Rinofima: sintomi, terapia medica e rimozione laser

Rinofima

Rinofima: sintomi, terapia medica e rimozione laser. Il Rinofima è un sottotipo della Acne Rosacea un tempo considerato in maniera impropria come lo   stadio più grave.

È più frequente negli uomini dopo i 50 anni e porta ad un aumento di spessore della pelle della punta del naso che arriva a prendere un aspetto ipertrofico bitorzoluto e bulboso.

La colorazione della punta del naso è spesso violacea, con pori dilatati, pelle ispessita, secca o grassa.

La diagnosi di Rinofima è spesso una diagnosi clinica ad occhio nudo.

Le cause sono sconosciute.

In passato, si credeva che il consumo di alcool potesse influire sulla insorgenza del rinofima.

Ad oggi non è stato dimostrato un legame tra il Rinofima e l’alcool anche se quest’ultimo, così come la caffeina, può causare una dilatazione dei vasi sanguigni che contribuisce a dare un aspetto peggiore del Rinofima. Altri fattori di rischio sono: pelle chiara, sesso maschile, mezza età, familiarità per Rosacea.

 I fattori di rischio acquisiti o ambientali che peggiorano l’evoluzione clinica anche se non   determinanti sono:

  • cibi caldi speziati piccanti o anche il cioccolato
  • assunzione di alcool
  • ripetuti passaggi con escursioni termiche estreme che determinano uno stress alla muscolatura vasale capillare (vasocostrizione e vasodilatazione ripetute), così come l’abuso di bagno caldi o termali
  • carattere emotivo che determina la liberazione di sostanze che stressano i capillari
  • esposizione al sole prolungata (fattore vasodilatatore e dannoso alla cute chiara) o al vento (provoca secchezza cutanea e sensibilizzazione)
  • utilizzo di corticosteroidi cronico che induce vasodilatazione e atrofia così come di antiipertensivi che vasodilatano la periferia
  • disturbi del microcircolo (spesso patologie immunitarie con microarteriti autoimmuni)
  • infezione da Helicobacter pilori
  • colonizzazione da parte del Demodex folliculorum ovvero un acaro vermiforme normalmente presente nei follicoli piliferi dell’uomo che si sviluppa frequentemente nei pazienti con Rosacea

Dal punto di vista patogenetico si verifica una reazione cronica granulomatosa delle ghiandole sebacee e del substrato capillare che si ipertrofizza in profondità a seguito di uno stimolo infiammatorio evolvendo in fase occlusivo cicatriziale con deposizione di placche di tessuto fibroso insieme al sebo.

Si associano lesioni vascolari come eritrosi flushing a quelle tipiche dell’acne come papule e pustole. Le ghiandole sebacee colonizzate a causa dell’infiammazione hanno i pori escretori dilatati ma chiusi per cui anche il sebo non può essere drenato all’esterno.

Al primo stadio si ha solo una dilatazione dei pori della cute, nello stadio successivo oltre alla dilatazione si ha un ispessimento della pelle mentre nello stadio finale si ingrossano sia  le ghiandole sebacee  che la pelle del naso in maniera deformante con aspetto bitorzoluto.

Terapia medica

Nelle fasi iniziali il trattamento è medico topico con creme antibiotiche locali per germi anaerobi associate a creme che riducono la seborrea o che agiscano da vasocostrittore quotidiano.

Le terapie mediche sono volte a curare i singoli fattori che determinano la rosacea.

L’isotretinoina orale è spesso la prima linea di trattamento. È più probabile che sia efficace se il Rinofima è in una fase iniziale o se i sintomi non sono gravi.

  • Antibiotici orali in particolare le tetracicline (dociciclina, minociclina, lymeciclina)  o eritromicina fungono da batteriostatici e permettono di ridurre la componente infiammatoria cronica. Si utilizzano a cicli ripetuti.
  • Farmaci seboregolatori per ridurre l’attività delle ghiandole sebacee come l’acido azelaico
  • Retinoidi per l’acne (topici isotretinoina o orali)
  • Farmaci antiparassitari contro il demodex folliculorum come Metronidazolo al 5% in forma topica o Ivermectina all’1% che sembra essere più efficace quando la Rosacea è caratterizzata dalla presenza al viso di pustole e papule.
  • Farmaci vascolari per attenuare il rossore in grado di ridurre la dilatazione vascolare (clonidina, carvedilolo)

Terapia chirurgica 

Trattamento laser

Si utilizza quando le cure mediche fossero inefficaci e nei casi di rinofima

  • Il trattamento oggi più indicato è l’asportazione chirurgica delle ghiandole con il Laser CO2 Ultrapulsato. L’intervento si esegue in anestesia locale con una leggera sedazione e permette di rimuovere, assottigliandolo, lo strato della pelle con diversi passaggi del laser fino a raggiungere una conformazione accettabile. La tecnica permette anche di sostituire, grazie all’ effetto termico del laser, la componente ghiandolare con tessuto collagene fibroso che ostacola e ritarda la comparsa delle recidive.

Trattamento Chirurgico

  • Un’altra opzione è una tecnica di decorticazione grazie alla quale si rimuovono mediante shaving (escissione tangenziale) le lesioni bitorzolute e irregolari. Per l’azione di taglio può essere utilizzato anche il Laser CO2 in continuo superpulsato a bassa intensità
  • La tecnica di guarigione è spontanea per seconda intenzione. In genere può bastare una seduta, se eseguita in maniera radicale, oppure diverse sedute se il paziente preferisce un approccio più leggero anche se più lungo. Ogni seduta si distanza dall’altra di almeno 3 mesi, non si ha sanguinamento e non residuano cicatrici. Al termine dell’intervento si applica una leggera medicazione occlusiva per 24 h e nell’arco dei successivi 6 giorni il paziente spalmerà sul naso  un unguento cicatrizzante e riepitelizzante. Va evitata l’esposizione diretta ai raggi solari e per lungo tempo andrà usata una crema protettiva solare a schermo totale da applicare al mattino.
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Caso personale di trattamento con Laser CO2 (shawing technique)

Evoluzione

Il Rinofima è una manifestazione benigna che in una piccolissima percentuale di casi può sviluppare una malignità. Si tratta di casi rari: il 3-10% delle persone con Rinofima possono sviluppare una Carcinoma Basocellulare sul naso.