Reflusso Faringo Laringeo: concetti chiave per comprenderlo

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Reflusso Faringo Laringeo: concetti chiave per comprenderlo. Il Reflusso Faringo Laringeo (RFL) è definito anche come reflusso atipico perché può essere l’unica manifestazione del Reflusso,  senza sintomatologia o malattia a carico dello stomaco od esofago.

A)  LA PATOLOGIA

Il Reflusso Faringo Laringeo (RFL) è definito anche come reflusso atipico perché può essere l’unica manifestazione del Reflusso,  senza sintomatologia o malattia a carico dello stomaco od esofago.

I sintomi frequenti, la cui entità può essere variabile, sono:

  • TOSSE SECCA, frequente, spesso molto fastidiosa resistente alle comuni terapie;
  •  SENSAZIONE DI CORPO ESTRANEO in gola, spesso con FASTIDIO NELLA DEGLUTIZIONE, come se il cibo facesse fatica a scendere verso l’esofago;
  • DISFONIA saltuaria, cioè abbassamento od arrochimento della voce non legato a raffreddamento od affaticamento vocale;
  • qualche volta BRUCIORE ALLA GOLA, non sempre correlato alla alimentazione.

La spiegazione dei sintomi è legata allo stato di infiammazione causata dall’arrivo ripetuto, anche di poche gocce, di succo gastico che ha un pH acido ( pH succo gastrico intorno a 2), nell’ambiente della gola, faringe e laringe, che hanno un pH basico (intorno a 8).
Come detto, la quantità di acido che arriva in faringe può essere anche molto modesta, per cui non si percepisce la classica sensazione di acidità o di bruciore. E’ la differenza di pH che agisce come fattore irritante, spesso peggiorando altre condizioni concomitanti (allergie – irritazione da fumo etc.)

 

B) LA DIAGNOSI

Deriva da due condizioni. Una attenta  ANAMNESI nella quale devono essere presenti i sintomi sopradescritti e devono essere indagate le abitudini alimentari in grado di aumentare l’acidità (abuso di caffè – cioccolato – alcolici fuori pasto – etc) e una FIBROLARINGOSCOPIA con fibroscopio flessible che individui alcuni segni clinici caratteristici patognomonici dell’arrivo del succo gastrico in faringe e laringe, che sono: una patina bianca puntiforme fibrinosa sulla mucosa della base linguale e del faringe posteriore, un edema della mucosa retro aritenoidea che spesso appare anche iperemica.

Talora può essere presente un granuloma al terzo posteriore delle corde vocali.

Prima di iniziare una terapia antireflusso è indispensabile avere una documentazione obiettiva sulla quale poi avere un confronto post terapia per valutarne l’efficacia

 

C) LA TERAPIA

La terapia si basa sugli inibitori di pompa protonica (PPI), sui farmaci antiacidi e sulla correzione delle abitudini alimentari

Due sono i concetti chiave per comprendere la terapia: la durata ed il dosaggio dei farmaci.

La durata è necessariamente lunga perché i farmaci agiscono sullo stomaco abbassando la produzione di succo gastrico acido, ma l’effetto che cerchiamo è sulla gola. Per cui l’effetto non è diretto e ha bisogno di tempo per manifestarsi.

Generalmente il primo ciclo di terapia non deve essere inferiore ai 3 mesi.

Il paziente deve essere assolutamente costante nel fare la terapia e deve prevedere almeno due cicli/anno generalmente nei periodi primavera ed autunno.

La condizione di RFL, a meno di situazioni eccezionali in cui si evidenzi un fattore scatenante preciso, non guarisce totalmente con la terapia.

L’obiettivo è di trovare il giusto equilibrio per cui i farmaci siano efficaci e non dannosi ed il paziente riduca al minimo la sintomatologia nei vari periodi dell’anno.

Il dosaggio dei farmaci PPI deve essere quello alto, sempre (40 mg di Pantoprazolo o di Esomeprazolo la mattina a digiuno) perché altrimenti il faringe non riesce ad essere protetto dall’insulto acido per tutte le ore della giornata.

Sugli antiacidi la scelta è ampia a seconda del gusto e della palabilità o della tipologia dei sintomi (bruciore alla gola, tosse etc). Personalmente prediligo la mono-somministrazione serale, prima di andare a dormire, per tamponare la acidità notturna.

Dal punto di vista dietetico i divieti pressoché assoluti sono pochi ma indispensabili: vanno evitati cibi piccanti o speziati; cioccolato ; caffè o the’, massimo due volte al di e mai da soli, meglio facendo colazione o dopo pranzo;  consentito un bicchiere di vino a pasto, mai alcoolici fuori pasto; non saltare i pasti lasciando lo stomaco vuoto – non cenare solo con frutta e possibilmente non finire la cena con la frutta.

Un po’ di attenzione con pomodori – succhi di arancio-limone etc. che devono essere assunti non più di una volta al giorno, sempre accompagnati da altri cibi.

Una eccessiva restrizione alimentare, sempre che non vi siano segni di gastrite ed esofagite concomitanti, può contribuire ad aumentare lo stress e potenziare indirettamente il reflusso.

Il controllo in fibrolaringoscopia almeno una volta l’anno sono indispensabili per valutare l’efficacia della terapia ed arrivare a personalizzare la terapia.

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