Ascessi parafaringei del collo

Gli Ascessi parafaringei del collo

I flemmoni o ascessi Retrofaringei e parafaringei sono infrequenti ma spesso associati a significativa morbidità e potenziale mortalità quando l’infezione raggiunga il mediastino scivolando lungo le fascie dei muscoli del collo. Gli ascessi del collo si manifestano abitualmente in seguito ad un’infezione tonsillare o parotidea, talora dentaria; più raramente all’ingestione di un corpo estraneo o in seguito al trauma di un esame endoscopico. La suppurazione di un linfonodo colliquato che drena l’infezione può essere la causa della diffusione del pus nel collo.  I germi responsabili implicati sono lo Streptococco Beta emolitico di grippo A, lo Staphilococco aureus meticillino resistente ed alcuni germi anaerobi. In caso di raccolta purulenta è necessario effettuare in prelievo per esame batteriologico. Non è infrequente tuttavia che il risultato sia negativo e questo deve far sospettare ls presenza di germi anaerobi non messi in evidenza con le tecniche di trasporto e coltura comunemente utilizzate.

Gli ascessi parafaringei abitualmente guariscono con un trattamento adeguato , consistente in terapia antibiotica endovenosa e steroidea in ambito di ricovero ospedaliero ed eventualmente nel drenaggio chirurgico.

La diagnosi è clinica: febbre, dolore alla deglutizione, rigidità cervicale e alterazione dello stato generale sono comuni. Una dettagliata anamnesi fa comprendere l’origine dell’infezione e l’esame obiettivo del collo e faringe permette di evidenziare la tumefazione più o meno colliquata a la sua sede. E’ importante una definizione spaziale della sede della raccolta ascessuale rispetto al velo stiliano. Il compartimento anteriore prestiloideo non contiene elementi nobili, ma solamente grasso e tessuto linfatico. Gli ascessi retrostiloidei sono potenzialmente più gravi per la presenza della carotide interna, giugulare interna e/o alla. diffusione dell’infezione al mediastino.

Uno studio TAC del collo rappresenta attualmente l’esame di scelta nella valutazione sia degli ascessi cervicali profondi che delle suppurazioni parafaringee. Oltre alla definizione spaziale che permette di guidare il chirurgo nel drenaggio la TAC consente di differenziare infiammazione cellulitica dall’ascesso colliquato in cui la tumefazione appare arrotondata, con centro ipodenso senza incremento dopo l’iniezione di mezzo di contrasto (va sempre fatto) . La capsula dell’ascesso è spesso irregolare e presenta un forte enhancement dopo contrasto.

Il drenaggio chirurgico è indicato in presenza di raccolte ascessuali maggiori di 2 cm, sede retrostiloidea, resistenti alla terapia antibiotica, quando la colliquazione ha raggiunto gli spazi inferiori del collo e presenti rischio di diffusione mediastinica.

L’accesso chirurgico è esterno, sulla guida della definizione spaziale della TAC. e consente di drenare la raccolta purulenta, di effettuare lavaggi della cavità con antisettici ed antibiotici posizionando sempre un drenaggio che consenta anche successivamente all’atto chirurgico di proseguire i lavaggi e la detersione della raccolta. La tempestività del drenaggio chirurgico è determinante. Il tasso di mortalità negli ascessi cervicali estesi si colloca tra 20 e 25% ed interessa il 40% dei casi con coinvolgimento mediastinico.

Di seguito alcuni casi personali trattati con successo.

 

Bibliografia
B.Barry et al. Suppurazioni parafaringea EMC 20.520-A-10, 2002, Elsevier Masson

 

Per ulteriori approfondimenti, si consultino anche i seguenti link:

Indicazioni alla Tonsillectomia nell’adulto

Tonsillectomia con Radiofrequenza al Plasma (Coblator)