Come funziona il senso dell’olfatto?

L’olfatto aiuta a godersi la vita. L’aroma del proprio cibo preferito o la fragranza di un fiore possono essere deliziosi.

Il senso dell’olfatto è anche un sistema di allarme: segnala pericoli imminenti, come una perdita di gas, cibo avariato o un incendio. Una qualunque riduzione del senso dell’olfatto può avere ripercussioni negative sulla qualità della vita. I problemi di olfatto aumentano con l’aumentare dell’età, interessando il 25% dei soggetti sopra i 53 anni; sono inoltre molto più comuni nei maschi. Molti soggetti con disturbi dell’olfatto segnalano anche problemi a carico del gusto.

Come funziona il senso dell’olfatto?

Foto 2 articolo

L’olfatto è legato a cellule sensoriali specializzate, i neuroni sensoriali olfattivi, localizzati in una piccola area di tessuto nella parte alta del naso. Queste cellule si collegano direttamente con l’area olfattoria del cervello. Ciascun neurone olfattivo ha un recettore per uno specifico odorante. Microscopiche molecole rilasciate da sostanze intorno a noi, stimolano questi recettori. Una volta rilevate le molecole, i neuroni inviano messaggi al cervello che identifica l’odore. Accanto alla via nasale esiste una seconda modalità di stimolare i recettori olfattori: masticando il cibo, vengono rilasciati aromi che raggiungono i neuroni sensoriali olfattivi attraverso il faringe e rinofaringe Se questo è chiuso o infiammato , come avviene in caso di raffreddore o influenza, gli odori non raggiungono le cellule sensoriali reattive e di conseguenza, si perde anche gran parte delle capacità di apprezzare il gusto del cibo. Senza i neuroni sensoriali olfattivi, sapori familiari come cioccolato o arancia diventerebbero difficilmente distinguibili. Senza odore, i cibi tendono a essere insipidi, con sapore scarso o assente.

Disturbi dell’olfatto

I soggetti che hanno disturbi dell’olfatto hanno o una riduzione del senso o modifiche della percezione degli odori. Distinguiamo:

  • I’iposmia è la ridotta capacità di percepire odori.
  • L’anosmia è la completa perdita dell’olfatto
  • La parosmia è un cambiamento nella normale percezione degli odori, La distorsione dell’odore, oppure la sensazione che un qualcosa di normalmente profumato ora abbia un cattivo odore.
  • La fantosmia o allucinazione olfattoria è la percezione di un odore inesistente.

Cause

I disturbi dell’olfatto possono avere varie origini:

  • invecchiamento,
  • sinusiti croniche e/o infezioni delle prime vie respiratorie,
  • traumi cranici recenti
  • fumo
  • disturbi ormonali
  • malattie neurodegenerative (m.di Parkinson o m. di Alzheimer o Sclerosi Multipla)
  • esposizione ad alcune sostanze chimiche, come insetticidi e solventi,
  • vari farmaci, tra cui antibiotici di largo uso e antistaminici, spray nasali a base di Zn
  • trattamento radioterapico di cancri della testa e del collo,
  • Idiopatia

Diagnosi

Sia i disturbi dell’olfatto che i disturbi del gusto vengono trattati in primis dall’otorinolaringoiatra. Una accurata anamnesi è indispensabile per valutare l’esposizione a fattori di rischio. E’ altresì importante conoscere la storia clinica del disturbo dell’olfatto: insorgenza ( improvvisa vs graduale), severità, fluttuazione, coinvolgimento del gusto. Se l’insorgenza è stata improvvisa spesso la causa è una infezione virale od un trauma, se fluttuante può essere legata ad una rinosinusite, se progressiva ad una malattia degenerativa od all’invecchiamento.

L’esame obiettivo ORL è fondamentale per indagare eventuali patologie a carico della gola e dell’orecchio, ma cruciale è l’esame endoscopico nasale (fibro rinoscopia), che permette di visualizzare la mucosa nasale, eventuali patologie ostruttive o flogistiche in prossimità della porzione alta delle fosse nasali (polipi).

Foto 3 articolo

Non esistono esami del sangue utili alla diagnosi

La misurazione del grado di iposmia si fa con l’olfattometria. Ci sono due modi usuali di valutare l’olfatto. Alcuni esami sono concepiti per misurare la minima quantità di odore rilevabile dal soggetto (test di soglia) . Altri consistono nell’identificare gli odori grattando le pagine di un catalogo cartaceo contenente minuscoli grani pieni di odori specifici .

E spesso necessario ricorrere alla studio per Immagini dei seni paranasali mediante TAC dei seni paranasali senza mezzo di contrasto in tre proiezioni ed allo studio della via olfattoria endocranica mediante RM dell’encefalo sempre con mdc.

Evoluzione

Non esiste una terapia che vada bene per tutti i casi di disturbi dell’olfatto. Solo l’inquadramento diagnostico piò accurato possibile permette di scegliere il trattamento medico o chirurgico adeguato ad ogni singolo caso. Alcuni soggetti recuperano l’olfatto quando guariscono dalla malattia che ne sta causando la perdita. Altri recuperano l’olfatto spontaneamente considerando che i neuroni olfattori si rigenerano ogni 2-4 mesi. Il maggior recupero avviene nei casi post infezione virale. Sei mesi è il termine medio in cui può avvenire il recupero. Dopo trauma cranico che coinvolge il basi cranio anteriore il recupero avviene in meno del 10% dei casi .

Quando l’olfatto è alterato, può capitare di cambiare abitudini alimentari. Alcuni possono mangiare troppo poco e perdere peso, altri mangiare troppo e ingrassare. Poiché il cibo diventa meno gradevole, si potrebbe aver tendenza a salare troppo per percepire un sapore. Questo fatto può causare o peggiorare l’ipertensione arteriosa o malattie renali. In casi gravi, la perdita dell’olfatto può portare alla depressione.

Se non si riesce a trattare con successo il disturbo dell’olfatto, potrebbe convenire ricorrere a un’assistenza psicologica per adattarsi.