Sindrome della bocca urente

(burning mouth syndrome)

Sindrome della bocca urente (burning mouth syndrome). Con il termine di “Burning mouth syndrome” o sindrome della bocca che brucia (BMS), si definisce una patologia relativamente frequente di natura idiopatica, caratterizzata da dolore bruciante alla lingua e al cavo orale in assenza di lesioni mucose apprezzabili.

La BMS è una malattia diffusa soprattutto tra le donne adulte in età peri e post-menopausale.

L’eziologia della Sindrome della bocca urente non è nota.

Durata e tempo di insorgenza possono essere estremamente variabili da paziente a paziente.

Normalmente il senso del bruciore è presente fin dal risveglio, aumentando fino a raggiungere l’apice in serata e generalmente assente di notte e ridotto durante i pasti.

Spesso si associa una alterazione del gusto ( “metallico”, “salato” , “assenza di sapori”).

Una volta instauratisi, i sintomi si mantengono per periodi molto prolungati, in genere per parecchi mesi o anni, poi generalmente tendono a scomparire.

Il cavo orale può essere coinvolto interamente o solo in alcune parti, spesso in maniera bilaterale.

Normalmente il senso del bruciore è avvertito sulla punta della lingua (oltre il 50% dei casi), nel bordo alveolare edentulo superiore (45% dei casi), nelle labbra (35% dei casi), nel bordo alveolare edentulo inferiore (20% dei casi), nella mucosa geniena, nell’orofaringe, nel pavimento della bocca e nel palato molle.

 

DIAGNOSI

La diagnosi di Sindrome della bocca urente va posta quando non si riscontrano cause scatenanti apparenti né a livello locale, né a livello sistemico.

Esistono infatti vari fattori che possono portare a quadri clinici analoghi alla BMS e che, una volta individuati, richiedono una terapia specifica,

Tra le possibili cause locali vengono menzionate:

  • allergie da contatto nei confronti di materiali odontoiatrici (componenti metallici o acrilici di protesi mobili, materiali utilizzati in odontoiatria conservatrice) e di coloranti, conservanti ed aromatizzanti contenuti negli alimenti;
  • fenomeni di elettrogalvanismo (correnti elettriche fra otturazioni metalliche di vari elementi dentari) ;
  • irritazioni meccaniche delle mucose orali da parte di protesi incongrue;
  • disfunzioni masticatorie come bruxismo, digrignamento notturno o serramento. Talvolta si può riscontrare una ipermotilità della lingua e di riduzione dello spazio vitale della lingua stessa con costrizione ad abitudini posturali forzate della lingua e dei muscoli masticatori da parte di protesi incongrue.
  • stati infiammatori della mucosa (candidosi, lichen planus ecc.)
  • lingua a carta geografica
  • più raramente il bruciore orale può accompagnare situazioni patologiche meno frequenti come un’esofagite da reflusso (soprattutto al risveglio mattutino), un neurinoma del nervo acustico e un’arterite temporale.

Tra le possibili cause sistemiche possiamo trovare:

  • stati carenziali da deficit vitaminici (in particolare le vitamine B1, B2, B6, B12) e minerali (ferro) i quali inducono modificazioni funzionali dell’epitelio che portano a cambiamenti morfologici delle mucose;
  • variazioni del livello degli estrogeni (menopausa)
  • diabete
  • terapia con farmaci capaci di indurre xerostomia

Una volta esclusa, in collaborazione con gli specialisti che si occupano delle diverse patologie sopramenzionate, un fattore secondario quale causa del bruciore del cavo orale, è giustificata la diagnosi di BMS.

 

CENNI DI TERAPIA

Non esistono protocolli specifici di terapia. Vengono suggerite:

  • Misure per mantenere la bocca umida e alleviare il dolore. (sostituti della saliva, cubetti di ghiaccio, assunzione frequente di acqua o l’uso di gomme da masticare)
  • Antidepressivi o farmaci ansiolitici, facendo attenzione al fatto che talora hanno come effetto collaterale una aumentata xerostomia.
  • Possono essere utili anche una crema a base di Capsaicina e Gabapentin.
  • L’Acido Alfa Lipoico è un antiossidante molto potente che si trova naturalmente nel corpo e in alcuni alimenti. Ha un effetto neuroprotettivo molto elevato ed esalta l’azione di altri antiossidanti come le vitamine C ed E. Alcuni studi dimostrano miglioramenti in alcuni sintomi, anche se i risultati non sono definitivi
  • La terapia cognitivo-comportamentale può talvolta essere d’aiuto quando altri trattamenti non hanno successo.
  • A volte i sintomi scompaiono spontaneamente, sebbene possano ripresentarsi.
  • I sintomi tipici riconosciuti per la BMS sarebbero, secondo alcuni studi, in stretta correlazione con le alterazioni delle normali funzioni dei muscoli oro-facciali deputati alla deglutizione e traggono giovamento dalla rieducazione della funzione deglutitoria mediante la terapia miofunzionale sec Garliner.

 

BIBLIOGRAFIA
Lucio Montebugnoli patologia-orale.net
Giuseppe Massaiu e Valeria Cau Sindrome della bocca urente. Proposta terapeutica mediante terapia miofunzionale Doctoros, 2015

 

Per ulteriori approfondimenti, si può consultare anche l’articolo Xerostomia: sintomo non malattia