Obesità, diabete, periodontiti e microbiota orale

Obesità diabete periodontiti

Obesità, diabete e periodontiti: scoperta correlazione con il microbiota orale. Il microbiota orale può essere il legame tra diabete di tipo 2, obesità e periodontiti batteriche così frequenti in questi soggetti?

Lo scopo dello studio coordinato da Jonathan Tam della Medical Faculty Carl Gustav Carus in Germania è stato quello di verificare se il controllo glicemico di soggetti con diabete di tipo 2 e l’obesità siano in grado di influenzare la composizione e la diversità del microbiota orale e, di conseguenza, l’insorgenza di patologie infiammatorie batteriche locali, come per esempio le periodontiti.

Mentre il legame tra obesità, diabete e componente batterica intestinale è stato ampiamente studiato sia in vivo sia nell’uomo, poco si conosce del possibile coinvolgimento del microbiota orale in entrambe le circostanze.

Hanno partecipato alla ricerca 18 soggetti diabetici, obesi (BMI ≥30 kg/m2) e non, dai quali sono stati prelevati campioni ematici e di microbiota orale (salivare e sub-gengivale/placca).

Tutti i partecipanti sono stati inoltre sottoposti a un controllo periodontale completo durante il quale è stata accertata la presenza di periodontite in corso, in forma moderata o grave, in 17 su 18.

I 6 phyla più abbondanti nei campioni di placca sono risultati, nell’ordine, Bacteroidetes (34.63%), Firmicutes (24.71%), Fusobacteria (22.40%), Proteobacteria (9.13%), Spirochaetes (3.42%) e TM7 (2.87%); l’ordine di espressione è risultato leggermente diverso a livello salivare con Firmicutes (35.23%), Bacteroidetes (28.58%), Proteobacteria (17.59%), Fusobacteria (11.27%), TM7 (2.39%) e Spirochaetes (1.78%).

Riguardo alla valutazione dell’eventuale relazione tra controllo glicemico e composizione del microbiota orale non è stata riscontrata alcuna associazione statisticamente significativa tra glicemia e composizione o diversità di specie batterica.

6 dei 18 pazienti sono stati selezionati per una seconda valutazione, dopo aver mostrato un miglioramento significativo del controllo glicemico a 3 mesi dall’inizio dello studio.

In particolare, è stata ricercata la correlazione con la comunità batterica prima e dopo il miglioramento glicemico.

Ancora una volta, sia nei campioni salivari sia in quelli di placca non è risultata alcuna differenza significativa in termini di ricchezza o diversità batterica.

Al fine di analizzare la presunta correlazione tra peso corporeo e composizione batterica orale, sono stati posti a confronto soggetti obesi e non.

Il phylum Firmicutes è risultato quattro volte superiore nei pazienti obesi rispetto ai non obesi, mentre una correlazione statisticamente significativa è stata dimostrata tra BMI e ricchezza/diversità batterica soprattutto nei campioni di placca.

In conclusione, nonostante i limiti della ricerca, soprattutto per la mancanza di un gruppo di controllo, sulla base di questo studio si può affermare che c’è una associazione tra l’obesità e la composizione batterica orale, mentre la correlazione è risultata debole per il controllo glicemico.

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