Allergie e shock anafilattico nei bambini: cosa fare

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Allergie e shock anafilattico nei bambini: cosa fare

Di fronte a una grave reazione allergica nei bambini, come lo shock anafilattico causato da cibi, farmaci o punture di insetti, l’unico trattamento è l’adrenalina sottocutanea somministrata con un autoiniettore. E’ quanto spiegato in un lavoro di due ricercatori del Johns Hopkins All Children’s Hospital di St. Petersburg, in Florida, pubblicato su JAMA.

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Le segnalazioni di allergie pediatriche sono in aumento per quel che riguarda l’incidenza, anche se non è chiaro se questo sia dovuto ad un aumento del riconoscimento degli eventi o ad un vero e proprio aumento dell’incidenza”, osserva Melendez uno degli autori del lavoro. I sintomi della reazione allergica possono coinvolgere diversi organi e manifestarsi a livello respiratorio, con difficoltà di respirare e gonfiore alla gola che può coinvolgere anche volto o labbra; a livello gastrico con vomito, a livello cutaneo, con eruzioni di vario tipo, e anche a livello cardiaco, con svenimento, debolezza e abbassamento della pressione sanguigna. Lo shock anafilattico, grave e potenzialmente fatale, si verifica, in genere, entro pochi secondi dall’esposizione all’allergene, ma alcune reazioni possono essere ritardate e manifestarsi dopo diverse ore.

E’ necessario insegnare a bambini e genitori come proteggersi. Oltre ad evitare il contatto con cibi e sostanze che abbiano già dato reazioni allergiche, Baiu e Melendez suggeriscono anche di avere a disposizione due iniezioni di epinefrina e di far indossare al bambino un braccialetto di avvertimento.

Entro 24 ore dalla prima reazione potrebbe verificarsene una seconda, senza esposizione alla sostanza. Un bambino su cinque ha una seconda reazione allergica ravvicinata e l’unico modo per ridurre la probabilità che questo accada è assicurarsi che l’adrenalina sia somministrata il prima possibile dopo l’insorgenza dei sintomi.

Fonte: Quotidiano Sanità/Popular Science, modificato