Sopravvivere ai tumori Cervico Facciali sviluppa a distanza problemi cognitivi

Chi sopravvive ai tumori Cervico Facciali sviluppa a distanza problemi cognitivi

Uno studio recente dell’Università di Toronto, pubblicato su JAMA Otolaryngol Head Neck Surg 2017, evidenzia come i pazienti che sopravvivono ai tumori cervico facciali, dopo radiochemioterapia, risultano più predisposti a sviluppare un decadimento delle funzioni cognitive rispetto ad un gruppo di controllo.  Studi precedenti avevano attribuito tale riscontro agli effetti della radioterapia e della chemioterapia. Anche i farmaci della terapia del dolore, la malnutrizione e l’affaticamento possono contribuire a peggiorare lo stato mentale. “Molto meno si conosce sugli effetti delle radiazioni incidentali a basso dosaggio sul cervello” afferma in un commento al lavoro James Root del Neurocognitive Research Lab at Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York City “ma potrebbero avere un ruolo”. Difficoltà di deglutizione con alterazione del gusto, infiammazione da reflusso e inappetenza, esiti abituali dei trattamenti chemioradioterapici cervico facciali, possono altresì  favorire l’isolamento sociale di questi pazienti soprattutto nelle occasioni in cui il cibo diventa elemento aggregante e peggiorarne pertanto lo stato di depressione.

Nello studio gli autori hanno valutato come mutava la funzione cognitiva dopo 6-12 e 24 mesi dal termine del trattamento, rispetto alle condizioni pre-terapia. Le funzioni compromesse, rispetto ai pazienti senza neoplasia, riguardavano la capacità di concentrazione, la memoria verbale e la funzione esecutiva. Le fasce di popolazione più fragili risultavano quelle con livello educativo più basso ed i pazienti affetti da depressione all’inizio dello studio.

Il termine di due anni in cui è stata condotta la valutazione può essere troppo breve per trarre conclusioni definitive ma pazienti, familiari e personale di assistenza devono essere preparati alla possibilità che problemi cognitivi affliggano nel tempo questi pazienti in modo da considerarli come parte della nuova condizione di normalità, senza che siano fonte di aumento di ansia e stress.

da Reuters Health (modficato)
JAMA Otolaryngology-Head and Neck Surgery online. November 22, 2017