L’aumento dei Tumori della Tiroide non è dovuto solo alla Overdiagnosis

L’incremento dei tumori della tiroide, riscontrato negli USA negli ultimi anni, è stato interpretato come overdiagnosis dovuta all’aumento degli screening.

Ma ad essere aumentati non sono solo tumori piccoli e ben localizzati. Commentando i risultati dello studio pubblicato su JAMA, la Dott.ssa Kitahara, afferma che “l’overdiagnosis non spiega l’aumento anche dei Carcinomi papilliferi in stadio avanzato e l’incremento della mortalità per tumore della tiroide”. Il tasso di mortalità annuale negli USA per carcinoma della tiroide è infatti passato dal 3.6% del 1974 al 4.4% del 2013. Questo incremento risulta significativo soprattutto per quel 5% di casi di carcinoma papillifero che alla presentazione avevano già manifestazioni della malattia a distanza. Nessuna modificazione invece per i pazienti con tumori in fase iniziale.

Lo studio ha preso in esame 77.276 casi registrati in 9 registri tumori di elevata qualità e riscontra che il tasso di incidenza del carcinoma tiroideo per 100.000 abitanti per anno è passato dal 4.56% degli anni 1974-77 al 14.42% negli anni 2010-2013, con un incremento del 3.6% per anno. Gli incrementi maggiori si riscontravano per il Carcinoma papillifero (4.4%), seguito dal carcinoma midollare (0.7%) e da quello follicolare (0.6%).

Quali le cause di questo aumento, oltre alla overdiagnosis? “La maggior esposizione a fattori di rischio ambientale e lo stile di vita hanno sicuramente un ruolo”, continua la Kitahara. Fumo, ma soprattutto l’obesità, anch’essa in aumento nella popolazione statunitense over 30, sembrano associati ad istotipi più aggressivi di carcinoma papillifero.

L’atteggiamento meno aggressivo (meno agoaspirati, meno chirurgia per tumori piccoli ben differenziati, meno radioiodioterapia) imposto dalle linee guida dell ATA 2015 non vuol dire che non vengono più trattati in modo aggressivo i tumori tiroidei aggressivi, ma le opzioni terapeutiche per questi casi sono ridotte.   Lenvatinib (Lenvima, Eisai) e Sorafenib (Nexavar, Bayer) sono attualmente gli unici due farmaci approvati per la cura dei tumori tiroidei differenziati avanzati refrattari alla iodioterapia.

“E’ necessario trovare e testare in trial clinici nuovi farmaci contro I tumori aggressivi “ conclude la dott.ssa Sosa, coautrice del lavoro.

 

Bibliografia: Hyeyeun Lim, Susan S. Devesa, Julie A. Sosa, David Check,  Cari M. Kitahara: Trends in Thyroid Cancer Incidence and Mortality in the United States, 1974-2013. JAMA on line April 2017

 

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