Ugulopalatofaringoplastica: tempi chirurgici dell’intervento

Il video illustra i tempi chirurgici dell’intervento di UGULOPALATOFARINGOLASTICA per un paziente affetto da Sindrome delle apnee notturne di entità media.

L’intervento è preceduto nella stessa seduta operatoria dalla Sleep endoscopy che evidenzia un quadro di collasso orofaringeo completo con vibrazione unicamente a livello del palato molle. Si utilizza un apribocca autostatico con abbassalingua scanalato per contenere e proteggere il tubo orotracheale. Dopo una prima valutazione intraoperatoria delle problematiche ostruttive orofaringee (palato stretto soprattutto in A-P), viene marcato il transitional point, ovvero il punto di passaggio fra palato duro e palato molle e , misurandolo con centimetro, il metric point , a 2.5 cm caudalmente al primo, limite da non superare nell’escissione per evitare la insufficienza velo palatale. Dopo infiltrazione con miscela di vasocostrittore ed anestetico, viene eseguita con strumenti a freddo la tonsillectomia bilaterale. L’emostasi si ottiene con la pinza bipolare. La Tonsillectomia permette di svuotare le loggie tonsillari, consentendo il massimo guadagno di volume aereo lateralmente ed è opportuno associarla sempre agli interventi orofaringei per OSAS. E’ importante la massima conservazione dei pilastri, utile per consentire il maggior grado di libertà nel rimodellamento plastico palatale che viene ipotizzato dopo la tonsillectomia. Una piccola incisura di scarico bilaterale e simmetrica sul muscolo palato faringeo viene effettuata in questo caso per diminuire la tensione del lembo palatale. Con il bisturi freddo viene eseguita la sezione dell’ugula a livello del metric point, coagulando l’arteria dell’ugula con pinza bipolare. Si procede quindi alla sutura di affrontamento e di resistenza   dei pilastri e delle logge tonsillari superiormente, prima da un lato e poi dall’altro. Il punto attraversa la mucosa da entrambi i lati ma deve comprendere anche una adeguata quota di tessuto muscolare con un doppio passaggio, se possibile intrecciato. Viene usato un filo riassorbibile robusto (vycril 2.0 con ago 26). Posizionati i primi 2 punti simmetrici viene eseguita la ricostruzione completa prima del pilastro palatino di sinistra poi controlaterale. Il campo ristretto evidenzia la difficoltà dalla manovra che è semplice ma deve essere completa (mucosa-muscolo-mucosa) con doppio passaggio per consentire la tenuta durante gli atti di deglutizione. Si completa il tempo di ricostruzione plastica con la sutura di resistenza lungo la linea di sezione superiore del neopalato e poi la sutura semplice mucosa-mucosa per affrontare i lembi mucosi e diminuire il dolore postoperatorio. A tal fine può essere anche effettuata al termine dell’intervento una infiltrazione di “naropina” a corona sul neopalato.

Alla fine dell’intervento è evidente l’ampliamento dello spazio palatale in senso latero-laterale e l’anteriorizzazione del neopalato rispetto alla parete faringea posteriore, che assicura la riduzione/scomparsa delle apnee notturne secondarie all’ostruzione orofaringea e la scomparsa del russamento dovuto alla vibrazione ugulo palatale.

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