. JAMA. 2023;330(4):349-358. doi:10.1001/jama.2023.10854

tampone nasofaringeo prof

La conclusione degli autori, per ridurre l’uso inappropriato degli antibiotici, è di sottoporre i bambini con sinusite acuta a tampone nasofaringeo prima di iniziare la terapia, dato che il basarsi sulla colorazione delle secrezioni risulta fallace. La ricerca di batteri specifici e l’antibiogramma permette di mirare la terapia.  Lo stesso vale anche per gli adulti.

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Svuotamento latero cervicale: terzo livello e completamento

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Svuotamento latero cervicale: terzo livello e completamento. Il video, seguito dei due precedenti in cui veniva mostrata la dissezione dei livelli II B, II A e I, dettaglia lo svuotamento del livello III e l’asportazione in monoblocco di tutto lo specimen sovraomoiodeo con la conservazione di tutte le strutture nobili ed importanti dal punto di vista funzionale del collo: nervo spinale, nervo ipoglosso, vena giugulare, arteria carotide e nervo vago.

Il tempo chirurgico principale riguarda la dissezione delle fasce che rivestono i grossi vasi del collo.

Non esiste una regola rigida nel modo di procedere (dal basso verso l’alto o viceversa, da mediale a laterale o viceversa).

Spesso procedo anche in funzione della sede delle metastasi e del loro grado di coinvolgimento delle strutture.

In questo caso, trazionata medialmente la laringe, la dissezione della fascia cervicale media ha permesso di evidenziare prima la fascia carotidea.

La fascia viene incisa sulla faccia superiore del vaso e, con tunnellizzazione — dissezione e sezione successive, liberata dal basso verso l’alto, sfasciando il vaso nella sua faccia laterale.

La fascia carotidea è spessa ed il rischio di danneggiare l’arteria, in assenza di infiltrazione metastatica linfonodale, è scarso.

Più delicata è la liberazione della fascia della vena giugulare.

La dissezione in questo caso deve essere molto attenta. Le piccole afferenze vascolari alla giugulare vanno chiuse contestualmente alla dissezione, utilizzando emostasi con pinza bipolare.

È utile farsi aiutare nello scollamento della fascia da tamponcino di garza montato su una Kelly.

Fondamentale è che l’aiuto con pinza vascolare atraumatica sollevi la parete del vaso per permetterci la dissezione completa.

La vena giugulare interna va liberata dalla fascia completamente per tutta la circonferenza e per tutto il decorso del vaso.

La vena tiroidea ed il tronco venoso tirolinguo-facciale possono essere legati o conservati, a seconda delle esigenze.

Una volta liberata, la giugulare viene medializzata insieme all’ arteria carotide e nervo vago e la fascia, contenente i linfonodi dei precedenti livelli, in monoblocco viene staccata dal piano profondo dei muscoli scaleni e progressivamente lo svuotamento viene staccato completamente ed asportato.

Due aspetti cui prestare attenzione: la protezione con il retrattore di Farabeuf del nervo accessorio spinale nel triangolo cervicale postero superiore e la conservazione delle radici del plesso cervicale.

L’ orientamento dello specimen dello svuotamento prima di dividerlo in livelli da mandare separati all’istologo è essenziale. 

L’emostasi deve essere attenta ed accurata.

L’intervento si conclude con il posizionamento del drenaggio e la sutura per piani di sottocute e cute.

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Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo III: Secondo Livello B

Svuotamento Latero Cervicale radicale modificato Tipo Iii : Livelli I E Ii A

Anatomia Chirurgica dello Svuotamento Latero Cervicale

Svuotamento latero cervicale radicale modificato per Carcinoma della Tonsilla

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Svuotamento Latero Cervicale Terapeutico non ha maggiori complicanze chirurgiche rispetto a quello Elettivo

Fattori predittivi nella scelta del trattamento della Malattia di Meniere

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Fattori predittivi nella scelta del trattamento della Malattia di Meniere. Pazienti affetti da Malattia di Meniere con a) vertigini lievi o ridotte di intensità e frequenza dopo la prima crisi, b) nessuna o solo lieve comorbidità e c) assenza di ipoacusia, hanno prognosi favorevole e possono essere sottoposti unicamente a terapia conservativa (modificazioni dietetiche – diuretici).

Lo afferma uno studio della Washington University School of Medicine in St. Louis, Missouri, USA che ha codificato una stadiazione basata sulla severità clinica di questi tre fattori, studiando la risposta terapeutica di 78  pazienti con diagnosi di malattia di Meniere trattati tra 2016 e 2019.

BIBLIOGRAFIA
Brevin J Miller , Dorina Kallogjeri,  Matthew A Shew , Jay F Piccirillo.Identifying Predictors of Treatment Response in Meniere’s Disease: A Clinical Severity Staging System.Otolaryngol Head Neck Surg.2024 Jan;170(1):212-220. doi: 10.1002/ohn.486.

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Malattia di Meniere e terapia con glicerolo

La Malattia di Meniere: opzioni di trattamento (III)

La Malattia di Meniere: linee guida di pratica clinica (II)

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Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

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Le vertigini in età pediatrica

Il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva

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Il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva. È noto che il reflusso gastroesofageo (GERD) possa causare otite media con effusione (OME).

Ma curare il reflusso può portare beneficio ai pazienti con OME?  Una metanalisi dei lavori della letteratura a partire dal 2022, condotta dai ricercatori della University School of Medicine, Hangzhou, Zhejiang, China, ha incluso 16 studi e 21.744 pazienti.

Rispetto al gruppo di pazienti con GERD non trattato, il tasso di miglioramento dei sintomi (OR) nei pazienti trattati è stato pari a 1.65 (p > 0.05), soprattutto per i pazienti con OME cronica. 

Il tasso di recupero della ipoacusia era 0.70.

BIBLIOGRAFIA
Dike ShiHanxin ZhaoGuofeng ChenXiaoli JinZhiwei WuJun WangJian Chen. The effects of treating GERD on the outcomes of otitis media with effusion: A systematic review and meta-analysis. Am J Otolaryngol. 2024 Jan-Feb;45(1):104061. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.104061.

il trattamento del reflusso migliora i sintomi della otite media effusiva

Lo studio non distingue fra GERD e RFL nel causare OME ma essendoci un miglioramento dei sintomi otologici con il trattamento, la conclusione dovrebbe valere anche per il RFL. Il trattamento del Reflusso è comunque positivo per questi pazienti

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Reflusso gastroesofageo e muscolo cricofaringeo

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Reflusso e disordini dentali in età pediatrica

Laringomalacia e dosaggio della Pepsina

Fattori di rischio di sviluppo della otite media cronica suppurativa dell’infanzia

Utilità delle insufflazioni tubariche nel trattamento della Otite Media effusiva

Otite media effusiva: la microscopia elettronica evidenzia che non e’ sempre un processo sterile

Otite Media Effusiva: nuovo dispositivo per la cura

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Otite colesteatomatosa è più grave in età pediatrica

Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota

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Ruolo della FDG PET/CT nello studio dei linfonodi latero cervicali metastatici dei tumori testa collo a primitività ignota. La presenza di metastasi linfonodali latero cervicali (CLNM) al momento della diagnosi è uno dei fattori prognostici sfavorevoli più rilevante nei pazienti con carcinoma squamoso della testa e del collo a primitività ignota (HNSCC).

Uno studio italiano dell’Università di Ferrara, ha analizzato l’utilizzo di 2-deoxy-2[18F]fluoro-D-glucose (FDG) PET/CT  nello studio dei  pazienti affetti d CLNM.

Sono stati retrospettivamente analizzati 65 pazienti (53 maschi, 12 femmine, età media 65.7 anni), sottoposti a FDG PET/CT per HNSCC trattati tra 2015-2020.

Tutti i Linfonodi sospetti avevano avuto una diagnosi di conferma citologica od istologica.  

La captazione (SUVmax) dei pazienti fumatori aveva valori significativamente superiori rispetto a quella dei pazienti non fumatori (p = 0.04), così come il SUVmax dei pazienti p16 positivi rispetto a quelli p16 negativi (p = 0.089).

Il valore cut-off di SUVmax per la identificazione di CLNM era quantificato in 5.8 (AUC = 0.62, sensitività 71.4% e specificità 72.7%).

BIBLIOGRAFIA
Chiara Bianchini Matteo Caracciolo Luca Urso Andrea Ciorba Anna Bonsembiante Andrea Migliorelli Virginia Corazzi Ilaria Carandina Naima Ortolan Corrado Cittanti Licia Uccelli Stefano Pelucchi Stefano Panareo Mirco Bartolomei. Role of 18F-FDG PET/CT in evaluating lymph node status in patients with head and neck squamous cell carcinoma.Head and neckVol. 43: Issue 4 – August 2023. DOI: 10.14639/0392-100X-N2370

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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La mucosite orale da radioterapia nei tumori della testa e del collo

Attività fisica aerobica migliora la qualità di vita nei pazienti radiotrattati per tumori testa-collo

Make Sense Campaign Prevenzione Tumori Testa Collo: hai la testa a posto?

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022 sulla prevenzione dei tumori della testa e del collo: HAI LA TESTA A POSTO?

Tumori testa collo Make Sense Campaign 2022

MAKE SENSE CAMPAIGN 2022: HAI LA TESTA A POSTO?

Make Sense Campaign 2019 AIOCC

PDTA naso e seni paranasali

PDTA del Carcinoma del Rinofaringe

PDTA dei Tumori dell’Ipofaringe

PDTA per i tumori del Cavo Orale

PDTA per il tumore della laringe: aggiornamento 2022

PDTA TUMORI OROFARINGE (AIOCC,2022)

Tumori Testa Collo: Review Epidemiologia

Carcinoma Squamoso dell’Orofaringe

Carcinoma Laringeo Radiotrattato e panendoscopia

Reflusso Gastroesofageo: la malattia aumenta il rischio di sviluppare tumore della laringe

Papillomatosi Laringea

Laser Co2 a Fibra-Trattamento Patologia Benigna Laringea

Granuloma Piogenico della Laringe

HPV Positività: prognosi migliore nei tumori orofaringe, ipofaringe, cavo orale e laringe

Tumori laringei e fumo di sigaretta

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