Xerostomia: sintomo non malattia

xerostomia

Xerostomia: sintomo non malattia. Nella pratica clinica è molto frequente riscontrare pazienti che lamentano una secchezza delle mucose del cavo orale (xerostomia), che non rappresenta un’entità specifica, ma può essere un segno clinico di numerosi fattori, sia locali che sistemici.

Possono infatti giocare un ruolo:

età:  a causa della progressiva ipofunzione delle ghiandole salivari dovuta all’ aumento dei tessuti fibroso ed adiposo all’interno delle ghiandole con conseguente riduzione del flusso salivare;
farmaci: più di 430 specialità farmaceutiche appartenenti a diverse categorie farmacologiche (analgesici, ansiolitici, anticolinergici, anticonvulsivanti, antidepressivi, antiemetici, antiflogistici, antineoplastici, antiaritmici, antiparkinsoniani, antipertensivi, antipiretici, antipsicotici, antistaminici, decongestionanti, diuretici, miorilassanti, narcotici, psicostimolanti) sono in grado di indurre xerostomia. La prevalenza della xerostomia aumenta con il numero dei farmaci assunti per giorno. L’interruzione della somministrazione dei farmaci permette, generalmente, il ristabilirsi dei normali valori del flusso salivare;

trattamenti radianti o chemioterapici, che determinano una riduzione del flusso salivare già dopo due-tre settimane di trattamento e che sono almeno parzialmente irreversibili;

-numerose malattie sistemiche come anemia sideropenica e anemia perniciosa, patologie del pancreas, patologie epatiche, sindrome di Heerfordt (scialoadeniti a cellule epiteliomi), displasia ectodermica, sindrome di Down;

-la sindrome di Sjiogren sia primaria, caratterizzata da una atrofizzazione delle ghiandole salivari e lacrimali con conseguente xerostomia e xeroftalmia, sia secondaria in cui sono presenti anche patologie a carico del tessuto connettivo, quali artrite reumatoide, LES, sclerodermia, cirrosi biliare, e dermatomiosite.

 

CLINICA
L’esame oroscopico intraorale di questi pazienti rivela una mucosa disidratata e appiccicosa; una secrezione delle ghiandole salivari viscosa; alitosi; possibile presenza di carie localizzate soprattutto a livello del terzo cervicale degli elementi dentari; possibile presenza di infezioni da candida.

La diagnosi di Xerostomia deve essere effettuata solo dopo l’esecuzione del test scialometrico.

Consiste nel raccogliere in una provetta la saliva del paziente che viene invitato a tenere la bocca aperta nel tempo di esame.

L’esame avviene sia senza stimolazione (patologico: flusso salivare < 0,5 ml/min  o 1,5 ml in 15 minuti)  che  dopo stimolazione con acido citrico (flusso salivare < 1 ml/min).

Nel sospetto di sindrome di Sijogren va associato il test di Shirmer per la misurazione della secrezione lacrimale.Per la diagnosi eziologica, oltre ad una anamnesi accurata, si ricorre  alla ecografia delle ghiandole salivari, esami ematochimici specifici nel sospetto di malattie ematologiche od  immunologiche (emocromo con formula, VES PCR, dosaggio IG e fattori complemento C3-C4, Anticorpi antinucleo (ANA), anti ENA, Fattore reumatoide) e infine alla biopsia delle ghiandole salivari minori.

Quest’ultimo esame effettuabile in regime ambulatoriale, in anestesia locale, consiste in una piccola incisione (ca 1 cm) nella mucosa labiale inferiore.

Immediatamente dopo l’incisione, le ghiandole mucose minori estrudono spontaneamente e vengono prelevati alcuni acini salivari da inviare all’esame istologico.

Generalmente viene messo un punto di sutura. L’esame dura pochi minuti ed è privo di possibili conseguenze o reliquati.

L’esame istologico valuta la presenza di scialoadenite linfocitaria ed il numero di foci di infiltrazione flogistica cronica (focus score).

Una scialoadenite aspecifica di grado lieve o moderato non è sufficiente a far diagnosi di malattia di Sijogren.

Se soffri di “bocca secca” è necessario prima di tutto inquadrare il sintomo e ricercare la possibile causa.  Prenota una visita otorinolaringoiatrica in uno degli studi.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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La Biopsia delle lesioni sospette del Cavo Orale: Incisionale

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