Cure Termali in Otorinolaringoiatria

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Cure Termali In Otorinolaringoiatria. La terapia termale o crenoterapia (dal greco krene’ – fonte) in otorinolaringoiatria è una terapia molto antica, ma che ha ancora una sua validità ed efficacia sulle patologia infiammatoria cronica, ma anche allergica, delle vie aeree superiori.

La crenoterapia, utilizzando  alla fonte acque naturali che permettono, grazie alle peculiari caratteristiche fisiche e chimiche, di modificare in modo favorevole le condizioni tissutali ed umorali puo’ essere sfruttata per la cura  degli stati infiammatori o disreattivi cronici e recidivanti della mucosa rino-faringo-laringo-tracheo-bronchiale, della tuba di Eustcachio e dell’orecchio medio.

Le cure con acque termali, tradizionalmente adoperate nella terapia di questo distretto, sono principalmente quelle solfuree ma anche le salsoiodiche e le salsobromoiodiche.

Sono denominate solfuree le acque che possiedono una quantità pari o superiore ad 1 mg di H2S (acido solfidrico) per litro.

Lo zolfo conferisce a queste acque molteplici funzioni: mucoregolatrici, immunostimolanti, eutrofiche, plastico-protettive. Lo zolfo inoltre migliora la funzione olfattiva, attivando il metabolismo cellulare.

Le acque sulfuree hanno azione antitossica, mucolitica, anticatarrale ed antiseborroica. Danno un evidente beneficio nelle patologie otorinolaringoiatriche ma anche della pelle e nelle patologie articolari.

Le acque salsobromoiodiche sono acque di origine marina.

Si trovano infatti in località costiere o lungo la dorsale appenninica della pianura Padana che ha ospitato mari in alcune ere geologiche e dove l’acqua si è raccolta e concentrata in bacini sotterranei.

Hanno azione antiflogistica, antisettica, antiedemigena, ormonale (tiroide, ovaio, ipofisi).

A livello delle cavità nasali, per la sua azione meccanica diretta, l’acqua termale rimuove il ristagno delle secrezioni e l’eccesso di muco con effetto detergente ed antisettico per lo spostamento del tappeto mucoso verso l’apparato digerente.

Cure Termali. Le caratteristiche termiche delle acque utilizzate condizionano il grado di irrorazione della mucosa. Infatti temperature comprese tra i 37,4° ed i 37,7° risultano ottimali nell’induzione di un miglior circolo.

Inoltre l’effetto termico del trattamento è sicuramente rafforzato da altri effetti chimico-farmacologici di componenti che possono essere individuati nell’azione della CO2 e dell’H2S.

La CO2 disciolta nel mezzo termale, associata all’effetto parasimpaticotonico della H2S, realizza un’iperemia che non è di tipo infiammatorio, ma irroratorio (Nutrizionale).

Si ha un aumento del flusso arteriolare e del metabolismo e, se lo stimolo è ben condotto e sufficientemente protratto, può essere indotta una ristrutturazione di microcircolo con neoformazione di capillari idonei a contrastare lo scompenso vascolare e nutrizionale, caratteristica delle infiammazioni  croniche del distretto rinofaringeo.

L’aumento delle plasmacellule non è immediato. Superata la crisi termale che avviene generalmente intorno al 4°-5° giorno e che è caratterizzata dall’aumento dei neutrofili e dalle secrezioni più ricche di albumina, le plasmacellule aumentano progressivamente dalla fine della cura con un picco in 15° giornata post-terapia.

Il  miglioramento delle condizioni biologiche della unità muco-nasale, si traduce nel miglioramento clinico.

La crenoterapia sulfurea indicata nella prevenzione e nel trattamento delle infiammazioni croniche di orecchio, naso e gola può essere suddivisa in secca e umida:

La crenoterapia secca (a bassa componente idrica) è rappresentata da: humage ed insufflazioni endotimpaniche.

La crenoterapia umida (ad alta componente idrica) è rappresentata da:  nebulizzazioni, inalazioni, docce nasali, aerosol ed l’aerosol sonico (particelle aerosoliche a maggiore energia cinetica impressa da vibratori sonici) che permette alle particelle a diametro ridotto (12 micron) di raggiungere i distretti dell’orecchio medio e i seni paranasali superando le resistenze opposte dagli osti tubarici e sinusali.

Un particolare ruolo viene riservato alle insufflazioni tubariche le cui indicazioni e modalità di esecuzione verranno trattate in un futuro approfondimento.