Adenoidi nei bambini, quando vanno operate?

apnea

Adenoidi nei bambini, quando vanno operate?

L’ ipertrofia adenoidea patologica si manifesta quando un bambino respira male, parla con una voce nasale, sta spesso con la bocca aperta, ha secrezioni nasali abbondanti e frequenti episodi infiammatori a carico delle vie respiratorie e dell’orecchio. Considerando che, col trascorrere dell’età le adenoidi tendono a regredire spontaneamente e non causare più alcun disturbo, quando è indicato asportarle?

Prima di rispondere a questa domanda è opportuno conoscere cosa sono ed a cosa servono. Le adenoidi sono organi immunitari, posti in fondo alle fosse nasali, nel rinofaringe, costituite dallo stesso tessuto linfatico delle tonsille, che ha il compito di produrre anticorpi per difendere l’organismo dalle infezioni. In età pediatrica, quando l’esposizione ai germi è maggiore (età prescolare e scolare) le adenoidi aumentano di dimensioni, proprio per assolvere meglio a questo compito di difesa immunitaria, dopodiché regrediscono spontaneamente verso i 9-10 anni. L’ipertrofia di questo tessuto non è pertanto patologica di per sé, ma è la posizione in cui sono collocate le adenoidi che può renderla dannosa. La posizione dietro le coane è infatti un crocevia critico per la via respiratoria nasale, per l’apertura della tuba di Eustachio verso l’orecchio e per il corretto sviluppo del palato e della dentizione, influenzati dalla pressione negativa esercitata dalla respirazione orale, anziché da quella fisiologica nasale. La loro massima crescita si ha intorno ai 3-6 anni.

Quando si creano queste condizioni: ostruzione nasale persistente spesso a bocca aperta, presenza di secrezioni nasali dense, timbro della voce nasale, episodi ripetuti di otite catarrale con calo dell’udito per il ristagno di muco dovuto alla ostruzione tubarica e resistente alla terapia aerosolica con mucolitici, apnee notturne con desaturazione di O2, l’intervento di adenoidectomia risulta risolutivo.

Trattandosi di pazienti così piccoli, non è facile visualizzare le adenoidi e quindi fare una diagnosi certa ma, con le dovute attenzioni e con la strumentazione adatta, una fibrorinoscopia con fibroscopio flessibile sottile rende nella maggior parte dei casi evidenti le adenoidi e consente di valutare la percentuale di ostruzione.

In caso di impossibile collaborazione da parte del piccolo paziente una RX grafia dell’ Epifaringe in laterale consente di evidenziare l’occupazione di spazio a livello rinofaringeo.

L’ostruzione tubarica va agevolmente valutata con un timpanogramma, un esame semplice da eseguire durante la visita a studio e generalmente ben tollerato; tale esame è utile anche per monitorare i progressi sul recupero uditivo dopo l’intervento.

L’adenoidectomia si può eseguire in due modi: il primo è il classico intervento attraverso la bocca, che consiste nel passare dietro l’ugola l’adenotomo (una lama tagliente montata su un apposito manico) con il quale si raschia la parte posteriore del rinofaringe asportando in tal modo la gran parte del tessuto adenoideo vegetante.

In alternativa si può eseguire l’intervento sotto controllo endoscopico attraverso una fibra ottica naso ed asportando le adenoidi mediante strumenti termici con manipoli opportunamente sagomati che agiscono dall’orofaringe dietro il palato (Radiofrequenza – Coblation) o con strumenti meccanici che prima “triturano” poi aspirano il tessuto linfatico (microdebrider).

Personalmente prediligo questo ultimo trattamento nei bambini grandicelli dove spesso la persistenza delle adenoidi ha meno probabilità di guarire e dove il tessuto tende ad invadere le coane e la parte terminale delle fosse nasali. Senza controllo endoscopico si rischia di effettuare un’asportazione incompleta. In entrambi i casi l’intervento non dura più di 5-10 minuti; viene fatto sempre in anestesia generale in regime di day surgery, e la complicanza emorragica è eccezionale. Già la sera stessa dell’intervento il piccolo sta bene, mangia volentieri cibi semisolidi e freddi e riposa bene; l’unico disturbo che potrebbe lamentare nelle prime ore è il mal d’orecchio, eventualmente da placare con il paracetamolo.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

Indicazioni alla Tonsillectomia in età pediatrica

Tonsille e Adenoidi: cosa servono?

Tonsillectomia con Radiofrequenza al Plasma (Coblator)

La Chirurgia Orofaringea nel Trattamento dell’OSAS

Vitamina C per il dolore dopo chirurgia per Osas

L’uso del laser nella chirurgia delle Apnee Notturne (OSAS)

Ruolo della Sleep Endoscopy nella diagnostica dei disturbi ostruttivi del sonno (OSAS)

Sindrome delle Apnee del sonno (OSAS): Se emerge un profilo di rischio elevato serve l’intervento dello specialista per la diagnosi e valutazione della gravità

Sleep Endoscopy: selection of cases

Apnee Notturne : la diagnosi e l’inquadramento ora è facile

Apnea Notturna: Valore della Polisomnografia