Intervista al Prof. Maurizio Vigili

Nella medicina moderna, il progresso tecnologico permette di ottenere un                     perfezionamento del dettaglio diagnostico al fine di effettuare una chirurgia meno invasiva e più selettiva.

Nella patologia oncologica del cavo orale questi due risultati sono possibili mediante lo studio del linfonodo sentinella. Ne parliamo con il dottor Maurizio Giovanni Vigili, primario otorinolaringoiatra dell’ospedale San Carlo di Nancy di Roma, che da 10 anni, tra i pochi in Italia, si occupa di linfonodo sentinella.

“Non è in senso generale una metodica nuova. Il linfonodo sentinella viene utilizzato abitualmente nello studio del melanoma e nel tumore della mammella da parecchi anni e con ottimi risultati.” Perché allora nei tumori del cavo orale? “Innanzitutto per la loro frequenza ( 400.000 nuovi casi all’anno) e soprattutto per l’elevato rischio (35%) che anche tumori piccoli, inferiori a 2 cm, si diffondano ai linfonodi del collo, metastatizzandoli. Cosa si è fatto finora? Per evitare questo elevato rischio di metastasi anche in casi clinicamente silenti viene sistematicamente effettuato uno svuotamento, più o meno esteso, dei linfonodi latero cervicali, cioè un intervento invasivo e gravato di un certo numero di lesioni sui nervi e vasi del collo e che comporta la degenza di alcuni giorni. Tutto questo si rivela peraltro inutile in circa il 70% dei casi perché l’esame istologico dei linfonodi evidenzia malattia solo in circa il 35% dei casi. Noi possiamo viceversa indagare con estremo dettaglio il linfonodo che raccoglie la linfa da ciascun tumore, chiamato appunto linfonodo sentinella, asportandolo e sottoponendolo ad esame istologico dettagliato ed a studio immunoistochimico. Se quel linfonodo contiene cellule tumorali sottoporremo il paziente ad uno svuotamento completo di tutti i linfonodi (30% dei casi). Se il linfonodo sentinella risultasse negativo il paziente eviterà lo svuotamento e verrà seguito nel tempo unicamente con un attento follow-up. I nostri dati, analogamente a quelli riportati dalla letteratura su oltre 1000 casi studiati ci dicono che la metodica è affidabile nel 97.5% dei casi.”

In cosa consiste l’esame?

Innanzitutto ribadisco che le indicazioni sono per tumori piccoli senza linfonodi clinicamente sospetti. La mattina stessa che il paziente fa l’intervento di asportazione del tumore, viene iniettato nell’area peritumorale una piccolissima dose di materiale radioattivo innocuo che in pochi minuti si raccoglie nel linfonodo che drena la linfa (e quindi anche le cellule tumorali) da quel tumore in quel paziente. Fotografando il collo con un esame linfoscintigrafico abbiamo una definizione spaziale precisa di dove sia il linfonodo sentinella. Pochi minuti dopo il paziente va in sala operatoria e con la guida di una sonda radio captante molto sensibile, il chirurgo è in grado di identificare con estrema precisione, il linfonodo sentinella ed asportarlo. Un esame istologico super dettagliato è in grado di visualizzare anche piccoli gruppi di cellule tumorali isolate dentro il linfonodo, con una precisione sconosciuta all’esame istologico tradizionale. L’asportazione comporta solo un piccolo taglio e dura pochi minuti, con risparmio di costi per il sistema sanitario.

Il risultato è che possiamo individuare circa il 30% di metastasi cosiddette occulte, cioè silenti, ed asportare tutti i linfonodi in questi pazienti, ma anche evitare un intervento inutile negli altri 70% che hanno un linfonodo sentinella negativo.

Esistono svantaggi in questa metodica? Unicamente il fatto di non poter ancora effettuare l’esame intra-operatoriamente in tempi brevi e quindi al dover ricorrere ad un secondo intervento. Si stanno tuttavia affacciando metodiche molecolari che presto consentiranno di avere una risposta intraoperatoria veloce ed attendibile..

Perché questa metodica è poco diffusa? Credo sia un fatto organizzativo. Bisogna creare un gruppo affiatato che lavori insieme e che comprende medico nucleare, chirurgo e patologo. Formata l’equipe ed acquisita la dovuta esperienza l’esame è fattibile dovunque.