Tumori testa-collo: nel 2030 un malato su 2 sara’ over 65

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Tumori testa-collo: nel 2030 un malato su 2 sara’ over 65

Entro il 2030, in Italia, un caso su due dei tumori testa-collo sarà un soggetto over 65. Numeri non sorprendenti se si pensa all’invecchiamento della popolazione italiana, che già oggi, su circa 60 milioni di persone, conta 10 milioni di anziani.

La popolazione più soggetta a rischio è quella dei bevitori e fumatori, ma ultimamente si è evidenziata anche un’epidemia legata al papilloma virus (HPV).

Tumori collo

In Italia questi tumori rappresentano circa il 5% di tutti i tumori maligni, al quinto posto per frequenza. Sono circa 12 mila i casi che vengono diagnosticati ogni anno, con un tasso di incidenza pari a 17 nuovi casi per 100 mila abitanti l’anno. Solo un malato su due, a 5 anni dalla diagnosi, riesce a sopravvivere, ovviamente in funzione dello stadio di malattia riconosciuto e del ritardo diagnostico ancora assai frequente.

Secondo uno studio della Saint Louis University School of Medicine, chi fumava al momento della diagnosi ha il doppio delle probabilità di morire rispetto ai non fumatori. Analogo il discorso per i forti bevitori : per loro le probabilità di decesso sono maggiori del 68%. Inoltre è emerso come le persone non sposate presentassero l’87% di probabilità in più di morire. Anche il Papilloma virus gioca un ruolo fondamentale.   Sappiamo per certo che i tumori legati al papilloma virus tenderanno a crescere per almeno altri 20-30 anni. Poi è possibile che si possano verificare gli effetti benefici della vaccinazione anti-papilloma.

In Italia la regione maggiormente colpita risulta il Veneto con circa 50 casi per 100 mila abitanti, soprattutto uomini che si ammalano 7 volte più spesso rispetto alle donne. La fascia di età più colpita è quella tra i 50 e i 70 anni, ma i tumori delle ghiandole salivari e i sarcomi colpiscono anche in età più precoce.                             .
I sintomi che devono mettere in allarme sono dolore persistente alla gola, difficoltà nel deglutire, raucedine o abbassamento della voce, dolore all’orecchio, sanguinamento dalle vie aerodigestive ed infine comparsa di tumefazioni del collo a crescita rapida. Se tali condizioni dovessero presentarsi in maniera assidua per oltre due settimane, si consiglia di effettuare al più presto una visita otorinolaringoiatrica. Altri esami, quali RM, TC o PET seguiranno con la prescrizione del miglior esame per ciascun caso, effettuata dallo specialista.                                   .
L’approccio alla diagnosi ed al trattamento di questa malattia nei prossimi anni richiederà sempre di più una valutazione medica multidisciplinare, con una stretta collaborazione tra oncologi, radioterapisti e chirurghi, per decidere la terapia in base ai trattamenti disponibili, allo stadio di malattia, alle condizioni cliniche del singolo paziente. La presenza chiave della figura del geriatra, in supporto, permetterà di disegnare e personalizzare le terapie per i pazienti anziani e di gestire meglio il recupero dopo il trattamento.

Contrariamente ad una credenza popolare diffusa, il paziente anziano con tumore del distretto testa-collo ha generalmente una sopravvivenza più ridotta rispetto al giovane. Le cause sono dovute alla maggiore fragilità, all’impossibilità ad effettuare le migliori terapie, ma anche ad una tendenza del medico a ridurre l’intensità delle cure per il rischio di effetti collaterali, alle maggiori complicanze o alle altre patologie di cui soffre la persona anziana.
Modificato da DIRE – Notiziario settimanale Sanità

Per ulteriori approfondimenti si possono consultare anche i seguenti link:

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