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Ghiandole Salivari: il Tumore di Warthin

Ghiandole salivari

Ghiandole Salivari: il Tumore di Warthin. E’ il secondo tumore più frequente delle ghiandole salivari. Nella mia casistica rappresenta il 34% dei tumori benigni.

Si presenta come multicentrico in circa il 20% dei casi e bilaterale nel 15-20%, senza prevalenza di sesso. Singolare, tra i tumori parotidei, è la correlazione con il fumo: i fumatori presentano un rischio di sviluppare un tumore di Warthin otto volte superiore ai non fumatori, ed una maggiore incidenza di bilateralità.

Istologicamente è spesso cistico, talora con atteggiamento cistico-papillare costituito da cellule oncocitarie circondato da piccole cellule basali immerse in uno stroma linfoide. Questa caratteristica gli vale anche il nome di Cistoadenolinfoma con cui è spesso descritto.

Clinicamente si presenta come una formazione nodulare, indolore, teso-elastica, solitamente meno dura e più fluttuante rispetto all’adenoma pleomorfo.

La diagnostica per immagini all’ecografia evidenzia una struttura generalmente più disomogenea per la presenza nel contesto della lesione di cisti o setti, per la localizzazione al polo inferiore e per la bilateralità. All’ecocolor doppler si presenta come lesione ipervascolarizzata, a differenza dell’adenoma pleomorfo.

Alla RM, generalmente non richiesta di routine per la diagnosi di Tumore di Warthin, si presenta con segnale ipointenso nelle sequenze T1 pesate, con basso segnale anche in T2 e scarso potenziamento dopo somministrazione di mezzo di contrasto.

Ghiandole salivari

All’esame citologico agoaspirativo classicamente si osservano tutte e tre le componenti, cellule oncocitarie, linfociti non atipici ed elementi infiammatori. In presenza di cellule squamose metaplastiche la diagnosi differenziale va posta con il carcinoma mucoepidermoide e con la metastasi da carcinoma squamoso.

Il tumore di Warthin è benigno ed il trattamento è chirurgico la cui estensione dipende dalla sede della neoplasia: parotidectomia superficiale sovraneurale, con ricerca ed isolamento del nervo facciale se la lesione è estesa e arriva al piano del nervo, enucleoresezione con ricerca e preservazione dei rami del VII vicini alla lesione, ECD (Extracapsular dissection), la tecnica più conservativa.

ghiandole salivari

Bibliografia
-La Chirurgia della Parotide e del nervo facciale extrapetroso a cura di F.Marzetti XII Convegno Nazionale AOOI, Mantova 1988
– I Tumori delle Ghiandole salivari maggiori di Giuseppe Spriano XCV Congresso Nazionale SIO, Tprino 2008
– M.MCGurk , LV Vassiliou Extracapsular Dissection for Benign Parotid Tumoursin Minimally invasive Oral and Maxillofacial Surgery, 2018

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