Vertigine Parossistica Posizionale Benigna da otoliti (VPPB)

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La Vertigine Parossistica Posizionale Benigna è la sindrome vertiginosa periferica in assoluto più frequente nella pratica clinica. E’ caratterizzata da una crisi vertiginosa oggettiva (è l’ambiente intorno che ruota) ricorrente, ad esordio improvviso (parossistica) con rapida intensificazione fino ad un plateau mantenuto da pochi secondi a qualche minuto, con rapido decremento fino alla scomparsa.

Questa vertigine è tipicamente posizionale, ossia scatenata da cambiamenti di posizione del capo su specifici piani dello spazio e ripetibile in quella posizione. Sebbene possa verificarsi in ogni età, è rara negli adolescenti e più frequente negli adulti (50-60 anni) e negli anziani. Più colpite le donne rispetto agli uomini (2:1).

L’unica patogenesi certa è quella traumatica (trauma cranico, cervicale come il colpo di frusta, chirurgia otologica) dove si verificherebbe un distacco degli otoliti dalla macula utriculare per l’intenso insulto acceleratorio subito, ma oltre il 50% delle VPPB sono idiopatiche .

Cosa sono gli otoliti?

Gli otoliti (od otoconi) sono minuscoli cristalli di ossalato di calcio inglobati in una matrice gelatinosa proteica contenuta nell’endolinfa dell’apparato vestibolare in apposite aree (utriculo, sacculo) dove sono situate le cellule sensoriali deputate al controllo del nostro equilibrio.

Questi “sassolini”, in quanto più pesanti della linfa che li contiene, hanno la funzione di stimolare le cellule ciliate sensoriali ogni qualvolta il nostro corpo cambia posizione. Questa stimolazione è provocata dalla flessione sincrona ed omogenea delle ciglia cellulari in seguito al movimento dei liquidi endolinfatici sottoposti alle accelerazioni provocate dal movimento del capo.

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Le cellule sensoriali così stimolate inviano segnali che viaggiando attraverso il nervo vestibolare giungono al cervello informandolo delle nostre variazioni di spazio.

E’ largamente accreditato che alla base della VPPB vi sia il distacco di piccoli ammassi di detriti otoconiali dalla macula utriculare ovvero la formazione di aggregati flottanti di materiale di densità maggiore dell’endolinfa che, secondo la teoria della cupulolitiasi si depositerebbero su una cresta ampollare dei canali semicircolari nel suo versante non canalare modificandone la massa. Secondo la teoria della canalolitiasi l’ammasso otolitico sarebbe presente nel lume del canale semicircolare libero di muoversi durante i movimenti del capo.

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Queste particelle di origine otoconiale muovendosi nel lume dei canali semicircolari dell’apparato vestibolare esercitano un “effetto pistone” premente od aspirante in grado di provocare correnti endolinfatiche che possano flettere la cupola , cioè la parte sensoriale dei canali, a seconda dei movimenti. Tutto ciò avviene in modo deviante e contrastante la normale attività degli altri otoliti e delle fisiologiche correnti endolinfatiche indotte dalle varie posizioni del capo.

La crisi vertiginosa indotta dagli otoliti “anarchici” è tipica ed una accurata anamnesi aiuta ad indirizzare la diagnosi.

La vertigine è violenta, rotatoria, oggettiva, traumatizzante, ma sempre secondaria ad un movimento del capo.

E’ spesso notturna nel girarsi nel letto o mattutina nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta.

L’esordio e la risoluzione delle singole crisi sono rapidi (da una decina di secondi a qualche minuto). L’evoluzione è variabile. In alcuni casi la risoluzione avviene dopo un singolo episodio, più spesso le vertigini sono ricorrenti , ripetitive in determinate posizioni, con lento esaurimento in un periodo variabile di tempo e guarigione completa nell’arco di settimane o mesi.

Come si fa diagnosi e si tratta la VPPB? Nella pubblicazione della prossima settimana tutte le risposte.

Per ulteriori approfondimenti si possono consultare anche i seguenti link:

Barotrauma dell’orecchio

Otoematoma: il trattamento

Neurinoma dell’acustico o Schwannoma Vestibolare

Schwannoma Vestibolare: Opzioni di Trattamento