Perforazione timpanica: fattori predittivi del successo della miringoplastica. Basato su una sistematica review e metanalisi, uno studio ungherese ha esaminato i fattori che influenzano il successo della ricostruzione della membrana timpanica. I lavori selezionati sono stati 39.
Criteri di inclusione erano studi osservazionali con un follow up minimo di 12 mesi su timpanoplastica di I tipo o miringoplastica.
L’analisi ha evidenziato i seguenti effetti favorevoli al successo dell’intervento: età (OR: 0.62, p: 0.0002), area della perforazione (OR: 0.52 p: 0.033), condizioni dell’orecchio controlaterale (OR: 0.32, p: 0.028) ed esperienza del chirurgo operatore (OR: 0.42, p: 0.005).
Non risultavano fattori significativi una precedente chirurgia adenoidea, il fumo, la sede della perforazione e la funzionalità tubarica.
Quiz Case Report 4: Complicanza Port A Cath. Il video mostra un caso capitato alla mia attenzione di un paziente portatore da tempo di Port a Cath per un trattamento radiochemioterapico per Carcinoma della Laringe.
Alla ripresa di malattia il paziente è stato sottoposto a Laringectomia Totale e Svuotamento latero cervicale.
Al momento di somministrare la terapia attraverso il port si è evidenziato il non funzionamento del catetere.
Il caso presenta diversi quesiti.
Quale esame effettuare per valutare posizionamento e funzionamento del port a cath?
Quale procedura è stata scelta nel caso in oggetto per rimuovere la porzione di catetere dislocata nella vena giugulare interna?
Segui il caso clinico nel video per valutare l’iter seguito.
Vengono illustrati i lavori più significativi della Letteratura che hanno riportato incidenti di rottura e dislocazione del port a cath ed i suggerimenti che devono essere seguiti attentamente per evitare rischio di rottura del device.
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Fattori di rischio sinusite acuta fungina invasiva. La Sinusite Acuta Fungina Invasiva è una condizione patologica seria che può avere conseguenze anche mortali per il paziente ed esige un trattamento tempestivo.
I ricercatori dell’Head & Neck Institute di Cleveland, OH, USA hanno proposto un algoritmo diagnostico per la diagnosi precoce ed il trattamento di questa patologia.
Fattori di rischio sinusite acuta fungina invasiva
In pazienti con dolore facciale, CT con opacamento bilaterale dei seni paranasali, la presenza di febbre alta di origine sconosciuta, numero basso di piastrine (<50.000 per mm3) e/o Neutropenia sono indici di alta probabilità di avere una biopsia positiva per AIFS e dovrebbero indurre a trattamento immediato.
BIBLIOGRAFIA Chengetai R Mahomva, David Hoying , Firas Sbeih. Mohamad R Chaaban.A diagnostic algorithm for early diagnosis and management of acute invasive fungal sinusitis Am J Otolaryngol. 2022 Nov-Dec;43(6):103611. doi: 10.1016/j.amjoto.2022.103611.
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Biopsia del Linfonodo Sentinella nei tumori del cavo orale recidivi a precedente chirurgia. La procedura del linfonodo sentinella (SNLB) può essere utilizzata anche in pazienti con Carcinoma del Cavo Orale (OSCC) ricorrente o recidivo senza segni clinici di metastasi linfonodale precedentemente sottoposti a trattamento chirurgico.
Uno studio retrospettivo della Charité – Universitätsmedizin Berlin, su 17 pazienti con queste caratteristiche ha riscontrato la identificazione del SLN in 15 su 17 casi (88.2%).
In 7 pazienti (41.2%), è stato identificato un SLN bilaterale o controlaterale, risultato istologicamente positivo in due pazienti (11.8%).
È stato riscontrato un falso negativo (non SLN positivo).
Il follow up dei pazienti con SLN negativo è stato mediamente di 11.8 mesi.
Di questi, 1 paziente ha sviluppato una recidiva linfonodale latero cervicale isolata dopo 12 mesi.
Il valore predittivo negativo è risultato pari a 86.7% con una sensitività del 50%.
È una delle indicazioni potenzialmente più interessanti della procedura ma, come dimostrano i risultati non particolarmente brillanti dello studio tedesco, necessita ancora di una validazione con più dati. La modifica anatomica creata dalla precedente chirurgia rende più difficile l’identificazione del drenaggio linfatico anche controlaterale e probabilmente esige team operativamente molto esperti. L’upstaging ottenuto con SNB nel riscontro di metastasi controlaterali non potrebbe comunque essere altrimenti ottenuto con altre metodiche.
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Carcinoma Oncocitario della Parotide. Il Carcinoma oncocitico è una neoplasia rara che rappresenta lo 0.5 di tutti i tumori epiteliali delle ghiandole salivari già di per se poco frequenti.
Non esiste in realtà consenso se il carcinoma oncocitico esista realmente.
Studi molecolari hanno evidenziato varianti oncocitiche di altri carcinomi salivari.
Per questa ragione il carcinoma oncocitario è stato rimosso dall’ultima classificazione della WHO sui tumori delle ghiandole salivari e posto tra le entità emergenti.
Deriva dagli oncociti, cellule epiteliali, metaplasia delle cellule che formano l’epitelio delle strutture acinari e tubulari.
Hanno grandi nuclei sferici al centro della cellula e basso rapporto nucleo citoplasmatico. Sono presenti in diversi organi tra cui le ghiandole salivari.
Il citoplasma cellulare è eosinofilo, granulare e include numerosi mitocondri di tipo diverso.
Carcinoma Oncocitario della Parotide
L’età media di insorgenza è fra 50 e 60 anni e nei 2/3 dei casi colpisce il sesso maschile.
Come tutte le neoplasie parotidee si manifesta come una massa nodulare.
La sintomatologia è legata ad una qualche difficoltà di deglutizione e talora alla paralisi del Faciale monolaterale.
La diagnostica per imaging, dopo l’ecografia doppler (lesione ipoecogena che è generalmente l’esame di prima battuta) è la TC con mdc che evidenzia una lesione eterogenea, espansiva con margini sfumati.
Axial CT image without contrast agent (A), axial (B), and coronal (C) CT images with contrast agent showed a heterogeneous enhancing mass (arrow) with an ill-defined boundary in the right parotid gland’s superficial and deep lobes. Da. Ho .Xuan Tuan, et al j.rad cr 2022
Carcinoma Oncocitario della Parotide
La FNAB è l’esame diagnostico più valido per differenziare una lesione benigna da una maligna a carico della parotide. Frequente è il coinvolgmento dei linfonodi periparotidei.
I criteri di malignità sono basati sulla invasione capsulare, vascolare con o senza segni di metastasi.
La terapia di scelta è chirurgica spesso seguita da Radioterapia complementare.
Coblation nel trattamento delle granulazioni peristomali. Le granulazioni sovrastomali rappresentano una complicanza frequente delle tracheostomie a lungo termine.
La loro presenza può comportare sanguinamento, ostruzione respiratoria e, quando possibile, ritardata decannulazione.
Uno studio israeliano dell’Università di Telaviv condotto su 13 bambini (età media 5.7 anni) ha utilizzato per trattare granulazioni peristomali che ostacolavano la decannulazione la procedura Coblation TM-assistita, che garantisce alta precisione, temperature di taglio relativamente basse, resezione emostatica e facilità d’uso anche per lesioni estese.
Nel lavoro la ostruzione del lume tracheostomale oscillava fra 50 e 90% (media 68.8%).
Dopo la procedura, la decannulazione era stata possibile in 7 pazienti e la qualità della voce era migliorata in 10.
Non si erano riscontrate complicanze peri o post operatorie.
La terapia nutrizionale durante la radioterapia migliora risultati e qualità di vita. Nei pazienti con tumori testa collo in cui alterazioni del gusto, dolore, bocca secca e vomito sono frequenti, la terapia nutrizionale attivata entro i primi 10 gg dall’inizio della radioterapia, aiuta nel cambiare lo stato nutrizionale del paziente e nel migliorare i risultati clinici.
Sono i risultati di uno studio della Chongqing Medical University, China, su 94 pazienti sottoposti a Radioterapia per carcinomi della Testa e del Collo e seguiti fino a 1 anno dopo la fine della radioterapia.
La terapia nutrizionale durante la radioterapia migliora risultati e qualità di vita
La perdita media di peso era stata di 4.22 kg. Mancanza di energia, vomito ed alterazione del sapore impattano significativamente sulla perdita di peso (P<,05).
La perdita di peso peraltro correla negativamente con la risposta tumorale alla terapia (p=.031).
BIBLIOGRAFIA Minmin Li , Chris Nutting, Tao Zhang, Qitao Gou, Ting Liu Nutrition impact symptoms in head and neck cancer during radiotherapy: a longitudinal study.Acta Otolaryngol. 2023 May-Jun;143(6):499-506. doi: 10.1080/00016489.2023.2217844.
La terapia nutrizionale durante la radioterapia migliora risultati e qualità di vita
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Apnee ostruttive notturne severe danneggiano il funzionamento delle vie uditive. Uno studio della Inonu University Faculty of Health Sciences, Malatya, Turchia, ha evidenziato che le Apnee Ostruttive del sonno (OSAS) hanno effetti sul tronco encefalo e sulla coclea, influenzando le risposte dei potenziali Evocati Uditivi (ABR) e la soppressione controlaterale delle emissioni otoacustiche.
Nel caso di OSAS grave, l’onda I (latenza e morfologia) risultava alterata in modo statisticamente significativo bilateralmente, rispetto ai gruppi OSAS moderata e di controllo (p < 0.05). Considerando che nei pazienti OSAS viene coinvolto il sistema olivo-cocleare mediale (MOC), si suppone che questi pazienti siano incapaci di sopprimere il rumore, il che può portare ad una minore capacità di distinguere il parlato in un ambiente rumoroso.
BIBLIOGRAFIA Agit Simsek, Mehmet Aslan Evaluation of the auditory findings of patients with obstructive sleep apnea syndrome.Am J Otolaryngol. 2023 Aug 25;45(1):104027. doi: 10.1016/j.amjoto.2023.104027.
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Covid 19: il virus persiste in pazienti apparentemente guariti. Nonostante la ripetuta negatività virale fino a 300 giorni consecutivi, sono stati individuati danni polmonari causati dal virus SARS-CoV-2.
Lo evidenzia uno studio multicentrico italo-inglese pubblicato su The Journal of Pathology.
Nel tessuto polmonare di pazienti apparentemente negativizzati dal virus, ma le cui condizioni cliniche si sono progressivamente aggravate fino a condurli alla morte con sintomi del tutto sovrapponibili a quelli di una infezione acuta da SARS-CoV-2, si è riscontrata una polmonite interstiziale focale o diffusa, con estesa sostituzione fibrotica nella metà dei casi, molto simile a quella osservata negli individui con infezione acuta.
Non erano state riscontrate tracce virali nell’epitelio respiratorio, mentre sono state individuate nella cartilagine bronchiale e nell’epitelio ghiandolare parabronchiale la proteina Spike e quella del Nucleocapside virale, indispensabili all’infezione e alla replicazione del virus.
Il distretto cartilagineo appare come un «santuario» che rende il virus non identificabile con alcuna delle metodiche di cui si dispone al momento.
Questi i risultati indicano che l’infezione da SARS-CoV-2 può persistere significativamente più a lungo di quanto suggerito dai risultati negativi dei Test PCR, con segni evidenti d’infezione in specifici tipi di cellule nel polmone.
Quale sia il ruolo effettivo di questa latente infezione a lungo termine nel quadro clinico della cosiddetta «sindrome da long Covid», resta ancora da chiarire.
Nella pratica clinica di questi ultimi anni mi è capitato – seppur raramente – di incontrare pazienti che hanno avuto il Covid-19, sono negativi ai tamponi, ma lamentano a distanza di mesi gli stessi sintomi che avevano avuto nel periodo acuto dell’infezione od anche più forti, in modo clinicamente inspiegabile.
Cordectomia Laser Tipo III (ELS 2000). Il video mostra un caso di Cordectomia tipo III, secondo la Classificazione ELS 2000, con Laser CO2 per un Carcinoma squamoso della Corda Vocale destra.
La buona esposizione della lesione con il laringoscopio di Kleinsasser non esige, come spesso necessario, la asportazione della falsa corda per poter dominare la lesione.
La regolazione dei parametri del Laser CO2 (Lumenis 30 Watt con Acublade) è potenza bassa, 1 Watt, emissione superpulsata continua.
Inizialmente si delimita lateralmente la escissione che avviene nel piano transmuscolare per il carattere infiltrante della lesione. Anteriormente si seziona il legamento vocale e posteriormente si recide la corda al davanti del processo vocale dell’aritenoide.
La resezione avviene con taglio preciso, in campo esangue, sotto amplificazione microscopica. Mantenere i tessuti in tensione comporta una maggiore efficacia del taglio laser.
Prima di staccare completamente la corda è importante non perdere l’orientamento del pezzo operatorio per fornirlo all’istologo correttamente posizionato con marker convenzionali, su supporto rigido, in modo che possano essere noti i reperi anatomici (margine anteriore- posteriore-laterale e profondo).
Al termine della procedura, non bisogna dimenticare di rimuovere la garza bagnata posta a protezione della cuffia del tubo dell’anestesia.
Asportata la corda, con tamponcino di garza montato sulla micropinza, va rimossa la carbonizzazione residua dal letto chirugico per ottenere una più rapida guarigione tissutale.
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