Calcoli Salivari: la Scialoendoscopia

Calcoli salivari

Calcoli Salivari: la Scialoendoscopia. La scialoendoscopia è una metodica che, a partire dai primi anni 90’, viene utilizzata routinariamente per la diagnosi ed il trattamento della patologia ostruttiva delle ghiandole salivari maggiori, cambiando di fatto il trattamento delle scialoadeniti ostruttive.

Per la sua attuazione sono richiesti strumenti specifici – sialoendoscopi   miniaturizzati a fibre ottiche di varie misure e diametri che possano essere introdotti entro i dotti salivari.

Esistono anche endoscopi semi flessibili all in one dotati di grande resistenza, manovrabilità e fine risoluzione ottica.

Gli endoscopi possono essere diagnostici, dotati solo di un canale di irrigazione od operativi dotati anche di un canale nel quale possano essere introdotti strumenti operativi, quali pinze a basket, microforbici, palloncinie fibre laser.

Gli sialoendoscopi sono connessi con fonti di luce, telecamere con possibilità di registrazione delle immagini e ad un sistema di irrigazione che consenta di espandere le pareti dei dotti che altrimenti, collassando, impedirebbero la visione.

La procedura piò avvenire in anestesia locale o generale e si compone di de fasi distinte: l’accesso ai dotti salivari e quella endoluminare.

La tecnica classica prevede una dilatazione progressiva della papilla con specifici probes salivari a diametro crescente per espandere il calibro del dotto fino a raggiungere il diametro dell’endoscopio. Esistono anche altre tecniche evolutesi nel tempo che prevedono l’introduzione di un dilatatore su filo guida che mantiene aperto il dotto per permettere l’introduzione dell’endoscopio o l’esecuzione di minipapillotomie.

Una volta introdotto lo strumento, si esplora l’intero albero duttale dal dotto principale ai dotti secondari alla ricerca del calcolo o della ostruzione.

La rimozione del calcolo dipende dalla dimensione, forma, mobilità e localizzazione.

Calcoli di dimensioni inferiori a 3-4 mm , flottanti nel dotto, con contorni regolari, ad asse maggiore parallelo al dotto principale, sono solitamente estratti con una pinza basket che affianca il calcolo, viene aperta e lo intrappola per poi consentirne l’estrazione ritraendola delicatamente.

Se il calcolo è fra 4 e 7 mm e impatta nel lume del dotto, è indicata la litotripsia che può essere effettuata con laser o con lo stonebraker.

Per calcoli > 7mm si previlegia un approccio combinato endoscopico e transorale cervicotomico.

Nei calcoli della ghiandola parotide, oltre al calibro dei calcoli (< 3mm e >3 mm), si deve tenere conto anche della posizione (terzo anteriore-pedio e posteriore del dotto di Stenone).

La Sialoendoscopy ha poche controindicazioni : sialoadeniti acute stenosi completa del dotto distale, calcoli intraparenchimali sintomatici, limitata apertura della bocca.

Le complicanze sono rare (2%) e minori: stenosi del dotto o sua lacerazione, infezione.

Un rigonfiamento temporaneo della ghiandola è frequentemente presente in quasi tutte le procedure (88%) ed è considerato un effetto collaterale più che una complicanza.

 

BIBLIOGRAFIA
Gallo, M. Benazzo, P. Capaccio, L. De Campora, M. De Vincentiis, M. Fusconi, S Martellucci, G. Paludetti , E. Pasquini, R. Puxeddu, R Specaile . Sialoendoscopy: state of the art, challenges and further perspectives. Round Table, 101(st) SIO National Congress, Catania 2014. Available from: https://www.researchgate.net/publication/283837104_

 

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare i seguenti link:

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