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Potenziale impatto della radioterapia per la cura di tumori della testa e del collo sui processi neurocognitivi

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Potenziale impatto della radioterapia per la cura di tumori della testa e del collo sui processi neurocognitivi. Uno studio inglese di review della Letteratura, ipotizza che la Radio(chemio) terapia per Tumori della Testa e del collo porti un rischio di deterioramento neurocognitivo a lungo termine nei pazienti trattati, maggiore rispetto ai gruppi di controllo.

Gli studi considerati sono stati 20 per un totale di 1308 pazienti.  

La tecnica di radioterapia più utilizzata (72,6% dei casi) è stata quella ad intensità modulata (IMRT), mentre la chemioterapia concomitante è stata impiegata nel 61% dei pazienti.   

I domini neurocognitivi più comunemente compromessi erano la memoria e il linguaggio, con una possibile correlazione con la dose di radiazioni ricevute dall’ippocampo, dal lobo temporale e dal cervelletto.

Tuttavia, è importante notare che gli studi disponibili sono limitati e presentano variazioni significative nella metodologia per poter giungere a conclusioni definitive.

BIBLIOGRAFIA
Zsuzsanna Iyizoba-Ebozue, Robin Prestwich, Sarah Brown, Emma Hall, John Lilley, Matthew Lowe, David J Thomson, Finbar Slevin, Florien Boele, Louise Murray.Neurocognitive function following (chemo)radiotherapy for nasopharyngeal cancer and other head and neck cancers: A systematic review. Radiother Oncol.188 2023   doi: 10.1016/j.radonc.2023.109863

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Sinechia Anteriore: Laserchirurgia

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Sinechia Anteriore: Laserchirurgia. Il video mostra l’applicazione del Laser CO2 nel trattamento della sinechia cordale anteriore (glottic web).

La paziente affetta da papillomatosi laringea aveva subito diversi trattamenti laser per rimuovere i papillomi che avevano creato una sinechia in commissura anteriore. 

Esposta la laringe con laringoscopio di Klainsasser, la prima manovra, con aspiratore laringeo, è di valutare la entità, consistenza ed estensione della sinechia.

Il trattamento con il Laser Co2, regolato ad una potenza non elevata in superpulsato continuo, deve agire possibilmente su una sola corda per non favorire il rischio di una nuova sinechia.

Il trattamento sulla commissura anteriore deve essere non aggressivo e soprattutto non su entrambe le corde nel punto dove si affrontano.

Il trattamento laser assicura una duttilità e plasticità di azione, in campo esangue e rappresenta tutt’ora il gold standard nella gestione del glottic web.

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Papillomatosi Laringea: Microchirurgia Laser Co2

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Qualità della voce dopo laserchirurgia laringea: valutazione prospettica

Papillomatosi Laringea

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Riposo vocale dopo Microlaringochirurgia

Fonochirurgia Endolaringea: Sulcus Cordis

L’inquinamento ambientale favorisce le epistassi ricorrenti nell’infanzia

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L’inquinamento ambientale favorisce le epistassi ricorrenti nell’infanzia. L’inquinamento ambientale, unitamente alle basse condizioni socio economiche ed alla rinite allergica, si è dimostrato associato alle epistassi recidive dell’infanzia.

Lo afferma uno studio muticentrico statunitense su 181 bambini (41.4% sesso femminile).

Quelli che avevano frequenti risanguinamenti vivevano in regioni con un numero più elevato di giorni in cui l’ozono superava i livelli standard statunitensi, rispetto a quelli che non avevano recidive di epistassi (p=0.007).

Nel gruppo con recidive anche valori di polveri sottili sopra i livelli standard risultava un fattore favorente (p=0.01).

BIBLIOGRAFIA
Jordyn P Lucas, Amber Shaffer, Marina Rushchak, Amanda Stapleton, Reema Padia. Environmental impact on pediatric epistaxis and the utility of diagnostic studies: A single-institutional review.Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2024 Jan:176:111827. doi: 10.1016/j.ijporl.2023.111827.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

Inquinamento da polveri sottili aumenta incidenza tumori cavo orale e faringe negli USA

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Tamponamento Nasale Posteriore

Galvanocaustica delle Varici del Setto

La sindrome di Rendu Osler o teleangectasia emorragica ereditaria

Peggioramento della voce dopo tiroidectomia anche senza deficit ricorrenziale

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Peggioramento della voce dopo tiroidectomia anche senza deficit ricorrenziale. Una delle più frequenti complicanze dopo tiroidectomia totale è la paresi transitoria e talora permanente del nervo laringeo ricorrente.  Esistono però pazienti che vanno incontro a disturbi vocali dopo tiroidectomia a dispetto di una funzionalità intatta del nervo laringeo ricorrente.

J Voice ha pubblicato uno studio svedese che ha evidenziato, sulla base delle risposte ai questionari Voice Handicap Index (VHI) e VHI-10, come il sesso femminile, in particolare dopo la menopausa, sia un fattore dominante per sviluppare un deficit fonatorio dopo tiroidectomia.

Anche l’estensione della chirurgia sul collo ed il peso e volume della tiroide asportata correlano direttamente con il deficit soggettivo ed oggettivo della voce dopo tiroidectomia.

La Videolaringostroboscopia viene identificata come esame gold standard per esaminare le patologie vocali in questo gruppo di pazienti.  

BIBLIOGRAFIA
Ervin Beka, Oliver Gimm.Voice Changes Without Laryngeal Nerve Alterations After Thyroidectomy: The Need For Prospective Trials – A Review Study.J Voice 2024 Jan;38(1):231-238. doi: 10.1016/j.jvoice.2021.07.012.

peggioramento della voce prof

Il lavoro conferma l’utilità di sottoporre i pazienti candidati ad intervento di Tiroidectomia ad una valutazione laringoscopica pre operatoria e l’opportunità di identificare preliminarmente quei pazienti che potrebbero comunque beneficiare di una terapia logopedica postopratoria per migliorare la qualità della voce.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Emitiroidectomia o Tiroidectomia totale nel gozzo immerso?

Disturbi della deglutizione comuni dopo Tiroidectomia

Emitiroidectomia e carcinomi papilliferi

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Tumore della Tiroide: Svuotamento del Comparto Centrale

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Tiroidectomia Totale con Bisturi Armonico

Tiroidectomia Totale

Chirurgia della tiroide e monitoraggio nervo ricorrente

Tiroidectomia totale vs Lobectomia

L’uso delle nuove Tecnologie nella Chirurgia della Tiroide

Paratiroidectomia

Cicatrice dopo Tiroidectomia convenzionale

Emitiroidectomia: caratteristiche dei noduli nel lobo tiroideo controlaterale

Disfagia dopo Tiroidectomia

Microcarcinoma papillifero della tiroide

Complicanze nella chirurgia tiroidea: come evitarle

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La voce è migliore dopo Cordectomia Laser rispetto alla Radioterapia nei T1A glottici estesi

Valutazione qualità della voce dopo cordectomia con laser Co2

Evoluzione della voce dopo Cordectomia Laser transorale

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Qualità Acustiche della Voce

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Movimenti paradossi delle corde vocali e terapia logopedica

Hai problemi alle corde vocali?

La Disfonia: Quando allarmarsi?

La Tonsillectomia non altera i parametri della voce dei cantanti

Riposo vocale dopo Microlaringochirurgia

Edema di Reinke delle corde vocali: fonochirurgia con Laser Co2

Fibrolaringoscopia. Luce bianca ed NBI

aserchirurgia nella stenosi glottica posteriore: esperienza di due centri italiani

Displasia Laringea e rischio Carcinoma

Displasia laringea: European Laryngological Society position paper

Displasia Laringea: European Laryngological Society position paper. Parte II

Malattia da IgG4 correlata

Malattia da IgG4 correlata.

Introduzione

La denominazione malattia Immunoglobulina G4-correlata (IgG4-RD) è stata proposta durante il 2011 International IgG4-related Diseases Symposium tenutosi a Boston.

malattia da igg4 correlata
Malattia da IgG4 correlata

La IgG4-RD è una condizione fibro infiammatoria multi organo (60-90%) caratterizzata da lesioni nodulari di etiologia ignota e con particolari condizioni istopatologiche: denso infiltrato lifoplasmacellulare con pasmacellule IgG4, fibrosi raggiata, venulite obliterativa ed un numero variabile di eosinofili. Sono frequenti elevati livelli di IgG4 nel sangue. IgG-4 RD si manifesta principalmente negli uomini, soprattutto nella sesta decade di età.

malattia da igg4 correlata citologia

Virtualmente può colpire tutti gli organi, ma più comunemente sono interessati pancreas dove dà una pancreatite acuta autoimmune, i reni (nefrite o insufficienza renale acuta o cronica), strutture annessiali orbitarie e retroperitoneo.

Le manifestazioni che più tipicamente interessano le sfere otorinolaringoiatrica riguardano ghiandole salivari e seni paranasali. Le ghiandole salivari maggiori possono essere bilateralmente ingrandite anche senza perdita della funzione (dd con Sindrome di Sjogren dove anri.Ro/SSA anti-LA/SSB sono aumentati).

La sindrome di Mikulicz , una volta attribuita esclusivamente alla malattia di Sjogren, si è visto oggi essere associata ad una elevata concentrazione di IgG4 ed alla prominente infiltrazione  di plasmaciti he esprimono IgG4 nelle ghiandole salivari e lacrimali.

Una storia di allergia è molto comune, con sintomi di asma bronchiale e sinusite cronica in circa il 40% dei casi.  

I disturbi da CRS devono durare da almeno 12 settimane e sono ostuzione nasale, drenaggio mucopurulento, pressione facciale, iposmia, edema del meato medio o della regione etmoidale, poliposi e immagini radiologiche di infiammazione sinusale.

Diagnosi Clinica

Vi sono due tipi di criteri utilizzabile per fare diagnosi:

A) The Mayo Clinic HISORt Criteria for the Diagnosis of AIP

Histopathology (one or both criteria required)

  • Caratteristiche istopatologiche tipiche nel materiale bioptico (vedi sopra)   
  •  Almeno 10 lgG4- plasma cellule positive per  campo ad alta risoluzione entro le aree di infiltrato linfoplasmacellulare 

Imaging and serology (3 criteria required)

  • Allargamento diffuso del pancreas con ritardato enhancement periferico.
  • Irregolare dotto pancreatico
  • Aumentata concentrazione serica di IgG4

 Response to steroid therapy (3 criteria required)

  • Malattia pancreatica non spiegabile dopo work up clinico
  • Incremento delle IgG4 nel siero e/o coinvolgimento di organi extrapancreatici con incrementato numero di plasmacellule IgG4 positive tissutali
  • Risoluzione o significativo miglioramento della malattia con terapia steroidea

 B) The Japanese Comprehensive Clinical Diagnostic (CCD) Criteria for IgG-4RD

  1. Esame clinico che mostri diffuse o localizzate tumefazioni in organo singolo o in organi multipli 
  2. Elevata concentrazione nel sangue di IgG4 (maggiore di 135 mg/dL).
  3. Caratteristiche istopatologiche:
  4. Marcata infiltrazione linfocitica e plasmocitica con fibrosi
  5. Infiltrazione di   IgG4 + plasma cells: ratio of IgG4 +/ IgG + cells maggiore del 40% e più di 10 IgG4 + plasma cells/HPF.

Un livello elevato di IgG4 nel sangue > 1.4 g/L è presente nel 70-80% dei pazienti, ma solo un valore 2 volte superiore ai limiti superiori della norma (140 mg/dL) ha il 99% di specificità per IgG4-RD. Livelli elevati di IgG totali, di IgE totali, Eosinofilia periferica, ESR (Erythrocyte Sedimentation Rate), e PRC sono stati riportati associati alla malattia ma non sono specifici. ANA (anti-nuclear antibody) sono positivi nel 50% dei casi e elevato RF (rheumatoid factor) nel 20%. 

malattia da igg4 correlata nasal mucosa

In caso di Rinosinusite cronica da IgG4-RD la diagnosi si ottiene con l’esame istologico del tessuto prelevato a livello del turbinato medio. Oltre alla colorazione E&E viene effettuato immuno-colorazione con anticorpi policlonali anti human IgG4. Viene effettuato esame immunoistochimico  utilizzando Avidin.biotin-peroxidase. Vengono poi contate le plasmacellule  IgG4 positive identificate con immunoistochimica per campo ad alta definizione che devono essere superiori  ad almeno 10 per campo.

Diagnostica radiologica

TAC ed RM non sono in grado di differenziare se le lesioni degli organi affetti siano benigne o maligne e sono utili più per monitorare l’attività di malattia, la remissione o la recidiva che per fare diagnosi

Terapia

Corticosteroidi

 L’urgenza del trattamento dipende dal coinvolgimento degli organi vitali e dal rischio di danneggiarli.  

Il fattore maggiormente limitante sulla risposta è il grado di fibrosi; i pazienti con fibrosi consolidata da tempo hanno basse chances di guarire.

Trattamenti di supporto sono indicati in caso di ipertensione portale, cirrosi, dissezione aortica, fibrosi irreversibili disfunzione cronica delle ghiandole salivari ed orbitarie, tumore pseudoorbitario con diminuzione della vista. 

Linfadenoptie e noduli polmonari possono regredire spontaneamente con il cortisone. La risposta è drammaticamente positiva in quelli che hanno una infiammazione da poco tempo.  Generalmente inizia in 2 -4 settimane.  Il trattamento è comunque consigliato minimo fra 3 e 6 mesi di durata. Il dosaggio serico di IgG4 serve a monitorare evoluzione anche se raramente si normalizza. Se rimane alto è un indice prognostico sfavorevole.

Secondo il protocollo Giapponese va utilizzato all’inizio Prednisone 0.6 mg/kg per day per 2 fino a 4 settimane e continuato per 3 – 6 mesi alla dose di 5 mg per day, e poi scalato ad un dosaggio fra   2.5 a 5 mg per day fino a 3 anni.

Alla Mayo Clinic il protocollo prevede di iniziare con prednisone 40 mg per day e mantenere questa dose per 4 settimane  poi proseguire con 7 settimane di prednisone 5 mg a settimana e poi stop. 

La maggior parte di pazienti con AIP in aggiunta al trattamento steroideo va incontro al posizionamento di uno stent biliare.

Al fine di ottenere una deplezione delle cellule B si può utilizzare Rituximab (1 g  IV  ogni 15 giorni) per un totale di 2 dosi.

I pazienti che effettuano questo trattamento mostrano generalmente una più rapida risposta clinica e un abbassamento dei livelli sierici di IgG4.

BIBLIOGRAFIA
Sudheer Nambiar; Tony I. Oliver. IgG4 Related Disease. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Jan.
Hideaki Moteki, Masanaori Yasuao, Hideaki Hamano, Takeshi Uehara e Shin-ichi Usami. IgG4- related chronic rhinosinusitis: a new clinical entity of nasal disease.  Act a Oto-Laryngologica 131.5, 518-526, DOI:10.3109/00016489,2010,533699

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Rinosinusite cronica aumenta rischio di neoplasie ematologiche e tiroidee

L’olfatto spesso compromesso nella rinosinusite cronica con polipi endotipo Type 2

La citologia nasale predittiva del rischio di recidive di poliposi nasale

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

La Chirurgia Endoscopica Rinosinusale (FESS) migliora le condizioni dei pazienti con rinosinusite cronica e asma o BPCO

Aderenza al follow up riduce incidenza delle recidive nella FESS

Inquinamento atmosferico aggrava la sinusite cronica con polipi

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HPV e Sinusite Cronica Polipoide

Farmaci biologici e Rinosinusite Cronica con Poliposi

Sinusite cronica polipoide: il vino peggiora i sintomi

Dupilumab e trattamento Rinosinusite Cronica Polipoide

Procalcitonina Biomarker della Sinusite Cronica Polipoide

La chirurgia endoscopica rinosinusale

Rinosinusite cronica: le irrigazioni nasali con Bunesonide migliorano I risultati della FESS

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Spray a base di acido Ipocloroso utile nel postoperatorio della FESS

FESS e Sinusite Cronica nell’anziano

Farmaci biologici e rinosinusite cronica: position paper SIOT

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Ipertrofia dei turbinati: intervista

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Sinusite odontogena sintomatica: trattamento nella FESS

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Il turbinato medio: è utile resecarlo nella FESS?

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Chirurgia Endoscopica Rinosinusale 2° step: Etmoidectomia

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Snot-22 puo’ predire il rischio di reinterventi sui seni paranasali

Tumori della tiroide: review (parte II) – Trattamento

Tumori della tiroide: review (parte II) – Trattamento. L’US Preventive Services Task Force ha pubblicato un aggiornamento delle Raccomandazioni riguardo lo Screening per i Tumori della Tiroide.
Ne riassumo un estratto dei punti salienti. Nella prossima pubblicazione verranno presentate le raccomandazioni circa  Epidemiologia, Clinica e Diagnostica

Sorveglianza Attiva

A fronte di una significativa percentuale di overtreatment, si raccomanda in generale che noduli tiroidei inferiori ad 1 cm, e noduli tiroidei inferiori a 1.5 cm senza caratteristiche ecografiche sospette per malignità, debbano essere monitorati ecograficamente piuttosto che bioptizzati.

La sorveglianza attiva senza chirurgia può essere ritenuta adeguata in pazienti selezionati con piccoli tumori papilliferi.   

Esistono studi in Letteratura che evidenziano come carcinomi papilliferi ben differenziati < 1cm, seguiti con un follow up medio di 6 anni, fino anche a 15 anni e non sottoposti a chirurgia, riportavano una crescita superiore a 3 mm nel 15.9% dei casi e solo il 3.4% dei pazienti sviluppava metastasi latero cervicali a 10 anni; nessuno aveva sviluppato metastasi a distanza.

Chirurgia

La maggior parte dei carcinomi ben differenziati della tiroide (54%) sono a basso rischio di recidiva e possono essere guariti con la sola chirurgia.

Uno studio ecografico ad alta risoluzione del collo per valutare i linfonodi del comparto centrale e latero cervicale è mandatorio. Studio TAC del collo con mdc o MRI sono riservati a pazienti con tumori avanzati, con sospetta estensione extratiroidea, sospette metastasi linfonodali o istologia aggressiva (es carcinoma midollare, carcinoma scarsamente differenziato o carcinoma anaplastico).

I pazienti candidati a chirurgia devono preoperatoriamente essere sottoposti ad una laringoscopia per valutare la motilità cordale.

Per tumori ben differenziati monolaterali inferiori a 4 cm, la lobectomia tiroidea (o emitiroidectomia) è spesso preferita alla tiroidectomia totale in quanto la sopravvivenza è sovrapponibile e le complicanze inferiori. 

La Tiroidectomia Totale è raccomandata per tumori ben differenziati di diametro superiore ai 4 cm e per tumori bilaterali.

Lo svuotamento del comparto centrale e latero cervicale viene effettuato quando la malattia si è diffusa ai linfonodi regionali.

Lo svuotamento profilattico del comparto centrale viene raccomandato unicamente per pazienti con carcinoma midollare ed alcuni tumori ben differenziati grandi con estensione extratiroidea.

Lo svuotamento profilattico latero cervicale va riservato unicamente ai tumori midollari.

Metanefrine Plasmatiche, Calcio e Paratormone (PTH) vanno dosati preoperatoriamente in pazienti con sospetto di Carcinoma Midollare ereditario per identificare un concomitante feocromocitoma e iperparatiroidismo come parte di sindrome MEN2A

Terapie Adiuvanti 

Gli obiettivi del trattamento postoperatorio con Radioiodio (RAI) al paziente con tumore ben differenziato della tiroide dopo tiroidectomia totale comprende:

– distruzione del normale tessuto tiroideo per facilitare il follow-up dosando la tireoglobulina;

– distruzione di limitata malattia residua o recidiva;

– trattamento di pazienti con malattia persistente ad alto rischio di progressione.

Recenti studi osservazionali e recenti trial hanno dimostrato che RAI non riduce il tasso di recidive nei 3 anni tra i pazienti con tumori tiroidei a basso rischio, a differenza dei risultati positivi sulla sopravvivenza e rischio di recidive nei tumori ad alto rischio di ricorrenza.

Nei pazienti con rischio intermedio di recidiva l’utilizzo di RAI è considerato selettivo.

I Tumori con varianti RAS, tipicamente carcinoma follicolare o carcinoma papillifero, variante follicolare, rispondono a dosi ripetute di iodio radioattivo.

Al contrario, tumori tiroidei con mutazioni di BRAF (variante classica e varianti tall-cell) risultano refrattari a RAI, in pazienti che sviluppano malattia persistente. 

Pertanto ripetute somministrazioni di RAI dovrebbero essere limitate a pazienti che continuano a dimostrare risposta a dosi terapeutiche.

La soppressione del TSH con dosi sovrafisiologiche di Levotiroxina è usata per prevenire la crescita di cellule tumorali e la produzione di tiroglobulina, con un aumento di rischio di sviluppare fibrillazione atriale (8.5%) od osteoporosi (9.6%).

La soppressione del TSH non è consigliata per il tumore midollare, in quanto le cellule parafollicolari C non esprimono recettori  della tirotropina.

Monitoraggio a lungo termine

Dopo emitiroidectomia i pazienti sono seguiti con controlli ecografici e monitoraggio dei valori ormonali annualmente per 5 anni.

Dopo tiroidectomia totale vengono annualmente controllati ecografia tiroidea, livelli della tireoglobulina, livelli anticorpi anti TG   e livelli del TSH.

La Tomografia computerizzata del collo e torace con mdc viene riservata ai casi di sospetta persistenza di malattia basati su livelli elevati persistenti di Tireoglobulina senza rilievo di malattia alla ecografia o quando vi sia una sospetta invasione del tratto aero-digestivo.

18Fluorodeoxyglucose (FDG) PET/CT è più sensibile (83% [range, 50%-100%]) e specifica (84% [range, 42%-100%]) in pazienti con sottotipi istologici aggressivi come nella variante tall-cell, nel carcinoma scarsamente differenziato o nel carcinoma oncocitico largamente invasivo.

La RM con gadolinio è in grado di identificare presenza di malattia nel comparto centrale, nel mediastino e nelle localizzazioni ossee della colonna.   

Per i pazienti con Carcinoma Midollare il follow up riguarda dosaggio della Calcitonina, dell’antigene Carcinoembrionario (CEA); l’ecografia tiroidea deve essere effettuata 2 volte l’anno.

Se si riscontra CEA elevato e livelli di Calcitonina > 150pg/mL, vanno effettuati studio TC dei polmoni e MRI del fegato.

Malattia Locoregionale  

La maggior parte dei tumori ben differenziati persistenti o recidivi viene diagnosticata nei primi 5 anni dopo la chirurgia (tempo medio di insorgenza della recidiva: 3.6 anni). 

Il trattamento delle recidive cervicali è preferenzialmente chirurgico.     La radioterapia esterna per tumori non operabili o per persistenza microscopica di malattia è raramente indicata. 

Metastasi a distanza

L’Incidenza di metastasi a distanza è piccola A (5%).Il carcinoma papillifero (soprattutto con le varianti BRAF) diffonde per via linfatica e metastatizza ai linfonodi cervicali ed al polmone, mentre il carcinoma follicolare ed il carcinoma oncocitario (soprattutto con le varianti RAS) diffonde per via ematica e le metastasi ossee sono più frequenti.

Trattamento dei Carcinomi tiroidei Avanzati

I criteri per iniziare una terapia sistemica comprendono la progressione di malattia metastatica, malattia sintomatica, coinvolgimento degli arti (frattura ossea), o tumore superiore a 1.5 cm.   

Le opzioni in questi casi sono la rimozione chirurgica o la irradiazione del tessuto metastatico. 

Sono 9 i principi attivi approvati dalla FDA utilizzabili nel trattamento del Carcinoma tiroideo avanzato:

  • farmaci antiangiogenetici multikinase inibitori (sorafenib, lenvatinib, vandetinib, e cabozantinib);
  • Agenti targeted come inibitori selettivi RET (selpercatinib) per tumori che sviluppano fusioni RET o mutazioni RET; 
  • NTRK inibitori (entrectinib, larotrectinib) per tumori con fusione NTRK
  • la combinazione BRAF/MEK inibitore (dabrafenib/trametinib) per tumori con mutazione BRAF V600E.

Queste terapie non sono curative e gli effetti tossici spesso limitanti: ritardare il loro inizio è spesso preferibile.

Nuove terapie emergenti

Due strategie emergenti che traggono beneficio dall’uso temporaneo di targetted therapies sono attualmente sotto osservazione:   

  • neoadjuvant targetted therapy con kinase inibitori
  • redifferentiation therapy per tumori tiroidei differenziati.

La Redifferentiation therapy utilizza inibittori selettivi della kinasi in associazione con RAI per ripristinare la capacità delle cellule refrattarie al radioiodio a concentrare I-131.   

BIBLIOGRAFIA
Laura Boucai, Mark Zafereo, Maria E. Cabanillas. Thyroid Cancer: A Review. JAMA. 2024; 331(5):425-435. 10.1001/jama.2023.26348

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Carcinoma squamoso del condotto uditivo esterno: fattori prognostici sfavorevoli

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Carcinoma squamoso del condotto uditivo esterno: fattori prognostici sfavorevoli. Quali sono i fattori prognostici che influenzano la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza malattia specifica (DSS) dei pazienti affetti da carcinoma squamoso del condotto uditivo esterno?

Uno studio anglosassone su 51 pazienti con follow-up superiore a 20 anni, pubblicato su Layngoscope, ha individuato in:

– pregressa radioterapia (HR= 3.29 per OS e 4.81DSS),

– paralisi del nervo facciale (HR = 3.80 e 7.63, rispettivamente),

– pattern di invasione posteriore verso mastoide e seno sigmoide (HR=4.05 e 3.59)

i fattori prognostici più negativi riguardo alla sopravvivenza globale e malattia specifica.    

Non si riscontravano differenze significative fra pazienti trattati con chirurgia e quelli con sola radioterapia. 

BIBLIOGRAFIA
Isabelle J H Jang , Jiun Fong Thong, Constance E H Teo, Kiattisa Sommat.Analysis of Prognostic Factors For External Auditory Canal Carcinoma: A 22-Year Experience.Laryngoscope. 2022 Dec 7. doi: 10.1002/lary.30504

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La radiofrequenza sui turbinati inferiori migliora la qualità di vita dei pazienti con rinite medicamentosa

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La radiofrequenza sui turbinati inferiori migliora la qualità di vita dei pazienti con rinite medicamentosa. Il trattamento dei turbinati inferiori ipertrofici con Radiofrequenza (RFA) determina un miglioramento della ostruzione respiratoria e della qualità di vita tra i pazienti affetti da Rinite Medicamentosa.

Lo afferma uno studio israeliano che ha messo a confronto   pazienti con ipertrofia dei turbinati trattati con RFA suddivisi in due gruppi: Rinite Medicamentosa (RM) ed altre Riniti (allergiche e non).

Il miglioramento soggettivo della qualità di vita nel gruppo RM era pari all’88.9% (NOSE).

Tutti i pazienti avevano smesso l’utilizzo di decongestionanti vasocostrittori.

BIBLIOGRAFIA
Narin N Carmel Neiderman , Inbar Caspi , Netanela Eisenberg, Nir Halevy, Anat Wengier, Iris Shpigel, Tomer Ziv Baran, Barak Ringel , Anton Warshavsky, Avraham Abergel.Quality of life after radio frequency ablation turbinate reduction (RFATR) among patients with rhinitis medicamentosa & withdrawal from decongestant topical spray abuse.Am J Otolaryngol. 2023 Jul-Aug;44(4):103842. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.103842.

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Timpanomastoidectomia vs terapia antibiotica parenterale nella otorrea cronica dell’infanzia

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Timpanomastoidectomia vs terapia antibiotica parenterale nella otorrea cronica dell’infanzia. Uno studio della University of Utah School of Medicine, Salt Lake City,UT,(USA)  ha confrontato l’efficacia della timpanomastoidectomia versus la terapia antibiotica parenterale nei casi di otorrea persistente nella otite media cronica suppurativa non colesteatomiatosa (CSOM) dell’infanzia.

I pazienti inclusi nello studio erano 58 bambini con un coinvolgimento di 83 orecchie. 

Valutando il singolo orecchio, quelli sottoposti a timpanomastoidectomia iniziale andavano incontro ad una più breve risoluzione dei sintomi (9 mesi vs 48.5 mesi).

In caso di aggiustamento per età, otorrea bilaterale, e comorbidità, invece, non vi era una differenza statisticamente significativa riguardo all’efficacia, comparando i due tipi di trattamento (p=0.37).

Viene pertanto consigliato un consenso informato dettagliato riguardo ai rischi e benefici di ogni singola procedura, quando l’otorrea persiste ai trattamenti conservativi.

BIBLIOGRAFIA
Eric Babajanian, Christopher Nielson , Chong Zhang, Kevin Shi ,  Angela P Presson, Albert H Park. Tympanomastoidectomy versus parenteral antibiotic therapy for pediatric otorrhea. Am J Otolaryngol. 2023 Aug 9;45(1):104024. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.104024.

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Covid-19 aumenta il rischio di patologie autoimmuni

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Covid-19 aumenta il rischio di patologie autoimmuni. Uno studio di due università sudcoreane (Yonsei University Wonju College of Medicine, e The Catholic University of Korea di Suwon), ha indagato la connessione fra infezione da Covid 19 e l’aumento di rischio di malattie autoimmuni e disordini autoinfiammatori del tessuto connettivo.

La popolazione indagata retrospettivamente comprendeva 354 527 soggetti (età media 52 anni, 50.5% donne) con diagnosi di Covid 19, ottenuta con polymerase chain reaction test positivo, tra ottobre 2020 e dicembre 2021, inseriti nei nationwide data del Korea Disease Control and Prevention Agency Covid 19 National Health Insurance Service.

La popolazione di controllo era di 6 134 940 soggetti senza evidenza di malattia COVID-19 di età media e sesso sovrapponibili.

L’incidenza globale di malattie autoimmuni è risultata aumentata nei soggetti affetti da COVID-19.

In particolare risultavano significativamente più elevati: rischio di alopecia aerata (adjusted hazard ratio [aHR]= 1.12;), di alopecia totalis (aHR, 1.74 ), di anticorpi anti neutrofili citoplasmatici con associata vasculite (aHR = 2.76 ), del morbo di Crohn (aHR,=1.68 ), e della sarcoidosi  (aHR= 1.59; ).

I rischi di alopecia totalis, psoriasi , vitiligo, vasculite, morbo di Crohn, colite ulcerativa, artrite reumatoide, adult-onset Still disease, sindrome di Sjögren, spondilite anchilosante e sarcoidosi erano correlati con la severità del Covid 19.

Questa correlazione suggerisce l’esistenza di una comune pathway, che può coinvolgere una tempesta eccessiva di citochine che porta ad una risposta autoimmune prolungata che può accendere la patofisiologia sottostante ad ogni specifica malattia.

Il riscontro di questa maggior associazione fra Covid 19 e rischio di patologia autoimmune, autoinfiammatoria del tessuto connettivo,  impone nella gestione a lungo termine dei pazienti affetti da COVID-19  una valutazione attenta di questi disordini.

BIBLIOGRAFIA Sung Ha Lim, Hyun Jeong Ju, Ju Hae Lee, Won-Soo Lee, Jung Min Bae, Solam Lee  et al . Autoimmune and Autoinflammatory Connective Tissue Disorders Following COVID-19, JAMA Netw Open. 2023;6(10):e2336120. doi:10.1001/jamanetworkopen.2023.36120

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