Che cosa sono i Turbinati?

I turbinati sono tre protrusioni ossee intranasali (conchae) ricoperte da mucosa che originano dalle pareti laterali della fossa nasale.

Dal basso verso l’alto, con dimensioni decrescenti, si distinguono turbinato inferiore, medio e superiore. Occasionalmente si può riscontrare un quarto turbinato, posizionato al di sopra degli altri definito concha suprema.

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I turbinati giocano un ruolo fondamentale nel controllo dell’aria che inspiriamo esercitando una funzione di filtro, umidificazione e riscaldamento della stessa. Le ghiandole sieromucose e le cellule caliciformi mucipare contenute nello strato mucoso epiteliale producono un sottile strato di muco che riveste la superficie soprattutto del turbinato inferiore. Ciò assicura il mantenimento di una corretta detersione della via aerea, eliminando polvere e microrganismi che rimangono intrappolati all’interno del gel mucoso. L’azione delle cellule epiteliali ciliate presenti in gran numero sul rivestimento mucoso del turbinato provoca un continuo avanzamento del gel mucoso contribuendo all’allontanamento di microrganismi e polvere bloccati nel gel. Lo strato profondo sotto l’epitelio di rivestimento è occupato da una ricca rete vascolare organizzata in una sorta di ricco plesso cavernoso con vasi di capacitanza, vasi di resistenza e vasi di scambio. Questa rete vascolare, oltre ad assicurare il riscaldamento dell’aria inspirata, è in grado   di condizionare direttamente le dimensioni del turbinato in risposta ad eventi parafisiologici quali stress, emozioni, cambiamenti di temperatura, fattori ormonali , o, soprattutto in presenza di infezioni delle vie aeree superiori o ad allergie. In queste situazioni il turbinato si riempie di sangue, diventa edematoso e provoca congestione nasale ed ostruzione.

 

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L’uso di decongestionanti nasali spray a base di vasocostrittori (oxymetaziolyna)  o l’assunzione per via orale di farmaci decongestionanti (pseudoefedrina) è in grado di limitare solo nel breve periodo l’ipertrofia dei turbinati. L’abuso di tali prodotti risulta viceversa dannoso, talora in modo irreversibile, sulla mucosa nasale, comportando la progressiva perdita di tutte le funzioni di filtro, umidificazione riscaldamento dell’aria inspirata appena sopraelencate.

Quando l’ipertrofia è molto significativa e l’ostruzione nasale persistente, vi è indicazione alla riduzione chirurgica del volume del turbinato inferiore. Esistono nella pratica otorinolaringoiatrica varie tecniche tutte con l’obiettivo di ampliare il passaggio d’aria a livello della fossa nasale ostruita, riducendo il volume del turbinato ma preservandone le possibilità funzionali. In altre parole la turbinotomia completa o subtotale che si praticava un tempo va proscritta.

La diagnosi di patologia dei turbinati si fa con una fibrorinoscopia ambulatoriale durante la visita otorinolaringoiatrica, generalmente utilizzando un ottica rigida 0° del diametro di 2.7mm. L’esame è assolutamente indolore, dura pochi minuti e permette di visualizzare il volume dei turbinati, l’aspetto della mucosa, i rapporti con il setto nasale, l’entità della ostruzione nasale valutata lungo tutta la fossa nasale, la pervietà del complesso ostio-meatale.

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Quadri fibrorinoscopici: da sinistra: Contatto turbino-settale sin.; Turbinato inferiore congesto ed ipertrofico; ipertrofia del corpo del turbinato inferiore; Ostruzione completa del complesso ostio meatale inferiore sinistro

 

Il ricorso alla TAC per la valutazione dei turbinati inferiori è utile solo in caso di indagine collaterale sui seni paranasali o su deviazioni posteriori del setto nasale.

 

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A sinistra ben evidenti i turbinati inferiori lievemente ipertrofici, non stenosanti ed i turbinati medi. Assenza di patologia sinusale. A destra evidente deviazione settale con contatto turbino-settale ed ipertrofia compensatoria del Turbinato inferiore controlaterale. Modesta ipertrofia reattiva della mucosa del seno mascellare